Vita - 9 agosto

 

S.O.S. da Padova, manca un agente e saltano tutte le attività

 

Si dice che l’Italia è il paese delle emergenze. Sfogliando le Rassegne Stampa sul carcere, realizzate nella Casa di Reclusione di Padova, eravamo convinti che l’emergenza carceri, d’estate, fosse rappresentata dal sovraffollamento sempre più insopportabile, dai suicidi sempre più frequenti, dal disagio crescente.

Un’estate drammatica nelle carceri, alla quale pensavamo di rispondere, come facciamo ormai da cinque anni, con l’unica alternativa possibile: non andare in vacanza, come operatori e volontari, non smobilitare, continuare le attività, dare ai detenuti una possibilità di vita decente, nonostante il disinteresse ormai totale della società rispetto al carcere e lo stato di abbandono.

Ma l’emergenza, questa volta, è un’altra: mancano agenti, ci dicono, per garantire l’apertura dell’area delle attività culturali e di informazione. Ne basterebbe uno, di agente, per farla funzionare, ma non c’è. Cinque anni di attività del Centro di Documentazione Due Palazzi, con il gruppo Rassegna Stampa e la redazione di Ristretti Orizzonti, il TG 2 Palazzi e la legatoria, senza mai una emergenza.

Ora è cambiato il direttore, non capiamo che cosa sta succedendo e ci troviamo in una situazione di emergenza, che si aggrava di giorno in giorno, e giustifica la chiusura di tutte le attività, che noi operatori garantivamo anche d’estate. La Casa di Reclusione di Padova è considerata una situazione d’avanguardia, negli ultimi anni volontari, operatori penitenziari, insegnanti, detenuti, hanno lavorato insieme per costruire una rete di informazione, che servisse a tutti e rendesse più civile il carcere. Fondamentali per costituire questa realtà sono state in questi anni la collaborazione quotidiana e la disponibilità degli agenti di Polizia penitenziaria.

Abbiamo organizzato convegni con centinaia di ospiti sui problemi dei detenuti stranieri, sul volontariato e l’informazione, sull’affettività; preparato e tradotto una guida per i detenuti che poi la Regione Veneto ha distribuito in tutte le carceri venete; allestito un sito fra i più informati e aggiornaci sul carcere; dato vita a un giornale di qualità che è un punto di riferimento per chi si occupa di carcere in Italia; prodotto Rassegne Stampa che vengono fornite a enti e associazioni; realizzato un telegiornale che una emittente locale trasmette regolarmente; coinvolto i detenuti in corsi di formazione che hanno dato loto competenze spendibili anche all’esterno. Perché distruggere tutto questo?

Manca un agente e si chiude tutto. Vogliamo assolutamente credere al nuovo direttore e agli impegni che ha preso: garantire l’apertura delle attività durante l’estate, fare di tutto perché il lavoro continui nel modo in cui è avvenuto finora, con serenità, alta qualità, rispetto delle scadenze previste. Siamo anche certi che appoggerà le richieste.

 

Ornella Favero

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