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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di venerdì 17 luglio 2026
di Oliviero Mazza
Il Dubbio, 17 luglio 2026 All’inizio di ogni estate, puntualmente, si torna a denunciare l’emergenza carceri. Situazione intollerabile, ma ormai tragicamente endemica. Dalla storica sentenza Torreggiani del 2013 ad oggi sembra che non sia cambiato nulla: sovraffollamento, suicidi, condizioni di detenzione inumane e degradanti, forse gli unici elementi di relativa novità sono il sequestro di alcune sezioni del carcere fiorentino di Sollicciano e l’attesa di una pronuncia della Corte costituzionale che potrebbe essere di portata storica.
di Elisa Scaringi
stateofmind.it, 17 luglio 2026 La tutela della salute mentale nelle carceri è ancora segnata da difficoltà assistenziali e limiti nella presa in carico terapeutica delle Rems. La tutela della salute mentale rappresenta una delle principali criticità del nostro sistema penitenziario, segnato da logiche custodiali e non da reali opportunità di cura, come afferma il XXII Rapporto dell’Associazione Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia nel 2025. L’ipermedicalizzazione sembra essere uno dei dati più allarmanti dell’osservatorio di quest’anno: i detenuti che assumono regolarmente farmaci sono suddivisi fra il 21,1% (stabilizzanti dell’umore, antipsicotici e antidepressivi) e il 46,5% (sedativi o ipnotici), nonostante le diagnosi psichiatriche gravi siano scese di tre punti percentuali dal 12,6% del 2024.
di Gianfranco Pellegrino*
Il Domani, 17 luglio 2026 Se davvero Valditara e il governo ritengono che tredicenni e quattordicenni siano abbastanza maturi da rispondere penalmente delle proprie azioni, dovrebbero accettare che siano anche abbastanza maturi da giudicare, con il voto, l’operato del governo. Le basi ideologiche di provvedimenti come l’estensione del fermo preventivo ai minorenni, contenuta nell’ultimo decreto Sicurezza, sono evidenti. La formulazione più chiara la offre un ministro di questo governo, Giuseppe Valditara, che ha spesso sostenuto che la responsabilità è sempre individuale, che la sanzione è essenziale e che bisogna ridare peso e fondamento all’autorità. La versione più compiuta di queste idee è nel suo libro La rivoluzione del buon senso.
di Ettore Jorio
Gazzetta del Mezzogiorno, 17 luglio 2026 L’esito referendario ha dimostrato ampiamente la fiducia e la pretesa verso la Magistratura. Tuttavia, manca, troppo spesso, la risposta della giustizia. È una differenza enorme. La prima nasce dalla società, la seconda dovrebbe essere assicurata dallo Stato. Da anni il dibattito pubblico si consuma in una contrapposizione che sembra dividere il Paese: garantisti contro giustizialisti. È un’espressione ormai entrata nel linguaggio corrente, utile ai talk show e alle polemiche politiche, ma priva di un autentico fondamento costituzionale. La Costituzione non conosce il garantismo come appartenenza ideologica, né il giustizialismo come modello di giurisdizione. Conosce, invece, il diritto di difesa, la presunzione di innocenza, il giusto processo, l’obbligatorietà dell’azione penale, la ragionevole durata del processo e l’indipendenza della magistratura. Sono questi i pilastri della giustizia. Non le etichette.
di Giovanni Bianconi e Monica Guerzoni
Corriere della Sera, 17 luglio 2026 Dal presidente della Repubblica un forte richiamo al governo a rispettare la Costituzione. Sarà pur vero che il faccia a faccia tra Sergio Mattarella e Carlo Nordio si è svolto in un clima “assolutamente sereno”. Ma già la scelta di “invitare” all’improvviso il ministro al Quirinale per un colloquio chiarificatore certifica quanto l’iniziativa del Guardasigilli sul caso di Mario Roggero abbia sorpreso, a dir poco, il capo dello Stato. Raccontano fonti parlamentari che alle 14.20, quando da via Arenula è arrivata la notizia che il Guardasigilli aveva “avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della grazia” al gioielliere, il capo dello Stato sia “saltato sulla sedia”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 17 luglio 2026 In Piemonte ci sono 4.351 persone detenute per 3.558 posti disponibili, con un tasso di sovraffollamento del 122 per cento. Non è la regione con più detenuti d’Italia, né quella messa peggio sui numeri, ma è quella dove si è concentrata la più alta densità di procedimenti per torture e violenze dietro le sbarre. Da qui parte “Vite recluse”, il primo rapporto regionale di Antigone Piemonte sulle condizioni di detenzione nelle carceri della regione, curato da Sara Coppola e Serena Ramirez, con la prefazione di Claudio Sarzotti.
