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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di lunedì 14 settembre 2026

di Sara Occhipinti*

altalex.com, 14 settembre 2026 Il provvedimento consentirà più opportunità di lavoro per i detenuti e favorirà i progetti a valore sociale in collaborazione tra amministrazione penitenziaria e enti privati. In arrivo una riforma del regolamento penitenziario che consentirà più opportunità di lavoro per i detenuti, e favorirà i progetti a valore sociale in collaborazione tra amministrazione penitenziaria ed enti privati. Il 2 settembre scorso è stato pubblicato il parere interlocutorio del Consiglio di Stato (n. 01616/2026) sulla bozza del decreto elaborato dal Ministero della Giustizia. Il 28 agosto scorso, nell’adunanza della Sezione consultiva per gli Atti normativi, il Consiglio di Stato ha esaminato la bozza di decreto messo a punto dal Ministero della Giustizia per riformare l’attuale regolamento penitenziario (D.P.R. n. 230/2000) e migliorare la formazione professionale e la collaborazione con soggetti privati per lo svolgimento delle attività lavorative dei detenuti.

 

di Maria Di Poppa

giornalelavoce.it, 14 settembre 2026 In Italia sono 65.661 per 51.220 posti regolamentari. A Torino 1.559 persone sono recluse in un istituto da 1.119 posti. Il punto, secondo l’Osapp, non sono gli 88 detenuti sottoposti al 41-bis trasferiti in Sardegna. E neppure la necessità di mantenere un regime speciale per impedire ai vertici delle organizzazioni criminali di continuare a impartire ordini dall’interno delle celle. Il problema è ciò che quel trasferimento, secondo il sindacato autonomo della Polizia penitenziaria, finisce per raccontare dell’intero sistema carcerario italiano: strutture sempre più piene, personale insufficiente, detenuti con bisogni profondamente diversi concentrati negli stessi circuiti e un’emergenza che rischia di trasformarsi lentamente nella normalità.

 

www.agenzianova.com, 14 settembre 2026 Nel Comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati del 12 settembre 2026, Magistratura indipendente ha votato contro la mozione di adesione al cosiddetto “indulto differito” o “indulto responsabile”. La gravissima situazione delle carceri italiane - riferisce una nota di Magistratura indipendente - impone risposte urgenti e coraggiose. Su questo non vi è alcuna divergenza. Proprio per la serietà dell’emergenza, tuttavia, riteniamo che le soluzioni proposte debbano essere chiare, realistiche e concretamente praticabili. L’indulto differito, per come è stato prospettato, appare invece caratterizzato da forti elementi di indeterminatezza e finisce per scaricare sulle strutture della giustizia compiti ulteriori che oggi non sono in grado di sostenere. Uffici di Sorveglianza e Uffici di esecuzione penale esterna (Uepe) operano già in condizioni di estrema sofferenza; attribuire loro nuove funzioni di controllo, valutazione e accompagnamento senza adeguate risorse significa ignorare la realtà del sistema.

 

di Alessandra Ghisleri

La Stampa, 14 settembre 2026 Tre italiani su quattro seguono regolarmente i casi più efferati. Non una nicchia, ma un fenomeno di massa. C’è un rito collettivo che gli italiani celebrano ogni giorno, tra un telegiornale e l’altro, tra uno spuntino e un aperitivo, tra un talk show e il suo approfondimento serale quello di seguire, quasi con devozione, i casi di cronaca nera. Secondo i dati di Only Numbers tre quarti degli italiani seguono programmi, podcast o contenuti dedicati alla cronaca nera, agli omicidi, ai femminicidi e lo fanno con una certa regolarità (74,3%). Una cifra che, insieme alla somma degli ascolti, basta a fotografare un fenomeno di massa. Non si tratta più di una nicchia per appassionati del giallo, ma di un vero e proprio fenomeno di massa, che attraversa fasce d’età, estrazioni sociali e sensibilità politiche diverse. Un rito che riguarda ormai ogni piattaforma, dai canali tradizionali ai podcast.

 

di Gian Domenico Caiazza

Il Foglio, 14 settembre 2026 Le virulente polemiche sorte intorno all’episodio della 13enne aggredita sessualmente dal commesso bengalese, e soprattutto le modalità di diffusione mediatica della notizia, costituiscono il segno più lampante dei danni catastrofici causati da norme penali segnate dalla insana pretesa di assolvere (anche) finalità ideologiche e di “messaggio” politico-culturale. La riforma del reato di violenza sessuale del 1996 rappresentò per molti versi una svolta storica nel progresso civile del nostro paese, soprattutto per aver finalmente collocato quel genere di reati nel capo dei delitti contro la persona e non più dei delitti contro la morale pubblica. 

