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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di mercoledì 15 luglio 2026
Ristretti Orizzonti, 15 luglio 2026 Ristretti Orizzonti ha aderito all’iniziativa “Alleanza per l’art 27. Giornata nazionale per la dignità delle persone private della libertà”. Tale mobilitazione nazionale ha visto l’ingresso contemporaneo di numerose realtà della società civile in 34 istituti penitenziari italiani di 29 città. L’obiettivo dell’iniziativa era quello di osservare direttamente le condizioni di vita all’interno delle carceri, incontrare le persone detenute e il personale che quotidianamente opera negli istituti, raccogliendo elementi utili per richiamare l’attenzione pubblica sulle condizioni della detenzione e sulla necessità di interventi capaci di garantire dignità, diritti e finalità rieducativa della pena.
di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera, 15 luglio 2026 L’iniziativa di “Alleanza per l’articolo 27” in 34 carceri di 29 città italiane: oltre trecento rappresentanti della società civile in visita negli istituti per testimoniare il sovraffollamento e le condizioni ai limiti nonostante l’impegno di chi ci lavora. Bergonzoni: “Non voglio essere complice di uno Stato così”. “Sono tornata in visita al carcere di Trieste e purtroppo le condizioni sono le stesse che da tempo denunciamo: l’impegno della nuova direttrice si nota ma non si possono fare miracoli quando le istituzioni continuano a fare orecchie da mercante se non veri e propri ostruzionismi” (Giulia Massolino, consigliera regionale).
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 15 luglio 2026 Il giorno dei testimoni: l’Alleanza per l’articolo 27 della Carta porta in visita 350 persone in 37 istituti penitenziari d’Italia. Sovraffollamento medio nazionale al 140%. E nel sistema minorile una “logica di esplicita punizione”. “Ondata di giovani nelle carceri per adulti. Subito un provvedimento di clemenza”. “Ho visto decine di detenuti ammassati uno sull’altro, il doppio di quanti dovrebbero esserci. Faceva un caldo che toglieva il respiro. In una cella da tre c’erano sei persone, nei letti a castello. Ho sentito la loro sofferenza, e la rabbia con cui, un giorno, torneranno liberi”. Quando Ilaria Cucchi esce, insieme al resto della delegazione, dal portone di Regina Coeli, è visibilmente provata. Madida di sudore, senza fiato, malgrado la senatrice di Avs non sia certo disabituata alla frequentazione delle carceri.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 15 luglio 2026 Drammatico racconto dei Garanti dei detenuti e dei volontari, tra Roma, Napoli e Bologna: livelli di sovraffollamento ormai vicini al 200%, caldo atroce nelle piccole celle, l’acqua del bidet usata per rinfrescarsi. Mancano psichiatri e agenti. Don Ciotti a Opera con l’Alleanza per l’articolo 27: la politica è sorda, eppure le alternative alla detenzione ci sono. Nelle celle vivono in troppi e soffocano per il caldo. Mancano ventilatori e frigoriferi, i malori sono frequenti, il personale è carente e le strutture spesso risultano inadeguate, fatiscenti e mal tenute per mancanza di fondi. Esponenti dell’associazionismo, del mondo cooperativo e della cultura insieme con rappresentanti delle istituzioni locali, hanno visitato ieri mattina in contemporanea 37 istituti penali di 30 città italiane per verificare le condizioni di vita delle persone detenute.
di Luisa Bove
chiesadimilano.it, 15 luglio 2026 Valeria Verdolini, presidente di Antigone Lombardia, sottolinea una “situazione ormai insostenibile” per le tante criticità presenti e propone: “Bisogna partire dalle politiche sociali e da un lavoro culturale e politico, per mettere in discussione un’idea di sicurezza che non fa bene a nessuno. Si produce sicurezza se si assolve al dettato della Costituzione”. “Servono risposte adesso perché la situazione è insostenibile”. A dirlo è Valeria Verdolini, presidente di Antigone Lombardia, che nei giorni scorsi ha presentato a Milano il XXII Rapporto nazionale sulle condizioni di detenzione. Occorrono interventi urgenti e basterebbe un numero - 116 morti nelle carceri dall’inizio dell’anno - per capire che non c’è più tempo da perdere.
