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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di domenica 17 maggio 2026
di Emma Bonino e Riccardo Magi
La Repubblica, 17 maggio 2026 A dieci anni dalla morte del leader radicale il ricordo non è sufficiente: bisogna prendere sul serio le sue battaglie. A dieci anni dalla morte di Marco Pannella, sono in tanti a ricordarne il ruolo nella storia italiana. Si propongono molte iniziative di commemorazione, se ne riconoscono le battaglie per i diritti civili, lo Stato di diritto, il garantismo, la dignità delle persone detenute. È giusto. Ma con Marco c’è sempre stato un rischio: trasformarlo in un’icona rassicurante, dimenticando quanto le sue battaglie continuino ancora oggi a disturbare le coscienze e a mettere la politica davanti alle proprie responsabilità.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 17 maggio 2026 L’analisi degli uffici del massimario. Il punto più “controverso”, per stesse parole dei giudici, è il fermo preventivo di dodici ore introdotto all’articolo 7. L’ufficio del Massimario della corte di Cassazione ha pubblicato la propria analisi dell’ultimo decreto sicurezza del governo, convertito in legge lo scorso 24 aprile. In 129 pagine pubblicate il 13 maggio gli ermellini hanno sottolineato tutte le criticità del quarto provvedimento securitario dell’esecutivo, a partire dai rischi di costituzionalità. Lo fanno appoggiandosi ai tanti pareri di costituzionalisti e penalisti che negli ultimi mesi hanno commentato e criticato il decreto. Solo un anno fa, per analisi simili che il Massimario pubblicò sul precedente dl Sicurezza e sul protocollo con l’Albania, i giudici finirono sotto il fuoco della maggioranza: Maurizio Gasparri di Forza Italia disse che quegli uffici erano stati “occupati dai centri sociali”.
di Irene Famà
La Stampa, 17 maggio 2026 Il presidente Tango: “Ora lavoriamo per i problemi reali della giustizia”. Il segretario: “Da Nordio rassicurazioni parziali”. È il giorno dell’orgoglio della magistratura. Dopo la vittoria del No al referendum costituzionale sulla Giustizia, l’Associazione nazionale magistrati si ritrova in Cassazione per l’assemblea di tutti gli iscritti. La soddisfazione per il successo del voto del 22 e 23 marzo è condivisa: “Abbiamo scelto la speranza e non ha deluso”. Ma è anche momento di bilanci: quale, ora, il ruolo della magistratura e dell’Anm? Ci sono le questioni interne e quelle della giustizia in senso più generale e i rapporti con il governo, da ricucire e rinsaldare dopo gli scontri dei mesi scorsi. Anche se il confronto di fine aprile con il Guardasigilli sembra aver segnato una sorta di equilibrio precario. “Da Carlo Nordio - spiegano i magistrati - abbiamo ricevuto rassicurazioni parziali sul tema della giustizia”.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 17 maggio 2026 Il Consiglio superiore peggio del Governo: nuovi divieti alle toghe Niente interviste o “canali informativi riservati”, ma solo comunicati o tutt’al più, “in via eccezionale”, conferenze stampa. Vietate “aggettivazioni enfatiche, dettagli superflui, denominazioni suggestive delle operazioni” e “ogni espressione che presenti l’indagato o l’imputato come colpevole”. Proibito citare tra virgolette le ordinanze di arresto, mentre sono raccomandate “rettifiche, precisazioni e aggiornamenti” se uno sviluppo successivo contraddice l’ipotesi d’accusa.
di Sara Busato
Corriere del Veneto, 17 maggio 2026 Inaugurazione al Due Palazzi. Le storie dei detenuti: “Così superiamo i pregiudizi”. Al Due Palazzi c’è chi ha imparato l’italiano partendo da una cella e chi, tra trasferimenti e anni di detenzione, ha scelto di iscriversi all’università per ricominciare da sé. Butungu, originario del Congo, ricorda ancora il giorno del suo ingresso in carcere: “Non parlavo una parola di italiano. Per me lo studio è cultura e può superare i pregiudizi”. Oggi è diplomato e frequenta scienze politiche. Alessandro, invece, rivendica con orgoglio un piccolo primato personale: è il primo detenuto dell’ateneo patavino iscritto al corso di laurea in lingue.