firenzedintorni.it, 17 luglio 2026 “Bisognerebbe aprire al popolo le carceri, che la gente venisse a vedere. Basterebbe entrare una sola volta in una cella per rendersi conto di quanto si possa essere ingiusti anche nei confronti di quelli che hanno sbagliato. Anche se hanno sbagliato molto, sia chiaro. Io non mi fido della retorica della politica. In certe condizioni la politica è inevitabile che reagisca con atteggiamenti pieni sì di retorica: se la gente avesse la possibilità di vedere” quei luoghi “di persona si renderebbe conto anche della vacuità di questi interventi”.
di Cesare Bechis
Corriere del Mezzogiorno, 17 luglio 2026 Da Foggia al Salento sì all’accordo con gli atenei per il diritto alla formazione. Il rettore Bellotti: “Strumenti di crescita culturale e per il reinserimento sociale”. I numeri sono ancora bassi, ma destinati a crescere. Parliamo dei detenuti nelle carceri pugliesi che, matricole o già studenti universitari, intendono completare questo percorso di studi. In tutto sono una cinquantina, sparsi nelle varie carceri pugliesi e iscritti agli atenei regionali. Nella casa circondariale di Lecce le matricole dell’anno accademico 2025-2026 sono 7, frequentanti sociologia, management turistico, giurisprudenza e studi geopolitici, e 10 agli anni successivi mentre da altri istituti di pena, da comunità e dai domiciliari ne arrivano altri 13. L’età di questa categoria di studenti varia dai 24 anni ai 76.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 17 luglio 2026 Dopo il suicidio del 23enne, trovato senza vita un altro detenuto nell’istituto più sovraffollato d’Italia. Due decessi in 24 ore dentro il carcere di Lucca, il più sovraffollato d’Italia con un tasso del 240%. Mercoledì si è tolto la vita un recluso del Bangladesh, 23 anni, impiccandosi all’interno della sua cella. Ieri matti
Corriere di Viterbo, 17 luglio 2026 Un colpo alla schiena che non ha lasciato scampo a un 27enne magrebino, accoltellato a morte ieri mattina nel cortile del carcere Nicandro Izzo durante l’ora d’aria. Il suo nome sarebbe Mohamed Chaanoun. Da quanto si è appreso si sarebbero affrontati due gruppi rivali e l’aggressione non è appunto avvenuta tra due connazionale, come emerso nelle prime ore. Il 27enne è stato soccorso dagli agenti della penitenziaria ma per lui non c’era più nulla da fare. Sarà l’autopsia ad accertare l’esatta modalità del decesso mentre le indagini coordinate dalla Procura di Viterbo e affidate a squadra mobile e scientifica - con i poliziotti subito al lavoro all’interno della casa circondariale - dovranno ricostruire chi è stato effettivamente l’assassino e quale sia il movente, che potrebbe andare da un regolamento ...
di Francesco Oliva
La Repubblica, 17 luglio 2026 Michele Fina aveva 34 anni, improvvisamente si è accasciato mentre era nella sala comune. Aperto un fascicolo d’indagine per omicidio colposo a carico di ignoti. Secondo il sindacato di Polizia penitenziaria Spp si tratterebbe “di una morte per droga”. Un’ipotesi su cui è molto cauta l’avvocata dell’uomo. È avvolta nel mistero la morte - la sesta in tre mesi - di Michele Fina, 34 anni, originario di Campi Salentina (Lecce), deceduto mercoledì 15 luglio, nel carcere di Lecce. Era agli arresti per una condanna definitiva di qualche mese: sarebbe uscito a ottobre. Fina aveva appena concluso il colloquio con i genitori quando, rientrato nella sala comune - ha accusato un malore mentre giocava a biliardino insieme ad altri detenuti.
