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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di martedì 15 settembre 2026
osservatoriorepressione.info, 15 settembre 2026 Raddoppiano i detenuti tra i 18 e i 20 anni e aumentano gli ingressi negli istituti minorili. Dietro i numeri c’è la svolta politica che ha rimesso il carcere al centro: più custodia cautelare, meno educazione e una marginalità sociale sempre più trattata come problema di ordine pubblico. Per oltre quindici anni la presenza dei più giovani nelle carceri italiane era costantemente diminuita. Poi qualcosa è cambiato. Tra il 2022 e il 2025 i giovani adulti detenuti sono aumentati di circa il 28%, molto più della popolazione carceraria complessiva, cresciuta nello stesso periodo di circa il 17%. Ma è soprattutto ciò che accade nella fascia tra i 18 e i 20 anni a mostrare la profondità dell’inversione: erano 523 nel 2021, sono diventati 1.021 nel 2025. In quattro anni sono praticamente raddoppiati.
di Dario Sorbo*
Ristretti Orizzonti, 15 settembre 2026 Ho visto un istituto penitenziario da dentro, durante la Clinica Legale. Non l’ho più dimenticato. E quando ho letto la sentenza di cui vi parlo, ho capito che quello che avevo visto aveva un nome, un articolo di legge, e una condanna. Cominciamo dai fatti, che sono quelli che contano, non le mie opinioni. Bari, carcere. Un uomo malato - depressione grave, disturbo della personalità - tenta di uccidersi. Non una volta: quattro. Il 18 settembre 2019 un magistrato di sorveglianza, che il suo lavoro lo fa bene, ordina che quell’uomo venga osservato da uno psichiatra. Semplice, no? Un ordine, una firma, un timbro. Ebbene: passano nove mesi prima che qualcuno esegua l’ordine. Nove mesi in cui l’uomo resta dove si è già tentato di ammazzare quattro volte. E quando finalmente si tratta di decidere se scarcerarlo, la burocrazia ci mette sedici mesi a rispondere. Sedici mesi per dire sì o no a una domanda che, per chi la pone, è questione di vita.
di Simona Musco
Il Dubbio, 15 settembre 2026 Tre disegni di legge diversi, una direzione politica comune: rafforzare la tutela di chi si difende da un’aggressione e ridurre il rischio che sia l’aggredito a finire sotto accusa o a pagare le conseguenze della propria reazione. È questo il filo che lega le tre proposte incardinate presso la Commissione Giustizia al Senato, presieduta da Giulia Bongiorno, che ne è anche la relatrice. Il calendario della discussione verrà stabilito durante la seduta di oggi. I testi non sono sovrapponibili e intervengono su ambiti differenti. Ma a unirli è una precisa impostazione: il cittadino che reagisce a una violenza non deve essere lasciato solo.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 15 settembre 2026 “Combatto da anni una battaglia difficilissima: cancellare le notizie relative al procedimento penale nei miei confronti da cui sono stato assolto”, afferma al Riformista Orazio Elia, ex sindacalista della Uil, coinvolto nel 2017 nella maxi inchiesta della Dda del capoluogo lombardo, allora diretta da Ilda Boccassini, sulle infiltrazioni mafiose nei servizi di vigilanza al Palazzo di giustizia di Milano. “A distanza di quasi dieci anni, il mio nome è ancora associato a quello del clan Laudani di Catania”, aggiunge Elia. “Per fortuna i miei amici sanno chi sono. Il problema si pone però con chi non mi conosce e legge le notizie su di me in Rete”, puntualizza l’ex sindacalista.
di Antonino De Masi*
Avvenire, 15 settembre 2026 Quanto vale la libertà? La morte di Denise mi ha costretto a fermarmi. Non voglio aggiungere parole di circostanza alle tante che in questi giorni sono state pronunciate e non voglio commemorare. Vorrei, piuttosto, provare a comprendere e, soprattutto, rivolgere alcune domande a noi cittadini, alla società nella quale viviamo e alle istituzioni che rappresentano la nostra Repubblica. Per farlo bisogna tornare indietro, bisogna tornare a Lea Garofalo. Lea era una giovane donna calabrese. Viveva dentro un mondo nel quale il potere criminale poteva offrire denaro, disponibilità economica, relazioni, protezione, quella forma falsa e malata di rispetto che nasce dalla paura.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 15 settembre 2026 Il legale - che con la collega Debora Piazza difende Fares Bouzidi, l’amico della vittima alla guida dello scooter - risponde alle domande del manifesto dopo la pubblicazione del video che smentisce la versione dei militari. “La responsabilità della morte di Elgaml è dei carabinieri, in udienza chiederemo di scagionare il nostro assistito”. Nella vicenda giudiziaria che nasce dalla morte di Ramy Elgaml, il 24 novembre 2024 nel quartiere Corvetto di Milano, gli avvocati Marco Romagnoli e Debora Piazza difendono Fares Bouzidi. L’amico che guidava lo scooter e che dopo una condanna per resistenza ne rischia un’altra per concorso in omicidio stradale.
