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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di martedì 21 luglio 2026
di Carmen D’Anzi*
Left, 21 luglio 2026 L’indifferenza uccide. Il caldo, la solitudine, i suicidi che si moltiplicano: è l’estate rovente delle carceri italiane, quella di cui nessuno vuole parlare. L’estate è un periodo di maggiore sofferenza per le persone ristrette in carcere sia per il caldo insopportabile e sia perché si avverte maggiormente la nostalgia dei propri cari. Si amplifica la sofferenza in quanto i mesi di luglio e agosto sono quelli roventi sotto ogni aspetto, anche perché molte attività trattamentali rallentano. È un dovere morale mantenere accesi i riflettori sulle condizioni di vivibilità del carcere: sovraffollamento, suicidi, persone con tossicodipendenza, carenza di organico degli agenti di polizia penitenziaria, di personale medico, di psicologi, di educatori richiedono soluzioni non più rinviabili.
di Paola Balducci
Il Dubbio, 21 luglio 2026 L’esecuzione penale italiana sembra muoversi secondo tempi e logiche tra loro opposti e difficilmente conciliabili: in alcuni casi, l’ingresso in carcere è imposto immediatamente da automatismi costruiti sul solo titolo di reato, in altri una condanna definitiva rimane per anni priva di una concreta modalità di esecuzione. Tra queste due estremità si colloca uno spazio che il legislatore fatica e omette di governare, e nel quale la giurisdizione costituzionale è sempre più spesso chiamata a intervenire. È proprio nel sistema penitenziario che le incoerenze normative producono gli effetti più visibili: il carcere continua a essere assunto come risposta ordinaria anche rispetto a pene brevi o a fatti di ridotta offensività, mentre migliaia di condannati attendono che la magistratura di sorveglianza stabilisca se la pena debba essere eseguita in istituto oppure mediante una misura alternativa.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 21 luglio 2026 I tre rapinatori della gioielleria di Mario Roggero, il 28 aprile 2021, a Grinzane Cavour, erano italiani. Non erano giovani. Giuseppe Mazzarino aveva 58 anni, moglie e due figli piccoli. È il primo a morire sotto i colpi di Roggero. Andrea Spinelli, 44 anni, colpito, scappa, inciampa, mentre giace sul marciapiede viene raggiunto da Roggero che gli sferra calci in testa, muore. Alessandro Modica, l’autista, 34 anni, è colpito a una gamba, riesce a fuggire, si presenta a un pronto soccorso e viene arrestato. Patteggia una condanna a 4 anni e dieci mesi, ha finito di scontarli, vive in Liguria. Da detenuto, aveva presenziato a qualche udienza dei processi a Roggero.
di Simona Bonfante
Il Riformista, 21 luglio 2026 Gilberto Cavallini è stato trasferito alla Casa di Reclusione di Parma nella mattinata di domenica 19 luglio da Rebibbia, dove era recluso in isolamento dallo scorso novembre. Un trasferimento inspiegabile e inatteso, in un carcere sotto il controllo giurisdizionale della stessa Procura Generale di Bologna che ha perseguito Cavallini in giudizio. Una nuova afflizione che arriva proprio mentre si aprivano spiragli di speranza per quest’uomo di 73 anni, da oltre quaranta in galera e ormai dedito ad una vita benemerita al servizio dei bisognosi. A Cavallini nel 2025 viene revocata la semilibertà, di cui beneficiava da otto anni, per espiare una sanzione penale a tre anni di isolamento diurno, una punizione inflitta come accessorio alla condanna all’ergastolo per la strage del 1980.
di Mauro Palma
Il Manifesto, 21 luglio 2026 C’è una crescente abitudine al sopruso di chi si sente dalla parte giusta e non riconosce come persona chi, nel suo schema mentale, può essere oggetto di ogni vessazione. Le voci di chi s’indigna risultano deboli, sempre segnate dalla paura di perdere terreno sul tema della sicurezza, declinato come riduzione di spazi di libertà. Non so cosa faccia più rabbrividire nell’esaminare il video dell’uccisione di Abderrahim Fakir nell’operazione di fermo e ammanettamento da parte della Polizia a Bologna, al Pilastro. Certamente, l’assoluta assenza di minima professionalità degli agenti che non si sono neppure resi conto che stavano finendo di contenere un cadavere. Accanto, l’incapacità degli operatori sanitari presenti che assistono perché sembrano essere più presi, nonostante il loro ruolo specifico ...
