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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di giovedì 26 febbraio 2026

di Coordinamento Carcere Due Palazzi

Ristretti Orizzonti, 26 febbraio 2026 Ci era arrivata la notizia di 74 trasferimenti di detenuti di Alta Sicurezza, dal carcere di Parma. Oggi sappiamo che si tratta di AS 3. Anche lì sta accadendo quanto è successo a noi. Da ieri e per qualche giorno abbiamo deciso di pubblicare le schede che riguardano le persone detenute di Alta Sicurezza improvvisamente trasferite da Padova dopo anni di attività rieducative. Pietro Marinaro non ce l’ha fatta, e ha scelto di morire. Il dolore e lo smarrimento non ci lasciano, e ieri abbiamo iniziato con lui. Lui frequentava il laboratorio di cucito di OCV Operatori Carcerari Volontari: Emmanuela e Giorgio, che da anni gestivano il laboratorio, fanno fatica a riprendersi da questa drammatica cesura.

 

di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 26 febbraio 2026 Nel 2025 la Corte di Strasburgo ha condannato l’Italia e sono quasi 40 casi in cui lo Stato ha ignorato le decisioni dei propri giudici. In un solo anno, l’Italia è stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per decine di violazioni che riguardano direttamente il carcere e la giustizia. Processi iniqui, detenzioni arbitrarie, trattamenti inumani, sentenze rimaste lettera morta: il recente Rapporto annuale 2025 della Corte di Strasburgo mette tutto nero su bianco. Su 65 sentenze emesse nei confronti del nostro Paese, in 62 i giudici hanno accertato almeno una violazione della Convenzione europea. Un dato che non racconta un’eccezione, ma una condizione strutturale che si ripete: quella di un sistema che, tra le mura delle carceri e nelle aule di tribunale, continua a non riuscire a garantire i diritti fondamentali delle persone.

 

di Vittorio Coletti

huffingtonpost.it, 26 febbraio 2026 I dati di Antigone mostrano come aumentino i minorenni in carcere malgrado non aumentino i loro reati. La reazione di un’Italia che invecchia e vede nei giovani non il futuro ma una minaccia. E una società che non spera nei giovani è una società disperata. Pur a fronte di un numero di reati commessi da minori inferiore di gran lunga a quello della media europea, i minorenni incarcerati sono dal 2022 al 2025 aumentati del 35%. I reati stessi, nel nostro Paese, sono diminuiti per anni dal 1995 e solo di recente sono tornati a crescere, anche per l’aumentato numero di quelli legati alla violenza sessuale, oggi molto più avvertiti e denunciati di un tempo, e per l’introduzione di nuovi profili di reato, gran voga governativa che comporta automaticamente più rei, anche dove non ce ne sarebbe bisogno.

 

di Enrico Cicchetti

Il Foglio, 26 febbraio 2026 Emergenza permanente e allarme baby gang, ma i dati sulla giustizia minorile raccontano altro: siamo tra i paesi meno “criminali” d’Europa. Per la prima volta gli istituti minorili sono sovraffollati, non per un’esplosione dei reati ma per la svolta repressiva. Così rischiamo di smontare un laboratorio avanzato di civiltà giuridica. Il rapporto di Antigone. C’è un modo serio di parlare di giustizia minorile: leggere i dati. E poi c’è il modo più redditizio elettoralmente: evocare l’emergenza continua, raccontare un’Italia in mano alle baby gang, moltiplicare i video sui social, trasformare ogni fatto di cronaca in paradigma nazionale.

 

di Susanna Marietti*

Il Fatto Quotidiano, 26 febbraio 2026 Sbandierando l’allarme criminalità minorile ci stanno prendendo in giro. La scelta di disinvestire in politiche sociali e educative viene coperta con una valanga di nuovi reati. È stato presentato stamattina a Roma, alla presenza del Capo Dipartimento per la Giustizia Minorile del Ministero della Giustizia, l’ottavo Rapporto di Antigone sulla giustizia minorile italiana, dal titolo “Io non ti credo più”, frutto dell’elaborazione di dati ufficiali e dell’osservazione diretta delle carceri minorili che l’associazione opera da molti anni attraverso visite agli Istituti Penali per Minorenni.