di Marcello Basilico
Il Domani, 15 luglio 2026 Le parole pronunciate dal viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, in un’intervista a questo giornale, impongono alcune puntualizzazioni alla luce della realtà degli uffici giudiziari. Partiamo da una premessa. Al ministero va riconosciuto un impegno notevole su un duplice fronte: la copertura degli organici dei magistrati e il perseguimento - seppure senza gli interventi strutturali necessari nei contenziosi che vedono parte alcune amministrazioni statali - degli obiettivi del Pnrr in materia di giustizia. Poi però leggiamo da parte del viceministro frasi come “politica di valorizzazione del capitale umano”, “misurato gioco di squadra”, “ci godiamo il risultato storico di questa stabilizzazione” o di “rendere i processi giudiziari sempre più “a misura di cittadino”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 15 luglio 2026 “Emendamenti Melillo”, il fallimento del tavolo apre una crepa tra FdI e Forza Italia, destinata a farsi sentire anche in campagna elettorale. Si va verso la fiducia. Tavolo fallito tra le forze di maggioranza sugli ormai noti “emendamenti Melillo” alla legge di conversione del decreto legge “Giustizia e Patto Ue su migrazione e asilo” in discussione nelle commissioni congiunte Affari costituzionali e Giustizia del Senato. I capigruppo dei partiti che sostengono il governo Meloni si sono infatti riuniti per trovare un accordo sui correttivi all’articolo 9 depositati dai senatori di Fratelli d’Italia Gianni Berrino e Sandro Sisler che vanno ad accogliere le istanze del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Gianni Melillo, volte a ripristinare la cosiddetta “pesca a strascico” nelle intercettazioni in fase di indagine.
di Lorenzo Nicolao
Corriere di Torino, 15 luglio 2026 In Piemonte i reclusi sono 4.360, a fronte di 3.978 posti. Condizioni sanitarie precarie. Le persone detenute in Piemonte sono 4.360. La capienza delle case circondariali sul territorio è invece di 3.978. Un tasso di affollamento pari al 109,60%. Un dato che tuttavia sottostima il fenomeno, poiché non tiene conto dei posti inagibili per i lavori di manutenzione o altre criticità strutturali. Allo stesso tempo, il caldo rappresenta un ulteriore problema, in celle che non dispongono di un sistema di areazione né di semplici ventilatori. Sono i dati e le valutazioni dell’associazione Antigone, che ha visitato ieri anche la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, all’interno dell’iniziativa dell’alleanza per l’articolo 27 della Costituzione.
di Krystyna Gulyeyeva
Corriere di Bologna, 15 luglio 2026 “La Dozza è ai minimi termini”. È il giudizio del garante dei detenuti di Bologna Antonio Ianniello dopo la visita di ieri dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione. Come aveva spiegato parlando il nostro giornale, amministratori, garanti, associazioni, sindacati, volontari e cittadini sono entrati per vedere con i propri occhi cosa significa oggi vivere in carcere. Hanno varcato i cancelli della Dozza e del Minorile del Pratello per documentarne le condizioni e riportare il carcere al centro del dibattito pubblico. “Siamo entrati per guardare - ha detto l’attore Alessandro Bergonzoni, richiamando le parole di Piero Calamandrei. Solo conoscendo da vicino quella realtà la si può comprendere davvero”.
di Elisa Sola
La Stampa, 15 luglio 2026 La procura aveva archiviato due volte dopo la denuncia dei familiari. La sorella della vittima: sei anni per avere giustizia dalla Corte dei diritti dell’uomo. Natascia, la sorella, rilegge le lettere dal carcere. “Antonio ci scriveva che chiedeva aiuto alle guardie e che non lo ascoltavano. Che stava male, vomitava, aveva dolori ovunque. Ma nessuno veniva nella sua cella. Pensavano che lo facesse apposta per avere “benefici”. Usavano questa parola. Non abbiamo mai capito quali. Ha perso trenta chili in meno di cinque mesi”. Antonio Raddi è morto il 30 dicembre 2019. Aveva 28 anni. Quando è entrato nel carcere Lorusso e Cutugno pesava 80 chili. Quando hanno diagnosticato il decesso, 50. È morto per un’infezione dovuta a un batterio comune, la Klebsiella pneumoniae. Ma il suo corpo era pelle e ossa.
di Antonella Mollica e Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 15 luglio 2026 Dopo una settimana è stato trasferito a Casa Caciolle. Era stato arrestato per un furto di vestiti in un’auto. È uscito dal carcere di Sollicciano così come era entrato. Con il sorriso stampato sul volto e gli occhi vivaci di sempre, in barba ai suoi 87 anni e ai 40 gradi che non danno tregua. Si è conclusa dopo meno di una settimana la disavventura di Giuseppe, l’anziano che viveva nell’albergo popolare e che è finito in cella per una sentenza diventata definitiva dopo il furto su una macchina. Grazie all’associazione per i diritti dei detenuti Pantagruel e al presidente della Madonnina del Grappa, don Vincenzo Russo, ora ha un posto dove andare. È Casa Caciolle, una struttura per detenuti semiliberi nel quartiere di Rifredi. Ieri pomeriggio è uscito da Sollicciano.
