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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di martedì 20 gennaio 2026

 

di Padre Gabriele Iiriti*

Avvenire, 20 gennaio 2026

La situazione della realtà̀ carceraria italiana riflette per tanti aspetti il vissuto della nostra società che in diversi ambiti fatica a trovare delle soluzioni che possano essere di supporto alle fasce più deboli e vulnerabili della popolazione. La povertà̀ sociale, la disoccupazione, le carenze a vari livelli generano un malessere che spinge chi è più̀ fragile a delinquere e commettere dei reati che aprono le porte del carcere. Essere carcerato è un’esperienza devastante. Essere privati della libertà, allontanati dagli affetti familiari e sociali, costretti a vivere insieme a persone che non avresti mai scelto. Nel contesto carcerario la sofferenza maggiore è la sensazione di perdere, insieme alla libertà, la dignità̀ come persona.

di Carmelina Maurizio

tecnicadellascuola.it, 20 gennaio 2026

È stato pubblicato in questi giorni il volume in formato digitale “La cura educativa in carcere. L’istruzione carceraria tra pena e rieducazione, la nuova pubblicazione dei Quaderni della ricerca del CRRS&S (Centro Regionale Ricerca Sperimentazione e Sviluppo) e CPIA Lombardia, a cura di Corrado Cosenza, per anni docente nei percorsi di apprendimento degli adulti e dei detenuti. Portare la scuola in carcere, dichiarano i ricercatori nella prefazione al volume, significa affermare che la conoscenza è bene pubblico e che nessuna condizione umana è priva di futuro. Significa altresì credere che la cultura non serve solo a istruire, ma a trasformare: a riannodare fili spezzati, a riaccendere pensiero, a ridare senso al tempo. Un’aula che si apre tra le mura di una casa circondariale è molto più di un luogo fisico: è un laboratorio di fiducia. Lì l’apprendimento non serve soltanto a colmare lacune, ma a riannodare i fili spezzati della memoria, a restituire voce e pensiero. 

 

di Maurizio Troccoli

umbria24.it, 20 gennaio 2026

Potremmo evitare preamboli e limitarci a informare sul fatto che nelle carceri dell’Umbria, tra le attività comuni agli altri penitenziari, c’è chi si è inventato un corso di oreficeria. Mentre, alle porte dell’Umbria, a Siena, c’è chi ha messo a disposizione dei detenuti la possibilità di diventare sommelier. Tuttavia la grande questione della detenzione deve consentire alcune premesse. La prima tra tutte: occorrono idee. La seconda: coraggio. Se è vero, come lo è, che la detenzione, è prima di ogni cosa una possibilità di recupero, nell’ottica di un reinserimento nella società, per chi ha sbagliato. Se si provasse a misurare, nelle carceri, quanti vorrebbero potere accedere a una possibilità di lavoro, anche dentro le mura, o almeno di formazione a una professione, unitamente a quanti realmente sarebbero nella possibilità di farlo, rispetto a quanti ci riescono, otterremmo una sproporzione.

 

di Elena Isoldi

La Discussione, 20 gennaio 2026

Tra attesa, gesto e durata, il lavoro a maglia emerge come pratica capace di restituire continuità a un tempo frammentato. Nei penitenziari italiani il lavoro manuale apre uno spazio minimo ma significativo di autonomia, anche per gli uomini. Dietro le sbarre questi laboratori tessili non sono un passatempo ma una forma di resistenza silenziosa. Negli ultimi anni, in diversi istituti penitenziari italiani, attività come l’uncinetto e il lavoro a maglia sono state integrate nei percorsi trattamentali previsti dall’ordinamento, anche per gli uomini. Sebbene si tratti di numeri ancora contenuti rispetto alla massa detentiva, non si tratta solo di un’attività manuale, ma di un prisma attraverso cui osservare una trasformazione culturale profonda: la rinegoziazione del tempo e dello spazio in un regime di privazione della libertà.

 

di Danilo Lupo

Il Fatto Quotidiano, 20 gennaio 2026

“A Lecce infiltrazioni d’acqua, problemi all’impianto antincendio e penuria di agenti”. L’ammissione del ministro della Giustizia nella risposta all’interrogazione del deputato dem Stefanazzi: “Inconvenienti tecnici che ben possono verificarsi nell’ambito di realizzazione di qualsivoglia intervento edilizio”. Sei pagine fitte di falle tecniche, mancanze strutturali e problemi di organico: dalle infiltrazioni nel soffitto ai problemi all’impianto antincendio, dalla penuria di agenti penitenziari all’assenza di percorsi di rieducazione. A firmare la relazione sull’Istituto Penale per Minori di Lecce però non è qualche oppositore del governo Meloni ma il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che però minimizza.

