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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di domenica 28 giugno 2026
CARCERI
di Vito Daniele Cimiotta
terzultimafermata.blog, 28 giugno 2026 Nel sistema penitenziario italiano il tempo non è una variabile neutra: è una lente che decide cosa si vede e cosa si perde. Quando anche gli strumenti istituzionali deputati alla lettura del sistema arrivano con oltre un anno di ritardo, il problema non è più la cronologia. È la distanza strutturale tra descrizione e realtà. La relazione annuale del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale è stata trasmessa al Parlamento con un ritardo superiore a dodici mesi. Un dato che, in qualunque settore ordinato secondo i principi di accountability pubblica, solleverebbe interrogativi sulla tempestività del controllo. Nel sistema penitenziario, invece, si inserisce in una più ampia e ormai consolidata asimmetria: quella tra la permanenza del disastro e la lentezza della sua rappresentazione.
di Michele Larosa
mowmag.com, 28 giugno 2026 Dopo l’uscita di Alemanno da Rebibbia il tema del carcere torna sotto i riflettori. Ne abbiamo parlato con chi se ne occupa da anni, i Radicali Italiani. Prima Marco Pannella e le sue memorabili lotte, ora una squadra di giovani sta cercando di tenere viva quella fiamma di libertà e diritti. Abbiamo intervistato il loro segretario Filippo Blengino, lui Caino lo difende sì, con le unghie e con i denti, anche in collaborazione con Nessuno Tocchi Caino, l’associazione affiliata al Partito Radicale Transnazionale che da anni si batte contro la pena di morte in tutto il mondo. Blengino ha visitato carceri in tutta Italia, oltre che tutti i minorili del nostro Paese, e ci ha raccontato la dura realtà delle patrie galere.
di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 28 giugno 2026 “Decideranno i leader...”. Allarga le braccia il sottosegretario alla Giustizia di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni, nel salone Garibaldi del Senato, incrociando il suo collega di maggioranza Pierantonio Zanettin. Una cosa però è certa, continua il sostituto di Andrea Delmastro in via Arenula: “Prima di ottobre la riforma della prescrizione non si può fare: ci siamo impegnati con l’Unione europea a rispettare i target sulla riduzione dei tempi del processo penale con la vecchia legge Cartabia e adesso non possiamo cambiare le regole in corsa...”.
di Giulia Merlo
Il Domani, 28 giugno 2026 Per l’Ocf, questa deve essere l’ultima proroga, poi la riforma deve entrare in vigore. L’Anm invece chiede che venga abrogata, perchè non praticabile dal punto di vista degli organici. L’entrata in vigore del gip collegiale è stata rinviata dal ministero della Giustizia di un anno, facendola slittare al 28 febbraio 2027. La decisione, giustificata dalle difficoltà organizzative, ha ricevuto reazioni opposte tra magistrati e avvocati.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 28 giugno 2026 Scontro al Csm per una delibera sulle aree “ad alta densità mafiosa”. Un procuratore antimafia vale più dei suoi colleghi? La domanda non è nuova e già in passato il Csm ci è inciampato sopra. Adesso è tornata di moda per una delibera che ha modificato il Testo unico sulla dirigenza giudiziaria indicando una serie di procure che operano in aree ad “alta densità di criminalità organizzata di tipo mafioso”. Il provvedimento, sulla carta, servirebbe a valorizzare le esperienze in antimafia dei magistrati che aspirano a determinati incarichi direttivi o semidirettivi. Significa che quando si apre la partita per una nomina a capo di una procura in una zona in cui i reati di mafia sono preponderanti, chi ha già lavorato in una dda parte avanti agli altri.
