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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di giovedì 4 giugno 2026
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 4 giugno 2026 L’indagine del Coina denuncia turni in solitaria, aggressioni, rischio infettivo e strutture sovraffollate oltre ogni limite. È notte. Nel carcere “Antimo Graziano Bellizzi” di Avellino ci sono seicento detenuti. Il personale sanitario in servizio: due infermieri. Quando uno di loro è malato o in ferie, rimane uno solo. Un unico professionista per seicento reclusi, distribuiti su più padiglioni, in una struttura che manca anche di acqua corrente nelle ore notturne. Non è una situazione eccezionale. Succede con regolarità, ed è documentata nell’indagine che il Coina, Sindacato delle Professioni Sanitarie, ha svolto sul tema della sanità penitenziaria.
di Marika La Pietra*
unosguardoalcielo.com, 4 giugno 2026 Le recenti dimissioni e le conseguenti rinunce ai mandati difensivi da parte dell’avvocato Michele Passione, da decenni sponda legale dell’Ufficio del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Gnpl), aprono un dibattito tecnico e deontologico di primaria importanza sul ruolo attualmente svolto dall’Authority. L’intervista analizza i punti critici di una trasformazione istituzionale che rischia di minare la terzietà dell’Autorità rispetto al potere politico, finanche rinunciando alle principali attività svolte dall’Ufficio a partire dalla sua istituzione.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 4 giugno 2026 Vince, almeno per ora, la linea della stasi sulla giustizia. Il primo round sulla partita finale rispetto alle riforme da portare eventualmente a casa entro il termine della legislatura sembra esserselo aggiudicato Fratelli d’Italia, che è riuscito a frenare al momento l’offensiva di Forza Italia volta a scongelare diversi dossier sul tema. È quanto emerso dalla riunione che si è tenuta al ministero della Giustizia nella tarda mattinata di ieri. Un’ora e mezza di faccia a faccia tra il guardasigilli Carlo Nordio, il suo vice Francesco Paolo Sisto, i sottosegretari Alberto Balboni e Andrea Ostellari, i capigruppo dei partiti di maggioranza, il presidente della commissione Giustizia della Camera Ciro Maschio e altre prime linee dei partiti su questo fronte.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 4 giugno 2026 Una brutta giornata per i forzisti: Nordio e FdI dicono no a quattro proposte per rilanciare il tema dopo il referendum. Sul fine vita il partito è costretto a seguire il resto della maggioranza chiedendo il rinvio in commissione. E firmando l’affossamento della legge. La rivoluzione che vorrebbe Marina Berlusconi stenta e parecchio. Lo testimoniano due scene, che vedono entrambe Forza Italia protagonista. La prima: pieno mattino, i nuvoloni iniziano a diradarsi su Roma dopo un lungo acquazzone. Non si diradano i nuvoloni sulla maggioranza. I referenti giustizia dei partiti di centrodestra si vedono al ministero della Giustizia, convocati dal ministro Carlo Nordio. Obiettivo dell’incontro: pianificare le prossime mosse in materia di giustizia. Riuscire a portare a casa qualche briciolo di riforma, dopo la sconfitta referendaria.
di Stefano Giordano
Il Riformista, 4 giugno 2026 Dalla responsabilità civile dei magistrati alla riforma della custodia cautelare. Quante promesse non ancora realizzate. Quando Carlo Nordio entrò a Via Arenula portava con sé qualcosa di raro: un manifesto. Separazione delle carriere, responsabilità civile dei magistrati, riforma della custodia cautelare, riduzione del potere delle correnti. Un programma con una coerenza liberale riconoscibile. Tre anni e mezzo dopo, facciamo i conti. Il referendum sulla separazione delle carriere - la bandiera, il cuore del progetto - è stato bocciato il 22 marzo con il 53,2% dei No. Sul resto, il silenzio è più eloquente di qualsiasi sconfitta.
di Simona Musco
Il Dubbio, 4 giugno 2026 Via dalle linee guida alcuni dei passaggi più incisivi: meno vincoli su linguaggio, conferenze stampa e aggiornamenti su archiviazioni e assoluzioni. C’è chi la definisce un’operazione di marketing, chi di maquillage. Fatto sta che la pratica sulle Linee guida per la comunicazione delle procure, che prima delle proteste del Fatto quotidiano aveva messo d’accordo tutti all’interno del Csm, destra, sinistra e indipendenti su come evitare la gogna mediatica e mantenere una corretta informazione giudiziaria si è di nuovo arenata. Con un nuovo rinvio di cortesia concesso alla togata di Md Mimma Miele (nonostante la ferma contrarietà di una delle relatrici, la laica Claudia Eccher), ufficialmente impegnata in una missione presso la Corte di Giustizia Ue, si è data la possibilità ad Area di depositare un emendamento completamente sostitutivo.
