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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di sabato 27 giugno 2026
CARCERI
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 27 giugno 2026 La denuncia dei Garanti: salute fisica e psicologica a rischio, è allarme rivolte. Mancano i controlli delle Asl e le ore d’aria si fanno sotto il sole. Mura roventi di cemento e acciaio, celle come forni, con finestre schermate e temperature che superano spesso i quaranta gradi. Nelle camere di pernottamento scarseggiano i ventilatori e i frigoriferi sono stati vietati da una circolare del Dap dell’aprile scorso con la quale, “per ragioni di sicurezza”, si è disposto il loro spostamento in ambienti comuni dei reparti e un uso limitato da autorizzare su richiesta.
di Nicolò Zambelli e Riccardo Carlino
Il Foglio, 27 giugno 2026 L’ex sindaco di Roma vuole l’indulto per ridurre il sovraffollamento carcerario, ma riconosce: “Non si farà”. Roberto Vannacci e la sua “sporca dozzina” storcono il naso e dicono: “Il carcere punisce e rieduca. La soluzione è costruirne di più”. E insomma, non è passata neanche una settimana ed ecco che quel sodalizio quasi idilliaco, suggellato a cena in un ristorante sardo nel remoto nord di Roma, tra Gianni Alemanno e Roberto Vannacci sembra già mostrare le prime crepe. Questa mattina a Radio24 l’ex sindaco della capitale, da pochi giorni fuori da Rebibbia, è tornato sul tema che più gli sta a cuore: il carcere.
di Nicolò Zambelli
Il Foglio, 27 giugno 2026 “Se in passato la proposta non ha avuto successo nonostante qualche mia moral suasion, non credo che ce l’avrà la sua. Specie se adesso è entrato nel partito di Vannacci”, dice il presidente del Senato. “Alemanno propone l’indulto? Se in passato la proposta non ha avuto successo nonostante qualche mia moral suasion, non credo che ce l’avrà la sua. Specie se adesso è entrato nel partito di Vannacci”. Lo dice al Foglio il presidente del Senato Ignazio La Russa, dopo le dichiarazioni di Gianni Alemanno ieri mattina a Radio 24. “Per garantire sicurezza occorre un carcere che funzioni, che non solo punisca ma riesca a riabilitare e a combattere la recidiva.
di Gianluca De Rosa
Il Foglio, 27 giugno 2026 Parla Caiazza. L’ex presidente delle Camera penali dice di aver “apprezzato il modo in cui Alemanno ha vissuto questa durissima esperienza, trasformandola in un’iniziativa politica”. E però dubita che il generale possa seguirlo: “Né la destra, né la sinistra si occupano del problema, che così peggiora di giorno in giorno”. “Ma davvero si può combattere l’indegna situazione delle carceri italiane con Vannacci? Bisognerebbe chiederlo ad Alemanno, a me sembra molto complicato”, ci risponde ridendo l’ex presidente delle Camere penali Giandomenico Caiazza. Anche lui, come noi, è perplesso dalla strana combinazione scelta dall’ex sindaco di Roma per il suo ritorno: paladino del sovraffollamento delle patrie galere e consigliere del generale che vorrebbe ordine, disciplina e gente in carcere buttando via la chiave.
di Eleonora Manzo
L’Identità, 27 giugno 2026 L’uscita dal carcere di Gianni Alemanno ha riacceso il forte dibattito pubblico sulle condizioni delle carceri italiane e rimesso lui al centro della scena politica. Di norma, purtroppo, il carcere è un tema trattato a intermittenza, se vi sono rivolte, emergenze, suicidi, polemiche giudiziarie, allora entra nelle agende e nel dibattito pubblico, se tutto tace, si mantiene un atteggiamento omertoso e piuttosto silenzioso. In questo quadro la vicenda dell’ex sindaco di Roma - arrestato, ricordiamo, per traffico d’influenze e abusi d’ufficio - offre l’occasione per riflettere sulle criticità di un sistema che coinvolge migliaia di detenuti e operatori penitenziari.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 27 giugno 2026 Mauro Moretti è stato chiuso in una gabbia. Molta gente esulta, perché dice che finalmente in prigione ci va un potente. E che una società giusta e moderna deve essere così: i potenti in cella. Io invece penso che sia una giornata molto triste. Imprigionare delle persone, se non per ragioni eccezionali di sicurezza pubblica, è un gesto di sopraffazione che confligge con qualsiasi etica. Nel momento stesso nel quale supera il cancello di ferro qualsiasi persona diventa un “ultimo”. Tra Mauro Moretti e un rom, o un piccolo spacciatore, non c’è nessuna differenza. Tutti vittime della ferocia dello Stato giustizialista.
