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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di venerdì 20 febbraio 2026
Padova, 20 febbraio 2026 Il Coordinamento Carcere Due Palazzi a confronto con Capo del DAP e Direttore della Direzione Generale Detenuti e Trattamento. Un dialogo importante, alcuni impegni presi, la volontà di affrontare apertamente le tante criticità. Il Coordinamento Carcere Due Palazzi della Casa di Reclusione di Padova ha incontrato il 18 febbraio a Roma Stefano Carmine De Michele, Capo del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, ed Ernesto Napolillo, Direttore della Direzione Generale Detenuti e Trattamento. L’appuntamento era stato chiesto a seguito del repentino trasferimento, dopo anni di attività rieducative, realizzate dal Terzo settore in stretta collaborazione con l’istituzione, delle 22 persone detenute di Alta Sicurezza e il conseguente drammatico suicidio di uno di loro, Pietro Marinaro.
di Lucio Motta
filodiritto.com, 20 febbraio 2026 Un detenuto di 25 anni, di origine turca, si è suicidato impiccandosi nella sua cella della Casa Circondariale di Viterbo. Il giovane era stato arrestato lo scorso 3 settembre, insieme a un connazionale, durante i festeggiamenti di Santa Rosa, con l’accusa di detenzione di armi da guerra. Con questo episodio, sale a sette il numero dei detenuti che si sono tolti la vita dall’inizio dell’anno, un dato che rilancia con forza l’allarme sulle condizioni del sistema penitenziario italiano. A denunciare la gravità della situazione è Uil-Pa Polizia Penitenziaria, attraverso le parole del segretario generale Gennarino De Fazio: “Segno ulteriore ed evidente che l’emergenza penitenziaria continua e si aggrava sempre più”, afferma De Fazio, sottolineando come il suicidio rappresenti solo l’ultimo anello di una catena di criticità ormai strutturali.
di Sara Occhipinti
altalex.com, 20 febbraio 2026 Risultati proficui dei laboratori teatrali dei programmi di istruzione e della formazione professionale e incremento del lavoro dei detenuti presso datori privati e cooperative. Nella Relazione sull’amministrazione della Giustizia del 2025 i dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria segnalano nei penitenziari risultati proficui dei laboratori teatrali dei programmi di istruzione e della formazione professionale e l’incremento del lavoro dei detenuti presso datori privati e cooperative. Cultura, studio e lavoro sono fattori chiave per la rieducazione ed il reinserimento sociale dei detenuti. Lo rivelano i dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per il 2025, che segnano una partecipazione in crescita di detenuti e detenute nei percorsi scolastici, nei laboratori teatrali e nel lavoro interno ed esterno alle strutture penitenziarie.
di Marco Costantini*
tuttieuropaventitrenta.eu, 20 febbraio 2026 Una sentenza che riporta il carcere nei tempi del medioevo. Il Ministero della Giustizia ha fatto ricorso verso una sentenza di un Magistrato di Sorveglianza per l’utilizzo di una borsa frigo per conservare gli alimenti. Ma il divieto dell’uso della borsa refrigerante combacia con lo scopo del regime speciale? Queste sono le domande fondamentali che mi pongo, come può una borsa frigo venduta all’interno del carcere può essere così pericolosa per un detenuto del 41 bis.
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 20 febbraio 2026 Fino a poco tempo fa la chiacchiera era legata alla vittoria del sì. Ora è figlia della politicizzazione che la premier ha impresso alla campagna. Insomma, lo abbiamo stra-capito, stra-raccontato, e il film è solo all’inizio. Manca un mese al referendum ma la trama è già nota: l’appuntamento è diventato un voto politico. Giorgia Meloni avrebbe potuto dire, una volta approvata la riforma: il mio lavoro finisce qui, offro questa opportunità al Paese, io mi dedico alle fatiche del governo e del Paese, in questo mondo così incasinato, senza diventare un soggetto vigoroso della battaglia e lasciando discutere sul merito esperti, giuristi, cittadini, la politica con toni civili, e anche facendo emergere quelli dell’altro campo favorevoli a un sì sui contenuti.
