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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di mercoledì 1 luglio 2026
di Coordinamento dei giornali e delle altre realtà di comunicazione sulle pene e sul carcere
Ristretti Orizzonti, 1 luglio 2026 È un protocollo che pone attenzione soprattutto sulla formazione, con alcune proposte in materia da parte del CNOG. Guarderemo con particolare attenzione questo nuovo “interesse” per i giornali dalle carceri da parte di CNOG e DAP, che si manifesta in particolare con la partecipazione all’evento del ministro della Giustizia Carlo Nordio, del Capo del DAP Stefano Carmine De Michele e del presidente dell’Ordine Carlo Bartoli, il protocollo è molto generale, cercheremo di capire quanto il CNOG può aiutarci a superare le difficoltà che alcune testate hanno incontrato e in qualche modo aiutarci a tutelare il diritto delle persone detenute a informare ed essere informate. A occuparsi di questo protocollo sarà per l’Ordine Daniela De Robert, che è sicuramente una giornalista attenta ai problemi delle persone detenute.
di Maria Brucale*
Il Dubbio, 1 luglio 2026 La grande deportazione dei 128 detenuti al 41 bis celebrata come un’impresa. Nella mitologia greca, Argo Panoptes era un gigante con cento occhi. Quando dormiva, ne chiudeva solo due alla volta, mantenendo gli altri novantotto spalancati e vigili. Era il guardiano perfetto, spietato e instancabile. C’è una cinica, raggelante ironia nella scelta del nome che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha voluto dare alla operazione militare e logistica conclusasi tra il 27 e il 28 giugno, Argus, appunto, veicolata dalle pagine ufficiali del Ministero della Giustizia con agghiacciante entusiasmo celebrativo e propagandistico.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 1 luglio 2026 L’ex amministratore di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, è in prigione da qualche giorno. I giudici hanno stabilito che la tragedia di Viareggio del 2009, che costò la vita a 32 persone, fu causata da un sistema di viti difettose nel meccanismo di aggancio dei vagoni di un treno merci - che trasportava materiale infiammabile, e che deragliò ed esplose - e ha anche stabilito che Moretti, essendo amministratore delle ferrovie, aveva il dovere di controllare che il treno avesse tutte le viti a posto. Cinque anni in prigione. È una sentenza evidentemente cervellotica, ma non crediate che sia l’unica sentenza cervellotica. Ci sono in prigione molte migliaia di innocenti. O perché in attesa di giudizio senza essere colpevoli, o per errori giudiziari, o per interpretazioni scombiccherare della legge (come in questo caso).
di Caterina Pozzi
Il Manifesto, 1 luglio 2026 Ogni volta che la pressione pubblica sulle condizioni disumane delle persone in carcere si fa più forte, le comunità terapeutiche tornano al centro come risposta “magica” al sovraffollamento. Le proposte contenute nel disegno di legge 1635, approvato al Senato e in discussione ora alla Camera dei deputati, individuano nelle comunità uno degli strumenti per ampliare il ricorso alle misure alternative alla detenzione. Ma prima di chiederci come svuotare le carceri, dovremmo forse domandarci perché continuiamo a riempirle. Da oltre trent’anni il dibattito sulle droghe e quello sul carcere procedono come binari paralleli. Da una parte si denunciano periodicamente il sovraffollamento, le condizioni di detenzione, il numero crescente di suicidi e l’insufficienza delle misure alternative; dall’altra si continua a considerare la questione delle droghe prevalentemente attraverso la lente del controllo e della repressione.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 1 luglio 2026 Intervistata da Avvenire, l’avvocata Irma Conti tratteggia, dati alla mano, la grave situazione nei 189 penitenziari italiani; “Condizionatori e ventilatori non basteranno, se il numero dei quasi 65mila detenuti non scenderà presto. Si acceleri sulle pene alternative”. “Perfino in questa estate rovente non è logico, né utile, rincorrere le emergenze. È evidente che nelle carceri si soffra il caldo, e non da oggi. Ma è altrettanto evidente che, per migliorare concretamente le condizioni di vita delle persone detenute, ventilatori o refrigeratori, da soli, non bastano. Occorre affrontare i nodi strutturali del sistema penitenziario, primo fra tutti il sovraffollamento, accelerando il ricorso all’esecuzione penale esterna per coloro che hanno già maturato i requisiti per accedervi”.
