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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di venerdì 19 giugno 2026
di Maria Mantero
Italia Oggi, 19 giugno 2026 Il Guardasigilli al Senato: “Questo fenomeno dolorosissimo è sempre presente, ma la percentuale rispetto all’anno scorso è stata invertita”. “La piaga dei suicidi in carcere non si attenua. Ciascuno di questi casi rappresenta una sconfitta dello Stato a cui sono affidate le vite dei detenuti”. Così ribadiva il presidente della Repubblica Sergio Mattarella qualche tempo fa. “Ogni suicidio è un fallimento dello Stato” ha detto il ministro della giustizia Carlo Nordio, durante il question time in Senato. Il tema delle carceri e della condizione dei detenuti continua ad essere un problema in Italia. Ma i dati forniti dal ministro sembrano far intravedere uno spiraglio di speranza: “Non è vero che i suicidi in carcere sono aumentati. Questo fenomeno dolorosissimo è sempre presente, ma la percentuale rispetto all’anno scorso è stata invertita”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 19 giugno 2026 Antigone e Unicef denunciano le criticità del sistema penitenziario e la mancanza di case famiglia protette. “Serve un finanziamento strutturale”. “Apri”. Molto spesso, dopo “mamma”, è questa la prima parola che i bambini reclusi imparano a pronunciare. È l’ordine che sentono ripetere ogni giorno dalle guardie carcerarie davanti a un cancello di ferro. Una realtà drammatica che sta tornando a bussare alle porte delle carceri italiane con numeri in preoccupante crescita. Alla fine del 2024 i bambini in cella con le madri erano 10, a metà del 2025 sono saliti a 19, per toccare quota 26 alla fine dell’anno e arrivare oggi a 30. Nei documenti amministrativi vengono definiti “unità”, una formula burocratica che serve ad allontanare la dimensione umana del fenomeno.
di Angela Stella
L’Unità, 19 giugno 2026 Errori giudiziari, prescrizione, custodia cautelare. Gli azzurri richiamano all’ordine il ministro: “ora vogliamo tempi certi”. Ma lui non sa darli. Forza Italia per l’ennesima volta richiama all’ordine il Ministro Nordio. Lo fa presentando al Senato una interrogazione sulla revisione della normativa in tema di riparazione degli errori giudiziari ma poi allarga il campo delle richieste esigendo tempi certi. L’azzurro Pierantonio Zanettin chiede di rivedere la disposizione vigente secondo cui “non può dar luogo a responsabilità l’attività di valutazione del fatto e delle prove”, ma anche una nuova definizione di colpa grave, oggi interpretata in modo molto restrittivo e che rende quasi impossibile ottenere un risarcimento.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 19 giugno 2026 Forza Italia non si arrende e torna a incalzare il guardasigilli Carlo Nordio sulle riforme monche della giustizia. Il pretesto è l’illustrazione di una interrogazione parlamentare presentata al Senato sulla revisione della normativa in tema di riparazione degli errori giudiziari. Poi però gli azzurri allargano il campo delle richieste esigendo tempi certi. Il capogruppo di FI nella commissione Giustizia di Palazzo Madama Pierantonio Zanettin , nell’atto di sindacato ispettivo, ha chiesto se via Arenula intenda rivedere la disposizione vigente secondo cui “non può dar luogo a responsabilità l’attività di valutazione del fatto e delle prove”, e anche se miri a “una nuova definizione di colpa grave, oggi interpretata in un modo molto restrittivo e che rende quasi impossibile ottenere un risarcimento”.
di Giulia Merlo
Il Domani, 19 giugno 2026 Il segretario delle toghe progressiste spiega il metodo con cui il gruppo sta componendo le liste per il Csm: “Alle candidature interne si aggiungerà anche l’apparentamento con candidature che emergano da raccolte di firme sui territori, con cui condividiamo valori e orientamenti”. Scampato il pericolo del referendum della giustizia, ora la sfida della magistratura associata è quella di interpretare il proprio ruolo in modo nuovo. In particolare, in direzione della campagna elettorale per eleggere il nuovo Csm. Simone Silvestri, segretario di Magistratura democratica, spiega in che direzione sta andando la corrente progressista delle toghe.
