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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di mercoledì 13 maggio 2026
di Valentina Stella
Il Dubbio, 13 maggio 2026 Nell’ultimo documento dei magistrati, proposte per “liberare” i Tribunali di sorveglianza. Il rapporto dell’Anm con il problema carcerario non è mai stato univoco. A seconda dei periodi e delle giunte che l’hanno guidato, il sindacato dei magistrati ha espresso posizioni ora garantiste ora conservatrici. Certo, soprattutto nell’ultimo anno, anche in virtù della linea oppositiva a un governo decisamente “carcerocentrico”, più voci all’interno dell’associazione si sono levate per chiedere interventi efficaci e urgenti, compresa l’amnistia. Adesso che la battaglia referendaria è però conclusa, l’Anm torna comunque a porre molta attenzione all’esecuzione penale: non a caso è l’aspetto che occupa maggiore spazio all’interno del documento di proposte inviate al guardasigilli Carlo Nordio lo scorso 7 maggio. Ve ne sono alcune strutturali, altre chirurgiche.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 13 maggio 2026 Sono tossicodipendenti o fragili senza dimora destinati a scontare la pena in enti di accoglienza. I dubbi delle minoranze. L’estate incombe, un altro anno è passato invano sulla testa delle 64mila persone detenute (a fronte dei 45mila posti effettivi) nelle stesse inaccettabili condizioni: schiacciate tra sovraffollamento al 140 per cento, inadeguatezza di spazi e servizi, sanità e diritti negati. Così il Guardasigilli Carlo Nordio deve recuperare quattro anni di promesse e rinvii del governo su quella che il presidente Mattarella aveva definito, nel suo duro j’accuse, “vera emergenza sociale”.
di Mattia Feltri
La Stampa, 13 maggio 2026 È difficile trovare le parole per definire le basi culturali di un Governo che ritiene sia giusto negare la musica e la lettura a un detenuto in isolamento, difficile perché sono basi culturali che poggiano sul nulla: sono assenza di pensiero. Nel frattempo - forse ci siamo un po’ distratti, di sicuro mi sono distratto io - qualche giorno fa è stato confermato il 41bis, il carcere duro, per Alfredo Cospito. Anarchico, condannato per reati gravi, fra cui la tentata strage, è al carcere duro dal maggio del 2022 e ci resterà almeno fino al maggio 2028; e carcere duro significa isolamento, un solo colloquio al mese e di una sola ora coi parenti, controllo della corrispondenza, sorveglianza ventiquattro ore al giorno.
di Guido Vitiello
Il Foglio, 13 maggio 2026 Martedì la Camera è tornata a discutere la proposta di legge costituzionale che prevede di inserire all’articolo 24 della Carta - quello che sancisce il diritto inviolabile e universale alla difesa giudiziaria - un riferimento alla tutela delle vittime dei reati. Come tutte le proposte demagogiche e culturalmente corrive, ci sono buone speranze che vada in porto senza incontrare troppi ostacoli, e che maggioranza e opposizione facciano poi a gara per intestarsela. Il caso vuole che negli stessi giorni il magistrato di sorveglianza abbia negato all’ergastolano Cesare Battisti il permesso di incontrare il figlio dodicenne fuori dal carcere di Massa.
garantedetenutilazio.it, 13 maggio 2026 Anastasìa: “C’è il rischio che nella Polizia penitenziaria si crei una linea di comando alternativa a quella che ha nel Capo del Dap il suo vertice legale”. “Sul recente riassetto delle direzioni generali del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), il provvedimento dove sono state istituite due nuove direzioni generali; quello delle specialità del corpo di polizia del penitenziario e quella dei servizi logistici del corpo penitenziario, sono intervenuti sia il coordinamento dei dirigenti penitenziari, sia la magistratura ordinaria, sia l’unione delle camere penali”. È quanto si legge in una nota della Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 13 maggio 2026 Alla Pontificia Università della Santa Croce il confronto tra istituzioni, ricerca e imprese sociali su nuovi modelli di inclusione. In un contesto segnato da trasformazioni economiche e sociali profonde, la marginalità non riguarda più soltanto il reddito, ma sempre più l’accesso al lavoro, alle relazioni e alle opportunità di partecipazione. In Italia oltre 5,7 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta e più di 3 milioni si collocano ai margini del mercato del lavoro; a livello europeo, quasi una persona su cinque è a rischio di esclusione sociale.
