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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di venerdì 24 luglio 2026
di Franco Corleone
L’Espresso, 24 luglio 2026 Tra le storture l’utilizzo di elementi ignifughi che si sono rivelati tossici. Come dimostrano casi recenti. Di fronte all’incandescente sovraffollamento l’amministrazione penitenziaria della Toscana con una circolare aveva suggerito di collocare i materassi nelle celle anche in terra, pur promettendo di regolarizzare rapidamente la sistemazione “di fortuna”. Che si tratti di un ossimoro o di un lapsus non importa, è certo che Margara e Gozzini si rivoltano nella tomba di fronte a una testimonianza inimmaginabile di violazione dei diritti umani.
di Andrea Andreoli
stradeonline.it, 24 luglio 2026 Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico, solitamente equilibrato e riflessivo, in un post che mi auguro figlio della fretta e della mancanza di tempo per una adeguata revisione, ha ritenuto di doversi adeguare ai toni emergenziali che tanti suoi colleghi parlamentari usano quando avvertono il bisogno di parlare il linguaggio dei social network. Colto probabilmente dalla preoccupazione che una singola voce potesse passare inosservata, ha incluso - nell’immagine a corredo del suddetto post - un coro a tre voci in marcato unisono: più carceri, più carceri, più carceri.
di Raffaella Stacciarini e Federica Valcauda
stradeonline.it, 24 luglio 2026 Esattamente una settimana fa abbiamo passato la notte davanti a San Vittore perché il fantasma di Enzo Tortora continua ad abitare queste mura. Non è un fantasma del passato: è una domanda che questo Paese non ha mai avuto il coraggio di affrontare fino in fondo. Tortora entrò in carcere da innocente, travolto da accuse inesistenti e da una macchina giudiziaria che arrivò troppo tardi a restituirgli ciò che gli aveva tolto. Da allora sono passati più di quarant’anni. Eppure continuiamo a riempire le celle di persone che una sentenza definitiva ancora non ce l’hanno. Nel cuore della notte, davanti a queste mura, il rumore ferroso di una porta che si richiude rompeva il silenzio come un monito.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 24 luglio 2026 Onorevole Gianni Alemanno, c’è una data per il suo incontro con il ministro Nordio? “Tra poche ore invierò una lettera formale alla sua segreteria. Comunque lui sa che voglio incontrarlo, avrebbe potuto anche chiamarmi. Voglio assolutamente parlarci perché secondo me non si rende conto della situazione delle carceri”.
cnel.it, 24 luglio 2026 Minunzio: “Alla base l’esigenza di favorire l’occupabilità delle persone sottoposte a misura penale”. Il Cnel ha approvato oggi il sesto disegno di legge predisposto nel quadro del programma Recidiva Zero, realizzato in collaborazione con il ministero della Giustizia, al fine di favorire l’inclusione sociale e lavorativa dei detenuti grazie a studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere. La proposta prevede l’istituzione di una Piattaforma nazionale delle competenze delle persone sottoposte a misura penale, nonché norme in materia di interoperabilità e gestione avanzata dei dati.
di Lina Palmerini
Il Sole 24 Ore, 24 luglio 2026 Tra i partiti di maggioranza oggi si assiste a uno scollamento evidente, innanzitutto sul tema delle intercettazioni che FdI vorrebbe estendere e Tajani no. E poi sul caso Roggero con un viceministro di Forza Italia, Sisto, che prende apertamente una posizione opposta a quella di Salvini e diversa pure da quella dei vertici del suo partito sulla grazia. Giustizia e sicurezza: c’era una volta un fronte di destra che marciava compatto. Potrebbe essere questo l’incipit nella nuova narrazione di una maggioranza che sembra aver perso il collante su due temi chiave per il Governo Meloni. Sono stati cinque - o forse di più calcolando l’immigrazione - i provvedimenti licenziati e mai c’era stato il cortocircuito a cui si assiste in queste ore.
