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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di giovedì 2 luglio 2026
di Coordinamento dei giornali e delle altre realtà di comunicazione sulle pene e sul carcere
Ristretti Orizzonti, 2 luglio 2026 È un protocollo che pone attenzione soprattutto sulla formazione, con alcune proposte in materia da parte del CNOG. Guarderemo con particolare attenzione questo nuovo “interesse” per i giornali dalle carceri da parte di CNOG e DAP, che si manifesta in particolare con la partecipazione all’evento del ministro della Giustizia Carlo Nordio, del Capo del DAP Stefano Carmine De Michele e del presidente dell’Ordine Carlo Bartoli, il protocollo è molto generale, cercheremo di capire quanto il CNOG può aiutarci a superare le difficoltà che alcune testate hanno incontrato e in qualche modo aiutarci a tutelare il diritto delle persone detenute a informare ed essere informate. A occuparsi di questo protocollo sarà per l’Ordine Daniela De Robert, che è sicuramente una giornalista attenta ai problemi delle persone detenute.
di Patrizio Gonnella
Il Manifesto, 2 luglio 2026 Settantacinque anni, malato, da poco colpito da ictus, entrato qualche giorno prima per scontare una pena non elevata, muore in solitudine nel carcere fiorentino di Sollicciano. Pochi chilometri più a ovest, alle Dogaie di Prato, a soli ventisei anni muore anche lui in carcere e non per scelta volontaria. Pare avesse denunciato violenze subite dalle forze di Polizia al momento dell’arresto. Due storie che non stordiscono l’opinione pubblica come dovrebbe accadere, che lasciano insensibili le istituzioni. Siamo a 114 morti nelle prigioni d’Italia dall’inizio dell’anno. Una parte viene qualificata dall’amministrazione penitenziaria come decessi con cause da accertare. Il punto è che restano tali anche nei mesi e anni a seguire.
di Sara Di Sciullo
adnkronos.com, 2 luglio 2026 Il presidente del Gnpl: “Segnalata lunga attesa per la liberazione anticipata”. Il sovraffollamento carcerario e le misure per contrastarlo, l’ondata di caldo eccezionale in tutta Europa e gli interventi negli istituti penitenziari, il sequestro disposto dal gip del Tribunale di Firenze di sei sezioni del carcere fiorentino di Sollicciano: ne parla in un’intervista all’Adnkronos Riccardo Turrini Vita, presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Gnpl).
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 2 luglio 2026 La Suprema Corte annulla il no del Tribunale di Locri a un detenuto che chiedeva di vedere la moglie senza agenti a vista. La Corte di Cassazione ha bocciato il Tribunale di Locri, che aveva negato a un detenuto i colloqui riservati con la moglie. L’uomo aveva chiesto di poterla incontrare senza il controllo a vista degli agenti, la possibilità aperta dalla sentenza numero 10 del 2024 della Corte costituzionale. I giudici calabresi avevano detto no per due motivi: la pericolosità del detenuto, condannato in via definitiva per associazione mafiosa e per omicidio e ancora sotto processo per un altro omicidio, e il fatto che il matrimonio fosse stato celebrato in carcere, senza prova di una convivenza precedente. La quarta sezione penale ha annullato quella decisione e ha rimandato il caso allo stesso Tribunale ...
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 2 luglio 2026 La rimessione alle Sezioni Unite delle norme sulla tutela del difensore da intercettazioni e perquisizioni, disposta dalla sesta sezione penale della Cassazione, non investe un dettaglio procedurale, ma il punto di equilibrio più delicato dell’intero sistema penale: il confine tra l’esigenza di ricerca della prova e la tutela della funzione difensiva. Il quesito è netto. Le garanzie che l’articolo 103 del codice di rito appronta per ispezioni, perquisizioni e sequestri negli uffici dei difensori hanno carattere soggettivo - perché ancorate alla qualità professionale dell’avvocato e alla salvaguardia del relativo segreto - oppure carattere meramente funzionale e, dunque, operano soltanto a favore del difensore dell’indagato o dell’imputato nel procedimento in cui l’atto si rende necessario?
