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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di sabato 12 settembre 2026

Ristretti Orizzonti, 12 settembre 2026 Quando dal carcere sentiamo parlare di tutte quelle persone che fanno “di professione” gli odiatori, che si esaltano solo se hanno qualcuno da “massacrare” con le parole, ci viene da dire che tutte queste persone, se fossero messe davanti agli effetti devastanti dell’odio, se subissero sulla loro pelle o la pelle dei loro cari le conseguenze delle offese gratuite, forse si fermerebbero Quelle che seguono sono testimonianze di persone detenute, che hanno vissuto intrise di odio, e proprio per questo non sottovalutano il peso di questo nuovo odio che corre sul web e non risparmia nessuno. 

 

di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 12 settembre 2026 Centottantanove istituti, 46.348 posti realmente disponibili, 64.791 persone dentro. Il tasso di sovraffollamento reale è al 139,79 per cento. È la fotografia scattata dall’Osservatorio penitenziario adulti del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale nel report analitico “Rispetto della dignità della persona privata della libertà personale”, firmato dall’avvocata Irma Conti, con raccolta e analisi dei dati a cura di Giovanni Suriano. Una fotografia datata 31 luglio. Da allora sono passati quaranta giorni buoni, e il documento si è già ingiallito. Partiamo da come il Garante costruisce il numero, perché lì sta il punto politico dell’intero documento. Il ministero della Giustizia ragiona sulla capienza regolamentare: 51.244 posti calcolati sulla carta. Il Garante applica invece il parametro della Corte europea dei diritti dell’uomo e conta i posti che esistono davvero, tolte le sezioni chiuse, i reparti inagibili, le celle fuori uso. 

 

di Giovanni M. Jacobazzi

Il Riformista, 12 settembre 2026 La situazione delle carceri italiane è pessima: sovraffollamento, suicidi, assenza di educatori e assistenti, impossibilità o quasi per i detenuti di svolgere qualsiasi attività. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva messo il tema della detenzione al primo posto. Dopo quattro anni di governo, invece, il sovraffollamento è aumentato e i posti disponibili sono diminuiti. I numeri, riportati nell’ultimo dossier di Antigone, sono impietosi: 64.709 detenuti a fronte di una capienza ordinaria di circa 51.183 posti. Ma il problema non è soltanto quello delle celle che non bastano. C’è un altro paradosso, tutto italiano e meno visibile: mentre si cercano nuove soluzioni per alleggerire la pressione sugli istituti penitenziari, ci sono oltre 10mila detenuti definitivi con una pena residua inferiore ai 24 mesi e quindi potenzialmente interessati a una misura alternativa. Il punto è che tra la richiesta e la decisione della magistratura di sorveglianza può trascorrere un tempo tale da rendere inutile, o quasi, ciò che lo Stato avrebbe potuto concedere.

 

di Giovanni D’Angelo*

La Sicilia, 12 settembre 2026 Per i cinefili di vecchia generazione il cinema ha anche una funzione pedagogica ma nelle sale di proiezione circolano sempre meno film d’impegno civile, quelli, per intenderci, che nel secondo Novecento ebbero come capofila Francesco Rosi, in Italia, Ken Loach, nel Regno Unito, Sidney Lumet, negli Usa, per indicare tre dei registi più autorevoli. “Ariaferma”, un film italiano del 2021 - in era covid - è un’eccezione a una tendenza in questi ultimi anni prevalente ed è una mirabile metafora del mondo carcerario. L’opera, del regista Leonardo Di Costanzo, descrive infatti un carcere in rovina e in via di dismissione in cui il trasferimento degli ultimi dodici detenuti (nomen omen) rinviato per un disguido burocratico crea le condizioni per la condivisione, per un tempo sospeso e indefinito, dello stesso destino di sopravvivenza tra carcerieri e carcerati.

