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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di mercoledì 9 settembre 2026
di Erica Tossani e don Paolo Selmi
scarpdetenis.it, 9 settembre 2026 Le prigioni d’Italia sono invivibili: drammatica e desolante questione umanitaria. Ma non può prevalere lo scoraggiamento. Il grado di civiltà di una comunità si misura da come affronta l’errore. E l’inviolabile dignità di chi lo ha commesso. Tutto chiuso. E dunque tutto sempre più claustrofobico per chi ci vive, carico di tensioni per chi ci lavora, addirittura controproducente per chi, stando “fuori”, si illude che sbattere “dentro” garantisca sicurezza e legalità. Le carceri italiane costituiscono un universo sempre più sovraffollato, rigido, autoreferenziale. In una parola, inumano. Lo documenta il Rapporto Antigone 2026, che l’Osservatorio carcere e territorio della Città di Milano ha presentato a inizio luglio nella sede di Caritas Ambrosiana. L’ha confermato, in quella occasione, persino un magistrato, Marcello Bortolato, presidente del Tribunale di sorveglianza di Milano: dovremmo discutere sulla funzione rieducativa della pena, sancita dall’articolo 27 della Costituzione, e invece ci troviamo ad affrontare una desolante questione umanitaria.
rainews.it, 9 settembre 2026 Sono 65.661 le persone recluse al 31 agosto. Anastasia denuncia una situazione di eccezionale gravità per il sistema penitenziario. Il sistema penitenziario italiano affronta una situazione di eccezionale gravità, con la popolazione detenuta arrivata a 65.661 persone e un tasso di affollamento del 142%. È quanto emerge dai dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria al 31 agosto, richiamati dal Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasia. Il dato segna un netto peggioramento rispetto all’ottobre 2022, quando il tasso di affollamento era del 118%. Dall’inizio del 2026, inoltre, il numero delle persone detenute è aumentato di 2.162 unità, pari a una crescita del 3,3%.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 9 settembre 2026 Vincenzo Rucci ha impiegato quasi dieci anni per ricostruirsi una vita dietro le sbarre. Gliel’ha portata via un prelievo di urine eseguito nel giorno sbagliato. Detenuto in regime di Alta Sicurezza, il circuito riservato ai condannati per reati di criminalità organizzata, oggi nella casa di reclusione di Sulmona e prima in quella di Spoleto, Rucci sconta trentatré anni di carcere. L’articolo 27 della Costituzione, terzo comma, dice che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato. Nel suo caso quel principio si è scontrato con uno svarione dell’amministrazione penitenziaria mai davvero corretto, nonostante due pareri favorevoli degli organi interni allo stesso carcere.
di Giovanni Battista de Blasis
poliziapenitenziaria.it, 9 settembre 2026 E non distingueva tra detenuti e detenenti. Per quasi quarant’anni entrò negli istituti, parlò con i detenuti e ascoltò chi indossava l’uniforme. Di politici nelle carceri ne abbiamo visti tanti. Ministri, sottosegretari, parlamentari, presidenti di commissione. Alcuni sono venuti quando c’era un’emergenza, altri dopo una rivolta, altri ancora quando telecamere e giornalisti rendevano conveniente esserci. Poi i cancelli si sono richiusi e, molto spesso, anche l’interesse per il carcere è rimasto dall’altra parte. Marco Pannella era diverso. Per quanto mi riguarda, è stato probabilmente il solo grande personaggio della politica italiana che abbia dimostrato una vicinanza autentica, continua e profondamente umana al mondo penitenziario nel suo insieme. Non soltanto ai detenuti, come qualche lettura superficiale delle sue battaglie potrebbe far credere, ma anche a coloro che in carcere lavoravano e soffrivano: poliziotti penitenziari, direttori, educatori, cappellani, volontari e tutti gli altri operatori.
