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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di lunedì 29 giugno 2026

di Valentina Stella

Il Dubbio, 29 giugno 2026 Ogni anno, in questo periodo, l’attenzione sulla detenzione si alza. Arriva l’estate, le celle sono infernali, i detenuti maggiormente mal sopportano una carcerazione inumana e degradante. Gli ultimi dati del ministero della Giustizia, al 15 giugno, contano 64.850 detenuti per 46.337 posti davvero disponibili. Il sovraffollamento è in media del 140 per cento, con carceri che sfiorano il 280 per cento come a Lucca. Per dare una speranza, che poi puntualmente si rivela falsa, il governo annuncia costantemente riforme che andrebbero ad incidere sull’esecuzione penale. Nel 2024 con il ddl Nordio si promettevano miglioramenti grazie ad una semplificazione e velocizzazione delle procedure per l’accesso alla liberazione anticipata ordinaria.

 

di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 29 giugno 2026 Ogni estate il ministero della Salute manda i suoi bollettini sul caldo. Codici colorati, città a rischio, l’invito a non uscire nelle ore centrali, a bere spesso, a tenere d’occhio gli anziani e chi soffre di patologie. Raccomandazioni sensate, che ogni anno servono di più, perché ogni anno fa più caldo. Chi vive libero ha almeno la possibilità di seguirle. Per le oltre sessantaquattromila persone chiuse nelle carceri italiane quelle parole non hanno quasi alcun senso pratico. La domanda non è nuova. La poneva già nell’agosto di diversi anni fa Roberto Cavalieri, allora garante dei detenuti del Comune di Parma, dopo che l’azienda sanitaria aveva verificato le sezioni di alta sicurezza del carcere: più di cinquanta detenuti sopra i sessantacinque anni, almeno centosessanta cardiopatici, trentaquattro gradi in un cortile per i passeggi in una giornata neppure tra le più calde.

 

di Francesca Spasiano

Il Dubbio, 29 giugno 2026 Dell’intera popolazione penitenziaria che si trova attualmente in carcere solo una piccola parte è composta da donne. Di queste solo una piccola parte si trova in istituti pensati per donne. E di tutte le donne recluse solo una piccola parte sono madri con figli al seguito. Ma non è una buona notizia. Per due ragioni: l’ultimo dato dovrebbe sparire, invece cresce. E gli stessi numeri annunciano un fatto: più sono piccoli più le cose si complicano, per chi sta in cella. Come conferma l’unica fotografia che abbiamo a disposizione: un rapporto di Antigone fermo a tre anni fa, che definisce la detenzione femminile come una “minoranza penitenziaria” dimenticata tra le cifre spaventose delle carceri italiane.

 

di Simona Musco

Il Dubbio, 29 giugno 2026 “Il carcere è un buco nero. Ci vogliono zitti e buoni”. È il 23 aprile 2025. Sala “Meta” del Nuovo Complesso di Rebibbia. Seduta in una sorta di mezzaluna insieme ad altri giornalisti, ascolto la voce che rimbomba tra le pareti bianche a mattoncini e le alte finestre sbarrate sulla destra. Il microfono è in mano a un politico, ma il palcoscenico non è quello a cui è rimasto abituato per anni. Quella voce appartiene a Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma. Da qualche giorno di nuovo in libertà. Il lungo corridoio che conduce alla sala Meta è spezzato da una serie di cancelli blu. A sinistra si può intravedere un campo da gioco, simulacro di un mondo che per un po’ rimarrà fuori.

 

di Domenico Forgione

Il Dubbio, 29 giugno 2026 Arriviamo a Reggio Calabria che sono passate le 6, quasi tre ore dopo l’inizio dell’incubo. In una stanza mi prendono le impronte digitali, misurano l’altezza, scattano le foto segnaletiche. In tarda mattinata scendo la scalinata della Questura, accompagnato da due poliziotti che mi raccomandano di tenere le manette nascoste sotto le maniche del giaccone. Dal lato opposto della strada ho puntati contro i teleobiettivi del plotone d’esecuzione. Partiamo a sirene spiegate, che vengono spente quando imbocchiamo l’autostrada. Lo show è finito. Al carcere di Palmi la prima tappa è nell’ufficio matricola, a seguire visita medica e ispezione corporale. Mi spoglio davanti a due agenti che mi fanno accovacciare: una manovra che consente di accertare che non nasconda qualcosa nell’ano. Nudo e ubbidiente agli ordini, realizzo che da adesso in poi la mia volontà non conterà niente. È scivolata tra le dita di lattice che tastano il mio corpo.