di Salvatore Merlo
Il Foglio, 20 febbraio 2026 Esiste il referendum ufficiale e poi esiste il referendum vero, quello di cui tutti parlano. Bisogna ammettere che è tutto un po’ più drammatico. Più teatrale. Certamente intrattiene. Non per niente siamo il popolo del melodramma e dell’Opera, dove il protagonista, se colpito da qualcosa o da qualcuno, non crolla al suolo, ma si mette a cantare. Stamattina abbiamo provato a cercare la parola “fascismo” nel testo della riforma costituzionale. Risultati: zero. Abbiamo cercato “immigrazione”. Niente. “Sbarchi”? Nisba. “Invasione”? Manco per sogno. Eppure, a giudicare da quello che dicono la Lega, il Pd, Fratelli d’Italia, Avs e le trasmissioni di La7 e Rete 4, sembrerebbe che il quesito sia: “Preferite Benito Mussolini o un milione di clandestini? Scegliete uno dei due, per favore”.
di Francesca Schianchi
La Stampa, 20 febbraio 2026 Lo scrittore: “Disagio per un contesto politico che ha costretto il capo dello Stato a intervenire”. Le parole del capo dello Stato in difesa del Csm “mi hanno rincuorato”, commenta lo scrittore, ex magistrato ed ex senatore del Pd Gianrico Carofiglio. “Ma mi hanno trasmesso anche una sensazione di disagio, per un contesto politico che costringe il presidente a un simile gesto. Mancava solo la fotografia del destinatario di quelle parole”.
di Anna Marino
Il Sole 24 Ore, 20 febbraio 2026 La Cassazione, con sentenza 6763 del 2026, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto, identificato come appartenente al genere non binario femminile, in merito alla remissione alla Corte Costituzionale di una questione sul vuoto normativo riguardante il diritto al “progetto di vita” per persone con disabilità. La Cassazione, con sentenza 6763 del 2026, affronta il caso di un detenuto che si definisce come appartenente al genere non binario femminile e di “etnia autistica”, detenuto in una sezione maschile di un carcere. Il ricorso è stato presentato dal detenuto, tramite il proprio difensore di fiducia, contro il provvedimento di “non luogo a provvedere” emesso dal Presidente del Tribunale del Riesame.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 20 febbraio 2026 Il risultato positivo all’esame delle urine è base fondamentale per la contestazione del reato di guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti o psicotrope, ma non è sufficiente in quanto stabilisce solo l’avvenuta assunzione. Se è vero che il risultato positivo all’esame delle urine o di altri fluidi biologici sull’avvenuta assunzione di droga non è sufficiente alla contestazione del reato di guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti e psicotrope è anche vero che tali analisi sono presupposto fondamentale dell’imputazione per tale fattispecie penale, che si concretizza però solo se si riscontrano elementi di alterazione psicofisica al momento del fatto.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 20 febbraio 2026 Lo ha chiarito la Suprema corte con l’ordinanza n. 3724 depositata oggi richiamandone tuttavia il valore eminentemente esplicativo. Il mancato rispetto delle indicazioni contenute nel Protocollo per la redazione degli atti siglato dal Cnf con la Corte di cassazione non è, di per sé, causa di inammissibilità del ricorso. Lo ha chiarito la Suprema corte con l’ordinanza n. 3724 depositata oggi, nell’ambito di un procedimento per decadenza dalla responsabilità genitoriale della madre. La curatrice speciale dei minori, in via preliminare, aveva sostenuto l’inammissibilità del ricorso perché non rispettoso dei criteri redazionali “richiesti dal protocollo in vigore”, quanto all’indicazione della materia - che mancava - alla sintesi dei motivi e al paragrafo dedicato alla descrizione dello svolgimento del processo.
ilpost.it, 20 febbraio 2026 Il governo vorrebbe concentrare buona parte dei detenuti sottoposti al carcere duro in istituti sardi, ma la regione non ci sta. Alla Sardegna non piace per nulla il piano del governo di trasformare tre carceri sarde in istituti penitenziari dedicati esclusivamente ai detenuti sottoposti al regime carcerario del 41-bis, il cosiddetto carcere duro. È una prospettiva che la Sardegna vuole evitare in tutti i modi per una serie di problemi attuali e per ragioni storiche: regione, sindacati e gruppi di cittadini stanno facendo tutto il possibile per opporsi. Il sospetto che il governo volesse aumentare il numero dei detenuti al 41-bis in Sardegna aveva iniziato a diffondersi la scorsa estate, quando il ministero della Giustizia aveva deciso il trasferimento di 92 detenuti al 41-bis nel carcere di Uta Cagliari, in cui si sta finendo di costruire un nuovo padiglione dedicato.