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 21 luglio 2026 Nel fascicolo sono sei i nomi “annotati”: effetto del dl sicurezza. I pm emiliani costretti a correre. “Non c’è solamente il video”. Urlare non serve a niente. Sin qui l’unica certezza sulla morte del 43enne Abderrahim Fakir è questa: l’aver chiesto “aiuto” e l’aver detto “basta” mentre due uomini in divisa e uno a torso nudo lo tenevano immobilizzato a terra, legato mani e piedi con le fascette di plastica, non è bastato a far sì che qualcuno intervenisse. Non i sanitari pure presenti sul posto. E nemmeno i vicini di via Italo Svevo, al Pilastro, periferia nord est di Bologna. Il video ampiamente girato sui social dai momenti immediatamente successivi alla sua morte, domenica pomeriggio, si fa notare non solo per il suo violentissimo contenuto, ma anche per la lentezza dell’azione. Il tempo non passava mai mentre Fakir, lentamente, smetteva di lamentarsi. E poi di respirare.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 21 luglio 2026 Caso Bologna e caso Roggero hanno un filo: le strumentalizzazioni, molto bipartisan. La morte di una persona durante un arresto, indipendentemente dalla sua nazionalità, dalla sua professione e dalle circostanze che hanno preceduto l’intervento della polizia, suscita interrogativi inevitabili e inquietanti. A Bologna, l’arresto di un facchino marocchino che aveva dato in escandescenze e danneggiato un’auto è finito in tragedia. Si parla di una possibile crisi asmatica, si dovranno verificare le modalità dell’immobilizzazione e i tempi dell’intervento sanitario. Esistono un video, inchieste interne e un’indagine della magistratura. È esattamente così che deve funzionare uno stato di diritto: raccogliere prove, stabilire i fatti, individuare eventuali responsabilità.
di Gian Domenico Caiazza
Il Foglio, 21 luglio 2026 Contro la politica che rincorre le pulsioni peggiori dei social e del paese. Contro i giudizi affrettati sulla pena. Spunti garantisti per non spararla troppo grossa quando si parla di sicurezza e stato di diritto. Vedere “Odissea”, lo strepitoso film di Nolan, nei giorni della vicenda Roggero, aiuta a schiarirsi le idee. Ci ricorda, innanzitutto, che la vendetta è un sentimento umano formidabile, un impulso naturale e inestinguibile, perché nasce, per definizione, dall’aver subito un torto. Inutile alzare il ditino e fare lezioni di moralità: sono entrati nel mio negozio, mi hanno picchiato la moglie, terrorizzato la figlia, puntato una pistola in testa, portato via il frutto del mio lavoro.
di Danilo Paolini
Avvenire, 21 luglio 2026 La morte dell’uomo durante un intervento della Polizia e la vicenda del gioielliere condannato mostrano i rischi e i limiti della politica urlata. Per uscire da questa impasse, servirebbero invece serietà e responsabilità. Siamo il Paese di Arlecchino e Pulcinella, ma siamo anche la terra di Cesare Beccaria, sarebbe perciò opportuno che quando si tratta dei delitti e delle pene si prendesse a riferimento quest’ultimo e non i primi due. Invece, a proposito dei due casi di cronaca di Grinzane Cavour e di Bologna, abbiamo assistito negli ultimi giorni a scene che ricorderebbero da vicino la commedia dell’arte, se solo non riguardassero le vite reali di persone morte, detenute e sotto indagine.
