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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di giovedì 21 maggio 2026
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 21 maggio 2026 Nel 2025, nelle carceri italiane, si sono tolte la vita almeno 82 persone. Dall’inizio del 2026, altre 24. Tra loro c’è un ragazzo di 17 anni, arrivato dalla Tunisia come minore straniero non accompagnato, morto nell’istituto penale per minorenni di Treviso dopo poche ore di detenzione. Il tasso di suicidi si attesta a 13 ogni 10.000 detenuti: se la stessa proporzione valesse fuori dal carcere, in Italia si conterebbero 78.000 suicidi l’anno. Sono i dati con cui si apre il XXII Rapporto di Antigone, intitolato “Tutto chiuso”, frutto di 102 visite di monitoraggio svolte nel 2025 dagli osservatori dell’associazione nelle carceri di tutta Italia. Il quadro che emerge non è frutto del caso. Dal 2022, il sistema penitenziario si è chiuso progressivamente per effetto di circolari del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 21 maggio 2026 Un dramma che si consuma “nel silenzio generale”. È la denuncia di don Paolo Selmi, presidente di Fondazione Casa della Carità a Milano, unita a un forte appello alla politica contro “chi pensa di risolvere tutto aumentando la repressione o costruendo nuove carceri”. Il progetto sperimentale tra Fondazione e carcere di San Vittore. “Una società che pensa di risolvere tutto aumentando la repressione o costruendo nuove carceri non si interroga sulle cause profonde dell’esclusione sociale e del disagio. Ogni suicidio in carcere è una sconfitta per lo Stato e per la comunità, e il silenzio sul cercare non fa bene alla democrazia”.
di Matteo Prioschi
Il Sole 24 Ore, 21 maggio 2026 Esenzione se l’interruzione del rapporto di lavoro è collegata a cause esterne alla volontà dell’azienda e del lavoratore. Se un datore di lavoro, diverso dall’amministrazione penitenziaria, licenzia un detenuto suo dipendente non deve versare il ticket di licenziamento se l’interruzione del rapporto di lavoro è dovuta a eventi esterni e non riconducibili alla disponibilità delle parti. È il caso, ad esempio, della revoca, al detenuto, del permesso al lavoro esterno oppure il trasferimento in un altro istituto penitenziario.
di Frank Cimini
L’Unità, 21 maggio 2026 Alfredo Cospito e l’Indonesia. Cosa c’entrano? La fantasia e l’immaginazione del ministro della Giustizia Carlo Nordio e delle sue teste d’uovo non hanno limiti. Tra i motivi per i quali hanno prorogato di altri due anni l’applicazione dell’articolo 41 bis del regolamento carcerario ci sono delle cose assolutamente surreali. Dicono e scrivono dal ministero di attentati incendiari fatti in Indonesia da una cellula anarchica tra il 2024 e il 2025 che dimostrerebbero la pericolosità tuttora attuale di Cospito. Come faccia un detenuto ristretto in un carcere di massima sicurezza con il regime più duro possibile a essere messo in relazione con quanto accade in un paese lontano dall’altra parte del mondo non si capisce.
