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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di giovedì 9 luglio 2026
di Massimo Lensi
Left, 9 luglio 2026 Il carcere non è più soltanto il luogo nel quale si manifesta la crisi dell’esecuzione penale. Sta diventando il luogo in cui si ridefinisce, quasi nel silenzio generale, il rapporto tra amministrazione e giurisdizione. Dietro il sovraffollamento, la cronica carenza di personale, gli istituti fatiscenti, le continue violazioni dei diritti fondamentali e i ripetuti richiami rivolti all’Italia dalle corti nazionali e sovranazionali, si intravede ormai un problema ancora più profondo: il progressivo indebolimento degli strumenti di garanzia che dovrebbero assicurare la legalità dell’esecuzione della pena. È un cambiamento che fatica a entrare nel dibattito pubblico.
di Marco Perduca
huffingtonpost.it, 9 luglio 2026
In un’Italia dove c’è una sovrappopolazione carceraria di quasi il 140%, la direzione regionale dell’amministrazione penitenziaria toscana ha autorizzato come rimedio estremo l’uso di brande e materassi a terra nei corridoi per far fronte al sovraffollamento. La città di Lucca, che ha la sindaca più amata d’Italia, ha anche l’istituto di pena più fuorilegge di tutti. Dall’inizio di una delle più calde estati degli ultimi 50 anni, un detenuto, colpito da ictus, è morto in cella dopo 10 giorni di patente invalidità di cui nessuno s’era accorto; il Gip fiorentino ha sequestrato sette sezioni del carcere per le impraticabili condizioni sanitarie dei locali; una lettera al Garante per i diritti delle persone private della libertà ha denunciato acqua inquinata potenzialmente infettante.
di Maurizio Turco e Irene Testa*
partitoradicale.it, 9 luglio 2026
La lettera con cui i Presidenti dei Tribunali di Sorveglianza si rivolgono al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella conferma, purtroppo, ciò che il Partito Radicale denuncia da anni: la magistratura di sorveglianza è stata progressivamente abbandonata, nonostante svolga una funzione essenziale per garantire il rispetto della Costituzione e dello Stato di diritto. Già con la campagna ‘Giustizia #24’ avevamo denunciato numeri impietosi: appena 230 magistrati di sorveglianza, uffici con scoperture di personale che arrivano al 50%, chiamati a vigilare su 190 istituti penitenziari, a seguire decine di migliaia di persone in esecuzione penale esterna e a smaltire un arretrato enorme di pratiche.
di Simone Di Matteo
affaritaliani.it, 9 luglio 2026 Da una testimonianza giunta in redazione emerge il caso di un uomo che avrebbe scoperto un tumore allo stomaco in fase metastatica dopo mesi di richieste di assistenza rimaste inascoltate. Il dottor Filippo Marra, consulente tecnico esterno del Senato della Repubblica e membro della Segreteria di Stato, ha analizzato con noi la vicenda, soffermandosi sui profili giuridici e costituzionali della tutela sanitaria negli istituti penitenziari. Tra le numerose testimonianze che continuano ad emergere vi è quella di “Mario Rossi”, nome di fantasia utilizzato per tutelarne l’identità. Una vicenda che abbiamo deciso di sottoporre all’attenzione del Dr Filippo Marra, consulente tecnico esterno del Senato della Repubblica e membro della Segreteria di Stato ...
