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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di mercoledì 21 gennaio 2026

di Ilaria Dioguardi

vita.it, 21 gennaio 2026 Sono stati 14.188 i destinatari, tra persone ristrette e loro familiari, dell’iniziativa “Giustizia con Misericordia”, nell’ambito del progetto “Aiutare chi aiuta” promosso da Caritas Italiana e Intesa Sanpaolo. Al via “Jobel”, un nuovo progetto nazionale per i minori in area penale, “nella convinzione che investire sui giovani possa creare opportunità concrete di inserimento e di riscatto” ha detto Paolo Bonassi, chief Social impact officer della banca. Don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana: “Nonostante le difficoltà strutturali del sistema penale italiano, queste esperienze ci mostrano che esiste una speranza concreta di cambiamento”.

 

di Giuseppe Muolo

Avvenire, 21 gennaio 2026 Grazie a un piano condiviso denominato “Jobel”, sono state raggiunte in tre anni 14.188 persone in 16 regioni. È la dimostrazione che i percorsi di reinserimento dopo il carcere sono possibili. E ora il focus sarà anche sugli Istituti penali minorili. C’è chi ha trovato un lavoro a tempo indeterminato in una cooperativa sociale. Chi ha portato sul palcoscenico la propria vita. Chi è stato accompagnato in un percorso sanitario dignitoso. Tutto merito di “Giustizia con Misericordia”, il progetto per i detenuti e per le loro famiglie promosso dalla collaborazione tra Caritas italiana e Intesa Sanpaolo nell’ambito dell’iniziativa “Aiutare chi Aiuta: un sostegno alle nuove fragilità”, avviata nel 2020.

 

di Alessandro De Angelis

La Stampa, 21 gennaio 2026 In principio furono i rave party, dopo un’adunata nelle campagne di Modena, punibili (ma solo sopra i cinquanta partecipanti) con una pena da 3 a 6 anni. Da allora, una raffica di nuovi reati e aggravamenti di pena, per condotte già punite prima o punibili senza ingolfare i tribunali. Peraltro, con scarsi risultati, a partire dai rave che si continuano a fare. L’unico reato soppresso, in tre anni di governo: l’abuso d’ufficio. Perfetto per i colletti bianchi e pure per aprire un contenzioso con l’Europa. Eccola, la fabbrica dei reati. Dopo che due ragazzi furono travolti e annegarono sul lago di Garda, istituito l’”omicidio nautico”. Dopo l’uccisione dell’orsa Amarena nel Parco nazionale del Gran Sasso, rischia chi cattura gli orsi marsicani: solo quelli però, non i trentini. Per chi uccide un cerbiatto, stesso codice di prima. Dopo la strage di migranti a Cutro, nel primo “decreto sicurezza” un nuovo reato per gli scafisti.

 

di Piero Sansonetti

L’Unità, 21 gennaio 2026 Se giornali e Tv sostengono che la violenza è in aumento e che la nuova generazione è violenta e tende all’omicidio, è bene correre ai ripari se non altro per dare soddisfazione ai giornali e alle Tv. L’abitudine a preparare un nuovo provvedimento repressivo, in forma di decreto, per ogni fatto di cronaca, è ben radicata nella nostra classe politica. La violenza è in aumento e dunque occorrono provvedimenti di emergenza per frenare questo aumento. Mi correggo: la violenza è in netta diminuzione nel nostro paese e nelle nostre città. Però sono in aumento gli omicidi. No, mi correggo di nuovo: gli omicidi in Italia sono in drastica diminuzione.

 

di Susanna Marietti*

Il Fatto Quotidiano, 21 gennaio 2026 Oggi il Governo grida all’esplosione della criminalità minorile e alla necessità di arginare le baby gang. Se così fosse, significherebbe che l’approccio repressivo non ha funzionato. Giusto? Accade un fatto tragico come quello dello studente ucciso a La Spezia da un compagno di scuola e subito si annunciano misure generali contro la criminalità giovanile, aumenti di pena, pugno di ferro. Come quando, quasi due anni e mezzo fa, la violenza sessuale ripetuta compiuta da minorenni ai danni di due bambine a Caivano, nella periferia di Napoli, costituì il motivo dichiarato per l’emanazione dell’omonimo decreto.