 

di Alessandra Livi

tg.la7.it, 29 giugno 2026 Gianni Alemanno apre il confronto con Vannacci sul futuro delle carceri: “La sicurezza si fa con la riabilitazione, non lasciando marcire le persone nel degrado”. Gianni Alemanno è appena uscito dal carcere e l’intervista di Gaia Tortora a Omnibus è la prima che rilascia in Tv. Alemanno racconta la sua esperienza detentiva a Rebibbia, dove è finito a causa della revoca dell’affidamento in prova legato a una condanna a un anno e dieci mesi per traffico di influenze, un reato peraltro successivamente abolito. Per un caso del destino, l’ex sindaco di Roma si è ritrovato nella stessa identica cella in cui era stato rinchiuso quarant’anni prima, nel 1982, per militanza politica. Rispetto ad allora, ha trovato una situazione completamente devastata dal sovraffollamento, con l’istituto romano che viaggia sul 160% delle presenze.

 

di Francesco Zizi

La Nuova Sardegna, 29 giugno 2026 Dietro il nome in codice “Argus” si nasconde il primo tassello del segretissimo piano Kairos, il disegno di riorganizzazione del circuito del 41bis che vede la Sardegna in primo piano. Nelle scorse ore il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha concluso con successo la prima operazione di trasferimento massiccio dei boss mafiosi. Tra il 27 e il 28 giugno sono stati trasferiti contemporaneamente 128 detenuti sottoposti al regime speciale del 41bis dagli istituti di Novara, Cuneo, Tolmezzo e Milano, verso la casa di reclusione di Vigevano, individuata con decreto ministeriale del 18 giugno come nuova articolazione del circuito speciale.

 

di Giulia Merlo

Il Domani, 29 giugno 2026 Ridotto del 31,5 per cento nel penale e del 40,6 nel civile il disposition time, del 90 l’arretrato civile. Risultati ottenuti senza calcolare le protezioni internazionali. I dubbi sul futuro senza fondi Ue. Sulla carta la scommessa è vinta e il ministero della Giustizia ha esultato per il raggiungimento degli obiettivi Pnrr in scadenza il 30 giugno 2026, certificato anche dal Country Report della Commissione europea del 3 giugno scorso. “Un punto di svolta rispetto al passato”, l’ha definito il ministro Carlo Nordio in audizione al Senato. E seppure gli obiettivi erano sfidanti e i freddi numeri confermano il traguardo raggiunto, dietro una narrazione rassicurante non tutto è come sembra.

 

ecodellojonio.it, 29 giugno 2026 Cataldo De Luca, 41 anni, di Cirò Marina, era stato trasferito nella casa circondariale rossanese dopo l’arresto nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Antonio Pugliese, avvenuta nel carcere di Catanzaro nel luglio 2024. Le cause del decesso sono ancora da accertare. È stato trovato senza vita nella sua cella del carcere di Rossano Cataldo De Luca, 41 anni, originario di Cirò Marina. L’uomo era detenuto da pochi giorni dopo essere stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Antonio Pugliese, avvenuta il 7 luglio 2024 nella casa circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro. Le cause del decesso, al momento, non sono ancora note e saranno gli accertamenti disposti dalle autorità competenti a chiarire cosa sia accaduto all’interno della cella.

 

di Raffaella Tallarico

gnewsonline.it, 29 giugno 2026 Con un tavolo tondo, oppure seduti in cerchio. Sono gli accorgimenti che usano i mediatori di giustizia riparativa durante gli incontri. Che a parlare con loro sia la vittima, l’autore del reato o un loro familiare, il setting deve essere accogliente. “Non quello di un classico ufficio. Gli spigoli creano barriere alla circolarità di tutte le emozioni che emergono nello spazio di mediazione”, spiega a gNews l’avvocata Giorgia Venerandi, referente del Centro di giustizia riparativa Astrea di Roma. “In questo spazio - prosegue - viene portata la parte emotiva del conflitto che, di solito, non entra nel processo penale”.