askanews.it, 9 luglio 2026 Per gli over 80 reclusi non ci sono statistiche del ministero. “C’è chi scrive di caso record per il 98enne che ha tentato di uccidere la moglie e si trova nel carcere di Genova. È sicuramente il detenuto più anziano di età in assoluto ma purtroppo oltre ad Antonio Russo che all’età di 88 anni, nonostante la grazia parziale ottenuta nei giorni scorsi, resta in carcere a Roma in condizioni di salute precarie, non ci sono statistiche del ministero della Giustizia sugli over 80 mentre circa 1.300 detenuti sono over 70 anni con patologie croniche”. Lo denuncia in un nota Aldo Di Giacomo, segretario del Sindacato Polizia Penitenziaria.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 9 luglio 2026
In piena sfida a destra in fatto di “remigrazione”, Fratelli d’Italia rilancia con una proposta di legge presentata ieri alla Camera che prevede il rimpatrio forzato degli immigrati extra Ue con condanne definitive superiori a un anno, al fine di far “scontare la pena nel Paese d’origine”. Un provvedimento che, ha spiegato il capogruppo dei deputati meloniani Galeazzo Bignami illustrando il testo, alleggerirebbe anche il sovraffollamento carcerario perché si potrebbe applicare, secondo gli obiettivi propagandistici di Fd’I, alla platea dei circa 16 mila detenuti di origine straniera, ossia il 29,8% dei 49 mila condannati in via definitiva che al 30 aprile 2026 risultavano detenuti nelle carceri italiane.
di Pietro Pellegrini*
vasodipandora.online, 9 luglio 2026A fine aprile un assistente capo della polizia penitenziaria di 42 anni si è tolto la vita nella sua abitazione a Torino. Lascia la moglie e una figlia di sei anni. Purtroppo non è il solo, il rischio di suicidio negli agenti è più elevato rispetto alla popolazione generale. Quando, per suicidio, muore un detenuto abbiamo perso tutti. Quando succede ad un agente, un lavoratore al servizio della comunità in nome dello Stato abbiamo perso tutti su diversi fronti. Quello umano, (della tragedia della quale non è possibile parlare perché non vi sono gli elementi, né questa è la sede), quello professionale e istituzionale.
di Daniela Palumbo
scarpdetenis.it, 9 luglio 2026 Il lavoro resta uno dei pilastri del reinserimento dei detenuti, ma nelle carceri italiane le opportunità di formazione e occupazione sono ancora distribuite a macchia di leopardo. Tra carenza di educatori, ostacoli burocratici e differenze tra istituti, soprattutto tra Nord e Sud Italia, il successo dei percorsi di rieducazione dipende spesso dall’impegno delle direzioni penitenziarie e dalla collaborazione con il territorio. Viaggio di Scarp tre le dolcezze che nascono in carcere. Si parla molto del valore del lavoro carcerario, portatore non (solo) di semplice occupazione, ma strumento di rieducazione e reinserimento sociale.
di Roberto Paglialonga
L’Osservatore Romano, 9 luglio 2026 C’è un modo di guardare al mondo delle carceri che trascende la pena, il reato, la colpa. È quello di chi non si accontenta degli stereotipi, ma punta al cuore e penetra col proprio sguardo, con la parola, con la potenza trasformativa dell’incontro, ogni storia. È quello che la Chiesa cerca di fare, da sempre. Perché “per entrare dentro ogni storia, serve l’amore che tutto spiega. L’opposto dell’odio, che tutto nasconde”. A dirlo è Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione, nel corso del convegno intitolato “Diritto all’esecuzione penale.
GIUSTIZIA
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 9 luglio 2026 Emendamenti di Fratelli d’Italia per ampliare il perimetro delle captazioni anche ai “reati spia” Ma sarà una pesca a strascico. “No” di FI alle osservazioni del procuratore nazionale antimafia. Volano gli stracci nella maggioranza sulla giustizia. Dopo il rinvio sine die del vertice che avrebbe dovuto fare il punto sulle riforme post referendum, tra Forza Italia e Fratelli d’Italia esplode un nuovo scontro. Questa volta il terreno di battaglia sono le intercettazioni e, soprattutto, i due emendamenti presentati l’altro giorno dai meloniani al decreto Giustizia per ampliare la possibilità di utilizzare le captazioni anche in procedimenti diversi da quelli per cui erano state autorizzate.
