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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di sabato 4 luglio 2026
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 4 luglio 2026 Protocollo fra il Dap e l’ordine dei giornalisti: 100 pc per i reclusi-redattori. Sono 37 oggi le testate scritte da detenuti. Presto i loro migliori articoli andranno sul sito del ministero. “Stare in una redazione mi dato istruzione, libertà di pensiero, mi ha aiutato nel dialogo con mio figlio. Soprattutto, mi ha fatto toccare con mano come, in un contesto sano, le persone possano davvero cambiare”. Il napoletano Salvatore Fani è uno dei redattori di Ristretti Orizzonti, lo storico giornale dei detenuti del carcere di Padova, uno dei 37 che - in forma cartacea oppure digitale - attualmente vengono realizzati negli istituti di pena italiani, anche grazie al contributo di giornalisti professionisti.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 4 luglio 2026 Sono 37 le testate giornalistiche che si avvalgono di redazioni all’interno degli istituti penitenziari. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti hanno siglato un protocollo, che prevede anche la donazione di 100 pc da distribuire per uso giornalistico nelle case di reclusione. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio: “La possibilità di portare negli istituti penitenziari questa forma di espressione è uno step di grande valore”. Sostenere, promuovere e valorizzare le testate giornalistiche nelle carceri e favorire la nascita di nuove esperienze.
di Marco Belli
gnewsonline.it, 4 luglio 2026 Rafforzare il ruolo dell’informazione come strumento di crescita culturale, responsabilizzazione e reinserimento sociale delle persone detenute. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, presentato oggi a Roma nella sede del CNOG. Alla conferenza stampa sono intervenuti il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il viceministro Francesco Paolo Sisto, il presidente del CNOG Carlo Bartoli e il capo del DAP Stefano Carmine De Michele. Presente anche il capo di Gabinetto di Via Arenula Antonio Mura.
di Simona Musco
Il Dubbio, 4 luglio 2026 I presidenti dei Tribunali scrivono a Mattarella: poche unità nonostante l’emergenza carceraria e il sovraffollamento record. Non si può indebolire la magistratura di Sorveglianza. Specie “in questo particolare momento di grave emergenza carceraria”, dovuto a un “sovraffollamento ai massimi storici che comprime gravemente le condizioni umane all’interno degli istituti”. Farlo significa “compromettere l’effettività della funzione giurisdizionale” in un settore nel quale “la tempestività delle decisioni rappresenta essa stessa garanzia dei diritti inviolabili della persona”. È con questo durissimo richiamo alla “tutela dei diritti fondamentali delle persone private della libertà personale” che il primo luglio, giorno della stabilizzazione degli addetti all’ufficio del processo, i presidenti di tutti i Tribunali di Sorveglianza d’Italia ...
di Andrea Pugiotto
L’Unità, 4 luglio 2026 Il ricorso di un detenuto richiuso a Sollicciano in condizioni degradanti è diventato l’occasione per la Consulta di rispondere a una domanda cruciale per l’intero diritto dell’esecuzione penale. Una pagina appena. Tanto misura il decreto con cui il Presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso, il 30 giugno scorso, ha ammesso sei opinioni scritte nel giudizio promosso dal Tribunale di sorveglianza di Firenze sulle condizioni detentive del carcere di Sollicciano. Un atto processuale apparentemente di routine, che non anticipa alcuna valutazione sul merito della questione. Eppure, difficilmente avrebbe potuto raccontare di più.