di Vincenzo Bisbiglia
Il Fatto Quotidiano, 24 luglio 2026 Meloni: “Chi sbaglia, pagherà”. Schlein: “Propaganda mentre la benzina è a 2 euro”. Il Governo, su proposta della premier Giorgia Meloni e del Guardasigilli Carlo Nordio, ha approvato un disegno di legge che cambia la giustizia minorile, rafforzando di fatto l’imputabilità per gli under 18. Il provvedimento interviene sull’articolo 98 del Codice penale, introducendo una presunzione relativa di capacità di intendere e di volere per chi, al momento del fatto, abbia compiuto quattordici anni e non ancora diciotto. Esulta la presidente del Consiglio che in un messaggio social dice: “Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni. Anche quando è minorenne”.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 24 luglio 2026 La premier presenta il ddl approvato dal Consiglio dei ministri: “Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni, anche quando è minorenne”. Resta ferma l’età dell’imputabilità, ma cambia la presunzione di capacità di intendere e di volere: tutto quello che c’è da sapere. “Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni. Anche quando è minorenne”. Perciò, “il Governo ha approvato un disegno di legge che cambia le regole sull’imputabilità dei minori”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene a sera, poco dopo il termine del Consiglio dei ministri, per riassumere, in un video messaggio sui canali social, le motivazioni che hanno indotto l’esecutivo a varare un ulteriore disegno di legge contenente modifiche alla normativa in materia di imputabilità dei giovanissimi autori di reato.
di Simona Musco
Il Dubbio, 24 luglio 2026 Non si abbassa l’età, ma i ragazzi saranno considerati automaticamente imputabili. Meloni: “Chi sbaglia deve rispondere”. Nessun abbassamento dell’età dell’imputabilità da 14 a 13 anni, ipotesi pure avanzata alla Camera da Forza Italia con una proposta di legge a prima firma Marta Fascina. Il punto centrale del disegno di legge appena approvato dal Consiglio dei ministri riguarda invece il criterio di accertamento dell’imputabilità dei minori di età compresa tra i 14 e i 18 anni. Il testo, come spiegato in conferenza stampa dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, interviene sull’articolo 98 del Codice penale, modificando il meccanismo con cui viene valutata la capacità di intendere e di volere del minore.
di Stefano Giordano*
Il Riformista, 24 luglio 2026 Nel maxiprocesso per le violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, il pubblico ministero ha chiesto quattordici anni di reclusione per l’ex comandante della polizia penitenziaria, imputato di tortura. Legittimo. Poi, nel perorare l’accusa, gli si è rivolto direttamente: “sei un criminale”. E qui il discorso cambia. Sgombriamo il campo: non è questione di colpevolezza o innocenza dell’imputato - quel verdetto spetta al giudice, e a nessun altro. È questione di misura. Est modus in rebus, ammoniva Orazio: c’è una misura nelle cose, e confini oltre i quali il giusto non sa stare. Il nostro è un diritto penale del fatto, non dell’autore. Si è imputati di aver commesso un reato, non di essere criminali.
di Simona Musco
Il Dubbio, 24 luglio 2026 Il silenzio col quale il ministro della Giustizia Carlo Nordio lasciò cadere la richiesta d’arresto del torturatore libico Almasri, obbligando la Corte d’Appello di Roma a scarcerarlo poiché non in possesso del parere obbligatorio del guardasigilli, non potrà più ripetersi. Perché il ministro della Giustizia, dice la Corte costituzionale con la sentenza 143 di ieri, ha l’obbligo di trasmettere immediatamente al procuratore generale le richieste di cooperazione e i mandati d’arresto emessi dalla Corte penale internazionale, senza poterli far cadere nel vuoto né congelarli in attesa che i tempi scadano. La questione di legittimità era stata promossa dalla quarta sezione penale della Corte d’Appello capitolina sulla scorta della vicenda Almasri, accusato dall’Aia di gravi crimini contro l’umanità e torture nella prigione libica di Mitiga.
