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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di venerdì 26 giugno 2026
di Luisiana Gaita
Il Fatto Quotidiano, 26 giugno 2026 I sindacati: “Forni crematori, fermiamo la strage di diritti”. Si segnalano i rischi per migliaia di detenuti più anziani e con problemi cardiaci. Per alcuni l’ora d’aria arriva quando fa più caldo, mentre il sovraffollamento non accenna a diminuire. Carceri realizzate in cemento e asfalto, senza aree verdi, ostacoli per l’acquisto dei ventilatori, tasso di sovraffollamento insostenibile. E da giorni, anche il caldo oltre l’immaginabile. “Questa estate rovente sta diventando una seconda pena per le persone nelle carceri italiane. Abbiamo migliaia di detenuti che hanno più di 70 anni e molti malati cardiopatici e come ogni anno in questo periodo aumentano i suicidi e le morti da infarto”.
di Manuel Orazi
Il Foglio, 26 giugno 2026 Rieducare i detenuti è anche un problema architettonico. Che nessuno ha risolto. Fra le due posizioni estreme del “buttare via la chiave” da un lato e dell’abolizionismo dall’altro esistono alcune alternative. C’è chi pensa, come il Fatto quotidiano, che basterebbe costruire nuove carceri per risolvere la questione. Ripensare il sistema penitenziario. La scarcerazione di Gianni Alemanno e le sue prime dichiarazioni sul sovraffollamento e le drammatiche condizioni di vita all’interno degli istituti penitenziari, personale di servizio compreso, riaprono il dibattito su questo tema spinoso tradizionalmente sostenuto da Marco Pannella e più di recente liquidato in maniera opposta dall’ex sottosegretario Delmastro, che anzi in un pubblico discorso si spinse a dire che “provo intima gioia all’idea di far sapere che non lasciamo respirare chi sta dietro il vetro oscurato”.
cnel.it, 26 giugno 2026 Maggiori tutele contro la disoccupazione involontaria. Il Cnel ha approvato all’unanimità un disegno di legge che riconosce ai detenuti lavoratori la possibilità di accedere alla NASpI, cioè di ottenere l’indennità erogata dall’INPS in caso di disoccupazione involontaria. Si tratta del quinto ddl predisposto nel quadro del programma Recidiva Zero, realizzato dal Cnel in collaborazione con il ministero della Giustizia, al fine di favorire l’inclusione sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale grazie a studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere. In particolare, la proposta - definita nell’ambito del Segretariato permanente per l’inclusione economica, sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale, istituito presso il Cnel - modifica l’art. 20 della legge 354/1975 ...
garantedetenutilazio.it, 26 giugno 2026 Nella proposta della senatrice Bilotti si prevede il completamento del percorso iniziato con la legge Basaglia del 1978 e proseguito con la chiusura degli Opg. “Credo che ce ne sia molto bisogno”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, ha esordito nel suo intervento alla conferenza stampa di presentazione del disegno di legge sulle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), della senatrice Anna Bilotti, che si è svolta nella Sala Caduti di Nassiriya del Senato, mercoledì 24 giugno. La legge 81 del 2014 ha chiuso gli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), una riforma parte dello stesso percorso che, con la legge Basaglia del 1978, aveva portato alla chiusura dei manicomi civili.