di Fabio Falbo*
L’Unità, 13 maggio 2026 Ha 93 anni, due fratture al femore in meno di un mese, ma per il tribunale non è in imminente pericolo di vita. Per questo non mi autorizzano a vederlo. In uno Stato costituzionale la pena non è vendetta. Il mio Professore Cristiano Cupelli di diritto penale insegnava che il diritto non è una formula, non è una parola da cercare o da escludere, non è un meccanismo da applicare in modo cieco, il diritto è prima di tutto comprensione della realtà, responsabilità della decisione, capacità di vedere l’essere umano prima della norma e dentro la norma. È un insegnamento che non si dimentica, soprattutto quando ci si accorge che nella prassi accade esattamente il contrario.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 13 maggio 2026 In cella sotto il livello del mare, l’anarchico ha l’acufene. L’avvocato: “Lui non è un capo”. Sotto accusa anche i legami con i due morti del parco degli Acquedotti. Con la consapevolezza di non avere la speranza dalla propria parte, entro la fine di questa settimana l’avvocato Flavio Rossi Albertini presenterà al tribunale di sorveglianza di Roma il ricorso per la revoca del rinnovo del 41 bis ad Alfredo Cospito. Il provvedimento è stato emesso dal ministero della giustizia lo scorso 30 aprile e ha aggiunto altri due anni di carcere duro ai quattro già scontati dall’anarchico negli abissi di Bancali di Sassari, in Sardegna, dove le celle sono sotto il livello del mare. E dove lui avrebbe ultimamente sviluppato una forma di acufene.
di Andrea Sparaciari
La Notizia, 13 maggio 2026 Mentre Garanti dei detenuti, magistrati e avvocati bocciano la riforma del Dap di Nordio. Per il portavoce dei Garanti dei detenuti, Ciambriello, la riorganizzazione del Dap è a rischio costituzionalità. Una maggioranza litigiosa, impegnata a spartirsi le deleghe ministeriali e il potere che da esse promana, mentre nelle carceri italiane è il caos, per la rivoluzione organizzativa calata dall’alto del ministero della Giustizia di Carlo Nordio, già bocciata da magistrati, avvocati, dirigenti delle carceri e da tutti i garanti dei detenuti.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 13 maggio 2026 Dopo un lungo braccio di ferro la delega alle carceri e alla penitenziaria va a Balboni, rimasto per due mesi senza incarico. A Ostellari un contentino sui minori. Al ministero della Giustizia la serenità è un miraggio. Dopo la cacciata dell’ex sottosegretario Andrea Delmastro e del capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi, sul ministero di Carlo Nordio continuano a soffiare venti di burrasca. Oggetto del contendere? L’eredità di Delmastro. O meglio, le deleghe che aveva il sottosegretario biellese, caduto dopo la notizia che era socio della figlia di un prestanome della famiglia malavitosa dei Senese. Per giorni su queste deleghe si consumato uno scontro tra Fratelli d’Italia e Lega. Che ha rischiato di assumere i connotati dell’ennesima crisi. Ed è stato risolto, a fatica, solo a sera. Con una vittoria di FdI.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 13 maggio 2026 Il lodo di Nordio e Sisto, su idea di Costa, per venire incontro agli allarmi dell’Anm. Soluzione in vista per il gip collegiale in materia di misure cautelari: i collegi saranno “distrettuali”. La soluzione, ipotizzata a via Arenula, ha il definitivo placet di Palazzo Chigi, e del sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano in particolare. È dunque pronto un rinvio tecnico - al fine di consentire agli uffici giudiziari di completare l’organizzazione necessaria - per la riforma che doveva entrare in vigore il 25 agosto. L’obiettivo è arrivare, a questo punto, a una applicazione stabile e strutturata delle nuove norme entro l’autunno. La novità più rilevante riguarda proprio il modello organizzativo scelto dal governo: il gip collegiale verrà realizzato a livello distrettuale, in modo da andare incontro alle richieste dell’Anm e ...