di Simona Musco
Il Dubbio, 21 maggio 2026 Le linee guida resistono alle pressioni esterne: solo piccoli emendamenti per evitare ricadute organizzative. Voto finale in plenum il 3 giugno. “Sulla protezione reputazionale non arretriamo”. Le pressioni esterne non hanno funzionato. Il Csm non ha alcuna intenzione di riscrivere le regole anti-gogna, né di rinunciare all’obbligo di rettifica contestato da diversi procuratori. Magistrati che, stando a quanto trapela, si sarebbero lamentati soprattutto a mezzo stampa, e non direttamente coi consiglieri togati, gettando comunque una parte di Palazzo Bachelet nel panico. Una reazione passeggera: alla fine è bastato proporre cinque emendamenti mirati per lasciare il testo intatto nella sostanza, correggendo il tiro esclusivamente laddove si rischiavano cortocircuiti organizzativi.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 21 maggio 2026 Dopo il bombardamento mediatico del quotidiano di Travaglio, il Csm rinvia l’adozione delle linee guida sui rapporti fra pm e media. Misure di civiltà che permetterebbero a chi ha subito una detenzione ingiusta o un’accusa infondata di vedere diffusa la notizia della propria assoluzione. Il bombardamento mediatico degli ultimi giorni da parte del Fatto sul presunto “bavaglio” (in realtà inesistente) che il Consiglio superiore della magistratura avrebbe voluto imporre alle procure ha avuto successo: ieri il plenum del Csm ha infatti deciso di rinviare la discussione sulle nuove “Linee guida per l’organizzazione degli uffici giudiziari ai fini di una corretta comunicazione istituzionale”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 21 maggio 2026 Professore avvocato Oliviero Mazza, ordinario di Diritto processuale penale presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, cosa ne pensa delle nuove linee guida del Csm sulla comunicazione istituzionale? Basterebbe rispettare le leggi vigenti, senza bisogno dei soliti provvedimenti di soft law che, come noto, lasciano il tempo che trovano. Ci sono regole precise tanto nel codice di procedura penale quanto in quello penale sostanziale che vengono sistematicamente violate a tutti i livelli. Non mi convince l’idea stessa di una “comunicazione” istituzionale. Ritengo, invece, che i magistrati debbano parlare con i loro provvedimenti e con la loro azione, senza comunicazioni di sorta. Se l’atto è ostensibile, i mezzi di informazione possono avervi accesso nelle forme di legge, altrimenti la questione è chiusa in partenza.
di Errico Novi
Il Dubbio, 21 maggio 2026 Non è la prima volta che i pubblici ministeri indagano un avvocato non perché sorpreso nel compimento di attività illecite, ma perché passa per attività illecita la stessa funzione difensiva. Capita meno di frequente che le accuse a un penalista si elevino a tal punto da consentire, nei suoi confronti, il ricorso alle intercettazioni. Ma a volte capita. Solo che a Perugia, dove a essere stata “spiata” è una valentissima e stimatissima avvocata, Daniela Paccoi, si sono dimenticati di spegnere le microspie. Le hanno lasciate accese in tutte e quattro le sale colloqui del carcere. E così ora, nei file custoditi dalla Procura, ci sono le conversazioni di almeno altri 6 legali del Foro umbro, totalmente estranei all’inchiesta su Paccoi, con altri detenuti altrettanto ignari ed estranei al caso “di partenza”.
GIURISPRUDENZA
di Pietro Alessio Palumbo
Il Sole 24 Ore, 21 maggio 2026 Rileva la condotta tenuta contro il pubblico ufficiale che reca offesa all’istituzione carceraria e istiga alla disobbedienza verso gli agenti penitenziari con la conseguenza di mettere a rischio la sicurezza in tale ambito. La Corte di cassazione penale - con la sentenza n. 15023/2026 - ha chiarito che l’offesa rivolta a pubblici ufficiali operanti in ambiente carcerario non può essere letta come un episodio isolato di mera intemperanza verbale quando le espressioni offensive si inseriscono in una condotta complessiva di aggressione, intimidazione e sistematica delegittimazione dell’autorità. La sesta sezione penale, pronunciandosi su una vicenda maturata all’interno di una casa circondariale ha affermato un principio di forte impatto pratico: la tutela del prestigio della funzione pubblica non riguarda soltanto l’onore personale del singolo agente, ma investe direttamente la tenuta dell’ordine e della sicurezza negli istituti penitenziari.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 21 maggio 2026 Per la Cassazione, sentenza n. 8201/2026, chi provoca o accetta uno scontro violento può invocare la scriminante solo davanti a una reazione del tutto imprevedibile ed eccentrica rispetto al rischio accettato. Quando scatta, se scatta, la scriminante della legittima difesa per chi ha accettato una sfida? Per esempio, andare sotto casa di una guardia giurata dopo giorni di aggressioni e violenze reciproche, in due e armati di una spranga, significa accettare anche il rischio di una reazione anche armata. Per questo la legittima difesa non può essere invocata. La risposta dell’avversario, infatti, deve essere del tutto imprevedibile ed eccentrica rispetto al pericolo originariamente accettato.