La Sicilia, 17 luglio 2026 Si lavora per arrivare in tempi brevi all’istituzione del garante per i detenuti al Comune di Enna, mentre si attende la visita del garante regionale Antonino De Lisi, dopo il recente invito per acquisire conoscenza diretta della situazione nella Casa circondariale “Luigi Bodenza”. Si va quindi avanti sull’impegno preso dall’amministrazione Crisafulli, con l’assessore Lillo Colaleo, sul tema che a Enna ha il carattere della massima urgenza dopo il rapido susseguirsi di fatti di particolare preoccupazione sociale avvenuti nell’istituto del capoluogo, tra tentativi di evasione, rivolte dei detenuti sedate a fatica e violente aggressioni agli agenti della penitenziaria.
di Cristiano Guarneri
mondopadano.it, 17 luglio 2026 La visita. Il nostro cronista nella delegazione a Ca’ del Ferro. Oltre la metà dei detenuti con problemi di dipendenza. Pensate all’afa di questi giorni, immaginatela in una cella a due posti ma i detenuti sono tre. Lo sentite il senso di irritazione? Lo stesso che provate quando appiccicato al vostro c’è il corpo di un altro, un altro qualsiasi, un condomino nell’ascensore con voi, ad esempio, in una discesa lunga anche solo quattro piani. Moltiplicate il fastidio per 24 ore, per un numero di giorni indefinito, comunque non breve. E ancora non potrete capire.
di Anna Gioria
Corriere della Sera, 17 luglio 2026 Il corso di formazione ha coinvolto 16 giovani donne: sei giornate per un totale di 24 ore, con moduli teorici e pratici. La giornata del 25 giugno per la sezione femminile della Casa Circondale di Vercelli è stata particolare, si potrebbe quasi dire “una festa”: dodici detenute hanno ricevuto l’attestato di partecipazione al corso “Libere in cucina”, tenuto dal maestro chef Matteo Scibilia, docente e formatore di tecniche di cucina e ristorazione, e promosso dai club di Soroptimist International d’Italia Alto Novarese, Biella, Novara, Valsesia, Verbano, Vercelli in collaborazione con la direzione della Casa Circondale di Vercelli e con la Fipe Confcommercio di Vercelli.
di Marcello Pesarini
Ristretti Orizzonti, 17 luglio 2026 All’appello nazionale lanciato da Antigone Marche, Cnca, Cgil, Arci, Confcooperative, Garanti nazionali, Volontariato Giustizia, si uniscono Caritas, Acu Gulliver, Amnesty, Teatro in carcere nazionale, Collettivo Sciame di Fano, Maria Assunta attiva in carcere con lo UISP, i consiglieri regionali Andrea Nobili di AVS e Antonio Mastrovincenzo del PD. Giovanna Fanci di Antigone modera, introduce e controlla i collegamenti con Monia e famiglia.
di Benedetta Bernocchi e Federica Cioni
inconsiglio.it, 17 luglio 2026 Convegno in ricordo di Alessandro Margara a dieci anni dalla scomparsa. Il Garante toscano dei detenuti Giuseppe Fanfani: “Politica sorda, non ha più la capacità di dare riscontro all’impegno costituzionale che assegna alla pena una funzione di rieducazione e riabilitazione”. Sovraffollamento, degrado, emergenza psichiatrica e psicologica ma anche la necessità di una riforma della giustizia e della pena. Queste le tematiche affrontate oggi, nella sala delle Feste a palazzo Bastogi, nel convegno “Il carcere senza governo”, in ricordo di Alessandro Margara, a dieci anni dalla sua scomparsa. Dall’incontro è emersa la difficile situazione in cui si trova il carcere, al collasso, stretto nella morsa dell’aumento dei reati introdotti dai decreti sicurezza, di condizioni materiali e relazionali sempre più invivibili, dell’emergenza psichiatrica e psicologica che chiede di essere ascoltata.
