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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di lunedì 31 luglio 2026
di Antonio Sasso
ottopagine.it, 31 luglio 2026 “Nel primo semestre del 2026 sono stati recuperati o realizzati oltre 960 posti detentivi”. Lo riporta il comunicato relativo alla settima cabina di regia per l’edilizia penitenziaria, presieduta dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e che si è svolta ieri a Palazzo Chigi. Ma i nuovi posti non hanno inciso sul sovraffollamento: reparti chiusi, manutenzioni rinviate e strutture inagibili hanno ridotto ulteriormente la capienza effettiva degli istituti: così il sovraffollamento ha raggiunto il 139,7 per cento (+6,3 punti rispetto a un anno fa).
di Laura Biarella
Corriere della Sera, 31 luglio 2026 Sono circa 14.583 i detenuti potenzialmente interessati dalle nuove misure, oltre altre 8.173 persone che potrebbero accedervi dalla libertà con patteggiamento speciale, a fronte di 13.276 posti letto nelle comunità terapeutiche. Il provvedimento, di iniziativa governativa, introduce nel Testo Unico stupefacenti i nuovi istituti regolati dagli articoli 94-ter e 94-quater. È stato previsto un fondo da oltre 19 milioni di euro annui a partire dal 2026. La Camera dei deputati il 29 luglio 2026 ha approvato in via definitiva il disegno di legge che reca “Disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti”, già approvato dal Senato lo scorso 10 giugno.
di Stefano Giordano*
Il Riformista, 31 luglio 2026 Centocinquantatré sì, quarantadue no, ottantadue astenuti: con questi numeri la Camera ha varato, in via definitiva, il nuovo articolo 94-ter del Testo Unico Stupefacenti. Chi ha già gridato allo svuota-carceri farebbe bene a leggerlo: si applica solo a condanne non superiori a otto anni, solo a chi aderisce davvero a un programma di cura, solo quando l’affidamento in prova terapeutico non è praticabile. Nessun automatismo, nessuna amnistia mascherata. Curioso il fronte del no. Il M5S vi legge un cedimento sulla certezza della pena. Futuro Nazionale, la ragione opposta: troppa clemenza per chi delinque in stato di dipendenza, nessuna per chi si difende. Due forze sullo stesso voto, partite da premesse agli antipodi.
di Riccardo Renzi
Il Domani, 31 luglio 2026 Per decenni le attività svolte dai carcerati sono rimaste sospese in una zona grigia. Ora l’Inps riconosce l’indennità di disoccupazione anche nei penitenziari, ma con importanti eccezioni. Il vero problema resta la cronica insufficienza delle opportunità lavorative offerte ai detenuti. Per decenni il lavoro penitenziario è rimasto sospeso in una zona grigia giuridica. Da un lato era presentato come uno strumento fondamentale di reinserimento sociale, coerente con la funzione rieducativa della pena prevista dall’articolo 27 della Costituzione; dall’altro, quando il rapporto di lavoro cessava, al detenuto veniva spesso negata quella tutela contro la disoccupazione che rappresenta uno dei pilastri del sistema previdenziale italiano. Con la circolare n. 74 del 16 luglio 2026 l’Inps compie un cambiamento destinato ad avere effetti ben oltre il perimetro degli istituti penitenziari.
GIUSTIZIA
di Alberto Iannuzzi*
Il Fatto Quotidiano, 31 luglio 2026 Le vittime hanno diritto alla giustizia e lo Stato ha il dovere di intervenire. Ma proprio nei casi più difficili emerge la vera differenza tra la giustizia ordinaria ed una giustizia minorile matura. È durato davvero poco l’entusiasmo di Matteo Salvini per la notizia dell’arresto di un ragazzo di 14 anni, che il ministro dei trasporti si è subito affrettato a festeggiare come il primo disposto in applicazione del “decreto anti maranza”. Peccato, per lui, che non si trattava di un decreto legge, ma di una semplice proposta del governo, che per divenire legge avrebbe dovuto percorrere il prescritto iter parlamentare. A questo punto c’è da chiedersi: quanto tempo sarà durata la discussione in Consiglio dei ministri di un provvedimento così delicato, da non consentire al vicepremier di rendersi conto che si trattava di un disegno di legge e non di un decreto legge?