di Giovanni Pascuzzi*
Il Dubbio, 9 luglio 2026 Vasta eco sta suscitando la recente pronuncia della Cassazione penale n. 23006/2026 che ha sanzionato -sul piano dell’addebito delle spese processuali- la citazione di precedenti giurisprudenziali letteralmente inventati (“allucinati”) dall’intelligenza artificiale generativa. A. Leggendo la notizia (e non è certo il primo caso) mi è tornata in mente una problematica che appartiene ormai allo scorso millennio ma che mantiene intatta la sua valenza pedagogica. Molti decenni fa Redenti (“I nostri tesmoteti, ovvero “le massime consolidate della Corte Suprema”“, Riv. trim., 1949, 120) scriveva: “...prendere le massime c.d. ‘consolidate’ con beneficio di inventario ...
di Angelo Maietta
Il Sole 24 Ore, 9 luglio 2026 I lavoratori carcerari si trovano in una situazione di attesa della “chiamata al lavoro” rispetto alla quale non hanno alcun potere di controllo o di scelta. La Corte d’Appello di Roma (sentenza 16 giugno 2026 n. 3105) si pronuncia in tema di lavoro carcerario rispetto al quale può dirsi che: i lavoratori carcerari si trovano in una situazione di attesa della “chiamata al lavoro” rispetto alla quale non hanno alcun potere di controllo o di scelta; non rilevano ai fini della prescrizione le cessazioni intermedie, che, a ben guardare, neppure sono realmente tali configurandosi piuttosto come sospensioni del rapporto di lavoro, se si considera che vi sono una chiamata e un prefissato periodo di lavoro secondo turni e per un tempo limitato, cui seguono altre chiamate in un unico contesto di detenzione.
milanotoday.it, 9 luglio 2026 L’allarme lanciato da Antigone e Caritas Ambrosiana: sovraffollamento medio al 150% con punte del 200%. Il Tribunale di Sorveglianza: “Nessun istituto è sotto la capienza”. Celle stipate all’inverosimile, spazi al minimo e l’incubo delle ondate di calore estive che rischiano di trasformare gli istituti di pena in vere e proprie polveriere. La Lombardia si conferma la seconda regione d’Italia per emergenza sovraffollamento carcerario: nei 18 penitenziari del territorio sono oggi ammassate oltre 9.500 persone, a fronte di un tasso medio di affollamento che supera quota 150%, con picchi drammatici che toccano il 200%. A lanciare l’allarme è la sezione lombarda dell’associazione Antigone, che durante un incontro organizzato da Caritas Ambrosiana ha chiesto interventi immediati e urgenti per ridurre la pressione sulle strutture penitenziarie della regione.
ansa.it, 9 luglio 2026
È stato presentato a Pescara il progetto Restart, l’iniziativa che punta a rafforzare le competenze digitali delle persone detenute negli istituti penitenziari di Chieti, Pescara e Lanciano, promuovendone il reinserimento sociale e lavorativo attraverso percorsi di formazione, orientamento e accompagnamento all’occupazione. Ideato e promosso da Focus Formazione, Voci di Dentro Odv, Coop Recoopera e Associazione Lì Aps, riunite in un’Associazione Temporanea di Scopo (ATS), il progetto è stato selezionato e finanziato dal Fondo per la Repubblica Digitale - Impresa Sociale, risultando tra i 26 approvati a livello nazionale su oltre 500 candidature presentate.
di Barbara Todesco
Corriere del Veneto, 9 luglio 2026 Aveva 33 anni. Il suo avvocato: “Aveva paura, una ragione c’era”. Matteo Ghirardello, 33 anni, di Romano, è stato trovato senza vita nel bagno della sua cella del Due Palazzi di Padova, il 30 gennaio. Un decesso, quello del giovane padre recluso in carcere per una lunga serie di furti e rapine, sul quale la procura euganea vuole chiarezza. Il sostituto procuratore Andrea Girlando ha aperto un fascicolo a carico di ignoti. L’ipotesi di reato è l’istigazione al suicidio. La madre dell’uomo, Fiorenza Ponton, e il suo legale Letizia De Ponti non hanno mai creduto al gesto estremo. A spingere la procura a non archiviare il caso, sono stati una serie di dettagli allarmanti sollevati proprio dai familiari della vittima.
