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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di mercoledì 8 luglio 2026
di Guido Vitiello
Il Foglio, 8 luglio 2026 La prigione è il ritratto di Dorian Gray di ogni governo, di ogni comunità politica, di ogni società. La lettera dei detenuti di Opera al presidente Mattarella, al ministro Nordio, al Dap e alla Camera penale di Milano porge all’Italia un ritratto dai lineamenti mostruosi. È ora di guardarlo. Non è vero che la politica si disinteressa del carcere: se ne preoccupa morbosamente, ma per tenerlo nascosto. Forse meglio di me può illustrarlo Oscar Wilde: “Ogni prigione edificata dagli uomini è costruita con i mattoni dell’infamia ed è chiusa con le sbarre per paura che Cristo veda come gli uomini straziano i loro fratelli. Con delle sbarre essi sfigurano la graziosa luna e accecano il buon sole; e bene fanno a nascondere il loro inferno, perché vi accadono cose che non dovrebbero mai esser viste né dal Figlio di Dio né dal Figlio dell’Uomo”.
di Luisa Bove
chiesadimilano.it, 8 luglio 2026 Martedì 14 luglio l’Associazione Antogone promuove una giornata nazionale di visite negli istituti di pena per sensibilizzare sulle situazioni anticostituzionali che si vivono al loro interno. L’Italia, la Lombardia e anche Milano si mobilitano per il carcere. L’Associazione Antigone, impegnata nella difesa dei diritti delle persone ristrette, lancia una giornata nazionale di visite negli istituti di pena. Sarà martedì 14 luglio, ma l’Arcivescovo di Milano, per impegni improrogabili, la anticiperà a lunedì 13, recandosi alle 13.30 al carcere minorile Cesare Beccaria (via dei Calchi Taeggi 20, Milano). Obiettivo dell’iniziativa, spiegano gli organizzatori, “è sensibilizzare intorno alla questione penitenziaria, oggi vera e propria emergenza sociale, politica e umana”.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 8 luglio 2026 Alle direzioni delle galere toscane è arrivata una circolare che prescrive di riempire tutti gli spazi rintracciabili e, esauriti questi, andando “se necessario anche oltre”. Spazio per fare due passi dal letto al cesso non c’era già prima (se non alzandosi uno alla volta). Ora non ce ne sarà e basta. Il carcere di Sollicciano - cioè di Firenze, città che vanta un corredo invidiabile di edifici dalle più varie destinazioni - ha da tempo scoraggiato le deplorazioni e le maledizioni, per eccitare sofisticati esperimenti dadaisti. Un gruppo di visitatori (i soliti, Lensi, Galli, Bundu, Palagi) ne è uscito l’altro ieri esibendo un sacchetto di cimici catturate - vive e illese, s’intende - dai detenuti, e sottolineandone anche uno specifico interesse entomologico, quanto a dimensioni e temperamento.
di David Maria Riboldi*
Avvenire, 8 luglio 2026 L’uscita dal carcere e la politica chiamata a misurarsi con una riforma sempre più necessaria. Fa tutto un po’ strano in questa storia di Alemanno, che esce di galera. Il 15 maggio 2025, al convegno “Per un gesto di clemenza” indetto dalla mia cooperativa La Valle di Ezechiele, Ignazio La Russa entrò con passo militare nella Sala Zuccari, si mise su una sedia in prima fila, tirò fuori carta e penna cominciò a scrivere. Non prendeva appunti: scriveva una lettera al suo amico Gianni Alemanno. “Se lo conosco bene, farà il partito dei carcerati”, disse il presidente del Senato. Effettivamente, tutti coloro che si battono per i diritti delle persone detenute hanno esultato per avere inaspettatamente tra le proprie fila un intrepido assertore della sicurezza e della certezza della pena. Intesa come carcere, chiavi e quant’altro.