odg.it, 26 giugno 2026 Sono oltre 30 le testate giornalistiche che si avvalgono di redazioni all’interno degli istituti penitenziari. Esperienze importanti alle quali collaborano giornalisti professionisti e che puntano a far crescere la capacità di lettura e analisi della realtà, nonché a comunicare in maniera responsabile e corretta, secondo le regole deontologiche che l’Ordine si è dato. Alcune testate hanno ormai una storia consolidata, altre sono più giovani e altre ancora stanno muovendo i primi passi. Iniziative fondamentali per il percorso di reinserimento, nel contesto di una pena costituzionalmente orientata, la cui validità è da sempre riconosciuta e valorizzata dal Ministero della Giustizia.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 26 giugno 2026 “La soluzione al sovraffollamento? Più penitenziari, mai amnistia”, dice il Generale. Che sigla il patto con Alemanno nella cena romana. La cosa nera è apparecchiata, tra brindisi e porceddu. È la “vera destra sociale” che non lascia indietro nessuno e arruola la “feccia”. La “sporca dozzina”. Gli scontenti, lo scarto. Mo vuoi vedere che fuori ci restano solo i carcerati? Vada pure per Gianni Alemanno, che “ha pagato il suo debito con la giustizia e ora è pronto a mettere a servizio di Futuro nazionale la sua lunga esperienza politica”, dice l’amico Vannacci. Che abbraccia l’ex sindaco appena uscito di prigione dopo un anno e mezzo. E si offre alle telecamere per sigillare il patto. Ma poi dice: “Tra Abele e Caino io sto con Abele e Caino deve marcire in carcere”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 26 giugno 2026 La riforma dovrebbe entrare in vigore il 28 febbraio: toghe pronte a dar battaglia alla vigilia delle Politiche. L’Anm può cedere o voltare pagina su molte cose. Lo ha fatto sul protagonismo mediatico dei pm, con le linee guida sulla comunicazione dei magistrati che, di fatto, disincentivano il narcisismo iperbolico delle Procure. Sembra, la magistratura, pronta a cambiare passo, con un’altra autoriforma del Csm, anche sulle pagelle (più propriamente, le “valutazioni di professionalità”) clamorosamente appiattite, da lustri, tutte verso l’eccellenza.
di Roberto Natale*
Il Manifesto, 26 giugno 2026 L’anniversario non verrà di certo ignorato. Il problema è negli altri giorni dell’anno. L’anniversario non verrà di certo ignorato. Anche domani, per la quarantaseiesima volta, nel Consiglio comunale di Bologna ci si stringerà intorno a Daria Bonfietti e all’Associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica, per ripetere insieme a loro - come ogni 27 giugno - che la memoria di un Paese non si cancella e per condividere lo sgomento per la richiesta arrivata dalla procura di Roma: archiviare l’inchiesta aperta nel 2008 dopo le dichiarazioni dell’allora presidente emerito Cossiga, che per l’abbattimento del Dc9 Itavia aveva chiamato in causa la Francia. Domani si diranno le parole giuste.
di Maurizio Crippa
Il Foglio, 26 giugno 2026 Ossessione per le vite degli altri, ritrovare è sempre un po’ punire. Nacque “Chi l’ha visto?” come esperimento della tivù parodistica del servizio pubblico di Angelo Guglielmi, che univa l’involucro del compito sociale al cinismo intellettuale dell’entomologo da Gruppo 63. “Il programma della Rai aveva costruito, nei decenni precedenti, un patto intimo con il pubblico: il patto di chi non ha risposte e spera di trovarle guardando la televisione. Uno spazio dove il dolore privato diventa pubblico, dove la disperazione incontra l’audience nel momento più fragile della narrazione”.
GIURISPRUDENZA
Il Sole 24 Ore, 26 giugno 2026 La Corte costituzionale, con la sentenza numero 114, depositata ieri, ha dichiarato non fondate questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Magistrato di sorveglianza di Napoli in relazione agli articoli 3 e 27, terzo comma, della Costituzione - degli articoli 69 e 69-bis della legge di ordinamento penitenziario. In particolare, il giudice a quo dubitava della costituzionalità di tali norme nell’interpretazione, costituente “diritto vivente”, secondo cui spetta al magistrato di sorveglianza (e non al giudice dell’esecuzione penale) la competenza a provvedere sull’istanza di liberazione anticipata anche nel caso in cui sia stata comminata, o applicata su richiesta, la pena del lavoro di pubblica utilità sostitutivo.