 

di Livia Zancaner

Il Sole 24 Ore, 29 giugno 2026 “Per me è stato impossibile restare fuori. In ogni storia ho riconosciuto un frammento di me”. Così la giornalista Gabriella Simoni introduce “Non solo maranzine”, un libro che raccoglie undici storie di ragazze italiane e straniere cresciute tra violenza, abusi, droga, carceri minorili, comunità educative e famiglie fragili. Inviata di guerra da oltre 30 anni, Simoni, quando non è all’estero nelle zone di conflitto, racconta le periferie italiane spesso ignorate dal dibatto pubblico. Lo ha fatto nel podcast “Quei cattivi ragazzi” di Chora Media, dedicato ai ragazzi della comunità Kayros di don Claudio Burgio (che ha scritto la presentazione di “Non solo maranzine”) e lo fa ora, scegliendo di dare voce a quelle ragazze etichettate come “maranzine”.

 

di Maurizio Ferrera

Corriere della Sera, 29 giugno 2026 Ogni gruppo sociale ha bisogno di essere rassicurato ma ognuno in maniera differente. In un recente colloquio con Elly Schlein, Mario Draghi ha osservato che gli italiani hanno bisogno di essere “rassicurati”. La frase coglie un cambiamento. Per molti decenni la competizione politica si è giocata soprattutto sui temi della crescita economica, della redistribuzione del reddito o dell’identità. Oggi il terreno decisivo sembra essere un altro: la capacità di offrire protezione in un mondo percepito come sempre più incerto e minaccioso. I sondaggi registrano una diffusa inquietudine: il timore che le condizioni di vita possano peggiorare. Il dato più interessante di questa preoccupazione è la sua natura composita. Gli italiani percepiscono una molteplicità di fattori di rischio.

 

di Paolo Fallai

Corriere della Sera, 29 giugno 2026 Un’espressione che ha quasi due secoli per uno sfruttamento antico. Ma solo dal 2016 esiste una legge per contrastare l’intermediazione illegale e lo sfruttamento lavorativo. L’ultimo episodio è agghiacciante: quattro braccianti immigrati bruciati vivi un minivan in Calabria, perché avevano osato ribellarsi ai loro schiavisti. Ma la storia del caporalato è molto più antica e gronda sangue e indifferenza. Due secoli di sofferenza. L’espressione caporalato nasce storicamente in Italia tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Il termine si è sviluppato per descrivere il sistema di reclutamento della manodopera nelle campagne e nei primi grandi cantieri edili. Il dizionario di Tullio De Mauro lo attesta come uso consueto nella lingua italiana dal 1830.

 

di Manuela Modica

Il Fatto Quotidiano, 29 giugno 2026 “Solo ragazzi con un sogno, non scafisti”. Condannati a 30 anni per la strage di Ferragosto del 2015, gli imputati hanno ottenuto l’ammissibilità alla revisione del processo. Ora sono in libertà provvisoria: la Corte d’appello di Messina deciderà a ottobre se riaprire definitivamente il caso. Abied, “uno dei più forti di tutta Bengasi”, battuto dalla squadra di Alaa. Si conoscono così, ancora adolescenti, prima della guerra in Libia che avrebbe messo fine al calcio e al futuro. Ed è da qui che nasce questa storia di promesse del calcio finite in carcere in Italia con l’accusa di essere gli scafisti della strage di Ferragosto del 2015, quando 49 persone morirono d’asfissia in una stiva. Allo sbarco, cinque ragazzi libici, tra cui i calciatori, due marocchini e un tunisino finiscono in carcere con pene fino a 30 anni. Un’accusa che potrebbe ora essere messa in discussione, dopo 11 anni di reclusione.

 

di Annaflavia Merluzzi

Il Domani, 29 giugno 2026 “Ci hanno circondato e hanno iniziato a picchiare tutti”. Al confine con la Bosnia, la violenza delle autorità croate continua a colpire chi prova a entrare in Ue per chiedere asilo, anche se i respingimenti collettivi per il diritto internazionale sono illegali. “Quando I.T. è arrivato da noi aveva l’arcata frontale della mascella completamente rotta. Aveva quindici anni”, racconta Virginia Orsili, operatrice dell’ong Ipsia. Il confine tra Bosnia e Croazia continua a lasciare segni indelebili sui corpi delle persone in movimento. La violenza delle autorità croate continua a colpire chi prova a entrare in Europa per chiedere asilo, e lo fa con particolare crudeltà nei confronti dei minori non accompagnati che attraversano la rotta balcanica.

