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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di martedì 30 giugno 2026

di Fedele Moretti

Il Riformista, 30 giugno 2026 Le recenti testimonianze che giungono dagli istituti di pena italiani non sorprendono chi segue da vicino il sistema penitenziario. Sorprendono, semmai, per la loro ostinata ricorrenza: sovraffollamento, carenza di percorsi trattamentali, difficoltà organizzative strutturali. Sono criticità note, documentate, ripetutamente denunciate. Eppure restano lì, immobili, come se la loro reiterazione le avesse ormai rese invisibili al dibattito pubblico. La questione carceraria non è una questione tecnica di capienza o di organici: è una questione costituzionale.

 

di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 30 giugno 2026 Sono 128 i detenuti sottoposti al regime del 41 bis spostati tra sabato 27 e domenica 28 giugno verso la casa di reclusione di Vigevano. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha chiamato l’operazione Argus e l’ha raccontata con la lingua dei numeri: 165 agenti impiegati, una flotta di furgoni e radiomobili, ambulanze al seguito, vettori terrestri e aerei, cinque istituti coinvolti tra Novara, Cuneo, Tolmezzo e Milano, il tutto coordinato dal direttore reggente del Gruppo operativo mobile Silvio Gallo. Quello che il comunicato non dice pesa quanto i numeri. Argus è un tassello del piano Kairos, la riorganizzazione del circuito del carcere duro che il Dap porta avanti da mesi e che resta secretato per ragioni di sicurezza.

 

di Damiano Francesco Pujia*

Il Dubbio, 30 giugno 2026 Anche all’ultimo Salone del Libro di Torino si è discusso di iniziative culturali e reinserimento sociale, in un seminario il cui titolo presentava una prospettiva e un problema: “Oltre la pena: percorsi di riconnessione sociale e cittadinanza attiva”. La prospettiva è quella delineata dall’articolo 27 della Costituzione. Il problema è capire se oggi esista davvero qualcosa oltre la pena. Al XXII Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione, dall’eloquente titolo “Tutto chiuso”, è allegata una lettera scritta dalla redazione di Radio Rebibbia/Jailhouse Rock, in cui si lamentano problemi di “vita quotidiana” come quelli della carenza del vitto, della difficoltà a incontrare lo psicologo, delle visite ospedaliere che saltano, dell’estate che, come ogni anno, trasforma l’Istituto in un “forno”.

 

di Simona Bonfante

Il Riformista, 30 giugno 2026 Dallo scorso 19 giugno, a Gilberto Cavallini - detenuto a Rebibbia in regime di isolamento - è stata inflitta a sorpresa una sorveglianza ancora più stringente. La misura sembra motivata da ragioni di tutela dell’incolumità del detenuto. Ragioni ancora ignote agli avvocati. Cavallini, 73 anni, è in isolamento dallo scorso novembre, in virtù di una sanzione penale accessoria inflittagli nel 2025, insieme all’ergastolo, con la condanna definitiva per la strage di Bologna. Un inedito assoluto per una persona già considerata rieducata e dunque non più punibile secondo Costituzione per un fatto criminoso di 45 anni prima. Con l’ultimo provvedimento che ne inasprisce la già soffocante restrizione, Cavallini non può più partecipare alla Messa né andare in chiesa a pregare o seguire corsi di formazione.

 

di Giuseppe Pipitone

Il Fatto Quotidiano, 30 giugno 2026 Ha 88 anni, soffre di una serie di patologie che alcuni medici considerano incompatibili con la detenzione, eppure si trova ancora nel carcere di Rebibbia. E questo nonostante abbia già ricevuto una grazia, seppur solo parziale, dal presidente della Repubblica. È la storia di Antonio Russo, il detenuto citato da Gianni Alemanno nell’ultimo messaggio postato sui social, poche ore prima di tornare in libertà. “Pensate che sia uscito? Assolutamente no... (mica sono tutti così fortunati da ricevere la grazia prima di entrare in carcere come la Minetti...)”, ha scritto l’ex sindaco di Roma, 24 ore prima di varcare i cancelli del penitenziario, dove ha condiviso la cella pure con Russo.

