|
|
|
|
Telefax 049.654233. Mail: redazione@ristretti.it Sito internet: www.ristretti.org |
Notiziario quotidiano dal carcere
--> Rassegne Tematiche <--
Edizione di martedì 10 marzo 2026
CARCERI
di Mattia Feltri
La Stampa, 10 marzo 2026 Nel 2012, Paolo e Vittorio Taviani vinsero l’Orso d’oro a Berlino con “Cesare deve morire”, film interpretato dai detenuti in alta sicurezza di Rebibbia, cioè detenuti per reati particolarmente gravi. La storia racconta la messa in scena del Giulio Cesare di William Shakespeare per la regia di Fabio Cavalli, che da decenni insegna teatro in carcere. Alcuni di quegli attori oggi sono liberi e continuano a recitare, altri sono ancora a Rebibbia e continuavano a recitare a Rebibbia. Continuavano, perché ora una circolare del ministero della Giustizia - retto dal famigerato garantista Carlo Nordio - ha messo un po’ di ordine nella faccenda. I detenuti in alta sicurezza non potranno più andare nel teatro interno al carcere per le prove, potranno andarci soltanto per la recita, a patto che non ci sia pubblico.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 10 marzo 2026 A Rebibbia limiti alla compagnia di recitazione (che vinse l’Orso d’oro a Berlino). A Saluzzo vietato un progetto di lettura fra studenti e detenuti. Problemi anche a Padova. Una direttiva del Dap per recludere ancora di più i reclusi. In 23 anni ha ospitato circa 100mila persone. Non è solo il teatro del carcere, è un riferimento per l’intero municipio. Dove si fa cultura e si realizza l’incontro tra il dentro e il fuori. Tra i detenuti e le persone - studenti, appassionati di teatro, volontari - che vivono all’esterno. Eppure, quel palcoscenico, il palco del teatro del carcere romano di Rebibbia, sarà momentaneamente vietato ad alcuni detenuti. Quelli del circuito di alta sicurezza, che si collocano a metà tra il 41 bis e i detenuti comuni. Perché? Perché chi gestisce le carceri (l’amministrazione penitenziaria) ha deciso una sospensione di questa attività.
di Elettra Raffaela Melucci
ildiariodellavoro.it, 10 marzo 2026 La scorsa settimana il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale ha pubblicato il report sui decessi in carcere riferito al 2025, con il dichiarato scopo di “fornire una base conoscitiva utile per comprendere l’entità e le caratteristiche del triste fenomeno”. Nel periodo considerato, i suicidi in carcere sono stati 76, dopo gli 83 del 2024, mentre negli ultimi anni la media è stabilmente sopra quota 70. Una diminuzione che, tuttavia, continua a confermare quella che è una vera e propria emergenza ormai divenuta strutturale del sistema penitenziario e di giustizia italiano.
di Stefano Baudino
L’Indipendente, 10 marzo 2026 Nei dodici mesi del 2025, il sistema penitenziario italiano ha registrato 254 decessi tra i detenuti, con un aumento rispetto ai 246 attestati nell’anno precedente. Lo attesta l’ultimo report del Garante dei Detenuti, da cui emerge però un fenomeno specifico e allarmante: a subire un’impennata, passando dai 16 casi del 2024 ai 50 dello scorso anno, sono i decessi classificati come “cause da accertare”. Questo forte incremento - i casi sono più che triplicati - richiede, secondo il rapporto, “un’indagine per comprenderne le ragioni e adottare eventuali misure correttive”. L’aumento dei decessi avviene in un contesto di costante crescita della popolazione carceraria, che ha raggiunto una presenza media di 62.841 unità, con un incremento che ha toccato quasi il 17% rispetto al 2021.