 

di Goffredo Buccini

Corriere della Sera, 20 gennaio 2026

I partiti e il problema che nessuno vuole affrontare. Fuori dai giochi di fazione è necessario recuperare il principio di realtà. A ogni stormir di cronaca, la questione della sicurezza riesplode nella politica italiana con le sue consuete modalità: confusione, strumentalizzazione, rimozione. Un dossier che dovrebbe risultare bipartisan per natura (la sicurezza non può essere di destra o di sinistra, essendo semplicemente una precondizione della vita democratica con la tutela dei più deboli) si trasforma come sempre in una sequela di slogan da brandire contro gli avversari, soprattutto in un anno come questo, che ci proietta dritti verso le elezioni politiche del 2027.

 

di Milena Gabanelli

Corriere della Sera, 20 gennaio 2026

È il 6 novembre e Giorgia Meloni consegna ai social la sua irritazione per le critiche rivolte al governo che non avrebbe investito nulla sulla sicurezza: “Negli ultimi tre anni abbiamo già assunto circa 37.400 agenti nelle Forze di Polizia e prevediamo, da qui al 2027, altre 31.500 assunzioni. Abbiamo sbloccato investimenti fermi da tempo e potenziato mezzi, strutture e tecnologie, previsto strumenti più rapidi ed efficaci e introdotto pene più severe”. È vero, sono stati introdotti 15 nuovi reati, dai rave al blocco stradale da parte di manifestanti, all’occupazione abusiva, e aumentate le pene, per esempio fino a 5 anni di reclusione nei casi di accattonaggio con minori. Ma basta rispondere a ogni problema con nuove fattispecie di reato o inasprimenti di pena? Dopo tre anni si possono valutare i risultati andando a vedere le risorse stanziate e le forze in campo.

 

di Mauro Bazzucchi

Il Dubbio, 20 gennaio 2026

Riunione di maggioranza a Palazzo Chigi sulle nuove norme su armi da taglio e rimpatri degli stranieri. Ipotesi dl subito in Consiglio dei ministri. L’accelerazione è arrivata in pochi giorni, dalla capitale della Corea del Sud, Seoul, sospinta da una cronaca che ha fatto irruzione nel dibattito politico e ha trasformato un dossier già sensibile in una vera e propria competizione tra due partiti di maggioranza. Le nuove misure sulla sicurezza annunciate dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, finora incardinate su un percorso tecnico e istituzionale, sono trasformate nell’ennesimo episodio del feuilleton securitario che vede protagonisti Giorgia Meloni e Matteo Salvini, con la tragedia dell’accoltellamento di La Spezia a fare da detonatore.

 

di Valeria Verdolini

dinamopress.it, 20 gennaio 2026

Le proposte in tema di “sicurezza” restringono le garanzie e i diritti dei nemici pubblici conclamati del Governo: le persone straniere, i “maranza”, le e i manifestanti. Dalla “sicurezza dei diritti” al “diritto alla sicurezza”, inteso come controllo e repressione del dissenso e del non conforme. Il governo italiano ha fatto circolare nei giorni scorsi due bozze che dovrebbero andare a delineare un nuovo decreto e un nuovo disegno di legge sui temi della sicurezza e delle forze dell’ordine. I due testi sono usciti in coincidenza del terribile fatto di cronaca avvenuto a La Spezia, dove Atif Zouhair ha colpito con un coltello Youssef Abanoud Safwat Roushdi Zaki a causa di una foto su Instagram della sua fidanzata, uccidendolo a scuola.

 

di Simona Musco

Il Dubbio, 20 gennaio 2026

Vittorio Manes, avvocato e ordinario di Diritto penale presso l’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, la sentenza della Corte d’Assise d’appello di Milano sul caso Pifferi va ben oltre la vicenda in sé e rappresenta la prima pronuncia che riconosce esplicitamente le cosiddette “attenuanti mediatiche”, una categoria che lei aveva teorizzato quasi dieci anni fa.