di Fabio Iuorio
ilmeridianonews.it, 24 luglio 2026 Dietro l’ordine del giorno depositato in Consiglio regionale c’è una domanda più profonda di qualsiasi cavillo giuridico: quanto affetto può sopravvivere alla reclusione? Qualche giorno fa a Napoli in Consiglio regionale i consiglieri di Alleanza Verdi e Sinistra Rosario Andreozzi e Carlo Ceparano hanno depositato un ordine del giorno che chiede alla Regione Campania di sostenere la realizzazione delle cosiddette “stanze dell’affettività” negli istituti penitenziari del territorio, veri e propri spazi riservati ai colloqui intimi tra detenuti e partner, senza il controllo visivo del personale. Si parla di sesso, certo, ma ridurre la questione a questo sarebbe l’ennesimo modo di non guardarla davvero. Si parla di corpi, di identità, di legami che lo Stato ha deciso per decenni di spezzare insieme alla libertà.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 24 luglio 2026 “Abbiamo visto le cimici nei letti dei detenuti, le infiltrazioni d’acqua su molti muri e reclusi ci hanno detto che l’acqua che viene dai rubinetti non è potabile”. Sono le parole dei membri di una delegazione di +Europa, Radicali, Ora! e Camera penale che ieri mattina ha effettuato una visita nel carcere di Sollicciano, dove sono sotto sequestro sette sezioni e sono in corso i trasferimenti dei reclusi verso altri penitenziari, prevalentemente in Toscana. Nonostante il sequestro e il trasferimento di varie persone, rimangono a Sollicciano situazioni di grave sovraffollamento, ad esempio al reparto del transito dove, come segnalato dalla delegazione, c’è un sovraffollamento di circa il 240 per cento.
di Claudio Dionesalvi
Il Manifesto, 24 luglio 2026 La madre: “Mio figlio depresso, lo tormentavano”. Il ragazzo di 25 anni si trovava ai domiciliari. Si è lanciato dal terzo piano durante una perquisizione dei carabinieri. È morto così, a Cosenza, Mohamed Amin Bassioud, 25enne di nazionalità italiana e di origini tunisine. Era agli arresti domiciliari e da tempo soffriva di un grave disagio psichico. Nel marzo scorso, era stato ricoverato nel reparto di Psichiatria dopo aver commesso atti di autolesionismo. Straziante il lamento della madre che ci accoglie e con dignità racconta l’accaduto: “Erano le due e un quarto - spiega la donna al manifesto - e sono rientrata dal lavoro, aspettavo un operaio che doveva ripararmi una finestra. Hanno suonato alla porta, ho aperto e c’erano due carabinieri. Non mi sono meravigliata, perché è accaduto altre volte che venissero a controllarlo”.
La Nuova Sardegna, 24 luglio 2026 Il ministro Carlo Nordio taglia il nastro del nuovo reparto a Uta. Un nuovo reparto completamente autonomo, destinato alla gestione dei detenuti sottoposti al regime speciale del 41 bis, è stato inaugurato questa mattina, giovedì 23 luglio, nella casa circondariale “Ettore Scalas” di Cagliari-Uta. Alla cerimonia ha partecipato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha definito l’apertura della struttura “il primo importante traguardo” del programma di costruzione e riqualificazione degli istituti penitenziari. Accanto al ministro, il direttore del carcere di Uta Pietro Borruto e Rosella Santoro, direttore generale per la gestione dei beni, dei servizi e degli interventi in materia di edilizia penitenziaria. Secondo il Guardasigilli, il progetto punta a coniugare le esigenze di sicurezza con il principio dell’umanizzazione della pena, anche nei regimi detentivi più severi.