 

di Giovanni Lamberti

Il Foglio, 21 gennaio 2026 In occasione delle comunicazioni del ministro della Giustizia i partiti della coalizione puntano a piantare le proprie bandierine sulla sicurezza. Ma, dice un big di FdI, “se cominciamo a metterci tutte le riforme necessarie non la finiamo più”. L’assalto alle norme sulla sicurezza non viene portato avanti solo attraverso il pacchetto ad hoc che arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri. In occasione delle comunicazioni del ministro Carlo Nordio sull’amministrazione della giustizia che si terranno questa mattina a Montecitorio i partiti della coalizione puntano a piantare le proprie bandierine.

 

di Vincenzo R. Spagnolo

Avvenire, 21 gennaio 2026 A Palazzo Chigi vertice di Governo per esaminare i testi (un ddl e un decreto legge). Condivisione sull’impianto, ma restano da definire diverse misure. Il Consiglio dei ministri potrebbe occuparsene non prima di fine gennaio. Il labor limae sui contenuti delle singole norme proseguirà almeno fino alla prossima settimana, quando l’annunciato nuovo “pacchetto sicurezza” potrebbe andare al vaglio del Consiglio dei ministri. Intanto, ieri, fra i leader di maggioranza c’è stata una prima condivisione dei profili giuridici del duplice provvedimento disegnato dal Viminale (sotto forma di un disegno di legge di 40 articoli e di un decreto di altri 25, almeno stando alle ultime bozze circolate), che contiene giri di vite su furti e scippi, armi da taglio, immigrazione, ordine pubblico, oltre a ulteriori tutele per le forze di polizia.

 

di Federico Capurso

La Stampa, 21 gennaio 2026 Il governo punta a inserire nel decreto anche le norme sui migranti. Al termine del vertice convocato da Giorgia Meloni a Palazzo Chigi per parlare del pacchetto di norme sulla sicurezza, la speranza di tutti è di riuscire a portare la prossima settimana in Consiglio dei ministri entrambi i provvedimenti, decreto e disegno di legge. Sempre che dal Quirinale - a cui non sono ancora stati trasmessi i testi definitivi - non vengano mossi rilievi importanti, tali da rendere necessario risedersi al tavolo. Per evitare di indispettire il Colle e di tornare all’incubo dello scorso anno, quando il muro contro muro tra la Lega e la Presidenza della Repubblica ritardò di oltre sei mesi l’approvazione di uno dei tanti decreti sicurezza.

 

di Giovanni M. Jacobazzi

Il Dubbio, 21 gennaio 2026 Una pioggia di processi “temerari” si abbatte ogni anno sulla giustizia italiana. Procedimenti “nati morti”, il cui esito assolutorio è spesso prevedibile fin dall’inizio, ma che comunque vengono avviati, celebrati e trascinati per anni. Lo ha scritto ieri in un post su X il deputato di Forza Italia Errico Costa, componente della Commissione giustizia di Montecitorio. La conseguenza di questa bulimia processuale senza fondamento è una “lunga sospensione della vita per centinaia di migliaia di persone palesemente innocenti, costrette a subire il peso di un processo che, anche quando si conclude con un proscioglimento, ha già prodotto danni irreversibili”.

 

di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 21 gennaio 2026 L’articolo 21 scatta solo per loro. Se si osa decostruire il servizio pubblico con documenti e fatti, scatta l’inchiesta ritorsiva. La lettera pubblicata da Ginevra Cerrina Feroni, vicepresidente del Garante della Privacy, su Il Giornale dovrebbe farci riflettere. Non solo su quello che è successo a lei, ma su un metodo che ormai da anni si sta diffondendo nel giornalismo d’inchiesta condotto da Report in prima serata Rai. Un metodo che rischia di trasformare il servizio pubblico in uno strumento di ritorsione. Cerrina Feroni scrive: “Tali diritti fondamentali sono stati, in questa vicenda, calpestati come raramente è avvenuto in passato.