di Patrizia Pallara
collettiva.it, 15 luglio 2026 Parlano Stefano Anastasia, Patrizio Gonnella e Pietro Sermonti al termine della visita a Regina Coeli, a Roma, per l’iniziativa dell’Alleanza per l’articolo 27. Bisogna aver visto. I corpi sudati e troppo vicini rinchiusi per 23 ore al giorno in una cella piccola, troppo piccola. Le persone, gli uomini e le donne, con lo sguardo perso e confuso, tristi e depressi. Le carenze e le mancanze delle strutture, dei servizi, del personale, dell’igiene, della pulizia. Bisogna aver visto tutto questo per poterlo raccontare, testimoniare, diffondere. È quello che hanno fatto 330 “civili”, persone libere, entrate oggi, 14 luglio, in 34 carceri italiane di 29 città, nell’iniziativa organizzata dall’Alleanza per l’articolo 27.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 15 luglio 2026 Carlo Testini, responsabile Lotta alle Disuguaglianze di Arci, è una delle oltre 350 persone che il 14 luglio hanno visitato 37 carceri italiane in una giornata ideata dall’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione. Il suo racconto a Vita: “A Regina Coeli ho visto un affollamento di quasi il 200%, materassi in terra nelle celle, ragazzi giovanissimi e disperati che non vogliono vivere in quelle condizioni”. Trentasette istituti penitenziari italiani sono stati visitati da delegazioni composte da rappresentanti dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione, insieme a esponenti delle istituzioni locali, del mondo dell’università, della cultura e della società civile.
di Valentina Di Mattei e Simona Silvestro
vita.it, 15 luglio 2026 Il carcere spesso il luogo dove la salute mentale viene messa duramente alla prova, sia per chi è recluso sia per chi ci lavora. Bollate, a Milano, da sempre è un “carcere modello” eppure anche qui c’è uno scarto tra quel che è stato e potrebbe ancora essere e le condizioni materiali che il sovraffollamento impone. In questo contesto, in carcere, davvero qualcuno ha il tempo, gli strumenti e le condizioni di sicurezza per ascoltare? Le riflessioni dell’Ordine degli psicologi della Lombardia. Questa mattina abbiamo varcato l’ingresso della Casa di Reclusione di Bollate insieme alla delegazione dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione, nell’ambito di una mobilitazione nazionale che nella stessa giornata ha portato decine di realtà associative, istituzionali e della società civile a entrare contemporaneamente in 34 istituti penitenziari italiani.
di Chiara Gabrielli
Il Resto del Carlino, 15 luglio 2026 L’allarme della delegazione di Alleanza che ha visitato il carcere per adulti “Tanti poverissimi, oltre 100 non possono acquistare un dispositivo per rinfrescarsi. E la metà è registrata come tossicodipendente, bisogna intervenire subito”. Emergenza carceri, la Dozza registra il doppio dei detenuti rispetto alla capienza prevista. E oltre la metà di loro sono registrati come tossicodipendenti. Attualmente nella casa circondariale Rocco d’Amato sono ristrette 828 persone, contro spazi per 480 (a cui però vanno sottratti 50 posti di una sezione in cui sono in corso lavori di ristrutturazione delle docce e 24 di un’altra sezione). Su 828, ben 433 sono registrati come tossicodipendenti.
di Silvia Isola
Il Secolo XIX, 15 luglio 2026 “Più pene alternative ai domiciliari o in comunità contro il sovraffollamento”. La società civile in visita al carcere: una delegazione è entrata a Marassi, tra cui anche gli assessori del Comune di Genova Cristina Lodi ed Emilio Robotti: “Stiamo ampliando la possibilità di lavorare per i detenuti all’interno delle strutture comunali, come i cimiteri, e pensiamo di aprire uno sportello per l’anagrafe dentro la casa circondariale”. Pene alternative per abbattere il sovraffollamento. Il fatto che nelle carceri italiane ci siano più detenuti di quanto sia la capienza delle strutture non fa più notizia, nemmeno alla casa circondariale di Genova Marassi, in pieno centro città, dove solo tre giorni fa il quartiere si è bloccato per ore dopo che un detenuto è salito sul tetto per protesta.