di Stefano Anastasia
L’Unità, 10 marzo 2026 Sono sempre stato a favore della separazione delle carriere ma se il 22 e il 23 di marzo dovesse vincere il sì al referendum, la politica della giustizia del governo, e con essa la sua politica criminale (criminale in senso tecnico così come in senso metaforico) sarebbero confermate dal voto popolare, e questo no, i detenuti, le vittime della discriminazione punitiva del governo non se lo possono permettere. Che ce ne facciamo della separazione delle carriere se consentirà il perdurare, e anzi rinvigorirà questa politica criminale? Che ce ne facciamo del giudice terzo se serve a chiudere in carcere ogni forma di irregolarità sociale? Sarà per un’altra volta, quando se ne potrà discutere in un quadro di garanzie che qui non si sono viste. Intanto è no: no alla prepotenza del governo, no allo stravolgimento degli equilibri istituzionali, no ai rischi per l’indipendenza della magistratura, ma soprattutto - converrà il mio interlocutore di là dalle sbarre - no alle politiche penali e penitenziarie di questo governo.
GIURISPRUDENZA
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 10 marzo 2026 Il tribunale di Firenze solleva la questione di legittimità alla Consulta Rinvio facoltativo della pena in caso di condizioni inumane di detenzione. Questo l’obiettivo della ordinanza con la quale il tribunale di sorveglianza di Firenze ha sollevato questione di legittimità costituzionale sollecitando la Consulta a una sentenza additiva. Il provvedimento, datato 4 marzo prende atto delle condizioni del carcere di Sollicciano (celle afflitte da copiose e frequenti infiltrazioni di acqua ed infestate da insetti e, in alcuni casi, da roditori e, per lo più, in condizioni igieniche gravemente compromettenti, oltre alla ristrettezza dello spazio, di soli 9 metri quadrati) e del fatto che il detenuto le cui condizioni erano oggetto del giudizio non poteva accedere a misure alternative alla detenzione.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 10 marzo 2026 Lo ha chiarito la Cassazione con l’ordinanza n. 5087/2026. Con l’ordinanza n. 5126/2026, ha invece affermato l’obbligo di riportare i codici fiscali dei familiari. Chi richiede l’ammissione al patrocinio a carico dello Stato, deve dichiarare di percepire un reddito inferiore ad una determinata soglia ma non è tenuto anche ad indicarne la natura. Affinché poi la domanda sia completa, ha l’obbligo di riportare il codice fiscale (proprio e degli eventuali familiari). Lo ha chiarito la Corte di cassazione con le ordinanze nn. 5087 e 5126 del 2026.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 10 marzo 2026 La differenza si giustifica per la mancata costituzione di un rapporto fiduciario che di per sé solo consente di presumere la conoscenza del processo a cui l’imputato non ha partecipato. La Cassazione penale con la sentenza n. 8799/2026 ribadisce l’orientamento che si sta consolidando nella giurisprudenza secondo cui è legittima la prescrizione di legge che impone a chi sia stato giudicato in assenza di poter appellare la decisione solo se abbia conferito specifico mandato a impugnare al difensore d’ufficio rilasciato dopo la sentenza, pena l’inammissibilità dell’appello.
di Cristian Casali
cronacabianca.eu, 10 marzo 2026 Convegno con il Garante regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri, e aperto dai saluti di Maurizio Fabbri, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna e da Elena Carletti, presidente della commissione Parità e cultura. Fra le relatrici Giulia Fabini, presidente di Antigone Emilia-Romagna, e Alba Piolanti dell’Unione donne in Italia a Bologna. Maggiori investimenti sulle progettualità rivolte alle donne in carcere: le opportunità di formazione e lavoro sono spesso inferiori rispetto alla controparte maschile, rendendo conseguentemente più complesso il reinserimento sociale della detenuta.
di Renzo Franco
cuneo24.it, 10 marzo 2026 Le consigliere regionali Ravinale, Marro e Cera criticano la partecipazione della garante a iniziative di partito mentre crescono le criticità nel sistema penitenziario piemontese. Monica Formaiano, avvocata nominata garante regionale delle persone private della libertà personale su indicazione di Fratelli d’Italia, finisce nel mirino delle opposizioni. Le consigliere regionali piemontesi di Alleanza Verdi Sinistra Alice Ravinale, Giulia Marro e Valentina Cera l’accusano di partecipare ad iniziative di partito e di scattarsi selfie sorridenti con il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro - il politico che ha la delega diretta al Dap, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria - mentre carceri, istituti penitenziari e centri di permanenza per i rimpatri della regione versano in condizioni sempre più critiche.