 

di Francesco Machina Grifeo

Il Sole 24 Ore, 21 gennaio 2026 Lo ha stabilito la Consulta con la sentenza n. 3/2026 dichiarando non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 628, quinto comma, del Cp. Con la sentenza numero 3, depositata ieri, la Corte costituzionale ha ritenuto non fondate le questioni di legittimità costituzionale riguardanti il divieto per il giudice di neutralizzare, mediante la circostanza attenuante della lieve entità del fatto, gli effetti relativi alla pena dell’aggravante, consistente nell’essersi consumata la rapina all’interno di un mezzo di trasporto pubblico.

 

di Francesco Machina Grifeo

Il Sole 24 Ore, 21 gennaio 2026 Lo ha deciso la Cassazione con l’ordinanza n. 1184 depositata ieri confermando la condanna di un legale a pagare 5mila euro. La continenza espressiva è un requisito necessario degli scritti difensivi. Per l’avvocato che utilizza nei confronti della controparte espressioni offensive, del tutto ingiustificate e prive di nesso con le esigenze difensive, oltre alla cancellazione scatta anche la condanna al risarcimento del danno. La Corte di cassazione, ordinanza n. 1184 depositata oggi, ha così respinto il ricorso di un legale condannato a versare 5mila euro a un Fallimento per espressioni ritenute “sconvenienti”.

 

dei Cappellani delle carceri lombarde

chiesadimilano.it, 21 gennaio 2026 È terminato l’Anno Santo della Speranza. Ultima celebrazione ufficiale, il 14 dicembre, è stata quella del Giubileo dei detenuti. Erano presenti a Roma migliaia di persone, provenienti da diverse parti del mondo, legate alla realtà del carcere: qualche detenuto (per forza maggiore pochi), parenti, appartenenti all’amministrazione carceraria e alla polizia penitenziaria, cappellani e volontari. Un anno che, nei limiti del possibile, ha visto diverse iniziative. Un anno di grazia accompagnati dalla speranza che i cristiani, insieme a ogni uomo e donna, si impegnino per costruire un mondo migliore e superare le divisioni attraverso il dialogo e il rispetto di tutti.

 

di Enrico Netti

Il Sole 24 Ore, 21 gennaio 2026 Una decina di associati ha visitato l’Istituto per valutare la formazione e assunzione di detenuti. a richiesta più ricorrente è “avere una seconda opportunità”. Per riprendere una vita sui binari di una voglia di normalità, mettendo in campo semplicemente la volontà, la voglia di lavorare. Questa è la frase che alcuni detenuti hanno ripetuto a una dozzina di imprenditori e manager di aziende associate a Confimprese, nel commercio mancano circa 10mila addetti, durante un incontro organizzato per iniziare ad approfondire le opportunità che queste persone possono offrire. Per le aziende un serbatoio di lavoratori anche per un passo avanti nella sostenibilità sociale, per i detenuti una opportunità di reinserimento del valore inestimabile. Perché una volta scontata la pena si è già nel mondo del lavoro.

 

di Roberta Rampini

Il Giorno, 21 gennaio 2026 “Vedere il carcere non come fardello ma come una potenzialità”. È il messaggio lanciato da Giorgio Leggieri, direttore del carcere di Bollate, durante l’incontro tra detenuti e i rappresentanti delle dieci aziende di Confimprese che ieri hanno visitato la struttura. “C’è un settore di imprese che non è ancora stato esplorato, quello del retail. Questo incontro vuole contribuire a fare in modo che pur con tutte le difficoltà, ci possano essere momenti di riscatto. È un vantaggio anche per il sistema impresa”. Dentro e fuori dalle mura del carcere per la casa di reclusione di Bollate il lavoro è un’abitudine quotidiana per molti.