GIURISPRUDENZA
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 15 settembre 2026 Strasburgo ha condannato l’Italia per aver tenuto rinchiuso in un centro nato per adulti un ragazzo ivoriano di 15 anni, arrivato da solo, senza che un atto scritto spiegasse perché non potesse uscire. La sentenza riguarda i due mesi e mezzo passati nel Cara di Restinco, alle porte di Brindisi, tra il 6 ottobre e il 22 dicembre 2023. Il Cara è il centro di accoglienza per richiedenti asilo. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha accertato la violazione dell’articolo 5 della Convenzione europea, quello che protegge la libertà personale: nessuno può essere trattenuto senza una legge che lo preveda, chi viene privato della libertà ha diritto di sapere il perché e ha diritto a un giudice che controlli. Tre garanzie, tutte saltate. Allo Stato il conto: 4mila euro di danno non patrimoniale.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 15 settembre 2026 La Cassazione, ordinanza n. 25248/2026, esclude la tutela per un cittadino marocchino da trent’anni in Italia ma con plurime condanne: decisivi integrazione sociale e familiare e profilo di pericolosità. In assenza di un effettivo radicamento sul territorio italiano, non può essere concessa all’immigrato irregolare la “protezione speciale”, il cui presupposto centrale è l’inserimento del richiedente nel tessuto familiare, sociale e lavorativo del Paese. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 25248/2026, rigettando il ricorso di un cittadino marocchino che aveva soggiornato per trent’anni in Italia, scontando però 5 anni di carcere per diversi reati, alcuni anche gravi.
di Luca Fiorucci
La Nazione, 15 settembre 2026 Aumentano i reati nelle carceri umbre. In particolare le aggressioni. E poi i tentativi di suicidio. È il quadro che è emerso dall’incontro tra il procuratore generale di Perugia, Sergio Sottani, e il nuovo garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, Andrea Pensi. In questo contesto, il procuratore generale ha ribadito la forte preoccupazione, già manifestata più volte in passato, per il fenomeno, praticamente cronico, del sovraffollamento degli istituti penitenziari, per le condizioni di vita dei detenuti e per le difficoltà operative affrontate dal personale della polizia penitenziaria e dagli operatori dell’area trattamentale.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 15 settembre 2026 Trasferita all’Icam di Torino dove potrà scontare la pena in un ambiente protetto. È stata trasferita all’Icam di Torino la diciannovenne incinta al settimo mese che stava scontando la sua pena nel carcere di Sollicciano. La giovane donna rumena era stata trovata in zona Versilia insieme al compagno e al cognato che stavano rubando un’automobile. I due uomini sono stati trasferiti in cella a Massa, lei a Firenze, dove nella sezione femminile ci sono spazi più dignitosi per una donna incinta. Condizioni strutturali che però mal si conciliavano con lo stato di gravidanza della ragazza, tanto che da più parti era stato fatto appello per la scarcerazione e il trasferimento in uno spazio più adeguato.
di Ersilia Gillio
Corriere del Mezzogiorno, 15 settembre 2026 Visita nell’istituto penitenziario in occasione della festa di San Matteo. La donna vorrebbe operarsi ma c’è incertezza sulle procedure. La casa circondariale di Salerno in piena emergenza. Tra le detenute perfino una donna di 253 chili e disabile che non dovrebbe essere in carcere. La situazione è emersa nel corso di una visita del garante campano delle persone private della libertà, Samuele Ciambriello, invitato a partecipare alla messa in onore di San Matteo, patrono del capoluogo, presieduta dall’arcivescovo di Salerno, Andrea Bellandi. Al termine della celebrazione, gli ospiti hanno visitato alcune sezioni del carcere, tra cui quella di alta sicurezza, dove sono presenti 47 detenuti.
Il Mattino, 15 settembre 2026 La visita dei consiglieri comunali di Forza Italia al carcere di Poggioreale. Ieri mattina i consiglieri comunali di Forza Italia al Comune di Napoli Salvatore Guangi, capogruppo, Iris Savastano e Gennaro Demetrio Paipais, hanno effettuato una visita al carcere di Poggioreale per incontrare i detenuti e toccare con mano lo stato di salute della struttura e dell’organizzazione carceraria. Dopo la richiesta inviata alla direttrice, la dottoressa Russo, i consiglieri hanno visitato diversi reparti, i laboratori interni e hanno incontrato anche alcuni detenuti. “Abbiamo voluto conoscere da vicino una realtà complessa che oggi ospita circa 2.300 detenuti a fronte di una capienza di circa 1.900 posti. Il sovraffollamento resta quindi una criticità evidente, aggravata dalla presenza di reparti ancora non disponibili.