 

di Eleonora Martini

Il Manifesto, 26 febbraio 2026 VIII Rapporto di Antigone sugli Ipm. Sovraffollamento record ma nessuna emergenza criminalità. Straniero il 42% dei reclusi: sono poveri. “Non ti credo più” è il titolo del corposo report. Ma la sfiducia dei ragazzi nella giustizia rischia di deflagrare con l’ultimo pacchetto penale governativo. La debacle del sistema penale minorile italiano, un tempo considerato tra i migliori del mondo, non è solo una questione di numeri. “Abbiamo messo in piedi una giustizia che non dà più speranza nel futuro”, spiega Susanna Marietti, curatrice dell’VIII rapporto di Antigone sugli Ipm presentato ieri in una delle sedi romane di Libera, spazio confiscato alle mafie. Non c’è solo il sovraffollamento che grazie al decreto Caivano attanaglia per la prima volta gli Istituti penali minorili, a fronte di una diminuzione netta dei reati commessi dai giovani.

 

di Simone Libutti

Il Domani, 26 febbraio 2026 Il decreto Caivano, la svolta repressiva e la sfiducia dei giovani nella giustizia minorile. L’associazione denuncia la riduzione delle misure rieducative e dei fondi ministeriali. Per la prima volta nella storia italiana, il sovraffollamento degli Ipm è strutturale. E l’aumento del grado di sfiducia dei giovani nei confronti della giustizia è in netto aumento, mentre undicimila minori non accompagnati non hanno posto nel sistema di accoglienza. L’Italia ha tra i tassi più bassi di criminalità minorile in Europa, metà più in giù rispetto alla media europea. È quanto emerge dall’ottavo rapporto di Antigone “Io non ti credo più”, sulla giustizia minorile italiana, presentato mercoledì 25 febbraio.

 

di Rachele Stroppa e Sofia Antonelli*

L’Unità, 26 febbraio 2026 È aumentata la risposta penale, il sistema ha perso la sua vocazione educativa. Ipm a quota 20. Il 2024 l’anno più critico per il sovraffollamento. Chiusure, psicofarmaci, trasferimenti. La giustizia ha tradito i ragazzi. “Io non ti credo più” è il titolo dell’Ottavo Rapporto di Antigone sul sistema di giustizia minorile italiana. Un sistema in progressiva espansione a causa del Decreto Caivano: negli ultimi tre anni il numero dei ragazzi complessivamente in carico alla giustizia minorile è aumentato del 25%. Un sistema che ha tradito la fiducia dei ragazzi che gli vengono affidati e che dovrebbe prendere in carico. Un sistema che sembra aver perso la sua vocazione educativa. Dall’attività di monitoraggio realizzata da Antigone negli ultimi due anni emerge un quadro critico della situazione all’interno degli IPM italiani.

 

di Pasquale Napolitano

Il Giornale, 26 febbraio 2026 Negli istituti il 50% in più di minori. La dem Di Biase: “Privilegiata la repressione”. La sinistra vuole fuori dalle celle baby gang e manovalanza giovanile per i clan. L’attacco al decreto Caivano, misura che ha drasticamente ridotto i reati tra i 14enni, è l’ultimo delirio del Pd. Michela Di Biase, moglie di Dario Franceschini e deputata dem, mette nel mirino il governo Meloni per i risultati positivi ottenuti in tre anni con il decreto Caivano: “I numeri sui minori detenuti sono drammatici e rendono plastiche le responsabilità delle scelte del governo. Per la prima volta, dopo il decreto Caivano, si registra il sovraffollamento negli istituti penali per i minorenni: un fatto gravissimo che rompe con la tradizione educativa della giustizia minorile italiana.

 

di Valentina Alberta*, Adolfo Ceretti**, Chiara Valori***

Il Dubbio, 26 febbraio 2026 Non si poteva certo pretendere entusiasmo rispetto alla conferenza stampa che, con più di due anni di ritardo rispetto al termine dell’estate 2023, finalmente dà una prospettiva alla effettiva attuazione diffusa della pratica della giustizia riparativa, riconosciuta in una propria disciplina organica con il D. Lgs. n. 150 del 2022. Non foss’altro a causa del tempo trascorso, tuttavia non inutile, se si pensa alle decine di casi gestiti tra l’altro dal Centro per la giustizia riparativa del Comune di Milano, sotto l’ombrello dello schema operativo adottato da avvocati e magistrati milanesi, oppure alla importante decisione delle Sezioni Unite della Cassazione depositata qualche giorno fa, che ha ripreso tutti gli snodi della disciplina per giungere a riconoscere nell’accesso alla opportunità riparativa un vero e proprio diritto, e dunque la impugnabilità dell’ordinanza di diniego dell’invio.