di Francesco Dal Mas
Avvenire, 10 marzo 2026 La popolazione carceraria a Nordest supera le 4.100 unità (52% stranieri). In sovrannumero. 2.300 gli agenti di Polizia penitenziaria; in forte carenza. 2.000 detenuti sono definitivi. Tra questi, un centinaio hanno un residuo di pena di un anno, altrettanti un fine pena entro 24 mesi, approssimativamente 500 entro tre anni. “Circa 850 potrebbero usufruire di misure alternative a vario titolo. Accompagnare il reinserimento incide su due problemi strutturali: riduce il sovraffollamento e abbatte la recidiva”, fa notare l’arcivescovo Carlo Maria Redaelli, delegato della Conferenza episcopale Triveneto (Cet).
di Raffaella Ianuale
Il Gazzettino, 10 marzo 2026 Ai duecento già previsti a Vicenza se ne stanno aggiungendo altri cento a Rovigo. Tutti detenuti per reati di mafia destinati alle carceri venete. La metà di loro si è già insediata (un centinaio a Vicenza e una sessantina a Rovigo), ma è solo questione di settimane e poi tutti i posti di alta sicurezza delle due carceri verranno occupati da condannati per 416 bis, cioè associazione a delinquere di stampo mafioso. “Abbiamo ricevuto notizie dell’arrivo di alcuni famigliari dei detenuti, siamo preoccupati perché in Veneto ci sono già stati casi di infiltrazioni mafiose e non siamo strutturati per contrastare questo tipo di criminalità”.
di Gennaro Scala
Corriere del Mezzogiorno, 10 marzo 2026 Dopo due tentativi di autolesionismo andati a vuoto in caserma dopo l’arresto e poi nel carcere di Poggioreale il 39enne Antonio Meglio si è tolto la vita con un lenzuolo. Si è tolto la vita nella serata di ieri, nel reparto di Psichiatria dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, Antonio Meglio, il trentanovenne che giovedì scorso aveva accoltellato una giovane avvocatessa su un autobus al Vomero. L’uomo avrebbe utilizzato un lenzuolo per suicidarsi nonostante fosse piantonato e dopo due precedenti tentativi di autolesionismo nelle ore successive al fermo.
novaradio.info, 10 marzo 2026 “Ecco cosa potrebbe cambiare davvero”. Ha suscitato molto clamore la decisione, resa nota pochi giorni fa, da parte del Tribunale di Sorveglianza di Firenze di sollevare la questione di legittimità costituzionale a proposito di un caso che denuncia le condizioni disumane e degradanti di detenzione a Sollicciano. Il ricorso è promosso dagli avvocati Mimmo Passione e Nicola Muncibì, a sostegno di un detenuto condannato per omicidio e con fine pena nel 2042, che finora ha scontato la condanna in una cella di circa 9 metri quadrati nelle condizioni più volte segnalate di degrado e fatiscenza della struttura: infestazioni di topi e cimici, infiltrazioni e muffe, mancanza di acqua calda e riscaldamento, spazi angusti e sovraffollamento con fino a 6 persone per cella.
di Antonio Carlino
cronachedellacampania.it, 10 marzo 2026 Il garante campano Ciambriello guida la protesta: “Quasi la metà delle custodie cautelari sono illegittime”. Appuntamento oggi alle 15 in piazzale Cenni. Adesioni da decine di associazioni laiche e cattoliche. Un silenzio assordante, rotto solo dal rumore delle sbarre che si chiudono. Sulle “barbarie” della giustizia mediatica, sugli errori giudiziari, sui suicidi in cella e sul sovraffollamento è calata una coltre di indifferenza. Ma per Samuele Ciambriello, garante campano delle persone private della libertà personale, è arrivato il momento di alzare la voce.