di Massimo Lensi*
Corriere Fiorentino, 9 luglio 2026 La vicenda di Sollicciano continua a essere raccontata soprattutto attraverso il sequestro di alcune sezioni, le polemiche politiche e il confronto tra magistratura, amministrazione penitenziaria e istituzioni locali. Tutti elementi reali, che meritano attenzione. Il rischio, però, è che il dibattito si fermi allo scontro tra articolazioni dello Stato, dimenticando il soggetto sul quale quello scontro produce gli effetti più pesanti: le persone detenute. In questo senso assume particolare rilievo la lettera che 26 presidenti di Tribunale di Sorveglianza hanno inviato al Presidente Mattarella, richiamando la grave carenza di personale, tale da compromettere l’effettiva tutela dei diritti costituzionali delle persone detenute. Dal punto di vista giuridico, la questione è più ampia del singolo provvedimento di sequestro.
di Giorgio Bernardini
Corriere Fiorentino, 9 luglio 2026 Non c’è respiro, come per chi vive e chi lavora in carcere. Quelle toscane sono al collasso. L’ultimo alert arriva da Antigone Toscana, che denuncia la situazione del penitenziario San Giorgio di Lucca, oggi privo del garante dei detenuti. Si tratta del carcere più sovraffollato d’Italia. Una struttura pensata per 33 persone che ospita circa 90 detenuti, con un tasso di affollamento superiore al 250% da oltre un anno. Per l’associazione, l’assenza della figura di garanzia, dopo le dimissioni della precedente garante nel novembre scorso, aggrava una situazione già segnata da ripetute denunce sulle condizioni all’interno dell’istituto. “In un momento così critico - sottolinea Antigone Toscana - la mancanza di questa figura rappresenta un fatto particolarmente grave”.
casertanews.it, 9 luglio 2026 La pm Alessandra Pinto racconta la vicenda di Fakhri Marouane: “Aveva intrapreso un percorso di rieducazione, mi scriveva delle lettere”. “Fakhri Marouane non era un santo come non lo sono altri detenuti, ma aveva fiducia nello Stato italiano e aveva per questo intrapreso un percorso di rieducazione, seguendo la scuola e corsi di scrittura. Sapeva di aver sbagliato e più volte me lo aveva confidato, ma è stato tradito proprio da rappresentanti dello Stato”. Sono parole cariche di pathos ed emozione quelle con cui la pm Alessandra Pinto, durante la requisitoria nel maxi-processo (105 gli imputati) per le violenze commesse dai poliziotti penitenziari il 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere ai danni di circa 300 detenuti del reparto Nilo, ricostruisce la vicenda del 30enne di origine marocchina Fakhri Marouane, vittima dei pestaggi e poi trasferito nel carcere di Pescara, dove nel maggio 2023 si diede fuoco; morì dopo due mesi di agonia al Policlinico di Bari.
di Stefania Consenti
Il Giorno, 9 luglio 2026
Non è un carcere per donne: “Poche e discriminate dietro le sbarre. Svaghi e lavoretti, qui a Bollate tutto di serie B”. Susanna Ripamonti, direttrice del periodico scritto dai detenuti e dalle detenute del penitenziario vicino a Milano, solleva il tema in un libro il cui ricavato andrà a finanziare il giornale: “Più ascolto, serve parità di genere e prevedere videochiamate con la famiglia”. “Il carcere è “maschio”. Una struttura pensata per gli uomini, pensata dagli uomini, che non ha la capacità di affrontare la specifica sofferenza delle donne. Le donne sono condannate a doppia pena”.