 

di Liana Milella

Il Fatto Quotidiano, 20 gennaio 2026

In manette direttamente chi può delinquere di nuovo e si rinviano gli altri accusati a un secondo momento: doppio lavoro per gli uffici del Gip. Solo due pagine. In arrivo dalle Sezioni unite della Cassazione, fissano per pm e gip l’indirizzo da seguire su una delle norme più contestate della prima legge di Carlo Nordio che impone l’interrogatorio preventivo prima dell’arresto. Gli ermellini non solo confermano il diritto di conoscere le accuse, ma costringono pm e gip a scindere il destino degli imputati tra chi viene arrestato subito perché potrebbe delinquere di nuovo, e non ha diritto a essere interrogato prima, e chi il diritto ce l’ha.

 

di Vincenzo Giglio

terzultimafermata.blog, 20 gennaio 2026

Cassazione penale, Sez. 1^, sentenza n. 1449/2026, 7/14 gennaio 2026, ha affermato che l’obbligazione dello Stato al pagamento delle somme riconosciute ex art. 35-ter Ord. pen. sia suscettibile di essere compensata con l’obbligazione che grava sul detenuto, nei confronti dello Stato. Con la ordinanza indicata in epigrafe il Tribunale di sorveglianza respingeva il reclamo presentato dal Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria contro il provvedimento del magistrato di sorveglianza che aveva parzialmente accolto l’istanza del detenuto GU per la concessione dei rimedi risarcitori di cui all’art. 35-ter Ord. pen. liquidando, in suo favore, a titolo di risarcimento del danno la somma di euro 6.244,00.

 

ordinamentopenale.it, 20 gennaio 2026

Cass. pen., sez. I, 16/12/2025 (ud. 16/12/2025, dep. 15/01/2026), n. 1748 (Pres. Santalucia, Rel. Calaselice). La questione giuridica, affrontata dalla Suprema Corte nel caso di specie, riguardava se i provvedimenti in materia di permessi con scorta del detenuto possano formare oggetto d’impugnazione. Ma, prima di vedere come il Supremo Consesso ha trattato siffatta questione, esaminiamo brevemente il procedimento in occasione del quale è stata emessa la sentenza qui in commento. Il Tribunale di sorveglianza di Sassari, in accoglimento di un reclamo proposto avverso un provvedimento del Magistrato di sorveglianza competente che aveva concesso un permesso ex art. 30, comma 2, ord. pen., e segnatamente concedendo al condannato il permesso di necessità per la durata di quattro giorni, in regime di detenzione domiciliare.

 

di Sergio D’Elia

L’Unità, 20 gennaio 2026

59 anni, rinchiuso a Regina Coeli in espiazione di una pena che non dovrebbe finire mai. La qualità della sua vita è legata a una sedia a rotelle, appesa a un tubicino di un sacchetto di liquido nutriente. Da due anni non sente più i sapori e i profumi dei cibi siciliani dell’infanzia. Il suo esofago è sparito, distrutto da un sorso di sostanza caustica. Si chiama Giuseppe Scuderi, ha 59 anni ed è detenuto nel carcere di Regina Coeli, in espiazione di una pena che non dovrebbe finire mai, secondo una sentenza di condanna emessa al di qua di ogni ragionevole dubbio. Ma alla pena fino alla morte si è aggiunta ora la pena di vivere incatenato a una sedia, non autosufficiente, con una piaga da decubito al terzo stadio, il cuore sofferente, incapace di deglutire anche la sua saliva, con un buco nell’intestino da cui dipende interamente la sua nutrizione.

 

di Valentina Moro

La Stampa, 20 gennaio 2026

La senatrice di Avs: “Servono psichiatri che intervengano in questi casi. La procura faccia chiarezza”. Il suicidio di Christian Guercio nella casa di reclusione di Asti il 29 dicembre è stato l’ottantesimo e l’ultimo nelle carceri italiane nel 2025. “C’è qualcosa che poteva andare diversamente?”, se lo chiedono la famiglia, gli amici e ora un’interrogazione parlamentare di Ilaria Cucchi e Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra. Sono passati 17 anni dall’omicidio di Stefano Cucchi, ma per la sorella Ilaria ora senatrice, troppo poco è cambiato. Guercio era stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale mentre aveva una crisi legata all’assunzione di droghe. Nei giorni in cui il ministero dell’Interno ha annunciato un nuovo pacchetto sicurezza il caso avvenuto ad Asti riporta l’attenzione sulla gestione delle problematiche psichiatriche in carcere.