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 13 maggio 2026 L’uomo, originario di Pavullo, era detenuto nel carcere modenese e in attesa del processo d’appello. Aveva 43 anni, si è tolto la vita nella sua cella del carcere Sant’Anna. Ancora un suicidio nel penitenziario modenese: la nostra, infatti, risulta tra le città - se non la città - con il più alto tasso di suicidi negli ultimi tre anni. Come avvenuto in altre recenti circostanze, il detenuto, italiano ha utilizzato un sacchetto e il fornellino a gas per compiere l’estremo gesto, dopo essersi sottoposto a visita psicologica. Per la modalità con cui si è tolto la vita, non si esclude abbia lasciato uno scritto ma gli accertamenti sono ora in corso.
cagliarinews.it, 13 maggio 2026 Un 32enne straniero non ce l’ha fatta a salvarsi, il quadro clinico era molto grave. Irene Testa, Garante dei detenuti: “Strage nel silenzio generale”. Non ce l’ha fatta il giovane di 32 anni, di nazionalità straniera, che due giorni fa aveva tentato di togliersi la vita, vicino ad altri detenuti, all’interno della propria cella nel carcere di Uta. Dopo quarantotto ore di agonia trascorse in un letto d’ospedale, il decesso è stato confermato nelle ultime ore. Una notizia che riaccende prepotentemente i riflettori sulla drammatica situazione delle carceri sarde e italiane, trasformatesi troppo spesso in luoghi di disperazione estrema.
calabriadirettanews.com, 13 maggio 2026 Si infittiscono i dubbi attorno al decesso di un uomo avvenuto tra la notte di domenica 3 e lunedì 4 maggio all’interno della casa circondariale Sergio Cosmai di Cosenza. Il caso ha sollevato una serie di interrogativi che coinvolgono direttamente la gestione della sanità penitenziaria e la tempestività delle operazioni di primo soccorso. Le prime perplessità sono state sollevate da Emilia Corea, garante dei detenuti, che ha raccolto segnalazioni relative a presunte criticità nelle cure prestate nelle ultime ore di vita dell’uomo. Un punto cruciale della vicenda riguarda la dinamica del decesso: secondo quanto emerso, il detenuto non sarebbe morto all’istante, elemento che impone una verifica rigorosa sulla rapidità dell’intervento medico.
di Maria Lombardi
Il Messaggero, 13 maggio 2026 L’iniziativa dell’associazione “Seconda chance”: il maestro Andrea Fassi insegna i trucchi del mestiere, boom di richieste. “In questa fase non ci interessa se il gelato è buono o cattivo. Ci interessa la struttura”, i sapori verranno, spiega il maestro Andrea Fassi. “Facciamo un ripasso: vi ricordate perché gli ingredienti si sciolgono a bagnomaria? Esatto, per evitare il rischio di retrogusto bruciato”. Kumar ai fornelli gira l’amalgama di cioccolato in un pentolino immerso nell’acqua, come ha appena raccomandato il titolare del Palazzo del Freddo, la gelateria di via Principe Eugenio, a Roma.
La Sicilia, 13 maggio 2026 Un momento di confronto dedicato al ruolo della scuola negli istituti penitenziari e alle sinergie tra istituzioni e territorio. Il convegno dal titolo “L’istruzione, ponte alla vita: le case detentive si aprono alla città” si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per i dieci anni di attività del Cpia Catania 1. “Siamo radicalmente presenti nel territorio e forniamo un importante servizio a stranieri e italiani con una scuola che opera ogni giorno per costruire percorsi di consapevolezza, cambiamento e reinserimento sociale - spiega Antonietta Panarello, dirigente scolastica del Centro provinciale di istruzione per gli adulti di Catania e del Calatino. Iniziative come queste hanno un valore enorme in una società che spesso etichetta e allontana”.
di Roberta Pumpo
romasette.it, 13 maggio 2026 Presentata la ricerca che ha coinvolto diversi penitenziari. Padre Boldrin, cappellano a Rebibbia: “In carcere c’è l’incontro quotidiano tra cattolici, musulmani, ortodossi, evangelici, buddisti e non credenti. Si cerca un dialogo”. Primo passo: “Il rispetto reciproco”. Quello tra carcere e fede è un equilibrio instabile. Se alcuni detenuti si aggrappano al loro credo, fonte di speranza e strada per ritrovare sé stessi, altri usano la fede come erogatore di servizi o strumento per fare proselitismo. Un percorso complesso emerso ieri sera, martedì 12 maggio, nella sede dell’Istituto regionale di studi giuridici del Lazio “Arturo Carlo Jemolo”, durante la presentazione del volume “Fedi recluse” di Isabel Fanlo Cortés e Laura Scudieri.
