Osservatorio Parlamentare

 

Interrogazioni al Ministro della Giustizia (Senato della Repubblica)

 

Malabarba – Seduta del 26 gennaio 2005

 

Premesso che:

Gilberto Brega, un detenuto di 53 anni che sta scontando dal 1998 una pena complessiva di tredici anni di carcere, è tra i fondatori dell'associazione culturale "Papillon Rebibbia", nata nel 2001 come sviluppo dell'attività svolta da un gruppo di detenuti nella biblioteca centrale del carcere di Rebibbia fin dal 1996;

dagli ultimi mesi del 2001 il Brega ha subito ben quattro trasferimenti in diversi istituti carcerari. Trasferito in principio al carcere di Porto Azzurro, egli si è adoperato insieme ad altri detenuti, al Direttore dell'epoca e ai Consiglieri regionali di Rifondazione affinché si facesse chiarezza su alcuni gravi episodi di provocazione e minacce contro alcuni detenuti sui quali è intervenuto anche il provveditore De Pascalis, che ha disposto l'allontanamento di chi tra il personale si era reso responsabile delle provocazioni;

in seguito a questa vicenda Gilberto Brega veniva trasferito nel carcere di Alessandria, dove subiva ripetute pressioni da parte degli operatori a causa della sua attività con l'associazione Papillon. Dopo poco il detenuto doveva subire un ennesimo trasferimento al carcere di Novara, proprio alla vigilia di un'ampia e assolutamente pacifica protesta che i detenuti di decine di carceri hanno iniziato lo scorso 18 ottobre;

anche nel carcere di Novara si ripetevano le minacce di assegnarlo al regime del "41 bis" se avesse continuato ad impegnarsi nelle iniziative culturali e "rivendicative" promosse dalla Papillon;

l'ultimo trasferimento ha portato Gilberto Brega nel penitenziario di Udine, sempre più lontano dalle carceri romane presso le quali egli chiede il trasferimento da ormai tre anni per potersi avvicinare ai due figli ed alla madre ottantenne,

si chiede di sapere:

se rientri fra gli intendimenti del Ministro in indirizzo indagare sulle motivazioni che hanno portato ai numerosi trasferimenti di Gilberto Brega;

se risulti quali motivi sottendano al mancato riavvicinamento del detenuto ai propri familiari, possibile attraverso la sua assegnazione presso un istituto di pena di Roma e provincia;

se e quali indagini siano state avviate sulle minacce perpetrate ai danni dei detenuti che si adoperano affinché le Istituzioni competenti rivolgano la loro attenzione alle drammatiche situazioni esistenti nelle carceri italiane.

 

 

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