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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di giovedì 25 giugno 2026

di Giuseppe Maria Toscano

Il Riformista, 25 giugno 2026 Una nota frase, erroneamente attribuita a Dostoevskij, recita: “Il grado di civiltà di una società si misura dalle sue prigioni”. Potremmo dire infatti che, tanto più una società è avanzata e civile, tanto più essa ha cura del rispetto di chi, in un certo momento, si trova in una situazione di totale vulnerabilità. Tanto più una società, e chi la rappresenta, civile non è, tanto inferiore è il grado di cura rivolto a chi si trova nella situazione di cui sopra. La situazione del carcerato è, a ben vedere, la condizione del vulnerabile per antonomasia: da quando viene portato nel luogo di reclusione, infatti, egli vive da uomo (che pur ha sbagliato) privato dei suoi averi, del suo gruppo d’appartenenza, della sua casa (ammesso che ne abbia una) e, in fin dei conti, della sua stessa individualità.

 

di Angela Stella

L’Unità, 25 giugno 2026 Per il sottosegretario Mantovano, i numeri delle dipendenze ci parlano di una pandemia. Insomma: la relazione del governo conferma quanto denunciato nel Libro bianco sulle droghe delle associazioni: il proibizionismo non funziona. “I numeri delle dipendenze ci parlano di una pandemia che ha la particolarità di non essere percepita come tale”. È l’accostamento utilizzato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano che in una conferenza stampa ieri ha presentato la relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia. Secondo la premier Giorgia Meloni occorrono, dunque, “un approccio a 360 gradi e risposte lungimiranti”. Insomma il proibizionismo non funziona. E la conferma è arrivata sempre ieri quando è stata presentata alla Camera dei Deputati, su iniziativa del deputato di +Europa Riccardo Magi, la diciassettesima edizione del Libro Bianco sulle droghe, dal titolo “E non sono pazzi”. 

 

di Lorenzo Attianese

ansa.it, 25 giugno 2026 Ridurre la carcerazione preventiva, aumentare la possibilità di misure alternative per alcune categorie di soggetti, proseguire l’ampliamento delle strutture penitenziarie nonostante le difficoltà. Sono le principali direttive su cui il governo si sta muovendo per far fronte all’emergenza sul sovraffollamento delle carceri, tornata al centro del dibattito politico dopo l’uscita dal carcere di Gianni Alemanno, il quale durante i suoi mesi di detenzione si è fatto portavoce delle istanze per i diritti delle persone ristrette, fino a portare in queste ore - ormai da uomo libero - le sue riflessioni appena uscito fuori dall’istituto di Rebibbia: “Ho visto e conosciuto una realtà terribile, il carcere è una vergogna per la Repubblica, una offesa per come tratta la gente e che non dà, a chi se la merita, una possibilità di cambiamento”, dice l’ex sindaco sottolineando che “la battaglia per il sovraffollamento non ha colore politico. Non è di destra o di sinistra.

 

di Franco Insardà

Il Dubbio, 25 giugno 2026 Ripubblichiamo l’intervista a Elvio Fassone, un modo per ricordare una grande personaggio che ci ha lasciati lo scorso 21 giugno. Poteva essere l’ultima lettera. L’ultima di una fitta corrispondenza durata 26 anni, quella tra Salvatore, giovane ventisettenne condannato all’ergastolo 28 anni prima, ed Elvio Fassone il giudice che emise quella sentenza nel 1978. Poteva essere l’ultima lettera, ma per fortuna le cose sono andate diversamente. Salvatore, infatti, aveva deciso di cambiare il corso della sua vita da ergastolano con un “fine pena ora”. Aveva deciso, cioè, in un momento di sconforto, di suicidarsi. Voleva farlo con una cinghia da stringere intorno al collo. Voleva usarla per riprendersi quella libertà che la condanna a “fine pena mai” non gli avrebbe mai potuto garantire.