di Luigi Mastrodonato
Il Domani, 4 giugno 2026 Il ragazzo di 33 anni era deceduto il 12 giugno 2022 nella sua abitazione a Milano, a seguito di un intervento di polizia del commissariato Mecenate. Il suo corpo era ricoperto di lesioni e fratture. Sei poliziotti sono indagati per la morte di Igor Squeo. Il ragazzo di 33 anni era deceduto il 12 giugno 2022 a seguito di un intervento di polizia del commissariato Mecenate, lo stesso del caso Cinturrino, nella sua abitazione di Milano. Il corpo di Igor, come mostrato da Domani, era ricoperto di lesioni e fratture. Il pm incaricato del fascicolo aveva ricondotto il decesso a un’overdose di cocaina ma la relazione indipendente fatta fare dalla famiglia ha smentito questa versione parlando di una morte violenta.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 4 giugno 2026 La Cassazione, sentenza n. 20105/2026, ha chiarito che il confronto con la difesa è sempre dovuto ma può anche avvenire in forma cartolare. Ai fini dell’estradizione, la proroga dei termini della custodia cautelare deve essere deliberata dalla Corte d’appello nel contraddittorio delle parti; non è però necessaria l’udienza camerale partecipata, essendo sufficiente anche la forma cartolare. La sua omissione determina una nullità a regime intermedio. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 20105/2026, accogliendo il ricorso di un cittadino peruviano.
Corriere Fiorentino, 4 giugno 2026 Sovraffollamento e salute mentale sono i grandi problemi che emergono dallo stato dei penitenziari in Toscana secondo la relazione del Garante regionale dei detenuti, Giuseppe Fanfani, presentata alla Commissione Sanità del Consiglio regionale: “Una situazione drammatica”. Il dato più allarmante è il sovraffollamento. In Toscana ci sono 16 istituti per adulti, 2 Istituti penali minorili e 2 Rems. Al 31 dicembre 2025 i detenuti adulti erano 3.382 (103 donne e 3.279 uomini), di cui 1.612 stranieri (circa il 47,6% del totale). Il sovraffollamento medio effettivo in Toscana è del 134,8%. Estremamente preoccupanti anche i dati riguardanti la salute mentale in carcere. “I suicidi continuano a rappresentare un fenomeno grave e significativo all’interno degli istituti penitenziari”.
di Valentina Onori
tuttoggi.info, 4 giugno 2026 “C’era una situazione molto tesa sia nella sezione del ragazzo che in quella attigua, siamo entrati con il comandante per metterci la faccia. Uno dei problemi che lamentavano è quello di volere degli interlocutori”, a parlare ai microfoni di Tuttoggi è l’avvocato Giuseppe Caforio, Garante della Regione. Poco dopo il suicidio del 30enne nel carcere di Capanne si è recato nella struttura per sentire le doglianze dei carcerati ancora più esacerbate dal drammatico fatto. “Abbiamo fatto un minuto di silenzio dedicandolo a questo ragazzo e questo li ha un po’ placati, ma c’è un fuoco sotto le ceneri. Il problema delle carceri è un problema italiano.
di Giulia Ghirardi
fanpage.it, 4 giugno 2026 “Era in pericolo, subiva intimidazioni”. Trasferito uno dei detenuti firmatari delle denunce sulle presunte violenze nel carcere di Opera dopo aver subito intimidazioni. “Gravissimo, chi denuncia ha diritto alla protezione”, ha commentato a Fanpage.it l’associazione Quei Bravi Ragazzi Family. Un trasferimento urgente disposto dal magistrato per “forti criticità” nel carcere milanese di Opera. L’allarme è stato lanciato dall’associazione Quei Bravi Ragazzi Family che a Fanpage.it ha segnalato che, dopo le denunce degli ultimi mesi su presunti abusi, violenze e aggressioni, un detenuto avrebbe subito intimidazioni.
di Francesca Di Palma
ilcittadino.ge.it, 4 giugno 2026 Il convegno “Housing Penale - La casa come infrastruttura di giustizia”, promosso dalla Veneranda Compagnia di Misericordia e svoltosi a Genova il 25 maggio, ha posto al centro il tema dell’abitare come elemento decisivo per il reinserimento sociale delle persone detenute. L’iniziativa ha evidenziato come la disponibilità di una casa non sia un privilegio, ma una condizione essenziale per favorire percorsi di risocializzazione e ridurre la recidiva. Nel corso dell’incontro è stata presentata l’esperienza della Veneranda Compagnia, che da oltre vent’anni gestisce strutture di accoglienza per detenuti inseriti in misure alternative o in fase di reinserimento.