 

Corriere del Veneto, 21 gennaio 2026 In carcere a Rovigo mancano 60 agenti rispetto alla dotazione prevista di 175, un terzo. La denuncia dalla deputata del Pd Nadia Romeo che, di recente, ha visitato il penitenziario (dove di recente un detenuto ha fatto scoppiare un incendio che ha provocato diversi danni, costringendo a un’evacuazione poi rientrata) accompagnata dal direttore dell’istituto Mattia Arba. Intanto subbuglio anche sul nuovo carcere minorile, che dovrebbe aprire a marzo nell’ex Casa circondariale di via Verdi. I 36 agenti impiegati al Minorile di Treviso, che sta chiudendo, hanno vinto il ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar) ot- tenendo la sospensione del provvedimento del direttore generale del ministero della Giustizia che li assegnava o al nuovo istituto di Rovigo o al Centro di prima accoglienza di Mestre.

La Voce di Mantova, 21 gennaio 2026 Giustizia di comunità: da Tribunale, Ufficio di esecuzione penale esterna (Uepe) e Diocesi nuove convenzioni per l’inclusione sociale delle persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria, con relativo ampliamento della rete dei percorsi alternativi al carcere e dei lavori di pubblica utilità - messa alla prova. La presentazione dell’accordo, siglato tra agosto e settembre scorsi, si è tenuta ieri nella sede Uepe di Mantova. Ad oggi gli accordi firmati nell’ambito della giustizia di comunità tra enti pubblici, associazioni, terzo settore e realtà ecclesiali sono complessivamente 333. Un approccio in piena armonia con l’ideale rieducativo della Costituzione contenuto nell’articolo 27.

di Jana Cardinale

balarm.it, 21 gennaio 2026 Entrare in carcere da volontari è come attraversare una soglia invisibile: fuori il mondo corre, dentro il tempo si siede e ti guarda negli occhi. Dove i corridoi sanno di attesa, di parole che spesso cercano una seconda possibilità, i detenuti non sono numeri, cartelle ed errori, ma storie che camminano piano, con le spalle un po’ curve e lo sguardo che chiede ascolto più che giudizio. E il volontariato non è eroismo, ma presenza. È leggere una poesia ad alta voce, insegnare a scrivere una lettera, scoprire che la libertà non è solo una porta che si apre, ma una parola gentile che arriva quando meno te lo aspetti. Per imparare che nessuno è solo il peggio che ha fatto, ma che c’è sempre un resto di luce, anche se è nascosto sotto strati di rabbia, paura e silenzi.

 

di Matteo Barca

Il Resto del Carlino, 21 gennaio 2026 Il cugino di un brigatista omicida e il figlio di un poliziotto ammazzato dialogano insieme, in un incontro pubblico, per riparare una ferita aperta da più di 50 anni. Venerdì, alle 21, la sala Bruno Casini del Polo Made di Scandiano ospiterà l’iniziativa “L’incontro scandaloso” promossa dal tavolo della pace di Scandiano. Protagonisti della serata (prenotazioni su Eventbrite) saranno Giuseppe Culicchia (scrittore e cugino di Walter Alasia) e Giorgio Bazzega, mediatore penale ed esperto in giustizia riparativa.

 

ilpescara.it, 21 gennaio 2026 L’esposizione è visitabile fino ai primi di febbraio, il martedì e il giovedì pomeriggio, nella sala consiliare del comune di Pescara. Lo scorso 17 gennaio è stata presentata la mostra “L’arte come spazio di libertà” realizzata con i dipinti realizzati dai detenuti del carcere di Pescara. La mostra è basata sul progetto di arteterapia svolto dalla dottoressa Arianna Salviani, psicologa e operatrice Cuav nella casa circondariale di Pescara. “Io mi occupo da sempre della lotta per contrastare la violenza, in particolare sono responsabile presso l’associazione Cuav Cambiamenti, guidata con cura e dedizione da Luca Battaglia.

 

di Angela Stella

L’Unità, 21 gennaio 2026 Glauco Giostra stavolta mette da parte la scrittura teorica e si cimenta con il romanzo. Al centro però c’è sempre il carcere. E l’incontro tra due uomini. Glauco Giostra è professore ordinario di diritto processuale penale presso l’Università La Sapienza di Roma ed è stato coordinatore del Comitato scientifico per gli Stati Generali dell’Esecuzione Penale, ma nel suo ultimo libro - “Se fioriscono le spine” (Edizioni Menabò, pagg. 164, Euro 18,00) - abbandona la scrittura teorica e analitica per cimentarsi con il romanzo, utilizzando un mix, molto ben riuscito, di riflessione critica e finzione letteraria per affrontare, sotto diversi punti di vista, temi complessi e di grande attualità.