di Maddalena Berbenni
Corriere della Sera, 17 maggio 2026 L’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra: “Situazione insostenibile, servono subito un indulto e strutture territoriali”. I numeri sul sovraffollamento: 590 detenuti ma la capienza è di 319. Psichiatrici e tossicodipendenti “senza una vera assistenza”. Spinta da una “forte motivazione” a trasformare in qualcosa che vada “a beneficio della collettività” l’esperienza “traumatica” vissuta tra l’11 febbraio 2023 e il 24 maggio 2024 nelle carceri ungheresi, l’eurodeputata Ilaria Salis, 41 anni, di Alleanza Verdi e Sinistra, si presenta a Bergamo per una visita a sorpresa in carcere. L’incarico glielo consente, Salis lo ha già fatto in altre città lombarde (Brescia, Pavia, Como, Milano) e non (Roma, Napoli, Reggio Calabria).
trevisotoday.it, 17 maggio 2026
Conclusi i corsi di formazione professionale per 35 detenuti della casa circondariale. Nuova iniziativa sperimentale sulla stesura dei curricoli e simulazione dei colloqui. Si è concluso con successo il ciclo formativo 2026 promosso dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Treviso nella Casa Circondariale di Santa Bona. L’iniziativa, che consolida il percorso iniziato nel 2024, ha visto gli specialisti della Commissione Sicurezza dell’Ordine impegnati in 36 ore di docenza frontale e pratica per fornire competenze tecniche immediatamente spendibili nel mercato del lavoro.
parmatoday.it, 17 maggio 2026 La denuncia dell’associazione Yairaiha Ets: “Recentemente, per consentire l’ingresso degli stessi medici chiamati a visitare un detenuto, sono trascorsi mesi senza risposte chiare e definitive”. Sembra sempre più difficile, per i medici di fiducia - quindi esterni alla struttura penitenziaria - entrare all’interno del carcere. Anche in quello di via Burla a Parma. L’associazione Yairaiha Ets denuncia la situazione che si verificherebbe in diversi penitenziari, compreso quello parmigiano. Dove, secondo quanto sottolineato dai volontari, sarebbe anche necessario il pagamento di una quota.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 17 maggio 2026 A lanciarlo è l’associazione Yairaiha Ets per il detenuto scandianese, che si trova ricoverato in una situazione sanitaria critica. Marco è una persona gravemente malata, oggi ricoverata in ospedale in regime detentivo, con condizioni cliniche estremamente serie e già più volte ritenute incompatibili con il carcere. Secondo i sanitari che lo hanno in cura, l’attuale gestione con piantonamento fisso starebbe rendendo più difficile una presa in carico sanitaria adeguata. Prima ancora della custodia, dovrebbe contare il diritto di una persona gravemente malata a essere curata in modo dignitoso e adeguato”.
ausl.pr.it, 17 maggio 2026 Il 19 maggio esperti e istituzioni a confronto su salute mentale, dipendenze, percorsi di recupero e reinserimento delle persone detenute. Il carcere non solo come luogo di punizione, ma uno spazio di cura, responsabilità e riabilitazione. È questo il tema centrale del convegno “Oltre la pena: punire o riabilitare?” in programma martedì 19 maggio alla Certosa di Parma. L’evento formativo, promosso dal Dipartimento Assistenziale Integrato Salute mentale e Dipendenze patologiche dell’Azienda Usl di Parma, sarà dedicato al confronto su temi di forte rilevanza sociale e sanitaria: il diritto alla cura delle persone detenute, la salute mentale negli istituti penitenziari, le dipendenze patologiche, la prevenzione del rischio suicidario, i progetti alternativi alla detenzione e i percorsi di reinserimento sociale.