 

di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 20 gennaio 2026

Nessuna risposta dal ministero della Giustizia e, intanto, al carcere di Opera la situazione continuerebbe a peggiorare. L’associazione Yairaiha torna a farsi sentire perché, dopo l’interrogazione parlamentare di Roberto Giachetti che abbiamo riportato su Il Dubbio e le denunce sulla gestione dell’istituto milanese, afferma che non è cambiato nulla. Anzi, le ultime segnalazioni parlano di un clima ancora più pesante, fatto di comunicazioni confuse e diritti calpestati ogni giorno. Il cuore della nuova protesta riguarda i contatti con le famiglie, che per un detenuto sono l’unico modo per non perdere il legame con il mondo esterno. Secondo l’associazione, all’interno delle sezioni è comparso un avviso che annunciava il taglio delle telefonate mensili. All’inizio la data di partenza doveva essere il 12 gennaio 2026, ma poi qualcuno ha cambiato quella data a mano, anticipandola al primo del mese. Il risultato? Molte persone, che avevano già usato i loro minuti pensando di averne altri a disposizione, si sono ritrovate isolate per tutto il resto di gennaio. Un cortocircuito che ha creato una pressione psicologica fortissima tra le celle.

 

di Ludovica Lopetti

Corriere di Torino, 20 gennaio 2026

“Eravamo donne immerse in un sistema istituzionale profondamente maschile, che non ha fatto altro che ricordarci costantemente che eravamo dei civili, che ci occupavamo dei servizi e che a quello avremmo dovuto limitarci. Peccato che questo principio fosse chiaro per noi, ma venisse richiamato dalle forze dell’ordine solo quando faceva loro comodo. In caso contrario ci veniva ricordato che eravamo direttrici e ci venivano attribuiti ruoli e responsabilità che non ci appartenevano”. È un duro j’accuse il testo letto in aula da Annalisa Spataro, ex direttrice del Cpr di corso Brunelleschi a processo per la morte di Moussa Balde, il 23enne originario della Guinea che nel maggio 2021 si tolse la vita in un modulo di isolamento dopo essere arrivato da Ventimiglia, dove aveva subito una violenta aggressione.

 

di Adelia Pantano

La Stampa, 20 gennaio 2026

L’allarme lanciato dal deputato Federico Fornaro: “La mia interrogazione senza risposta”. È dal silenzio del ministero della Giustizia che prende le mosse l’allarme lanciato dal deputato Pd Federico Fornaro sul futuro del carcere di San Michele ad Alessandria. “Nello scorso ottobre avevo presentato un’interrogazione urgente al ministro - afferma - ma da allora nessuna risposta”. Secondo il parlamentare emergono indicazioni più chiare dal verbale della Conferenza permanente Stato-Regioni del 18 dicembre scorso. In quella sede, riferisce Fornaro, il sottosegretario Andrea Delmastro delle Vedove ha illustrato il piano di riorganizzazione del circuito del 41-bis confermando voci che circolavano da mesi: “Le carceri dedicate al regime speciale passeranno da 12 a sette. In Piemonte si scenderà da tre istituti a uno solo, il San Michele ad Alessandria”. Una scelta che comporterebbe una concentrazione senza precedenti in città: circa 150 detenuti in 41-bis, pari al 20% del totale nazionale.

 

vitatrentina.it, 20 gennaio 2026

Ha superato quota 21 mila euro, più del doppio dei 10 mila euro attesi all’inizio, la campagna di crowdfunding “I libri liberano”, nata per rinnovare la biblioteca della Casa circondariale di Trento con l’acquisto di cinquecento nuovi libri e dvd. Grazie alla cifra raccolta, sono già stati acquistati 255 libri, tra cui dizionari in varie lingue e frasari, romanzi, saggi, fumetti, libri in lingua straniera, manuali per la patente e scolastici. I fondi serviranno inoltre per comprare dvd, ebook, audiolibri e lettori, ma anche giochi e materiali che stimolano creatività e socialità. Non solo, le donazioni permetteranno di organizzare iniziative culturali come presentazioni di libri e spettacoli teatrali, organizzati dentro e fuori dal carcere.