ansa.it, 21 maggio 2026 È per lo più a tinte fosche la situazione carceraria italiana, connotata da “sofferenza e mancanze”, la relazione annuale 2025 che sarà presentata il prossimo 25 maggio (ore 11,30) da Samuele Ciambriello, garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Campania, nella Sala Antonio Metafora del Tribunale di Napoli, alla presenza del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli e del suo presidente Carmine Foreste. Ci sarà, all’incontro, saranno presenti Maria Rosaria Covelli (presidente della Corte di Appello di Napoli) e Patrizia Mirra (Presidente del Tribunale della Sorveglianza di Napoli) che, con il presidente Foreste, daranno inizio all’evento con i loro indirizzi di saluto.
Il Dubbio, 21 maggio 2026 La famiglia del ventiseienne accusato del femminicidio di Sara Campanella denuncia presunte negligenze nella custodia. La morte di Stefano Argentino nel carcere di Messina Gazzi apre un nuovo fronte giudiziario e umano attorno alla tutela dei detenuti fragili. Il ventiseienne di Noto, accusato del femminicidio della studentessa Sara Campanella, avvenuto il 31 marzo 2025, si è tolto la vita mentre era ristretto in istituto. Sul decesso la Procura ha aperto un’inchiesta per omissione in atti d’ufficio e morte come conseguenza di altro delitto, iscrivendo sette persone nel registro degli indagati e disponendo l’autopsia. A parlare è la madre, Daniela Santoro, che chiede verità sulle condizioni di custodia del figlio e sulle eventuali responsabilità di chi avrebbe dovuto proteggerlo.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 21 maggio 2026 Venerdì scorso, nel carcere napoletano di Poggioreale “Giuseppe Salvia”, è stata presentata la terza edizione della “Guida ai diritti e ai doveri dei detenuti”, il volume realizzato dalla Commissione sull’Esecuzione della pena de “Il Carcere possibile onlus”, composta da membri dell’associazione, con il contributo del magistrato di sorveglianza, Maria Picardi, tra i redattori del testo. Nel suo intervento, il presidente de “Il Carcere possibile onlus”, l’avvocato Mara Esposito Gonella, ha voluto ricordare la figura dell’avvocato Riccardo Polidoro scomparso nel 2024, fondatore dell’associazione e promotore di numerose iniziative dedicate ai diritti delle persone detenute: “L’idea della Guida è stata sua, è una sua creatura, ora replicata negli anni, attraverso i necessari aggiornamenti”.
di Francesco Oliva
La Repubblica, 21 maggio 2026 Tredici uomini reclusi a Borgo San Nicola lasceranno le celle per il progetto “Io Salvo” che ha lo scopo di rieducare e reinserire a livello sociale e lavorativo i detenuti: hanno già conseguito il diploma di assistenti bagnanti. Un imprenditore: “Lo facciamo per aiutare, dare una nuova opportunità a chi ha sbagliato ma è pronto a rimettersi in gioco”. Un’opportunità da cogliere al volo per reinserirsi nella vita sociale. In attesa di non avere più alcun vincolo con la giustizia. Dal carcere in spiaggia con “una grande voglia di riscattarsi”.
di Marina de Ghantuz Cubbe
La Repubblica, 21 maggio 2026 Studenti donano materiale didattico ai detenuti universitari: “Non li lasciamo soli”. Lunedì 25 maggio alla Cappella della Sapienza lo spettacolo “La forma del vuoto” sarà un momento di confronto e solidarietà. Poi alle 20 la performance aperta a tutti. Teatro, impegno sociale e diritto allo studio si incontrano alla Cappella della Sapienza, dove lunedì 25 maggio andrà in scena “La forma del vuoto”, spettacolo teatrale scritto e diretto da Francesco d’Alfonso. Un’occasione per gli studenti dei licei romani di donare materiale utile agli universitari detenuti. “Dei circa 125.000 studenti della Sapienza, 73 sono detenuti - spiega don Gabriele Vecchione che è anche presidente della Comunità San Filippo Neri.