cagliaritoday.it, 15 luglio 2026 “Sovraffollamento e carenze sanitarie, serve un intervento urgente”. La visita della delegazione dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione nella casa circondariale Ettore Scalas fotografa le criticità dell’istituto: mancano oltre 100 agenti di polizia penitenziaria e l’area sanitaria è sotto organico. Settecento trentadue persone detenute a fronte di una capienza regolamentare di 561 posti. È il dato che emerge dalla visita della delegazione dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione nella casa circondariale di Cagliari-Uta “Ettore Scalas”, inserita nella giornata nazionale di mobilitazione che ha coinvolto 34 istituti penitenziari italiani.
borderline24.com, 15 luglio 2026 La denuncia dell’”Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione” dopo la visita nell’istituto penitenziario. Sovraffollamento, carenza di personale e strutture segnate dal tempo. Sono alcune delle criticità emerse nel carcere di Bari durante la visita della delegazione dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione, nell’ambito di una mobilitazione nazionale che ha coinvolto diversi istituti penitenziari italiani. Secondo quanto rilevato, a fronte di una capienza regolamentare di 293 posti, nel carcere barese sono presenti 436 detenuti. A questa situazione si aggiunge la carenza di agenti di polizia penitenziaria, oltre alla presenza di soli quattro educatori e alla mancanza di medici, psicologi e assistenti sociali.
di Angela Petronio
Corriere di Verona, 15 luglio 2026 Il garante dei detenuti don Carlo Vinco: “Più di 600 persone detenute, a fronte dei 334 posti regolamentati. Sono sempre più numerose le persone molto giovani e affette da disturbi psichiatrici”. Oggi in Italia siamo oltre la soglia dei 64mila detenuti. Non sono numeri, ma persone: corpi, volti, storie, vite ristrette in spazi insufficienti, con personale insufficiente, attività insufficienti, cure insufficienti e prospettive insufficienti. Il sovraffollamento significa caldo insopportabile, celle invivibili, tensione continua, disagio psichico, autolesionismo, aggressività, suicidi”.
L’Adige, 15 luglio 2026 Ricordata Abral Jarrar, la 21enne morta suicida a Spini. Pavarin: “Stranieri senza permesso di soggiorno esclusi dall’anagrafe per una circolare del Ministero degli Interni a mio avviso illegittima”. Si è aperta con il ricordo di Abral Jarrar, la 21enne morta suicida nella casa circondariale di Spini di Gardolo, di cui sono state lette due poesie, la conferenza stampa organizzata presso il Laboratorio di Apas in occasione della Giornata nazionale di sensibilizzazione sulle carceri promossa dall’Alleanza per l’Articolo 27. In questo momento nel carcere di Trento ci sono 425 detenuti, di cui 46 donne e 379 uomini (di cui 123 protetti).
bergamonews.it, 15 luglio 2026 L’iniziativa “Alleanza per l’articolo 27 della costituzione” riporta al centro del dibattito le problematiche legate della detenzione. “Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri” affermava Voltaire. La giornata di mobilitazione nazionale promossa dall’”Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione” - che ha organizzato visite della società civile e delegazioni in 29 città coinvolgendo 35 istituti penitenziari italiani - ha interessato anche Bergamo, dove ieri pomeriggio si è tenuta una conferenza stampa di Associazione Carcere e Territorio Bergamo davanti ai cancelli della casa circondariale “Don Fausto Resmini”.
di Benedetta Macchini
La Nazione, 15 luglio 2026 Ieri la visita del sindaco Biffoni e dell’assessora regionale Nardini. Sovraffollamento e carenza di fondi: i temi del colloquio con il direttore. “Da Sollicciano arrivati circa 40 detenuti. Situazione devastante”. L’asfalto della strada antistante alla Dogaia scotta e nei sentieri vicini, battuti dal sole di mezzogiorno, qualche residente accaldato porta a spasso il cane. L’unico pensiero che ti è concesso di formulare è: “Chissà come fanno, i detenuti là dentro”. Un interrogativo che risuona ancora più forte nell’assolata mattina di ieri, quando le porte del carcere si sono aperte, insieme a quelle di altri 34 penitenziari in tutta Italia, per accogliere associazioni e istituzioni locali.
di Saverio Migliori
Il Manifesto, 15 luglio 2026 Alessandro Margara, alla fine del 2012, nell’ambito del Convegno “Il carcere al tempo della crisi”, organizzato dalla Fondazione Giovanni Michelucci e dal Garante regionale delle persone detenute della Toscana, poneva una serie piuttosto ampia di “Punti interrogativi” sulle politiche penali e penitenziarie del momento. Quesiti che, grazie alla profetica saggezza e competenza dell’uomo e del magistrato Margara, valgono oggi esattamente come ieri. Tra i vari “Punti interrogativi” ve ne sono senz’altro un paio dai quali merita partire per discutere lo stato delle nostre carceri. Sandro Margara esordiva allora chiedendosi retoricamente: “Perché le condizioni delle carceri peggiorano progressivamente, producendo sovraffollamento, a sua volta causa di degrado, così che il lavoro, la scuola e le altre attività che dovrebbero rendere attiva la vita nel carcere non sono più realizzabili?”.