GIUSTIZIA
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 9 settembre 2026 Il Ministero della Giustizia ha speso tutte le risorse del Pnrr. Adesso sarà importante vedere se seguiranno i risultati sperati, iniziando da una migliore qualità complessiva delle sentenze. Al Forum Ambrosetti di Cernobbio lo scorso fine settimana, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha tracciato un primo bilancio delle riforme legate al Pnrr: obiettivi raggiunti e risorse spese. Un risultato che il Guardasigilli ha rivendicato con orgoglio davanti alla platea di imprenditori. Nordio ha poi parlato di un dimezzamento dei tempi della giustizia civile e di una riduzione del 31% in ambito penale, con un abbattimento delle pendenze civili superiore al 90% in tre anni: un livello, ha sottolineato, ormai allineato alla media europea.
di Errico Novi
Il Dubbio, 9 settembre 2026 La presidente della commissione Antimafia: saremo imparziali ma rigorosi nel restituire la verità che, in particolare su via D’Amelio, è attesa da più di trent’anni. Non è una legge, certo. È una relazione. È la relazione di una commissione parlamentare a chiusura di un’indagine. Parliamo del lavoro compiuto negli ultimi tre anni e mezzo dalla bicamerale Antimafia sulle stragi del ‘92, e in particolare su via D’Amelio. Si tratta di un’attività sulla quale centrodestra e opposizione si sono scontrati anche con durezza. Soprattutto per il coinvolgimento indiretto, nelle vicende oggetto della ricostruzione storica, di un ex magistrato, Roberto Scarpinato, che è anche componente della commissione stessa.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 9 settembre 2026 Non è un tribunale “parallelo” o una scorciatoia per evitare il processo. E nemmeno una forma mascherata di indulgenza nei confronti di chi ha commesso un reato. La giustizia riparativa prova a introdurre nel sistema penale chi molte volte è rimasto ai margini: la vittima. A Napoli questa nuova filosofia diventa realtà con l’attivazione del “Centro per la Giustizia Riparativa”, uno dei primi istituiti in Italia a seguito della riforma Cartabia. Promosso dal Comune di Napoli, che ha stanziato 224mila euro, il Centro è stato presentato questa settimana a Palazzo San Giacomo alla presenza, tra gli altri, della presidente della Corte d’Appello Maria Rosaria Covelli, del sindaco Gaetano Manfredi, dell’assessora alle Politiche sociali Chiara Marciani e del presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati Carmine Foreste. La struttura è gestita attraverso una collaborazione tra l’Ats Tarita e la Fondazione Don Calabria.
giuricivile.it, 9 settembre 2026 La Corte d’Appello di Roma, con la sentenza n. 3105 del 16 giugno 2026, ha chiarito che la retribuzione del detenuto lavoratore deve essere calcolata assumendo come parametro l’intero trattamento economico previsto dal contratto collettivo. La riduzione ai due terzi consentita dall’art. 22 dell’ordinamento penitenziario non permette al Ministero di escludere singole voci retributive, come la quattordicesima mensilità e i permessi annui retribuiti. La pronuncia affronta anche il tema del TFR corrisposto mensilmente e quello della regolarizzazione contributiva, nei limiti della prescrizione. La vicenda nasceva dal ricorso di un detenuto che aveva lavorato per diversi anni alle dipendenze del Ministero della Giustizia in più istituti penitenziari.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 9 settembre 2026 Gli alcolici non rientrano nel diritto a un’alimentazione sana, malgrado un decreto del Presidente della Repubblica ne ammetta un consumo limitato. Il consumo di bevande alcoliche non rientra nel diritto a un’alimentazione sana, né in un altro diritto soggettivo che si possa far valere davanti al giudice. È solo l’aspirazione a un bene della vita non necessario o indispensabile. Partendo da questo principio la Cassazione ha accolto il ricorso della casa circondariale e del ministero della Giustizia contro il via libera del magistrato di sorveglianza all’acquisto e al consumo di bevande alcoliche - come chiesto da un detenuto - nei limiti consentiti da un decreto del Presidente della Repubblica del 2000.
di Giulio Cavalli
La Notizia, 9 settembre 2026 Cento detenuti al 41 bis a Uta, tredici leggi sarde impugnate, Viterbo svuotata: sull’isola la geografia decide prima del diritto. L’insularità è entrata in Costituzione il 7 novembre 2022, con la legge costituzionale numero 2, per rimuovere gli svantaggi di chi vive circondato dal mare. Meno di quattro anni dopo la stessa condizione geografica è l’argomento con cui il ministero della Giustizia ha portato in Sardegna cento detenuti al 41-bis fra il 5 e il 6 settembre, con 207 agenti, dieci voli militari e due droni, e le statali di Cagliari chiuse. La norma che lo consente è la legge 94 del 2009, quarto governo Berlusconi, che prescrive istituti dedicati “preferibilmente in aree insulari”.