 

di Stefano Giordano*

Il Riformista, 12 settembre 2026 Il Garante nazionale ha aggiornato i conti al 31 luglio: 64.791 detenuti per 46.348 posti realmente disponibili, cioè il 139,79%. Sulla carta, la capienza “regolamentare” sarebbe di 51.244: quasi cinquemila letti che esistono nei registri e non nelle celle. Sette istituti sono al duecento per cento o oltre, altri 69 fra il 150 e il 199, soltanto 27 stanno sotto capienza. Lucca tocca il 254. Martedì sera un detenuto si è tolto la vita a Torino, il quarto quest’anno in quell’istituto; nel 2025 furono 82 in tutta Italia. Poi c’è il conto che lo Stato paga per tutto questo. Dopo la condanna Torreggiani del 2013, il legislatore ha scritto l’articolo 35-ter dell’ordinamento penitenziario: chi è stato detenuto in condizioni inumane ha diritto a un giorno di sconto ogni dieci, oppure a otto euro al giorno se la pena è finita. Nel 2025 i reclami sono stati 11.900 e gli accoglimenti 6.539, quattro su cinque; in tre anni oltre diciassettemila. Tradotto: la magistratura di sorveglianza certifica ogni giorno, con provvedimento, che lo Stato viola l’articolo 3 della Convenzione, e lo Stato salda a tariffa.

 

di Don Salvatore Saggiomo*

informareonline.com, 12 settembre 2026 Venti posti non bastano per cinque carceri. E così chi dovrebbe essere curato resta dietro le sbarre, per mesi o per anni, in una terra di nessuno dove la malattia mentale rischia di diventare una condanna nella condanna. Il problema è tutto qui. Quando una persona detenuta ha una grave patologia psichiatrica e necessita di un percorso terapeutico in una Rems, la domanda è semplice: dove deve essere curata? La risposta dovrebbe essere altrettanto semplice: in una struttura sanitaria adeguata, non in carcere. Ma la realtà racconta altro. Basta guardare alla Rems di Calvi Risorta: venti posti letto su un territorio provinciale nel quale insistono cinque istituti penitenziari.

 

di Irene Testa

ilviaggiomagazine.it, 12 settembre 2026 Sandro ha 25 anni. Ma la sua infanzia è finita quando ne aveva appena cinque. A cinque anni viene allontanato dalla sua famiglia. Una famiglia troppo fragile, troppo segnata dal dolore e dalle difficoltà. I servizi sociali portano via tutti i fratelli. Da quel momento la sua vita diventa un susseguirsi di case, comunità, persone che entrano ed escono dalla sua esistenza. Un bambino che avrebbe avuto bisogno di certezze, di affetto, di qualcuno che gli dicesse: “Da oggi non sei più solo”. A quindici anni ritrova un fratello biologico. Quello che avrebbe potuto essere un momento di rinascita si trasforma invece nell’inizio della discesa. Arrivano le sostanze, i piccoli furti per procurarsi la droga, la strada. Intanto, nella sua mente qualcosa si rompe. Ma nessuno riesce davvero a capire cosa. Per alcuni è bipolare. Per altri soffre di un disturbo antisociale di personalità. Altri ancora parlano di schizofrenia. Diagnosi diverse, terapie diverse, nessuna risposta definitiva.

 

di Paola Rossi

Il Sole 24 Ore, 12 settembre 2026 La mancata partecipazione in contraddittorio della vittima del reato per il vizio di notificazione dell’udienza legittima la parte all’impugnazione della declaratoria di estinzione del reato. La totale estromissione della parte offesa dall’iter procedimentale per l’ammissione alla messa alla prova dell’imputato determina nullità con effetti anche sull’eventuale giudizio positivo dell’esperimento emesso dal giudice al termine del periodo di sospensione del procedimento penale. Nel caso risolto dalla Corte di cassazione - con la sentenza n. 33383/2026 - il vulnus dell’iter era consistito in un’incompiuta attività di notifica della richiesta promossa dagli imputati alla parte offesa che non aveva di conseguenza potuto partecipare all’udienza.