di Michele Gambirasi e Mario Di Vito
Il Manifesto, 31 luglio 2026 Rischio scontro con la Commissione Ue: il governo dovrà rivedere le norme sulla sorveglianza che aprivano al “Grande fratello digitale”. Contrordine. O meglio, ritirata. Il decreto legislativo che attua, solo nelle sue parti più poliziesche, l’Ai Act dell’Ue è destinato a cambiare da qui al 4 agosto, quando il consiglio dei ministri dovrebbe licenziarlo. I due articoli incriminati, l’8 e il 10, che allargavano le maglie del controllo facciale senza prevedere autorizzazioni della magistratura, sono finiti nel fuoco incrociato di una maggioranza in fibrillazione e della Commissione Ue.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 31 luglio 2026 Il provvedimento che amplia le prerogative della polizia nell’uso del riconoscimento facciale (senza il vaglio del giudice) riapre il dibattito sul rischio Grande Fratello. La sicurezza ha di certo un prezzo; quand’è che questo diventa troppo alto, gravando tanto sul piatto da sbilanciarlo a discapito dei diritti dei cittadini? È storia antica: già nei giorni drammatici de Covid l’Italia si lacerò sulla “sicurezza sanitaria” che imponeva l’adozione di misure restrittive della libertà personale per contenere il propagarsi dell’infezione. Il quesito è tornato attuale con l’ingresso della legge italiana sull’IA nella fase decisiva per la sua attuazione, e a seguito dell’accelerata, data dal Governo, all’iter di approvazione dello schema di decreto che stabilisce nuove regole in materia di utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale per le attività di polizia.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 31 luglio 2026 La “maggiore affidabilità” del nuovo strumento non è in sé già acclarata, mentre l’istanza di revisione deve prospettare quali siano i diversi risultati certi che il mezzo proposto può raggiungere per ribaltare la condanna. L’intelligenza artificiale non è nuova prova in sé e non è declinabile come fonte di assoluta affidabilità scientifica. Lo afferma la Cassazione con la sentenza 29015/2026. Infatti, la richiesta di revisione del processo in cui è stata pronunciata condanna deve fondarsi su prove nuove. Ma, nella nozione di nuova prova rientra anche la possibilità di rivalutazione - di quelle su cui si è ritenuta raggiunta la dimostrazione della responsabilità penale del condannato - attraverso l’applicazione di inediti strumenti tecnici, aggiornati dal progresso scientifico, e capaci di raggiungere un risultato diverso da quello che si era consolidato con il giudicato di cui si chiede la revisione.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 31 luglio 2026 Per la Cassazione, sentenza n. 28898/2026, la deroga prevista dall’art. 291, co. 1-quater, c.p.p. non si estende ai coindagati. L’omissione determina una nullità a regime intermedio. Le Sezioni Unite penali offrono una lettura rigorosa della riforma Nordio sul contraddittorio preventivo nelle misure cautelari, affermando che il diritto dell’indagato a essere ascoltato prima dell’applicazione della misura è personale e non può essere sacrificato per esigenze di gestione unitaria di procedimenti con pluralità di indagati. Con la sentenza n. 28898 depositata il 30 luglio, la Cassazione esclude che la deroga prevista dall’articolo 291, comma 1-quater, del codice di procedura penale - modificato dalla legge 114/2024 - possa essere estesa ai coindagati per i quali il previo interrogatorio resta obbligatorio.
di Luca Fiori
La Nuova Sardegna, 31 luglio 2026 La Procura apre una inchiesta. Nel tentativo di soccorrerlo, nove agenti della polizia penitenziaria sono rimasti intossicati. Tragedia nella notte nel carcere sassarese di Bancali, dove un detenuto sardo di 36 anni è morto carbonizzato a causa di un incendio divampato nella cella del reparto sanitario dell’istituto penitenziario. La Procura della Repubblica di Sassari ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo avrebbe appiccato personalmente il rogo. Nel tentativo di soccorrerlo, nove agenti della polizia penitenziaria hanno riportato lievi ustioni e un’intossicazione da fumo. Trasportati al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, sono stati medicati e sottoposti agli accertamenti del caso.