di Massimiliano Melley
milanotoday.it, 17 luglio 2026 Temperature insostenibili, celle sovraffollate e diritti negati: ecco perché giovedì sera cittadini e politici milanesi dormiranno davanti al carcere. Presidio notturno davanti al carcere di San Vittore, tra giovedì 16 e venerdì 17 luglio. Lo organizzano l’associazione Enzo Tortora, Europa Radicale, Certi Diritti e Nessuno Tocchi Caino. Il ritrovo sarà giovedì sera alle nove ai giardini di piazzale Aquileia recentemente intitolati a Marco Pannella. Tra chi ha già annunciato la sua presenza, i consiglieri comunali Alessandro Giungi (Pd) e Daniele Nahum (Azione) e il consigliere regionale Paolo Romano (Pd). “I militanti e i cittadini passeranno l’intera notte sul posto per denunciare una situazione ormai al collasso e chiedere al governo interventi immediati”, si legge in una nota.
di Raffaella Calandra
Il Sole 24 Ore, 17 luglio 2026 Glauco Giostra racconta le vite di due detenuti e di un riscatto imprevisto. I suoni, innanzitutto. E l’aria, che può cambiare a seconda del direttore. Gli sguardi. E un dialogo così intenso da non aver bisogno neanche di parole. Ancora una volta Glauco Giostra apre le porte del carcere. Non più solo da studioso e coordinatore di progetti di riforma rimasti un punto di riferimento nel dibattito teso ad un volto costituzionale della pena. Stavolta attraversa i cancelli dei penitenziari col registro della narrativa. Per raccontare e dimostrare a quanti più lettori possibili che “Se fioriscono le spine” - titolo del suo romanzo per le Edizioni Menabò (pagg 165, 18 euro) - fiorisce alla fine l’intera società.
di Chiara Dino
Corriere Fiorentino, 17 luglio 2026 Il nuovo spettacolo di Armando Punzo con i detenuti attori della Compagnia della Fortezza “Ripartiamo dal valore di essere comunità alla riscoperta delle grandi idee. Via libera al teatro stabile”. Un progetto, l’ultimo di un pioniere della presa in cura dei detenuti per il tramite della cultura, e un appello alla politica quando la cronaca registra, per la seconda volta in due giorni, la morte di due uomini reclusi nel carcere di Lucca: uno di loro si è impiccato, aveva 23 anni. Meglio morire che vivere lì. Armando Punzo presenta il nuovo spettacolo della Compagnia della Fortezza - la prima in Italia in una galera, di stanza nella prigione di Volterra dal 1988 - che andrà in scena dal 24 luglio al 1° agosto nel teatro della casa di pena, dove i primi attori sono quanti lì scontano la pena ...
di Veronica Daltri
Il Manifesto, 17 luglio 2026 Fino al 30 luglio, al Centro Maiiim di Genova, per la prima volta in Italia la mostra “Punti di vista”. Il ruolo di foto e video nella ricostruzione anche giudiziaria di quanto avvenuto. Una fotografia raramente è neutra: porta con sé significati, può essere strumentalizzata e manipolata a seconda del fine. Una fotografia, però, può essere anche un grande strumento: nel saggio del 2008 “The Civil Contract of Photography” la teorica della cultura visiva Ariella Azoulay invita il lettore a uscire dall’interpretazione fornita in precedenza da critici e studiosi come Susan Sontag rispetto alla percezione delle immagini come una marea asfissiante che porta lo spettatore alla desensibilizzazione. La cosiddetta “compassion fatigue” altro non è che una scusa per non fare, secondo Azoulay.
