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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di domenica 19 luglio 2026
di Vanessa Roghi
Internazionale, 19 luglio 2026 Il 14 luglio sono stata alla casa circondariale di Regina Coeli, in via della Lungara, a Roma. La visita è stata organizzata dall’Alleanza per l’articolo 27 della costituzione, una rete di associazioni che da anni monitora la vita nelle carceri. Ne fanno parte, tra le altre, Antigone, il Coordinamento nazionale comunità accoglienti (Cnca), la Società della ragione, l’Arci e molte altre realtà impegnate sui temi della giustizia e dell’esecuzione penale. Nella delegazione c’erano persone che da sempre si occupano di carcere: Hassan Bassi, del Cnca, che ha organizzato l’evento; Stefano Anastasia, garante dei detenuti della regione Lazio; la senatrice Ilaria Cucchi; e Walter Massa, presidente nazionale dell’Arci. Poi c’erano alcuni della cosiddetta società civile, a cui era chiesto di vedere quello che normalmente non si guarda: la vita dei detenuti, quello che sta dietro i muri delle carceri.
di Nello Trocchia
Il Domani, 19 luglio 2026 Un poliziotto a Domani: “Clima tossico, vessazioni e umiliazioni”. “Io non mi sono mai pentito della mia scelta, ma questo ambiente è marcio, deve essere cambiato”. A parlare così a Domani è un giovane agente penitenziario che lavora in un carcere del Nord, sceglie l’anonimato per evitare ulteriori “problemi”. Da pochi mesi è entrato nel corpo e quello che ha visto nella sua prima assegnazione racconta fatiche e sofferenze di chi indossa una divisa tra celle e blindo. Racconta di vessazioni, addirittura di “umiliazioni professionali” che ha segnalato alle autorità. Ma non è un caso isolato. Lo scorso anno un agente penitenziario si era addirittura dimesso mentre era in servizio a Brissogne, nel carcere di Aosta. E proprio ad Aosta, nei giorni scorsi, alcuni poliziotti hanno preso carta e penna e scritto a sindacati, magistrato di sorveglianza e al difensore civico.
GIUSTIZIA
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 19 luglio 2026 Caso Roggero: il tentativo di fare subito pressione sul Quirinale trasforma una vicenda giudiziaria in uno scontro tra schieramenti. Le parole pronunciate da Mario Roggero prima di entrare in carcere - una sorta di sfida lanciata al presidente della Repubblica: “Penso che dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza” - hanno reso evidente quanto la disputa accesasi intorno a questa vicenda prima di cronaca e poi giudiziaria sia diventata eminentemente politica. Con l’altrettanto evidente tentativo di tirarvi dentro la più alta delle istituzioni, quella che deve garantire il rispetto delle regole.
di Angelo Picariello
Avvenire, 19 luglio 2026 Alla campagna in corso a favore del gioielliere condannato a 14 anni, andrebbero aggiunti alcuni elementi: la magistratura applica norme che hanno già ampliato la protezione delle vittime mentre era vicepremier lo stesso Salvini (oggi a Bollate), i limiti costituzionali vanno tenuti presente e al Quirinale non si può chiedere un’indebita intromissione nelle valutazioni dei giudici. Strano Paese, il nostro, che mostra dimestichezza con i tecnicismi quando a tema sono le regole pallonare del fuorigioco, ma dimostra riluttanza a tener in conto le norme poste a presidio del valore più grande, ossia il diritto alla vita.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 19 luglio 2026 L’ex ministro dell’Interno: “La grazia non può essere un quarto grado di giudizio”. La battaglia politica sul gioielliere Mario Roggero condannato a 14 anni e 9 mesi sta lì, strillata sulle prime pagine di tutti i giornali. E tracima nei social, con un sovraccarico popolare di tensioni e rancori che attraversano e spaccano il Paese: legittima difesa, risposte delle forze di polizia, criminalità e microcriminalità nel nostro quotidiano. Sono questioni su cui Marco Minniti ha speso una vita. Già sottosegretario con delega ai Servizi segreti, poi ministro degli Interni.