di Luca Fiori
La Nuova Sardegna, 31 luglio 2026 Detenuto morto a Bancali, la presidente della Camera penale di Sassari: “Grande dolore, la realtà è drammatica”. Sulla tragedia avvenuta nella notte nel carcere di Bancali a Sassari, interviene anche l’avvocata Maria Grazia Sanna, presidente della Camera Penale di Sassari “Enzo Tortora”, che esprime cordoglio per la morte del detenuto e richiama l’attenzione sulle condizioni del sistema penitenziario. “A nome della Camera Penale di Sassari desidero esprimere il più profondo cordoglio per la tragica morte del detenuto deceduto nel carcere di Bancali. In questo momento di grande dolore, la nostra vicinanza va innanzitutto ai suoi familiari, ma anche agli agenti della Polizia penitenziaria coinvolti nel drammatico intervento, che hanno operato nel tentativo di salvare una vita, riportando anch’essi conseguenze fisiche.
di Tiziana Tavella
La Sicilia, 31 luglio 2026 Sovraffollamento del 145,4% al carcere “Luigi Bodenza” di Enna. Il dato che assieme a quello della carenza di personale e di altre insufficienze racconta di un sistema ormai pronto al collasso, arriva dal report redatto dalla Camera penale di Enna dopo l’accesso ispettivo in adesione all’iniziativa “Ristretti ad agosto 2026” promosso dall’Osservatorio carcere dell’Unione camere penali italiane e che ad Enna, dopo gli allarmanti fatti di giugno e luglio, tra tentativi di evasioni, aggressioni alla polizia penitenziaria e pesanti rivolte ha il carattere della urgenza. Ad accedere all’istituto sono stati gli avvocati Giuliana Conte presidente della Camera penale, con il segretario Francesco Romano, i consiglieri Paolo Gioveni e Barbara Di Natale e la responsabile della camera penale per l’osservazione degli istituti penitenziari del circondario, Prima Cammarata.
di Stefano Sermonti
mondosanita.it, 31 luglio 2026 Concessione gratuita trentennale di spazi penitenziari per un poliambulatorio che garantisce accesso alle cure, supporto alle dipendenze e riduzione dei trasferimenti protetti. La Regione Lazio, l’Asl Roma 2 e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che prevede la concessione gratuita, per trent’anni, di uno spazio interno al penitenziario di Rebibbia destinato alla realizzazione del Poliambulatorio “Casa della Comunità di Rebibbia”. La delibera è stata approvata dalla giunta regionale il 23 luglio, su proposta del presidente Francesco Rocca, che ha seguito in prima persona l’iter del progetto. In base all’accordo, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria mette a disposizione a titolo gratuito il fabbricato A dell’istituto, azzerando i costi per l’acquisto o la locazione degli spazi.
cittadellaspezia.com, 31 luglio 2026 Inaugurato il nuovo spazio all’interno della struttura nell’ambito del progetto “Integr-Azioni”. In dieci anni la rete territoriale ha attivato oltre 260 percorsi di inclusione lavorativa. Guardare alla vita oltre il carcere, imparare un mestiere e ricominciare, avvicinarsi a questa opportunità anche quando si sta ancora scontando la propria pena. A breve, ad esempio, la casa circondariale di Villa Andreino alla Spezia avrà a pieno regime una cucina professionale di cui i detenuti potranno usufruire attraverso percorsi e laboratori mirati.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 31 luglio 2026 Monito sul “clima di reciproca intolleranza che semina i germi della violenza”. Cambiare le leggi a mo’ di zapping, sotto l’impulso di una certa cronaca nera, per di più in un Paese in ritardo di un anno nel “pieno recepimento delle indicazioni contenute nel Regolamento europeo sulla libertà dei media”, non significa rafforzare la sicurezza ma abdicare ai doveri dello Stato. Nel consueto saluto ai giornalisti prima della pausa estiva, Sergio Mattarella quest’anno accende un faro sugli affari interni, tira in ballo i resoconti giornalistici e mette il dito nella piaga dell’aggressività - politica, fisica e verbale - che dilaga sul territorio e nei palazzi, e che rischia di incrinare il tessuto sociale e la vita democratica italiana. “In una società civilmente ordinata, rassicurante per i cittadini, i comportamenti individuali devono rispettare le regole comuni, quelle della legge.
di Michele Ainis
La Repubblica, 31 luglio 2026 La sicurezza non è un diritto, bensì un limite all’esercizio dei diritti. È il caso della privacy, che può venire sacrificata quando entra in gioco l’esigenza di perseguire i criminali. È un cappio, che ci stringe il collo giorno dopo giorno. Che ci promette sempre maggiore sicurezza, primavera di bellezza. E che infine ci condanna a una morte da impiccati. Una morte civile, se non anche materiale. La morte dei diritti, delle libertà costituzionali. L’ultimo episodio ha per oggetto il riconoscimento facciale, e viaggia (come sbagliarsi?) per decreto. Non un decreto legge, come il decreto Rave con cui nell’ottobre 2022 esordì il governo Meloni, castigando con 6 anni di galera l’invasione di terreni o di edifici per raduni di massa, anche se avvengano senza consumo di stupefacenti.