di Angela Stella
L’Unità, 1 luglio 2026 “Dobbiamo chiederci cosa resta della persona, quale sia il senso della sua esistenza e della sua personalità all’interno del sistema penitenziario”: lo ha detto il vicepresidente del Csm, Fabio Pinelli, intervenendo ieri a Bologna al seminario “Il contrasto al sovraffollamento penitenziario e alla recidiva: dall’esecuzione penale alla reintegrazione sociale”. Per il numero due di Palazzo Bachelet, i dati sul sovraffollamento rappresentano soltanto l’effetto finale di un problema più profondo. “La causa è l’impostazione della presenza del diritto penale nella società. Più si amplia l’area del penale, più aumentano reati, detenzioni e pressione sul sistema carcerario”, ha spiegato.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 1 luglio 2026 Pronto l’emendamento sollecitato dal procuratore Antimafia Melillo, gli azzurri sulle barricate: “La ratio di quella norma non si tocca”. In tema di intercettazioni la resa del governo alla procura nazionale antimafia e antiterrorismo sarebbe contenuta in un emendamento da presentare entro al ddl di conversione del decreto legge “Giustizia e Patto Ue su migrazione e asilo” approdato il 23 giugno nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato. Ma Forza Italia sarebbe pronta a fare le barricate per impedire l’operazione.
di Giuseppe Spadaro*
Il Dubbio, 1 luglio 2026 Ci sono decisioni che maturano lentamente, altre che arrivano come un richiamo profondo alle proprie radici. Il passaggio dalla presidenza del Tribunale per i minorenni di Trento a quella del Tribunale ordinario di Catanzaro appartiene ad entrambe le categorie. È una scelta che nasce da ragioni familiari, ma anche dal desiderio di chiudere un cerchio proprio là dove il mio percorso professionale ha avuto inizio, nella mia amatissima Calabria. Lascio Trento con gratitudine e con la consapevolezza di aver vissuto un’esperienza straordinaria. Le valutazioni espresse generosamente dai colleghi del Consiglio Superiore della Magistratura hanno riconosciuto il lavoro svolto in questi anni, a Bologna e a Trento, e i risultati raggiunti: l’abbattimento dell’arretrato, tanto nel settore civile quanto in quello penale minorile, rappresenta un dato oggettivo di cui andare orgogliosi.
di Liborio La Mattina
giornalelavoce.it, 1 luglio 2026 L’appello dei Garanti territoriali piemontesi dei diritti delle persone private della libertà personale. Sovraffollamento, cemento, docce limitate e notti senza respiro: i Garanti territoriali denunciano un’emergenza che mette a rischio salute, dignità e sicurezza dentro gli istituti penitenziari. Il caldo, in carcere, non è mai soltanto caldo. Non è il disagio passeggero di una giornata afosa, non è la fatica comune di un’estate più dura delle altre. Dentro le mura degli istituti penitenziari, quando le temperature salgono e l’aria si ferma, il caldo diventa materia. Si appoggia sui letti, entra nei muri, ristagna nelle celle, sale dai cortili di cemento e resta lì, anche di notte, quando fuori qualcuno riesce almeno ad aprire una finestra, cercare un albero, camminare verso un po’ d’ombra.
Corriere di Bologna, 1 luglio 2026 Quasi mille detenuti in più rispetto ai posti disponibili nelle carceri dell’Emilia-Romagna. È il dato emerso ieri durante un seminario promosso dal garante regionale delle persone private della libertà, Roberto Cavalieri. La situazione più critica si registra alla Dozza di Bologna, dove i detenuti sono 326 oltre la capienza regolamentare. Seguono Ferrara con 163 presenze eccedenti, Piacenza con 155, Parma con 149 e Modena con 141. Più contenuti, ma comunque significativi, gli esuberi registrati a Rimini (+46), Ravenna (+30), Forlì (+ 15) e Reggio Emilia (+13).