di Massimiliano Melley
milanotoday.it, 24 luglio 2026 Numeri spaventosi dal sopralluogo dei consiglieri: otto su dieci sono dipendenti da sostanze e/o malati psichiatrici. Sovraffollamento reale al 200%. Ancora un sopralluogo a San Vittore da parte dei consiglieri comunali. È avvenuto giovedì mattina, 23 luglio. Risultato? La conferma di una situazione di gravissimo sovraffollamento e anche di conseguente sottorganico degli agenti penitenziari. Non è tutto: almeno l’80% dei detenuti è tossicodipendente e/o con una diagnosi psichiatrica accertata. I dati ufficiali, forniti dalla direzione, parlano di 1.156 detenuti di cui 69 donne, a fronte di una capienza teorica di 780 persone, sebbene i due raggi chiusi limitino la capienza reale a meno di 500 persone. L’indice di sovraffollamento si avvicina quindi al 220%.
di Beatrice Branca
Corriere di Verona, 24 luglio 2026 Le iniziative della Camera Penale dopo la visita in carcere: in tribunale posizionato un pallottoliere per la conta dei suicidi. Da settembre, intanto, nella casa circondariale partirà anche il percorso di ragioneria. “Nel giro di un anno sono stati ampliati gli spazi di lavoro dei detenuti all’interno del carcere e sono state implementate le attività lavorative e di formazione. Ci sono poi circa 60 detenuti che lavorano fuori. Da settembre partirà anche il diploma di ragioneria dell’istituto Bolisani di Villafranca e un altro percorso col Giorgi. Ci sono infine sette detenuti che iscritti all’Università. Sono segnali di una direzione, quella di Maria Grazia Bregoli che dal 2025 ha fatto scelte coraggiose.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 24 luglio 2026 C’è un libro uscito a giugno che andrebbe messo in mano a chi pensa che il carcere serva solo a togliere di mezzo le persone. Si chiama “La corda dell’ancóra. Voci da dentro”, lo pubblica La Vita Felice, costa 14 euro, e i diritti d’autore vanno alla Fondazione Città della Speranza di Padova, che finanzia la ricerca sulle malattie dei bambini. Ma la cosa che conta di più è chi l’ha scritto: sei detenuti della Casa circondariale di Belluno, sei uomini della sezione protetti che per tre anni e mezzo hanno partecipato al laboratorio di poesia “La crepa”, condotto dalla poetessa e volontaria Lorella De Bon. È un libro dei ragazzi del laboratorio, prima di tutto. Loro sono la voce, De Bon ha tenuto la penna ferma accanto e ha raccolto.
di Vittorio Minervini
Il Dubbio, 24 luglio 2026 La liturgia laica della sostenibilità, della tutela del paesaggio e dell’ambiente è diventata ormai un modo di essere, che a volte si vuole dimenticare soprattutto oggi, nel momento in cui venti di guerra agitano le bandiere di quegli Stati che ancora faticano a perdersi nel cielo blu stellato dell’Unione. È una liturgia nella quale si riconosce da sempre il Touring Club Italiano, che da oltre centocinquant’anni accompagna noi italiani. E una sera alle Tremiti, in un villaggio che rispecchia in pieno l’ideale culturale del TCI, tra la cura mai maniacale per coste e fondali e la bella lezione di una biologa marina, d’improvviso un lampo: un racconto breve, di grande intensità, al centro delle tante storie che per pochi minuti scorrono sul telone mosso dal vento di tramontana.
AFFARI SOCIALI
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 24 luglio 2026 La retroattività della norma, in particolare, violerebbe il diritto comunitario. Bollino rosso sul cosiddetto decreto Tajani (dl n. 36 del 28 marzo 2025, convertito poi in legge a maggio dello stesso anno), quello che il governo Meloni ha ritenuto assolutamente “necessario e urgente” perché bisognava, a dire degli esponenti delle destre, porre un freno alla cosiddetta “cittadinanza facile” o “industria della cittadinanza” italiana all’estero. Ieri la Corte costituzionale ha rinviato la legge 74 dell’agosto 2025 alla Corte di giustizia europea (Cgue) affinché chiarisca se le restrizioni imposte alla trasmissione della cittadinanza italiana per discendenza (iure sanguinis) siano compatibili con il diritto dell’Unione europea.