di Nicolò Delvecchio
Corriere del Mezzogiorno, 10 marzo 2026 Oggi chiusura del festival Senza Barriere. Il sociologo: “Attenti ai minori”. Si concluderà con la presentazione del libro “Diciotto e un giorno”, scritto dalla garante per i detenuti torinese Monica Cristina Gallo, la prima edizione del “Senza barriere, festival dei diritti e delle pene” organizzato dalla società cooperativa Radici future. L’appuntamento è fissato alle 17 di oggi nella sala d’arte del Consiglio regionale, a moderare il dibattito il sociologo e presidente del cda di Radici future, Leonardo Palmisano.
di Alessandro Martegani
rtvslo.si, 10 marzo 2026 Le rappresentanti di una serie di organizzazioni per i diritti delle donne hanno manifestato questa mattina di fronte al carcere di Trieste, che ospita anche una sezione femminile. Al centro degli interventi le condizioni a cui sono sottoposte anche le donne nelle carceri, dal sovraffollamento alla carenza di assistenza sanitaria. “Il grado di civiltà di un paese - è stato detto - si misura anche da come tratta le persone in carcere”. “Ci risulta - hanno aggiunto - che la casa circondariale di Trieste ha 140 posti, ma i detenuti attuali siano 240, di cui una trentina donne, molte giovanissime. Questo significa spazi affollati, meno servizi, meno accesso alle cure, meno possibilità di attività educative e di reinserimento”. “Le donne detenute rappresentano una minoranza, ma proprio per questo rischiano di essere invisibili, con spazi esigui, dimenticate nelle politiche pubbliche e nei servizi essenziali”.
di Veronica Crescente
primabrescia.it, 10 marzo 2026 Saranno inoltre avviati corsi specifici per consentire ai detenuti l’acquisizione di competenze in campo informatico, al fine di poter ottenere un lavoro in questo ambito. Ieri (lunedì 9 marzo 2026) è stato siglato nella sede di Confindustria Brescia il quarto accordo di collaborazione tra l’associazione di via Cefalonia, gli Istituti di Pena Bresciani, la Garante dei Detenuti e il Tribunale di Sorveglianza di Brescia, volto a potenziare le iniziative di reinserimento sociale dei detenuti. A prendere parte alla firma sono stati: Paolo Streparava (presidente Confindustria Brescia), Matteo Meroni (vice presidente Confindustria Brescia con delega a ESG), Arianna Carminati (Garante dei detenuti), Francesca Paola Lucrezi (direttrice delle carceri di Brescia) e Monica Cali (presidente Tribunale di Sorveglianza di Brescia).
volabo.it, 10 marzo 2026 L’11 marzo a Bologna il quinto incontro promosso da Insight Aps esplora l’esperienza di Ristretti Orizzonti e Ne Vale la Pena. Mercoledì 11 marzo 2026, dalle 16:30 alle 19:00, la Sala del Consiglio del Quartiere Navile a Bologna, in via Saliceto 3/20, ospita il quinto appuntamento del percorso tematico “Visioni Riparative tra dentro e fuori”. L’incontro, promosso da Insight APS, si concentra sul ruolo del giornalismo e della scrittura negli istituti penitenziari per favorire percorsi di consapevolezza e coesione sociale. L’evento accende un faro sulle redazioni nate all’interno delle carceri, spazi fisici e mentali dove le parole diventano lo strumento principale per ritrovare significato e costruire ponti con la cittadinanza.
ansa.it, 10 marzo 2026 I due ori Daniele Scarpa e Sandra Truccolo negli istituti penitenziari. Far arrivare un piccolo pezzo della storia dei Giochi anche negli istituti penitenziari italiani, portando ai detenuti il racconto di due ori olimpici e paralimpici. È questo l’obiettivo del progetto “Olimpiadi in carcere”, ideato dalla giornalista Giovanna Pastega per “Seconda Chance”, Ente del Terzo Settore e presentato oggi a Cortina d’Ampezzo nello spazio conferenze di Casa Veneto. Il progetto, che gode del patrocinio del Coni, della Fic e della Fick, e della Fondazione Cortina, porterà nelle carceri - dapprima venete e poi nel resto d’Italia - le storie di Daniele Scarpa, medaglia d’oro di canoa ad Atlanta nel 1996, e di Sandra Truccolo, oro paralimpico nel 1996 ad Atlanta e nel 2000 a Sydney. Il racconto della loro storia sportiva e personale in due documentari realizzati da Pastega si accompagnerà infatti a quello in prima persona dei campioni.