 

di Davide Madeddu

Il Sole 24 Ore, 21 gennaio 2026 A metà strada tra il saggio e la narrativa d’inchiesta, “Il silenzio dentro”, Swanbook Edizioni, è esempio di “giornalismo costruttivo”. I sorrisi timidi di chi cerca un contatto per raccontarsi, i lineamenti spigolosi di chi, invece, vuole evitare ogni connessione con chi arriva da fuori, abbassando gli occhi. Eppoi quel mondo e la malinconia di chi, la sera resta chiuso nelle celle tra sbarre e portoni di ferro, e deve fare i conti con il mondo di dentro. Quello del carcere, fatto di riti, silenzi e urla, speranze e sogni infranti. Cadute ma anche riprese e riscatto tra solidarietà e voglia di vivere una nuova vita. Un mondo complesso, dentro e fuori, che Francesca Ghezzani racconta nel suo libro “Il silenzio dentro - Quando raccontare diventa un atto di giustizia”, Swanbook Edizioni, 286 pagine 16 euro.

 

di Elisa Giordano

La Stampa, 21 gennaio 2026 Non c’è un momento preciso in cui la violenza entra in scena. È già presente, prima ancora che ce ne accorgiamo: in una canzone che accompagna distrattamente una giornata qualunque, in una serie televisiva consumata senza particolare attenzione, in parole pronunciate con leggerezza e subito dimenticate. Nulla di clamoroso, nulla di apertamente trasgressivo. Eppure, nella somma di questi dettagli minimi, prende forma un paesaggio culturale in cui il limite si dissolve lentamente. È in questo spazio che la violenza esercita oggi il suo fascino più persistente, come linguaggio semplificato capace di ridurre la complessità del reale a rapporti di forza immediati. In un mondo competitivo, promette chiarezza, identità, rapidità, riconoscimento.

 

di Ferruccio de Bortoli

Corriere della Sera, 21 gennaio 2026 È successo in un grande istituto alla periferia di Milano. Cosa è necessario fare per aumentare la sicurezza? Dirigenti scolastici e docenti sono caricati di responsabilità che comunità e famiglie faticano a reggere. L’eco di quello che è accaduto a La Spezia, e non solo, continua a scuotere la vita quotidiana degli istituti scolastici. Molti gli interrogativi su che cosa sia necessario fare per aumentare la sicurezza, che è il principale bene pubblico, a maggior ragione per chi studia. Il governo sta per varare, non senza polemiche, i provvedimenti attesi. Infinite le discussioni negli intervalli tra una lezione e l’altra. Scambi di idee (e preoccupazioni) perennemente in bilico fra maggiore severità e necessità di comprendere meglio i disagi personali e collettivi. 

 

di Valentina Santarpia

Corriere della Sera, 21 gennaio 2026 “Non sono l’unica misura, ma funzionano come deterrente”. La dirigente dell’istituto Marie Curie di Ponticelli, 53 anni di cui 30 nella scuola, ha chiesto al prefetto un piano di controlli a scuola: “Il coltellino nello zaino? Molto più diffuso di quello che pensiamo”. Non fu facile per lei. Era l’inizio dell’anno scolastico di tre anni fa, era appena arrivata come dirigente scolastica all’istituto Marie Curie di Ponticelli, e nel giro di pochi giorni si trovò immischiata in un caso piuttosto complicato. Un gruppetto di ragazzi, all’uscita dalla palestra, coinvolto in un episodio con coltellino. “Non potevo semplicemente sanzionare e punire.