di Claudio Coli
Corriere di Siena, 15 settembre 2026 Il sopralluogo a Santo Spirito di Federico Eligi, vice presidente della commissione sanità del Consiglio regionale toscano. “Struttura viva e ben tenuta, ma la pressione dei numeri rischia di farla scoppiare”. Sovraffollamento e carenza di unità di polizia penitenziaria. Sono i problemi riscontrati alla casa circondariale di Siena da Federico Eligi, vice presidente della commissione sanità del Consiglio regionale della Toscana. Eligi ha visitato ieri pomeriggio la struttura a conclusione di un lungo percorso di sopralluoghi presso le carceri toscane, culminato nelle scorse settimane con l’invio di esposti urgenti alle Ausl Toscane sulle condizioni igienico-sanitario e strutturali riscontrate nelle varie strutture.
di Maria Vittoria Gaviano
La Nazione, 15 settembre 2026 Il vicepresidente della Commissione sanità della Regione Eligi ha visitato l’istituto “Una carenza importante, che deve essere sanata. Ed è anche sovraffollato”. “Non c’è il garante comunale dei detenuti. Scriverò una lettera al sindaco di Grosseto affinché ponga soluzione a questa mancanza e farò pressione. Sentirò anche l’assessore regionale Marras”. Al momento dell’uscita dalla casa circondariale grossetana di via Saffi, dopo la visita di ieri mattina, il vicepresidente della Commissione Sanità del consiglio regionale della Toscana, Federico Eligi, non aveva l’estrema certezza della mancanza del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale nell’istituto grossetano, ma ne ha ricevuto conferma dopo pochissimo dal Garante regionale Giuseppe Fanfani a Eligi, contattato telefonicamente.
di Enrico Scoccimarro
La Sentinella del Canavese, 15 settembre 2026 Siglata ieri mattina a Palazzo Civico la Dichiarazione di intenti relativa ai “Nuovi cantieri di volontariato - Anno 2026”. Per il terzo anno consecutivo, Presidenza del Consiglio comunale, Ufficio della Garante dei diritti delle persone private della libertà personale e Lions Clubs International Association - Distretto 108IA1 collaboreranno nel quadro di un programma di iniziative a sostegno delle persone detenute nelle carceri torinesi, in specifico nella sezione femminile della Casa circondariale “Lorusso e Cutugno” e nell’Istituto penale per i minori “Ferrante Aporti”.
di Dalila d’Amico e Luciana Mari*
consulentidellavoro.mi.it, 15 settembre 2026 Il carcere, visto da fuori, sembra spesso una parola che semplifica: pena, sicurezza, colpa, espiazione. Visto da dentro, invece, è un universo molto più complesso. È fatto di tempi lenti, di relazioni fragili, di attese che possono consumare oppure trasformare. E soprattutto è abitato da persone che, nella grande maggioranza dei casi, un giorno torneranno a vivere nella comunità. La domanda allora non è soltanto come scontano una pena, ma in quale condizione torneranno fuori. C’è un rumore che chi non ha mai attraversato il cancello di un istituto penitenziario difficilmente può immaginare. Non è soltanto quello delle chiavi o delle porte che si chiudono. È il rumore del tempo: un tempo sospeso, immobile, distante dalla vita che continua all’esterno. Eppure, dietro quelle mura, la vita non si ferma.
AFFARI SOCIALI
di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 15 settembre 2026 Comanderà la politica o l’Intelligenza artificiale. Siamo a un punto di svolta. Serve un movimento mondiale di denuncia. Nello stesso giorno in cui la Apple annunciava il suo rivoluzionario iPhone Duo, il presidente degli Stati Uniti comunicava che se gli americani voteranno repubblicano lui elargirà a ogni cittadino cinquemila dollari. Eccolo, il nostro tempo. Sospeso tra la velocità inarrivabile dell’evoluzione tecnologica e regressione costante del discorso pubblico a tempi che speravamo infinitamente lontani. È un punto di osservazione che forse consente una lettura più lucida di questo grande, inquietante, caos. La forbice si va allargando sempre di più. Più la tecnologia diventa invadente, più sostituisce mansioni e capacità delle persone, più assume il controllo della comunicazione collettiva e personale, più sembra in grado di superare, con l’intelligenza artificiale, i limiti del pensiero umano e più la politica si fa infantile, misera, grottesca, arcaica, bonsai.