 

di Andrea Cascioli

cuneodice.it, 12 settembre 2026 Tra lavoro negato, abusi e burocrazia, il report regionale di Antigone evidenzia i rischi di un penitenziario che diventa “discarica sociale” e produce insicurezza. Esiste un “volto buono” del carcere, quello che proprio in questi giorni vede Cuneo capitale italiana dell’economia carceraria, con la nuova edizione del festival Art. 27. Fra le bancarelle di via Roma si incontrano le buone pratiche, i cicli virtuosi legati al lavoro esterno, la cultura che redime. Per molti dei circa 65mila detenuti italiani, però, il carcere non è questo. Lo si vede anche al Cerialdo, la grande prigione alle porte della città, dove esiste, ad esempio, un problema annoso legato alla sezione isolamento. “Tre celle (di cui una liscia) in un seminterrato sporco e malsano, con tubature a vista da cui gocciola acqua”: così la descrive chi l’ha visitata, come i volontari dell’associazione Antigone, parlando dei suoi passaggi imbrattati di feci di piccione, dove l’aria d’estate si fa irrespirabile. Via Roma da qui è lontanissima, molto più di quanto non dica la geografia.

 

di Giulio Perotti

siracusanews.it, 12 settembre 2026 Via libera del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria alla rilevazione sulle condizioni di detenzione promossa dalla Camera Penale “Pier Luigi Romano” di Siracusa. L’iniziativa, deliberata dal Consiglio direttivo lo scorso 1° settembre, potrà essere avviata negli istituti penitenziari della provincia: Cavadonna a Siracusa, Augusta e Noto. A comunicarlo è la stessa Camera Penale, dopo la nota del 10 settembre con cui il capo del Dipartimento, Stefano Carmine De Michele, ha fatto sapere di non ravvisare motivi ostativi all’iniziativa, richiamando un’ottica di massima trasparenza.

 

di Eugenio Barboglio

Brescia Oggi, 12 settembre 2026 Ci vorrà ancora del tempo prima che partano davvero i lavori di ampliamento del carcere di Verziano. Quelli destinati a togliere pressione al Nerio Fischione di Brescia, ma che, tuttavia, secondo la Loggia non risolveranno i problemi del sistema carcerario bresciano. A cominciare la prossima settimana saranno solo interventi volti ad aprire un varco alternativo all’ingresso da via Flero, da dove far passare i mezzi che serviranno il futuro cantiere. Che però non aprirà, come detto, a breve. Ad oggi infatti c’è solo il progetto definitivo, ma manca ancora l’esecutivo per il quale il Ministero dovrà indire la gara per l’appalto integrato.

 

di Paola Pottino

La Repubblica, 12 settembre 2026 Bonura ha iniziato a recitare dopo avere partecipato a un provino per la compagnia di Lollo Franco al Pagliarelli. Dieci anni in cella non si cancellano facilmente. Eppure è proprio grazie al carcere che oggi Roberto Bonura, 50 anni, attore e titolare di un patronato, si definisce un uomo nuovo. Alle spalle, un passato tormentato segnato dalla perdita del padre, vittima di lupara bianca, quando aveva appena 18 mesi. A crescere lui e gli altri nove fratelli fu la madre. Un’adolescenza difficile segnata dalla rabbia e dal dolore che lo portarono a commettere numerosi errori e a frequentare amicizie poco raccomandabili.

 

La Provincia, 12 settembre 2026 Al percorso hanno partecipato nove detenuti. Imparare a riconoscere la paura, fermare la rabbia prima che diventi un gesto aggressivo, chiedere aiuto e recuperare la capacità di prendersi cura degli altri. Sono alcuni degli obiettivi del laboratorio di regolazione emotiva con gli animali realizzato tra gennaio e giugno 2026 nel carcere di Spoleto. Al percorso hanno partecipato nove detenuti, sei dei quali sono stati poi coinvolti nella valutazione finale. Il progetto è stato promosso dall’associazione “Una zampa per Birillo” con il coinvolgimento della vice direttrice Giada Gatticchi e dell’educatrice Anna Benedetta Bonfigli. Il lavoro è stato seguito dalle psicoterapeute Giusy Mantione e Francesca Fortunati, con la presenza di tre cani: Lilli, Plinio e Musetta.