 

di Giulia Prosperetti

La Nazione, 14 settembre 2026 Invisibili fino alla legge del 2018, in troppi erano costretti a lasciare gli studi. Ma la strada è ancora in salita: erogato solo il 3,7% dei 61,9 milioni stanziati. Relegati ai margini della cronaca, invisibili anche agli occhi della legge, almeno fino al 2018, gli ‘orfani speciali’, per usare la definizione dalla psicologa e ricercatrice Anna Costanza Baldry, riconquistano a piccoli passi il proprio diritto al futuro. Quelle dei figli delle vittime di femminicidio - bambini o ragazzi che hanno vissuto un trauma simultaneo e devastante: la perdita della madre e del padre (perché suicida, latitante o detenuto) - sono, troppo spesso, storie di sogni spezzati e progetti infranti.

 

di Vincenzo Musacchio

huffingtonpost.it, 14 settembre 2026 Serve soprattutto allo Stato. Senza cittadini e associati che denunciano, le mafie diventano sempre più forti e invisibili. L’importanza dei collaboratori e dei testimoni di giustizia nel contrasto alle nuove mafie è diventata improrogabile. Senza il loro coraggio, molte indagini non si avvierebbero, molte reti criminali resterebbero fuori dai radar giudiziari e interi territori continuerebbero a vivere sotto ricatto. Il sistema di protezione italiano, tuttavia, presenta criticità strutturali evidenti che, a mio avviso, rendono necessarie riforme urgenti e pienamente operative. I testimoni di giustizia - persone estranee alle mafie - e i collaboratori di giustizia - interni alle organizzazioni mafiose - che denunciano reati e segreti, costituiscono una delle poche crepe nel muro dell’omertà che protegge e fortifica i clan.

 

perugiatoday.it, 14 settembre 2026 Detenuto di Spoleto condannato a 3.000 euro di multa: la carenza di linee è una scelta organizzativa dell’istituto, non una violazione azionabile in tribunale. Le linee telefoniche messe a disposizione dei detenuti nella Casa di reclusione di Spoleto saranno anche insufficienti, ma per la Cassazione non è una questione che riguarda i diritti soggettivi del detenuto, bensì una semplice modalità organizzativa rimessa all’amministrazione penitenziaria. Il percorso era iniziato con un’istanza presentata da un detenuto al magistrato di Sorveglianza di Spoleto, che aveva dichiarato “non luogo a provvedere”. Il detenuto aveva, quindi, proposto reclamo al Tribunale di Sorveglianza di Perugia, che lo aveva dichiarato inammissibile. Da qui il ricorso in Cassazione.

 

di Teresa Olivieri

Italia Oggi, 14 settembre 2026 La Regione Liguria compie un passo in avanti nel campo delle politiche sociali e di giustizia, approvando due nuovi avvisi pubblici strategici: AMA DE e AMA ES. Finanziati con le risorse dell’Unione Europea nell’ambito del Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027, i progetti puntano a consolidare un modello integrato di Welfare di Giustizia basato sulla collaborazione istituzionale, la prossimità dei servizi e l’alleanza con il Terzo Settore. L’iniziativa prende forma attraverso un lavoro sinergico e capillare che vede la Regione operare in stretto raccordo con l’Amministrazione della Giustizia, i Provveditorati Regionali dell’Amministrazione Penitenziaria (PRAP), gli Uffici di Esecuzione Penale Esterna (UIEPE e UDEPE), i Centri per la Giustizia Minorile (CGM), gli enti locali e il sistema sociosanitario ligure (ATS Liguria).

 

nove.firenze.it, 14 settembre 2026 Il fantasma degli Icam. L’esempio di Casa Ginestra. Il caso della diciannovenne incinta, reclusa da sette mesi tra le mura di Sollicciano in attesa di un parto che avverrà sotto scorta, non è solo un trafiletto di cronaca: è l’urlo di un sistema che ha smesso di interrogarsi sul proprio senso. Siamo di fronte a un corto circuito burocratico dove la distanza tra i codici e la realtà brutale delle celle si fa abisso. Quando il diritto alla dignità naufraga nel degrado, la funzione rieducativa della pena si svuota per diventare pura inerzia colpevole. Può un’istituzione definirsi “giustizia” se la sua unica risposta alla fragilità è il contenimento in spazi che la stessa magistratura ha definito invivibili?