 

di Federica Olivo

huffingtonpost.it, 25 giugno 2026 A Rebibbia dal 2022, è stato condannato a 12 anni perché ha ucciso il figliastro dopo l’ennesima aggressione. Mattarella gli ha concesso clemenza parziale, che sarebbe un viatico per assegnargli i domiciliari. Ma ancora non si è mosso nulla. Ancora in cella, a 88 anni. Nonostante la grazia. È la storia di Antonio Russo, anziano detenuto a Rebibbia dal 2022. L’uomo è entrato in carcere quando aveva già più di 80 anni, con una pena pesante. Russo è stato condannato a 12 anni per omicidio volontario: ha ucciso uno dei figli della compagna nel 2018. L’omicidio era maturato in un contesto di violenze e vessazioni: l’anziano aveva accoltellato il giovane dopo essere stato aggredito e picchiato per l’ennesima volta. Era stato lo stesso Russo a consegnarsi alle forze dell’ordine.

 

di Nello Trocchia

Il Domani, 25 giugno 2026 L’ex sindaco esce da Rebibbia e annuncia una cena con il generale. Come si concilia quello che ha visto dentro, la battaglia contro il sovraffollamento con le parole d’ordine di Vannacci? Alemanno non risponde, ma assicura: “Non mi candido. Dentro c’è una marea di gente innocente, ho visto cose incredibili”. Gianni Alemanno è uscito dal carcere confermando la sua adesione al partito del generale Roberto Vannacci, l’ex sindaco di Roma ha chiesto ai dirigenti del suo movimento Indipendenza, riottosi all’accordo, di non presentarsi. Smottamenti a destra, cambi di casacca, voti in uscita dal perimetro della destra di governo. Questioni politiche che appassionano sondaggisti e analisti, ma dietro il capannello affollato di curiosi, giornalisti e fedelissimi c’è altro. C’è il carcere e chi lo abita. L’universo dimenticato della Repubblica di cui Alemanno è diventato testimone, universo rimosso dalla narrazione del generale.

 

di Francesca Spasiano

Il Dubbio, 25 giugno 2026 “Oggi le vittime della criminalità sono abbandonate a loro stesse, senza tutela, senza supporto, senza giustizia. Io non ho dubbi: tra Abele e Caino - dice Vannacci - sono sempre dalla parte di Abele e Caino deve marcire in carcere”. L’ultima notte in cella l’ha passata come tutti gli altri, a patire il caldo nell’afa delle carceri che esplodono di corpi. Poi il detenuto Gianni Alemanno può ritrovare la libertà e mandarla giù con un bicchiere di vino, di quelli agognati per un anno, cinque mesi e 24 giorni passati dietro le sbarre. “Non dovevo stare qua. Sono innocente rispetto ai fatti che mi sono stati contestati e il reato per cui sono qua è stato abolito”, dice subito l’ex sindaco di Roma. Che si rituffa nella folla di giornalisti e militanti poco prima delle dieci, lasciandosi alle spalle i cancelli di Rebibbia.

 

di Sergio D’Elia*

L’Unità, 25 giugno 2026 Fagli sentire il fetore di urina e di feci e del cibo mai consumato che avvolge tutto e tutti, detenuti e “detenenti”, colpevoli e innocenti, condannati e in attesa di giudizio. Digli che se vuole conoscere la vera feccia deve andare lì, in carcere, a Rebibbia. Però, digli anche che lì, dove hanno scaricato il letame della società, la feccia della feccia, tu hai conosciuto Fabio Falbo, lo “scrivano di Rebibbia”, avvocato legale e difensore civico, ancora di salvezza di tanti disperati. Parlagli di te, del “legislatore di Rebibbia” che sei stato, raccontagli come nel luogo dei fuorilegge e della pena hai concepito riforme della legge penale.