Il Fatto Quotidiano, 28 giugno 2026 I familiari delle vittime: “Pretendere risposte da Francia e Usa”. La strage 46 anni fa. La presidente dell’associazione Franca Bonfietti: “Se la magistratura non è riuscita a trovare gli autori, ci deve riuscire la politica”. Mattarella: “Ricomporre l’accaduto”. “Il governo del mio Paese deve muoversi in maniera ben più sostanziale per pretendere risposte dai Paesi amici e alleati”. Nel 46esimo anniversario della strage di Ustica, la portavoce dei familiari delle vittime Franca Bonfietti torna a chiedere un intervento dell’esecutivo per superare la mancata collaborazione di altri Stati - in particolare Francia e Usa - che ha costretto i pm di Roma a chiedere l’archiviazione dell’ultima inchiesta sull’abbattimento dell’aereo di linea, precipitato nel mar Tirreno il 27 giugno 1980 con a bordo 81 persone.
di Gabriele Fusar Poli
Corriere del Veneto, 28 giugno 2026 “Queste giornate, per loro, rappresentano una pena aggiuntiva”. È Ornella Favero, direttrice di Ristretti Orizzonti (la rivista “pensata” e scritta dai detenuti del carcere Due Palazzi di Padova), a porre l’accento sulla vita dietro alle sbarre resa ancor più difficoltosa dall’ondata di caldo che sta attanagliando l’intera regione. Una sorta di “grido d’allarme” che parte quindi dalla città del Santo, ma che accomuna tutte le case circondariali e di reclusione del Veneto: “Non potete immaginare - aggiunge Ornella Favero - quanto soffrano i detenuti, che spesso hanno a disposizione solo un ventilatore per cella: in queste condizioni cresce la conflittualità perché c’è davvero da dare i numeri”.
di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 28 giugno 2026 Il garante Cavalieri: il Dap invita a fare migliorie ma mancano i fondi. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha elencato in una circolare una serie di interventi da realizzare nelle carceri per rendere più tollerabili le temperature roventi, che rendono impossibile la vita per chi deve trascorrere le proprie giornate in cella con altre cinque persone dove dovrebbero essercene al massimo altre due. Ma i buoni propositi devono scontrarsi con la realtà: le risorse scarse, il personale sottorganico, il sovraffollamento.
di Francesco Dandolo
Corriere del Mezzogiorno, 28 giugno 2026 Il corteo e la preghiera hanno interrotto la ritrita narrazione contro i migranti, che ha avuto purtroppo eco nel Parlamento europeo con l’approvazione del nuovo regolamento sui rimpatri dei cittadini di Paesi terzi. Una decisione ratificata nei giorni in cui appunto si ricordano nel mondo i drammi di chi è costretto a lasciare il proprio Paese. Una mesta coincidenza che dice quanto il vecchio continente sia diventato altro rispetto all’idea di Europa che esaltava la civiltà di cui era depositaria. Tuttavia, a Napoli persiste una rete “dal basso” che vive la questione migratoria in termini costruttivi.
di Nadia Cossu
La Nuova Sardegna, 28 giugno 2026 La vittima, un 28enne, aveva provato a impiccarsi in cella. È morto dopo quindici giorni di agonia il detenuto senegalese di 28 anni che il 13 giugno aveva tentato di togliersi la vita nel carcere di Bancali. Ricoverato da allora nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, dove era stato trasferito in condizioni gravissime dopo un arresto cardiaco, il giovane non si è più ripreso. Il 28enne - che stava scontando una pena con fine prevista nel 2031 - aveva tentato il suicidio impiccandosi all’interno della casa circondariale. L’intervento immediato degli agenti della polizia penitenziaria e del personale sanitario aveva consentito di rianimarlo, ma i lunghi minuti di arresto cardiaco avevano provocato danni gravissimi. Trasportato d’urgenza in ospedale era stato ricoverato in coma farmacologico nel reparto di Terapia intensiva. Ieri, il decesso.