di Sara D’Ascenzo
Corriere del Mezzogiorno, 13 maggio 2026 Giovanna Sannino, l’attrice di “Mare Fuori” e il laboratorio fatto coi giovani detenuti di Nisida: “Recitare insegna l’empatia”. Il successo della serie “che non racconta solo la Napoli malavitosa, ma i percorsi di formazione e reinserimento”. La sua Carmela di “Mare Fuori” “è una ragazza giovane, abbandonata, che non ha pilastri su cui contare e nemmeno riferimenti culturali”. Ma soprattutto, alla sua Carmela, “il mare fuori non viene fatto vedere: solo la strada, che è un tunnel nero”.
di Sergio D’Elia*
L’Unità, 13 maggio 2026 La mia prima vita è stata segnata dalla violenza. Negli anni Settanta pensavo, come tanti, che per la giustizia, la libertà, la rivoluzione, fosse necessario annunciare un mondo nuovo attraverso la violenza. Non lo pensavamo solo noi: anche grandi filosofi e intellettuali hanno scritto che la violenza è la “levatrice della storia” e che “il fine giustifica i mezzi”. Io ho fatto esperienza della menzogna di questa “verità”. Con la violenza non ho fatto nascere una nuova storia: l’ho distrutta. Il reato più grave che ho commesso è aver ucciso le mie stesse idee attraverso il mezzo che usavo per affermarle.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 13 maggio 2026 Spezzare la catena dell’odio, non con il perdono ma con la riconciliazione. È questo lo scopo della giustizia riparativa, introdotta in modo organico dalla riforma Cartabia (d.lgs. 150/2022). Istituto che s’inserisce nell’ambito giudiziario penale, affiancando all’attività procedimentale, tesa all’accertamento delle responsabilità, un percorso parallelo, autonomo e volontario, che possa essere foriero di dialogo e ascolto tra le parti coinvolte. L’articolo 42 della riforma definisce la giustizia riparativa “un programma cui si accede gratuitamente che consente alla persona indicata come autore dell’offesa, alla vittima del reato e agli altri soggetti appartenenti alla comunità di partecipare in modo consensuale, attivo e volontario alla risoluzione delle questioni derivanti dal reato, con l’aiuto di un terzo ...
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 13 maggio 2026 L’Albania non intende rinnovare il Protocollo con l’Italia dopo il 2028, ha reso noto il ministro degli Esteri albanese. Ma fino a quella data Giorgia Meloni può essere certa che i centri Gjadër e Shëngjin saranno operativi? Dal 12 giugno 2026 diventerà applicabile il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, e più volte Meloni ha affermato che il Patto sbloccherà il funzionamento dei centri. Ma i dubbi al riguardo sono molti.
di Filippo Miraglia
Il Manifesto, 13 maggio 2026 Dall’ottobre del 2024 l’ossessione di Giorgia Meloni è di dimostrare che quella spesa pubblica milionaria, per interessi che nulla hanno a che fare con quelli dell’Italia, abbia una sua utilità. Funzioneranno? La scommessa di questo governo è che le bugie usate a piene mani sull’immigrazione funzionino, in particolare quelle sul Protocollo con l’Albania, e che gli italiani e le italiane se le bevano. Una scommessa su un tema che rappresenta il cuore della propaganda della destra italiana e non solo di quella del nostro Paese. Ma chi di propaganda ferisce può essere a sua volta oggetto di propaganda, come dimostra l’uscita di queste ore di un rappresentante del governo albanese.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 13 maggio 2026 L’obiettivo è limitare la libertà di movimento dentro le frontiere Ue. La relazione della prefetta Rabuano: identificazioni e controlli per bloccare i migranti. “Ci è stato imposto il numero più alto di procedure obbligatorie”, dice la rappresentante del Viminale. Il Patto Ue rischia di trasformarsi in un boomerang per il governo Meloni. Via via che si chiariscono gli aspetti concreti, i tanti dubbi sollevati dai critici acquistano valore. Dubbi venuti da sinistra, rispetto alla tutela dei diritti fondamentali dei migranti, ma anche da destra destra, come l’Ungheria del premier uscente Viktor Orbán che in sede europea ha votato contro il maxi-pacchetto di normative e poi evitato di adeguare il sistema nazionale all’accordo.