di Giovanni Di Caprio
Il Resto del Carlino, 1 luglio 2026 La situazione peggiore a Bologna. Il caldo aggrava la situazione. Il cardinale Zuppi: “Basta parlare di emergenza, serve programmazione. La sofferenza non è giustizia”. Il contrasto al sovraffollamento penitenziario e alla recidiva: dall’esecuzione penale alla reintegrazione sociale. Il presidente della Cei e arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi ha partecipato al convegno in Sala Fanti, nella sede dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. “Il sovraffollamento delle carceri non può più essere considerato un’emergenza. Serve una programmazione stabile e una visione di lungo periodo”, apre Zuppi. “Dobbiamo superare una concezione della pena fondata esclusivamente sulla sofferenza.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 1 luglio 2026 Il racconto dei volontari di Pantagruel: in carcere 10 giorni con 40 gradi. È una tortura, non una pena. Era entrato in carcere a metà giugno per scontare una condanna a quattro anni di reclusione. Aveva 75 anni, era italiano e pochi mesi prima era stato colpito da un ictus che gli aveva lasciato un braccio semiparalizzato e pesanti conseguenze sul piano fisico. Domenica scorsa si è sentito male nella sua cella, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Giovanni di Dio, dove è morto per meningite. La notizia è stata comunicata lunedì mattina all’assistente sociale che lo seguiva. A raccontare il fatto e gli ultimi giorni dell’uomo sono adesso i volontari di Pantagruel che lo avevano incontrato nel penitenziario dopo il suo ingresso. Ricoverato nel centro clinico dell’istituto, appariva già in condizioni estremamente precarie.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 1 luglio 2026 Per tre volte il detenuto è stato riconosciuto incompatibile con il carcere per le sue condizioni di salute. E per tre volte è tornato dietro le sbarre. Antonino Rapisarda respira con l’ossigeno attaccato ventiquattro ore su ventiquattro, di notte ha bisogno di un ventilatore meccanico, si muove su una sedia a rotelle e per lavarsi o mangiare deve farsi aiutare da altri detenuti. Ha 56 anni, è recluso nella Casa Circondariale di Napoli Secondigliano e il suo corpo porta addosso un elenco di malattie che basterebbe da solo a riempire una cartella clinica. Per tre volte i giudici hanno riconosciuto che le sue condizioni non erano compatibili con il carcere. E per tre volte, finita la misura, è rientrato in cella.
di Manuel Spadazzi
Il Resto del Carlino, 1 luglio 2026 A cause dell’afa rinviati i lavori per sistemare la prima sezione, dove mancano le docce nelle celle. Due giorni di tregua. Da questa sera - grazie anche all’arrivo di temporali - le temperature massime dovrebbero calare di qualche grado. Un po’ di respiro dopo settimane di caldo estremo. Lunedì a Rimini si sono toccati i 41 gradi. L’emergenza caldo ha visto impennare accessi al pronto soccorso e ricoveri all’ospedale ‘Infermi’. Ma la situazione è molto critica anche ai ‘Casetti’. In carcere solo alcuni ambienti comuni sono climatizzati. Nelle celle l’aria è soffocante. “Abbiamo avuto diversi malori causati dal caldo tra i detenuti - conferma Palma Mercurio, la direttrice del carcere di Rimini - E abbiamo un detenuto tuttora ricoverato in ospedale, perché soffre anche di altre patologie”.
di Mauro Zola
La Stampa, 1 luglio 2026 “Il carcere di Biella è al collasso”. A lanciare l’allarme sono Greta Cogotti e Rita De Lima del tavolo Welfare e Diritti del Partito Democratico. “La situazione è diventata sempre più difficile da gestire, soprattutto oggi che i detenuti sono diventati quasi 600, di cui circa 150 spostati dal carcere di Alessandria che è stato chiuso per le condizioni disastrose. La situazione già prima era pesante, adesso rischia di non essere controllabile. Mancano agenti, sono rimasti gli stessi di quando i detenuti erano 320. Inoltre manca totalmente il personale sociale, con gli educatori che sono rimasti in due, e gli psicologi sono pochi quindi i colloqui e gli incontri sono ulteriormente dilazionati.
ansa.it, 1 luglio 2026 Frutto di un’intesa tra la Procura Generale di Napoli e l’Asl Napoli 1 Centro. Sono frutto di un’alleanza istituzionale tra la Procura Generale di Napoli e l’Asl Napoli 1 Centro, finalizzata a ridurre le disuguaglianze e rendere effettivo il diritto alla cura, le visite specialistiche dei medici volontari Afmal che ha preso il via nel carcere di Poggioreale. Il programma proseguirà nei prossimi giorni con uno screening dermatologico rivolto ai detenuti di Poggioreale e del Centro Penitenziario di Secondigliano, con l’obiettivo di intercettare e contenere patologie diffuse e potenzialmente contagiose. Sono già quindici i professionisti sanitari coinvolti - tra ortopedia, medicina interna, neurologia, dermatologia, ginecologia, pneumologia e altre discipline - a testimonianza di una adesione significativa all’appello rivolto ai medici ...