 

di Fabrizio Cicchitto*

Il Dubbio, 30 giugno 2026 Caro Direttore, credo che valga la pena tornare sui risultati del referendum che hanno colto di sorpresa i sostenitori del Sì per la sconfitta non prevista specie in quelle proporzioni. Inoltre, non ci sembra che ci sia la dovuta sensibilità proprio nel campo del Sì delle conseguenze negative su quella sconfitta. Bisogna comunque partire da una valutazione generale: o il Sì in qualunque referendum coinvolge larga parte di entrambi gli schieramenti politici fondamentali, oppure esso è votato alla sconfitta.

 

di Fabrizio Costarella e Cosimo Palumbo*

Il Dubbio, 30 giugno 2026 Il 16 dicembre la Grande Chambre della Corte europea dei diritti dell’uomo non sarà chiamata soltanto a decidere sui ricorsi Cavallotti e Macagnino contro l’Italia. Sul banco degli imputati finirà, ancora una volta, l’intero sistema delle misure di prevenzione patrimoniali. E questa volta Strasburgo sembra orientata a valutarne la compatibilità non tanto alla luce dell’articolo 7 della Convenzione, quanto attraverso il più rigoroso scrutinio imposto dalla presunzione di innocenza e dalla tutela del diritto di proprietà. Se le doglianze dei ricorrenti dovessero essere accolte, l’impatto sul sistema italiano della prevenzione potrebbe essere profondo, incidendo tanto sulla pericolosità qualificata quanto sulla pericolosità generica.

 

di Mario Di Vito

Il Manifesto, 30 giugno 2026 La sinistra giudiziaria si prepara all’elezione dei consiglieri togati. A ottobre il voto, ma le liste sono quasi tutte pronte. Bocciata per via referendaria l’idea di sorteggiare i membri del Csm, i 9.662 magistrati italiani andranno al voto i prossimi 25 e 26 ottobre per eleggere i venti togati della consiliatura che comincerà nel 2027 e si concluderà quattro anni più tardi. Per quanto riguarda i laici - gli eletti dal parlamento - dal gennaio dell’anno prossimo ogni momento sarà buono per sceglierli, ma se davvero le politiche si terranno ad aprile 2027 è assai probabile che la questione verrà affrontata nella prossima legislatura, con conseguente proroga dell’attuale consiglio. Si vedrà. Una cosa certa, ad ogni buon conto, è che il prossimo Csm comincerà il proprio lavoro sotto l’egida di Mattarella, ma vedrà al suo vertice anche il prossimo capo dello stato, che verrà votato all’inizio del 2029.

 

di Ermes Antonucci

Il Foglio, 30 giugno 2026 Intervista al consigliere Roberto Fontana: “Il Csm non ha elaborato una mappa della presenza mafiosa in Italia. Poiché i magistrati che hanno svolto attività antimafia godono di un vantaggio nelle procedure di nomina per incarichi apicali nelle procure, va necessariamente selezionato un elenco di uffici ai quali applicare questa premialità”. “Il Consiglio superiore della magistratura cancella la mafia al nord”. Sono giorni che alcuni quotidiani, alimentati anche da interventi di certi magistrati e di associazioni come Libera, danno risalto a questo allarme. Si tratta, però, di una bufala, come evidenzia al Foglio Roberto Fontana, componente togato del Csm.