di Giuseppe Belcastro*
Il Dubbio, 8 luglio 2026 Ne abbiamo provate di strade nel corso di questi anni, con la fronte metallica di chi persegue gli obbiettivi, a qualunque costo, consapevole di giocare partite con capitali altrui di vita, speranze, famiglia, salute. Interlocuzioni, documenti, astensioni, proteste, agitazioni non hanno prodotto risultati commisurati all’impegno. La situazione della esecuzione della pena nel nostro distretto resta, infatti, drammatica. È il dramma delle carceri - luoghi di tale annichilimento della persona e dell’anima che il pallottoliere di quest’anno segna già 33 suicidi - di cui l’opinione pubblica è più consapevole. Ma è anche il dramma, questo molto meno percepito, di un altro luogo della giurisdizione dove il sipario si alza proprio quando il processo finisce e la pena irrogata deve essere eseguita: il Tribunale e gli Uffici di Sorveglianza, dove donne uomini operano con l’obbiettivo di dare concretezza alla lungimirante risocializzazione pensata da madri e padri costituenti come conclusione del cammino esecutivo.
di Marcello Basilico
Il Dubbio, 8 luglio 2026 Istituendo la Scuola superiore della magistratura nel 2006, il legislatore la volle dotata di “autonomia organizzativa, funzionale e gestionale, negoziale e contabile”. Lo ribadisce il suo statuto e non poteva essere altrimenti: essa, infatti, concorre alla crescita professionale dell’ordine giudiziario, autonomo e indipendente per Costituzione. Infatti, sino ad allora essa era affidata al Csm stesso. Espressione dell’autonomia della Scuola è stata il conferimento della sua direzione, storicamente, a un presidente emerito della Corte costituzionale, figura super partes per rango istituzionale e statura giuridica. Vi si sono succeduti Valerio Onida, Gaetano Silvestri, Giorgio Lattanzi, fino a Silvana Sciarra.
di Giuseppe Baldessarro
La Repubblica, 8 luglio 2026 La decisione dopo la richiesta della procura di Bologna che ha voluto mandare un segnale. Indagini su altri complici. Roberto Savi è detenuto nel carcere di Ferrara. Il trasferimento da Bollate sarebbe stato deciso dopo una richiesta della procura di Bologna, a seguito dell’intervista rilasciata a Francesca Fagnani per la trasmissione di Rai2 “Belve crime”. E dell’interrogatorio dei pm durante il quale si è avvalso della facoltà di non rispondere. Comportamenti che confliggono, rispetto ai quali i magistrati bolognesi hanno voluto lanciare un segnale. Il capo della banda della Uno Bianca a inizio maggio scorso aveva deciso di rompere il silenzio dopo 32 anni.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 8 luglio 2026 Processo sulla Cascina Spiotta. Condannato a 6 anni solo Lauro Azzolini, pena di fatto già scontata. Cinquantuno anni dopo i fatti - e cinque anni dopo la riapertura dell’indagine - il processo di Alessandria per i fatti della Cascina Spiotta è finito con un sostanziale nulla di fatto: sei anni di condanna per Lauro Azzolini, non luogo a procedere per intervenuta prescrizione per Mario Moretti e Renato Curcio. La procura aveva chiesto ventuno anni per il primo e l’ergastolo per gli altri due.
TERRITORIO
quotidianodellumbria.it, 8 luglio 2026 Il Garante dei detenuti dell’Umbria denuncia un sistema penitenziario “al limite dell’inciviltà giuridica e umana” e chiede un intervento urgente contro sovraffollamento e carenza di personale. “Il sistema carcerario sta implodendo e ha raggiunto livelli di inciviltà giuridica e umana incredibili”. È la denuncia del Garante dei detenuti della Regione Umbria, l’avvocato Giuseppe Caforio, che interviene commentando una circolare del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria della Toscana inviata alle direzioni degli istituti penitenziari del distretto.