di Guido Vitiello
Il Foglio, 19 giugno 2026 Quando è così perfetta, così oliata, così apparentemente inespugnabile, arriva a convincerti che l’unico modo non dico per fermarla, ma almeno per inceppare temporaneamente l’ingranaggio sia togliersi teatralmente la vita. Una riflessione che mi è passata per la mente nell’attimo in cui ho letto la notizia del ricovero della madre di Andrea Sempio. Insegnano gli psicoanalisti, ma anche certi maestri di meditazione, che i pensieri - specie i più perturbanti - non bisogna contrastarli con la fronte corrugata e i nervi tesi allo spasimo, sperando di cacciarli fuori dalla testa: è fatica inutile. Si deve piuttosto guardarli trascorrere come nuvole sul cielo della propria mente, mettendosi nella posizione del testimone di una fantasmagoria interiore.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 19 giugno 2026 Ventotto anni dopo il dramma degli anarchici alle Vallette, la storia si ripete. Quando il garantismo cede il passo all’afflizione pura e cancella l’umanità. Ambrogio Furlan aveva 27 anni ed era nato in provincia di Savona, ma la sua vita era a Torino. Lì aveva studiato, gli amici, la fidanzata, i posti di tutti i giorni. Andrea ne aveva 20. Tutti e due erano finiti tra i denunciati per i cortei a favore della Palestina dell’autunno scorso, quelli che, tra settembre e novembre, avevano portato in piazza migliaia di persone e a volte scontri e danneggiamenti, dall’occupazione dei binari a Porta Susa all’irruzione alle Officine Grandi Riparazioni durante l’Italian Tech Week. A febbraio sono arrivate 18 misure cautelari.
TERRITORIO
di Valentina Stella
Il Dubbio, 19 giugno 2026 Il ministro risponde al Senato dopo il provvedimento del gip di Firenze. L’esponente di Italia viva: “Lo Stato si ribella a se stesso”. “Sulla vicenda che riguarda l’intervento dell’autorità giudiziaria, l’amministrazione sta acquisendo gli atti procedimentali e si riserva di valutare eventuali impugnazioni”: così ieri al Senato un laconico ministro della Giustizia Carlo Nordio ha risposto ad un atto di sindacato ispettivo presentato da Italia Viva con cui lo “interrogava” sull’emergenza sovraffollamento e suicidi negli istituti di pena e sul recente sequestro da parte del tribunale di Firenze di sette sezioni del carcere toscano di Sollicciano.
di Valentina Marotta e Jacopo Storni
Corriere della Sera, 19 giugno 2026 Tensioni alla Dogaia di Prato per il trasferimento dei primi detenuti: “Non ci sono posti”. Sollicciano sarà ridotto nel numero dei detenuti o addirittura chiuso. Lo dice il ministro della giustizia Carlo Nordio, dopo il sequestro di sette sezioni da parte della procura. Una decisione, spiega il ministro, che potrebbe essere impugnata per un eventuale ricorso. “Ci rendiamo conto - dice Nordio - che è una situazione sedimentata non negli anni ma nei decenni. Sicuramente il piano carceri, che sta andando avanti con numeri importanti, vedrà per prima questa struttura essere in un certo senso ridotta o addirittura svuotata appena avremo i posti disponibili, probabilmente entro la fine dell’anno”.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 19 giugno 2026 “Il carcere di Sollicciano è sul territorio tra Firenze e Scandicci e dovrebbe essere progettato anche dalle istituzioni locali, hanno il dovere di intervenire, le responsabilità non possono essere demandate soltanto al ministero. E il sequestro di sette sezioni rappresenta, oltre a un fatto drammatico, anche un’occasione per una riprogettazione della struttura”. Sono le parole di Maria Oliva Scaramuzzi, presidente della Fondazione Michelucci che si occupa di architettura e urbanistica. Una notizia, quella dei sigilli della procura, che “ci dovevamo aspettare e forse era auspicabile viste le condizioni. A Sollicciano è successo quello che non si poteva evitare, è una struttura che è stata lasciata andare per anni e anni, non sono mai state fatte manutenzioni né ordinarie né straordinarie e il sovraffollamento non porta che a fatti di cronaca drammatici”.
di Giulia Benvenuti
Il Resto del Carlino, 19 giugno 2026 L’avvocato Carmine Migale, che in aula ha rappresentato l’associazione Yairaiha, che si occupa della tutela dei diritti umani, come quelli delle persone private della libertà personale. “Esprimiamo soddisfazione per la nostra ammissione al processo quale parte civile. Nonostante il percorso di giustizia riparativa intrapreso dalle parti, riteniamo che la nostra partecipazione sia fondamentale”. Così l’associazione Yairaiha, che si occupa della tutela dei diritti umani, rappresentata ieri in aula dall’avvocato Carmine Migale nel processo che vede imputati un medico e un’infermiera dell’istituto penitenziario di Reggio. La vicenda riguarda il decesso di Giuseppe Convertino, 39enne affetto da problemi di tossicodipendenza morto il 10 aprile 2022 appena ventiquattr’ore dopo il suo ingresso alla Pulce.