 

di Carmen Palma

Gazzetta del Mezzogiorno, 30 giugno 2026 Il cemento con cui sono costruite la quasi totalità delle carceri italiane accumula il calore durante il giorno e trasforma le celle in veri e propri forni, con punte fino a 15 gradi in più: un problema che si ripresenta ogni estate. Niente condizionatori, niente frigoriferi e celle troppo piene. Nelle carceri in cui il sovraffollamento è altissimo, come quelle pugliesi, l’emergenza caldo si è trasformata in una tortura per detenuti e poliziotti. E il problema si presenta ciclicamente ogni estate, difficile da gestire e da contenere.

di Antonio Anastasi

Quotidiano del Sud, 30 giugno 2026 La drammatica testimonianza della sorella: “La morte di mio fratello nel carcere di Rossano subito dopo un’iniezione”. Un’iniezione sedativa praticata nel corridoio del carcere per frenare un attacco di panico, poi il decesso improvviso. È attorno al sospetto di una puntura fatale che ruota il giallo della morte di Cataldo De Luca, il detenuto originario di Cirò Marina morto sabato scorso nel penitenziario di Rossano a pochissimi giorni di distanza dalla notifica di una pesante ordinanza di custodia cautelare, che lo indicava come l’esecutore materiale dell’omicidio di Antonio Pugliese, commesso il 7 luglio 2024 nella cella numero 219 del carcere di Catanzaro.

 

di Nello Trocchia

Il Domani, 30 giugno 2026 “Quando vedemmo i video delle violenze restammo sconvolti, mai ci saremmo aspettati una cosa del genere da parte di servitori dello stato”, dice il pubblico ministero Alessandro Milita. Sei aprile 2020, governo giallo-rosso, l’alba della pandemia. Nel carcere ‘Francesco Uccella’ di Santa Maria Capua Vetere avviene il più grave pestaggio mai documentato in un carcere nella storia repubblicana. Oltre quattro ore di massacro con il marchio di stato, per quei fatti, che questo giornale per primo ha raccontato mostrando le immagini di quelle violenze, è in corso un processo. Ieri nell’aula bunker del tribunale casertano, il pm Alessandro Milita ha iniziato la sua requisitoria e lo ha fatto con parole chiare. 

 

di Nina Fresia

La Stampa, 30 giugno 2026 Con 201 studenti detenuti iscritti, l’Università Statale di Milano è il primo ateneo italiano nei poli universitari penitenziari. Stefano Simonetta, prorettore e ideatore del Progetto Carcere: “Lo studio può diventare uno strumento per abbandonare le autoassoluzioni”. “Un giorno ho chiesto a una persona condannata per gravissimi reati di mafia quando avesse scelto la strada sbagliata. Me lo ha raccontato, poi mi ha guardato e mi ha detto: “Se allora avessi avuto un amico come te, non avrei fatto questa scelta”. È uno degli episodi che più hanno segnato il professor Stefano Simonetta, prorettore dell’Università Statale di Milano e ideatore del Progetto Carcere.

 

di Andreina Baccaro

Corriere di Bologna, 30 giugno 2026 Il garante Roberto Cavalieri: il Dap invita a fare migliorie ma mancano i fondi. Anche i buoni propositi devono scontrarsi con la realtà: le risorse scarse, il personale sottorganico, il sovraffollamento. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha elencato in una circolare una serie di interventi da realizzare nelle carceri per rendere più tollerabili le temperature roventi, che rendono impossibile la vita per chi deve trascorrere le proprie giornate in cella con altre cinque persone dove dovrebbero essercene al massimo altre due. Ma i buoni propositi devono scontrarsi con la realtà: le risorse scarse, il personale sottorganico, il sovraffollamento.

 

di Paolo Nencioni

Il Tirreno, 30 giugno 2026 “Stanno buttando benzina sul fuoco” dice Donato Nolè della Funzione pubblica Cgil. Parla della situazione nel carcere della Dogaia, dove negli ultimi giorni sono arrivati almeno 17 detenuti dal carcere di Sollicciano in seguito al sequestro di 7 sezioni della casa circondariale fiorentina ordinato dal giudice per le indagini preliminari a causa delle precarie condizioni della struttura. A questi 17 se ne sono aggiunti altri due o tre trasferiti a Prato dal carcere Don Bosco di Pisa non si sa bene per quale motivo. Sarebbero movimenti fisiologici che non creano problemi se la Dogaia non fosse già una delle carceri più affollate della Toscana, che prima ha dovuto fare i conti con una lunga serie di suicidi tra i detenuti e poi col proliferare di droga e telefoni cellulari anche nella sezione di alta sicurezza, quella dove finiscono i condannati per criminalità organizzata.