di Alessandra Tersigni
collettiva.it, 4 luglio 2026 Quasi 65 mila persone detenute a fronte di poco più di 51 mila posti regolamentari. Un tasso medio di sovraffollamento del 126%, che supera il 150% in oltre cinquanta istituti penitenziari e raggiunge punte superiori al 200% in alcune strutture. I dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria aggiornati a maggio 2026 restituiscono l’immagine di un sistema penitenziario arrivato a un punto critico. Dietro i numeri ci sono celle sovraffollate, spazi inadeguati, difficoltà nell’accesso alle cure, carenza di attività trattamentali, formative e lavorative. Ma soprattutto ci sono persone: l’articolo 27 della Costituzione stabilisce che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
societadellaragione.it, 4 luglio 2026 La Corte costituzionale ha ammesso l’amicus curiae depositato dalla Società della Ragione nel giudizio sulle condizioni inumane di detenzione nel carcere fiorentino di Sollicciano. La questione sarà discussa in udienza pubblica il 22 settembre 2026, con relatore il giudice Francesco Viganò. Il procedimento nasce dal ricorso di una persona detenuta che aveva denunciato infiltrazioni, infestazioni, condizioni igieniche compromesse e spazi estremamente ristretti. Nonostante un ordine del Tribunale di sorveglianza rivolto all’amministrazione penitenziaria, le violazioni accertate non erano state rimosse.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 4 luglio 2026 Arriva il giorno della verità per Rodriguez: era entrato in carcere con la mandibola fratturata e aveva denunciato i poliziotti. Comincia questa mattina l’autopsia sul corpo di Dennis Antonio Rodriguez Matute, il detenuto di 26 anni trovato morto all’alba di mercoledì nella sua cella del carcere della Dogaia, a Prato. Ed è un esame che dovrà rispondere a una domanda resa ancora più pesante da una coincidenza difficile da ignorare: quello stesso mercoledì, alle tre del pomeriggio, il giovane avrebbe dovuto sedersi davanti ai magistrati della procura di Prato per raccontare le presunte violenze subite dalle forze dell’ordine durante il suo arresto, avvenuto a metà maggio. Non ci è mai arrivato. I suoi due compagni di cella lo hanno trovato disteso sul letto, senza vita, nelle prime ore del mattino.
di Elisabetta Zamparutti
L’Unità, 4 luglio 2026 Continua la serie degli “amicus curiae” di Nessuno tocchi Caino su Domenico Papalia, l’ergastolano più ergastolano che vive in Italia avendo già espiato ininterrottamente mezzo secolo di pena. Ha conosciuto tutte le forme più afflittive della detenzione previste dalla legge penitenziaria, a tal punto che il carcere lo ha segnato nella forma più dura, quella della pena corporale e della tortura. È sopravvissuto a tutto questo, speranza contro ogni speranza, grazie a una forza d’animo straordinaria. Sul tavolo dei magistrati - che devono decidere se i suoi 81 anni di età, i 50 di pena espiata e le sue condizioni di salute siano ancora compatibili con lo stato di detenzione - sono sicuramente giunte le cosiddette “informative della DDA” che raccontano un altro Papalia, quello della preistoria criminale.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 4 luglio 2026 Alessandra Truscello, quando entrai nel carcere pisano, nel 1996, era una ragazza di trent’anni, e sembrava una ragazza di venti. Dunque molto seria, molto gentile, molto magra, dai lunghi capelli neri. Un’educatrice: nel lessico ufficiale si sarebbe chiamata “funzionaria della professionalità giuridico-pedagogica”, terribilità dei progressi sindacali e ministeriali. Avevo alle spalle galere precedenti, e un’età ragguardevole, l’idea di essere rieducato da quella ragazza o dai suoi bravi colleghi, uomini e donne - Salvatore, Piera, Loredana, Orlando, Liberata - mi faceva sorridere. Avemmo nove anni da trascorrere insieme, pressoché quotidianamente, ci sbrigammo a volerci bene.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 4 luglio 2026 Ancora una volta la Cedu bacchetta l’Italia in tema di violenza di genere. E ancora una volta lo fa censurando la “cultura sessista e stereotipata” che continua a serpeggiare nelle aule di giustizia, con il rischio di esporre le donne che denunciano a una vittimizzazione secondaria. Come avviene ed è avvenuto nell’ultimo caso esaminato dalla Corte di Strasburgo, che ha condannato il nostro Paese per aver agito male e con ritardo in una vicenda di violenza domestica. A “stupire” i giudici, si legge nella sentenza pubblicata il 2 luglio, sono le parole utilizzate da una pm di Benevento.
Il Sole 24 Ore, 4 luglio 2026 Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n. 120/2026, depositata oggi, pronunciandosi sulle questioni sollevate dal Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Siracusa in un procedimento penale riguardante il trasporto via mare di trentaquattro migranti. Non sono costituzionalmente illegittime le pene previste per il reato di morte o lesioni come conseguenza dei delitti in materia di immigrazione clandestina, introdotto nel 2023 dal cosiddetto “decreto Cutro”. Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n. 120/2026, depositata oggi, pronunciandosi sulle questioni sollevate dal Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Siracusa in un procedimento penale riguardante il trasporto via mare di trentaquattro migranti.