di Mitja Gialuz
Il Domani, 31 luglio 2026 Le tecnologie Ai possono certamente rendere più efficaci la prevenzione e la repressione dei reati. Ma, senza limiti rigorosi, rischiano di trasformare lo spazio pubblico in un luogo di sorveglianza permanente. Nel silenzio dell’estate, con gli italiani al mare, le commissioni Giustizia e Affari costituzionali di Camera e Senato sono chiamate a esprimersi sullo schema di decreto legislativo che adegua l’ordinamento italiano al Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. Il provvedimento stabilisce entro quali limiti la polizia potrà utilizzare il riconoscimento facciale per identificare e localizzare una persona in tempo reale o ricostruirne gli spostamenti: una questione cruciale per la qualità della nostra democrazia. Queste tecnologie possono certamente rendere più efficaci la prevenzione e la repressione dei reati.
di Alice Oliverio
Il Manifesto, 31 luglio 2026 L’avvocato Blengino: “Al di là delle correzioni, sull’Ai il governo va in rotta con la Ue”. Carlo Blengino, avvocato specializzato nel diritto penale legato alle nuove tecnologie e all’utilizzo dei dati personali. La maggioranza adesso frena, ma sin qui quali sono le principali differenze tra il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale e il modo con cui l’Italia lo sta recependo?
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 31 luglio 2026 Dopo sedici anni di interventi e soluzioni provvisorie, circa 120 braccianti hanno finalmente un tetto vero. Restano i ritardi accumulati, i fondi perduti e l’incognita dell’accoglienza per i prossimi stagionali. Belle e brutte notizie per i lavoratori immigrati della Piana di Gioia Tauro. Lo smantellamento della disumana tendopoli/baraccopoli di San Ferdinando e il trasferimento degli immigrati in alcune palazzine di Rosarno, è accompagnato da luci e ombre. È certamente luce l’eliminazione del ghetto dove erano costretti a vivere centinaia di braccianti, che portano sulle nostre tavole i dolci agrumi calabresi. È certamente luce che circa 120 di loro abbiano finalmente una casa vera, non più di plastica e cartone.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 31 luglio 2026 Il portavoce Di Giacomo: “Numeri limitati su scala europea, ma il territorio è troppo piccolo e soffre”. A piedi superando il muro elettrizzato che segna la frontiera, oppure via mare, nuotando dalle città di Fnideq o Belyounech, in gruppi organizzati e divisi per disorientare la Guardia Civil che controlla ogni ingresso. Li chiamano harragas, quelli che “bruciano” la frontiera. Sono i migranti che dal Marocco provano a entrare in territorio europeo, nelle due piccole enclave spagnole di Ceuta e Melilla. Tentativi che si ripetono ormai da anni, almeno dal 2005, quando i primi gruppi hanno eluso i controlli riuscendo a superare il confine. Da allora le crisi sono cicliche e i tentativi massicci sono stati spesso repressi nel sangue.
aise.it, 31 luglio 2026 “L’Observatorio Venezolano de Prisiones (OVP) ha sollecitato con fermezza le istituzioni statali affinché venga avviata un’indagine indipendente, trasparente e rigorosa per accertare le reali condizioni di salute della popolazione carceraria in Venezuela Secondo l’organizzazione non governativa, l’elevata mortalità registrata all’interno degli istituti di pena non rappresenta più un insieme di episodi isolati. I decessi sono ormai divenuti una costante drammatica dell’odierno sistema penitenziario nazionale. La grave emergenza umanitaria scaturisce direttamente dalla cronica carenza di assistenza medica specializzata, dall’assenza di trattamenti farmacologici e dal progressivo deterioramento strutturato di tutti i centri di reclusione del Paese”.
DOCUMENTI
"Non tutti sanno". Notiziario della Casa di Reclusione di Roma Rebibbia. Numero luglio 2026
Articolo. "Riconoscimento biometrico e garanzie necessarie nello Stato democratico", di Mitja Gialuz
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 28 luglio 2026)
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