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 24 luglio 2026 “La situazione è fuori controllo”. La raccolta del settore è aumentata del 17% nel primo trimestre rispetto al 2025. Con questo trend si salirebbe a 190 miliardi a fine anno. Il boom dell’online e “il dramma di una società che non sa più sperare”. Non si ferma l’affare dell’azzardo ed è nuovo record. Nel primo trimestre del 2026 la raccolta ha raggiunto l’incredibile cifra di 45 miliardi e 440 milioni, con un aumento di più del 17% rispetto allo stesso periodo del 2025 quando con 38 miliardi e 755 milioni era già stato record. I dati, infatti, sono in continua crescita e ogni anno è un nuovo record: nel 2022 erano 30 miliardi e 607 milioni, nel 2023 sono saliti a 35 miliardi e 26 milioni, nel 2024 altro incremento a 37 miliardi e 719 milioni.
di Alberto Negri
Il Manifesto, 24 luglio 2026 La guerra di Usa e Israele contro l’Iran, che si estende dal Libano al Mar Rosso. Ma come abbiamo visto è sempre la stessa guerra. L’Ucraina, intanto, è in corso dal 2014, quella del Sudan dura da non si sa quanto. Fine guerra mai? Il terribile sospetto, corroborato da diversi indizi, coglie in questo periodo più di qualche esperto. Lawrence Freedman, professore emerito in studi sulla guerra al King’s College di Londra, nel 2025 ha scritto un articolo significativo su Foreign Affairs. Intitolato “The age of forever wars” (“L’epoca delle guerre infinite”). Un saggio di incombente attualità. Nessuna guerra del Medio Oriente è mai finita negli ultimi 45 anni.
di Luca Miele
Avvenire, 24 luglio 2026 La distruzione di ogni vestigia del diritto internazionale non è un evento improvviso. Viene da lontano. Ma alla fine di questo tragitto c’è l’equiparazione tra civili e combattenti. Il ritorno alle armi nello scacchiere mediorientale, con i raid statunitensi sull’Iran da una parte e lo stillicidio di attacchi a Gaza dall’altra - oltre alla guerra “infinita” in Ucraina - certifica la profondità di un movimento in atto ormai da tempo: siamo entrati in un’era di indistinguibilità tra guerra e pace, guerra e terrorismo, guerra e politica. La porosità e la reversibilità dei termini - si può chiamare pace un tempo segnato da una corsa ossessiva al riarmo?
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 24 luglio 2026 L’omicidio di Mattia Ahmet Minguzzi, un quattordicenne ucciso a coltellate il 24 gennaio 2025 in un mercato di Istanbul da due coetanei che non conosceva, ha profondamente scosso l’opinione pubblica turca e ha riacceso il dibattito sulla disciplina della giustizia penale minorile, in particolare sull’adeguatezza delle pene previste per i minori responsabili di omicidio. Il processo si è concluso con la condanna dei due principali responsabili a ventiquattro anni di reclusione, la pena massima prevista dall’ordinamento turco per gli imputati minorenni.
di Simona Carnino
La Repubblica, 24 luglio 2026 Quello che contiene gli abiti (rigorosamente bianchi) e il cibo inviati dalle famiglie ai 92 mila arrestati nella guerra ai narcos del presidente Bukele. All’interno, nascosti, i messaggi per i detenuti. Spesso innocenti. Una volta al mese, Isamar Granados e Reina Hernandéz si svegliano alle 4 del mattino e ci mettono cinque ore per arrivare a San Salvador dalla piccola isola El Espiritu Santo. Poi salgono su un microbus che scende in una conca della capitale che sa di non ritorno. Capiscono di essere vicino al carcere La Esperanza, detto La Mariona, quando il telefono smette di prendere. Mentre dalle torrette del penitenziario, le guardie riprendono ogni movimento, loro si avvicinano all’ingresso e da quattro anni fanno sempre la stessa domanda: “Sono ancora qui?”.
DOCUMENTI
Articolo: "La Forza della polizia", di Carlo Caprioglio
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 17 luglio 2026)
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