Il Mattino di Padova, 19 giugno 2026 Antonio Bincoletto, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune, ieri, in un incontro svoltosi a Palazzo Moroni, ha tracciato il bilancio dei suoi cinque anni di attività. Bincoletto è infatti giunto a fine mandato. “Sono stati cinque anni difficili, a tratti complicati, che però mi hanno lasciato molto dal punto di vista umano”. Complessivamente, nel corso della sua attività, Bincoletto ha incontrato 750 persone e avuto circa 2.500 colloqui, una media di 500 all’anno. “Ho raccolto informazioni e una banca dati importante che metterò a disposizione del mio successore”, ha spiegato il Garante sottolineando le tre principali criticità con cui si è dovuto scontrare nel suo percorso a contatto con il carcere e la sua popolazione.
La Sicilia, 19 giugno 2026 È stata una giornata diversa dal solito quella trascorsa alla casa circondariale Piazza Lanza quando Cristiano Di Stefano, noto come “manager della felicità”, ha incontrato i detenuti dell’istituto, per l’ultimo dei laboratori della iniziativa “Oltre le sbarre. Riscoprire se stessi”. In un contesto solitamente associato a regole, limitazioni e rigidità, l’approccio portato da Di Stefano per la conduzione delle attività ha puntato sulla consapevolezza, la responsabilità personale e la progettualità dei destinatari del progetto. L’obiettivo, spiega la direttrice Nunziella Di Fazio, “non è stato promettere felicità immediata, ma fornire ai partecipanti strumenti concreti per gestire le emozioni, riflettere sulle proprie scelte e guardare al futuro”.
intoscana.it, 19 giugno 2026 Guidati dagli esperti della Società Italiana di Fitoterapia i detenuti apprenderanno le tecniche necessarie per coltivare, raccogliere, essiccare, conservare e lavorare le essenze vegetali, acquisendo competenze spendibili anche in ambito lavorativo. Dopo il giardino officinale e il frutteto, il progetto di agricoltura sociale promosso da Estra alla Casa di Reclusione di Ranza a San Gimignano compie un nuovo passo avanti. Nell’ambito della campagna nazionale “OrtoFrutteto Solidale Diffuso” di AzzeroCO₂ e Legambiente prende infatti il via un laboratorio di fitoterapia che offrirà ai detenuti un percorso di formazione professionale dedicato alla coltivazione e alla trasformazione delle piante officinali.
Giornale di Brescia, 19 giugno 2026 Siamo un gruppo di giovani scout provenienti da tutto il Nord Italia e lo scorso weekend abbiamo vissuto un’esperienza all’interno del carcere di Verziano; vorremmo chiedere ospitalità alle pagine del suo giornale per raccontare ciò che abbiamo vissuto e così, idealmente, rivolgerci a tutta la società Bresciana. Per questo iniziamo la nostra lettera con: “Cara Società, ci sono luoghi che esistono accanto a noi e che, allo stesso tempo, sembrano lontanissimi. Il carcere era uno di questi. Lo conoscevamo attraverso racconti, immagini veloci, notizie, giudizi. Ma quasi mai attraverso l’incontro. Entrarci ci ha costretti a cambiare sguardo. Abbiamo incontrato volti, voci, storie, ma prima di tutto, abbiamo incontrato persone. Persone con una storia, con errori, ferite, paure e desideri.
di Lina Caraceni
sistemapenale.it, 19 giugno 2026 “Se fioriscono le spine”, il romanzo opera prima di Glauco Giostra è un racconto insolito, originale sulla realtà del carcere di uno dei più importanti e autorevoli studiosi del processo penale e del sistema penitenziario. Attraverso alcune vite incredibili (come tante che nascondiamo dietro le mura di una prigione) la storia propone una riflessione su questioni giuridiche, etiche e filosofiche che ci interpellano da sempre: cos’è la giustizia, qual è il senso della pena, il peso dell’errore nella vita di una persona e di una comunità, se e quanto siamo disposti a concedere seconde possibilità.