di Arcangelo De Luca

agoranotizia.it, 14 settembre 2026 Il termometro della crisi penitenziaria italiana segna temperature da codice rosso e la Puglia, in questo caso Lecce, si conferma una delle aree più incandescenti: una delegazione dell’associazione “Nessuno tocchi Caino”, guidata dal segretario Sergio D’Elia e dal tesoriere Elisabetta Zamparutti, lo scorso 11 settembre è tornata a varcare la soglia del carcere “Borgo San Nicola” di Lecce a distanza di un anno dall’ultima ispezione. L’obiettivo: verificare da vicino una realtà che i numeri ufficiali faticano ormai a contenere e che si colloca ben oltre i già drammatici livelli della media nazionale. I numeri del collasso. Se in Italia il tasso medio di sovraffollamento sfiora il 139 per cento, con quasi 65mila detenuti stipati in poco più di 46mila posti reali netti, Lecce assume le caratteristiche di una vera e propria polveriera: l’indice ha raggiunto il 183 per cento.

 

napolitoday.it, 14 settembre 2026 I radicali segnalano le criticità del carcere: “Nuova direzione fa passi avanti, ma è assurdo il sovraffollamento di 2.300 persone”. “Nel carcere di Napoli Poggioreale abbiamo riscontrato lo sforzo della nuova direzione per porre argine a gravi criticità igienico-sanitarie, anche attraverso diversi lavori in corso. Ma la situazione resta drammatica, a partire da un assurdo sovraffollamento: nell’istituto sono recluse circa 2.300 persone”. Lo dichiarano Filippo Blengino, segretario di Radicali Italiani, e Bruno Gambardella, presidente del Comitato nazionale, al termine della visita di questa mattina al carcere di Poggioreale. “Nella sezione Salerno alcuni detenuti, durante la notte, arrivano a sistemare le plance dei tavoli contro le sbarre delle celle nel tentativo di impedire l’ingresso dei ratti. Un’immagine che racconta da sola condizioni che non possono essere considerate compatibili con la dignità umana”.

 

luceraweb.eu, 14 settembre 2026 La situazione delle carceri della provincia di Foggia non è affatto buono. Sono concordi due esiti di altrettante visite ispettive avvenute nei giorni scorsi da parte della Camera penale dei Capitanata e dell’Associazione “Nessuno tocchi Caino”, i cui rappresentanti si sono recati soprattutto nella struttura del capoluogo, ma anche in quelle di Lucera e San Severo. 

 

giornalenews.it, 14 settembre 2026 “Sono profondamente preoccupato per ciò che sta accadendo negli istituti penitenziari della provincia di Caserta. La tutela della salute delle persone private della libertà personale non può essere affidata all’emergenza quotidiana né alla buona volontà dei singoli operatori”. A parlare è Don Salvatore Saggiomo, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Provincia di Caserta, che richiama l’attenzione sulle criticità della sanità penitenziaria emerse negli istituti del territorio. “Nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, le infermerie dei reparti detentivi sono fuori uso dal 15 luglio 2025 per lavori di ristrutturazione. I lavori risultano conclusi, ma le infermerie non sono ancora tornate operative e le attività continuano a gravare sull’infermeria centrale. Una situazione che necessita di una risposta organizzativa chiara e tempestiva”.

 

di Patrizio Gabetti

laprimalinea.it, 14 settembre 2026 Dopo i disordini avvenuti tra il 27 e il 28 agosto nel carcere di Brissogne, le diverse segnalazioni di disagi e carenze da parte di sindacati di categoria e operatori esterni, il Movimento politico progressista Potere al Popolo-PaP Valle d’Aosta interviene nel dibattito sulle condizioni dell’istituto penitenziario, chiedendo che l’attenzione non si concentri esclusivamente sugli episodi di violenza e sulle esigenze di sicurezza, ma venga estesa alla situazione quotidiana dei detenuti e di chi all’interno della struttura lavora. Il Movimento parte proprio da quanto denunciato dall’Osapp, sindacato della Polizia penitenziaria, che nei giorni successivi ai fatti aveva parlato di “gravissimi disordini” e di una situazione che avrebbe “sfiorato una vera e propria rivolta”.