di Andrea Aufieri
Gazzetta del Mezzogiorno, 10 marzo 2026 “Non chiamiamolo tavolo sospeso, in quel caso qualcuno paga perché qualcun altro possa godere di qualcosa. Qui il denaro non c’entra. Qui entra in gioco la voglia di far vivere un momento di relazione e di normalità a chi non ne ha la possibilità”. È questa la filosofia con la quale Maurizio Raselli, chef di “3 rane ristoro”, in via Cavour a Lecce, ha abbracciato il progetto di “Prima persona plurale”, iniziativa ideata e promossa dall’associazione Fermenti Lattici - presieduta da Antonietta Rosato - e selezionata da “Con i Bambini” nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.
di Emanuele Floris
L’Unione Sarda, 10 marzo 2026 Un incontro toccante nel carcere di Bancali. È quello avvenuto oggi tra una ventina di detenute della sezione femminile e i rappresentanti dell’associazione “Riccardo Simula - La forza della vita”. Questi ultimi hanno regalato 2 cyclette e un coordinato fitness per ciascuna di loro approfittando dell’occasione della Festa della Donna appena trascorsa. L’associazione, fondata da Brunella Seghenzi, comprende coloro che soffrono la ferita di aver perduto un figlio. Ma, come hanno detto alle presenti, “non siamo qui per raccontare il dolore, ma per trasformarlo. Perché il dolore, se resta fermo, logora. Se invece si muove, può diventare una forza”.
di Massimo Franchi
Il Manifesto, 10 marzo 2026 Vanni Rinaldi, una vita nella cooperazione, nel suo libro “Intelligenza artificiale sociale. Usare l’Intelligenza artificiale per creare beni comuni digitali” (Rubbettino) analizza una situazione divenuta insostenibile e rilancia il progetto di algoritmi al servizio degli utenti. Da una parte l’intelligenza artificiale estrattiva delle big tech, alimentata usando i dati degli utenti - in gran parte inconsapevoli - per arricchire bilanci già da multinazionali. Dall’altra l’idea di un mutualismo digitale in cui gli utenti si uniscono e mettono in comune i propri dati per migliorare la vita di tutti. È da anni la missione che porta avanti Vanni Rinaldi, una vita nella cooperazione, che nel suo libro Intelligenza artificiale sociale. Usare l’Intelligenza artificiale per creare beni comuni digitali (Rubbettino, pp. 118, euro 14) analizza una situazione insostenibile e rilancia il progetto di algoritmi al servizio degli utenti.
AFFARI SOCIALI
di Michela Cirillo
La Stampa, 10 marzo 2026 Presentato a Milano con l’obiettivo di individuare i bambini e insieme accompagnarli nel superamento del trauma. Solo dal 2020 a oggi la stima è di 183 casi. Il centro di ascolto per gli orfani speciali di Torino, la prima struttura fisica in Italia dedicata ad accogliere e sostenere bambini e adolescenti rimasti orfani a causa di femminicidio. Sei parole: “Sono solo, non ho più nessuno”, seguite da una porta che si chiude. È questa l’immagine che rappresenta i 40 bambini che ogni anno perdono la propria mamma in un femminicidio, scelta per inaugurare l’Osservatorio nazionale indipendente sugli orfani speciali. Nato nel 2024 per colmare un vuoto, oggi entra nel pieno della sua attività.
di Isabella Fiore
Il Fatto Quotidiano, 10 marzo 2026 Quei luoghi che la storia di quarant’anni e passa consegnerà alla memoria dobbiamo tenerli vivi come antidoto alla marginalità futura. La mia città, Lamezia Terme, per più di 40 anni ha tenuto nelle sue viscere una bidonville recintata da muri di cemento armato; una bidonville abitata (si fa per dire!) da nostri concittadini lametini di etnia Rom avvolti nelle baracche “scarrupate”, protette da lamiere contorte, timidamente posizionate per riparare le famiglie dagli acquazzoni e dal vento; strutture insicure e per niente inclini a sollevare i bambini dai ricoveri nella pediatria del limitrofo presidio ospedaliero per la messa a punto dei bronchi colpiti da frequenti crisi respiratorie.