di Paolo Doni
La Provincia di Como, 21 luglio 2026 Non può non destare preoccupazione un crescente e diffuso consenso verso un’ideale di giustizia “fai da te”. Uno scivolamento progressivo causato anche dalla normalizzazione della violenza nel discorso pubblico e da una cultura che si spaccia per popolare e che tende a sovrapporre le categorie del giusto e del forte. Se il tono dell’imminente campagna elettorale si annuncia già dalla irrituale iniziativa di giovedì del ministro della Giustizia Carlo Nordio per la grazia al gioielliere di Grinzane Cavour Mario Roggero, istruita ancor prima che quest’ultimo varcasse le soglie del carcere di Bollate (lo ha fatto l’altro pomeriggio) e che sua moglie presentasse la domanda, prepariamoci al peggio.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 21 luglio 2026 È sempre più acceso il dibattito, pubblico e politico, sul caso di Mario Roggero, 72 anni, il gioielliere di Gallo di Grinzane (Cuneo) condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso, nel dicembre 2023, due ladri dopo l’assalto nel suo negozio. La Lega ha presentato un disegno di legge per allargare le maglie della legittima difesa: prevede la non punibilità di chi reagisce a un’aggressione armata in casa o nella propria attività, anche oltre gli attuali limiti di proporzionalità previsti dalla legge. Matteo Salvini continua a sostenere la scarcerazione del gioielliere, detenuto a Bollate Milano: gli ha fatto visita due volte in tre giorni, tanto che ai microfoni di Uno, nessuno, 100 Milan il suo avvocato ha sottolineato l’irritualità di un politico che fa visita a un carcerato con maggior frequenza del suo difensore.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 21 luglio 2026 Il leader leghista, dopo aver visitato in carcere il gioielliere e proposto la sua candidatura, ha depositato la proposta per la difesa senza limiti. La proposta di legge porta la firma del senatore leghista Claudio Borghi, ma il marchio politico è quello di Matteo Salvini. L’atto parlamentare del leader della Lega dopo il caso Mario Roggero arriva infatti nel pieno della tempesta suscitata dalla condanna definitiva del gioielliere di Grinzane Cavour e traduce in norma la linea dettata negli ultimi giorni dal vicepremier: nessun limite sostanziale alla legittima difesa quando si reagisce a un’aggressione armata nel proprio domicilio o nel luogo di lavoro. Un’accelerazione che, oltre a riaprire un delicatissimo fronte giuridico, produce un effetto immediato sugli equilibri della maggioranza, costringendo gli alleati a rincorrere una linea sempre più spostata a destra.
di Andrea Colombo
Il Manifesto, 21 luglio 2026 FdI e Lega si lanciano in una competizione metà sinistra e metà grottesca per chi meglio incarna gli spiriti che hanno eletto Roggero a proprio eroe. Forza Italia, raggelata, si smarca, prende le distanze, realizza ogni giorno di più quanto profondo sia il fossato che ormai divide le anime del centrodestra. Il leader di Futuro nazionale, convinto non a torto di aver dato lui il là alla forsennata sarabanda, se la ride e detta in anticipo le condizioni. Per allearsi con la destra oggi al governo chiederebbe “un accordo programmatico scritto, pubblico e verificabile, con tempi precisi”. LA Prima linea della frattura nella destra è il caso Roggero. Sulla grazia tutti d’accordo. Sulle motivazioni molto meno. Domenica, Bignami si è precipitato nel carcere di Bollate, non sia mai che il pellegrinaggio diventi monopolo da Salvini. Nello stesso momento, la premier confermava di aver mandato lei allo sbaraglio il povero Nordio.
di Enrico Costa e Stefania Craxi
La Repubblica, 21 luglio 2026 Lettera aperta dei capigruppo FI di Camera e Senato. Le riforme, soprattutto quelle più ambiziose, hanno bisogno di tempo per maturare, affermarsi e superare la propaganda ostile che inevitabilmente le accompagna. Per questo, l’esito di un referendum non segna certo, per Forza Italia, la fine di una battaglia culturale. Al contrario, il voto di oltre dodici milioni di cittadini ci sollecita a proseguire con ancora maggiore convinzione nella difesa dei principi fondamentali di una democrazia liberale e dello Stato di diritto: dalla presunzione di innocenza alla terzietà e imparzialità del giudice; dalla ragionevole durata del processo al diritto di difesa esercitato in condizioni di effettiva parità tra accusa e difesa; dal diritto alla prova e al pieno contraddittorio fino al rifiuto dell’abuso della custodia cautelare e all’affermazione del principio secondo cui la responsabilità penale deve essere accertata oltre ogni ragionevole dubbio.