ildesk.it, 20 febbraio 2026 Senza medici e con servizi ridotti, la sanità penitenziaria a Napoli rischia il collasso. Il sistema penitenziario italiano attraversa una fase di grave sofferenza strutturale. I numeri diffusi dal Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, elaborati su dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, del Ministero della Giustizia e degli uffici territoriali competenti, parlano di 62.476 persone detenute distribuite in 189 istituti, con un tasso di affollamento che supera il 122% della capienza regolamentare. Un dato che, già critico su scala nazionale, assume contorni ancora più drammatici in Campania. A Napoli, la realtà della Casa Circondariale di Poggioreale rappresenta in modo emblematico le contraddizioni del sistema: circa 2.300 detenuti ospitati in una struttura datata, segnata da criticità strutturali e igienico-sanitarie, con un rapporto detenuti/agenti che evidenzia una carenza cronica di personale.
di Giuseppe Baldessarro
La Repubblica, 20 febbraio 2026 Il cantiere dovrebbe partire lunedì 23, ma per il sindacato Osapp non è garantita la sicurezza del personale: parte la diffida per l’amministrazione carceraria. L’amministrazione penitenziaria vuole far fare lavori di ristrutturazione all’interno della Dozza con all’interno parte dei detenuti. Lo scrive il sindacato degli agenti di polizia penitenziaria Osapp che ha “diffidato” la stessa amministrazione “considerando la situazione ad alto rischio e fuori legge, con rischi per l’incolumità del personale”. Lavori il cui inizio è previsto per lunedì in coincidenza con i primi giorni del mese del Ramadan.
friulisera.it, 20 febbraio 2026 Cinque registri di matricola dei detenuti nel carcere di Tolmezzo nel periodo 1935-1947, anni cruciali per la guerra e la Resistenza in Friuli e in Carnia, conservati nella Casa circondariale di Udine, sono oggetto di digitalizzazione e valorizzazione da parte dell’Università di Udine grazie al lavoro di due detenuti in semilibertà. È quanto prevede una convenzione tra la Casa circondariale di Udine e il Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Ateneo. L’obiettivo è approfondire la conoscenza e la ricostruzione di quegli anni fondamentali per il territorio grazie al ritrovamento di questi registri custoditi nell’Archivio storico del carcere udinese.
imgpress.it, 20 febbraio 2026 “Rebibbia: la Città invisibile” è un esperimento di docu-teatro che debutterà il 10 marzo 2026 alle ore 20:00 all’interno della stagione dell’Auditorum Parco della Musica “Ennio Morricone”. Lo spettacolo nasce dai Laboratori d’Arte in carcere e si ispira all’opera di Italo Calvino in occasione del 40°anniversario della scomparsa del grande Autore. È prodotto dall’Associazione Ottava Arte con la Regia di Laura Andreini e Francesca Di Giuseppe. Coinvolge i detenuti, gli ex detenuti e il personale della Polizia Penitenziaria di Rebibbia. Gli interpreti sul palco sono i veterani del Teatro Libero di Rebibbia Juan Dario Bonetti, Giacomo Silvano, Marcello Lupo, Leonardo Ligorio e Maurizio Montepaone. Con loro, sullo schermo, i volti e le voci di chi ancora sta scontando la pena.
di Laura Sacchetti
La Nazione, 20 febbraio 2026 I figli delle persone recluse potranno leggere insieme al genitore. Tra i promotori Avis e Sos Telefono azzurro: un’altra donazione per l’Opa. “Non si nasce con l’istinto della lettura, come si nasce con quello di mangiare e bere...bisogna educare i bambini alla lettura”. Lo diceva Gianni Rodari e questa frase è diventata il mantra per le associazioni di volontariato chi ogni giorno si occupano e si preoccupano dei bambini, come la sezione di Massa di Fondazione Sos Telefono Azzurro che con le sue volontarie da oltre 20 anni gestisce e porta avanti il progetto Bambini e Carcere. Grazie alla collaborazione con le due librerie Giunti di Massa ha preso corpo il progetto “Aiutaci a crescere. Donaci un libro” che si è concretizzato sabato scorso quando sono stati consegnati alla Ludoteca della casa di reclusione di Massa i libri che sono stati donati dai cittadini nelle due librerie Giunti di Massa.