Il Sole 24 Ore, 4 luglio 2026 La Cassazione ribadisce l’orientamento già espresso e che fa applicazione del principio del favor rei per cui l’applicazione ai processi pendenti del nuovo regime di sostituzione della pena non include il divieto in caso di sospensione condizionale. La Corte di cassazione ha accolto il ricorso che lamentava la mancata presa in considerazione della richiesta di sostituzione della pena detentiva breve perché dichiarata incompatibile con la sospensione condizionale della pena. La sentenza n. 24832/2026 ha respinto il ragionamento dei giudici di merito sull’applicabilità della preclusione per fatti commessi ante Riforma Cartabia.
di Rossella Conte
La Nazione, 4 luglio 2026 C’è carenza di posti? In casi di emergenza si possono utilizzare anche brande e materassi a terra. È quanto ha comunicato il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, attraverso il provveditorato regionale della Toscana, ai direttori delle carceri. In particolare, per far fronte a dinieghi ad accettare detenuti per il sovraffollamento, si devono utilizzare “tutti gli spazi disponibili fino al raggiungimento del limite indicato e se necessario anche oltre, adottando in tali casi ogni iniziativa ritenuta opportuna, compresa, in via estrema per quanto assolutamente provvisoria, la collocazione di brande o materassi a terra”.
di Alessandra Rossi
Il Secolo XIX, 4 luglio 2026 Per l’associazione Nessuno Tocchi Caino e la Camera Penale ligure “è inaccettabile”. Sopralluoghi nelle case circondariali di Marassi, Pontedecimo e Imperia. Nel carcere di Marassi i detenuti della seconda sezione, quelli con condanne definitive, hanno rivestito di stoffa le plafoniere di neon perché persino la luce aumenta in maniera insopportabile il caldo di queste giornate. Il rubinetto del bagno resta sempre aperto con l’acqua fredda per rinfrescare lo yoghurt o persino l’ambiente. E quel caldo opprimente aumenta ad ogni piano che si sale. A raccontarlo è Fabiana Cilio, presidente della Camera penale ligure, reduce in questi giorni da alcuni sopralluoghi nelle carceri di Marassi, Imperia e Pontedecimo insieme a Nessuno Tocchi Caino e in collaborazione con il neonato Movimento Italiano Diritti Detenuti.
di Niccolò Gramigni
La Nazione, 4 luglio 2026 Il vicepresidente dell’Ordine, Mangini: “Preoccupa il fatto che all’assessora Monni sia stato impedito di accedere ai locali. Fondamentale garantire la piena tutela dei percorsi di cura per i detenuti”. Il carcere fiorentino di Sollicciano è sempre più nel caos e il fatto che all’assessora regionale alla sanità Monia Monni sia stato negato l’accesso ai locali dell’articolazione della salute mentale non getta certo acqua sul fuoco. Anche l’Ordine degli psicologi della Toscana manifesta forte preoccupazione. “Preoccupa il fatto che all’assessora regionale alla sanità Monia Monni sia stato negato l’accesso ai locali dell’articolazione della salute mentale durante la visita istituzionale, perché la trasparenza è fondamentale garantire la piena tutela dei percorsi di cura per i detenuti”, afferma Simone Mangini ...
di Eleonora Dragotto
La Repubblica, 4 luglio 2026 Il Garante Luigi Pagano: “I detenuti sono troppi, inutile girarci intorno”. La notte è un inferno, perché mentre tu sei chiuso dentro, il cemento rilascia il calore”. A. N. ricorda così le estati passate al carcere di Bollate, da cui è uscito nel 2024. La sua cella si trovava al quarto piano, il più caldo. “Lì la situazione è invivibile, visto che al posto del tetto c’è una colata di catrame”. Per i detenuti l’aria condizionata non esiste, né in cella né negli ambienti comuni. “Ho visto compagni collassare in biblioteca a causa dell’afa”. E persino ottenere dei ventilatori è complicato. “Per problemi amministrativi, era possibile acquistarli solo a luglio inoltrato”.
di Giuseppe Baldessarro
La Repubblica, 4 luglio 2026 Per due giorni consecutivi sono rifiutati di rientrare in cella e hanno appiccato il fuoco. La denuncia dei sindacati della penitenziaria. Proteste, incendi e una lunga trattativa per far rientrare la situazione. La mancanza d’acqua all’interno dell’intero carcere della Dozza ha provocato due notti ad alta tensione. Lo dicono in una nota congiunta i segretari di tutte le sigle sindacali della polizia penitenziaria (Sappe, Sinappe, Osapp, Uil, Cisl, Con.Si.Pe, Cnpp/S.pp e Cgil) che chiedono “interventi immediati all’amministrazione e a tutte le autorità competenti”.