Avvenire, 10 marzo 2026 La commissione Libe del Parlamento europeo ha votato il testo proposto da popolari e destre. Ciriani (FdI/Ecr): “Riconosciuto il modello Albania”. Atteso a breve il voto in plenaria. La commissione per le Libertà civili del Parlamento europeo (Libe) ha approvato il testo sulla posizione negoziale dell’Eurocamera sul regolamento per i rimpatri, proposto da destre e popolari. Si tratta di un nuovo pacchetto di norme che prevede - tra le varie novità - l’istituzione di centri di rimpatrio in Paesi terzi al di fuori dell’Unione europea, l’estensione della detenzione fino a due anni per motivi di sicurezza e la redazione di una lista europea dei rimpatri e divieti di reingresso fino a dieci anni. Il testo adesso dovrà passare al voto della plenaria che, se gli eurodeputati chiedessero la procedura d’urgenza, potrebbe tenersi già questa settimana.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 10 marzo 2026 I giudici cattivi fanno rientrare dall’Albania i migranti cattivissimi e impediscono all’esecutivo di tutelare la sicurezza degli italiani. Il ritornello va avanti da giorni, in un gioco di sponda tra dichiarazioni di Giorgia Meloni, post social di FdI, servizi in tv e articoli sui giornali di destra. La verità, però, è il contrario di quanto sostiene il governo. “La novità che racconto stasera è che ora i giudici non hanno convalidato il trattenimento di un altro immigrato, stupratore di minore”, ha enfatizzato domenica la premier, intervistata da Fuori dal coro.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 10 marzo 2026 L’ultimo conflitto in corso, che sta infiammando il Medio Oriente e il Golfo, è la dimostrazione che siamo in preda all’adorazione della forza. “Nonostante ciò”, dice al Dubbio Tommaso Greco, professore ordinario di Filosofia del diritto nell’Università di Pisa, “il diritto internazionale non è in crisi”. Greco è autore del libro “Critica della ragione bellica” (Laterza), giunto alla quarta edizione. Alcuni passaggi del volume hanno trovato eco nel messaggio di papa Leone XIV in occasione della Giornata mondiale della pace.
di Cristina Giudici
vita.it, 10 marzo 2026 È stata una giovanissima prigioniera politica, arrestata quando aveva solo sedici anni. Oggi vive a Londra, dove lavora come psicoterapeuta ed è una nota attivista del comitato Campaign to Free Political Prisoners in Iran. “Si stima che siano 100mila i dissidenti nelle carceri”, racconta. “I detenuti hanno protestato per chiedere protezione. Sono stati picchiati e trasferiti nelle celle di isolamento nel seminterrato dove spesso avvengono le esecuzioni”. Shiva Mahbobi conosce bene l’abisso dei detenuti politici che oltre ad essere ostaggio del regime iraniano, devono convivere con il terrore di essere colpiti da una bomba o un missile. Lei, che è stata una giovanissima prigioniera politica, arrestata quando aveva solo sedici anni in Kurdistan, è rimasta ferita durante la guerra Iraq-Iran.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 4 marzo 2026)
Statistiche: affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi (aggiornamento al 9 marzo 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
APPUNTAMENTI
Incontro-dibattito. "Il compito delle leggi: come fondare una comunità" (Lodi, 11 marzo 2026)
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 15 marzo 2026
Incontro-dibattito. "Lavoro e teatro per rieducare il detenuto" (Sottomarina-VE, 20 marzo 2026)
CONCORSI E PREMI