 

di Marcello Pesarini

transform-italia.it, 25 giugno 2026 Dalla lettura dell’articolo “Quando la giustizia esclude e uccide” di Claudio Novaro, ho ricevuto un segnale di tenuta della solidarietà e della libera informazione. L’esistenza di questi luoghi che ospitano opinioni, lettere, appelli, sta a significare che non è stata ancora cancellata la nostra ragione d’essere compagni nel garantismo e nella solidarietà. Provai una sensazione d’impotenza quando come attivista avrei voluto contro-informare una città di provincia sulle vicende avvenute in un suo penitenziario, vicende che portarono a un suicidio “annunciato” fra le sbarre. Mi trovai di fronte a un mondo politico e dell’informazione che reagì con tanto clamore iniziale ma non permise, per più volontà politiche convergenti, di dare anche la sepoltura politica al detenuto.

 

di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 25 giugno 2026 C’è un uomo gravemente malato, riconosciuto portatore di handicap in situazione di gravità, che ha scontato per intero la sua pena ed è tornato a essere un cittadino libero. L’Inps gli ha negato l’assegno sociale. Prima ha bloccato la sua posizione richiamando una norma che la Corte costituzionale aveva già cancellato. Poi, davanti al giudice, ha cambiato le carte in tavola e ha tirato fuori l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il Tribunale di Reggio Calabria, sezione lavoro e previdenza, ha respinto questa linea e ha condannato l’istituto a pagare. La vicenda nasce dal ricorso dell’avvocata Francesca Araniti. Il suo assistito era stato condannato in passato per reati cosiddetti ostativi, ma ha finito di espiare la pena ed è in stato di libertà da anni. Già malato, aveva ottenuto dallo stesso tribunale, con un decreto di omologa, il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento.

 

di Andrea Cittadini

Giornale di Brescia, 25 giugno 2026 “Una tragedia che è una sconfitta per tutti” commenta Arianna Carminati, garante dei detenuti di Brescia che in mattinata è entrata nel carcere di Canton Mombello. Dall’arresto per molestie sessuali ai danni di quattro tredicenni al suicidio in carcere nel giro di meno di 48 ore. È il tragico epilogo della vicenda che ha avuto per protagonista un 23enne di origine indiana, richiedente asilo arrivato in Italia da pochi mesi, trovato morto l’altra sera nella sua cella nel carcere bresciano di Canton Mombello. Il giovane si è impiccato con un lenzuolo mentre era detenuto in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto disposto dopo quanto accaduto domenica pomeriggio al parco acquatico Tibidabo di Concesio, nel Bresciano. La Procura ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia per chiarire le circostanze della morte e verificare la gestione del detenuto nelle ore successive al suo ingresso in carcere.

 

Corriere della Calabria, 25 giugno 2026 La vittima era morta il 7 luglio 2024 all’interno della Casa circondariale. Uno degli indagati è stato arrestato a Lamezia Terme, gli altri quattro erano già detenuti. Cinque persone sono destinatarie di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’omicidio di un detenuto avvenuto il 7 luglio 2024 all’interno della Casa circondariale di Catanzaro. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura, è stato eseguito dal personale della Polizia di Stato della Questura di Catanzaro.

 

di Don Paolo Selmi

casadellacarita.org, 25 giugno 2026 Sono 31, nel momento in cui scrivo, le persone che si sono tolte la vita in un carcere italiano dall’inizio del 2026. Ogni suicidio in carcere è una sconfitta per lo Stato e per la comunità e interpella chi, come la Casa della Carità, fin dall’inizio della sua attività entra negli istituti penitenziari con progetti sociali e culturali. Ma una di queste morti - avvenuta lo scorso 8 giugno a Milano - ci tocca particolarmente. La vittima, Lamine, era reclusa a San Vittore nella sezione riservata alle persone ad “alto rischio suicidario” o in fase di grave scompenso psichico, ed era conosciuta da operatrici e operatori della Fondazione che entrano in questo reparto per offrire momenti semplici di relazione e di ascolto a chi non ha davvero nulla, in un ambiente che è già di per sé di grande privazione.