Il Resto del Carlino, 4 luglio 2026 La camera penale e l’osservatorio lanciano l’appello per le condizioni di vita “L’Arginone è caratterizzato da uno stato di emergenza. Aumentati i suicidi”. Il carcere ‘scoppia’ (163 detenuti in più rispetto alla capienza) e le condizioni di vita continuano a essere preoccupanti. A lanciare l’allarme la Camera Penale Ferrarese e l’Osservatorio Carcere: “Constatiamo - spiegano - con sempre maggiore preoccupazione, che la situazione nel carcere Costantino Satta di Ferrara è sempre più critica ed allarmante. Nella giornata del 30 giugno si è tenuto, in assemblea legislativa, il convegno ‘Il Contrasto al sovraffollamento penitenziario e alla recidiva: dall’esecuzione penale alla reintegrazione sociale’, in seguito al quale si apprende che sono reclusi nella casa circondariale di Ferrara, 163 detenuti in più rispetto ...
di Claudio Bressani
La Stampa, 4 luglio 2026 La visita di una delegazione del Pd e dei giovani del partito: “Restano carenze d’organico tra gli agenti e sovraffollamento”. La visita di ieri al carcere di Novara di una delegazione del Pd e dei Giovani Democratici è caduta in un momento di trasformazione epocale per l’istituto di via Sforzesca, mentre vengono chiusi dopo mezzo secolo i reparti riservati al 41bis, cioè a mafiosi e terroristi sottoposti a un trattamento particolarmente rigido. Nei giorni scorsi i 70 detenuti sono stati trasferiti a Vigevano nell’ambito di una riorganizzazione nazionale del 41bis, da concentrare in 7 istituti anziché nei 12 precedenti.
di Giuseppe Muolo
Avvenire, 4 luglio 2026 Don Cambareri, cappellano dell’Ipm di Bologna, con “Habitat” aiuta i giovani a muoversi nel mondo. Una volta liberi “camminiamo accanto a loro, hanno potenzialità sorprendenti”. Finito un incubo, ne stava per iniziare un altro. Per Khaled la porta dell’Istituto penale per minorenni di Bologna si è aperta lo scorso 12 marzo. Dopo sei mesi in carcere, si è ritrovato nuovamente in mezzo alla strada. Senza nessuno ad accoglierlo. E senza documenti. Stava per essere portato in un Cpr, per essere rimpatriato. Ma alla fine è rimasto in Italia. Adesso è in attesa di ottenere il permesso di soggiorno, ha trovato una casa e da poco anche un lavoro. La sua vita è cambiata grazie ad “Habitat”, un progetto nato grazie a don Domenico Cambareri, il cappellano dell’Ipm di Bologna.
di Martina Ghedini
Il Resto del Carlino, 4 luglio 2026 Aperta in viale Buon Pastore, fa parte del laboratorio gastronomico del Sant’Anna. Zanoli (Eortè): “Tutti meritano un’altra possibilità”. Maletti: “Il carcere deve rieducare”. Tortellini, tortelloni e ravioli fatti a mano dai detenuti del carcere Sant’Anna. Apre in viale Buon Pastore 205 la nuova bottega del laboratorio gastronomico Sant’Anna, dove saranno venduti i prodotti realizzati all’interno della casa circondariale nell’ambito di un percorso di formazione e lavoro avviato due anni fa. Le seconde possibilità acquistano valore quando diventano occasioni concrete: “L’apertura della bottega - spiega Roberto Zanoli, presidente della cooperativa Eortè - rappresenta un passaggio importante, ma da oggi inizia la sfida più impegnativa: costruire la sostenibilità economica del progetto.
di Giuseppe Del Bello
La Repubblica, 4 luglio 2026 “Noi per Nisida”, l’Ordine dei Medici di Napoli scende in campo. Un messaggio di speranza e, soprattutto, un sostegno pratico quello per il quale si stanno impegnando gli eredi di Ippocrate. L’annuncio è arrivato ieri a conclusione della presentazione nell’auditorium della Riviera di Chiaia del progetto-scuola dedicato ai ragazzi ristretti nell’Istituto penale per minorenni di Nisida. Ma cosa possono fare i camici bianchi per quei tanti giovani dei quali è auspicabile un recupero di vita nella società? Un recupero possibile soltanto se la comunità sociale si darà da fare mirando esclusivamente a questo obiettivo e non soltanto alla pena detentiva. Lo ha spiegato bene il presidente dell’Ordine partenopeo, entrando nel dettaglio dell’iniziativa che, coinvolgendo 50 ragazzi dell’Istituto, sta promuovendo incontri ...