 

di Stefano Vietta

La Prealpina, 14 settembre 2026 A Busto Garolfo inaugurato “Fuorilegge restaurant” nel parco Falcone e Borsellino: un chiosco affidato alla cooperativa La valle di Ezechiele per offrire lavoro e una seconda possibilità agli ex detenuti. Il nome “Fuorilegge restaurant” forse non è dei meglio auguranti, eppure dietro si nasconde un progetto sociale molto interessante. È stato inaugurato ieri a mezzogiorno, con il taglio del nastro, il nuovo punto ristoro all’interno del parco comunale bustese intitolato a Falcone e Borsellino. L’area bar è stata affidata in gestione alla cooperativa La valle di Ezechiele, un nome legato al cappellano del carcere di Busto Arsizio, don David Maria Riboldi. Ora è diventata un’attività dove lavoreranno ex carcerati che potranno così reinserirsi nel mondo del lavoro e, quindi, nella società.

 

di Abha Valentina Lo Surdo

huffingtonpost.it, 14 settembre 2026 Con Paul Dall’Acqua a parlare di Seuil e del progetto sbarcato in Italia sotto il nome di Lunghi Cammini. Una storia che arriva anche nei cinema italiani, “Santiago - Un cammino per ricominciare”, con la regia di Yann Samuell. Camminano a cinque o sei metri l’uno dall’altro, un adulto e un ragazzo. Non proprio affiancati, perché stare fianco a fianco è già un’altra cosa. Ciascuno immerso nella propria bolla di pensieri. Il ragazzo sta imparando a camminare da solo e sa che a poca distanza qualcuno c’è, a sostenerlo. Un’ora la mattina e un’ora il pomeriggio si cammina in silenzio e così tutti i giorni, per tre mesi. L’adulto ha una consegna precisa: quando il silenzio finisce e prosegue il cammino, non deve chiedere al ragazzo a cosa stesse pensando.

 

di Antonio Musarò, Elisabetta Cerbai, Marco Tamietto, Michele Simonato, Marco Onorati*

La Stampa, 14 settembre 2026 Un servizio pubblico sempre più importante e prezioso. Per i ricercatori, per gli studenti e per il grande pubblico. Ecco i perché di un appello. La possibile chiusura di Rai Scuola non riguarda soltanto il destino di un canale televisivo. Riguarda una questione più profonda: quale spazio il servizio pubblico italiano intende riservare alla conoscenza, alla scuola, alla ricerca scientifica e alla capacità dei cittadini di comprendere le trasformazioni del nostro tempo? Per questo chiediamo che Rai Scuola non venga chiusa. Ma chiediamo anche di più: che questa discussione diventi l’occasione per rilanciarla profondamente, investendo in nuove produzioni e trasformandola in un moderno servizio pubblico della conoscenza, capace di vivere insieme sul digitale terrestre, su RaiPlay, nelle scuole e sulle piattaforme frequentate dalle nuove generazioni.

 

di Andrea Laudadio

Il Riformista, 14 settembre 2026 Come la politica decide i nostri incubi. Poco prima dell’11 settembre 2001 Gallup chiese agli americani quale fosse il problema più grave del paese. Il terrorismo lo nominò meno di una persona su duecento. Un mese dopo balza al 46%. Nel 2010, l’1%. La paura passa, ma lascia un residuo: venticinque anni dopo, il 64% degli americani dice che l’11 settembre ha cambiato per sempre il modo di vivere del paese. Quando la domanda diventa personale, “ha cambiato il tuo?”, la percentuale crolla al 28%. La paura è sempre degli altri. Per Ulrich Beck le società ricche stanno passando dalla società della scarsità, riassunta nella frase “Ho fame!”, alla società del rischio: “Ho paura!”.

 

di Francesco Paolo Savatteri

Il Domani, 14 settembre 2026 Il numero preciso di istituti coinvolti non è chiaro: la Prefettura si è rifiutata di comunicare questa informazione, sostenendo che ciò avrebbe comportato un lavoro di ricerca e elaborazione dei dati eccessivo. Domani è riuscito ad ottenere i dati di 57 province italiane. “Se, come sembra, le richieste sono pochissime - dice Gianna Fracassi, FLC Cgil - conferma che dirigenti, docenti e personale conoscono bene la natura dei problemi che attraversano le comunità scolastiche”.

 

di Luca Bonzanni

Avvenire, 14 settembre 2026 Convegno a Bergamo sul crescente disagio dei minori. La convocazione arriva via social: ci si dà appuntamento, si agisce, si posta un video, poi si torna alla vita quotidiana. La violenza giovanile ha dinamiche nuove, costantemente mutevoli: poco stabili o durature, ma ugualmente pericolose. Sono soprattutto le “bande liquide”, oggi, a rappresentare una delle forme più diffuse della pratica dei reati tra i minori: “Gruppi spontanei che prendono vita grazie ai social, privi di gerarchia o organizzazione interna, nelle quali chiunque può entrare o uscire quando vuole”.