 

di Rosa Cambara

conmagazine.it, 20 gennaio 2026

Nel silenzio di una stanza luminosa, forme e colori iniziano a intrecciarsi. Non si tratta solo di disegno, ma di ascolto. Torna il laboratorio di mandala promosso dalla Cooperativa sociale Il Sorriso grazie al progetto “Sprigiona il tuo cuore”, selezionato da Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, nelle sedi di Siracusa e Vittoria (provincia di Ragusa). Protagoniste sono le figlie di persone detenute o in misura alternativa alla detenzione, adolescenti che vivono quotidianamente l’assenza di un genitore, spesso accompagnata da un carico emotivo difficile da esprimere. A loro è stato dedicato uno spazio sicuro, creativo e libero, dove poter ritrovare un equilibrio interiore e un senso di appartenenza. Dopo un primo ciclo di incontri d’estate, il laboratorio è ripreso a ottobre per partecipanti dai 6 ai 12 anni e dai 13 ai 17 anni. 

 

di Elena Filini

Confidenze, 20 gennaio 2026

Il penitenziario femminile della Giudecca, a Venezia, diventa luogo di riscatto: arte, lavoro e relazioni ricuciono il tempo dell’attesa e aprono strade concrete verso una seconda possibilità di futuro. Vite in attesa. Che imparano a dare valore al tempo per poter un giorno volare. Alla Giudecca, isola nell’isola, vivono le detenute del carcere femminile di Venezia in un contatto stretto e inclusivo con la città. Forse per questo nel 2024 Papa Francesco ha voluto aprire la casa di detenzione alla Biennale d’arte. Era la prima volta ed è stato un percorso emozionante: le opere di Claire Fontaine e Maurizio Cattelan che dialogavano con gli spazi della prigione, le detenute a fare da guide. È stata anche una grande occasione per la “factory veneziana” (così la chiamano in Laguna) di raccontare se stessa senza pregiudizi.

 

manfredonianews.it, 20 gennaio 2026

Ideato e realizzato da Daniela d’Elia, con il sostegno di Inner Wheel, coinvolgerà un gruppo di donne ristrette. In programma una mostra-evento. Prenderà il via nei prossimi giorni, presso la sezione femminile del carcere di Foggia, il progetto “Ritagli di Libertà - Ricucire il Futuro con Creatività”, ideato da Daniela d’Elia e promosso con il sostegno di Inner Wheel, che ha fortemente voluto e sostenuto l’iniziativa sotto la guida della sua presidente, Silvana Carrozzino. Il progetto nasce dalla convinzione che anche il carcere possa diventare uno spazio di trasformazione, capace di generare senso, bellezza e nuove prospettive, se attraversato da percorsi che mettono al centro la persona. Attraverso il cucito creativo, le donne detenute saranno accompagnate in un cammino di espressione e rielaborazione della propria storia, in cui ago e filo diventeranno strumenti simbolici di ricostruzione, pazienza e rinascita.

 

Gazzetta della Spezia, 20 gennaio 2026

Un incontro per trovare risposte concrete. Giovedì 22 gennaio, alle ore 15.30, presso il Centro Civico Nord sito in Largo Vivaldi, quartiere di Fossitermi, si svolgerà un incontro sulla partecipazione della Comunità esterna all’opera rieducativa, come previsto dall’art. 17 della legge 354\75. “Sarà un utile momento di confronto - afferma Agostino Codispoti, Garante delle persone private della libertà del Comune della Spezia - - per analizzare i risultati ottenuti, le difficoltà incontrate e le proposte per un maggiore ed efficace coinvolgimento della cittadinanza.

 

garantedetenutilazio.it, 20 gennaio 2026

Le vite delle persone recluse raccontate attraverso foto, racconti e un documentario. Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, mercoledì 14 gennaio è intervenuto alla presentazione della mostra “Un mondo alla rovescia”, progetto dedicato alla quotidianità ed alle storie vissute a Rebibbia nuovo complesso, a cura della piattaforma editoriale Hyperlocal. Avviata già a dicembre in occasione del Giubileo dei detenuti e sviluppata esternamente al carcere nel quartiere di Rebibbia, anche con talk e approfondimenti, i pannelli con foto e racconti sono stati adesso installati nel cortile principale del carcere, accanto alla chiesa.