AFFARI SOCIALI
di Stefano Vicari*
Corriere della Sera, 1 luglio 2026 Social media: il cervello in sviluppo è più sensibile a ricompense immediate, pressione dei coetanei e ricerca di approvazione sociale. La discussione sul possibile divieto di accesso ai social media per i minori di 16 anni ha il merito di aver portato all’attenzione dell’opinione pubblica un tema che non può più essere considerato marginale. Non stiamo discutendo soltanto di tecnologia, libertà individuali o abitudini digitali. Stiamo discutendo della salute mentale e dello sviluppo delle nuove generazioni. Negli ultimi anni smartphone, social network e piattaforme digitali sono diventati l’ambiente quotidiano in cui i ragazzi crescono, costruiscono relazioni, cercano riconoscimento e definiscono la propria identità. Non sono semplici strumenti di comunicazione. Sono luoghi di vita.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 1 luglio 2026 Palazzo madama prova a mettere un punto all’affaire che nelle scorse settimane aveva agitato i lavori sul fine vita, dopo la bufera che aveva travolto il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche Andrea Lenzi. Con le opposizioni che tornano a chiederne le dimissioni, e Forza Italia che ora spinge sull’acceleratore per portare al traguardo il testo del centrodestra entro la fine della legislatura. A segnare la svolta è la nuova seduta convocata nelle commissioni riunite Giustizia e Affari sociali per ascoltare il direttore del Dipartimento di Ingegneria, Ict e Tecnologie per l’energia e i trasporti del Cnr, Emilio Campana. Il quale ieri ha fornito una versione del tutto diversa da Lenzi sul dispositivo utilizzato lo scorso marzo da “Libera”, 55enne toscana affetta da sclerosi multipla, morta tramite suicidio assistito, che ha avuto accesso alla procedura grazie a un puntatore oculare collegato a una pompa infusionale.
di Massimo Gramellini
Corriere della Sera, 1 luglio 2026 Fare il colonnello leghista dev’essere una vitaccia. In generale, ma soprattutto da quando impazza il Generale. Bisogna batterlo sul suo campo e soprattutto sul tempo, urlando alla remigrazione un attimo prima che lo faccia lui. Così, appena esce la tragica notizia del pizzaiolo di Reggio Emilia accoltellato da un cliente che pretendeva di mangiare gratis, il capogruppo della Lega emiliana Tommaso Fiazza pensa a una cosa sola: che cosa starà pensando Vannacci? Afferra il telefono con la rapidità di un pistolero e digita sulla tastiera parole definitive: “Serve una riflessione seria e senza ipocrisie. Siamo di fronte a una violenza incompatibile con il nostro modo di vivere”.
di Elsa Fornero
La Stampa, 1 luglio 2026 Fare leva sulle emozioni può dare maggior senso di sicurezza, ma favorirà il declino dell’Italia. Può sembrare senza senso paragonare il voto a favore della lista di Vannacci a quello britannico del giugno 2016 sulla Brexit che portò all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea quattro anni più tardi. Eppure, un substrato comune c’è e non riguarda soltanto le affinità dei rispettivi programmi, bensì il meccanismo politico sottostante. Nelle democrazie mature, il voto non è tanto (o soltanto) un giudizio morale sulle persone quanto una scelta sulle verosimili conseguenze della messa in pratica di ciò che i partiti propongono, anche scontando un certo inevitabile scostamento tra promesse (spesso fatte senza tenere conto dei vincoli economici) e attuazioni (che a quei vincoli sono invece soggette).