di Angela Stella
L’Unità, 2 luglio 2026 Il Tribunale di Sorveglianza di Roma respinge il ricorso dell’anarchico al carcere duro dal 2022: “Il suo gruppo è pericoloso, potrebbe guidarlo”. Alfredo Cospito resterà detenuto al 41 bis. Il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha infatti respinto il ricorso presentato dalla difesa contro la proroga del regime di carcere duro disposto dal ministero della Giustizia, confermando il rinnovo della misura restrittiva per altri due anni. L’anarchico, rinchiuso nel carcere di Sassari, è sottoposto al 41 bis dal 2022. Il ricorso era stato presentato dall’avvocato Flavio Rossi Albertini, che aveva contestato le motivazioni alla base del decreto ministeriale.
di David Romoli
L’Unità, 2 luglio 2026 Stop alla semilibertà di cui usufruiva dal 2017. Non solo. L’ex Nar ora a Rebibbia è sorvegliato, chiuso in uno spazio “dedicato” 24h - senza poter avere rapporti con nessuno, né ricevere visite - a scontare tre anni di isolamento diurno. La funzione rieducativa della pena sarebbe sancita da un articolo della Costituzione spesso ignorato anche da chi sbandiera continuamente, a proposito e a sproposito, la sacralità della Carta. Capita che si vada oltre la semplice ignoranza dell’art. 27 della Costituzione e che la pena, per ottusità feroce o per una vendicatività che sopravvive ai decenni, sia utilizzata per stracciare e cancellare una rieducazione già avvenuta, certa, comprovata. È il caso del processo contro tre ex leader delle Br oggi tutti ultraottantenni.
GIURISPRUDENZA
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 2 luglio 2026 Il reato riqualificato e per il quale il giudice applica la misura non doveva essere già ipotizzabile al momento dell’autorizzazione dell’atto investigativo. Con la sentenza n. 24064/2026 la Cassazione penale ha accolto il ricorso in base all’effetto estensivo dello stesso e che, nel caso concreto, riguardava l’utilizzazione di intercettazioni disposte per un reato diverso rispetto a quello riqualificato dal tribunale del riesame e per il quale lo stesso tribunale ha adottato una misura cautelare. Il ricorso non aveva, infatti, posto nel focus la questione della legittimità dell’autorizzazione originaria.
TERRITORIO
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 2 luglio 2026 Prima il caso del 75enne colpito da ictus morto a Sollicciano, poi l’ennesima tragedia. “Una mattanza indegna di un Paese civile”. Il garante regionale dei detenuti Giuseppe Fanfani commenta così “lo stato di abbandono” in cui versa il pianeta carcere, dove negli ultimi giorni sono morti due detenuti, prima il fiorentino over 70 deceduto dopo il trasporto d’urgenza da Sollicciano all’ospedale San Giovanni di Dio, poi l’honduregno 26enne morto in cella a Prato. “Siamo di fronte ad una deriva inaccettabile - dice Fanfani - Questa striscia di morti è il frutto avvelenato di una concezione del carcere inteso unicamente come luogo di segregazione, di pura punizione e di totale abbandono, una realtà che si trova ad anni luce di distanza dal dettato dall’articolo 27 della nostra Costituzione”.
chiamamicitta.it, 2 luglio 2026 Il caldo estremo di questi giorni ha reso ancora più evidente una realtà che da troppo tempo viene sottovalutata: la condizione delle carceri emiliano-romagnole è ormai arrivata a un livello di forte criticità. Non si tratta solo di un problema organizzativo o logistico, ma di una questione che riguarda la dignità delle persone, la sicurezza degli istituti, le condizioni di lavoro degli operatori e la stessa efficacia della pena prevista dalla nostra Costituzione. I numeri parlano con chiarezza. Negli istituti penitenziari dell’Emilia-Romagna sono presenti quasi mille detenuti oltre la capienza regolamentare.