La Stampa, 9 settembre 2026 Sappe, Osapp, Uil e Uspp bocciano la gestione nella Regione ma anche in Liguria e Valle d’Aosta: “Carenza di organico e sovraffollamento record”. Le denunce dei sindacati per carenza di organico e sovraffollamento si avvicendano da tempo. Per Sappe, Osapp, Uil e Uspp la situazione nelle carceri piemontesi è giunta al limite, tanto da spingerli a sfiduciare il Provveditore e chiederne la rimozione. Non solo in Piemonte, ma anche in Liguria e Valle d’Aosta. I sindacati chiedono al capo del Dap di valutare “con la massima urgenza” l’avvicendamento dell’attuale provveditore. “È una valutazione sindacale formale, unitaria e maturata nel tempo - affermano i gruppi sindacali. La contestazione non ha carattere personale”.
di Virginia Serpe
giornalelavoce.it, 9 settembre 2026 La tragedia nella serata di martedì 8 settembre, nel padiglione B. L’Osapp denuncia una carenza di organico del 30%. Nell’istituto risultano oltre 1.500 detenuti a fronte di poco più di 1.100 posti regolamentari. Un altro detenuto morto dentro il carcere Lorusso e Cutugno di Torino. Un altro suicidio che riporta al centro una situazione penitenziaria segnata da sovraffollamento, carenza di personale e fragilità sempre più difficili da gestire. La tragedia è avvenuta nella serata di martedì 8 settembre, intorno alle 22.30. La vittima è un detenuto italiano di 56 anni. Secondo quanto comunicato dall’Osapp, il sindacato autonomo della Polizia penitenziaria, l’uomo si è tolto la vita nella propria cella, nella nona sezione del padiglione B. Quando è stato dato l’allarme, per lui non c’era ormai più nulla da fare.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 9 settembre 2026 I fatti nel 2023, altre aggressioni sono ormai prescritte. L’annus horribilis dell’istituto penitenziario di Ivrea inizia a divenire pubblico su La Stampa nell’estate del 2022. Il detenuto Vincenzo C. 43 anni, ristretto in quel carcere per un cumulo pene affida a sua madre un racconto da consegnare al giornale. Questo: “Dopo essere entrato in carcere avevo tentato il suicidio legando un lenzuolo prima alle sbarre e poi al collo. I primi agenti accorsi mi dissero: “Questo infame non si sa fare la galera”. Mi portarono allora in una stanza tutta a vetri in cui non c’era né un letto né un materasso. Quel giorno entrarono 12 agenti, dieci di loro indossavano i guanti neri, uno per uno. Sono rimasto completamente nudo.
Corriere dell’Umbria, 9 settembre 2026 Un corso di formazione professionale in ambito edile. È quanto si è svolto all’interno del carcere di Maiano di Spoleto e a cui hanno partecipato 10 detenuti del circuito di media sicurezza. Il corso ha avuto come finalità quella di favorire l’acquisizione di competenze professionali spendibili nel mercato del lavoro e creare un ponte concreto tra l’esecuzione della pena e il reinserimento sociale. L’iniziativa si inserisce nel quadro della convenzione triennale sottoscritta tra il Cesf - Scuola Edile di Perugia e la direzione dell’Istituto penitenziario di Spoleto, finalizzata a realizzare percorsi strutturati di orientamento e formazione sul campo per la popolazione detenuta.
di Fulvia Degl’Innocenti
Famiglia Cristiana, 9 settembre 2026 Abbiamo assistito alla performance dei minori detenuti nel carcere milanese resa possibile da Fondazione Catella all’interno del progetto BAM Back to the city - Čajkovskij senza barriere. La società civile incontra i giovani che scontano una pena, sulle note evocative della Bella addormentata nel bosco, simbolo di risveglio e rinascita. Non accade spesso che un comune cittadino possa varcare le porte del carcere, ancora meno se per assistere nel cortile dell’ora d’aria a una performance dei ragazzi detenuti. Un evento quindi davvero eccezionale, soprattutto per la sua portata simbolica che sottende concetti come fiducia e bellezza.