di Paola Buizza
Brescia Oggi, 26 giugno 2026 L’associazione che riunisce gli avvocati penalisti interviene sul caso del 23enne che si è tolto la vita a Canton Mombello: “Fallimento del sistema”. “Un suicidio in carcere è sempre un fallimento del sistema”. Non usa mezzi termini la Camera Penale di Brescia che interviene con un comunicato sulla tragedia che si è consumata nel carcere di Brescia, dove un 23enne di origini indiane si è solto la vita. Il giovane - richiedente asilo in Italia da tre mesi - era stato arrestato domenica a Concesio per aver palpeggiato quattro ragazzine di tredici anni al parco acquatico Tibidabo. “Davanti alla perdita di una vita umana sotto la custodia dello Stato, il primo sentimento dovrebbe essere il silenzio e il rispetto” ma così non è stato.
di Simone Casciano
iltquotidiano.it, 26 giugno 2026 Un ex detenuto di Spini di Gardolo giudicato nel Centro dopo una seconda valutazione al pronto soccorso. Gli attivisti: “Ora se ne sono perse le tracce”. Per la sua condizione di salute psicofisica era stato giudicato “non idoneo” a entrare in un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr), eppure in questo momento si troverebbe dentro la struttura di Gradisca d’Isonzo (Gorizia). Condizionale d’obbligo perché nel frattempo di questa persona si sono perse le tracce, ma quello che è certo è che l’uomo ci è finito da Trento e nonostante il parere negativo di chi lo aveva visitato. Una storia che mette in luce un sistema, quello dei Cpr, in cui alle promesse di garanzie dei diritti umani, fa da contraltare una realtà più grigia.
Corriere del Veneto, 26 giugno 2026 S’inasprisce la situazione nel nuovo carcere in centro città, in Pronto soccorso due agenti penitenziari intossicati. Ancora proteste e disordini nel nuovo carcere minorile “Vivaldi” inaugurato lo scorso 8 gennaio. L’altra sera un paio di detenuti minorenni stranieri hanno incendiato un materasso dentro una cella. L’intervento dei vigili del fuoco ha sedato rapidamente le fiamme, ma due agenti penitenziari in Pronto soccorso per un’intossicazione. Un altro incendio di materassi ieri pomeriggio attorno alle 18, rendendo ancora una volta necessario l’intervento dei vigili del fuoco nella struttura in via Mazzini.
di Luca Cecconi
La Nazione, 26 giugno 2026 È secondo in Toscana per il sovraffollamento con 290 detenuti (118 stranieri) anziché 175. Il 30% è per reati di droga. Sono 80 i tossicodipendenti. All’Ipm 40 nuovi ingressi. È al top invece sul fronte del lavoro, con la tessitoria, della formazione e della scuola. Bastano due numeri per comprendere la situazione. Le persone detenute nel carcere di Massa sono 290 (118 sono stranieri) a fronte di una capienza di 175 unità. Il tasso di sovraffollamento effettivo è del 170%. L’organico previsto di polizia penitenziaria è di 140 agenti, gli effettivi invece sono 116. I dati, ufficiali, sono riferiti al 31 marzo scorso e provengono dalla Relazione annuale del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Giuseppe Fanfani, resa nota dalla Regione Toscana su fonte del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
di Gaia Papi
La Nazione, 26 giugno 2026 La relazione del garante regionale dei detenuti segnala la “linea rossa”. A pesare i problemi strutturali che impediscono il pieno uso della struttura. Nel dossier emergono i punti critici legati agli interventi di ristrutturazione. “È una situazione inaccettabile. I lavori sono fermi da anni e, cosa ancora più grave, non esiste nemmeno una data per la loro ripartenza”. Giuseppe Fanfani, garante regionale dei detenuti della Toscana, non nasconde la propria amarezza di fronte a una delle principali criticità della casa circondariale di San Benedetto. Il tema emerge con forza nella Relazione annuale 2026 sull’attività svolta nel 2025, che dedica un focus anche al carcere aretino.