AFFARI SOCIALI
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 20 febbraio 2026 Giorgia Meloni, si sa, aveva apprezzato pochissimo l’affondo incontinente del ministro Nordio contro il Csm. È una politica di lungo corso: sapeva perfettamente quanto l’incauto Guardasigilli avesse esposto il fianco con quella sortita che aveva oltretutto anche il demerito di oscurare le parole altrettanto fuori luogo di Gratteri. Eppure, dopo il monito molto severo e drastico del capo dello Stato di fronte al Plenum del Csm, è stata proprio lei, non il genuflesso Nordio, a tornare immediatamente alla carica sparando ad alzo zero sui magistrati, rei di aver ordinato un risarcimento alla Sea Watch.
di Giulia Merlo
Il Domani, 20 febbraio 2026 Due tribunali siciliani hanno deciso per il risarcimento danni alla ong e lo stop al fermo di una seconda nave. Il governo all’attacco, ma le sentenze dicono altro. Il monito del capo dello Stato Sergio Mattarella a mantenere “rispetto reciproco” pur nella campagna referendaria è già caduto nel vuoto. Da due giorni, infatti, i nuovi avversari scelti da Giorgia Meloni, Matteo Salvini e anche dalla seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa, sono i giudici civili di Palermo, colpevoli di aver pronunciato una sentenza di condanna di risarcimento danni di 76mila euro in favore della ong proprietaria della nave SeaWatch all’epoca del sequestro capitanata da Carola Rackete.
di Marina Lomunno
vocetempo.it, 20 febbraio 2026 Giro di vite sulle migrazioni, ma scricchiola il Cpr di Torino. Parlano Lucia Bianco, vicepresidente del Gruppo Abele, e Giovanni Belingardi, referente dell’Associazione Famiglie accoglienti. Mentre mercoledì 11 febbraio scorso il Tribunale di Torino ha condannato ad un anno di reclusione (con la condizionale) Annalisa Spataro, all’epoca direttore del Centro di permanenza per il rimpatrio cittadino (Cpr) per conto della società di gestione della struttura Gepsa, nel Cpr di Bari moriva per cause ancora da accertare un giovane di 26 anni marocchino. Ancora, qualche giorno dopo, sei medici dell’ospedale di Ravenna vengono indagati per aver negato l’ingresso nei Centri a persone straniere perché non ritenute idonee causa patologie infettive e psichiatriche. Tre fatti, in meno di una settimana, che confermano la problematicità dei 10 Cpr della nostra Penisola che, più che Centri di permanenza per il rimpatrio, somigliano a luoghi di detenzione con tutte le criticità che affliggono le carceri italiane.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 20 febbraio 2026 Il sistema è “un fallimento”, “in termini di arrivi effettivi e assunzioni”, denuncia il quarto rapporto annuale di Ero Straniero Nel 2025, solo il 7,9 per cento delle persone è arrivata ad avere un permesso di soggiorno. Tra zone grigie e migliaia di persone ogni anno a rischio sfruttamento. Una soluzione c’è. Citare alcuni dati isolandoli è il modo in cui il governo comunica successi che, se visti in una dimensione più ampia e complessa, non sono tali. A questo si aggiunge l’assenza di dati pubblici completi e, dunque, mancanza di trasparenza. “Abbiamo rafforzato i canali regolari di ingresso”, aveva detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nel suo bilancio di fine anno.
di Simona Musco
Il Dubbio, 20 febbraio 2026 Prima i giudici di Palermo, poi quelli di Catania. Per la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, le occasioni per declinare il binomio migranti-magistratura in chiave elettorale non mancano e, soprattutto, non vengono lasciate cadere. È una strategia lucida: trasformare le aule di giustizia in un palcoscenico per raccattare consensi in vista del referendum costituzionale, forse il più difficile della storia repubblicana. Le ultime due decisioni dei Tribunali - il risarcimento per la vicenda che coinvolse la “capitana” Carola Rackete e l’annullamento, ieri, del fermo per la Sea Watch 5 - sono state immediatamente risucchiate dal vortice del centrodestra per sostenere le ragioni della riforma. Poco importa che, a ben guardare le carte, tali decisioni nulla hanno a che fare con le politiche migratorie in sé, ma riguardino imbarcazioni fermate in modo, secondo la magistratura, illegittimo.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 20 febbraio 2026 La magistratura si trova sotto accusa da fronti opposti. Giorgia Meloni e il suo Governo la criticano per quella che definiscono un’ingerenza politica nelle scelte dell’esecutivo sui migranti - i giudici che bloccano i rimpatri, le toghe che “sabotano” le politiche di sicurezza. Dall’altra parte, associazioni come l’Asgi, l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione, puntano il dito contro la Procura di Ravenna per ragioni diametralmente opposte: qui non si tratta di magistrati accusati di essere troppo morbidi con i migranti, ma di pubblici ministeri che hanno trasformato l’atto del curare in un’ipotesi di reato, criminalizzando medici che si sono limitati a fare il loro dovere. Due critiche agli antipodi, un solo bersaglio. È questo il paradosso, in pieno clima referendario tra il Sì e il No alla riforma della separazione delle carriere, che rende il caso di Ravenna qualcosa di più di una semplice inchiesta giudiziaria.