confagricoltura.it, 9 settembre 2026 Meloni e angurie coltivati da giovani detenuti con il supporto tecnico dei Giovani di Confagricoltura. Nasce così l’“Orto Etico”, il progetto di agricoltura sociale promosso da ANGA Rovigo all’interno dell’Istituto Penale per i Minorenni della città, oggi indicato da Confagricoltura come possibile modello da replicare in altri territori. L’iniziativa è stata avviata nella primavera scorsa grazie all’impegno dei soci di ANGA Rovigo, che hanno deciso di mettere a disposizione dei giovani detenuti competenze professionali ed esperienza nel settore agricolo. Fondamentale la collaborazione con la direttrice dell’IPM, Roberta Ghidelli, e con l’Istituto di Istruzione Superiore “Viola Marchesini”, che comprende l’Istituto agrario “Munerati”.
di Camilla Curcio
Il Sole 24 Ore, 9 settembre 2026 La sfilata si terrà il 10 settembre nel cortile della casa di reclusione e si inserisce tra gli eventi collaterali organizzati nella cornice dell’83esima edizione della Mostra internazionale del cinema di Venezia. La libertà, a volte, si nasconde tra le pieghe di un abito. Nel rumore di una macchina da cucire accesa che rinforza lo sbuffo di una manica e l’orlo di un pantalone. O nell’opportunità di mostrare, su una passerella vera, un capo che fino a poco tempo prima era solo cartamodelli e stoffa. Lo sanno bene le detenute della Casa di reclusione femminile della Giudecca (Venezia) che, grazie a Banco Lotto N°10 - il laboratorio professionale di moda etica nato all’interno del carcere e dal 2003 gestito dalla cooperativa sociale Il Cerchio - hanno la possibilità di accumulare competenze, partecipare attivamente al processo produttivo e coltivare un talento da cui ripartire.
cattolicanews.it, 9 settembre 2026 “Non si può ridurre le persone ai loro errori”. “L’uomo non è mai soltanto la sua colpa”. “Abbiamo cambiato il nostro punto di vista”. “Le lezioni di piano consentono di cambiare il tempo della pena”. Parole piene. Di vita, di speranza, di trasformazione. Parole sgorgate da incontri tra esseri umani che prima di giudicarsi si guardano e si ascoltano. Sono nati con queste premesse i tre cortometraggi presentati durante l’evento “Corti in carcere, e fuori dal carcere” promosso da Almed in collaborazione con la Fondazione Ente dello spettacolo lunedì 7 settembre presso l’Italian Pavillon dell’83° Mostra internazionale del cinema di Venezia.
AFFARI SOCIALI
di Daniela Piana
Il Dubbio, 9 settembre 2026 Chi controlla le “Stranger Things” del web? Il mondo del “sottosopra” nessuno lo ha mai visto se non nella serie di Netflix, ma il web può diventare, se privo di regole che assicurino l’inderogabilità dei diritti fondamentali, uno spazio dove stranger things prendono forma. I nostri giovani sviluppano presto la proficiency digitale di tipo tecnico: il loro occhio coglie nuances che forse sfuggono ai più. Questa proficiency necessita di essere accompagnata da una progressiva consapevolezza di carattere sociale etico giuridico e soprattutto necessita di essere tutelata e regolata attraverso la costante presenza rispettosa e attenta di istituzioni fonti di criteri normativi perché possano i loro “occhi” interiori distinguere il momento in cui vi è un ribaltamento dei piani e cominciano ad accadere stranger things.
di Andrea Carugati
Il Manifesto, 9 settembre 2026 Riparte oggi la discussione in commissione alla Camera sul ddl antisemitismo, approvato a marzo dal Senato. Fuori da Montecitorio alle 13, e in altre 40 piazze in tutta Italia (da Torino fino a Palermo), ci saranno manifestazioni promosse da oltre 250 associazioni, comitati, sigle di docenti e studenti, anche da alcune realtà ebraiche come il Laboratorio ebraico Antirazzista. Ci saranno Amnesty, la Cgil, l’Arci, l’Anpi, la Fnsi. “Una vera e propria “norma-bavaglio” che equipara ad antisemitismo le critiche verso le politiche del governo di Israele, reprimendo così ulteriormente il diritto al dissenso, la libertà d’espressione e d’informazione. E cioè tutti coloro che denunciano pubblicamente le politiche coloniali, le violazioni dei diritti umani, il genocidio (riconosciuto anche dall’Onu un anno fa), la pulizia etnica e l’apartheid praticati dallo Stato di Israele nei confronti del popolo palestinese”, spiegano i promotori.