di Davide Varì
Il Dubbio, 27 giugno 2026 Ci sono sentenze che chiudono un processo ma aprono voragini giuridiche ed esistenziali. E sì che le due cose sono più legate e intrecciate di quanto si pensi. Quella sulla strage di Viareggio appartiene a questa categoria. Dopo diciassette anni la Cassazione ha scritto la parola definitiva su una tragedia nella quale morirono 32 persone. Mauro Moretti, settantatré anni, è entrato in carcere. Daniela Rombi, madre di Emanuela, morta dopo quarantadue giorni di agonia, ha detto: “Finalmente giustizia”. L’avvocata di Moretti ha replicato: “È una decisione vergognosa, Moretti è innocente”. Sembrerà strano, eppure si tratta di due frasi che si contraddicono solo in apparenza. Sono entrambe vere. Entrambe dolorose. La prima è la voce di una madre.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 27 giugno 2026 Il fondatore di Libera: “Pensare che la malavita abbia dei confini descrive un’Italia che non esiste più”. Torino, ieri, 26 giugno. Alle nove del mattino la città è già avvolta in una canicola soffocante. La famiglia del procuratore Bruno Caccia adagia un mazzo di fiori sotto una targa appesa al muro di via Sommacampagna: qui 43 anni fa - era sera - otto proiettili sparati da almeno due killer della ‘ndrangheta uccidevano un magistrato visionario che aveva capito prima di altri cosa colpire per fare male alle cosche della costa Jonica e di Platì: il portafoglio. Un delitto su cui non vi è ancora piena luce. Decenni dopo, tra toghe e divise assiepate sul marciapiede, la voce di don Luigi Ciotti rimbomba come un’eco che parla ben oltre questo dedalo di strade della pre-collina e punta a Roma dove pochi giorni fa ...
di Antonio Alizzi
Il Dubbio, 27 giugno 2026 La Corte costituzionale dichiara non fondate le questioni sollevate dal magistrato di sorveglianza di Napoli sugli articoli 69 e 69-bis. La competenza sulla liberazione anticipata resta al magistrato di sorveglianza anche quando la pena eseguita è il lavoro di pubblica utilità sostitutivo. Lo ha stabilito la Corte costituzionale, che con la sentenza numero 114, depositata ieri, ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal magistrato di sorveglianza di Napoli sugli articoli 69 e 69-bis della legge di ordinamento penitenziario. Il giudice rimettente dubitava della costituzionalità delle norme nell’interpretazione ormai consolidata, ritenuta “diritto vivente”, secondo cui spetta al magistrato di sorveglianza, e non al giudice dell’esecuzione penale, decidere sull’istanza di liberazione anticipata ...
TERRITORIO
di Alessia Truzzolillo
lacnews24.it, 27 giugno 2026
La verità dopo l’autopsia. Quelle parole pronunciate poco prima di morire avevano fatto pensare a un incidente. Le analisi hanno, invece, svelato un pestaggio mortale avvenuto nel carcere di Siano. Indagati cinque detenuti: uno avrebbe colpito la vittima, gli altri avrebbero assistito senza fermare la violenza né allertare i soccorsi. A quasi due anni dalla morte di Antonio Pugliese, il detenuto deceduto il 7 luglio 2024 all’interno della Casa circondariale di Catanzaro, la Squadra Mobile ha eseguito cinque arresti con l’accusa di omicidio.
di Alessia Truzzolillo
lacnews24.it, 27 giugno 2026 Intervengono i penalisti catanzaresi dopo la notizia degli arresti per il pestaggio all’istituto penitenziario: “La sofferenza, l’esasperazione, l’abbandono e la disperazione diventano terreno fertile per tragedie”. “La notizia emersa in queste ore in merito all’arresto di alcuni detenuti per la morte di un altro ristretto, avvenuta all’interno della Casa Circondariale di Catanzaro circa due anni fa, suscita profondo turbamento e sgomento. Non spetta a noi esprimere valutazioni sul merito della vicenda, che ci addolora profondamente”. Lo si legge in una nota del consiglio direttivo della Camera penale di Catanzaro.
Corriere di Torino, 27 giugno 2026 Sono passati quasi due anni da quando, in piena estate, nelle due carceri torinesi scoppiarono sommosse. Per i giudici si verificò anche per via delle strutture sovraffollate e “non equipaggiate per fronteggiare il caldo torrido estivo”. Da allora non è cambiato nulla, ma in compenso l’ondata di calore è arrivata con un mese d’anticipo. Ieri a pagare gli effetti del surriscaldamento è stata una dipendente della mensa del Lorusso e Cutugno, soccorsa dal 118 per un malore. L’osapp in un esposto inviato allo Spresal lancia l’allarme sui rischi per la salute dei lavoratori.