La Sicilia, 9 luglio 2026 La rivolta dei detenuti della casa circondariale di Enna seppur finita ha lasciato delle conseguenze ed aperto un focus su quelli che sono i problemi, mai risolti, dell’istituto penitenziario ennese. Anni di richieste e di appelli caduti nel vuoto che rendono ogni giorno la vita difficile al personale che vi lavora ma anche ai reclusi. Per cercare di dare una risposta alle esigenze espresse è intervenuto l’assessore regionale all’energia, l’ennese Francesco Colianni ieri in vista al “Bodenza”. Quanto accaduto “impone una riflessione seria e un’assunzione di responsabilità da parte di tutte le istituzioni” osserva Colianni condividendo che l’istituto “necessita di interventi infrastrutturali urgenti”.
di Sabrina Narezzi
La Prealpina, 9 luglio 2026 I detenuti battono contro le grate e chiedono diritti e condizioni più dignitose. È iniziata intorno alle 20.45 di ieri sera e s’è conclusa un’ora più tardi la protesta dei detenuti della casa circondariale dei Miogni. Dalle celle hanno iniziato a battere con forza vetri, persiane e oggetti metallici contro le grate, facendo risuonare il carcere per diversi minuti. Una manifestazione di disagio che, a distanza di oltre mezz’ora dall’inizio, era ancora in corso. Le voci dei detenuti si sono levate nitide all’esterno dell’istituto. “Abbiamo bisogno di aria”, “Vogliamo che siano rispettati i nostri diritti”, “Noi siamo esseri umani”, hanno gridato ripetutamente, accompagnando le parole con il rumore incessante dei colpi contro inferriate e serramenti.
genovaquotidiana.com, 9 luglio 2026 In commissione a Tursi la Consulta Carcere-Città fa il punto su formazione, inclusione sociale e lavoro. Cristina Lodi ed Emilio Robotti: “Serve una rete contro marginalità e recidiva”. La Consulta Carcere-Città torna al centro del confronto politico e amministrativo a Palazzo Tursi. Questo pomeriggio si è riunita la commissione consiliare congiunta Welfare, Sviluppo economico e Pari opportunità, dedicata all’organismo creato nel 2025 dall’Amministrazione comunale per rafforzare il rapporto tra sistema penitenziario e città, con l’obiettivo di accompagnare detenute e detenuti verso percorsi concreti di reinserimento sociale e lavorativo una volta scontata la pena.
di Gigliola Alfaro
toscanaoggi.it, 9 luglio 2026 Il racconto di don Enzo Pacini, direttore della Caritas e cappellano della Casa circondariale. Accoglienza, reinserimento sociale, giustizia riparativa, sensibilizzazione della cittadinanza. Sono tra le attività che la Caritas diocesana di Prato porta avanti con il sostegno dell’8×1000 alla Chiesa cattolica. “I progetti Caritas sul carcere sono attivi dal 2017 circa - ci racconta don Enzo Pacini, direttore della Caritas diocesana di Prato e cappellano della casa circondariale La Dogaia -, alcuni sono specificamente a favore di chi vive in carcere, per esempio abbiamo avuto la possibilità di avere dei fondi per i detenuti bisognosi e per sostenere anche un gruppo di volontari della San Vincenzo con cui collaboriamo che gestisce il guardaroba interno al carcere, con l’acquisto di biancheria per i detenuti che non hanno famiglia”.