di Camilla Sorregotti
Gazzetta di Mantova, 21 maggio 2026 L’appello lanciato dalla diocesi per la quaresima: biancheria e saponi raccolti da Caritas e quasi 8mila euro dalle parrocchie. Quasi ottomila euro e oltre 800 chili di beni di prima necessità. È stata un successo la raccolta fondi organizzata dalla Diocesi durante il periodo quaresimale a sostegno delle persone detenute e dei progetti di reinserimento. La raccolta delle offerte è avvenuta nelle parrocchie e nelle unità pastorali o attraverso donazioni di privati. I beni di prima necessità invece - biancheria intima, dentifrici, sapone e shampoo - sono stati raccolti in dieci centri Caritas dislocati su tutto il territorio diocesano. Nello specifico, ad Asola, Castiglione delle Stiviere, Mantova, San Giorgio Bigarello, Suzzara, Quistello, Moglia e Poggio Rusco.
di Caterina Iannaci
Corriere di Siena, 21 maggio 2026 “Un bar di paese” è l’allestimento scenico scritto dai ragazzi della casa circondariale di Santo Spirito di Siena con la compagnia Lalut e Egumteatro. “Un bar di paese”, l’allestimento scenico scritto dai ragazzi della casa circondariale di Santo Spirito di Siena con la compagnia Lalut e Egumteatro, ha vinto il Premio teatrale Maurizio Costanzo nelle carceri 2026 e può quindi essere rappresentato al Teatro Parioli-Costanzo alla presenza di prestigiose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. Si tratta della seconda edizione di un premio rivolto alle compagnie teatrali che operano nelle carceri italiane. Presente anche il cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena- Colle di Val d’Elsa-Montalcino.
AFFARI SOCIALI
di Riccardo Magi
L’Unità, 21 maggio 2026 Dobbiamo fare attenzione a non rendere Marco Pannella una icona rassicurante perché era tutto tranne che rassicurante, ci sbatteva in faccia le cose che gli altri rimuovevano e voleva che ci si attivasse per fare qualcosa. Il tema del carcere e il tema delle carceri italiane è l’enorme tema rimosso dalla politica e dalle istituzioni italiane, perché riguarda l’illegalità costituzionale dello Stato, non è solo un tema umanitario, come abbiamo appreso dall’attività e dall’impegno di Marco. È arrivato il momento di una nuova convocazione straordinaria del parlamento su questo: penso che sia inaccettabile che questa legislatura si concluda con i numeri del sovraffollamento che schizzano in alto, con le condizioni disumane che sono in continuo peggioramento, come dimostrano anche i numeri diffusi ieri da Antigone, e con la rimozione totale che viene fatta dai vertici istituzionali di questo problema.
di Luca Angelini
Corriere della Sera, 21 maggio 2026 Negare che l’immigrazione possa creare problemi sarebbe ingenuo. Numeri e analisi, però, sembrano suggerire che sarebbe molto meglio sfidarsi su come gestirla, anziché su come impedirla. “La frana demografica che sta caratterizzando la nostra epoca sta guadagnando velocità e terreno - ha scritto qualche giorno fa, sul Financial Times, John Burn-Murdoch, in una ricca analisi dei trend mondiali -. In oltre due terzi dei 195 Paesi del mondo, il numero medio di figli per donna è sceso al di sotto del “tasso di sostituzione” di 2,1, necessario per mantenere stabile la popolazione senza immigrazione. In 66 Paesi, la media è ora più vicina a uno che a due. In alcuni, il numero più comune di figli per donna è zero (...).
ESTERI
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 21 maggio 2026 Dignità dei prigionieri e propaganda: la flotilla e il caso Ben-Gvir. Israele e la linea rossa della democrazia. Il prigioniero è sacro. O, almeno, dovrebbe esserlo. Così come la sua dignità. Interi scaffali di convenzioni e dichiarazioni universali stanno lì a tracciare una linea rossa tra “noi” e “loro”. Dove “noi” siamo le democrazie liberali, gli stati di diritto, quell’insieme di entità e comunità che nei secoli hanno metabolizzato e tradotto in norme il razionalismo illuminista, la reazione etica ai totalitarismi, Beccaria, Kant e Montesquieu, Hannah Arendt, Emmanuel Lévinas e tanto altro ancora. E “loro” sono le segrete dei regimi, l’oscurantismo medievale di ritorno, i campi di rieducazione delle tirannidi, i boia di Teheran e i tunnel di Hamas.