GIURISPRUDENZA
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 21 luglio 2026 Altrimenti verrebbe svilita l’ipotesi espressamente prevista dalla legge di svolgimento del percorso riparativo con altra vittima cosiddetta “surrogata”, in quanto il fine dell’istituto è la ricomposizione della frattura sociale conseguente al reato commesso. Il percorso di giustizia riparativa non è nettamente precluso all’imputato dalla mancata disponibilità della vittima a parteciparvi. Infatti, il nuovo sistema penale prevede, al fine di procedere sulla strada emendativa/riparativa - la possibilità di farlo con una cosiddetta vittima surrogata di reato normalmente simile a quello di cui si è macchiato il responsabile. Il vero obiettivo centrale della giustizia riparativa è la composizione degli interessi in conflitto tra reo e parte lesa e la risocializzazione del colpevole, ma senza che ciò comprometta però il benessere primario della parte offesa.
di Laura Berlinghieri
Il Mattino di Padova, 21 luglio 2026 La relazione del Garante regionale fotografa una situazione critica nelle carceri della regione: 2.873 detenuti a fronte di una capienza molto inferiore, sei suicidi nel 2024 e carenza di agenti di polizia penitenziaria. È una ferita che non si rimargina, un’emorragia che non accenna a rallentare. Nelle carceri italiane debordano i detenuti. La situazione in Veneto non solo non è migliore che altrove, ma è persino più grave. Anticipata da risposte evidentemente insufficienti ad arginare una condizione che è anche termometro per misurare il livello di civiltà di un Paese, o di un territorio.
di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 21 luglio 2026 Avrebbe aderito anche il grande giurista Piero Calamadrei all’iniziativa di “Alleanza per l’Articolo 27”, una rete di cui fanno parte 19 organizzazioni della società civile, tra cui il Gruppo Abele e Libera, che martedì 14 luglio ha organizzato in 37 carceri italiane visite con oltre 350 rappresentanti di istituzioni, università e cultura per portare all’attenzione dell’opinione pubblica le condizioni catastrofiche dei penitenziati nostrani. Calamandrei, padre costituente, già nel 1948, intervenendo sulla previsione di spesa del ministero di Grazia e Giustizia, entrando dentro le carceri ne denunciò la situazione drammatica.
sardegnanotizie24.it, 21 luglio 2026 “Caldo, detenuti psichiatrici, questioni sanitarie ma alcune sezioni sono migliorate”. Il caldo soffocante, detenuti con problemi psichiatrici, le carenze del sistema di accoglienza e le difficoltà quotidiane della vita in carcere. Sono i temi emersi dalla visita effettuata dalla garante regionale delle persone private della libertà, Irene Testa, nella casa circondariale di Bancali, a Sassari. La garante descrive una situazione resa ancora più pesante dalle temperature torride di questi giorni. In alcune celle, racconta, i detenuti hanno steso i materassi sul pavimento nel tentativo di trovare un po’ di refrigerio. Un’immagine che, secondo Testa, restituisce la durezza delle condizioni in cui si vive all’interno dell’istituto.
di Umberto Sereni*
La Nazione, 21 luglio 2026 Le morti degli ultimi giorni riportano al centro una battaglia civile mai conclusa. Lucca deve chiedere un istituto nuovo, dignitoso e adeguato: è finito il tempo delle attese. Ed ecco dunque l’amara autocitazione: nella primavera del 2023 sulle pagine di questo giornale sottoponevo all’attenzione delle istituzioni e della cittadinanza l’”emergenza San Giorgio”, dovuta alle sue penose condizioni, al limite della sopportabilità fisica e morale. E, insieme avanzavo la sollecitazione per un deciso impegno teso a realizzare un nuovo carcere dove fossero rispettati i parametri di dignità e di salubrità. Era la primavera del 2023. L’appello cadde nel vuoto: Ma non mi detti per vinto e tornai ad agitare la “questione San Giorgio” in un intervento più articolato che apparve sul giornale on line “Lo Schermo” con questo titolo: ‘Se permettete parliamo del carcere’.