di Alessandra Sessa
Corriere della Sera, 26 giugno 2026 Il progetto di lavoro e dignità lanciato nel 2016 dalla Casa dello Spirito e delle Arti di Arnoldo Mosca Mondadori con la benedizione di Papa Francesco: partito dall’istituto milanese, oggi conta 33 laboratori a cui se ne aggiungeranno presto otto in Brasile e altri due in Italia. Acqua, farina e dignità. Nelle ostie preparate dai detenuti c’è un ingrediente che porta sull’altare un sapore di speranza. Sono le particole prodotte dai laboratori eucaristici de “Il senso del Pane”, un progetto ideato da Fondazione Casa dello spirito e delle arti e dal suo presidente Arnoldo Mosca Mondadori. Era il 2016 quando venne aperto il primo nel carcere milanese di Opera “con persone detenute, ma che si erano rese conto del loro reato. Sono state retribuite per il loro impiego - sottolinea Mosca Mondadori - e proprio la dignità del lavoro è cruciale in questo progetto”.
collettiva.it, 26 giugno 2026 Il corso di formazione organizzato da Collettiva e Cgil rivolto ai giornalisti. Come raccontare il carcere senza stereotipi, garantendo il diritto all’informazione e il rispetto della dignità delle persone detenute? Quale ruolo può svolgere il giornalismo nel favorire una conoscenza più approfondita della realtà penitenziaria e delle sue criticità? A questi interrogativi proverà a rispondere il corso di formazione “Comunicare il carcere e dal carcere. Informazione, diritti e responsabilità del giornalismo” organizzato da Collettiva e Cgil Nazionale con il riconoscimento dell’ordine dei giornalisti del Lazio, in programma il 26 giugno 2026, dalle ore 10 alle 14, presso la sede nazionale della Cgil a Roma.
societadellaragione.it, 26 giugno 2026 Giovedì 2 luglio, dalle ore 10 alle 13, la Società della Ragione ospita a Firenze un seminario di discussione a partire dallo studio di Corrado Marcetti dedicato alla storia del carcere di Sollicciano. Un’occasione per conoscere le origini e le trasformazioni dell’istituto, comprendere le ragioni del suo degrado e costruire proposte capaci di restituire dignità alla vita delle persone detenute. Sollicciano non è soltanto il nome di un carcere segnato da condizioni materiali ormai intollerabili. È anche la storia di un progetto nato negli anni della riforma penitenziaria, attraversato dalle aspirazioni di cambiamento di quella stagione e progressivamente svuotato dei suoi elementi più innovativi.
di Gerardo Pastore, Erica De Vita e Lara Tavoschi
unipi.it, 26 giugno 2026 Alla Casa Circondariale Don Bosco di Pisa presentati gli esiti della co-creazione del progetto europeo Partner. Il 22 giugno 2026 il team dell’Università di Pisa impegnato nel progetto europeo Partner ha incontrato le persone detenute della Casa Circondariale Don Bosco di Pisa per restituire i risultati delle attività di co-creazione realizzate nell’ambito del progetto. All’incontro hanno preso parte Gerardo Pastore, Erica De Vita e Lara Tavoschi, componenti del gruppo di lavoro pisano.
Ristretti Orizzonti, 26 giugno 2026 Anche quest’anno, in occasione della 32ª edizione della Festa della Musica - l’evento musicale che si tiene ogni anno il 21 giugno per celebrare il solstizio d’estate in più di 120 nazioni in tutto il mondo - l’Amministrazione Penitenziaria con la Direzione della Casa circondariale Maschile di Roma Rebibbia, guidata dalla Dott.ssa Teresa Mascolo, l’organizzazione dell’Area trattamentale dell’Istituto, in collaborazione con il personale di Polizia Penitenziaria hanno realizzato, per domani venerdì 26 giugno, dalle 17.00 alle 21.00, una giornata di musica e spettacolo per i detenuti dell’Istituto di pena.