 

di Riccardo Piroddi

Il Dubbio, 21 gennaio 2026 Negli ultimi anni, il termine maranza è entrato stabilmente nel lessico pubblico italiano. Nato come etichetta gergale, legata a contesti locali e a dinamiche giovanili specifiche, è stato progressivamente caricato di significati sociali e politici, fino a trasformarsi in una scorciatoia linguistica utile a indicare un presunto problema di ordine pubblico. In questo passaggio, tutt’altro che neutro, una parola informale è diventata una categoria interpretativa, capace di orientare il dibattito pubblico e di influenzare le risposte istituzionali. Con maranza si finisce, così, per descrivere gruppi di giovani, spesso provenienti da contesti migratori o da famiglie di seconda generazione, associandoli in modo quasi automatico a comportamenti ritenuti aggressivi, incivili o criminali.

 

Il Manifesto, 21 gennaio 2026 In attesa dei dl e ddl sicurezza, dal Viminale parte un’altra stretta sui migranti irregolari. Con una circolare inviata ieri a questure e prefetture, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha invitato le forze di polizia a porre massima attenzione sui rimpatri dei cittadini stranieri ritenuti pericolosi disponendone “senza indugio” il trattenimento nei Cpr. Vanno dunque destinate tutte le risorse necessarie sia al trasferimento in queste strutture, a qualsiasi distanza si trovino, sia alla loro manutenzione, in modo da contare sul maggior numero di posti possibile. In caso di danneggiamenti gli stranieri non andranno liberati, ma rinchiusi altrove (spesso in carcere, come del resto già avviene).

 

di Gian Antonio Stella

Corriere della Sera, 21 gennaio 2026 Negli Stati Uniti, agli inizi del secolo scorso, quelli che giravano con gli stiletti in tasca erano gli immigrati italiani. Uno stereotipo. Non commettiamo lo stesso errore. “Il coltello con cui taglia il pane lo usa indifferentemente per tagliare l’orecchio o il dito a un altro dago. La vista del sangue gli è tanto comune come la vista del cibo che mangia”. Il sindaco di La Spezia Pierluigi Peracchini, che a “Otto e mezzo” ha buttato lì l’infelice accusa dopo l’orrendo omicidio di Aba Youssef da parte di Zouhair Atif (“Siamo una città con 20 mila stranieri su quasi 100 mila abitanti. Tutti lavorano, anche se vengono da mondi diversi. Ma è chiaro che l’uso dei coltelli arriva solo in certe etnie”) non ha letto “Strangers in the Land: Patterns of American Nativism” di John Higham.

 

di Andrea Carugati

Il Manifesto, 21 gennaio 2026 La proposta del capogruppo Romeo sarà adottata come testo base. Contrari Pd, M5s e Avs. A favore Iv e Azione. Tra i dem ancora tensione con Delrio. Domani la riunione dei senatori. Mentre il Pd cerca una faticosa mediazione sul disegno di legge contro l’antisemitismo (prevista per domani la riunione del gruppo in Senato), la destra accelera. E già oggi è intenzionata ad adottare in commissione Affari costituzionali il ddl della Lega, a prima firma del capogruppo Romeo, come testo base.

 

di Susanna Ronconi

Il Manifesto, 21 gennaio 2026 “Il linguaggio della guerra sostituisce la deliberazione democratica con una logica di eccezione e normalizza pratiche incompatibili con gli standard internazionali sui diritti umani. Quando la guerra diventa normalizzata, le violazioni dei diritti diventano invisibili”. La società civile, latinoamericana e mondiale, con una dichiarazione sottoscritta da decine di reti e associazioni, si oppone alla politica neocoloniale di Trump condotta in nome della war on drugs. Lo fa portando diverse ragioni, tra cui la violazione dei diritti umani che, già storicamente minati dalla guerra alla droga, trova nella guerra di aggressione agli stati la sua aggravante.