di Francesca Aglieri Rinella
La Sicilia, 21 luglio 2026 Alcuni detenuti di due bracci - ognuno con centinaia di ospiti - sarebbero venuti in contatto e nella colluttazione scaturita c’è stato anche il ferimento di tre agenti. Detenuti in protesta nel carcere di Piazza Lanza, dove per contenere i disordini sono stati inviati di supporto poliziotti, carabinieri e finanzieri che hanno presidiato l’area attorno alla casa circondariale. Dalle prime notizie, alcuni detenuti di due bracci - ognuno con centinaia di ospiti - sarebbero venuti in contatto e nella colluttazione scaturita c’è stato anche il ferimento di tre agenti penitenziari. Sul posto anche i mezzi di emergenza del 118. Arrivati anche agenti del Gio (Gruppo di intervento operativo), un reparto speciale della Polizia Penitenziaria, voluto dal Ministero della Giustizia: opera su scala nazionale per fronteggiare gravi emergenze, rivolte e situazioni di elevato rischio all’interno e all’esterno degli istituti.
La Sicilia, 21 luglio 2026 Prenderà il via oggi a Marina di Priolo, il progetto “Giardino del Mare”. Ex detenuti, residenti a Priolo Gargallo, saranno impiegati in vari servizi: spazzamento manuale e pulizia aree pubbliche; raccolta, gestione e conferimento rifiuti; manutenzione ordinaria del verde pubblico; svuotamento cestini; pulizia e sanificazione dei servizi igienici; interventi periodici e straordinari connessi alla fruizione del Giardino del Mare. “Volontà dell’amministrazione comunale - dicono il sindaco Pippo Gianni e l’assessore alle Politiche Sociali Gipi Marullo - è raggiungere un duplice obiettivo: offrire da un lato un’opportunità di integrazione ai soggetti svantaggiati esclusi dal mercato del lavoro attraverso un inserimento lavorativo che dia loro dignità e dall’altro poter mantenere pulito tutto l’anno il nostro arenile visto che per i noti motivi non possono essere impiegati i mezzi meccanici.
di Marco Cremonesi
Corriere della Sera, 21 luglio 2026 Salvini accusa Lepore. Due giorni dopo la sentenza definitiva su Mario Roggero, a un giorno soltanto dalla morte di Abderrahim Fakir a Bologna, due proposte di legge si affacciano al Parlamento. Oltre a quella di casa Lega, primo autore Claudio Borghi, che punta ad allargare di molto il campo della legittima difesa, ne arriva una seconda, di FdI. Da presentare questa mattina alla Camera, con titolo auto esplicativo: “Mai più delinquenti risarciti dalle vittime”. Ma la competizione sui temi della sicurezza nel centrodestra è accesa da tempo. All’annuncio della proposta di FdI, dalla Lega avevano risposto ben due sottosegretari, Nicola Molteni (Interno) e Andrea Ostellari (Giustizia): “Se c’è davvero la volontà di impedire qualsiasi forma di risarcimento a favore di chi delinque o dei suoi eredi, si voti la proposta della Lega. Mettiamo a disposizione l’emendamento ai relatori”.
di Valentina Pigliautile
Il Messaggero, 21 luglio 2026 “No ai nuovi reati, maggiori fondi per le periferie e assunzione delle forze dell’ordine”. La linea “testardamente unitaria” dei partiti di opposizione. Ma niente misure speciali. È un altro fronte dove, a ben guardare, potrebbero rivendicare di essere “testardamente unitari”. In vista di una campagna elettorale che sarà improntata in buona parte sulla sicurezza, complice Roberto Vannacci, il campo progressista affina la sua agenda, del tutto speculare a quella della maggioranza: no a nuovi reati, stop ai centri in Albania, sì a investimenti in assunzioni e formazione e poi riqualificazione delle aree periferiche. Non si tratta più solo di “contrastare” la “propaganda” dell’altro fronte, ma di proporre un modello alternativo. Parte da questa consapevolezza il viaggio nel centrosinistra, dove la sicurezza “non è più un tabù”.