CULTURA
di Marella Santangelo*
casadellacultura.it, 26 giugno 2026 Nel confronto con una letteratura che sempre più spesso assume il progetto architettonico come pratica di conoscenza, ciò che emerge con maggiore forza nel libro di Andrea Di Franco, Marianna Frangipane e Gianfranco Orsenigo - “Progettare in carcere. Gli spazi di relazione nella città reclusa” (Lettera Ventidue, 2025) - è la scelta di non assumere il carcere come oggetto teorico astratto, ma come luogo attraversato, abitato e praticato nel tempo. Il volume nasce da un’esperienza lunga e continuativa di ricerca-azione, sviluppata nell’arco di circa un decennio, in cui il progetto viene messo alla prova all’interno delle condizioni materiali, istituzionali e relazionali della detenzione. È a partire da questa posizione situata che il libro costruisce la propria riflessione, intrecciando sperimentazione progettuale, presenza e analisi critica.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 26 giugno 2026 In un libro di Giorgi Pieri viene raccontato il modello di un percorso che scommette sulle persone e sulla forza rigeneratrice delle relazioni. Nelle Comunità educanti con i carcerati, i condannati per reati gravi riscoprono il valore della relazione. Vite pericolanti, esistenze ferite in cerca di guarigione. E incontri che aiutano a cambiare direzione, grazie a una medicina potente che si chiama comunità, dove detenuti, disabili, operatori e volontari costruiscono insieme pezzi di umanità nuova. Sono gli ingredienti delle Cec (Comunità educante con i carcerati), residenze che ospitano persone condannate per omicidi, rapine, furti, reati sessuali che, con l’approvazione del magistrato di sorveglianza, intraprendono un percorso di rigenerazione materiale e spirituale.
AFFARI SOCIALI
di Luigi Testa*
Il Fatto Quotidiano, 26 giugno 2026 Il 25 giugno 1946 iniziò i lavori l’Assemblea che scrisse la nostra Carta fondamentale. La sensazione di distanza è siderale: oggi il 30% degli italiani preferisce i regimi autocratici. Le celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica sono passate davvero sottotono. E, naturalmente, ancor più sottotono è passato l’anniversario della contestuale elezione dell’Assemblea costituente, che iniziò i suoi lavori il 25 giugno 1946. Per gli ultimi romantici, forse un peccato; ma, in fondo, è normale che sia così. Al di là di ogni retorica, è nella natura delle cose che l’esperienza della fase costituente abbia in qualche modo esaurito la propria forza di integrazione simbolica.
di Franco Corleone
L’Espresso, 26 giugno 2026 Nei giorni scorsi è stato presentato il Libro Bianco sulle droghe, giunto alla diciassettesima edizione, curato dalla Società della Ragione con il sostegno della rete di associazioni impegnata nella denuncia degli effetti del proibizionismo sul carcere e sulla giustizia. Si confermano i dati presenti da molti anni, aggravati, sul peso imponente dei detenuti accusati di detenzione e piccolo spaccio di sostanze stupefacenti vietate e dei prigionieri definiti come “tossicodipendenti”. Gli ingressi per violazione dell’art. 73 del Dpr 309/90, nota come Iervolino-Vassalli, si attestano nel 2025 al 28,3% mentre gli ingressi di persone definite tossicodipendenti superano il 41%.
di Leonardo Fiorentini
L’Unità, 26 giugno 2026 I dati della Relazione governativa e del nostro Libro Bianco sono sostanzialmente gli stessi, e si ripetono uguali da anni. Se si leggessero senza dogmatismi sarebbe evidente la necessità di una riforma. “Il lavoro non è finito” ha dichiarato ieri la Presidente del Consiglio Meloni riferendosi all’impegno per “costruire una società libera dalle droghe e da ogni dipendenza”. Lo ha fatto a margine della presentazione della Relazione sulle dipendenze del Governo, nella quale il sottosegretario Mantovano ha pur rivendicato oltre 20 mila operazioni antidroga, 55 tonnellate di sostanze sequestrate e più di 26 mila denunce nel corso del 2025. Eppure la cocaina è sempre più disponibile, la sua purezza raggiunge il 73-75%, quella del crack supera l’80% e il Sistema nazionale di allerta ha individuato 92 nuove sostanze psicoattive.