 

di Luca Rondi

altreconomia.it, 25 giugno 2026 A metà giugno il Tribunale di Firenze ha messo sotto sequestro preventivo alcune sezioni dell’istituto per le terribili condizioni strutturali tra muffa, perdite e impianti deteriorati che perduravano da anni. È la prima volta che succede in Italia. Per Alessio Scandurra di Antigone il provvedimento lancia un segnale anche ad altre autorità di controllo, aziende sanitarie in primis: è possibile “mettere i sigilli” e fermare situazioni insostenibili. Il Tribunale di Firenze ha messo sotto sequestro preventivo a metà giugno una parte del carcere di Sollicciano per le sue condizioni disastrose. In Italia non era mai successo ed è l’ennesimo capitolo della “storia penitenziaria” del nostro Paese, ormai in caduta libera.

 

foggiatoday.it, 25 giugno 2026 Sono aperte le candidature per la nomina del Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Foggia. Sarà nominato dal Consiglio comunale e durerà in carica quattro anni, con possibilità di rinnovo per un solo ulteriore mandato. Entro 20 giorni i candidati potranno presentare domanda. In base al regolamento, l’incarico sarà svolto a titolo completamente gratuito. È previsto esclusivamente il rimborso delle spese documentate ed effettivamente sostenute per lo svolgimento delle attività istituzionali. A bilancio sono previsti 10mila euro da destinare alla copertura delle spese di rappresentanza del Garante.

 

di Gigliola Alfaro

agensir.it, 25 giugno 2026 Il direttore della Caritas diocesana, don Enzo Pacini, è anche il cappellano della casa circondariale La Dogaia. Racconta al Sir cosa è stato fatto fino a oggi a sostegno dei detenuti e della sensibilizzazione. “I progetti Caritas sul carcere sono attivi dal 2017 circa - ci racconta don Enzo Pacini, direttore della Caritas diocesana di Prato e cappellano della casa circondariale La Dogaia - alcuni sono specificamente a favore di chi vive in carcere, per esempio abbiamo avuto la possibilità di avere dei fondi per i detenuti bisognosi e per sostenere anche un gruppo di volontari della San Vincenzo con cui collaboriamo che gestisce il guardaroba interno al carcere, con l’acquisto di biancheria per i detenuti che non hanno famiglia”.

 

siracusapost.com, 25 giugno 2026 “Imprese per il territorio: alleanze possibili”: è il titolo dell’evento promosso da L’Arcolaio Cooperativa Sociale nell’ambito del progetto nazionale Jail to Job attraverso una mattinata di confronto tra imprese, istituzioni e mondo penitenziario sul lavoro come leva di sviluppo per il territorio. Jail to Job è un progetto nazionale realizzato dalle cooperative sociali Rigenerazioni Onlus (Palermo), L’Arcolaio (Siracusa) e Lazzarelle (Napoli), con il sostegno di Fondazione San Zeno. Accompagna 540 persone in percorsi di inclusione socio-lavorativa attraverso formazione, accompagnamento e inserimento lavorativo, in 7 istituti penitenziari tra Sicilia e Campania.

 

di Edoardo Iacolucci

lacapitale.it, 25 giugno 2026 Nel carcere di Regina Coeli, a Roma, il laboratorio artistico “Storie Brevi” guidato dalla pittrice Laura Federici offre ai detenuti uno spazio di espressione, creatività e reinserimento sociale attraverso arte e narrazione. Pennelli, cartoncini e pennarelli. Dentro il carcere di Regina Coeli, a Roma, ogni giovedì la biblioteca dell’istituto si trasforma in uno spazio di creatività e confronto. Qui la pittrice Laura Federici conduce “Storie Brevi”, un laboratorio artistico e narrativo rivolto ai detenuti, nato con l’obiettivo di favorire l’espressione personale e sostenere percorsi di reinserimento sociale attraverso l’arte. In una realtà complessa come quella di Regina Coeli, storica struttura nata come convento e successivamente convertita in carcere, gli spazi destinati alle attività educative e culturali sono limitati.