di Gianrico Carofiglio
La Stampa, 15 settembre 2026 Conserviamo una riserva umana e la sovranità di commettere errori. Nel 1998 l’Accademia navale di Annapolis eliminò dai suoi corsi la navigazione astronomica, cioè la tecnica di determinare la posizione e la rotta di una nave usando stelle e pianeti come punti di riferimento. Era una materia divenuta inutile per via dei sistemi di posizionamento satellitare. Nell’estate del 2015 l’Accademia ha reintrodotto quell’insegnamento. Qualcuno si era accorto che il segnale satellitare può essere disturbato, falsificato, spento, e che una flotta priva di alternative sarebbe stata una flotta cieca. Uno degli ufficiali che hanno seguito la riforma l’ha spiegata così: i computer sono ottimi, il problema è che non c’è nessuna riserva. Tengo a mente questa storia mentre leggo quello che dicono, sull’intelligenza artificiale, alcuni di coloro che la costruiscono.
di Mao Valpiana
Il Manifesto, 15 settembre 2026 Ha raggiunto le firme necessarie la campagna promossa da tre reti della società civile. Ora la proposta di iniziativa popolare è in senato. E nel dibattito elettorale. Entra in parlamento dalla porta principale: il disegno di legge sulla difesa civile non armata e nonviolenta ha ampiamente superato il quorum delle 50mila firme, nonostante il silenzio dei grandi media che l’ha circondata. È un sussulto nella palude della politica italiana. Mentre la partitocrazia discute di riforma elettorale e campi larghi o stretti, in sei mesi sui social e con il passa parola dal basso si è fatta strada la campagna “Un’altra difesa è possibile”, promossa da tre reti della società civile (Conferenza nazionale degli enti di servizio civile, Sbilanciamoci! e Rete italiana pace e disarmo).
di Marco Impagliazzo
Avvenire, 15 settembre 2026 La modernità vive di paure per timore di perdere il proprio status. Lo spaesamento indotto dalla globalizzazione ha provocato processi di radicalizzazione e ha esaltato il contrasto con “l’altro” per evitare le risposte complesse di cui oggi c’è bisogno. Ferruccio de Bortoli ragionava a fine agosto sul Corriere della Sera intorno al dibattito aperto dal libro di Gad Saad, psicologo e studioso di marketing libanese-canadese, intitolato “L’empatia suicida, morire per essere gentili”, di prossima pubblicazione anche in Italia. Per l’autore l’Occidente sta morendo di empatia: saremmo troppo buoni, troppo disponibili nei confronti dei più deboli, in particolare dei migranti, in specie quelli provenienti da un contesto islamico.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 15 settembre 2026 Ogni tanto sono d’accordo con Lucio Caracciolo, per esempio quando dice che la risposta statunitense all’11 settembre 2001 si ispirò alla vendetta, come quella israeliana al 7 ottobre 2023. Del resto non fa che constatare la consumazione dell’errore dal quale Joe Biden aveva messo in guardia il governo israeliano, di ripetere gli errori della risposta americana all’11 settembre. “Non lasciate che la vostra rabbia vi consumi… anche la perdita di vite palestinesi conta”. Quell’avvertimento era pronunciato il 17 ottobre, appena dieci giorni dopo, i primi spiccioli. Terrore, terrorismo, sono diventate parole buone a tutto, e anche la vendetta. Ma una delle accezioni della vendetta, la più pregnante, riguarda la scelta di chi non ha altre risorse e non vede nel proprio orizzonte una prospettiva di giustizia.
di Davide Varì
Il Dubbio, 15 settembre 2026 Il ddl richiama la definizione Ihra ma ribadisce la libertà di critica. Condannare il governo israeliano non giustifica l’odio antiebraico. Possiamo denunciare le atrocità del governo israeliano, composto da un manipolo di criminali, e nello stesso tempo condannare le sbandate antisemite che ormai invadono il dibattito pubblico e la “grande cloaca social”? Ebbene sì, si può. Le due cose possono tranquillamente stare insieme: è “concesso” scagliarsi contro le atrocità della banda di Netanyahu e insieme vigilare su una deriva antisemita che è sotto gli occhi di tutti. Del resto, è ampiamente documentato che gli episodi di intolleranza e violenza contro gli ebrei sono esplosi in tutto il mondo.
DOCUMENTI
Articolo. "Dal Covid ad oggi, cos’è cambiato nelle carceri in Italia", di Garante detenuti del Lazio
Articolo. "La nuova presunzione di imputabilità del minore", di Rocco Miazzi
Articolo. "Violenza, diritto penale, costituzionalismo personalista", di Roberto Bartoli
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 9 settembre 2026)
APPUNTAMENTI
Convegno. "Il carcere nelle arti e nella letteratura" (Roma, 18 settembre 2026)
Incontro-dibattito. "Liberi di ricominciare. La Giustizia Riparativa" (Padova, 18 settembre 2026)
Convegno. "Carcere e dignità: la parola alla Corte Costituzionale" (Udine, 18 settembre 2026)
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