di Anna Foa
La Stampa, 21 maggio 2026 Il video che ritrae Ben-Gvir tra gli attivisti della Flotilla è una bomba gettata in un contesto incandescente. Il ministro israeliano Ben-Gvir ha visitato nel porto israeliano di Ashdod gli attivisti della Flotilla rapiti dall’IDF in acque internazionali, legati e costretti a stare inginocchiati col volto a terra in una posizione quanto mai umiliante. Il ministro, non nuovo a simili azioni nei confronti di detenuti ammanettati, li ha violentemente irrisi. Lo vediamo in un video che non è un falso creato dall’Ai, ma un video autentico, divulgato sul sito ufficiale di Otzmà Yehudit, il partito di Ben-Gvir. Una donna che ha cercato di resistere all’ordine di inginocchiarsi e che ha gridato «Palestina libera» è stata buttata a terra con violenza dai soldati, mentre Ben-Gvir commentava: "Ben fatto, Tovà".
di Monica Ricci Sargentini
Corriere della Sera, 21 maggio 2026 “Non eroi ma terroristi, guardate come sono ridotti”. Il video choc: gli arrestati messi in ginocchio, un uomo trascinato da due agenti. E il ministro di Netanyahu incita i soldati: “Ottimo lavoro”. Le immagini si aprono con una donna in piedi, indossa una maglietta verde, ha una benda nera sugli occhi e le mani legate dietro la schiena. È Cat, un’attivista irlandese della Global Sumud Flotilla. Intorno a lei ci sono agenti della sicurezza israeliana con il volto coperto. A un certo punto la giovane comincia a gridare: “Free, free Palestine”. Fa appena in tempo a ripeterlo due volte che i soldati le si lanciano addosso. “Buona, buona”, le dicono mentre la spingono verso il basso e la costringono a inginocchiarsi. In sottofondo si sente una voce che elogia gli agenti: “Ottimo lavoro”.
di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 21 maggio 2026 Entro 60 giorni i giudici decideranno se la Corte ha giurisdizione sul caso che coinvolge il sodale del torturatore Almasri. Caso che sta scoperchiando il sistema di violenze e i crimini commessi dal 2014 al 2020 a danno di migranti, oppositori e attivisti nel carcere che sorge vicino la pista dell’aeroporto di Tripoli. È iniziato il secondo giorno di udienza preliminare alla Corte penale internazionale nei confronti di Khaled al Hishri, membro delle milizie Rada che insieme a Osama Almasri e altri ufficiali gestiva il centro di detenzione per migranti di Mitiga. Al Hishri è accusato di 17 capi di imputazione diversi tra cui crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi in Libia dal 2015 al 2020. Era stato arrestato dalle autorità tedesche nel luglio del 2025 e poi è stato estradato lo scorso dicembre.
di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 21 maggio 2026 “Le norme e le istituzioni create per il rispetto dei nostri diritti vengono svuotate. Per Trump, Netanyahu, Putin e i loro emuli il diritto internazionale non vale, sono leader predatori. Intanto l’Ue continua a mostrarsi forte con i deboli, inasprendo sempre più le sue contro le persone migranti, richiedenti asilo e rifugiate, e debole coi forti”. Intervista a Riccardo Noury, Portavoce di Amnesty International Italia, saggista, una vita dedicata alla battaglia per il rispetto dei diritti umani in Italia e nel mondo.
DOCUMENTI
"Tutto chiuso. XXII Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione". Cartella stampa
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 19 maggio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
Giornata nazionale di studi: "Punire i giovani" (Casa di Reclusione di Padova, 22 maggio 2026)
APPUNTAMENTI
Convegno. "Pena e opinione pubblica: gli attori del populismo penale" (Roma, 21 maggio 2026)
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 24 maggio 2026
Seminario. "Il regime detentivo del 41 bis O.P. tra diritti e sicurezza" (Cagliari, 25 giugno 2026)
CONCORSI E PREMI