 

lecceprima.it, 30 giugno 2026 A tredici giorni dalla prima segnalazione dell’avvocata De Filippis, il detenuto cardiopatico è ancora in quarantena e non sa niente dei suoi esami. La legale invia una seconda diffida e chiede alla magistratura un intervento urgente. Tredici giorni dal primo contatto con il detenuto con sospetta tubercolosi, e ancora nessuno gli ha detto come sta. Gli esami del sangue sono stati eseguiti il 22 giugno, i raggi ai polmoni il 24: ma al 28 giugno nessun risultato sarebbe stato comunicato al 59enne originario di Supersano recluso nel penitenziario di “Borgo San Nicola”. È su questo muro di silenzio che l’avvocata Alessandra De Filippis costruisce la sua seconda diffida.

 

di Enrico Spaccini

fanpage.it, 30 giugno 2026 Dopo le denunce pubblicate da Fanpage.it, i consiglieri regionali della Lombardia Paolo Romano e Paola Bocci (Pd) hanno fatto un’ispezione presso il carcere milanese di Opera: “Per due giorni l’impianto elettrico della clinica non ha funzionato e l’acqua non arriva al quarto piano”. “È saltato l’impianto elettrico della clinica interna e per due giorni hanno dovuto mandare qualsiasi emergenza sanitaria, anche di lieve entità, in ospedale. Le pompe dell’acqua funzionano male, così il quarto piano è senza da ormai 10 giorni. Per contrastare il caldo, la direzione ha fatto lavare i detenuti in cortile con gli idranti”. 

 

di Vinicio Marchetti

avellinotoday.it, 30 giugno 2026 Quattordici bambini che crescono dentro un carcere. Non perché abbiano fatto qualcosa di sbagliato, ma perché le loro madri sì. È questa la realtà dell’Icam - Istituto a custodia attenuata per madri con bambini al seguito - di Lauro, in provincia di Avellino, visitato ieri da Aldo Di Giacomo, segretario della F.S.A.-C.N.P.P.-S.PP. Il quadro che emerge dalla visita è a due facce. Dentro, le cose funzionano. “Ho trovato una situazione ottimale di accoglienza e di assistenza”, ha dichiarato Di Giacomo, sottolineando il lavoro del personale penitenziario: “Un grande e appassionato impegno di tutto il personale che si prodiga in ogni forma di assistenza ai piccoli e alle madri”.

 

clarusonline.it, 30 giugno 2026 Il caso sorge dopo che nelle carceri di Poggioreale e Aversa, per mancanza di Polizia penitenziaria, sono state sospese le messe. Il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Provincia di Caserta, Don Salvatore Saggiomo, esprime soddisfazione per l’interrogazione parlamentare presentata dall’On. Federico Cafiero De Raho al Ministro della Giustizia sulla tutela del diritto al culto negli istituti penitenziari. L’atto parlamentare trae origine dalle segnalazioni istituzionali formulate dal Garante e dal successivo confronto diretto con l’On. Cafiero De Raho, al quale sono state rappresentate le gravi criticità riscontrate in alcuni istituti penitenziari, in particolare presso la Casa Circondariale di Poggioreale e la Casa di Reclusione “Filippo Saporito” di Aversa.