di Rinaldo Frignani

Corriere della Sera, 26 febbraio 2026 Il testo definitivo - il cui esame comincerà dal Senato - è stato ammorbidito in tutte le sue parti rispetto a quello che era stato varato dal Consiglio dei ministri 20 giorni fa. Vale per tutti i cittadini, ma per le forze dell’ordine, quelle armate e anche i vigili del fuoco, così come la categoria sanitaria, è considerato uno “scudo penale”. È un percorso diverso rispetto a quello previsto dall’articolo 335 del Codice di procedura penale, che impone al pm in presenza di una notizia di reato di iscrivere la persona al quale è attribuito nel registro degli indagati. Adesso con il decreto Sicurezza ciò non avverrà se ci sono cause di giustificazione: la legittima difesa e lo stato di necessità (per tutti), l’uso legittimo delle armi e l’adempimento del dovere (per chi indossa una divisa). Si tratta di fattispecie di reato che prendono in considerazione l’ipotesi che un determinato comportamento non sia punibile.

 

di Roberta Polese

Corriere del Veneto, 26 febbraio 2026 Il disegno di legge in discussione in commissione Giustizia porta la firma di Erika Stefani, senatrice della Lega, e Pierantonio Zanettin, senatore di Forza Italia. “Della legge che dà alle procure le linee di indirizzo delle priorità in termini di esercizio dell’azione penale non si parla solo oggi, è trent’anni che se ne discute”. Il punto è che, alla vigilia del referendum sulla giustizia, qualsiasi “variazione sul tema” fa notizia, per cui una cosa che era stata predisposta anni fa, oggi può essere vista in tutt’altra luce. Il disegno di legge in discussione in commissione Giustizia porta la firma di due veneti: Erika Stefani, senatrice della Lega, e Pierantonio Zanettin, senatore di Forza Italia. Il tema è: chi deve dare ai capi delle procure italiane una linea di indirizzo per individuare a quali reati dare la precedenza?

 

di Paola Balducci

Il Dubbio, 26 febbraio 2026 Il caso del poliziotto di Rogoredo si sta trasformando in qualcosa di più di una vicenda giudiziaria, sta diventando uno specchio politico il cui riflesso non è lusinghiero. All’inizio c’era la narrazione semplice: un agente che interviene in un contesto noto per lo spaccio, un’area simbolo del degrado milanese, il “boschetto della droga”. La reazione è stata immediata, facendo emergere due cavalli di battaglia del dibattito pubblico: l’accusa alla magistratura di aprire fascicoli contro chi “difende la legge” e l’invocazione dello scudo penale per le forze dell’ordine, tema caldissimo proprio mentre si definisce il nuovo pacchetto sicurezza.

 

di Paola Rossi

Il Sole 24 Ore, 26 febbraio 2026 L’indagato per ottenere l’annullamento della misura perché interrogato dopo la sua applicazione dovrà dimostrare l’effettivo pregiudizio patito e il suo concreto interesse attuale se si è avvalso della facoltà di non rispondere. È affetta da nullità generale a regime intermedio la mancata espletazione dell’interrogatorio preventivo di garanzia da parte del giudice che applica la misura cautelare personale. L’eccezione può essere proposta in fase di reclamo contro la misura, ma non basta addurre il mancato preventivo interrogatorio per ottenere l’annullamento della misura applicata. Va, infatti, provata la lesione del diritto di difesa non essendo sufficiente sottolineare la potenziale efficacia lesiva derivante dal mancato adempimento del giudice.

 

di Marianna Peluso

Corriere di Verona, 26 febbraio 2026 Jacopo Natale, titolare del ristorante Yard in centro, varcherà i cancelli del carcere di Montorio per fare dei colloqui di lavoro e assumere un detenuto. C’è un momento, nel percorso di chi vive tra le mura del carcere, in cui la pena smette di essere solo attesa del fine pena e diventa “cosa farò dopo essere tornato in libertà?”. Quel momento, per alcuni detenuti della casa circondariale di Montorio, arriverà domani. Jacopo Natale, titolare del ristorante Yard di corso Cavour, varcherà i cancelli per fare dei colloqui di lavoro. Non è una visita di cortesia, ma un’operazione autorizzata dal Magistrato di Sorveglianza ai sensi dell’articolo 17 dell’Ordinamento Penitenziario, con il via libera della direttrice Mariagrazia Bregoli.