 

di Alfonso Celotto

La Stampa, 25 giugno 2026 Il 25 giugno 1946 è una data che segna uno spartiacque nella storia italiana. Quel giorno si insedia l’Assemblea Costituente, chiamata a scrivere le regole fondamentali della nuova Repubblica. È l’inizio di una stagione politica senza precedenti, destinata a cambiare per sempre il volto dello Stato. Per la prima volta nella storia nazionale viene eletta un’assemblea a suffragio universale, maschile e femminile. Per la prima volta le donne non soltanto votano, ma siedono tra i banchi dell’organo chiamato a costruire il futuro del Paese. È una rivoluzione profonda, che sancisce il passaggio dall’Italia liberale, nella quale il potere era riservato a pochi e concentrato nelle mani di una ristretta élite maschile, a uno Stato fondato sulla partecipazione democratica e sull’inclusione di tutte le componenti della società.

 

di Carlo Verdelli

Corriere della Sera, 25 giugno 2026 La sicurezza è una priorità e giocherà un ruolo primario alle prossime elezioni. Un partito, Futuro Nazionale, concepito dal generale in pensione Vannacci promette con toni da caserma quello che neanche lui riuscirà a ottenere: sconfiggere la paura. Come? Cacciando a frotte i colpevoli principali. Chi sarebbero? Gli stranieri, ma solo quelli poveri, neri o bruniti. Lo seguiranno con promesse altrettanto ardite tutti i partiti dell’attuale maggioranza. Quanto all’opposizione, per adesso sta a guardare, ancora indecisa sul modo di disporsi in campo. Una volta che l’avrà scelto, non mettere il tema sicurezza tra le priorità significa candidarsi a consegnare il Paese nelle mani di chi già lo guida. La paura degli italiani va guardata negli occhi e affrontata. Rieducazione al posto di remigrazione, per esempio.

di Sara Gandini*

Il Fatto Quotidiano, 25 giugno 2026 Il migrante è il volto visibile, ma non riconosciuto, di problemi che hanno radici più profonde. L’attenzione che i media stanno dando a Roberto Vannacci e al suo movimento “Futuro Nazionale” racconta ancora una volta come sulla politica migratoria si giochi una parte notevole del consenso contemporaneo. Paure determinate dalle diseguaglianze strutturali promosse dal neoliberalismo, vengono convertite in questioni identitarie su cui speculare senza vergogna. Del resto, quando il generale imbraccia l’arma della “remigrazione”, sta cavalcando, per i suoi fini, la perdita dell’identità nazionale e si presenta come interprete di un disagio diffuso che attraversa ampi settori della società italiana.

 

di Federica Pennelli

Il Domani, 25 giugno 2026 Dai carcerati nelle celle sovraffollate a chi vive per strada; dalle persone con disturbi psichiatrici ai lavoratori con meno tutele sindacali. Il caldo è un moltiplicatore di disuguaglianze sociali. L’estate italiana riflette l’immagine di un paese sempre più esposto agli effetti del cambiamento climatico. Le lunghe file davanti alla galleria degli Uffizi di Firenze, dove il caldo estremo ha messo in difficoltà l’impianto di climatizzazione facendo sospendere la vendita dei biglietti, sono solo uno degli esempi della morsa di caldo torrido che affligge le nostre città. Nel tempo della crisi climatica permanente, infatti, il peso più grande grava sulle spalle delle persone già esposte a fragilità socioeconomiche, colpite dall’ennesimo moltiplicatore di disuguaglianze.