 

bologna2000.it, 30 giugno 2026 Si discuterà di contrasto al sovraffollamento e alla recidiva e saranno illustrati casi di accoglienza nella comunità Papa Giovanni XXIII. In ballo ci sono i diritti umani della persona, in questo caso di quella detenuta: il carcere, anche in Emilia-Romagna, presenta criticità, a partire dal sovraffollamento, un aspetto che incide negativamente sul percorso riabilitativo del detenuto. È necessario allora individuare soluzioni, promuovendo progetti anche fuori dagli istituti, un modo per contrastare anche le cosiddette recidive. “L’aspetto del sovraffollamento carcerario - spiega il garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri - ostacola la riuscita dei percorsi rieducativi rivolti al detenuto.

fuoriluogo.it, 30 giugno 2026 Il 2 luglio a Firenze un seminario sullo studio di Corrado Marcetti: dalla promessa di un carcere aperto alla città al degrado di oggi. Quando fu progettato, Sollicciano avrebbe dovuto rappresentare il futuro. Oggi è invece uno dei simboli più evidenti della crisi del sistema penitenziario italiano. Per comprendere come sia stato possibile questo rovesciamento, giovedì 2 luglio la Società della Ragione ospita a Firenze un seminario di discussione, promosso insieme a Garante dei Detenuti della Regione Toscana e dell’Archivio Margara, a partire dal volume di Corrado Marcetti “Sollicciano. Storia di un carcere”.

 

lameziaterme.it, 30 giugno 2026 Coinvolti oltre cento giovani detenuti dell’Istituto Penale Minorile di Catanzaro in un percorso di inclusione, formazione e reinserimento sociale. Il progetto “Sport per la Coesione”, promosso da Sport e Salute in collaborazione con la Federazione Italiana Badminton, prosegue il proprio percorso, della durata complessiva di 18 mesi, confermandosi una delle esperienze più significative di inclusione sociale attraverso lo sport realizzate in Calabria. Il progetto, ideato e coordinato da Pasqualino Raso, referente istituzionale nei rapporti tra Sport e Salute e l’Amministrazione Penitenziaria, ha già coinvolto più di un centinaio di giovani detenuti dell’Istituto Penale per i Minorenni di Catanzaro, di età compresa tra i 14 e i 24 anni.

 

di Gianni Milani

Il Torinese, 30 giugno 2026 “Dalle parole alla ceramica”. Ovvero: quando la memoria, i ricordi di una vita, raccontati a chi vuole ascoltarti, a chi ti è vicino (non solo fisicamente), ma anche con il cuore e l’anima, riescono a trasformarsi e a prendere corpo vivo offrendo spunti significativi per la lingua universale dell’arte. È davvero un piccolo grande “prodigio”! Tanto più se i due “mondi” a confronto non possono essere più lontani tra loro di una “Casa di Reclusione” e di una “Residenza Sanitaria Assistenziale - Casa di Riposo”, dedicata principalmente a persone anziane, per le quali il “motore dei ricordi” gira spesso a ruota libera, generando pallidi lievi sorrisi ma spesso anche tanta sofferenza e amarezza.

 

Corriere del Mezzogiorno, 30 giugno 2026 Presentato “Lettere al garante” nella sede di “Liberi di volare”, dove i detenuti vengono accolti per affidamento e messa in prova. “Immaginate, per un attimo, una cella di pochi metri quadrati nella quale vivono stipate da cinque a otto persone. Immaginate di trascorrervi gran parte della giornata, condividendo spazi minimi, privacy inesistente, tensioni, fragilità e sofferenze. Non è un’eccezione: per molti detenuti questa è la quotidianità. Questo libro nasce per dare voce a questa sofferenza”. Samuele Ciambriello, garante dei detenuti della Regione Campania, con una pluriennale esperienza nell’assistenza e nell’aiuto agli emarginati e ai detenuti, è uno di quelli che conosce meglio la durezza della realtà carceraria, insieme con don Franco Esposito, ex cappellano del carcere di Poggioreale. 