comune.firenze.it, 17 maggio 2026 “Il caso di Omar non è un’eccezione. Il problema non è la singola amministrazione competente, è l’assenza di un sistema di presa in carico alla scarcerazione”. “La storia di Omar - nome di fantasia, 26 anni, patologie psichiatriche certificate - è arrivata ieri ai microfoni di Novaradio e oggi sulle pagine de La Nazione ed è importante che sia ben visibile. Un magistrato di sorveglianza aveva disposto la revoca della custodia cautelare e il collocamento in una struttura sanitaria adeguata. Quello che è seguito è la fotografia di un sistema che non esiste: dimissioni da Sollicciano con copertura farmacologica limitata a pochi giorni, l’indicazione di raggiungere autonomamente il presidio sanitario di Prato, nessuna adeguata presa in carico sanitaria né sociale, nessuna soluzione per la notte.
di Mauro Zanutto
Corriere del Veneto, 17 maggio 2026 “Ponti” cresce, raddoppia e apre una nuova finestra sul carcere femminile della Giudecca. A un anno dalla nascita, il giornale della casa circondariale Santa Maria Maggiore ha ampliato la redazione coinvolgendo anche le detenute, protagoniste di una nuova sezione della rivista. “Scrivere, per una donna reclusa, significa esistere di nuovo nello spazio pubblico, affrancandosi dall’etichetta del reato per riabitare la propria dimensione di persona”, motiva nella rivista la direttrice del carcere della Giudecca, Maurizia Campobasso.
comune.orvieto.tr.it, 17 maggio 2026 Il progetto del Comune di Orvieto illustrato al Salone del Libro di Torino nello spazio espositivo della Regione Umbria: “I servizi bibliotecari parte integrante dei percorsi di rieducazione e reinserimento sociale”. Prenderanno il via da giovedì 21 maggio nella Nuova Biblioteca pubblica “Luigi Fumi” i laboratori di scrittura creativa per i detenuti della Casa di reclusione di Orvieto nell’ambito del progetto “Libro, passaporto per la vita”. L’iniziativa è stata annunciata e illustrata giovedì 14 maggio a Torino nel corso del panel “Lettura e biblioteche in carcere. Pratiche da promuovere, diritti da garantire” che si è tenuto nello spazio espositivo della Regione Umbria al Salone Internazionale del Libro.
materanews.net, 17 maggio 2026 Anche i detenuti della Casa circondariale di Matera si sono interrogati sul tema della XI edizione di Amabili Confini - Labirinto - discutendone con i loro educatori. Dal confronto sono nate alcune riflessioni che verranno lette in occasione dell’incontro di lunedì 18 maggio a cui parteciperà la dott.ssa Mariele Divincenzo, componente dell’associazione Antigone e dal 2022 membro dell’Osservatorio regionale della Basilicata. Sarà un momento di scambio profondo in cui si darà spazio ai bisogni di relazione dei detenuti. Ancora una volta sarà la parola il tramite per creare un legame di vicinanza, se pur temporaneo, con chi vive sulla propria pelle i disagi di un’esistenza privata della componente affettiva e umana.
di Federica Nannetti
Corriere di Bologna, 17 maggio 2026 Successo per la festa della famiglia in carcere: “Non si è solo il proprio errore”. In tanti hanno scritto una lettera a mano, qualcuno ha mandato una mail, qualcun altro ancora, alla fine del pranzo, si è fermato con i volontari: “Ci vediamo l’anno prossimo. Grazie”. Segno che “l’obiettivo è stato raggiunto”. Anzi, superato, perché le adesioni alla festa della famiglia al carcere della Dozza sono state più del previsto, tanto da dover allungare di un giorno l’iniziativa: ieri sarebbe dovuto essere l’ultimo giorno e invece si concluderà oggi per dare a tutti l’opportunità. Una tradizione, lunga tutta la settimana, che è arrivata alla sua 15esima edizione e che è una delle pochissime esperienze di questo tipo in Italia: a rotazione, i detenuti che ne hanno fatto richiesta, hanno potuto pranzare con i propri familiari ed eventualmente con i propri figli.