 

di Martina Di Marco

Il Resto del Carlino, 12 settembre 2026 Il progetto del garante Giulianelli nella casa di reclusione Barcaglione “Un ulteriore segno del valore riabilitativo e rieducativo di questo percorso”. “Un’esperienza intensa e speciale, in un clima di amicizia sincera”: è la gratitudine espressa dalla cantautrice Dduma a seguito della sua esibizione davanti agli oltre sessanta detenuti del carcere Barcaglione di Ancona. Dopo aver ricevuto il premio “La casa in riva al mare 2026” a giugno sul palco di Musicultura - nell’ambito dell’omonimo progetto promosso dal garante dei diritti della persona della Regione Marche, Giancarlo Giulianelli - Dduma ha mantenuto la promessa di incontrare di persona chi l’aveva apprezzata e sostenuta con il proprio voto, esibendosi con il suo brano “Fimmine de guerra” proprio nella casa di reclusione.

 

di Ilaria Dioguardi

vita.it, 12 settembre 2026 Il nuovo documentario scritto e diretto da Riccardo Brun è stato presentato in anteprima alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il lavoro del regista napoletano porta sullo schermo l’esperienza di 12 anni di scrittura nel carcere minorile della città, con scrittori del peso di Viola Ardone e Maurizio de Giovanni. Dialogo con Maria Franco, la professoressa che ha insegnato quasi 40 anni nell’istituto: “Ho sicuramente avuto da Nisida molto di più di quanto ho dato”. Il racconto di un percorso lungo 12 anni che ha intrecciato letteratura, educazione, cittadinanza e impegno civile all’interno dell’istituto penale per i minorenni di Nisida. È I Nisidiani, il nuovo documentario scritto e diretto da Riccardo Brun, presentato in anteprima all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia alle Giornate degli Autori, nella sezione Confronti. Sarà al cinema dal 24 settembre.

 

di Daniele Zaccaria

Il Dubbio, 12 settembre 2026 La leader radicale si è spenta a Roma all’età di 78 anni. È stata militante di base, parlamentare, ministra, commissaria Ue. Una vita dedicata ai diritti. La scintilla che dà inizio a una straordinaria avventura politica durata oltre mezzo secolo e terminata ieri dopo una lunga malattia, è un’umiliazione privata subita nel 1974 in uno studio medico di Roma. Emma Bonino ha 27 anni e scopre di essere incinta nonostante una diagnosi precedente l’avesse dichiarata sterile; il ginecologo le propone un’interruzione di gravidanza clandestina per l’esorbitante cifra di 500mila lire (circa 4mila euro odierni) ma lei rifiuta, indignata. Decide allora di rivolgersi a un consultorio di Firenze autogestito dal partito radicale; pochi mesi dopo, entra nel Cisa, il Centro d’informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto.

 

di Valentina Stella

Il Dubbio, 12 settembre 2026 Da Mattarella a Meloni fino ai vecchi compagni di partito: destra, centro e sinistra onorano la memoria di una protagonista di mezzo secolo di politica italiana. “La scomparsa di Emma Bonino addolora profondamente” ha scritto in una nota il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a poche ore dalla scomparsa della leader radicale. “Ha impresso un segno nella vita della Repubblica con un impegno tenace e coerente. Radicale, liberale, femminista, decisamente europeista, è stata protagonista di movimenti e di riforme che hanno inciso sul percorso della nostra società” ha aggiunto il capo dello Stato.

 

di Christian Rocca

linkiesta.it, 12 settembre 2026 Quando si faceva arrestare per conquistare diritti civili, quando frequentava le carceri e i dissidenti, la votavano due italiani su cento. Ora che non c’è più, è tutto un profluvio di lodi e di commozione, poi da domani si torna a sostenere i populisti di sinistra e destra. Emma Bonino ha compiuto un altro, l’ennesimo, miracolo radicale. Ora che se n’è andata, a settantotto anni dopo una malattia che l’ha fiaccata per un decennio senza mai domarla, sembra che tutta l’Italia negli ultimi cinquant’anni sia stata boniniana e radicale, attenta ai diritti civili e non bacchettona, garantista e non giustizialista, impegnata a riscattare i paria della terra e non indifferente. Ovviamente non è così. La storia italiana è diversa.