di Alessandra Algostino
Il Manifesto, 9 settembre 2026 Nessuna discontinuità rispetto al razzismo sottostante la demolizione del diritto di asilo, i provvedimenti disumani nei confronti di chi salva persona in mare, ma una distorsione dell’antisemitismo per perseguire il fil noir del governo Meloni, la repressione del dissenso. Mentre la legge elettorale ondeggia al ritmo dei sondaggi, con l’unico fine di tentare di mantenere il potere e realizzare surrettiziamente il premierato, la camera da oggi vota sul disegno di legge in tema di contrasto all’antisemitismo già approvato al Senato. È questa legge un’anomalia nel governo che si distingue per numerosità e intensità dei provvedimenti razzisti e repressivi? Assolutamente no. Nessuna discontinuità rispetto al razzismo sottostante la demolizione del diritto di asilo, i provvedimenti disumani nei confronti di chi salva persona in mare, la necropolitica dei confini, ma una distorsione dell’antisemitismo per perseguire il fil noir del governo Meloni, la repressione del dissenso.
di Maurizio Ambrosini
Avvenire, 9 settembre 2026 Inseguire l’estrema destra sul suo terreno significa rafforzarne le posizioni e preparare nuove sconfitte. La risposta passa dalla protezione sociale, dal rilancio del progetto europeo e da una politica che riconosca il lavoro degli immigrati come risorsa, senza rinunciare ad asilo e diritti umani. Il risultato choc delle elezioni in Sassonia-Anhalt drammatizza la centralità delle questioni legate all’immigrazione nell’agenda politica dell’Europa contemporanea. Alla vittoria dell’Afd va aggiunta la popolarità raggiunta nei sondaggi da Nigel Farrage nel Regno Unito e da Marine Le Pen in Francia, malgrado i guai giudiziari di entrambi. In Spagna avanza Vox e, in alleanza con un Partito Popolare radicalizzato, si prepara a detronizzare Pedro Sanchez. Nell’avanzata delle formazioni della destra radicale si può leggere in controluce l’erompere di un sentimento di rifiuto dell’ordine esistente, delle istituzioni consolidate e delle élite politico-economiche, che trova il suo punto di coagulo nella chiusura verso tutto ciò che richiama l’immigrazione e la diversità culturale.
di Filippo Miraglia
Il Manifesto, 9 settembre 2026 Se è vero che la sinistra ha abbandonato da tempo la sua base sociale - lavoratori, disoccupati, abitanti delle periferie - resta sbagliato sia considerare questa base ormai tutta razzista sia bollare come snob e elitario chi si rifiuta di blandirla con discorsi xenofobi. L’apoteosi dell’errore risale ai tempi della dottrina Minniti: una versione politicamente meno scorretta del razzismo. C’è poi la tesi della sociologia democratica: non si possono lasciare le persone sole con le loro paure. Lascereste un bambino che ha paura del buio privo di una luce? Il popolo, come un bambino, va rassicurato, dando risposte rassicuranti appunto. Rappresentazioni, tutte, che hanno conseguenze concrete, ad esempio il Memorandum con la Libia del 2017 e l’invenzione della cosiddetta guardia costiera libica, con tutto il suo carico di morte e violenza.
DOCUMENTI
Articolo. "Una rosa ed un sofà nel carcere di Reggio Emilia", di Cesare Burdese
Articolo. "Riforma della giustizia e situazione delle carceri", di Lucio Motta
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 9 settembre 2026)
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 13 settembre 2026
Convegno. "Il carcere nelle arti e nella letteratura" (Roma, 18 settembre 2026)
Incontro-dibattito. "Liberi di ricominciare. La Giustizia Riparativa" (Padova, 18 settembre 2026)
Convegno. "Carcere e dignità: la parola alla Corte Costituzionale" (Udine, 18 settembre 2026)
CORSI DI STUDIO
CONCORSI E PREMI