 

di Valeria Arnaldi

Il Messaggero, 26 febbraio 2026 Laboratori di ceramica, uncinetto e riciclo creativo: le attività culturali invitano le detenute a raccontarsi. E aprono nuovi scenari per il domani. Strumento di crescita, mezzo per la presa di coscienza dei lati più difficili del proprio vissuto ma anche dei talenti sopiti o, a volte, perfino, da scoprire. È anche così che l’arte - in generale, la cultura - entra nelle carceri. Laboratori proposti da associazioni, magari con la partecipazione di artisti, permettono di indagare emozioni e situazioni complesse, stabilendo anche connessioni e dialogo tra la comunità dentro le mura e quella fuori.

 

garantedetenutilazio.it, 26 febbraio 2026 I detenuti e gli ospiti delle Rems sono esonerati dal versamento della quota di partecipazione. Secondo mestiere Srl impresa sociale, in collaborazione con Nep edizioni, presenta la quarta edizione del premio letterario “Secondo mestiere seconda opportunità”. La competizione, aperta ad autori anche minorenni ed editori, permette di partecipare con opere edite e inedite in italiano ed è rivolta anche alle scuole secondarie con possibilità di convenzioni e di presentare opere già vincitrici in altri concorsi. Le categorie in gara sono numerose e includono poesie, racconti, articoli di giornale, opere teatrali, testi per canzoni, fotografie, video, podcast e opere realizzate con l’intelligenza artificiale.

 

di Riccardo Renzi

Il Riformista, 26 febbraio 2026 Il romanzo civile di Giostra sulla dignità che resiste. Con “Se fioriscono le spine”, Glauco Giostra compie un passaggio solo apparentemente laterale rispetto alla sua biografia di grande giurista. In realtà, l’approdo al romanzo rappresenta una prosecuzione coerente - e per certi versi più incisiva - della sua riflessione sul senso della pena, sul carcere e sulla responsabilità collettiva. Qui la letteratura non è ornamento, ma strumento critico: serve a dire ciò che il linguaggio troppo tecnicistico spesso non riesce più a trasmettere all’opinione pubblica. L’abilità descrittiva di Giostra è realmente sorprendente, con una scrittura che in molti tratti richiama La strada per Roma volponiana; accompagna il lettore nei meandri della trama.

 

di Davide Vari

Il Dubbio, 26 febbraio 2026 Dimezzare i finanziamenti significherebbe spegnere la nostra webcam fissa sul Paese. Con un danno enorme per la nostra democrazia. Ci sono molti modi per limitare la libertà di stampa. C’è il metodo classico, un po’ rozzo e superato delle care vecchie censure; oppure quello ancora attualissimo e assai battuto, ma altrettanto “impresentabile”, delle querele temerarie. E poi ci sono modi più eleganti, come dire, più italiani: non si proibisce, si asciuga. Non si chiude una voce, la si lascia semplicemente senza ossigeno. Ecco, il dimezzamento dei fondi a Radio Radicale appartiene a questa seconda categoria. Nessuno, infatti, la spegne ufficialmente. Si è scelto - non da ora per la verità - di provare ad abbassare lentamente il volume fino a non sentirla più. E sarebbe un danno enorme per la nostra democrazia.

 

di Don Antonio Mazzi 

Oggi, 26 febbraio 2026 Superata la dipendenza, ora lavora per gli altri sapendo “di non avere la verità in tasca”. E che quel che conta è “accogliere e ascoltare, senza giudizio e pregiudizio”. Oggi voglio condividere la storia di una rinascita con una lettera che ho ricevuto da un educatore: “Caro Don, provo a raccontarti la strada così come l’ho vissuta. Per un certo periodo della mia vita è stata la mia casa, la strada che mi conduceva alla panchina su cui avrei trascorso la notte, il viottolo dov’era una macchina abbandonata, un rifugio come protezione, il viale che porta alla stazione, per stare al caldo in un vagone del treno o in sala d’attesa. Quella strada che ogni tanto mi riconduceva nella casa dove ero cresciuto. Ad aspettarmi c’era mia madre, che di nascosto da mio padre mi faceva mangiare, lavare, cambiare e riposare.