Corriere del Mezzogiorno, 9 luglio 2026 Circa 1.500 persone con problemi di dipendenze sono state aiutate in carcere a ritrovare spazi di socialità e ad alleviare la sofferenza della detenzione, negli ultimi 10 anni. Succede a Napoli nella casa circondariale “Giuseppe Salvia” di Poggioreale, grazie al progetto “IV Piano” realizzato da Gesco e dalla coop associata “Era”, con il Dipartimento Dipendenze della Asl Napoli 1 Centro, i cui risultati sono stati resi noti nei giorni scorsi durante un convegno interno al carcere con il procuratore generale presso la Corte d’Appello Aldo Policastro e la partecipazione, tra gli altri, dei responsabili dell’amministrazione penitenziaria del carcere e regionale, della Corte d’Appello di Napoli e del Tribunale di Sorveglianza.
forlitoday.it, 9 luglio 2026 L’Associazione “Con...Tatto”, attiva da circa 20 anni all’interno e all’esterno del carcere di Forlì, dalle sue origini fornisce sostegno alla genitorialità delle famiglie e dei minori delle persone detenute. L’associazione di volontariato “Con…Tatto” ha risposto all’appello della direttrice del carcere di Forlì Carmela De Lorenzo, per rifornire le sale colloqui dell’Istituto di alcuni condizionatori finalizzati ad alleviare i momenti settimanali di visita delle famiglie, spesso con bimbi piccoli, presso i propri congiunti detenuti. Infatti, nel periodo più rovente dell’anno, le sale erano diventate invivibili e ogni tipo di attività ne risentita negativamente.
di Giovanni Caudo*
Il Domani, 9 luglio 2026 Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è stato il più grande programma di investimenti pubblici della storia recente del Paese e la prima preoccupazione era capire se le amministrazioni sarebbero state in grado di trasformare quelle risorse in opere, servizi e risultati concreti. Il 30 giugno si è chiusa la stagione del Pnrr. Per anni ne abbiamo discusso con parole tecniche: risorse, scadenze, milestone, target, gare, cantieri, capacità di spesa. Era inevitabile. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è stato il più grande programma di investimenti pubblici della storia recente del Paese e la prima preoccupazione era capire se le amministrazioni sarebbero state in grado di trasformare quelle risorse in opere, servizi e risultati concreti.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 9 luglio 2026 Il deputato Fabrizio Benzoni ha depositato un’interrogazione ai ministri dell’Interno e della Giustizia sul trattenimento dei minori stranieri non accompagnati e l’ha resa pubblica in una conferenza stampa alla Camera. Il punto di partenza è la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo nel caso H.D. contro Italia, del 9 aprile 2026, che ha condannato il nostro Paese per come è stato trattenuto un ragazzo minorenne al Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Isola di Capo Rizzuto, nel Crotonese, nel 2023. “Una recente sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo ha evidenziato gravi criticità nella tutela dei minori stranieri non accompagnati condannando l’Italia per il trattenimento di un minore in un centro destinato ad adulti e per l’inefficacia della tutela giurisdizionale”, ha spiegato il vicecapogruppo di Azione alla Camera.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 9 luglio 2026 La Lega impone la procedura urgenza sulla sua proposta. Avs: “Inseguono Vannacci”. Il testo è stato presentato due anni fa. Ora dovrà andare in Aula entro un mese. No alla cittadinanza per chi commette reati contro la persona o il patrimonio, revoca in caso di omicidio o violenza sessuale. Tensione con Forza Italia che vuole smarcarsi. I deputati di Futuro Nazionale già gongolano e lo chiamano “effetto Vannacci”. Ieri mattina l’aula della Camera ha approvato la procedura d’urgenza per un disegno di legge della Lega per restringere i criteri di accesso alla cittadinanza italiana. Un testo presentato a ottobre 2024, depositato in commissione e di cui mai più si era parlato.
di Youssef Hassan Holgado e Marika Ikonomu
Il Domani, 9 luglio 2026 Il voto per velocizzare il ddl sulle restrizioni allo status di cittadino. Lo chiamano “effetto Vannacci”, la gara della destra a costruire cittadinanze a sfumature diverse, distinguendo chi ha più diritti e chi ne ha meno, e minando uno status, quello di cittadino, che non protegge più dall’abuso di potere, perché per alcuni può essere sospeso o revocato. In vista delle elezioni e del crescente consenso di Futuro nazionale, i partiti di governo rincorrono il generale. Per questo la Lega ha richiesto di accelerare l’approvazione del ddl a prima firma Giancarlo Iezzi, in discussione alla Camera, che vuole introdurre modifiche restrittive alla legge sulla cittadinanza, prevedendo casi in cui è possibile sospenderla o revocarla.