consiglio.marche.it, 4 giugno 2026 È giunta a conclusione la quarta edizione del corso di formazione per detenuti patrocinato dal Garante regionale dei diritti della persona. Sono 22 i detenuti della Casa Circondariale di Barcaglione, ad Ancona, per i quali si aprono concrete prospettive occupazionali grazie alla partecipazione al progetto di inclusione sociale finalizzato all’inserimento lavorativo di persone in condizione di svantaggio. Giunto alla sua quarta edizione, il corso, patrocinato dal Garante regionale dei diritti della persona, l’avvocato Giancarlo Giulianelli, e finanziato attraverso un bando della Regione Marche, ha previsto 600 ore di formazione con rilascio di attestato finale, oltre a un periodo di stage destinato ai partecipanti in possesso dei requisiti per l’accesso al lavoro esterno.
di Maria Novella De Luca
La Repubblica, 4 giugno 2026 “Noi, libere per un giorno riscopriamo Desdemona”. Per la prima volta le attrici della compagnia “Donne del muro alto” escono del penitenziario romano per uno spettacolo in collaborazione con il Teatro dell’Opera ispirato all’Otello. La regista Tricarico: “In cella le donne vivono un doppio stigma, recitare le aiuta a rinascere”. Bruna Arceri, ex detenuta: “Quando ero dentro il teatro mi ha salvata. Ma oggi i progetti vengono spenti”. Le “donne del muro alto” si chiamano Clizia, Dorota, Irina, Maria e Lucia. Il muro, così alto che da lì dentro l’orizzonte si può solo sognare o ricordare, è quello del carcere femminile di Rebibbia, il più grande d’Europa.
chietitoday.it, 4 giugno 2026 Si tiene giovedì 4 giugno lo spettacolo del progetto nato dalla collaborazione con l’associazione culturale “Il Ponte della libertà” e con il regista Ivan Zulli. I detenuti si trasformano per un giorno in attori. Succede nel carcere di Lanciano dove, giovedì 4 giugno, si terrà lo spettacolo “Emozionarsi...dentro”, messo in scena dalle persone ristrette che, dopo un lungo periodo di studio e preparazione, diventano i protagonisti dell’opera. Il sipario del Piccolo teatro Fenaroli della casa circondariale frentana si alzerà alle 15. L’iniziativa rientra nell’ambito della rassegna teatrale “Cattivi? voci, corpi e identità dal carcere”.
Corriere dell’Umbria, 4 giugno 2026 Il progetto si chiama Liberi Dentro ed è rivolto ai reclusi di media sicurezza. I cani come facilitatori in grado di far emergere la componente emotiva dei detenuti. È questo il progetto che coinvolgerà i detenuti della casa di reclusione di Spoleto. Una iniziativa promossa dall’associazione Una zampa per Birillo e dal Centro studi umanistici per l’Umbria e al quale il Comune ha concesso il proprio patrocinio. Il progetto, in questione si chiama Liberi Dentro e ha l’obiettivo di promuovere le capacità di mentalizzazione e regolazione emotiva dei comportamenti disfunzionali attraverso l’incremento delle competenze socio-relazionali della popolazione carceraria detenuta presso la casa di reclusione di Spoleto. In particolare la categoria dei detenuti di media sicurezza.
AFFARI SOCIALI
di Elisa Campisi
Avvenire, 4 giugno 2026 Dagli ex detenuti a chi ha disabilità, le storie di imprese sociali nella rete Cgm mostrano il valore delle attività basate su un modello di inclusione che fa insieme il bene dei vulnerabili e delle comunità: “Serve anche il sostegno di consumatori consapevoli”. Un migrante arrivato in Italia illegalmente, che sotto pressione per l’indigenza in cui vive commette l’errore di cercare guadagni facili attraverso lo spaccio. Una volta arrestato la sua storia sarebbe potuta finire con il carcere e un decreto di espulsione subito dopo aver finito di scontare la pena. Invece, sul finire del periodo di detenzione, l’uomo incontra la cooperativa sociale Nazareth, che opera a Cremona e inserisce nel mondo dell’agricoltura persone fragili altrimenti scartate.
di Luca Mazza
Avvenire, 4 giugno 2026 La strage dei quattro braccianti arsi vivi in un minivan nel Cosentino non è un episodio isolato, ma il punto più estremo di un sistema fondato su abusi, irregolarità e assenza di tutele. La strage dei braccianti arsi vivi in un minivan con le portiere bloccate a un distributore di benzina nel Cosentino sconcerta, comprensibilmente, soprattutto per la brutalità della morte a cui sono stati sottoposti quattro ragazzi. Eppure, a pensarci bene, non siamo di fronte all’eccezionalità di un’esecuzione barbara, ma alla manifestazione estrema di una violenza che rappresenta la punta di un iceberg assai più vasto. Il dramma di Amendolara è l’apice di un caporalato multiforme e sempre più diffuso nel nostro Paese.