di Michela De Leo
Il Cittadino, 2 luglio 2026 Il Garante regionale, Doriano Saracino, indica le priorità per rendere più umana la detenzione. Con le alte temperature registrate in questi ultimi giorni, il caldo diventa una prova difficile per tutti. Ma c’è un luogo dove l’estate pesa ancora di più: il carcere. Celle sovraffollate, spazi ristretti, scarsa ventilazione e ore trascorse in ambienti dove l’aria fatica a circolare trasformano il caldo in un ulteriore elemento di sofferenza. Per comprendere meglio quali siano le principali criticità e quali interventi potrebbero migliorare la qualità della vita negli istituti penitenziari, abbiamo intervistato Doriano Saracino, Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale.
di Andrea Deidda
L’Unione Sarda, 2 luglio 2026 Il ministro della Giustizia difende il piano che trasformerà le carceri sarde. Non ci sarà alcun pericolo di infiltrazioni mafiose in Sardegna né problemi di sovraffollamento nelle carceri. Parola del ministro della Giustizia Carlo Nordio che risponde in questo modo a un’interrogazione del deputato sardo Mario Perantoni (M5S) sul piano per trasferire nell’Isola i detenuti in regime di 41-bis. “La finalità di questo regime - scrive Nordio - è impedire la permanenza di collegamenti tra soggetti detenuti e organizzazioni criminali, terroristiche o eversive. La stessa disciplina vigente prevede che i detenuti sottoposti a tale regime siano collocati in istituti dedicati o in sezioni speciali, logisticamente separate dal resto dell’istituto, preferibilmente in aree insulari”.
ansa.it, 2 luglio 2026 Arrestato per l’aggressione a un cameriere, aveva denunciato presunte violenze da parte dei poliziotti. È stato trovato morto all’alba nella sua cella del carcere della Dogaia a Prato, proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto essere ascoltato dalla procura della città toscana per riferire sulle presunte violenze che sosteneva di aver subito durante il suo arresto. Il detenuto deceduto è Rodriguez Matute, 26 anni, cittadino honduregno recluso con l’accusa di tentato omicidio e rapina per l’aggressione a Iacopo Cerbai, cameriere accoltellato nella notte del 12 maggio in piazza Mercatale a Prato.
La Nazione, 2 luglio 2026 L’uomo è entrato in carcere dopo aver avuto un ictus. Le sue condizioni di salute erano peggiorate. Portato in ospedale è deceduto per meningite. Un altro detenuto morto in carcere. È accaduto a Solliciano dove è moto un detenuto, italiano di 75 anni, rinchiuso in cella a metà giugno per scontare una condanna a quattro anni di reclusione. L’uomo, poco prima di entrare in carcere, era stato colpito da un ictus che gli aveva provocato la paralisi di un braccio e diverse conseguenze sul piano fisico. Domenica l’anziano si è sentito male nella sua cella, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Giovanni di Dio di Firenze, dove è morto per meningite.
di Angela Stella
L’Unità, 2 luglio 2026 Sono 137 i detenuti trasferiti dal carcere fiorentino dopo il sequestro di 7 sezioni disposto dal gip per mancanza delle condizioni igieniche e di sicurezza. Sono in totale 137 i detenuti interessati dalle operazioni di trasferimento e ridistribuzione dal carcere fiorentino di Sollicciano a seguito del sequestro di sette sezioni disposto dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura di Firenze per mancanza delle condizioni igieniche, di abitabilità e di sicurezza obbligatorie per i luoghi di lavoro. Lo ha reso noto ieri il vice ministro della giustizia Francesco Paolo Sisto rispondendo ad una interrogazione in commissione Giustizia della Camera presentata dal Partito democratico che chiedeva di fare chiarezza visto che fino ad ora il Dap non aveva fornito nessun dettaglio sui reclusi coinvolti.