Il Manifesto, 9 luglio 2026 Il Viminale dovrà effettuare “una ricognizione nei Cpr”. Entro sei mesi il Viminale dovrà effettuare “una puntuale ricognizione della situazione esistente nei Cpr”. Lo ha stabilito ieri il Consiglio di stato, che ha accolto il ricorso presentato dall’Asgi per ottenere un giudizio di ottemperanza. L’associazione infatti aveva già vinto un ricorso a ottobre dello scorso anno, nato dopo aver impugnato nel 2024 il capitolato d’appalto del ministero dell’Interno per la gestione e il funzionamento dei Cpr. Il ricorso venne respinto in primo grado, per poi essere parzialmente accolto in appello. In particolare vennero ritenute fondate due parti: una relativa a un’incongruenza tra lo schema di capitolato e i criteri stabiliti dalla direttiva ministeriale del 2022 in materia. La sentenza stabiliva che il decreto dovesse essere preceduto da un’istruttoria. Questa però, secondo i giudici di Palazzo Spada, non è avvenuta.
ESTERI
di Marco Iasevoli
Avvenire, 9 luglio 2026 L’entusiasmo con cui politici e industrie parlano di riarmo rischia di incrinare la credibilità della deterrenza e di allontanare i cittadini. Il consenso si gioca anche sul linguaggio con cui si raccontano difesa, sicurezza e pace. L’emblema è Mark Rutte, Segretario generale della Nato. Annuisce vistosamente quando Donald Trump rivendica nuove bombe lanciate sull’Iran. Sorride complice mentre il tycoon attacca la Spagna, che pure fa parte dell’Alleanza. E soprattutto parla di contratti in armamenti da bilioni di dollari con un’enfasi quasi fanciullesca. Si esalta tra proiettili di nuova generazione, droni, fregate, missili. Ma Rutte, ad Ankara, è solo la punta dell’iceberg di una sorta di fanatismo che ormai si stenta a contenere.
di Elisa Forte
La Stampa, 9 luglio 2026 Il portavoce di Riccardo Noury: “La contea di Harris ha detto che non chiederà la pena di morte, ma non c’è nessuna garanzia. In 50 anni ci sono state 600 esecuzioni”. Un ingegnere texano evaso con un jet privato, arrestato a Malpensa, oggi rinchiuso in un carcere sovraffollato di Ivrea, in Piemonte. Un ministro della Giustizia (Carlo Nordio) e una Procura generale che danno parere favorevole alla sua estradizione. E lui che ripete, agli avvocati e ai giudici, la stessa frase: “Ho paura di morire”. Il caso di Lee Morgenson Gilley, 39 anni, accusato dell’omicidio della moglie incinta e ora al centro della richiesta di estradizione verso il Texas, riporta al centro del dibattito una domanda che l’Italia si pone da decenni ogni volta che uno dei suoi tribunali deve decidere se consegnare una persona a un Paese dove la pena di morte esiste ancora: quanto valgono le “garanzie” fornite da un procuratore distrettuale, e chi ne risponde se vengono disattese? Ne parliamo con Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, da decenni osservatore delle vicende legate alla pena capitale nel mondo.
DOCUMENTI
Articolo. "Scrivere in carcere: i giornali dei detenuti. 2. Oltre i confini"
Articolo. Carcere di Siracusa, l’allarme del Garante: "Cavadonna è una raccolta di rifiuti sociale"
Articolo. "Cruel and unusual. La seconda Presidenza Trump e la pena di morte", di Davide Galliani
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 5 luglio 2026)
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