AFFARI SOCIALI
di Alessandra Algostino
Il Manifesto, 17 luglio 2026 Dalla Diaz ai decreti sicurezza. Le violenze di 25 anni fa sono esondate nelle piazze militarizzate, nelle carceri sovraffollate, nei Cpr illegali e nella varietà di abusi di potere dei decreti sicurezza. “È questione di democrazia saper rispondere delle innumerevoli ingiustizie, disastri ambientali, guerre e morti per fame che questa globalizzazione produce… Anche il diritto a manifestare è questione di democrazia” (Genoa Social Forum, Appello per le manifestazioni di Genova, 2001). Venticinque anni dopo della democrazia sociale si è persa traccia, il riscaldamento climatico asfissia e devasta indisturbato il pianeta e la guerra è normalizzata, come presente e come futuro. E il diritto di manifestare è neutralizzato: populismo penale e “amministrativizzazione” della sicurezza concorrono a criminalizzazione il dissenso e a svuotare la democrazia anche nella sua veste minima, liberale. La libertà esiste (solo) come libertà del capitale e del potere, senza democrazia (Peter Thiel docet).
di Giorgia Serughetti*
Il Domani, 17 luglio 2026 Negli ultimi anni lo spirito del Genova social forum è ricomparso in movimenti come Fridays for Future, nelle manifestazioni di Non una di meno, in lotte per il lavoro come quella della ex Gkn, nei movimenti proPal. È riemersa la consapevolezza del nesso tra le crisi molteplici del presente e il desiderio di una politica di solidarietà, responsabilità collettiva, uguaglianza per il pianeta intero. Cos’è Genova per noi? Non solo per chi nel 2001 aveva vent’anni, ma per tutte e tutti noi - chi ha passato l’età migliore della vita e chi ha vent’anni oggi e allora non c’era - che osserviamo con orrore il corso intrapreso dalla politica mondiale. Perché tornare ai fatti di allora?
di Daniela Preziosi
Il Domani, 17 luglio 2026 L’ex capo della Polizia: “Quel 2001 non iniziò a luglio, ma a marzo con gli scontri di Napoli, e c’era un governo di sinistra. Che usò poi una modalità autoassolutoria. Noi cercammo di trarne degli insegnamenti. A Nettuno fu istituita una scuola per l’ordine pubblico. Un’innegabile presa di coscienza di quel disastro, e anche la volontà di cambiare pagina”. “Lo schieramento democratico ha un rapporto timido con la sicurezza, perché alla fine lo considera una declinazione di una modalità securitaria. Ma chi vuole candidarsi al governo del Paese questo rapporto lo deve riannodare” Franco Gabrielli è il classico poliziotto buono dell’hard boiled.
di Sandro Mezzadra
Il Manifesto, 17 luglio 2026 Politicizzare le pratiche di mobilità, costruire nuovi progetti di società attorno alla libertà di movimento: un insegnamento che dura. “Il mondo è di chi si muove”, recitava uno striscione esposto a Roma al corteo contro la “remigrazione”, lo scorso 13 giugno. Un’analoga intenzione politica aveva motivato la scelta di aprire con una manifestazione dedicata al tema delle migrazioni le tre giornate di contestazione del G8 di Genova, il 19 luglio del 2001. Libertà di movimento, libertà senza confini, era scritto sul grande striscione di apertura.
di Francesca Sforza
La Stampa, 17 luglio 2026 “Storica”, “fondamentale”, “di rottura”, “di svolta”, “c’è un prima e un dopo”: sono solo alcune delle espressioni utilizzate per definire la nuova legge sul fine vita approvata il 15 luglio in via definitiva dall’Assemblea nazionale francese, dopo una navetta parlamentare lunga e tormentata. Il testo nel suo complesso è piuttosto breve, ma per metterlo a punto ci sono voluti tre anni. È il bello dei governi che possono vantare una qualche stabilità: annunciano un progetto e mettono in conto di realizzarlo senza fretta, anche se nel frattempo i consensi calano o le maggioranze scricchiolano. Emmanuel Macron lo aveva promesso all’inizio del suo secondo mandato, e ha potuto consegnarlo ai francesi malgrado le turbolenze che hanno investito a più riprese la sua azione di governo.