Corriere del Veneto, 27 giugno 2026 La notizia non è ancora ufficiale. Anche perché il termine per presentare le candidature è mercoledì 8 luglio. Ma a meno d’imprevedibili sorprese, la magistrata (in pensione) Paola Cameran, dopo il lungo impegno in tribunale come pubblico ministero e giudice per le indagini preliminari, sarà il nuovo Garante cittadino dei detenuti. Finora, infatti, è l’unica ad aver risposto all’apposito avviso pubblicato dal Comune. E ieri, al carcere Due Palazzi, assieme alla direttrice della Casa di reclusione Maria Gabriella Lusi e all’assessora al Sociale, Margherita Colonnello, ha preso parte alla presentazione della relazione di fine mandato del Garante uscente, il professor Antonio Bincoletto, già insegnante di italiano in diverse scuole superiori di Padova e provincia, rimasto in carica per cinque anni.
di Sandra Mattei
L’Adige, 27 giugno 2026 Abiti, borse e altre creazioni dei laboratori del riuso creativo sono stati presentati al Centromoda Canossa. Hanno messo in rete le loro competenze per realizzare un progetto lungo due anni che si è concluso al Centromoda Canossa. “Cuciamo nuove opportunità” è nato dalla collaborazione di L’Ortazzo Aps, Atotus, Tabita, sostenuto dalla Fondazione Cassa Rurale di Trento ed ha dato vita a laboratori di cucito e riuso creativo dentro il carcere di Spini di Gardolo. L’anima è stata Maria Rosa Mura, instancabile promotrice di tante iniziative di solidarietà e inclusione a favore di immigrati e soggetti deboli nella nostra città, fondatrice di Tabìta, gruppo di volontari che ha fatto della raccolta informale di vestiti e oggetti vari il suo obiettivo.
quinewselba.it, 27 giugno 2026 Raimonda Lobina, garante dei detenuti, invita ad una maggiore integrazione fra il carcere e la comunità esterna. “I recenti fatti di cronaca, riportati sempre più costantemente su queste pagine, hanno raccontato di eventi critici presso la Casa di Reclusione “Pasquale de Santis” di Porto Azzurro dove in effetti la situazione è sempre più grave, come constato personalmente e quotidianamente. Innanzitutto il sovraffollamento, che sta toccando picchi impressionanti a causa anche dei recentissimi arrivi dal carcere di Sollicciano dove il Tribunale ha sequestrato 7 sezioni per le gravi condizioni igienico-sanitarie. A questo si aggiunga anche la tipologia di detenuti, i più non adatti ad una Casa di Reclusione perché con pene brevi, senza nessun legame o rete parentale, spesso molto malati e incompatibili ...
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 27 giugno 2026 Nel carcere di Melfi cristiani e musulmani non possono mangiare insieme. Un mese fa, il 27 maggio, in occasione della festività di al-Adha, i detenuti di fede musulmana del circuito di alta sicurezza numero 2 avevano organizzato un momento conviviale nella saletta della sezione. La direzione aveva dato il suo assenso e tutto sembrava pronto per una classica situazione di socialità dietro le sbarre, come a Natale e a Pasqua. Niente di eccezionale, in teoria: piccoli momenti di vita comuni a tutti gli “ospiti dello stato”.
di Andrea Ottolia
La Fedeltà, 27 giugno 2026 Progetto della Fondazione Azzoaglio, che ha coinvolto la Cooperativa Perla attiva nel carcere di Fossano e la Residenza La Corte di Dogliani. Si è concluso il progetto “Dalle parole alla ceramica”, promosso dalla Fondazione Azzoaglio in collaborazione con la Cooperativa Perla e la Residenza La Corte di Dogliani. Un’iniziativa che ha saputo mettere in relazione mondi apparentemente lontani, creando un ponte tra gli anziani ospiti della struttura e le persone detenute della Casa di reclusione di Fossano attraverso il linguaggio universale dell’arte.
di Francesco Kostner
L’Unità, 27 giugno 2026 Nel bellissimo libro “Una suora all’inferno” diverse pagine riguardano i rapporti epistolari tra la religiosa e l’ergastolano. Sono andato indietro di trent’anni in un baleno, leggendo “Una suora all’inferno”, il libro curato da Gabriele Moroni ed Emanuele Roncalli e pubblicato per i tipi di Marietti. Un bellissimo omaggio a più voci - numerose lettere di carcerati, pluriomicidi, ex terroristi, detenuti eccellenti - a Suor Gervasia Asioli, un’orsolina delle Figlie di Maria Immacolata che ha speso la sua vita negli istituti penitenziari.