 

di Paolo Becchi

Il Sole 24 Ore, 20 gennaio 2026

La sentenza della Corte costituzionale n. 204 del 2025 sulla legge della Regione Toscana, con la quale si disciplina il suicidio medicalmente assistito, è un vero capolavoro al contrario. Del resto, i “custodi della Costituzione” hanno ben poco da custodire su questi temi: cosa volete che i Padri costituenti potessero immaginarsi di tematiche attuali come la fecondazione medicalmente assistita o il suicidio medicalmente assistito? E allora ecco che i giudici delle leggi, hanno deciso loro di fare leggi o di smontare quelle esistenti, come nel caso della fecondazione assistita, dove il legislatore la legge l’aveva fatta e, sentenza dopo sentenza, i giudici ne hanno fatto un’altra.

 

di Danilo Paolini

Avvenire, 20 gennaio 2026

Nel 2026 si muore tra i banchi di un liceo sotto colpi di lama sferrati da uno come te, un ragazzo di 19 anni. Si muore a scuola o nelle vie della movida, esattamente come due o tre secoli fa nelle bettole malfamate di Roma o nei campi della Sicilia rurale ai tempi della mafia delle origini. Ogni epoca ha la sua barbarie, la sua violenza insensata portata al massimo dell’intensità. Muoiono ragazzi ammazzati da altri ragazzi, come nel ‘77 e dintorni. Loro li ricordiamo ancora, vengono commemorati - in genere con la dovuta consapevolezza dei torti fatti e subiti - dai compagni e camerati che sopravvissero a quegli anni folli, pesanti come le spranghe e le chiavi inglesi che spaccavano teste e ossa. Vengono esaltati anche dalle braccia tese e dai pugni chiusi di chi allora non era nemmeno nato, non sa niente di quel sangue, di quel terrore, non può ricordare quelle madri piegate sotto il peso di un dolore invincibile. Eroi, li chiamano. Non lo erano.

 

di Fabrizia Giuliani

La Stampa, 20 gennaio 2026

Se la repressione è sbagliata, e prima ancora inefficace, l’educazione e il suo linguaggio del limite sono invece indispensabili. I ragazzi lo cercano, a scuola in primo luogo: lì, infatti, rovesciano aspettative e rabbia. È lì che dovremmo guardare anche noi: capire che le sfide che ha oggi non sono paragonabili a quelle di ieri - dato il vuoto intorno - investire seriamente per metterla nelle condizioni di fare in fondo la sua parte. 

 

di Nadia Urbinati

Il Domani, 20 gennaio 2026

Negli Stati Uniti, dove a pesare è la forte diffusione delle armi da fuoco, sono presenti nel 10 per cento delle high schools e scende a circa il 7 per cento nelle middle schools. In Italia l’idea del ministro Valditara ha diviso i presidi, con molti dirigenti scolastici che la considerano una proposta “sbagliata e fallimentare”. Introdurre i metal detector davanti alle scuole per rafforzare la sicurezza negli istituti. La misura proposta dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara dopo l’accoltellamento del 18enne Abanoud Youssef, ferito a morte per mano di un compagno in una scuola di La Spezia, ha acceso la discussione sul modo in cui lo stato dovrebbe affrontare il problema della violenza giovanile. La misura, ha specificato Valditara, riguarderebbe solo le aree “disagiate e di maggior emarginazione” e non prevederebbe l’uso dei varchi a portale mobili (quelli da attraversare negli aeroporti), ma l’utilizzo delle “bacchette” portatili.

 

di Luciana Cimino

Il Manifesto, 20 gennaio 2026

Le idee del ministro Valditara su “l’emergenza giovani”. Che i metal detector non siano la soluzione lo hanno ribadito per primi i compagni di scuola di Abanoub Youssef, il ragazzo morto in classe a causa delle coltellate inferte da un coetaneo. Ieri mattina si sono riuniti davanti all’Istituto Einaudi Chiodo di La Spezia per manifestare disperazione e rabbia. “La scuola è complice”, “Vogliamo giustizia per Aba”, c’era scritto sui cartelli. Per gli studenti ci sarebbe stata una sottovalutazione dei problemi dell’accoltellatore. Man mano sono arrivate le altre scuole della città e il presidio si è trasformato in un corteo spontaneo (al quale si è unito anche il padre di Abanoub), terminato poi sotto la sede del comune de La Spezia in dissenso verso il sindaco. Il primo cittadino spezzino, Pierluigi Peracchini, subito dopo il delitto, aveva dichiarato: “L’uso dei coltelli arriva solo da certe etnie”, rifiutandosi di proclamare il lutto cittadino, salvo ripensarci dopo il “suggerimento” del ministro dell’Istruzione (e merito), Giuseppe Valditara.