 

di Ermes Antonucci

Il Foglio, 12 settembre 2026 La vicedirettrice del Tg La7: “Con la morte di Emma Bonino si chiude veramente un’epoca sui diritti civili che è stata fondamentale. Mi riferisco all’aborto, al divorzio, alla giustizia, all’Europa. Senza voler fare una santificazione, anche perché Emma era allergica a ogni tipo di retorica, piagnisteo o vittimismo, quando ho letto la notizia della sua morte ho avvertito una sensazione particolare: se con la morte di Pannella la luce si era dimezzata, con la morte di Bonino la luce si è spenta definitivamente. Perché oggi in politica non c’è nessuno in grado di portare avanti quelle battaglie. L’ultimo baluardo sui diritti era lei e io adesso ho un po’ più paura”.

 

di Vitalba Azzollini*

Il Domani, 12 settembre 2026 Valditara annuncia una scuola “rivoluzionaria”. Le nuove Indicazioni nazionali imprimono alla scuola un preciso orientamento culturale, che rischia di entrare in conflitto la libertà di insegnamento garantita dalla Costituzione. Mentre milioni di studenti tornano nelle aule, il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, annuncia un anno scolastico “rivoluzionario”. Prima di capire in che cosa dovrebbe consistere la rivoluzione evocata dal ministro, però, conviene guardare alla scuola che c’è attraverso i risultati degli studenti in termini di apprendimento. Il Rapporto Invalsi 2026 segnala nella primaria un arretramento soprattutto in matematica, dove più di un bambino su tre non raggiunge il livello di base, mentre in italiano il quadro è di sostanziale stabilità, pur con qualche flessione.

 

di Leonardo Becchetti

Avvenire, 12 settembre 2026 Dalla crisi demografica alla carenza di infermieri, l’idea di espellere manodopera straniera parte da una diagnosi sbagliata e promette soluzioni che rischiano di aggravare i problemi. Un paradosso. Immaginate un allenatore di una squadra di calcio costretta a giocare 9 contro 11 che decide a un certo punto della partita di ritirare altri due giocatori dal campo. La proposta della “remigrazione” assomiglia un po’ a questo. La crisi demografica ha creato nel Paese difficoltà oggettive sul mercato del lavoro. Gli ultimi dati disponibili della banca dati Excelsior di Unioncamere segnalano che le imprese cercano circa 544mila lavoratori e spesso non li trovano. Di fronte a questo problema la remigrazione riesce nel capolavoro di proporre di mandarne a casa molti di più.

di Giovanni Spinapolice

Il Riformista, 12 settembre 2026 Il 7 settembre 2026, davanti al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra, l’Alto Commissario ONU Volker Türk ha parlato apertamente della possibilità che le Intelligenze Artificiali avanzate rappresentino un “rischio esistenziale per l’umanità”, richiamando i pericoli per le infrastrutture critiche, le comunicazioni, i sistemi democratici, la concentrazione del potere tecnologico e la necessità di linee rosse comuni. Uno scenario che, fino a pochissimo tempo fa, avremmo confinato nella fantascienza. Sento ancora richiamare la rivoluzione industriale, quasi che la storia possa offrirci una rassicurazione. Anche allora il mondo fu sconvolto, e l’uomo riuscì a trovare nuovi equilibri. Ma la macchina industriale moltiplicava la forza dell’uomo e rimaneva uno strumento nelle sue mani. Con l’Intelligenza Artificiale, quella linea comincia a confondersi.