L’Unità, 26 giugno 2026 “È arrivato il momento di chiudere una lunga stagione di guerra alla droga che, in realtà, è stata una lotta contro le persone che consumano droghe e aprire una fase nuova in cui si cerca di governare un fenomeno che è strutturalmente presente nelle nostre società”, afferma in una nota il Cnca-Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti, in occasione della Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di stupefacenti che si celebra oggi. “Nel presentare alla stampa la Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia il governo ha - ancora una volta - rievocato immaginari di guerra mentre ciò che dovrebbe guidare l’azione pubblica è la tutela della salute delle persone, che va garantita con azioni che riducano i rischi e limitino i danni connessi all’assunzione di sostanze e ...
di Viviana Daloiso
Avvenire, 26 giugno 2026 Non ci sono sorprese, nella Relazione al Parlamento sulle dipendenze. Non per Luciano Squillaci, presidente della Federazione italiana delle comunità terapeutiche (Fict), una delle reti principali che raccolgono le strutture e le migliaia di operatori che ogni giorno misurano la “pandemia delle droghe” - come l’ha definita il sottosegretario Alfredo Mantovano - nella carne di chi la vive. La (bella) sorpresa, piuttosto, è l’invito che il mondo delle dipendenze ha ricevuto al Quirinale, dove le comunità e una delegazione dei loro ospiti incontreranno per la prima volta il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione della Giornata mondiale che si celebra oggi.
di Lorenzo D’Avack
Il Dubbio, 26 giugno 2026 La discussione in Senato per una normativa sul fine vita, così come puntualmente riportata da Francesca Spasiano, mostra aspetti sconcertanti. Dopo la legge Bazoli, in occasione del precedente governo (disegno di legge n. 104,) il Senato sembra essersi impegnato nel corso di questi anni ad evitare che sia consentito al medico di mettere a disposizione del paziente, che versa in determinate condizioni previste dalla sentenza della Corte costituzionale, trattamenti diretti a determinarne la morte. Pertanto, il paziente per congedarsi dalla vita è costretto ancora ad attendere che la sentenza della Corte costituzionale si concretizzi in una normativa.
di Piergiorgio Donatelli*
Il Dubbio, 26 giugno 2026 I temi del fine vita continuano ad animare il dibattito, anche se il Parlamento non ha più legiferato da quasi un decennio. Ci ha lasciato però una legge importante, la 219 del 2017, che tratta il rifiuto dei trattamenti e la sedazione palliativa profonda continua. Poi ha proseguito la Corte costituzionale, a partire da una sentenza storica, la n. 242/2019, che ha dichiarato illegittimo l’art. 580 del Codice penale nella parte in cui non esclude la punibilità dell’aiuto al suicidio in presenza di determinate condizioni, aprendo così la strada al riconoscimento del suicidio medicalmente assistito nell’ordinamento italiano. Tra queste condizioni vi è la presenza di sostegni vitali sulla cui interpretazione è tornata, e si è nuovamente riunita lo scorso 23 giugno.
di Nello Trocchia
Il Domani, 26 giugno 2026 Domani ha raccolto le testimonianze inedite dei migranti rinchiusi nel centro in Albania. “Muore la civiltà”, dicono gli avvocati. Meno di 100 ristretti nella struttura costata milioni. “Ho sempre lavorato, in fabbrica, in campagna, ho fatto saldature, ho raccolto l’uva, fagioli, pomodori, poi è scaduto il mio permesso di soggiorno, il mio avvocato non ha fatto ricorso e sono rimasto senza documenti. Io non ho mai fatto reati eppure sono qui”. A parlare è Mohamed, nome di fantasia, rinchiuso nel centro di Gjadër, l’infernale struttura voluta dal governo Meloni in Albania con quasi un miliardo speso in cinque anni. È qui che sorge il Cpr, al cui interno è stato ricavato un piccolo carcere quasi sempre vuoto.