 

di Serena Convertino

L’Espresso, 25 giugno 2026 Giannelli (Anp): “La scuola è il primo e più importante presidio educativo e sociale per intercettare il disagio”. Benzoni (Azione): “Mancano luoghi di aggregazione. I giovani in carcere? Lasciare che perdano la speranza è un fallimento collettivo”. Le aule di scuola si chiudono e i corridoi si svuotano, eccezion fatta per le migliaia di studenti che affrontano in questi giorni la maturità, iniziata il 18 giugno con la prima prova scritta. Si chiude un anno scolastico, si apre la pausa estiva. Ma oltre chi conclude un percorso e ne inizia un altro - che sia di studio o ricerca del lavoro - cosa accade ai ragazzi che dalla scuola escono troppo presto, o che nella scuola restano senza trovare strumenti, ascolto, competenze, senza più cercare futuro? 

 

di Paolo Russo

La Stampa, 25 giugno 2026 La relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia: la cocaina è la più pericolosa. “Una pandemia”, l’ha definita il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Perché “il fenomeno droga riguarda sempre più spesso ragazzi molto giovani e in contesti normali”, tanto che “nessuna famiglia può considerarsi immune”. A certificare l’allarme è la Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze presentata dal governo, che fotografa una crescita dei consumi tra i più giovani e il ritorno di sostanze sempre più potenti e pericolose. Nel 2025 quasi 350 mila studenti minorenni, pari al 23% della popolazione scolastica under 18, hanno dichiarato di aver fatto uso almeno una volta di una sostanza illegale nell’ultimo anno. Erano il 20% nel 2024.

 

di Estefano Tamburrini

Avvenire, 25 giugno 2026 In dieci anni i genitori di Giulio Regeni hanno lottato con tutte le loro forze per fare luce sulla morte del figlio, torturato e ucciso in Egitto. Secondo atto della requisitoria. Ascoltate le parti civili: è il loro ultimo intervento, prima della sentenza, che sarà pronunciata probabilmente a ottobre. Siamo nell’Aula Bunker di Rebibbia, dove martedì la Procura di Roma ha chiesto l’ergastolo per il colonnello Magdi Ibrahim Abdelal Sharif e 17 anni e mezzo per Usham Helmi, il generale Sabir Tariq e il colonnello Kamel Mohamed Ibrahim: i quattro 007 imputati nel processo per la morte di Regeni, iniziato nel 2024, e che si svolge in loro assenza.

 

di Enrica Muraglie

Il Manifesto, 25 giugno 2026 Il ritorno a casa degli attivisti della Flotilla arrestati in Libia: “Eravamo merce di scambio”. Il terminal tre degli arrivi a Fiumicino ha trattenuto il respiro fino alle tredici, quando sono comparsi i volti di Leonarda (Dina) Alberizia, Domenico Centrone e Matias Alvarez Rodriguez, tre dei dieci attivisti della Global sumud convoy detenuti a Bengasi per un mese e rimessi in libertà martedì. Gli altri sette, alla stessa ora, atterravano a Istanbul. “FISICAMENTE un po’ acciaccati, soprattutto mentalmente stanchi: quello che abbiamo subito in questi giorni è inaccettabile”, le prime parole di Centrone. Un trattamento riservato, ha sottolineato, a chi viaggia con “passaporti privilegiati”.

 

di don Mattia Ferrari

La Stampa, 25 giugno 2026 “Il futuro dell’umanità non è solo nelle mani dei grandi leader, delle grandi potenze e delle élite. È soprattutto nelle mani dei popoli; nella loro capacità di organizzarsi ed anche nelle loro mani che irrigano, con umiltà e convinzione, questo processo di cambiamento”. Queste parole di Papa Francesco continuano a risuonare nella storia. Siamo per alcune settimane in missione negli Usa, con una delegazione formata da Luca Casarini, fondatore di Mediterranea Saving Humans, César Piscoya, assessore del Celam (il Consiglio Episcopale dell’America Latina e dei Caraibi) e me, come coordinatore della piattaforma Encuentro Mundial de Movimientos Populares. La nostra visita si svolge in varie città e tocca varie esperienze per stringere e rafforzare le relazioni.