di Francesca Del Vecchio
La Stampa, 2 luglio 2026 L’ondata di calore mette sotto stress il penitenziario: quasi 1.400 detenuti in una struttura progettata per poco più di 900, acqua che non arriva ai piani alti, blackout e assistenza sanitaria in difficoltà. C’è un momento in cui il carcere smette di essere soltanto un luogo di detenzione e diventa una prova di resistenza fisica. A Milano, penitenziario di Opera, quel momento coincide con l’ultimo piano. Le scale salgono verso il quarto livello e, gradino dopo gradino, l’aria si fa più pesante. Alla fine del corridoio il caldo non è più una sensazione: è un muro. Fuori la temperatura sfiora i quaranta gradi. Dentro sembra ancora più alta.
L’Adige, 2 luglio 2026 Dopo la visita all’istituto penitenziario, Filippo Blengino e Paolo Binda chiedono chiarimenti sulla presenza di un detenuto nato nel 1946 e denunciano criticità legate al disagio psichiatrico e alle limitate possibilità di lavoro. Un detenuto nato nel 1946, quindi prossimo agli 80 anni, è ancora recluso nel carcere di Trento. È quanto denunciano Filippo Blengino, segretario di Radicali Italiani, e Paolo Binda di Radicali Trento, al termine della visita effettuata oggi nella casa circondariale. “Nel carcere di Trento è detenuta una persona nata nel 1946. Ci chiediamo come un ottantenne possa ancora essere considerato socialmente pericoloso e, soprattutto, perché non sia stato possibile individuare una misura alternativa alla detenzione”, dichiarano i due esponenti radicali.
consiglio.regione.fvg.it, 2 luglio 2026 “È certo entro qualche anno si porrà un serio interrogativo, ovvero se Pordenone, città della Cultura europea, potrà fare a meno del carcere”. Lo afferma in una nota il Garante regionale dei diritti della persona, Enrico Sbriglia, a margine della partecipazione alla celebrazione della messa, officiata dal vescovo Giuseppe Pellegrini, in occasione della ricorrenza di San Basilide, protettore degli appartenenti al Corpo della polizia penitenziaria, promossa dalla direzione del carcere di Pordenone.
confagricoltura.it, 2 luglio 2026 Progetto dei Giovani di Confagricoltura Rovigo in collaborazione con l’Istituto agrario di Sant’Apollinare e l’Istituto penale. I Giovani di Confagricoltura Rovigo (Anga), l’Istituto agrario di Sant’Apollinare e l’Istituto penale minorile di Rovigo hanno avviato una collaborazione finalizzata alla realizzazione di un piccolo orto all’interno della struttura detentiva. Un progetto che mette al centro l’inclusione sociale, la formazione e la crescita personale dei giovani coinvolti. L’iniziativa vedrà Anga Rovigo impegnata nella gestione e nel coordinamento del progetto, mentre la parte operativa sarà affidata ai tecnici dell’Istituto Agrario di Sant’Apollinare, che affiancheranno i ragazzi dell’Istituto penale minorile nelle diverse attività agricole, dalla preparazione del terreno alla semina, fino alla cura delle colture e alla raccolta dei prodotti.
askanews.it, 2 luglio 2026 Flash-mob a mezzogiorno per replicare condizioni delle celle. Oggi a mezzogiorno in Piazza di Monte Citorio si terrà un site-specific di denuncia della strage di diritti in corso nelle carceri italiane, dove caldo torrido, sovraffollamento e assenza di ventilazione stanno mettendo a rischio la salute di detenuti e detenute, e del personale. Sarà un flash mob sotto il sole - si spiega - “che vuole replicare simbolicamente la drammatica situazione. Saranno pochi minuti ma, in carcere, anche pochi minuti diventano un’eternità”. Perché “3×2 è lo spazio minimo di una cella, quello in cui migliaia di detenuti e detenute sono costrette a vivere, anche in più persone. In alcuni istituti detentivi, infatti, il tasso di affollamento reale supera il 139 per cento e, durante l’estate, in assenza di ventilazione, le condizioni di vita diventano insostenibili. E la pena diventa una tortura”.