Il Fatto Quotidiano, 28 giugno 2026 “Buttarli in una cella non serve a nulla”. Già il giorno della sentenza il 20 maggio Cavallo aveva abbracciato i suoi aggressori. Oltre a Chiani, il 7 luglio inizieranno le udienze presso il tribunale dei minori per altri tre aggressori. Anche loro hanno chiesto accesso alla giustizia riparativa. È stato ammesso alla giustizia riparativa Alessandro Chiani, il 19enne condannato a 20 anni di reclusione il 20 maggio per tentato omicidio e rapina di 50 euro ai danni di Davide Cavallo, studente 22enne rimasto gravemente ferito quella sera del 12 ottobre 2025 in corso Como, a Milano. Cavallo a seguito dell’aggressione ora rischia l’invalidità, ma, nonostante ciò, ha deciso di perdonare i suoi aggressori.
di Selvaggia Bovani
La Provincia Pavese, 28 giugno 2026 La casa di reclusione dei Piccolini è stata infatti riconvertita al regime 41 bis, o “carcere duro” dove i detenuti passano circa 21 o 22 ore al giorno nella loro cella singola. Arrivati in carcere a Vigevano i primi detenuti del nuovo 41bis. Da sabato, infatti, diversi blindati hanno portato i primi detenuti che saranno collocati nell’ex padiglione principale del carcere dei Piccolini. Domenica è probabile che ne arriveranno altri. La casa di reclusione dei Piccolini è stata infatti riconvertita al regime 41 bis, o “carcere duro” dove i detenuti passano circa 21 o 22 ore al giorno nella loro cella singola. Fuori dal penitenziario, oltre ai blindati ed ai cellulari si vedono i numerosi Gom (Gruppo operativo mobile), ovvero la polizia penitenziaria addetta solo alla sezione 41bis, agenti già pronti ad entrare in servizio.
di Corrado Ciampi
La Nazione, 28 giugno 2026 I temi toccati dalla relazione del Garante, l’avvocato Tommaso Sannini. “Quella di Pistoia è una struttura piccola ma che ora è sotto pressione. Le celle via via più stipate e crescono i casi di autolesionismo”. Un rapporto corposo - 380 le pagine complessivamente compilate e curate dal garante dei detenuti della Regione Toscana Giuseppe Fanfani - nel quale il corrispettivo comunale per Pistoia, l’avvocato Tommaso Sannini, mette in fila le criticità della struttura di via dei Macelli. Come precisato nella scheda, l’attività del Garante comunale è consistita in “visite all’istituto, colloqui con i detenuti, interlocuzioni con la Direzione e con la polizia penitenziaria, audizioni nelle sedi consiliari e comunicazioni formali rivolte al Sindaco, al Consiglio comunale e agli assessori”.
di Simona Ballatore
Il Giorno, 28 giugno 2026 Da settembre ha potuto frequentare il corso serale al Bertarelli dove ieri ha affrontato anche l’orale. Ha fatto da apripista al “Progetto carcere” della Statale dedicato alle superiori: “Iniziamo dal diploma”. “La scuola mi ha ridato quotidianità e amicizie. Mi ha fatto tornare ad avere una vita mia e mi ha fatto conoscere persone con passioni grandi, che aiutano e si impegnano per il semplice piacere di farlo. Quello che vorrei fare io, una volta “fuori”. Leo, nome di fantasia, ha 29 anni e si è diplomato ieri in “Servizi commerciali” all’istituto Bertarelli-Ferraris dove ha potuto frequentare il corso serale: dalle 8 alle 15.30 lavorava nel carcere di Bollate - dov’è detenuto - poi si metteva in viaggio per raggiungere la scuola di Porta Romana, insieme a studenti di tutte le età, per poi rientrare in carcere.
di Antonio Mattone
Il Mattino, 28 giugno 2026 “La morte del giovane Lorenzo ci addolora e ci appartiene. La morte di un ragazzo innocente per mano violenta è una ferita che logora l’anima, una sofferenza che è una condanna a vita”. Sono le parole toccanti dei genitori di Francesco Pio, il pizzaiolo diciottenne ucciso tre anni fa a Mergellina a cui si uniscono quelle della madre di Giogiò, il giovane musicista che perse la vita in piazza Municipio, ucciso durante una lite scoppiata per uno scooter parcheggiato male: “sono di nuovo davanti a una bara bianca a piangere un’altra vittima senza colpa”.