 

DOCUMENTI

Articolo. "Carceri sempre più affollate, cresce la pressione sulla salute dei detenuti e degli operatori", di Ivana Barberini

Articolo. "Sperare, agire, progettare. Chiaroscuro su finalità rieducativa della pena e lavoro in executivis", di Rosa Palavera

Articolo. "A proposito di A. Ceretti, R. Cornelli, Per una pace possibile. Responsabilità, giustizia e riparazione al tempo delle guerre (Feltrinelli, 2026)", di Gian Luigi Gatta

Articolo. "Sollicciano, sotto sequestro il carcere delle utopie fallite", di Cesare Burdese

Radio Carcere, di Riccardo Arena. "Il sequestro preventivo del carcere di Sollicciano, disposto dal Gip di Firenze. Un caso isolato o un provvedimento che dimostra il collasso del sistema penitenziario?"

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 24 giugno 2026)

Statistiche. "Affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi", a cura di Marco della Stella (aggiornamento al 15 giugno 2026)

 

APPUNTAMENTI DI RISTRETTI

Corso di formazione. "Non è solo lavoro. Percorsi di reinserimento lavorativo in carcere, in misura alternativa e dopo il fine-pena" (Online, fino al 2 luglio 2026)

 

APPUNTAMENTI

Incontro-dibattito. "Riflettere sulle pratiche dell’esclusione ieri e oggi" (Roma, 25 giugno 2026)

Seminario. "Il regime detentivo del 41 bis O.P. tra diritti e sicurezza" (Cagliari, 25 giugno 2026)

Incontro-dibattito. "Comunicare il carcere e dal carcere. Informazione, diritti e responsabilità del giornalismo" (Roma, 26 giugno 2026)

Corso di formazione per aspiranti volontari. "Conoscere il carcere e le relazioni al suo interno" (Comiso-RG, 27 giugno 2026)

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 28 giugno 2026

Seminario. "Il contrasto al sovraffollamento penitenziario e alla recidiva. Dall'esecuzione penale alla reintegrazione sociale" (Bologna, 30 giugno 2026)

Convegno. "Carceri: contrasto al sovraffollamento penitenziario e alla recidiva. Il modello CEC" (Bologna, 30 giugno 2026)

Convegno. "Il nuovo Centro di Giustizia riparativa del distretto di Corte di Appello di Venezia" (Busseto-PR, 2 luglio 2026)

Convegno. "Insieme per dare un futuro ai pazienti REMS" (Empoli, 4 luglio 2026)

"Le alternative possibili. I primi 10 anni del Progetto Quarto Piano". Mostre, laboratori e riflessioni (Napoli, Casa circondariale di Poggioreale, 6 luglio 2026)

Convegno. "Il nuovo Centro di Giustizia riparativa del distretto di Corte di Appello di Venezia" (Venezia, 7 luglio 2026)

"Porte aperte alla salute". Corso formazione sulla sanità in ambito penitenziario e nelle misure alternative (Online, fino al 10 luglio 2026)

"Il carcere e il carcere minorile: corso di etica sociale" (Bologna, dal 25 settembre all'11 dicembre 2026)

Incontro-dibattito. "Dentro il conflitto, oltre il nemico. Approccio relazionale alla trasformazione dei conflitti in ambito scolastico" (Lodi, 1 ottobre 2026)

 

CONCORSI E PREMI

Premio letterario "Meco". Intitolato alla memoria di don Domenico Ricca, cappellano dell'Ipm di Torino (Scadenza 31 luglio 2026)

Premio letterario "Carlo Castelli. XIX edizione, riservato ai detenuti delle carceri italiane e istituti penali minorili" (Scadenza 1 settembre 2026)

Premio letterario "Le sbarre invisibili - Premio Tommaso De Crescenzio" (Presentazione delle opere entro il 16 settembre 2026)

Premio letterario "Secondo mestiere, seconda opportunità" (Scadenza 30 luglio 2026 e solo per studenti scuole secondarie 30 settembre 2026)