chiesadimilano.it, 4 luglio 2026 Mercoledì 8 luglio, presso Caritas Ambrosiana, dibattito a partire dalla 22ma edizione del Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia, che “fotografa” una situazione allarmante anche nella nostra regione. Il 22° Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia racconta una situazione efficacemente sintetizzata dal titolo: “Tutto chiuso”. Dati e analisi proposte dall’associazione, che da anni conduce una puntuale attività di monitoraggio, con visite negli istituti penitenziari di tutta Italia (102 nel 2025), descrivono una situazione sempre più fuori controllo: oltre il 60% delle persone detenute passa in cella tutta la giornata, fatte salve le ore d’aria previste dalla normativa; le attività sono limitate, così come ridotti sono gli spazi per la socialità; l’ingresso della “società esterna” ...
di Stefano Vaccari
Il Domani, 4 luglio 2026 Nel libro “Non è un gioco, è azzardo” (Futura editrice) attraverso un lungo dialogo con il giornalista Marco Ciarafoni, ho cercato di raccontare non soltanto il fenomeno dell’azzardo in Italia ma soprattutto le sue conseguenze umane, sociali, economiche e culturali. Ero sindaco di Nonantola, fino al 2004, quando iniziai a osservare da vicino l’impatto sociale dell’azzardo. Ogni storia raccontava lo stesso copione: famiglie spezzate, fragilità economiche e affettive, i primi segnali di una dipendenza destinata a divorare vite e relazioni. Nel gennaio 2013 un episodio rese ancora più evidente la portata del fenomeno. Un amico giornalista, ricevette minacce di morte: “Spariamo in bocca a Tizian”.
di Giulio Sensi
Corriere della Sera, 4 luglio 2026 Organizzazioni attive in aumento del 2,3 % e sempre più connessioni con le istituzioni Innovazione e impegno per la collettività. Il faro è su disabilità, anziani e minori. “Coinvolgeteci nelle politiche pubbliche”. Il non profit in Italia cresce sia per numero di organizzazioni attive sia per quello dei lavoratori ed è sempre più connesso con altri soggetti - enti pubblici, realtà private e cittadini - per portare avanti le proprie attività. La sua solidità e vitalità emergono in modo chiaro dagli ultimi dati diffusi da Istat relativi al nuovo censimento permanente delle istituzioni non profit condotto su un campione di 60 mila organizzazioni. Il registro statistico di Istat riporta un aumento del 2,3% di realtà attive a fine 2023 rispetto alla fine del 2022 e un aumento dei dipendenti del 3,2%, crescita che sale al 10,6% rispetto al 2019.
di Martina Ucci
Il Domani, 4 luglio 2026 Il viaggio nel luogo che è “porta d’Europa” ha una valenza doppia: il 4 luglio è il Giorno dell’Indipendenza Usa. Che Trump ha trasformato in uno show personale. Leone: “Gli immigrati hanno plasmato gli Stati Uniti”. Ultimu sciatu, così i suoi stessi abitanti definiscono l’isola di Lampedusa. Ultimo respiro. Ultima speranza per migliaia di migranti che hanno lasciato la propria casa nella speranza di cominciare una vita migliore. Primo approdo per molti che, dopo giorni in mare, stavano per perdere qualsiasi speranza di vedere realizzato il proprio sogno. Dalle continue prime pagine e aperture dei telegiornali, l’isola è tornata fuori dai radar e dalla propaganda politica.
DOCUMENTI
"Scrivere in carcere: i giornali dei detenuti. Ristretti Orizzonti”
Radio Carcere, di Riccardo Arena. "Se fioriscono le spine. Il romanzo scritto dal prof Glauco Giostra, che racconta la storia di due detenuti tra degrado carcerario e riscatto"
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 3 luglio 2026)
APPUNTAMENTI
Convegno. "Insieme per dare un futuro ai pazienti REMS" (Empoli, 4 luglio 2026)
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 6 al 12 luglio 2026
CONCORSI E PREMI