 

DOCUMENTI

Comunicato Giunta e Osservatorio Carcere UCPI. "Se il 41 bis viene rinnovato a causa dell'invio dal difensore di atti processuali si lede il diritto di difesa e il decoro dell'avvocatura"

Articolo. "Sul senso reale del punire: riflessioni sulla pena naturale", di Chiara Giovannini

Articolo. "Vecchie frontiere perenni problemi: l'isolamento disciplinare nella trama costituzionale", di Alessandro Coden

Articolo. "La Cassazione sul concorso esterno in associazione terroristica: necessaria una interazione effettiva tra il sodalizio e il concorrente", di Maria Cristina Trimboli

Articolo. "Le Sezioni Unite sull'interrogatorio preventivo ai sensi della legge Nordio in caso di procedimenti a carico di più indagati per reati connessi o probatoriamente collegati", di Francesco Lazzerini

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi (aggiornamento al 19 gennaio 2026)

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 18 gennaio 2026)

Circolari Dipartimento Amministrazione Penitenziaria in materia trattamentale (aggiornamento al 13 gennaio 2026)

 

APPUNTAMENTI DI RISTRETTI

"La libertà limitata, i diritti no". Corso di formazione gratuito per operatori di segretariato sociale in ambito penitenziario

(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26 febbraio 2026). Per iscriversi: https://forms.gle/ o9qxAXGjni4uxcgo6

 

APPUNTAMENTI

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 27 gennaio 2026

Seminario. "Il fenomeno dei suicidi in carcere: analisi e prospettive. Profili giuridici, psicologici, psichiatrici e medico-legali (Messina, 21 gennaio 2026)

Convegno. "Sanità e giustizia: un'alleanza possibile. Progetti volti al miglioramento dell'assistenza sanitaria e alla riabilitazione delle persone recluse presso gli istituti penitenziari di Padova" (Padova, 22 gennaio 2026)

Convegno Diaconia Valdese. "Ero in carcere... e siete venuti. Oltre le mura: dignità nel contesto carcerario" (Roma, 22 gennaio 2026)

Convention 38° anno Centro Francescano di Ascolto "Speranza: dalle parole ai fatti" (Rovigo, 25 gennaio 2026)

Presentazione libro "Voci lontane. Un anno di scuola presso il carcere delle Vallette", di Tazio Brusasco (Torino, 26 gennaio 2026)

Incontro-dibattito. "Dalla shoah al genocidio: il ruolo della giustizia penale internazionale" (Casa Circondariale di Verona, 26 gennaio 2026)

Conferenza di presentazione dello Sportello di Accoglienza, Ascolto e Mediazione Sociale (Ivrea-To, 27 gennaio 2026)

Convegno. "Il ventunante: la cella si pare, lo stigma resta" (Milano, 30 gennaio 2026)

Teatro-carcere. Compagnia Puntozero Beccaria: "Alice Augmented" (Milano, presso l'IPM Cesare Beccaria, dall'1 al 22 febbraio 2026)

"Parole e musica per La Gabbianella. Adozioni, affidi, minori in carcere: 25 anni di impegno a favore dei bambini e delle bambine" (Venezia, 5 febbraio 2026)

Assemblea aperta: Chiediamo diritti, clemenza e umanità nelle carceri italiane" (Roma, 6 febbraio 2026)

Assemblea Nazionale CNVG Ets: "Il ruolo politico del volontariato nella giustizia" (Online su ZOOM, 20 febbraio 2026, ore 17.00)

Incontro-dibattito. "Porte chiuse, problemi aperti: le carceri nel Lazio" (Online, 3 febbraio 2026, ore 18.30)

Seminario: "Rieducazione nelle carceri a distanza di cinquant'anni dalla legge penitenziaria. Uno sguardo giuridico e sociologico" (Roma, 26 febbraio 2026)

 

CORSI DI FORMAZIONE

Corso formazione: "La scrittura che ripara. Le metafore per raccontare la vita" (Da remoto con un incontro conclusivo a Milano, dal 29 gennaio al 12 marzo 2026)

Corso di formazione iniziale "Mediatore familiare secondo Norma Tecnica Uni 11644 e D. Interministeriale 151/2023" (Bologna, fino all'8 novembre 2026)

 

CONCORSI E PREMI

Concorso "DIMMI 2026 - Diari Multimediali Migranti" (Il termine per l’invio delle storie è il 31 marzo 2026)