 

di Luciano Violante

Corriere della Sera, 30 giugno 2026 Per salvarla bisogna renderla più efficiente. Il problema non è la libertà, ma l’inefficienza dello Stato. La democrazia è disfunzionale? Questa è l’opinione di Peter Thiel, Trump, Musk e dei loro seguaci. Non ci salviamo demonizzandoli. Prima dovremmo chiederci se l’accusa è fondata e poi decidere come reagire. In molti Paesi di grandi tradizioni democratiche purtroppo il giudizio è fondato; occorre precisare, non è cosa da poco, che non è disfunzionale la democrazia in sé, ma sono disfunzionali alcune forme specifiche di democrazia. In Italia lo dimostrano l’astensionismo elettorale, la crescita di forme militanti di antidemocrazia, il peso che hanno acquisito nell’opinione pubblica slogan esplicitamente razzisti, come quelli relativi alla remigrazione e alla discriminazione sessuale.

 

di Beppe Severgnini

Corriere della Sera, 30 giugno 2026 Anche una tragedia può farci capire cosa siamo diventati. Non tutti, ma troppi. Mentre continuano le ricerche dell’ingegner Luigi Cavallari, scomparso sabato nel lago di Vico, la moglie Eugenia Roccella viene coperta di insulti, sarcasmo e insinuazioni. La sua colpa? Essere un personaggio pubblico. Un ministro del governo che ha espresso opinioni e ha preso decisioni. Alcuni non le condividono, com’è normale. Ma niente giustifica la colata di assurdità che ha riempito i social. Dov’era possibile commentare - i post Instagram dei siti d’informazione, per esempio - sono apparse molte affermazioni stupide, altre disgustose; alcuni riuscivano a essere disgustosamente stupidi. Una piccola selezione, sgradevole ma necessaria.

 

di Chiara Di Benedetto

Avvenire, 30 giugno 2026 Una delegazione di Euro-Verdi denuncia l’impossibilità di esaminare il Cpr dell’accordo Italia-Albania. Guarda (Avs): “In un mese sei tentativi di suicido”. A Gjader non si entra. Una delegazione di europarlamentari del gruppo dei Verdi, ieri, ha denunciato l’impossibilità di svolgere un’ispezione completa e adeguata del centro per migranti previsto dall’accordo Italia-Albania. Secondo quanto riportato dagli eurodeputati, il personale del Cpr avrebbe impedito l’accesso alle celle e si sarebbe rifiutato di fornire dati e di rispondere alle domande della delegazione. L’ispezione non era prevista, gli europarlamentari sono andati a Gjader a sorpresa nel corso di un viaggio in Albania organizzato per incontrare ambientalisti e rappresentanti della società civile impegnati nella lotta contro la costruzione di un maxi-resort di lusso sull’isola di Sazan, promosso da Jared Kushner, genero e consigliere del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

 

cdt.ch, 30 giugno 2026 Il rapporto della Commissione contro la tortura: più violenza, meno cure e niente reinserimento. Costruire nuove prigioni non basta, serve ridurre i detenuti. La sovrappopolazione carceraria in Svizzera viola i diritti dei detenuti e compromette il raggiungimento degli obiettivi della reclusione. È quanto mette in evidenza in un rapporto la Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (Cnpt), secondo cui il problema può essere risolto solo mettendo in atto una strategia per ridurre il numero di persone che finiscono dietro le sbarre.

 

di Vladimiro Satta

Il Riformista, 30 giugno 2026 Sette anni di reclusione per violazioni dei diritti dei detenuti nel suo Paese È molto verosimile che egli abbia ben meritato la condanna Purtroppo anche l’Italia è inadempiente sulla gestione delle proprie carceri. Il generale Almasri, che fino a pochi mesi fa era uno degli “uomini forti” della disastrata Libia, ultimamente è stato condannato dal tribunale penale di Tripoli a sette anni di reclusione per violazioni dei diritti dei detenuti nel suo Paese, avvenute dal febbraio 2015 all’ottobre 2024 nel carcere di Mitiga. È molto verosimile che egli abbia ben meritato la condanna. Purtroppo anche l’Italia è parzialmente inadempiente circa la gestione delle proprie carceri, si sa, ma nel caso della Libia si parla di vere e proprie torture, e la sentenza conferma la fondatezza delle denunce sporte dalle vittime.