di Mariangela Pala
L’Unione Sarda, 28 giugno 2026 Nell’ambito della rassegna “Libriamoci, Incontriamoci: Libri per uscire”. Altro appuntamento a Villanova Monteleone per la sesta edizione della Rassegna “Libriamoci, Incontriamoci: Libri per uscire” inserita nel Festival “La cultura oltre i confini”. A questo terzo incontro parteciperanno lo scrittore Giampaolo Cassitta e il giornalista Pier Luigi Piredda che presenteranno il loro libro “Aria mossa. Storia di una protesta e delle sue ombre nel carcere di Sassari”.
di Francesca Santolini
La Stampa, 28 giugno 2026 Meno di venti minuti. Mille e duecento secondi. È questo, secondo un recente rapporto del Senato francese, il tempo medio necessario perché un adolescente si imbatta online in contenuti misogini e mascolinisti. Non serve cercarli. Basta guardare qualche video sul fitness, sull’autostima o sul successo personale, poi entra in gioco l’algoritmo. Registra l’interesse, lo alimenta e lo accompagna lungo un percorso sempre più radicale. Da un consiglio per migliorare il proprio corpo, a una visione del mondo fondata sulla contrapposizione tra uomini e donne, il passo può essere breve. Da questa constatazione prende avvio una delle più vaste indagini istituzionali mai dedicate alla cosiddetta “manosfera”: quasi 300 pagine di analisi pubblicate dalla Delegazione per i diritti delle donne del Senato francese dopo 7 mesi di lavoro e circa 100 audizioni tra magistrati, ricercatori, servizi di sicurezza, associazioni e rappresentanti delle piattaforme digitali.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 28 giugno 2026 Intervista del ministro Piantedosi. Lei rivendica il ruolo propulsore dell’Italia? “Sì. È un cambio di paradigma che questo Governo ha avviato fin dal suo insediamento, ponendo all’attenzione dell’Ue la questione in termini chiari. Governare i flussi significa tutelare i confini, ma anche la dignità di ogni persona: non è con l’accoglienza indiscriminata e insostenibile attuata negli ultimi decenni o rilasciando indiscriminatamente permessi di soggiorno che si crea integrazione”.
di Siegmund Ginzberg
Il Foglio, 28 giugno 2026 Il rifiuto degli immigrati non nasce oggi. Dagli stereotipi contro i meridionali negli anni Cinquanta fino alla retorica contemporanea sui migranti, cambia il bersaglio ma resta la stessa logica: attribuire al diverso colpe, minacce e declino. “Invece di ragionare tirano fuori il coltello”. “Fanno tanti figli e poi pretendono che siano gli altri a mantenerli”. “Vengono qui senza un mestiere e poi tocca a noi mantenerli”. “Cercano sempre di fregare il prossimo”. “Non hanno voglia di lavorare”. “In fondo sono degli africani”. Dal 50 all’80 per cento degli intervistati si dichiara del tutto d’accordo con queste affermazioni.
di Gaetano Azzariti
Il Manifesto, 28 giugno 2026 In una situazione di totale stallo bellico e di incerto futuro spetta più che mai alla comunità internazionale promuovere una conferenza mondiale. È guerra totale, la risoluzione delle controversie internazionali non viene più affrontata in base al diritto, non è più affare di rapporti tra Stati, conta solo la forza. Non solo si moltiplicano i teatri del conflitto, si amplia la nozione di guerra. Guerra non più solo tra eserciti, ma eserciti contro intere popolazioni. Il genocidio è all’ordine del giorno e sotto gli occhi di tutti. Si può accettare di vivere dentro lo stato di natura, nella prospettiva di una guerra di lunga durata? Sempre che non si realizzi la follia - oscenamente ipotizzata - dell’apocalisse nucleare, che porrebbe sì fine al conflitto ma anche all’umanità.
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Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 28 giugno 2026)
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