di Pietro Mecarozzi
La Nazione, 8 luglio 2026 La procura sta cercando di individuare i responsabili delle condotte ai danni di agenti, medici e reclusi impiegati dall’amministrazione. Il gip: “Ambienti (sequestrati) sporchi e insalubri”. Ben 446 reclami presentati da altrettanti detenuti al tribunale di sorveglianza di Firenze nell’arco di tre anni. Sette suicidi dal 2023 a febbraio 2026 e 195 tentati suicidi nello stesso periodo. Sono solo alcuni dei preoccupanti dati che, insieme a testimonianze, documenti e sopralluoghi, fotografano nelle carte dell’inchiesta della procura di Firenze la situazione horror di Sollicciano. Nell’ordinanza del gip Alessandro Moneti di fine maggio - di cui la procuratrice capo Rosa Volpe ha negato la diffusione ai giornalisti - viene ripercorsa la (triste) storia del penitenziario fiorentino e le condizioni disastrose in cui versa attualmente l’istituto.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 luglio 2026 Per due sere di fila, la Casa circondariale di Bologna è rimasta senza acqua e i detenuti hanno rifiutato di rientrare nelle celle. In alcune sezioni sono stati appiccati piccoli incendi, altri reclusi si sono barricati per protesta e solo dopo ore di mediazione della polizia penitenziaria la situazione è tornata sotto controllo. A raccontarlo sono tutte le organizzazioni sindacali del corpo, che hanno scritto alla direzione dell’istituto e al provveditorato per chiedere interventi urgenti. Il documento porta la firma congiunta di Sappe, Sinappe, Osapp, Uil, Fns Cisl, Con.Si.Pe, Cnpp/S.pp e Fp Cgil, ed è indirizzato alla dirigente Rosa Casella e, per conoscenza, al provveditore Silvio Di Gregorio.
romasette.it, 8 luglio 2026 Presentata in Campidoglio la relazione annuale della Garante di Roma Capitale. Le priorità: salute, lavoro, abitare, condizioni materiali degli istituti e tutela delle persone più vulnerabili. “Non possiamo più parlare di emergenza. Dobbiamo affrontare i problemi del carcere per quello che sono: fenomeni strutturali”. Lo ha detto la Garante delle persone private della libertà personale di Roma Capitale Valentina Calderone presentando ieri, 6 luglio, in Campidoglio la Relazione annuale 2025. Il risultato è un quadro che conferma “profonde criticità all’interno degli istituti penitenziari della Capitale: dal sovraffollamento alle difficoltà di accesso ai diritti fondamentali fino al drammatico aumento dei tentativi di suicidio”, evidenziano dal Campidoglio.
di Dario Freccero
Il Secolo XIX, 8 luglio 2026 “Un uomo di questa età, oltretutto ferito, non può stare qui. È una follia”. L’anziano di Savona che lunedì ha tentato di uccidere la moglie malata, e poi di farla finito lui stesso (doppio intento fallito), è ricoverato nella quarta Sezione. Ci sono primati di cui si farebbe volentieri a meno. Da poche ore il carcere genovese di Marassi ne ha uno nuovo, tristissimo: ha varcato i pesanti cancelli della struttura un detenuto di ben 98 anni. Anzi, ne compirà tra poco 99. È l’anziano di Savona che poche ore, al culmine della disperazione per non riuscire più a vedere un futuro possibile, ha imbracciato il suo fucile e sparato all’anziana moglie malata tentando poi di togliersi la vita lui stesso (non è riuscito in nessuno dei due intenti). Una notizia che lascia l’amaro in bocca e fa riflettere, non solo per l’età anagrafica dell’uomo, ma per il peso della tragedia umana che l’ha portato fin lì.
firenzedintorni.it, 8 luglio 2026 Il giovane, invalido civile al 75%, ha trascorso tredici mesi nel carcere fiorentino. Tra muffa, freddo, cibo insufficiente e problemi di salute, oggi denuncia le condizioni dell’istituto. Giorgio, 25 anni, invalido civile al 75%, ha trascorso oltre tredici mesi nel carcere di Sollicciano per una condanna definitiva a un anno, quattro mesi e dieci giorni. Oggi, tornato a vivere con i genitori a Sesto Fiorentino, racconta la sua esperienza per denunciare le condizioni del penitenziario, sostenendo che la struttura andrebbe demolita e ricostruita. Il giovane ricorda di aver trascorso i primi mesi nella sezione accoglienza, oggi sequestrata, dove avrebbe contratto una bronchite a causa della muffa.