 

DOCUMENTI

"L'Eccezione. La giustizia che non vi raccontano". Periodico dell'Osservatorio Giustizia liberale. Edizione 12 settembre 2026

Articolo. "Ma davvero nessuno vuole il 41 bis? (prima puntata)", di Giampaolo Cassitta

Articolo. "Chi ha voluto i detenuti da sottoporre al 41 bis in Sardegna? (seconda puntata)", di Giampaolo Cassitta

Articolo. "Il 41 bis arriva da lontano (terza puntata)", di Giampaolo Cassitta

Articolo. "La storia del 41 bis in Sardegna (quarta puntata)", di Giampaolo Cassitta

Articolo. "L’Alta Sicurezza: quei detenuti non sono sardi (quinta puntata)", di Giampaolo Cassitta

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 9 settembre 2026)

Statistiche. "Affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi", a cura di Marco della Stella (aggiornamento al 10 settembre 2026)

 

APPUNTAMENTI

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 14 al 20 settembre 2026

Summer School di Antigone e Università Torino. "Il carcere e la memoria. Leggere il passato per comprendere il presente" (Torino, dal 14 al 18 settembre 2026)

Incontro-dibattito. "La detenzione inumana al vaglio della Corte costituzionale: alla vigilia di una decisione importante" (Brescia, 17 settembre 2026)

Convegno. "Il carcere nelle arti e nella letteratura" (Roma, 18 settembre 2026)

Incontro-dibattito. "Liberi di ricominciare. La Giustizia Riparativa" (Padova, 18 settembre 2026)

Convegno. "Carcere e dignità: la parola alla Corte Costituzionale" (Udine, 18 settembre 2026)

SEAC. Corso di formazione. "Fratello uomo. Sorella dignità". Le motivazioni personali e sociali del fare volontariato (Assisi-PG, 18-19-20 settembre 2026)

Convegno. "Lo stato generale dell'esecuzione penale. Anatomia di un disastro: analisi e proposte" (Firenze, 19 settembre 2026)

Convegno. "Un’opportunità che trasforma le vite. 2016–2026: dieci anni del Progetto Carceri Bocconi" (Milano, 22 settembre 2026)

Incontro-dibattito. "Mio padre sta in un posto strano: le verità narrabili, dicibili, possibili" (Lodi, 23 settembre 2026)

Convegno. "Giustizia riparativa e sistema penale: fondamenti, esperienze e prospettive" (Trento, 25 settembre 2026)

"Il carcere e il carcere minorile: corso di etica sociale" (Bologna, dal 25 settembre all'11 dicembre 2026)

Seminario di Società della Ragione. "Oltre la crisi: (ri)costruire la democrazia" (Firenze, 25 e 26 settembre 2026)

Webinar. "Oltre le mura del carcere. L'affidamento in prova e il ruolo del Terzo settore" (Online, 28 settembre 2026)

Incontro-dibattito. "Dentro il conflitto, oltre il nemico. Approccio relazionale alla trasformazione dei conflitti in ambito scolastico" (Lodi, 1 ottobre 2026)

Incontro-dibattito. "Oltre le sbarre: uno sguardo che rende giustizia. Quale ruolo per i giovani cattolici nel mondo penitenziario?" (Milano, 12 ottobre 2026)

 

CORSI DI STUDIO

Master in Devianza, sistema della giustizia e servizi sociali Università di Milano Bicocca (Scadenza presentazione domanda d'iscrizione: 15/09/2026)

Corso di formazione Università di Parma. "Giustizia riparativa e Mediazione. Contesti giuridici, comunitari e sociali" (Iscrizioni entro il 20/09/2026)

Master in Criminologia critica e sicurezza sociale Università di Padova (Scadenza presentazione domanda d'iscrizione: 06/10/2026)

 

CONCORSI E PREMI

Premio letterario "Le sbarre invisibili - Premio Tommaso De Crescenzio" (Presentazione delle opere entro il 16 settembre 2026)

Premio letterario "Secondo mestiere, seconda opportunità" (Scadenza 30 settembre 2026 e solo per studenti scuole secondarie 30 settembre 2026)

Concorso letterario SEAC. "Una favola per i miei figli. In memoria di Elisabetta Laganà" (Scadenza 15 novembre 2026)

Concorso letterario Associazione Dipende da Me. "Oltre la Mente. Le parole che non vi ho detto" (Scadenza 31 dicembre 2026)