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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di mercoledì 28 gennaio 2026
di Stefano Anastasia
Il Manifesto, 28 gennaio 2026 L’anno giubilare della speranza voluto da Papa Francesco si è chiuso nella serena indifferenza verso la tragedia che si sta consumando dentro le carceri italiane. Il 29 dicembre si è ucciso Christian nel carcere di Asti, il 6 gennaio Franco in quello di Cremona: finiranno in due distinte contabilità, l’una per il 2025, l’altra per il 2026, e magari anche l’anno prossimo, se per accidente il numero dei suicidi registrati sarà di qualche unità in meno che in questo, il ministro della giustizia potrà dirci che “tutto va bene, madama la marchesa”. Ma non è vero niente, madama la marchesa: il sistema dell’esecuzione penale è sull’orlo del collasso, anzi forse ci è già caduto, e il ministro non lo sa, o finge di non saperlo.
di Simona Musco
Il Dubbio, 28 gennaio 2026 Non bastava il decreto Caivano, che ha reso più semplice far finire i minori negli istituti di pena, né il futuro pacchetto sicurezza, che rischia di comprimere le garanzie dei più giovani e di stigmatizzarli. Ora c’è anche la proposta di abbassare da 14 a 13 l’età in cui i minori diventano penalmente imputabili. A presentarla alla Camera come prima firmataria è Marta Fascina, insieme ad altri 26 deputati di Forza Italia, tra i quali il capogruppo Paolo Barelli. Un intervento considerato “imprescindibile” per rispondere al “fenomeno radicato in modo trasversale in tutto il Paese”, dell’utilizzo di giovani sotto i 14 anni, anche da parte della criminalità organizzata, per commettere reati “spesso gravissimi contro la persona e il patrimonio”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 28 gennaio 2026 Ieri, davanti ai giudici amministrativi, la discussione sul ricorso con cui gli anti-Nordio puntano a far slittare il referendum. Guzzetta e Tedeschini: “Tentativo vano”. Stamattina “il glorioso comitato dei 15”, come lo ha definito il suo portavoce, l’avvocato Carlo Guglielmi, si recherà in Cassazione a depositare le 546.463 firme raccolte, per la maggior parte online, sul referendum cosiddetto ‘oppositivo’ alla separazione delle carriere. Piazza Cavour dovrà sicuramente accertare la loro validità. E poi? Dipenderà forse da quanto deciderà il Tar del Lazio in merito al ricorso con cui i 15 volenterosi hanno chiesto l’annullamento della deliberazione del Consiglio dei ministri del 12 gennaio e del successivo decreto del Presidente della Repubblica, con il quale è stata fissata per il 22-23 marzo la data di celebrazione del referendum.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 28 gennaio 2026 L’interrogatorio del poliziotto indagato per omicidio volontario: “Ho avuto paura”. In via Impastato c’era già un’altra volante. La famiglia della vittima, il 28enne marocchino Abderrahim Mansouri: “Chiediamo che sia accertata tutta la verità, perché la dinamica non convince affatto”. Si cercano testimoni e immagini delle telecamere. L’avvocato: “Legittima difesa”. Nessuna sospensione. Un colpo sparato da almeno venti metri mirando a una sagoma, una “reazione istantanea” alla vista di quella che sembrava un’arma e che poi si è rivelata essere una pistola a salve. Questa la versione data al sostituto procuratore Giovanni Tarzia dall’agente di polizia che nel pomeriggio di lunedì, in via Impastato a Milano, ha ucciso Abderrahim Mansouri, nato nel 1997, passaporto marocchino, permesso di soggiorno valido rilasciato in Spagna e precedenti per spaccio, resistenza e rapina.
TERRITORIO
di Luca Preziusi
Il Gazzettino, 28 gennaio 2026 L’ennesima tragedia al Due Palazzi è avvenuta la notte tra 27 e 28 gennaio. Oggi il sit-in di protesta. Ristretti Orizzonti: “Con questa chiusura si interrompe il percorso di rieducazione”. Non avrebbe retto all’ipotesi del trasferimento dal carcere di Padova dov’era detenuto e si è tolto la vita. È successo nella notte tra il 27 e il 28 gennaio, proprio alla vigilia della manifestazione di protesta prevista oggi (28 gennaio) alle 11 davanti al Due Palazzi in vista dell’improvvisa scelta di chiudere il settore dell’Alta sicurezza e soprattutto del trasferimento di tutti i detenuti. L’uomo è stato trovato morto nella sua cella in mattinata.