 

di Flavia Amabile

La Stampa, 29 giugno 2026 L’attivista della Flotilla Domenico Centrone racconta il mese di sequestro: così hanno assaltato e distrutto le ambulanze. L’ipotesi di un’azione legale per violazione dei diritti umani. Sospettati di essere dei fiancheggiatori di Hamas, le ambulanze prese d’assalto, gli inganni, le continue violenze psicologiche da parte degli agenti della Libia orientale controllata dal generale Haftar. Domenico Centrone, uno dei due attivisti italiani della missione di terra della Global Sumud Flotilla costretti a rimanere per un mese in un centro di detenzione dei servizi segreti a Bengasi mentre portavano aiuti umanitari a Gaza, aggiunge alcuni dettagli ancora non noti sul trattamento subito. Un trattamento per il quale stanno valutando se procedere con un’azione legale per violazione del diritto internazionale e dei diritti umani.

 

La Repubblica, 29 giugno 2026 La denuncia di Human Rights Watch. Insiste nonostante le raccomandazioni Onu sui diritti umani. L’ Australia si è rifiutata di impegnarsi in riforme per l’incarcerazione dei minori, la detenzione offshore dei richiedenti asilo e l’eliminazione graduale dei combustibili fossili, nonostante le ripetute richieste di farlo da parte dei paesi membri delle Nazioni Unite, ha fatto sapere oggi Human Rights Watch. Nella sua risposta scritta alla sua quarta Revisione Periodica Universale (Upr) presso il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite - un meccanismo dell’Onu per valutare, ogni 4 anni e mezzo, la situazione dei diritti umani in tutti i 193 Stati membri - il governo laburista di Albanese ha accettato solo 128 delle 332 raccomandazioni ricevute (38 percento).

 

DOCUMENTI

Ristretti Orizzonti - Redazione di Parma, Inserto di "Vita Nuova" del 28 giugno 2026

Appello del mondo sanitario e civile contro la securitizzazione della cura. Il diritto alla salute delle persone migranti nel Nuovo Patto Europeo su Migrazione e Asilo

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 28 giugno 2026)

Statistiche. "Affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi", a cura di Marco della Stella (aggiornamento al 26 giugno 2026)

 

APPUNTAMENTI DI RISTRETTI

Corso di formazione. "Non è solo lavoro. Percorsi di reinserimento lavorativo in carcere, in misura alternativa e dopo il fine-pena" (Online, fino al 2 luglio 2026)

 

APPUNTAMENTI

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 29 giugno al 5 luglio 2026

Seminario. "Il contrasto al sovraffollamento penitenziario e alla recidiva. Dall'esecuzione penale alla reintegrazione sociale" (Bologna, 30 giugno 2026)

Convegno. "Carceri: contrasto al sovraffollamento penitenziario e alla recidiva. Il modello CEC" (Bologna, 30 giugno 2026)

Incontro-dibattito. "Umanizzare la detenzione: pratiche, diritti e responsabilità collettive" (Bologna, 1 luglio 2026)

Convegno. "Il nuovo Centro di Giustizia riparativa del distretto di Corte di Appello di Venezia" (Busseto-PR, 2 luglio 2026)

Convegno. "Insieme per dare un futuro ai pazienti REMS" (Empoli, 4 luglio 2026)

"Le alternative possibili. I primi 10 anni del Progetto Quarto Piano". Mostre, laboratori e riflessioni (Napoli, Casa circondariale di Poggioreale, 6 luglio 2026)

Convegno. "Il nuovo Centro di Giustizia riparativa del distretto di Corte di Appello di Venezia" (Venezia, 7 luglio 2026)

"Porte aperte alla salute". Corso formazione sulla sanità in ambito penitenziario e nelle misure alternative (Online, fino al 10 luglio 2026)

Convegno. "Il carcere senza governo. In ricordo di Alessandro Margara a dieci anni dalla scomparsa" (Firenze, 16 luglio 2026)

"Il carcere e il carcere minorile: corso di etica sociale" (Bologna, dal 25 settembre all'11 dicembre 2026)

Incontro-dibattito. "Dentro il conflitto, oltre il nemico. Approccio relazionale alla trasformazione dei conflitti in ambito scolastico" (Lodi, 1 ottobre 2026)

 

CONCORSI E PREMI

Premio letterario "Meco". Intitolato alla memoria di don Domenico Ricca, cappellano dell'Ipm di Torino (Scadenza 31 luglio 2026)

Premio letterario "Carlo Castelli. XIX edizione, riservato ai detenuti delle carceri italiane e istituti penali minorili" (Scadenza 1 settembre 2026)

Premio letterario "Le sbarre invisibili - Premio Tommaso De Crescenzio" (Presentazione delle opere entro il 16 settembre 2026)

Premio letterario "Secondo mestiere, seconda opportunità" (Scadenza 30 luglio 2026 e solo per studenti scuole secondarie 30 settembre 2026)