 

DOCUMENTI

Articolo. "La nuova presunzione di imputabilità del minore", di Rocco Miazzi

Articolo. "Violenza, diritto penale, costituzionalismo personalista", di Roberto Bartoli

Articolo. "Il diritto degli infermi di mente e la permeabilità della giustizia agli umori del momento", di Vittorio Coletti

"L'Eccezione. La giustizia che non vi raccontano". Periodico dell'Osservatorio Giustizia liberale. Edizione 12 settembre 2026

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 9 settembre 2026)

Statistiche. "Affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi", a cura di Marco della Stella (aggiornamento al 10 settembre 2026)

 

APPUNTAMENTI

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 14 al 20 settembre 2026

Summer School di Antigone e Università Torino. "Il carcere e la memoria. Leggere il passato per comprendere il presente" (Torino, dal 14 al 18 settembre 2026)

Incontro-dibattito. "La detenzione inumana al vaglio della Corte costituzionale: alla vigilia di una decisione importante" (Brescia, 17 settembre 2026)

Convegno. "Il carcere nelle arti e nella letteratura" (Roma, 18 settembre 2026)

Incontro-dibattito. "Liberi di ricominciare. La Giustizia Riparativa" (Padova, 18 settembre 2026)

Convegno. "Carcere e dignità: la parola alla Corte Costituzionale" (Udine, 18 settembre 2026)

SEAC. Corso di formazione. "Fratello uomo. Sorella dignità". Le motivazioni personali e sociali del fare volontariato (Assisi-PG, 18-19-20 settembre 2026)

Convegno. "Lo stato generale dell'esecuzione penale. Anatomia di un disastro: analisi e proposte" (Firenze, 19 settembre 2026)

Convegno. "Un’opportunità che trasforma le vite. 2016–2026: dieci anni del Progetto Carceri Bocconi" (Milano, 22 settembre 2026)

Incontro-dibattito. "Mio padre sta in un posto strano: le verità narrabili, dicibili, possibili" (Lodi, 23 settembre 2026)

Convegno. "Giustizia riparativa e sistema penale: fondamenti, esperienze e prospettive" (Trento, 25 settembre 2026)

"Il carcere e il carcere minorile: corso di etica sociale" (Bologna, dal 25 settembre all'11 dicembre 2026)

Seminario di Società della Ragione. "Oltre la crisi: (ri)costruire la democrazia" (Firenze, 25 e 26 settembre 2026)

Webinar. "Oltre le mura del carcere. L'affidamento in prova e il ruolo del Terzo settore" (Online, 28 settembre 2026)

Incontro-dibattito. "Dentro il conflitto, oltre il nemico. Approccio relazionale alla trasformazione dei conflitti in ambito scolastico" (Lodi, 1 ottobre 2026)

Incontro-dibattito. "Oltre le sbarre: uno sguardo che rende giustizia. Quale ruolo per i giovani cattolici nel mondo penitenziario?" (Milano, 12 ottobre 2026)

 

CORSI DI STUDIO

Master in Devianza, sistema della giustizia e servizi sociali Università di Milano Bicocca (Scadenza presentazione domanda d'iscrizione: 15/09/2026)

Corso di formazione Università di Parma. "Giustizia riparativa e Mediazione. Contesti giuridici, comunitari e sociali" (Iscrizioni entro il 20/09/2026)

Corso aggiornamento ECM. "Tempi e contesti in salute mentale. La cura tra assistena primaria e riabilitazione" (Roma, 1 e 2 ottobre 2026)

Master in Criminologia critica e sicurezza sociale Università di Padova (Scadenza presentazione domanda d'iscrizione: 06/10/2026)

 

CONCORSI E PREMI

Premio letterario "Le sbarre invisibili - Premio Tommaso De Crescenzio" (Presentazione delle opere entro il 16 settembre 2026)

Premio letterario "Secondo mestiere, seconda opportunità" (Scadenza 30 settembre 2026 e solo per studenti scuole secondarie 30 settembre 2026)

Concorso letterario SEAC. "Una favola per i miei figli. In memoria di Elisabetta Laganà" (Scadenza 15 novembre 2026)

Concorso letterario Associazione Dipende da Me. "Oltre la Mente. Le parole che non vi ho detto" (Scadenza 31 dicembre 2026)