padovaoggi.it, 28 gennaio 2026 Ristretti Orizzonti: “Tragedia annunciata”. In carcere da quasi quarant’anni, frequentava il laboratorio artigianale di cucito dei volontari e viene descritto come un uomo molto riservato. Avrebbe dovuto essere trasferito in un’altra struttura penitenziaria proprio questa mattina. Avrebbe dovuto essere trasferito in un’altra struttura penitenziaria proprio questa mattina, mercoledì 28 gennaio. Classe 1952, aveva 73 anni. In carcere da quasi quarant’anni, frequentava il laboratorio artigianale di cucito dei volontari e viene descritto come un uomo molto riservato. Si è tolto la vita la scorsa notte. Per quelli di Ristretti Orizzonti si tratta di un “una tragedia annunciata”.
agenparl.eu, 28 gennaio 2026 “La scorsa notte un uomo detenuto nel carcere di alta sicurezza di Padova si è tolto la vita e questa è una tragedia frutto di un atto di violenza istituzionale: il governo ha delle gravissime responsabilità” Lo dichiarano Debora Serracchiani, responsabile Giustizia, e Alessandro Zan, responsabile Diritti nella segreteria nazionale Pd. “Nei giorni scorsi, infatti, a 25 detenuti nel carcere di Padova da almeno dieci anni, è stato annunciato all’improvviso, senza trasparenza né spiegazioni, che sarebbero stati trasferiti non si sa dove né quando. Parliamo di persone non più considerate pericolose e tutte inserite da tempo in percorsi di lavoro, formazione e reinserimento. Questa non è una misura di sicurezza: è la cancellazione deliberata della funzione rieducativa della pena. Così lo Stato distrugge in poche ore progetti costruiti in decenni, interrompe attività lavorative, spezza relazioni umane e percorsi riconosciuti e virtuosi.
di Stefano Brogioni
La Nazione, 28 gennaio 2026 Ha “fatto la corda” come aveva annunciato in un momento di alterazione e come si dice nel gergo delle celle: un detenuto marocchino di 29 anni, A.E., si è tolto la vita domenica scorsa nel carcere fiorentino di Sollicciano, impiccandosi. È il primo suicidio del 2026 dietro le sbarre del penitenziario fiorentino. Il detenuto era stato arrestato dalla polizia per una rapina al negozio Footlocker, nel centro di Firenze, lo scorso 2 gennaio. All’esito della direttissima, gli era stato applicato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Ma nei giorni successi, fermato per un nuovo controllo della polizia, aveva dato in escandescenze.
di Sergio D’Elia
L’Unità, 28 gennaio 2026 Aveva 64 anni, quasi una vita passata in prigione, alle spalle un tumore al colon e altre malattie serie. Da tempo, il suo corpo stava lanciando nuovi segnali di allarme, ma sono rimasti senza risposta. Quello di cui aveva urgente bisogno non era più un beneficio penitenziario, ma un atto di umana pietà. Invece è morto solo come un cane. Giosuè veniva sempre ai laboratori di Nessuno tocchi Caino nella cappella del carcere di Secondigliano. Si sedeva sulla panca di legno davanti all’altare: ascoltava, raramente parlava, a volte leggeva una poesia, a suo modo pregava. Pregava il Signore in cui aveva fede. E pregava anche noi in cui credeva, perché ci vedeva, come i Blues Brothers, “in missione per conto del Signore”, sempre in prima linea nell’opera di misericordia corporale del “visitare i carcerati”, l’incarnazione della speranza al di là di ogni speranza.
di Gianni Alemanno e Fabio Falbo
Il Dubbio, 28 gennaio 2026 Oggi vi vogliamo raccontare la storia di Giorgio P., compagno di cella di Gianni, perché è veramente emblematica di come funziona non solo il sistema penale ma anche l’assistenza sociale in Italia. Giorgio ha 62 anni, arrestato il 23 dicembre scorso, è stato scaricato nello “stanzone della vergogna” del G8, cioè la saletta per la socialità trasformata (per il sovraffollamento) in cella comune, dove vivono una decina di persone detenute, con un solo bagno e senza armadietti e mobilio. Michele, l’irrequieto “fanciullo” liberato la settimana scorsa, l’aveva individuato e segnalato a Gianni che cercava una persona per riempire un posto rimasto libero nella sua cella (mai lasciare posti vuoti: non si sa mai chi può arrivare…).
ansa.it, 28 gennaio 2026 “La grave carenza di personale sanitario nella Casa Circondariale di Cagliari-Uta rischia di non poter garantire i livelli essenziali di assistenza ai detenuti, già messi a dura prova. La situazione sembra destinata a precipitare con l’ormai imminente arrivo dei detenuti al 41bis”. Lo sostiene Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” facendosi carico delle “preoccupazioni, per l’eccessiva presenza di detenuti, rappresentate da diversi familiari delle persone ristrette nell’Istituto cagliaritano e sottolineando la scelleratezza del progetto”.