di Jessica Quilici
La Nazione, 8 luglio 2026 Il carcere che da un anno detiene il triste record del più sovraffollato d’Italia - con tassi costantemente sopra il 250% - da novembre è sprovvisto di un Garante dei detenuti, figura chiave per garantire i diritti dall’interno. Una situazione che ha fatto puntare su Lucca anche gli occhi dell’associazione indipendente Antigone, da anni impegnata a sorvegliare il rispetto delle garanzie nel sistema penale e penitenziario. “A fronte di una sistematica e continuativa violazione dei diritti fondamentali delle persone all’interno delle nostre carceri legata alla disumana condizione di sovraffollamento che caratterizza praticamente tutti gli istituti di pena toscani ed italiani desta particolare preoccupazione quanto sta avvenendo a Lucca - dicono dalla sezione toscana -.
vitatrentina.it, 8 luglio 2026 Il garante dei diritti dei detenuti della Provincia di Trento, Giovanni Maria Pavarin, aderisce alla mobilitazione nazionale di tre giorni (da lunedì 13 a mercoledì 15 luglio) sui gravissimi problemi del sistema carcerario italiano. “La Conferenza Nazionale dei Garanti territoriali - si legge nel comunicato diffuso dai garanti - chiede un gesto di clemenza, un provvedimento deflattivo immediato, serio, selettivo e costituzionalmente orientato. Non è buonismo, è responsabilità. Un sistema saturo non rieduca, non cura, non reinserisce e non produce sicurezza. Chiediamo l’introduzione di una liberazione anticipata speciale, portando da 45 a 75 giorni per ogni semestre la detrazione di pena per chi partecipa positivamente al percorso trattamentale.
di Laura Bosio
Cremona Oggi, 8 luglio 2026 Molte le iniziative della Caritas Cremonese nella casa circondariale, tra cui ascolto, sostegno concreto, attività sportive e sensibilizzazione della comunità. La Caritas Cremonese rafforza il proprio impegno per il reinserimento delle persone detenute con un nuovo progetto che punta a offrire, al termine della pena, un alloggio e un’opportunità lavorativa. L’iniziativa, realizzata con il sostegno dei fondi dell’8xmille e in collaborazione con la cooperativa Nazareth, prevede la messa a disposizione di una struttura con due posti letto e due posti di lavoro per accompagnare gli ex detenuti verso un percorso di autonomia. A darne notizia è il sito della Diocesi di Cremona.
di Sandro Marotta
La Stampa, 8 luglio 2026 L’iniziativa porta la firma della Fondazione Azzoaglio. Quaranta ventilatori sono in arrivo nelle celle del carcere di Cuneo. Di fronte ai picchi dell’ondata di calore, 10 garanti dei diritti dei detenuti di tutto il Piemonte (tra cui anche Saluzzo, Alba e Cuneo) due settimane fa avevano sottolineato come le alte temperature stessero “aggravando una situazione già fortemente compromessa dal sovraffollamento e dalle criticità strutturali”. La direzione della casa circondariale di Cerialdo ha adottato una soluzione, accettando una donazione di 1.200 euro da Fondazione Azzoaglio, per l’acquisto di decine di ventilatori da tavolo.
ufficiostampabasilicata.it, 8 luglio 2026 “Distanze brevi, sguardi lunghi - Il carcere nelle regioni a scala umana” è il tema del convegno promosso dal Coordinamento Nazionale Operatori per la Salute nelle Carceri Italiane e dal CVS Basilicata, in collaborazione con il Centro per la Giustizia Minorile per la Puglia e la Basilicata. L’iniziativa, accreditata ECM, si è svolta questa mattina nella Sala “Inguscio” della Regione Basilicata, a Potenza. A cinquant’anni dalla riforma dell’ordinamento penitenziario, la Basilicata si propone come laboratorio di una medicina penitenziaria a misura d’uomo, capace di rafforzare il legame tra carcere e territorio. Ad aprire i lavori il presidente del Coordinamento Nazionale Operatori per la Salute nelle Carceri Italiane (Co.N.O.S.C.I.) Sandro Libianchi.
ansa.it, 8 luglio 2026 Protesta delle associazioni. Una cella di tre metri per due nel cuore di piazza Montecitorio, sotto il sole rovente del pomeriggio romano. È l’immagine scelta da una rete di associazioni, sindacati e realtà impegnate nella tutela dei diritti umani per portare davanti al Parlamento l’emergenza delle carceri italiane. Il flash mob, promosso dalla senatrice di Avs Ilaria Cucchi insieme ad Alleanza Verdi e Sinistra e a Pid onlus, denuncia un’estate dietro le sbarre segnata da caldo soffocante, sovraffollamento e diritti che - è l’accusa dei promotori - rischiano di sgretolarsi sempre più. Un messaggio affidato anche allo slogan della protesta: “Vivere in una cella non è solo stare chiusi. Caldo mortale, sovraffollamento: quando la pena diventa tortura”.