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 19 luglio 2026 Approvata definitivamente e all’unanimità la legge “Liberi di scegliere” portata alla Camera da Chiara Colosimo (FdI)e in Senato da Enza Rando (Pd), relatrice Erika Stefani (Lega): nuova identità e protezione ai figli delle famiglie mafiose per “offrire loro un futuro nella legalità”. “Quest’anno, nel ricordare Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta nel trentaquattresimo anniversario della strage di via D’Amelio del 19 luglio, vogliamo raccontare anche un’altra antimafia: l’antimafia dei bambini. Perché la mafia non ha colpito solo magistrati, servitori dello Stato e giornalisti. Ha colpito anche i più piccoli, rubando loro la vita o il futuro”. Lo dichiara la senatrice del Partito democratico Enza Rando, prima firmataria in Senato del disegno di legge “Liberi di scegliere”, ora legge, nata per offrire ai figli delle famiglie mafiose la possibilità concreta di spezzare il vincolo criminale e costruire una vita diversa.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 19 luglio 2026 Dai fatti del 2001 sono serviti altri 12 anni per introdurre una fattispecie di compromesso. In nove anni diversi i processi avviati: “È importante nominare questo delitto nelle aule”. Genova è uno spartiacque. In quel luglio del 2001 è nata la consapevolezza di una mancanza: non c’era la possibilità di punire coloro che si erano macchiati di crimini contro l’umanità. Sono serviti altri 12 anni per riuscire a introdurre nell’ordinamento il delitto di tortura, previsto dalla Convenzione Onu ratificata dall’Italia nel 1989. Se nel 2001 ci fosse stato il reato di tortura, spiega Simona Filippi, avvocata dell’associazione Antigone, “non c’è dubbio che i processi sui fatti di Genova sarebbero andati diversamente”.
TERRITORIO
di Ciro Pellegrino
fanpage.it, 19 luglio 2026 Ordine del giorno di Andreozzi e Ceparano (Avs): protocolli con il Dap, risorse per adeguare gli istituti e tavolo permanente. La Regione Campania sostenga la realizzazione delle cosiddette “stanze dell’affettività” nelle carceri del territorio, destinate ai colloqui intimi tra detenuti e partner. È quanto chiedono i consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra Rosario Andreozzi e Carlo Ceparano con un ordine del giorno depositato in Consiglio regionale. L’atto prende le mosse dalla sentenza 10 del 2024 della Corte costituzionale, che ha dichiarato “illegittimo il divieto assoluto di colloqui riservati tra le persone detenute e il coniuge, il partner dell’unione civile o la persona stabilmente convivente”.
Corriere di Viterbo, 19 luglio 2026 Nove detenuti sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla procura nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio avvenuto giovedì scorso all’interno del carcere di Mammagialla, costato la vita al detenuto 26enne marocchino Mohammed Channoun. Le accuse sono omicidio in concorso e rissa aggravata. L’obiettivo degli inquirenti è quello di ricostruire le responsabilità di ciascuno dei partecipanti allo scontro e individuare chi abbia sferrato il fendente mortale a Mohammed Channoun, che è stato ucciso con una coltellata alla schiena.
ecodellojonio.it, 19 luglio 2026 La Garante comunale Tina Zaccato raccoglie l’appello della Conferenza nazionale dei Garanti. Al centro sovraffollamento, salute, misure alternative e tutela dei bambini presenti negli istituti. Anche Castrovillari partecipa alla mobilitazione nazionale sui diritti nelle carceri. La Garante comunale delle persone private della libertà personale, Tina Zaccato, ha comunicato l’adesione all’iniziativa promossa dalla Conferenza nazionale dei Garanti, denominata “Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione”, nata per tenere alta l’attenzione sulle condizioni di vita all’interno degli istituti penitenziari italiani.
di Manuela Marzioni
Il Giorno, 19 luglio 2026 L’ispezione inaspettata della politica del M5S ha portato alla luce un lungo l’elenco di criticità nel penitenziario di Torre del Gallo: “Ci sono oltre 700 detenuti in una struttura che dovrebbe ospitarne circa 500”. “La situazione è estremamente drammatica”. Stefania Ascari, deputata M5S, ha definito così la situazione all’interno del carcere di Torre del Gallo, tra i più sovraffollati e degradati d’Italia, dove ieri si è recata per una visita a sorpresa con Simone Verni, coordinatore cittadino, e Lorenzo Goppa, assessore all’ambiente di Pavia.