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 27 giugno 2026 Errore, scarto, giudizio; ma anche possibilità, considerazione, opportunità. Parole che provengono dai redattori-detenuti del magazine Oltre i confini, scritto e prodotto nel carcere di Monza. Stavolta i reclusi non scrivono, ma parlano. Da Sanquirico parte Un universo oltre i Confini, podcast realizzato dalla cooperativa sociale Universo e dall’associazione Zero Confini onlus. “Se avessi un’ora per uscire, qual è la prima cosa che faresti?”, è una delle domande poste ad Alessandro, Luca, Michele, Sergio, Giuseppe, Sami, Lorenzo, Luca.
di Chiara Nicoletti
L’Unità, 27 giugno 2026 L’immigrazione albanese degli anni 90, le storie vere che da Lampedusa sono diventate opere come “Terraferma” e “Fuocoammare”, l’immigrazione di seconda generazione di Giovannesi. Su queste pagine nei giorni scorsi è stata constatata un’amara deriva, sottolineata dal direttore Sansonetti: l’Europa democratica delle origini, quella accogliente e inclusiva, è stata sconfitta. Il voto a favore del Parlamento europeo alla “remigrazione”, con l’uso di campi dove detenere i migranti indesiderati presso paesi terzi, porta grande sconforto in chi crede in uguaglianza, dignità e diritti umani. Se la paura viene dalla non conoscenza, il cinema si è fatto finestra su situazioni e realtà che non conosciamo e che attraverso il grande schermo prendono corpo e vita.
AFFARI SOCIALI
di Giovanna Loccatelli
La Stampa, 27 giugno 2026 A Ventimiglia una rete di associazioni porta cibo a oltre 70 migranti diventati stanziali: “Bloccati da mesi, anche anni. Molti finiscono nella rete della micro-criminalità”. Ci sono una settantina di persone in fila per il cibo nel piazzale del cimitero a Ventimiglia. La maggior parte sono bengalesi, afghani e africani. Quasi tutti hanno in tasca un permesso di soggiorno; molti ce l’hanno scaduto e ne portano il foglio appallottolato in tasca. Sono i migranti stanziali del confine, un ossimoro che però spiega bene la loro situazione: persone rimaste incagliate nella frontiera che vivono in città da settimane, mesi o addirittura anni.
di Gilberto Corbellini
Il Dubbio, 27 giugno 2026 Martedì 23 giugno la Corte costituzionale ha discusso, per l’ottava volta, del fine vita. In questione il requisito del “trattamento di sostegno vitale”, uno dei quattro paletti fissati dalla sentenza 242/2019, chiamato in causa dal gip di Bologna a partire dal caso della donna accompagnata in Svizzera da Marco Cappato. All’udienza hanno partecipato undici malati, non come casi concreti, ma come estremi di una polarizzazione. Infatti, chiunque ne abbia scritto li ha presentati identificandone otto contrari e tre favorevoli all’ampliamento. Quasi tutte le cronache hanno parlato di seduta “senza precedenti”. Di che precedente si tratta?
di Valter Vecellio
Italia Oggi, 27 giugno 2026 La liberazione di Dina Alberizia e Nico Centrone, i due italiani attivisti del Global Sumud Convoy, detenuti per un mese in quella parte di Libia controllata dal generale Khalifa Haftar, è frutto di una delicata trattativa dei nostri servizi segreti; si sarà senz’altro pagato, come in altre simili situazioni, un “prezzo”. Nulla si fa o si riceve per niente. Come in altre simili situazioni, gli artefici dell’operazione resteranno nell’ombra, parlerà chi non sa, chi sa non fiaterà. Giusto che sia così. Global Sumud Convoy aveva organizzato una “carovana” (ambulanze e camion con aiuti) che dalla Libia, via Egitto, intendeva portare soccorso alle popolazioni palestinesi di Gaza. Ottima intenzione che però non ha per nulla commosso i libici. A loro, come del resto agli altri paesi arabi, dei “fratelli” palestinesi importa un ...
di Francesco Rigatelli
La Stampa, 27 giugno 2026 Il presidente del Pen international: “I curdi in Turchia, una storia kafkiana”. “Ho scritto un romanzo su Kafka in curdo, perché la vicenda del mio popolo è kafkiana. In Turchia le norme democratiche e lo stato di diritto non vengono rispettati. Ci sono posti del mondo in cui simili conquiste reggono, ma vanno protette e bisogna lavorare perché vengano estese”. Burhan Sönmez, 61 anni, scrittore e avvocato turco di etnia curda rifugiato in Inghilterra, presidente del Pen international (la più grande associazione di autori contro la censura), domani riceverà il Premio Hemingway a Lignano Sabbiadoro.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 24 giugno 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 29 giugno al 5 luglio 2026
Convegno. "Insieme per dare un futuro ai pazienti REMS" (Empoli, 4 luglio 2026)
CONCORSI E PREMI