di Alessandro Salemi
Il Giorno, 28 gennaio 2026 Un sanitario mancante ha ritardato di qualche giorno l’avvio del servizio, ma ora il traguardo è vicino. Alla Casa circondariale di Monza sta per diventare operativa la “stanza dell’affettività”, uno spazio dedicato agli incontri tra i detenuti e i loro partner o familiari, pensato per tutelare la dimensione affettiva e relazionale anche all’interno della detenzione. Un segnale concreto di cambiamento che incontra la soddisfazione di Paolo Piffer, professionista impegnato da anni nei percorsi di rieducazione in carcere e consigliere comunale di Civicamente. “Con la stanza dell’affettività il carcere di Monza compie un passo ulteriore verso l’umanizzazione della pena, nel solco della Costituzione e dei diritti umani”, spiega Piffer.
di Manuel Colosio, 28 gennaio 2026
Corriere della Sera Martedì i tecnici hanno effettuato alcuni rilievi per le volumetrie, passaggio indispensabile per stendere il progetto preliminare. A Verziano si iniziano a prendere le misure in vista del carcere che verrà. Letteralmente. Nella giornata di martedì, infatti, i tecnici si sono presentati alla casa di reclusione per avviare le rilevazioni volumetriche propedeutiche alla redazione del progetto preliminare, che successivamente dovrà essere messo a gara. La conferma arriva dalla parlamentare di Fratelli d’Italia Cristina Almici. Si tratta però di un passo piccolo, piccolissimo, che offre una sola certezza: vedere l’opera conclusa nel 2029, come annunciato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio nell’aprile 2025 rispondendo a un’interpellanza della senatrice bresciana Mariastella Gelmini, appare ormai quasi impossibile.
di Walter Medolla
Il Manifesto, 28 gennaio 2026 Nel quartiere di Napoli e nel carcere di Santa Maria Capua Vetere a Caserta il progetto formativo IeFP della Fondazione Isaia ed Eitd. Dallo studio dei tessuti alla rifinitura a mano. C’è un momento esatto in cui un percorso formativo smette di essere un insieme di ore d’aula e diventa una reale possibilità di riscatto e di futuro. A Napoli, nel popoloso quartiere di Scampia, questo momento ha un nome e si chiama IeFP (acronimo di Istruzione e Formazione Professionale), progetto nato dalla visione della Fondazione Isaia ed Eitd, e sostenuto dalla Regione Campania, e si muove tra le strade del quartiere a nord di Napoli e le mura del carcere di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta.
notiziediprato.it, 28 gennaio 2026 Appuntamento venerdì prossimo a palazzo Banci Buonamici per affrontare un tema di stretta attualità come quello degli spazi detentivi spesso ristretti e insufficienti che producono il riconoscimento del danno al recluso. Alternative e soluzioni al centro del dibattito. Riduzioni di pena, risarcimenti e trasferimenti per detenuti costretti a vivere in celle che non rispettano i parametri minimi di legge. È questa una delle conseguenze concrete del sovraffollamento carcerario, tema al centro dell’incontro in programma venerdì 30 gennaio, a partire dalle 15.30, nella sala del Gonfalone di palazzo Banci Buonamici, a Prato (ingresso libero e gratuito).
Corriere del Mezzogiorno, 28 gennaio 2026 Nuove repliche in programma a fine gennaio per “Traggiche criature o della sostanza dei sogni”, dopo il grande riscontro di pubblico al debutto di novembre. La Compagnia della Sala Prove, composta da giovani detenuti attori dell’Istituto Penale per i Minorenni “Fornelli” di Bari, sarà nuovamente in scena da questa sera fino a venerdì (ore 20.30) con lo spettacolo scritto e diretto da Lello Tedeschi, curatore da oltre 25 anni di Sala Prove, centro stabile di formazione, produzione e ricerca teatrale per e con i giovani detenuti dell’Ipm, e promosso dal 1998 da Teatri di Bari/Teatro Kismet con il Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia. L’evento rientra nel progetto nazionale “Per Aspera ad Astra riconfigurare il carcere attraverso la bellezza”, promosso da Acri, che prevede oltre al percorso formativo alla pratica di scena, anche corsi di illuminotecnica, scenotecnica, audiovisivo.
di Valerio Callieri
illibraio.it, 28 gennaio 2026 Sta per uscire il romanzo, AS3, ma è anche e, soprattutto, il trentennale di Infinite Jest di David Foster Wallace. La prima casa editrice al mondo a pubblicarlo, al di fuori degli Stati Uniti, è stata Fandango. AS3 è un romanzo edito da Fandango. È con questo sillogismo sdrucciolevole che voglio accompagnarvi dentro la sezione di Alta Sicurezza 3 di Rebibbia da cui nasce il mio romanzo. È qui che ho condotto un lungo laboratorio di scrittura per conto della Fondazione Severino. Prendendo l’abbrivio dall’incipit di un brano di Infinite Jest, voglio suggerirvi quello che ho sentito e che troverete nella storia. Se in virtù di carità o disperazione doveste mai trovarvi rinchiuse nella sezione femminile AS3 del carcere di Rebibbia verrete a sapere molte cose nuove e curiose. Scoprirete che non importa quante volte metterete una crocetta accanto a “Yogurt alla fragola” sul vostro modulo spesa, arriverà sempre quello ai mirtilli.