di Igor Cipollina
Gazzetta di Mantova, 19 luglio 2026 “Nuovi ventilatori accesso alle aree climatizzate e celle aperte”. Il rapporto è di 143 detenuti per 95 posti. Se fuori si boccheggia, in cella “non si respira”. In carcere, il cambiamento climatico si somma alla compressione esistenziale, amplificando la sofferenza e l’insofferenza. Nonostante i ventilatori e tutte le accortezze adottate dalla direzione della casa circondariale di via Poma, dove la situazione resta critica: i detenuti sono 143, a fronte dei 97 posti regolamentari (ma due non sono agibili). “Il tasso di sovraffollamento è del 150% contro la media nazionale del 140 - avverte la garante territoriale dei diritti delle persone private della libertà personali, Graziella Bonomi - È necessario che le forze politiche si facciano carico di questa emergenza in maniera seria, con provvedimenti incisivi”.
latr3.it, 19 luglio 2026 Una situazione di profondo degrado strutturale, condizioni igienico-sanitarie gravemente compromesse e una quasi totale assenza di attività rieducative. È il quadro allarmante che emerge dalla visita istituzionale effettuata presso la Casa Circondariale di Trapani da una delegazione della Camera Penale di Marsala, affiancata dai rappresentanti dell’associazione Nessuno Tocchi Caino, Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti. All’ispezione ha preso parte una fitta rete di operatori istituzionali, a testimonianza di una sensibilità condivisa sul tema dei diritti dei detenuti.
sassaritoday.it, 19 luglio 2026 Dopo la visita istituzionale nel carcere di Bancali, il consigliere regionale Valdo Di Nolfo denuncia il sovraffollamento e la carenza di personale. “La sicurezza si costruisce con investimenti e percorsi di reinserimento, non con gli slogan”. “Entrare in carcere significa scegliere di non voltarsi dall’altra parte”. Parte da questa riflessione il consigliere regionale Valdo Di Nolfo, che interviene dopo la visita istituzionale effettuata il 14 luglio nella Casa circondariale di Sassari-Bancali, promossa nell’ambito della giornata nazionale organizzata dall’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione. L’iniziativa, di cui ne abbiamo scritto varie volte, che ha coinvolto decine di istituti penitenziari in tutta Italia, punta a riportare al centro del dibattito pubblico le condizioni delle carceri e il principio costituzionale secondo cui la pena deve tendere alla rieducazione della persona.
radicali.it, 19 luglio 2026 “Il carcere di Monza versa in condizioni critiche, ma continua a reggere grazie al lavoro del personale, che ogni giorno supplisce con professionalità alle gravi carenze dello Stato. A fronte di una capienza regolamentare di 411 posti sono oggi presenti 724 detenuti. Un sovraffollamento insostenibile, aggravato da una popolazione detenuta composta per oltre il 52% da cittadini stranieri e da una significativa presenza di giovani” - dichiarano in una nota Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani, Leonardo Stucchi, referente di Radicali Italiani a Monza, e Giulio Guastini, Coordinatore +Europa Monza, in seguito alla visita effettuata nella giornata di sabato 18 luglio.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 19 luglio 2026 Dopo un anno di tirocinio, il giovane marocchino di 36 anni ospite della casa circondariale a custodia attenuata Gozzini di Firenze ha ottenuto l’ambito traguardo, grazie alla mediazione di Seconda Chance e di un imprenditore illuminato nel settore della ristorazione veloce. Tra quattro anni sarà libero: “La prima cosa che farò sarà correre da mia madre”. Quella di Kamal è una storia come ce ne sono mille altre, nascoste nei vicoli bui delle nostre città, quando non sono sepolte negli abissi più profondi del mare. Storie che hanno una definizione precisa per iniziare a raccontarsi: minori non accompagnati.
di Giovanni Bogani
La Nazione, 19 luglio 2026 La direttrice degli istituti di Livorno e Gorgona racconta il lavoro con i detenuti che rende la Toscana all’avanguardia. Il carcere esiste. Ed è, per sua natura, un luogo di privazione. Ma può diventare anche un luogo di crescita, di formazione, di riscatto. Da anni la Toscana è tra le regioni italiane più avanzate nel costruire percorsi che trasformino la detenzione in un’occasione di rinascita personale e culturale. Un modello che è stato raccontato al SalinaDocFest, il festival internazionale del documentario diretto da Giovanna Taviani, da sempre attento ai temi sociali e civili. Nell’incontro intitolato “Isole, prigioni, solitudini” si è parlato di come contrastare una delle pene più dure della reclusione: la sensazione di perdere il proprio tempo e la propria identità.
di Stefania Ulivi
Corriere della Sera, 19 luglio 2026 Presentate a Giffoni 56 le prime immagini di “Se domani non torno” diretto da Paola Randi. Nel cast Filippo Timi, Tecla Bossi e Sabrina Martina. “Per Giulia non fate un minuto di silenzio. Fate rumore”. L’eco di quell’esortazione, potentissima, che Elena Cecchettin lanciò all’indomani del femminicidio della sorella Giulia, l’11 novembre 2023, risuona con forza a Giffoni 56. È il pubblico del festival a vedere le prime immagini del film Se domani non torno, che la regista Paola Randi ha tratto dal libro di Gino Cecchettin, di cui ha curato anche la sceneggiatura con Lisa Nur Sultan. Nel film, prodotto da Notorius, in uscita il 5 novembre, a prestargli il volto è Filippo Timi. Giulia è Sabrina Martina, Elena Tecla Bossi.