di Ileana Sciarra
Il Messaggero, 21 luglio 2026 Il ministro dell’Interno: “Quella di Bologna una vicenda dolorosa, aspettiamo le indagini. Modello Ice? Nessuno è al di sopra della legge ma no ad attacchi pregiudiziali agli agenti. Reati scesi negli ultimi 10 anni”. “Quella di Bologna è una vicenda dolorosa che impone anzitutto rispetto per la persona deceduta e per i suoi familiari. Proprio per questo ritengo doveroso attendere l’esito degli accertamenti. La magistratura sta lavorando e avrà tutta la collaborazione delle istituzioni. La Questura di Bologna ha già messo a disposizione ogni elemento utile, comprese le immagini delle bodycam, a riprova della piena trasparenza con cui si sta agendo. Chi dovrà accertare i fatti potrà inoltre avvalersi delle testimonianze delle tante persone, anche dei sanitari, che hanno assistito all’evento”.
di Marina Della Croce
Il Manifesto, 21 luglio 2026 Una settimana dopo aver presentato il nuovo ddl Sicurezza, che mette nel mirino le fantomatiche “baby gang”, il Viminale ha dato ieri mattina la prima prova di esibizione muscolare in materia. All’alba la polizia ha fatto sapere di aver condotto una “maxi-operazione di contrasto alla criminalità giovanile” in tutta Italia. I controlli sono avvenuti in 44 province, tra cui tutte le principali città, e complessivamente sono state perquisite 190mila persone, nelle “zone dello spaccio” e della “movida”. Di qui sono venuti 539 arresti, di cui 47 minorenni, e 954 persone denunciate. Solo a Milano sono state portate in carcere 164 persone, e delle oltre 80mila controllate più di un terzo (32mila) erano di origine straniera.
di Maria Michela D’Alessandro
Il Domani, 21 luglio 2026 Donald Trump ha proposto di riaprire il carcere federale come simbolo di una nuova stagione di “law and order”. Simile destino per il centro di detenzione per migranti in Florida, chiuso a giugno, ribattezzato “Alligator Alcatraz” al centro di polemiche per le condizioni di detenzione. Il traghetto lascia lentamente il Pier 33 di San Francisco. Bastano quindici minuti di navigazione per raggiungere l’isola di meno di un chilometro quadrato, poco più di un chilometro e mezzo dalla costa. Una lingua di roccia al centro della baia, con la skyline della città sullo sfondo.
Il Fatto Quotidiano, 21 luglio 2026 “State pensando di tentare la fuga? Ripensateci”. La ministra della Protezione Ambientale israeliana Idit Silman ha riclassificato i coccodrilli del Nilo da animali selvatici a “fauna selvatica allevata in cattività”, una decisione che apre all’utilizzo dei rettili per finalità di sicurezza, come quella di disincentivare le evasioni dal carcere. La decisione risponde alle richieste del ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, che aveva proposto per la prigione per detenuti palestinesi di Ketziot, nel sud di Israele, un modello ispirato al cosiddetto “Alligator Alcatraz”, il centro di detenzione per immigrati della Florida circondato da alligatori. “State pensando di tentare la fuga? Ripensateci”, ha scritto il ministro in un post su Facebook, accompagnato da un’immagine generata dall’intelligenza artificiale che lo ritraeva con un coccodrillo al guinzaglio e dalla didascalia “I ministri Ben Gvir e Silman collaborano e circondano le prigioni con i coccodrilli”.
DOCUMENTI
Articolo: "l nuovo fermo di p.s. del pacchetto sicurezza 2026", di Pierandrea Setzu
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Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 17 luglio 2026)
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