di Maurizio Delli Santi*
La Notizia, 17 luglio 2026 Contro le logiche delle guerre e gli attacchi Usa.Il 17 luglio è l’anniversario dello Statuto di Roma, che istituisce la Corte penale internazionale. Il cui ruolo è messo a rischio da guerre e nuovi imperi. L’annuncio del segretario di Stato americano Marco Rubio di una campagna contro la Corte penale internazionale, con nuove sanzioni e pressioni sugli Stati che la sostengono, non farà passare inosservato questo 17 luglio, Giornata della giustizia penale internazionale e anniversario dello Statuto di Roma. La reazione dell’Unione europea, che ha riaffermato il proprio sostegno alla Corte e definito “inaccettabili” gli attacchi contro la sua indipendenza, dimostra come sia in gioco molto più del destino di un’istituzione giudiziaria: è in discussione l’intero assetto dell’ordine giuridico internazionale minacciato dall’ultima potenza ‘revisionista’, gli Stati Uniti.
di Nello Scavo
Avvenire, 17 luglio 2026 La Corte penale internazionale conferma 17 capi d’accusa contro Al Buti, uno dei vertici della milizia Rada insieme ad Almasri. Per la prima volta finiscono alla sbarra le detenzioni arbitrarie nel carcere di Mitiga. Sotto la lente ci sono anche i rapporti dei Paesi dell’Unione con le autorità di Tripoli, in primis l’Italia. Il processo internazionale sul “Sistema Libia” si farà. Khaled Mohamed Ali El Hishri, detto Al Buti, sarà giudicato dalla Corte penale internazionale per i crimini commessi nel carcere di Mitiga e nel sistema di detenzione costruito attorno alla potente milizia Rada. La Camera preliminare dell’Aja ha confermato tutti i diciassette capi d’accusa formulati dalla Procura e ha disposto il rinvio dell’imputato davanti a una Camera di primo grado. Le contestazioni della difesa sull’uso di testimonianze anonime, sulla presunta vaghezza delle accuse e sulle carenze investigative sono state respinte.
di Enrica Muraglie
Il Manifesto, 17 luglio 2026 Abu Safiya si trova a Rakefet, il carcere sotterraneo riaperto nel 2023 per volere del ministro israeliano della sicurezza nazionale Ben Gvir. “Non ha mai avuto in mano altro che il suo stetoscopio”. Così Elyas Abu Safiya ha raccontato il padre Hussam durante l’audizione al Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo. Il pediatra dell’ospedale Kamal Adwan di Gaza è detenuto da oltre 18 mesi senza accuse formali né processo in base legge israeliana sui “combattenti illegali”. Una normativa crudele che autorizza l’esercito a emettere ordini di detenzione rinnovabili “nei confronti di chiunque sia sospettato di costituire una minaccia per la sicurezza dello Stato o di essere coinvolto in atti ostili e senza l’obbligo di presentare alcun atto di accusa”, spiega Tina Marinari, coordinatrice delle campagne di Amnesty international Italia.
di Diego Lopez
amnesty.it, 17 luglio 2026 Oltre 90.000 persone finite in carcere, almeno 470 morte in custodia dello stato, migliaia di famiglie in cerca di notizie sulle condizioni di salute o sullo status legale dei propri cari. Quattro anni di stato d’emergenza, rivela Amnesty International in un nuovo rapporto, hanno reso El Salvador un laboratorio di politiche securitarie basate sulla prolungata sospensione dei diritti. Un provvedimento temporaneo adottato per contrastare la violenza delle bande criminali è diventato un sistema permanente che promuove la detenzione arbitraria di massa, l’annullamento delle garanzie del giusto processo, le sparizioni e la tortura. Un sistema che produce numeri e non giustizia: El Salvador ha il tasso di carcerazione più alto del mondo, 1.700 persone private della libertà ogni 100.000 abitanti.
DOCUMENTI
Rimessa alle Sezioni unite la questione sulla natura giuridica della c.d. tortura di stato
Articolo. "Taser, almeno otti morti: parla la sorella di Francesco Pelle", di Lorenza Pleuteri
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 17 luglio 2026)
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