di Marco Grimaldi
L’Unità, 4 giugno 2026 Il rogo nel quale han perso la vita quattro ragazzi stranieri che reclamavano il salario è la conferma: al governo che ringhia contro i migranti, i migranti servono. Purché schiavi. Quattro vite sono state spezzate nel modo più brutale possibile, nel rogo infame di Amendolara. Ragazzi di 19, 27, 28 e 29 anni. Si chiamavano Ullah Ismat Qiemi, Waseem Khan, Amin Fazal Khogjani e Safi Iayjad. Sappiamo che hanno tentato di difendere la propria dignità e sono stati orribilmente puniti. Una punizione esemplare per dire a tutti gli altri di tenere bassa la testa. All’unico sopravvissuto, Taj Mohammad Alamyar, va il nostro abbraccio, il nostro cordoglio per gli amici persi, la nostra vicinanza per il trauma subito e il dolore. Ci sono responsabilità penali che la magistratura accerterà: due uomini, Safeer Ahmed e Ali Raza, sono stati fermati con l’accusa di omicidio plurimo aggravato.
di Niccolò Zancan
La Stampa, 4 giugno 2026 Il via vai dei furgoncini, i migranti stremati, le paghe da fame. Viaggio nelle terre gestite dai caporali: “Non parliamo, andate via”. Bevono birre da 66. Non parlano, stanno seduti sul marciapiede. Buttati a terra, divisi per nazionalità, aspettano un segnale. Ma il segnale tarda a arrivare. Alle tre di pomeriggio, i fantasmi dei campi sono tutti fuori. Alla luce del sole. Chiamarli invisibili è solo un altro modo per cancellarli dalla faccia dalla terra. Perché, in realtà, dopo aver lavorato, sono qui: Statale 106, all’altezza di Roseto Capo Spulico, fra la salumeria e il bar. Ci sono già due furgoni e due minivan nello spiazzo. Li vedi, li vedi eccome. Dentro quello azzurro, sei braccianti dormono distrutti dalla fatica.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 4 giugno 2026 Copione già scritto al Senato: la maggioranza chiede il rinvio per riaprire il testo Zanettin-Zullo. Bazoli (Pd): “Non c’è più tempo: così si seppellisce la legge”. È bagarre in due atti sul fine vita. Il primo prepara al secondo. Ma bisogna tornarci dopo, partendo dalla fine. Ovvero dal verdetto dell’Aula che nel pomeriggio archivia il debutto lampo della legge al Senato rispedendo il dossier in commissione. Nessuno, tra i parlamentari, si mostra sorpreso: il copione è già scritto. E lo annuncia ad apertura di seduta Lucio Malan, capogruppo di FdI, che prende parola per presentare a nome della maggioranza la richiesta di sospensiva secondo l’articolo 93 del regolamento. “Non per procrastinare i tempi - assicura - ma per trovare una soluzione”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 4 giugno 2026 Il ddl Bazoli arriva in aula, i partiti di governo rinviano di nuovo tutto in commissione. La legge sul fine vita richiesta sette anni fa dalla Corte costituzionale è di fatto morta. Con eutanasia, dopo una lunga vita di sofferenze e senza dignità. Come previsto, infatti, il ddl Bazoli, approdato in Aula al Senato ieri senza relatori, dopo appena un’ora e mezza di interventi è stato rispedito alle commissioni riunite Giustizia e Sanità dove lo stallo perdura da oltre due anni. Il testo del senatore dem Bazoli era stato ripescato proprio per l’impossibilità di sbloccare l’impasse in commissione - a mediare era stato il presidente La Russa dopo il pressing di Forza Italia - ma con 88 voti favorevoli e 59 contrari la maggioranza ieri ha approvato la questione sospensiva presentata da Fd’I e ha rinviato di nuovo la palla fuori dagli spalti.
DOCUMENTI
Articolo. "Il carcere, tra caduta e riscatto", di Damiano Francesco Pujia
Articolo. "La clemenza non è una resa ma un investimento", di Marco Cafiero
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 3 giugno 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
Corso di formazione. "Non è solo lavoro. Percorsi di reinserimento lavorativo in carcere, in misura alternativa e dopo il fine-pena" (Online, fino al 2 luglio 2026) - ISCRIZIONI CHIUSE
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