varesenews.it, 2 luglio 2026 L’appuntamento è per martedì 7 luglio 2026 alle ore 21:00 nella Cripta della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Masnago. Introdurrà la serata Fabio Passera, Consigliere della Provincia di Varese. Martedì 7 luglio 2026 alle ore 21:00 nella Cripta della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Masnago a Varese, l’Associazione Popolari Varesini organizza un incontro dal titolo “Facciamoci avanti per riparare la casa comune: il carcere”. Relatori saranno Sonia Caronni, Silvia Polleri e l’avvocato Luca Carignola. Si tratta del secondo incontro (dopo quello sulla povertà) messo in calendario dai Popolari che intendono rileggere il “Discorso alla città” tenuto dall’Arcivescovo di Milano Mons. Mario Delpini del Dicembre scorso.
di Laura Carrer
Il Domani, 2 luglio 2026 “La stessa azienda produttrice Axon ha progressivamente modificato il proprio approccio comunicativo in tema di sicurezza”, è scritto nel report dell’associazione di avvocati StraLi. Intanto il 6 luglio ci sarà l’incidente probatorio a Genova per il caso del ragazzo morto dopo un intervento dei carabinieri. Il taser non è un’arma priva di conseguenze. Un nuovo report dell’associazione di avvocati StraLi lo raffigura come uno strumento che entra in modo critico nella cronaca degli ultimi anni, soprattutto nei casi di persone fermate da militari o polizia in stato di agitazione, fragilità fisica o alterazione.
di Arcangelo Rociola
La Stampa, 2 luglio 2026 Intervista a Matteo Flora, imprenditore e docente universitario, sugli insulti social che hanno colpito il ministro Roccella dopo la scomparsa di suo marito. Matteo Flora è uno dei massimi esperti di internet in Italia. Per anni ha studiato le dinamiche dei social, dei discorsi di odio. Come imprenditore, come divulgatore. Insegna all’Università di Pavia. Da dove nasce l’odio online, dall’individuo o dal branco? “Dal branco. Ma questo branco non è un gruppo con un capo e una bandiera. È massa indeterminata che si coagula in un secondo intorno a un bersaglio. Il singolo commento è individuale. Ma non ci sarebbe mai slegato dal contesto. Arriva solo perché ci sono altri mille della stessa opinione. E chi lo scrive si convince di essere una goccia in mezzo al mare, quindi di base innocente”.
di Nello Trocchia
Il Domani, 2 luglio 2026 Migrante liberato dal Cpr albanese, il tribunale di Roma: “Alla luce di tale situazione di provvisoria incertezza, appare necessario ed equo privilegiare, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, la tutela della libertà personale quale diritto di rilevanza costituzionale. Per questi motivi non convalida il trattenimento di M.K.”. Due righe per sospendere l’impianto normativo sui diritti dei migranti voluto dal governo Meloni nonostante l’approvazione del regolamento europeo sui rimpatri. Regolamento salutato con giubilo e come una vittoria dalla presidente del Consiglio. La decisione è stata assunta dal tribunale di Roma, poche ore fa, e firmata dalla giudice Maria Carmela Magarò che ha liberato un migrante, rinchiuso nel Cpr di Gjader in Albania, in nome della tutela della libertà personale come diritto costituzionalmente preminente.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 2 luglio 2026)
APPUNTAMENTI
Convegno. "Insieme per dare un futuro ai pazienti REMS" (Empoli, 4 luglio 2026)
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 5 luglio 2026
CONCORSI E PREMI