di Andrea Riccardi

Corriere della Sera, 26 febbraio 2026 Sulle orme di Francesco, sarà a Lampedusa il giorno in cui gli Stati Uniti festeggeranno i 250 anni dall’indipendenza. Il programma dei viaggi del papa annuncia che il 4 luglio Leone XIV sarà a Lampedusa, approdo di migranti e rifugiati. Lì, nel 2013, Francesco denunciò gli scafisti, ma soprattutto la “globalizzazione dell’indifferenza”: “Ci ha tolto la capacità di piangere”. Iniziava lì il suo costante discorso sul dramma dei migranti, ma anche sulla chance che essi rappresentano per Paesi in crisi demografica. Leone andrà nell’isola nel giorno in cui gli Stati Uniti celebrano “America 250”, il Giorno dell’Indipendenza. Si dice che qualche responsabile americano l’avrebbe voluto in patria per quella data. Ma il papa non andrà negli Usa per tutto il 2026. Sarà invece a Lampedusa il 4 luglio.

 

di Luca Mazza

Avvenire, 26 febbraio 2026 L’Italia non sta facendo abbastanza per contrastare lo sviluppo diseguale raccontato dalle storie di tante persone: sono i senzatetto, i migranti e i lavoratori della gig economy. Ma per molte altre famiglie la soglia della povertà è vicina e farsi carico anche della loro situazione per la politica è un dovere. Quando parliamo dei diritti degli ultimi si corre sempre il rischio di usare un’espressione astratta. Ma gli ultimi sono persone in carne e ossa. Sono le famiglie che scivolano nella povertà senza più riuscire a rialzarsi. Sono i senzatetto che abitano gli angoli invisibili delle nostre città. Sono i migranti spesso ghettizzati anziché considerati risorse da integrare nella comunità. Sono i lavoratori fragili della gig economy che consegnano cibo sotto la pioggia senza sapere se pedaleranno abbastanza per permettersi qualcosa da mangiare e un alloggio per dormire.

 

di Angela Nocioni

L’Unità, 26 febbraio 2026 Accusato di essere uno scafista. Imprigionato per 28 mesi ingiustamente. Poi invece di liberarlo e risarcirlo lo mandano nel Centro in Albania. È questa la nuova linea del governo sull’immigrazione? Servono a ingabbiare persone che non potrebbero essere imprigionate in Italia le gabbie fatte costruire dal governo Meloni in Albania. Hanno creato problemi d’immagine alla presidente del Consiglio soltanto per quanto costano e per quanto inutilizzabili fossero quelle oscene celle che oggi la destra esibisce come un trionfo perché sono finalmente piene. Eppure servono all’Italia a compiere soprusi su persone indifese, a intimidire i prigionieri, a consumare meschine vendette contro quelli che non tacciono.

 

di Eliana Riva

Il Manifesto, 26 febbraio 2026 Netanyahu e il ministro suprematista Ben Gvir verso l’approvazione definitiva della legge sulla pena di morte in Israele per i palestinesi della Cisgiordania occupata. Un altro passo è stato compiuto verso l’approvazione definitiva della legge sulla pena di morte in Israele per i palestinesi della Cisgiordania occupata. Dopo alcune discussioni sul linguaggio utilizzato all’interno del progetto, il premier israeliano Netanyahu e il ministro della Sicurezza nazionale Ben Gvir avrebbero infatti raggiunto un’intesa.

 

di Shelly Kittleson

Il Foglio, 26 febbraio 2026 Dove vengono trasferiti i prigionieri dell’isis dopo il ritiro delle Sdf. Il ruolo di Baghdad. Il trasferimento di migliaia di prigionieri, trasportati in aereo dalla Siria all’Iraq a partire dalla fine del mese scorso, è sembrato a molti segnare la fine di un’epoca in cui il sostegno statunitense alle Forze democratiche siriane (Sdf), guidate dai curdi, era giustificato soprattutto dal loro ruolo di principale baluardo contro una nuova insurrezione dello Stato islamico (Isis). La rapida perdita, da parte delle Sdf, della maggior parte dei territori che controllavano - territori che, va ricordato, sono a maggioranza araba - nei giorni immediatamente precedenti al trasferimento ha mostrato chiaramente che le Sdf non sarebbero state in grado di mantenere il controllo del territorio senza un supporto straniero costante e insostenibile. Il 13 febbraio scorso, il Comando Centrale dell’esercito americano ha annunciato di aver completato il trasferimento di circa 5.700 prigionieri dell’Isis in Iraq, dopo aver inizialmente stimato, a gennaio, che il numero sarebbe potuto arrivare fino a 7.000.