AFFARI SOCIALI
di Davide Varì
Il Dubbio, 15 luglio 2026 Il Cdm approva la proposta anti “disagio giovanile” Con un occhio a Vannacci. Un nuovo giro di vite sulla sicurezza, con un obiettivo dichiarato: rafforzare gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine per contrastare baby gang, maranza e fenomeni di criminalità urbana. Ma anche uno meno esplicito, seppure altrettanto evidente: non lasciare che sia Roberto Vannacci a dettare l’agenda della destra su uno dei temi più sensibili dell’opinione pubblica. Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il nuovo disegno di legge sulla sicurezza, un pacchetto che interviene sia sul fronte della prevenzione del disagio giovanile sia sull’organizzazione delle forze di polizia, introducendo alcune novità destinate a far discutere e destinato ora a iniziare il suo percorso parlamentare.
di Alessandra Arachi
Corriere della Sera, 15 luglio 2026 Anche la polizia locale potrà fare il fermo preventivo di minori. Piantedosi: “Agenti più tutelati”. Il governo lo aveva annunciato: una stretta sulle baby gang e sui reati commessi da quelli che sono stati ribattezzati i “maranza”, in uno slang tipicamente adolescenziale. Ovvero i ragazzini delinquenti. E ieri il Consiglio dei ministri ha dato il disco verde a un disegno di legge che contiene queste nuove norme sulla sicurezza. Sono destinate soprattutto ai più giovani e mettono diversi paletti per arginare la delinquenza minorile. “È un disegno di legge che riprende un testo del Consiglio di alcuni mesi fa”, ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 15 luglio 2026 Ci risiamo: al consiglio dei ministri convocato in un caldissimo, e non solo dal punto di vista meteorologico, pomeriggio di luglio Giorgia Meloni suona il campanello di Palazzo Chigi e vara l’ennesimo inasprimento delle leggi sulla sicurezza. Si tratta delle norme che dalle parti della maggioranza vengono definite “anti-maranza”: questa volta puntano ad estendere la facoltà del fermo anche alle varie branche della polizia locale. Vedremo come la destra si smarcherà dalle tutele costituzionali, dopo i passi falsi e le forzature degli altri decreti repressivi.
di Ferruccio de Bortoli
Corriere della Sera, 15 luglio 2026 Mentre si parla, un po’ a vanvera, di “remigrazione”, lasciando intendere che si possano organizzare addirittura giganteschi flussi di ritorno, ovvero deportazioni, vale la pena di segnalare l’esperienza di alcuni “corridoi lavorativi” per rifugiati. Se non altro per riconciliarci con il meglio della nostra tradizione di civiltà e di solidarietà umana. Stiamo parlando di “corridoi lavorativi” e non solo umanitari come quelli resi possibili dall’impegno di Sant’Egidio che richiedono ogni volta la negoziazione di accordi ad hoc. In questo caso vi è un impianto normativo di base, il decreto Cutro, e il coinvolgimento diretto del governo con ben tre ministeri. Per cui risulta abbastanza strano che la maggioranza non ascriva i “corridoi lavorativi” tra i suoi meriti, forse perché politicamente è improduttivo. Ma è solo una sensazione.
di Simone Cosimelli
Il Domani, 15 luglio 2026 Nel Novecento le destre antidemocratiche rimodellarono in senso razziale la convivenza civile. La poliedrica estrema destra contemporanea ha centrato l’obiettivo. Ha portato i suoi temi e i suoi toni nel dibattito pubblico. L’ultima tappa di questo percorso in divenire riguarda la remigrazione. Un termine nuovissimo che veicola una narrazione vecchissima. E forse un’ossessione antica: l’idea secondo cui la tenuta dell’unità nazionalpopolare dipende dall’uniformità etnorazziale, con i popoli occidentali chiamati a fronteggiare una minaccia esistenziale. Prospettive apocalittiche Già nell’Europa del XX secolo, prima e dopo la Grande guerra, si fecero largo ipotesi di futuro tragiche. Le destre antidemocratiche si convinsero che l’allentamento dei domini coloniali e i processi di democratizzazione fossero il sigillo del declino.
DOCUMENTI
Scrivere in carcere: i giornali dei detenuti. 4. “Ponti”
Diritto penale contemporaneo – Rivista trimestrale. Pubblicato il n. 1/2026
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 5 luglio 2026)
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