di Paolo M. Alfieri
Avvenire, 28 gennaio 2026 Nel 2024 sono state censite 167 azioni legali temerarie in Europa. Ventuno arrivano dall’Italia, che per il secondo anno consecutivo è il Paese più colpito. Un segnale allarmante sulla contrazione dello spazio civico e sui limiti della nuova normativa europea anti-SLAPP. Non servono censure esplicite, né redazioni chiuse con la forza: oggi il silenzio si può ottenere per via giudiziaria, a colpi di querele milionarie e minacce legali capaci di fiaccare anche le voci più solide. È quanto emerge dal nuovo rapporto della Coalition Against SLAPPs in Europe e della Fondazione Daphne Caruana Galizia. Un’Europa dove chi indaga, denuncia o critica il potere viene sempre più spesso trascinato in tribunale non per cercare giustizia, ma per essere intimidito.
Il Manifesto, 28 gennaio 2026 Appello dei professionisti della salute per la tutela delle persone migranti, in risposta alla Circolare del Ministero dell’Interno del 20/01/2026. Nella circolare rivolta alle prefetture dal Ministro dell’Interno il 20 gennaio 2026, che punta ad aumentare la capienza dei CPR e a facilitare le espulsioni, le indicazioni per ritardare la visita medica di idoneità dopo l’ingresso nei CPR dal punto di vista della sanità pubblica rappresentano una sfida al Codice Deontologico e alla tutela della salute, che sollecitano alcune riflessioni.
di Angela Nocioni
L’Unità, 28 gennaio 2026 La Guardia costiera italiana non ha dato pubblicamente la notizia. Di quest’ultima tragedia si sa solo perché Scandura, di Radio Radicale, ha trovato e diffuso il comunicato InmarSat alle navi nell’area. La Guardia costiera italiana non ha diffuso la notizia dell’ennesima strage nel Mediterraneo centrale. Delle 380 persone disperse e probabilmente inghiottite dalle onde dopo esser partire dalla tunisina Sfax si sa soltanto perché Sergio Scandura, il giornalista di Radio Radicale che da anni svolge un prezioso lavoro di costante monitoraggio dell’area, ha trovato la comunicazione d’allerta alle navi data dalla Guardia costiera.
di Pierpaolo Arzilla
L’Opinione, 28 gennaio 2026 C’è un’Europa che chiude accordi commerciali nei quattro angoli del mondo e un’altra che chiude troppo stesso entrambi gli occhi sulla necessità che anche la coercizione e la privazione della libertà da parte dello Stato necessita livelli essenziali di dignità. Non è il caso delle carceri francesi. Il Comitato anti tortura (Cpt) del Consiglio d’Europa ha denunciato di recente le condizioni di vita nelle prigioni d’Oltralpe. Che il rapporto definisce “magazzini di esseri umani”. Il Cpt ha visitato 14 stazioni di polizia e gendarmeria, quattro carceri (Fleury-Mérogis, Fresnes, Marseille-Baumettes e Villefranche-sur-Saône) e il carcere minorile di Marseille-la-Valentine. Anche se la maggior parte delle persone recentemente arrestate dalla polizia e dalla gendarmeria non ha denunciato maltrattamenti, il Cpt ha, tuttavia, raccolto diverse segnalazioni di violenza intenzionale, anche nei confronti di minori ...
di Pietro Piga
vita.it, 28 gennaio 2026 Non solo Liam (5 anni) e Chloe (2 anni): dall’inizio del secondo mandato di Donald Trump, almeno 3.800 minorenni, compresi 20 neonati, sarebbero stati fermati e detenuti dall’Ice. In diverse scuole del Minnesota la frequenza scolastica è diminuita tra il 20 e il 40%: i genitori hanno paura che i figli, tornando a casa da scuola, possano non trovare più nessuno ad aspettarli. Che cosa comporta per i bambini vivere in questa costante paura? In dialogo con la sociologa Joanna Dreby dell’Università statale di Albany.
DOCUMENTI
Articolo. "La riforma della Costituzione e l'ordinamento giudiziario", di Gaetano Silvestri
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 28 gennaio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26
febbraio 2026). Per iscriversi: https://forms.gle/
APPUNTAMENTI
Convegno. "Il ventunante: la cella si pare, lo stigma resta" (Milano, 30 gennaio 2026)
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