 

DOCUMENTI

Articolo. "Il carcere in Italia a cinquant’anni dalla legge penitenziaria", di Fabio Pinelli

Articolo. "Il problema del diritto alla genitorialità della madre detenuta", di Nicoletta Castellano

Atti del seminario: "Pena forense e pena naturale, tra filosofia e giustizia penale" (Genova, 29 settembre 2025)

Cartella stampa: "Io non ti credo più". Ottavo Rapporto dell'Associazione Antigone sulla giustizia minorile italiana

Radio Carcere, di Riccardo Arena. "Metamorfosi delle Carceri. Dagli incarichi per i direttori di nuova nomina all'aumento dei comandanti dirigenti, come sta cambiando la gestione e l'organizzazione nelle carceri?"

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 24 febbraio 2026)

Statistiche: affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi (aggiornamento al 25 febbraio 2026)

Circolari Dipartimento Amministrazione Penitenziaria in materia trattamentale (aggiornamento al 13 gennaio 2026)

 

APPUNTAMENTI DI RISTRETTI

Save the date. Giornata nazionale di studi: "Punire i giovani" (Casa di Reclusione di Padova, 22 maggio 2026)

"La libertà limitata, i diritti no". Corso di formazione gratuito per operatori di segretariato sociale in ambito penitenziario (Online, fino al 5 marzo 2026)

 

APPUNTAMENTI

Presentazione libro. "Questioni di genere, lingue e culture in carcere", di Antonella Benucci e Viola Monaci (Venezia, 26 febbraio 2026)

Presentazione libro. "Abolire l'impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà", di Valeria Verdolini (Torino, 26 febbraio 2026)

Presentazione libro. "Pazzi da morire. Le storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria", di Sara Manzoli (Modena, 26 febbraio 2026)

Seminario: "Rieducazione nelle carceri a distanza di cinquant'anni dalla legge penitenziaria. Uno sguardo giuridico e sociologico" (Roma, 26 febbraio 2026)

Presentazione del libro: "I confini del bene", di Rolando Pizzini (Trento, 27 febbraio 2026)

"Cosa vuol dire fare giustizia. Corso di In-Formazione al volontariato penitenziario" (Busto Arsizio, fino al 28 febbraio 2026)

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino all'1 marzo 2026

"Un altro cielo. Tre conferenze criminologiche con letture sui temi del delitto, del castigo e delle rispettive, drammatiche e, talvolta, irreversibili conseguenze" (Brescia, dal 5 al 19 marzo 2026)

Seminario. "Progettare spazi e relazioni per un carcere possibile. Craft competence center anti-fragile territories" (Milano, 6 marzo 2026)

San Vincenzo De Paoli ODV. "Scegliamo bene. Giornate per la Legalità e per una Comunità Responsabile" (Comacchio, fino al 19 marzo 2026)

Incontro-dibattito. "Il compito delle leggi: come fondare una comunità" (Lodi, 11 marzo 2026)

Incontro-dibattito: "Separare sì, separare no. Idee a confronto sulla riforma costituzionale della magistratura" (Pisa, 12 marzo 2026)

Seminario CRIVOP Italia ODV: "Volontariato penitenziario: umanizzazione o risocializzazione?" (Palermo, 20 marzo 2026)

Seminario. "Lo psicologo nelle carceri". Lectio Magistralis con la dott.ssa Tiziana Valentini (Milano, 24 marzo 2026)

Convegno. "Il fenomeno dei suicidi in carcere: analisi e prospettive. Profili giuridici, psicologici, psichiatrici e medico-legali" (Messina e online, 27 marzo 2026)

 

CORSI DI FORMAZIONE

Corso formazione: "La scrittura che ripara. Le metafore per raccontare la vita" (Da remoto con un incontro conclusivo a Milano, fino al 12 marzo 2026)

 

CONCORSI E PREMI

Concorso "DIMMI 2026 - Diari Multimediali Migranti" (Il termine per l’invio delle storie è il 31 marzo 2026)

Premio Teatro Carcere "Sandro Baldacci", istituito dall’Associazione Teatro Necessario Aps (Candidature entro il 30 aprile 2026)

Premio letterario "Secondo mestiere, seconda opportunità" (Scadenza 30 luglio 2026 e solo per studenti scuole secondarie 30 settembre 2026)

Premio letterario "Carlo Castelli. XIX edizione, riservato ai detenuti delle carceri italiane e istituti penali minorili" (Scadenza 1 settembre 2026)