AFFARI SOCIALI
di Gad Lerner
Il Manifesto, 19 luglio 2026 Quelli filogovernativi perdono copie ma non il cipiglio aggressivo mentre il riassetto delle proprietà editoriali insegue il più forte, il più ricco, il leader vincente. Era il 1921 quando Marc Bloch, reduce dalle trincee, pubblicò le sue Riflessioni di uno storico sulle false notizie di guerra. Vi descrisse l’effetto della censura militare che, gettando discredito sulla parola scritta, aveva favorito “un risveglio prodigioso della tradizione orale, madre antica delle leggende e dei miti”. Quello stesso discredito si riversa, nel tempo contemporaneo di guerre e feudalesimo digitale, sulle aziende produttrici di informazione. E investe il fragile sistema editoriale italiano con movimenti tellurici accelerati. Quanto al risveglio prodigioso di leggende e miti, ci pensano i tecnocrati padroni degli algoritmi a spacciarne di sempre più violenti e reazionari.
di Marco Damilano
Il Domani, 19 luglio 2026 Il confronto tra le vicende del benzinaio Graziano Stacchio e del gioielliere Mario Roggero, e soprattutto il cinico uso che se ne sta facendo, ci dà la misura di un Paese ancora più imbarbarito rispetto a 11 anni fa. E fotografa bene lo stato della destra italiana. Per questo il campo progressista deve essere non solo testardamente unitario, ma anche molto combattivo e fiducioso per voler rappresentare questo Paese non visibile mediaticamente ma che c’è. Era il 3 febbraio 2015 quando il destino mise di fronte Graziano Stacchio e Albano Cassol, il primo era un benzinaio di 65 anni, il secondo un rapinatore che stava svaligiando una gioielleria accanto al suo distributore.
di Giulia Facchini*
La Stampa, 19 luglio 2026 Il “MindShift” ha riunito esperti, istituzioni e associazioni di pazienti provenienti da dodici Paesi europei per tracciare una roadmap in cinque mosse: l’obiettivo è colmare il divario drammatico tra i progressi della scienza e la realtà quotidiana dei pazienti. Nel suo articolo su La Stampa, Francesca Sforza riferisce che, con una decisione definita “storica”, “fondamentale” e “di rottura”, la Francia, dopo tre anni di un faticoso iter parlamentare, ha approvato la legge sul suicidio medicalmente assistito, che in Italia ancora non esiste nonostante i ripetuti richiami rivolti al legislatore dalla Corte costituzionale.
areadg.it, 19 luglio 2026 L’8 luglio scorso il Csm ha deliberato il parere sul decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri in data 4 giugno 2026, recante “Misure urgenti in materia di giustizia e per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024” (d.l. 12 giugno 2026, n. 100). Si tratta di una serie di norme licenziate mentre era in corso la discussione sul disegno di legge n. 1869, recante disposizioni in materia di immigrazione e protezione internazionale nonché per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024, che hanno parzialmente assorbito quelle di cui al capo secondo del disegno di legge.
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 19 luglio 2026 L’arcivescovo di Trento, Tisi: sono una tragedia, l’unico obiettivo è innescare altra conflittualità tra noi e loro. La Chiesa c’è, tocca allo Stato tutelare i diritti umani. Il sindaco di centrodestra di Castel Volturno, Marrandino: nessuno vuole strutture del genere nei territori, il governo rivaluti gli interventi previsti. “Il Cpr è una tragedia”. Parole di Lauro Tisi, arcivescovo di Trento, città dove il Governo vorrebbe realizzare un Centro di permanenza per i rimpatri. Una denuncia che ha provocato durissime reazioni del centrodestra. Ma Tisi non cambia idea.
DOCUMENTI
Scrivere in carcere: i giornali dei detenuti. 5. "Cucinare al fresco"
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 17 luglio 2026)
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