di Gianluca Pace
blitzquotidiano.it, 17 maggio 2026 Risultati incoraggianti arrivano dal progetto di pet therapy attivato nella casa circondariale Carmelo Magli di Taranto, dedicato ai detenuti con fragilità o disagio psichico. L’iniziativa, promossa da Confcooperative Taranto con il coinvolgimento della direzione del carcere, del dipartimento di Salute mentale dell’Asl Taranto e del Wwf Taranto, è stata presentata nel corso di una conferenza stampa. Le attività, partite nel febbraio 2024, prevedono incontri settimanali con cani di piccola taglia inseriti in percorsi terapeutici personalizzati.
di Nadia Ferrigo
La Stampa, 17 maggio 2026 Psicologo e presidente della Fondazione Minotauro di Milano: “Secondo tutte le ricerche serie è la scuola il luogo che crea più di malessere ai giovani”. “Figlio mio, soffri? Non preoccuparti. Ti porto dallo psicologo”. Se la corsa collettiva alla psicoanalisi come rimedio a ogni inciampo della vita fosse in realtà una scorciatoia per genitori, insegnanti e la superstite comunità educante? Ne parliamo con Matteo Lancini, psicologo e presidente della Fondazione Minotauro di Milano con alle spalle qualche decennio di pratica con famiglie e giovani adulti.
di Irene Famà
La Stampa, 17 maggio 2026 Il leader leghista: “In troppe città italiane l’integrazione delle cosiddette seconde generazioni è fallita”. La politica polemizza, cerca spiegazioni, ma soprattutto punta il dito sulla sicurezza. Poche ore dopo la strage mancata di Modena, sulle agenzie piovono commenti e dichiarazioni. E così mentre Salvini tuona contro l’immigrazione, c’è chi tiene la barra dritta e invita alla cautela. La premier Giorgia Meloni segue l’evolversi della situazione, chiama il sindaco di Modena, poi, sui social, scrive che “quanto è accaduto è un fatto gravissimo” e confida che “il responsabile risponda fino in fondo delle sue azioni”.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 17 maggio 2026 Lunedì la nave era stata attaccata dalle motovedette libiche dopo aver salvato 90 persone. Risulta indagato per “favoreggiamento dell’ingresso illegale” il capitano della nave di soccorso Sea - Watch 5 sbarcata venerdì a Brindisi come da ordine delle autorità italiane. La stessa barca che l’11 maggio scorso, dopo aver salvato in mare 90 persone (di cui 25 minori), era stata attaccata da due motovedette libiche. Dopo l’episodio Sea-Watch aveva criticato pubblicamente Italia, Germania e Ue per il loro sostegno alle milizie di Tripoli. Non a caso entrambe le motovedette che hanno mitragliato e tentato di dirottare l’imbarcazione erano state donate dal governo italiano ai miliziani nell’ambito dei patti tra i due paesi per il “contenimento” delle partenze.
di Matteo Sannicolò
Corriere dell’Alto Adige, 17 maggio 2026 Il corteo si è riunito a Piedicastello: al centro della contestazione il presidente Fugatti. “Il Cpr non è altro che un lager. Dove le persone vengono private di qualsiasi diritto. È anticostituzionale: non lo vogliamo né a Trento né altrove”. È questo il messaggio comune che risuona nelle parole dei circa mille manifestanti, scesi in piazza ieri pomeriggio per ribadire la loro ferma contrarietà alla realizzazione di un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) all’interno del capoluogo trentino. Al centro della contestazione, in particolare, è finito il presidente della provincia Maurizio Fugatti, che lo scorso ottobre ha firmato un accordo con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 17 maggio 2026 Rigidità di applicazione del reato di tortura, apertura a nuovi sperimenti nelle politiche migratorie tra cui rimpatri con meno tutele e costruzione di return hubs, la Dichiarazione adottata in Moldavia mette pressione sui giudici e colpisce i migranti. Aspettative confermate. Il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha adottato la Dichiarazione di Chişinău con la quale ridefinisce il rapporto tra diritti fondamentali della persona e politiche migratorie. Il documento conferma la tendenza già in corso da tempo, che punta a facilitare i rimpatri e le deportazioni anche attraverso la creazione dei cosiddetti return hubs in paesi terzi. Sebbene la dichiarazione non è vincolante ha una forte valenza politica.