 

di Matteo Garavoglia

Il Manifesto, 30 giugno 2026 L’ultima a essere detenuta è Sihem Bensedrine, attivista per i diritti umani da 25 anni. E poi il media Inkyfada e la Lega per i diritti dell’uomo, vincitrice del Nobel. Il regime di Saied è sempre più soffocante e l’effetto si vede nelle strade: cortei semi vuoti. Non è più una questione di numeri. A Tunisi da diversi mesi non importa quante persone rispondano a una mobilitazione o gli anni di condanna inflitti ad attivisti e giornalisti in processi giudicati iniqui. Il dato più significativo è un altro: la cappa autoritaria nel paese si è fatta opprimente, senza quasi più possibilità di invertire la rotta. Sihem Bensedrine è il volto che più di tutti rappresenta l’attuale fase politica.

 

DOCUMENTI

Ristretti Orizzonti - Redazione di Parma, Inserto di "Vita Nuova" del 28 giugno 2026

Appello del mondo sanitario e civile contro la securitizzazione della cura. Il diritto alla salute delle persone migranti nel Nuovo Patto Europeo su Migrazione e Asilo

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 29 giugno 2026)

Statistiche. "Affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi", a cura di Marco della Stella (aggiornamento al 28 giugno 2026)

 

APPUNTAMENTI DI RISTRETTI

Corso di formazione. "Non è solo lavoro. Percorsi di reinserimento lavorativo in carcere, in misura alternativa e dopo il fine-pena" (Online, fino al 2 luglio 2026)

 

APPUNTAMENTI

Seminario. "Il contrasto al sovraffollamento penitenziario e alla recidiva. Dall'esecuzione penale alla reintegrazione sociale" (Bologna, 30 giugno 2026)

Convegno. "Carceri: contrasto al sovraffollamento penitenziario e alla recidiva. Il modello CEC" (Bologna, 30 giugno 2026)

Incontro-dibattito. "Umanizzare la detenzione: pratiche, diritti e responsabilità collettive" (Bologna, 1 luglio 2026)

Convegno. "Il nuovo Centro di Giustizia riparativa del distretto di Corte di Appello di Venezia" (Busseto-PR, 2 luglio 2026)

Convegno. "Insieme per dare un futuro ai pazienti REMS" (Empoli, 4 luglio 2026)

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 5 luglio 2026

"Le alternative possibili. I primi 10 anni del Progetto Quarto Piano". Mostre, laboratori e riflessioni (Napoli, Casa circondariale di Poggioreale, 6 luglio 2026)

Convegno. "Il nuovo Centro di Giustizia riparativa del distretto di Corte di Appello di Venezia" (Venezia, 7 luglio 2026)

"Porte aperte alla salute". Corso formazione sulla sanità in ambito penitenziario e nelle misure alternative (Online, fino al 10 luglio 2026)

Convegno. "Il carcere senza governo. In ricordo di Alessandro Margara a dieci anni dalla scomparsa" (Firenze, 16 luglio 2026)

"Il carcere e il carcere minorile: corso di etica sociale" (Bologna, dal 25 settembre all'11 dicembre 2026)

Incontro-dibattito. "Dentro il conflitto, oltre il nemico. Approccio relazionale alla trasformazione dei conflitti in ambito scolastico" (Lodi, 1 ottobre 2026)

 

CONCORSI E PREMI

Premio letterario "Meco". Intitolato alla memoria di don Domenico Ricca, cappellano dell'Ipm di Torino (Scadenza 31 luglio 2026)

Premio letterario "Carlo Castelli. XIX edizione, riservato ai detenuti delle carceri italiane e istituti penali minorili" (Scadenza 1 settembre 2026)

Premio letterario "Le sbarre invisibili - Premio Tommaso De Crescenzio" (Presentazione delle opere entro il 16 settembre 2026)

Premio letterario "Secondo mestiere, seconda opportunità" (Scadenza 30 luglio 2026 e solo per studenti scuole secondarie 30 settembre 2026)