di Giovanna Cavallo*
L’Unità, 13 maggio 2026 Il nuovo Ddl racconta di un progressivo arretramento nella tutela dei diritti che con la legge Zampa invece aveva raggiunto uno dei punti più avanzati e riconosciuti anche a livello europeo. C’è una parola che ritorna, puntuale, ogni volta che si interviene in materia di immigrazione: “sicurezza”. E ogni volta che questa parola viene associata alla vita delle persone migranti, tanto più se si tratta di minori, è legittimo preoccuparsi, visto che spesso sono le tutele ad essere messe in discussione. Il nuovo disegno di legge presto all’esame del Senato, che interviene sulla disciplina dei minori stranieri non accompagnati modificando la Legge 7 aprile 2017, n. 47, si presenta come un intervento tecnico di semplificazione e razionalizzazione, ma dietro questa narrazione si intravedono scelte politiche che rischiano di ...
di Stefano Vecchio
Il Manifesto, 13 maggio 2026 La realtà complessa del mondo delle droghe, nel corso del tempo, è diventata sempre più un universo fortemente intersezionale con i processi politici ed economici e sociali: dal controllo sociale alla geopolitica delle guerre, alla crisi ambientale. Oggi, che la war on drugs è stata rilanciata in una serie di scenari nazionali e internazionali, è necessario un ampliamento dei soggetti e dei movimenti con i quali condividere confronti, posizioni politiche, strategie comuni. Di recente, in una Contro-conferenza sulle droghe radicalmente alternativa a quella governativa, la Rete per la riforma ha dedicato uno spazio importante e significativo alle relazioni con i movimenti. A partire da questa apertura, abbiamo messo al centro dell’assemblea di Forum Droghe ...
di Gabriele Segre
La Stampa, 13 maggio 2026 Nel vuoto lasciato dall’America il disordine viene usato come arma. Da Putin a Netanyahu, da Trump a Xi, i leader moltiplicano le guerre. Tutto nasce dal caos. Poi arrivarono la luce e il buio, la terra e il mare, gli dèi, gli uomini, le leggi, gli imperi, le banche centrali, i summit Nato e persino le call su Zoom. L’ordine aveva prevalso. O almeno così ci raccontano le grandi cosmologie, dalla Genesi a Esiodo fino alla Dichiarazione universale dei diritti umani. Quello che si sono dimenticate di dirci è che il fenomeno è reversibile: il caos torna. Quasi sempre senza avvisare.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 13 maggio 2026 Il Parlamento israeliano ha approvato con 93 voti a favore e nessun voto contrario la legge che istituisce a Gerusalemme un tribunale militare speciale per giudicare i responsabili degli attacchi terroristici del 7 ottobre 2023. La proposta di legge è stata presentata dal deputato Simcha Rothman del partito della coalizione di governo, “Sionismo religioso”, e dalla deputata di opposizione Yulia Malinovsky del partito “Yisrael Beytenu”. Il tribunale speciale dovrà processare circa 300 presunti terroristi, ora in carcere, arrestati dalle forze di sicurezza israeliane durante gli attacchi del 2023 che provocarono la morte di circa 1.200 persone. L’organismo giudiziario appena istituito avrà un ampio margine di manovra, in quanto potrà perseguire i soggetti accusati di una serie di reati, come il genocidio ...
DOCUMENTI
Articolo. "Sicurezza: da un decreto all'altro contro la Costituzione", di Voci di Dentro
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 13 maggio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
Giornata nazionale di studi: "Punire i giovani" (Casa di Reclusione di Padova, 22 maggio 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 17 maggio 2026
Convegno. "Pena e opinione pubblica: gli attori del populismo penale" (Roma, 21 maggio 2026)
Seminario. "Il regime detentivo del 41 bis O.P. tra diritti e sicurezza" (Cagliari, 25 giugno 2026)
CONCORSI E PREMI