di Sara Gentile*
Il Domani, 17 maggio 2026 Il terrore dell’altro da sé produce in Europa intolleranza e comportamenti violenti tali da trasformare il continente in una grande regione barbara. Ma come diceva Todorov, i barbari non sono quelli di cultura diversa, bensì quelli che si rifiutano di riconoscere l’altro. Da molti anni le democrazie occidentali sono attraversate da mutamenti profondi e assalite da movimenti e partiti populisti variamente declinati, dai paesi nordici a quelli mediterranei dell’Europa, al vasto territorio degli Usa dove soffia un vento pesante che ancora non recede. In Europa sembra che secoli di civiltà, di arte, cultura, bellezza cercata e realizzata si stiano sbriciolando e i voli della mente sembrano uccelli braccati in un cielo tempestoso.
di Fabio Carminati
Avvenire, 17 maggio 2026 Devyn Brown e Kathryn Coiner-Collier guidano “Las Güeras Aliadas”, progetto nato a novembre per rintracciare i migranti fermati dagli agenti federali e ricongiungerli alle famiglie oltre il confine messicano. La notte di Natale dell’anno scorso, la famiglia di Fernanda si preparava alla tradizionale cena della vigilia nella casa di Oaxaca, in Messico. Come ormai da quattro anni uno dei posti a tavola sarebbe rimasto apparecchiato, ma vuoto, perché suo padre non poteva tornare a casa. Perché dal 2021 era emigrato a nord, negli Stati Uniti: irregolare tra gli altri irregolari, una notte aveva varcato il confine per cercare un lavoro saltuario e mandare i soldi a casa alla famiglia rimasta sull’altopiano della Sierra Madre del Sud.
di Raffaella Chiodo Karpinsky
Avvenire, 17 maggio 2026 La scienziata e dissidente si è tolta la vita a 80 anni, dopo anni di attivismo sul fronte dei diritti umani. La sua lettera d’addio è un atto d’accusa. “Devo andarmene, non riesco più a sopportare di vivere. Da quando Putin ha attaccato l’Ucraina e uccide persone innocenti, mentre da noi continua a mandare in prigione migliaia di persone che lì soffrono e muoiono solo perché, come me, sono contro la guerra e contro gli omicidi”. “Ho cercato di aiutarli, ma le mie forze sono esaurite e giorno e notte soffro per la mia impotenza. Mi vergogno, ma mi arrendo. Per favore, perdonatemi”. Sono parole scritte in una lettera lasciata da Nina Litvinova che aveva 80 anni.
di Paolo Lambruschi
Avvenire, 17 maggio 2026 Tomas è stato condannato a morte con altri 200 etiopi del Tigrai senza interprete né assistenza legale. La data dell’esecuzione è segreta: le ultime tre il 21 aprile. Potrebbero andare a prendere in cella Tomas anche stanotte per ucciderlo. Tomas - il nome è di fantasia per non abbreviargli la vita, la storia no - è uno dei 200 detenuti etiopi, o forse di più, tutti giovani, condannati a morte nella prigione di Khamis Mushait, nel sud-ovest dell’Arabia Saudita, per traffico di droga. Le guardie sono già entrate il 21 aprile a prendere tre condannati, dicendo loro di seguirli per un’udienza in tribunale. Poi hanno comunicato ai compagni che la sentenza era stata eseguita, intimando loro di informare le famiglie. Uccisi come bestie, senza poter salutare per un’ultima volta gli affetti, senza poter pregare. Molti sono cristiani.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 14 maggio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
Giornata nazionale di studi: "Punire i giovani" (Casa di Reclusione di Padova, 22 maggio 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 18 al 24 maggio 2026
Convegno. "Oltre la pena: punire o riabilitare?" (Parma, 19 marzo 2026)
Convegno. "Pena e opinione pubblica: gli attori del populismo penale" (Roma, 21 maggio 2026)
Seminario. "Il regime detentivo del 41 bis O.P. tra diritti e sicurezza" (Cagliari, 25 giugno 2026)
CONCORSI E PREMI