di Antonella Mariani
Avvenire, 26 giugno 2026 Un atto di cinismo istituzionale: questo è stato secondo molti osservatori il faccia a faccia di martedì scorso in Belgio tra i rappresentanti della Commissione europea e di 15 Stati membri e cinque emissari dei mullah che dal 2021 tengono in scacco l’Afghanistan. Come è noto, sul tavolo delle trattative, in corso in via riservata da parecchi mesi, c’è la definizione delle procedure di rimpatrio di cittadini afghani che secondo i portavoce della Commissione hanno commesso “reati gravi” in Europa o che “rappresentano una minaccia per la sicurezza. Una definizione che lascia ampi margini di incertezza, anche perché la versione riportata da Euronews e da Reuters è assai diversa: secondo i due media, infatti, l’invito rivolto dalla Ue ai taleban fa riferimento tout court al rimpatrio di cittadini afghani senza diritto di soggiorno.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 26 giugno 2026 Sospese le agevolazioni ai visti. Brunner: “Pronti a usare la nostra leva per ottenere risultati. I Paesi di origine devono adempiere ai loro obblighi, altrimenti possono esserci conseguenze”. Il Consiglio Ue ha deciso di bloccare temporaneamente, ma senza stabilire un termine, i visti agevolati ai somali. La ragione è che il paese dell’Africa orientale non collabora abbastanza nella riammissione dei suoi cittadini presenti in modo irregolare nel territorio comunitario. A tale conclusione è arrivata un’analisi della Commissione, il Consiglio ha fatto il resto. Di conseguenza, per le persone con questa nazionalità, gli Stati membri non potranno più: rilasciare visti a ingresso multiplo; esentare dai requisiti riguardanti le prove che i richiedenti di visto devono presentare; esentare la tassa di visto per i titolari di passaporti diplomatici e di servizio.
di Alessandro De Pascale
L’Espresso, 26 giugno 2026 Diversi Paesi hanno provato negli anni a esportare i propri detenuti oltre confine. Senza mai risolvere il problema del sovraffollamento e minando i diritti della popolazione carceraria. I1 sovraffollamento carcerario è diventato, negli ultimi quindici anni, un problema che diversi governi europei cercano di risolvere affittando posti dietro le sbarre all’estero. Un mercato che oggi coinvolge Belgio, Danimarca, Norvegia, Svezia e Regno Unito, sollevando interrogativi sempre più pressanti su giurisdizione, diritti dei detenuti e reale efficacia della misura.
di Giacomo Piras
pagellapolitica.it, 26 giugno 2026 Lo ha sostenuto Fratelli d’Italia, ma la sentenza non cancella le contestazioni mosse all’Italia dalla Corte penale internazionale, che avrà l’ultima parola sul caso. Negli ultimi giorni, Fratelli d’Italia è tornata a parlare del “caso Almasri”. Almasri, al secolo Osama Almasri Njeem, è l’ex capo della polizia giudiziaria libica ricercato dalla Corte penale internazionale (CPI), che a gennaio 2025 era stato prima arrestato e poi rimpatriato dall’Italia. Lunedì 22 giugno il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha pubblicato sul proprio sito ufficiale un comunicato dal titolo “Almasri: condanna in Libia conferma che espulsione fu corretta”.
di Giovanna Branca
Il Manifesto, 26 giugno 2026 I giudici si schierano con Trump: sì al respingimento dei migranti al confine sud. Ancora sì all’espulsione di haitiani e siriani. “Se i rifugiati della M.S. Saint Louis (la nave con a bordo 930 ebrei in fuga dalla Germania, a cui gli Stati uniti rifiutarono l’ingresso nel 1939, ndr) dovessero recarsi a un punto d’ingresso al nostro confine sud oggi, l’interpretazione della maggioranza (della Corte suprema) consentirebbe agli agenti dell’immigrazione di rifiutarsi di prendere anche solo in considerazione la loro richiesta d’asilo, impedendogli fisicamente di entrare sul suolo statunitense”. E questo nonostante il Refugees Act del 1980 sia stato approvato proprio affinché “non si ripetessero gli errori del passato”.
DOCUMENTI
Articolo. "Sollicciano, sotto sequestro il carcere delle utopie fallite", di Cesare Burdese
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 24 giugno 2026)
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