di Fabrizio Geremicca
Il Manifesto, 1 luglio 2026 La giunta Fico ha approvato una nuova Zona a protezione speciale opponendosi così alla realizzazione del centro di permanenza per rimpatri. Il presidente della regione Campania Roberto Fico lo aveva anticipato a fine maggio, durante un’assemblea nel centro Fernandes di Castel Volturno, nel casertano, tra tutte le realtà contrarie al Cpr che il ministro dell’interno Piantedosi prevede di edificare cementificando la località La Piana, zona umida di rilevante interesse naturalistico. Ieri la promessa è diventata realtà sotto forma di una nuova Zona a protezione speciale: comprende “aree agricole interne Castel Volturno e Cancello Arnone”, si estende per 4.028 ettari e include i terreni dove il governo vorrebbe edificare il Cpr.
di Cecilia Strada
Il Domani, 1 luglio 2026 Insieme ad altre colleghe del Parlamento europeo, siamo entrate nel centro di Gjader, trovando poche decine di persone. Il governo aveva promesso “36mila migranti l’anno”. Il gregge di pecore scende dalla collina, si schiaccia sul piccolo sentiero lungo il muro di cinta, passa davanti al cancello d’acciaio sormontato dalla bandiera italiana. Sui cartelli triangolari, firmati dalla Questura di Roma, c’è il disegno di un serpente e un avviso: “Attenzione rettili”. Eccolo qui il centro di Gjader, fortemente voluto dal governo italiano: inutile, costoso, dannoso. Da quando è stato costruito anche la vita dei pastori è diventata più complicata, questi 70mila metri quadrati di prefabbricati hanno sconvolto l’ambiente, i piccoli corsi d’acqua e le rotte degli animali.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 1 luglio 2026 Un giudice di Palermo ha sospeso l’obbligo di dimora imposto dalla prefettura di Agrigento a un cittadino pakistano. Il Patto Ue è già inciampato nella decisione di un giudice. Sabato scorso il tribunale di Palermo ha sospeso l’obbligo di dimora presso il centro di Villa Sikania imposto dalla prefettura di Agrigento a un cittadino pakistano nell’ambito delle procedure accelerate di frontiera previste dai nuovi regolamenti europei. Il provvedimento disponeva la residenza coatta per 12 settimane. In caso di allontanamento A. M. Z. sarebbe stato punito con la cancellazione della sua richiesta di protezione, diventando “irregolare”. Il migrante era sbarcato a Lampedusa il 14 giugno, appena 48 ore dopo l’entrata in vigore delle norme comunitarie.
di Simona Siri
La Stampa, 1 luglio 2026 Il presidente: “È il male per il Paese”. Resta il divieto per le persone trans di partecipare a gare femminili. il regalo più bello e atteso che gli Stati Uniti potessero ricevere alla viglia dei loro 250 anni. Quello che ne preserva la natura e il significato profondo di Paese nato dalla spinta rivoluzionaria delle colonie, certo, ma anche e principalmente da un’idea di inclusione. Con una decisione non unanime e che ha visto tre giudici contrari - i conservatori Clarence Thomas, Samuel Alito e Neil Gorsuch - la Corte Suprema americana ha confermato il principio della cittadinanza per nascita, respingendo l’ordine esecutivo firmato da Donald Trump il giorno del suo insediamento e che stabiliva che i figli di persone presenti negli Stati Uniti illegalmente o con visti temporanei non fossero cittadini americani.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 1 luglio 2026 Dalle macerie del terremoto in Venezuela affiorano, purtroppo, tantissimi cadaveri, pochi superstiti e le storie di chi non avrebbe mai immaginato una calamità così grave. Oltre cento persone risultano disperse sotto i resti di un albergo della città di La Guaira, a nord di Caracas. La struttura, crollata dopo il sisma di una settimana fa, ospitava 146 persone - di cui 19 donne e 7 bambini - espulse dagli Stati Uniti e giunte in Venezuela con un volo da Miami poche ore prima del terremoto. L’arrivo all’aeroporto internazionale “Simón Bolivar” della capitale venezuelana era stato organizzato come ultimo atto della procedura di espulsione avviata dall’Ice, l’agenzia federale di polizia degli Stati Uniti responsabile dell’applicazione delle leggi sull’immigrazione e del controllo doganale.
DOCUMENTI
Ristretti Orizzonti - Redazione di Parma, Inserto di "Vita Nuova" del 28 giugno 2026
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 29 giugno 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
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Convegno. "Insieme per dare un futuro ai pazienti REMS" (Empoli, 4 luglio 2026)
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