di Simona De Ciero
Corriere della Sera, 20 febbraio 2026 L’ordinario di Filosofia teoretica all’Università degli Studi di Torino: “Non si parla di fine vita perché non crea consenso. Burocrazia insensibile alla sofferenza umana”. Oggi il dibattito sul fine vita in Piemonte torna in aula. Per questo, il Corriere Torino ha voluto raccogliere l’autorevole punto di vista di Maurizio Ferraris, professore ordinario di Filosofia teoretica all’Università degli Studi di Torino.
di Michael Rich
Il Domani, 20 febbraio 2026 Quello del rapporto tra i ragazzi e le nuove tecnologie (soprattutto l’intelligenza artificiale) è un tema fondamentale. Il problema non è quanto tempo passiamo davanti agli schermi, ma come li usiamo. Anche se la stampa mainstream parla di dipendenza, questo termine è sia clinicamente impreciso sia terapeuticamente controproducente. Le scuole di tutto il mondo stanno affrontando la realtà dell’uso degli smartphone da parte di bambini e adolescenti a scuola: le preoccupazioni relative alla distrazione, agli imbrogli, alla socializzazione compromessa e ai danni online intenzionali e non intenzionali hanno portato al divieto del loro utilizzo durante l’orario scolastico. In alcune scuole, questo divieto ha determinato miglioramenti accademici e sociali, mentre in altre ha indotto gli studenti a trovare soluzioni alternative e ha alimentato il sospetto reciproco.
di Ilaria Solaini
Avvenire, 20 febbraio 2026 Il fondatore di Facebook ha negato che massimizzare il tempo degli utenti su Instagram fosse l’obiettivo delle piattaforme. Un’azienda dovrebbe aiutare, ignorare o approfittare delle persone “meno fortunate in termini di opportunità educative” o provenienti da contesti difficili? È la domanda provocatoria che l’avvocato dell’accusa, Mark Lanier ha posto in tribunale a Mark Zuckerberg, Ceo di Meta Platforms, la società madre di Facebook, Instagram e WhatsApp con oltre 3,5 miliardi di utenti nel mondo. “Penso che un’azienda ragionevole dovrebbe cercare di aiutare le persone che utilizzano i suoi servizi” ha risposto il fondatore di Facebook, uno dei creatori di Internet come lo conosciamo oggi, andando per la prima volta a difendersi davanti alla Corte Suprema di Los Angeles. Ma i bambini e i ragazzi considerati vulnerabili sono stati aiutati e protetti nel loro sviluppo psico-sociale dalle piattaforme social?
di Valentina Romagnoli
L’Espresso, 20 febbraio 2026 Il provvedimento presentato dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez punterebbe alla riconciliazione nazionale, ma le associazioni per i diritti umani ritengono che siano necessari organi indipendenti che supervisionino il rilascio dei prigionieri. Il Parlamento venezuelano ha approvato all’unanimità, in seconda e definitiva lettura, la legge di amnistia per la convivenza democratica, al termine di una lunga mediazione tra la maggioranza chavista e la minoranza dell’opposizione. Il via libera è arrivato dopo una serie di emendamenti condivisi che hanno sbloccato lo stallo che ha caratterizzato la scorsa settimana.
DOCUMENTI
Articolo. "La Consulta richiama il carcere alla sua coscienza rieducativa", di Maria Teresa Caputo
"L’Edificio Carcerario della Costituzione: Architettura vs Edilizia". Intervento di Cesare Burdese al convegno: "Dove il tempo è sospeso: gli spazi della pena"
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 16 febbraio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
"La libertà limitata, i diritti no". Corso di formazione gratuito per operatori di segretariato sociale in ambito penitenziario (Online, fino al 5 marzo 2026)
APPUNTAMENTI
Convegno. "Carcere di Rovigo: Realtà, Priorità, Necessità, Possibilità" (Rovigo, 20 febbraio 2026)
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 22 febbraio 2026
Presentazione del libro: "I confini del bene", di Rolando Pizzini (Trento, 27 febbraio 2026)
Incontro-dibattito. "Il compito delle leggi: come fondare una comunità" (Lodi, 11 marzo 2026)
CORSI DI FORMAZIONE
CONCORSI E PREMI