 

DOCUMENTI

Articolo. "Educare per prendersi cura. Università e reti sociali dentro il carcere", di Francesca Pallotti

Articolo. "Accesso alla rete Internet e tutela dei diritti fondamentali delle persone detenute: una connessione lenta", di Giulia Fiorelli

Comunicato Giunta e Osservatorio Carcere UCPI. "Se il 41 bis viene rinnovato a causa dell'invio dal difensore di atti processuali si lede il diritto di difesa e il decoro dell'avvocatura"

Articolo. "Sul senso reale del punire: riflessioni sulla pena naturale", di Chiara Giovannini

Articolo. "Vecchie frontiere perenni problemi: l'isolamento disciplinare nella trama costituzionale", di Alessandro Coden

Articolo. "La Cassazione sul concorso esterno in associazione terroristica: necessaria una interazione effettiva tra il sodalizio e il concorrente", di Maria Cristina Trimboli

Articolo. "Le Sezioni Unite sull'interrogatorio preventivo ai sensi della legge Nordio in caso di procedimenti a carico di più indagati per reati connessi o probatoriamente collegati", di Francesco Lazzerini

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi (aggiornamento al 20 gennaio 2026)

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 18 gennaio 2026)

Circolari Dipartimento Amministrazione Penitenziaria in materia trattamentale (aggiornamento al 13 gennaio 2026)

 

APPUNTAMENTI DI RISTRETTI

"La libertà limitata, i diritti no". Corso di formazione gratuito per operatori di segretariato sociale in ambito penitenziario

(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26 febbraio 2026). Per iscriversi: https://forms.gle/ o9qxAXGjni4uxcgo6

 

APPUNTAMENTI

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 27 gennaio 2026

Seminario. "Il fenomeno dei suicidi in carcere: analisi e prospettive. Profili giuridici, psicologici, psichiatrici e medico-legali (Messina, 21 gennaio 2026)

Convegno. "Sanità e giustizia: un'alleanza possibile. Progetti volti al miglioramento dell'assistenza sanitaria e alla riabilitazione delle persone recluse presso gli istituti penitenziari di Padova" (Padova, 22 gennaio 2026)

Convegno Diaconia Valdese. "Ero in carcere... e siete venuti. Oltre le mura: dignità nel contesto carcerario" (Roma, 22 gennaio 2026)

Convention 38° anno Centro Francescano di Ascolto "Speranza: dalle parole ai fatti" (Rovigo, 25 gennaio 2026)

Presentazione libro "Voci lontane. Un anno di scuola presso il carcere delle Vallette", di Tazio Brusasco (Torino, 26 gennaio 2026)

Incontro-dibattito. "Dalla shoah al genocidio: il ruolo della giustizia penale internazionale" (Casa Circondariale di Verona, 26 gennaio 2026)

Conferenza di presentazione dello Sportello di Accoglienza, Ascolto e Mediazione Sociale (Ivrea-To, 27 gennaio 2026)

Convegno. "Il ventunante: la cella si pare, lo stigma resta" (Milano, 30 gennaio 2026)

Teatro-carcere. Compagnia Puntozero Beccaria: "Alice Augmented" (Milano, presso l'IPM Cesare Beccaria, dall'1 al 22 febbraio 2026)

"Parole e musica per La Gabbianella. Adozioni, affidi, minori in carcere: 25 anni di impegno a favore dei bambini e delle bambine" (Venezia, 5 febbraio 2026)

Assemblea aperta: Chiediamo diritti, clemenza e umanità nelle carceri italiane" (Roma, 6 febbraio 2026)

Assemblea Nazionale CNVG Ets: "Il ruolo politico del volontariato nella giustizia" (Online su ZOOM, 20 febbraio 2026, ore 17.00)

Incontro-dibattito. "Porte chiuse, problemi aperti: le carceri nel Lazio" (Online, 3 febbraio 2026, ore 18.30)

Seminario: "Rieducazione nelle carceri a distanza di cinquant'anni dalla legge penitenziaria. Uno sguardo giuridico e sociologico" (Roma, 26 febbraio 2026)

 

CORSI DI FORMAZIONE

Corso formazione: "La scrittura che ripara. Le metafore per raccontare la vita" (Da remoto con un incontro conclusivo a Milano, dal 29 gennaio al 12 marzo 2026)

Corso di formazione iniziale "Mediatore familiare secondo Norma Tecnica Uni 11644 e D. Interministeriale 151/2023" (Bologna, fino all'8 novembre 2026)

 

CONCORSI E PREMI

Concorso "DIMMI 2026 - Diari Multimediali Migranti" (Il termine per l’invio delle storie è il 31 marzo 2026)