di Raffaele Simone*
Il Domani, 8 luglio 2026 Un’inchiesta di Le Monde ha riaperto il dibattito. Anche in Francia si intensificano i segnali di un tramonto della “parentesi Gutenberg”. Il passaggio epocale dalla pagina stampata al display ubiquo (smartphone, pc, tablet, smartwatch) è stato una deflagrazione: ha modificato radicalmente il grado di attenzione e la profondità dell’immersione cognitiva. Era il 1958 quando Aldous Huxley, nel suo Ritorno al mondo nuovo, a differenza di George Orwell che nel suo 1984 paventava l’avvento di un brutale potere di censura che avrebbe vietato i libri, intuì che la minaccia più grave era invece l’apatia culturale, cioè che la verità finisse per annegare in un mare di irrilevanza, di intrattenimento e distrazioni, distruggendo il desiderio di cercare conoscenze.
di Federico Capurso
La Stampa, 8 luglio 2026 Il piano di FI firmato dall’ultima compagna di Berlusconi. Proposta di legge in commissione Giustizia. Avs: obbrobrio. C’era quasi il rischio di dimenticarsi di lei, di Marta Fascina, deputata di Forza Italia e ultima compagna di Silvio Berlusconi. E invece Fascina, alla curva finale della legislatura, si è decisa a lasciare la sua impronta in Parlamento. Non dal suo scranno in Aula, che continua a frequentare poco, ma attraverso una legge che vuole aprire le porte del carcere a chi ha tredici anni. È la prima e unica proposta di legge prodotta da Fascina in quattro anni da parlamentare di maggioranza. E l’impressione è che non sia un’idea animata da un sincero afflato liberale.
di Simona Musco
Il Dubbio, 8 luglio 2026 Il sistema giudiziario italiano si trova di fronte a una complessa stagione di riforme, sospinto sia dalla necessità di centrare gli ambiziosi obiettivi di smaltimento dell’arretrato legati al Pnrr, sia dall’urgenza di recepire i nuovi vincoli normativi imposti a livello europeo. In questo scenario si inserisce il decreto-legge 12 giugno 2026, n. 100, che introduce una serie di misure urgenti per dare attuazione al Patto dell’Unione Europea sulla migrazione e l’asilo. Il Consiglio superiore della magistratura ha analizzato attentamente il provvedimento, esprimendo un parere (in discussione oggi) che, pur valutando positivamente l’impianto generale, mette in luce nodi critici, sfide organizzative e rischi di sovraccarico per gli uffici giudiziari.
di Leonardo Fiorentini
Il Manifesto, 8 luglio 2026 In Italia la cannabis evoca paure e pregiudizi, invece in Europa si valutano gli effetti delle sperimentazioni del governo del fenomeno. La Germania è oggi il più vasto laboratorio europeo sulla regolazione della cannabis. Dal 1° aprile 2024 gli adulti possono coltivarla e detenerla, oltre che partecipare a Cannabis Social Club. Non è consentita la vendita o la cessione gratuita. È dunque una legalizzazione prudente, non commerciale, molto diversa dal modello canadese o da quello di diversi Stati Usa. La prima fase di valutazione ha analizzato mercato, consumi, salute pubblica, criminalità. Il dato più importante riguarda i giovani: tra i 15 e i 17 anni il consumo, già in diminuzione prima della riforma, non risulta aumentato dopo.
DOCUMENTI
Articolo. "Scrivere in carcere: i giornali dei detenuti. 2. Oltre i confini"
Articolo. Carcere di Siracusa, l’allarme del Garante: "Cavadonna è una raccolta di rifiuti sociale"
Articolo. "Cruel and unusual. La seconda Presidenza Trump e la pena di morte", di Davide Galliani
Articolo. "Elvio Fassone: la giustizia oltre la sentenza", di Bruna Capparelli
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 5 luglio 2026)
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