di Venanzio Postiglione
Corriere della Sera, 19 giugno 2026 Così Trump ha definito il Papa per gli inviti alla pace e gli allarmi sulla guerra. Leone XIV ha risposto “io non ho paura”, riaccendendo un’altra (antica) verità: la mitezza non è arrendevolezza, solo una certa tracotanza può associare due termini così lontani. Parola che ci riguarda. Ci appartiene. Ci fa scattare l’empatia. Perché da sempre, dalla notte dei tempi, è associata all’idea di cura, generosità, sostegno, attenzione, solidarietà. In tutte o quasi tutte le civiltà, in forme diverse, nei modi più vari: ma con un sentire comune. La parola è “debole”. Quando chiedono agli antropologi quale sia stato il primo segno di umanità, la risposta è affascinante: un femore guarito. Perché i “primitivi”, che da quel momento non furono più “primitivi”, invece di abbandonare il malato lo protessero e nutrirono per mesi e mesi.
di Daniela Preziosi
Il Domani, 19 giugno 2026 Liliana Segre: “La guerra, più ancora del razzismo e del fondamentalismo, è strumento di istigazione, di discriminazione, di annientamento dell’identità, della libertà, della dignità umana”. Al Senato la conferenza “Disarmiamo le parole”, nella Giornata internazionale per il contrasto ai discorsi d’odio. L’appello della senatrice a vita e dell’ex ministra Cartabia. Verducci (Pd): “Cancelliamo dal linguaggio la parola-chiave di Vannacci, evoca una deportazione di massa su base razziale e contraddice tutti i principi della Costituzione”. “Discutere di contrasto all’hate speech nell’agorà pubblica investe la qualità delle nostre democrazie”, “La guerra, più ancora del razzismo e del fondamentalismo, è strumento di istigazione all’odio, di discriminazione, di annientamento dell’identità, della libertà, della dignità umana. Oggi il precipizio è ancora più profondo”.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 19 giugno 2026 Annegret Kohler, che ha lavorato anche nell’ufficio dell’ex direttore Fabrice Leggeri, ha risposto a Domani a margine dell’evento di presentazione del progetto Fami sui rimpatri volontari. “La nuova normativa Ue non introduce un sistema repressivo per i migranti”, afferma la funzionaria, restia ad affrontare i temi più delicati relativi all’agenzia. “Send Them Back”, rispediteli indietro. Gli europarlamentari conservatori e riformisti hanno intonato questo coro durante l’approvazione del regolamento rimpatri, rinominato da molte organizzazioni “regolamento deportazioni”.
di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 19 giugno 2026 Inaugurata una nuova sala di intelligence in Libia con Turchia e Qatar per fermare i flussi. La cooperazione siglata mentre all’Aia emergono i crimini commessi da milizie e apparati. Torture, gambizzazioni, violenze sessuali e uccisioni a sangue freddo. Questa è la Libia per i migranti fermati dalle milizie, intercettati dalle autorità e poi rinchiusi nei centri di detenzione. Il sistema era già noto da tempo dopo denunce di Ong e grazie al lavoro di inchieste giornalistiche di vario tipo. Ma da settimane questi apparati repressivi e criminali sono sotto la lente della Corte penale internazionale. Impossibile non dare credito ai giudici dell’Aia che hanno raccolto centinaia di testimonianze e hanno raccontato in aula, durante le udienze preliminari contro uno dei vertici delle milizie Radaa, l’inferno libico per i migranti.
di Nino Sergi
vita.it, 19 giugno 2026 Sono trascorse quasi quattro settimane dal fermo dei dieci attivisti della Global Sumud Flotilla detenuti nella Libia orientale sotto il controllo delle autorità di Bengasi. Tra loro ci sono anche i cittadini italiani Dina Alberizia e Domenico Centrone. I dieci erano stati incaricati di negoziare con le autorità locali il passaggio attraverso la Cirenaica quando sono stati fermati e successivamente posti in detenzione. Sono trascorse quasi quattro settimane dal fermo dei dieci attivisti della Global Sumud Flotilla detenuti nella Libia orientale sotto il controllo delle autorità di Bengasi. Tra loro vi sono anche i cittadini italiani Dina Alberizia e Domenico Centrone, fermati il 24 maggio insieme ad attivisti provenienti da Spagna, Portogallo, Polonia, Stati Uniti, Argentina e Uruguay.
DOCUMENTI
Articolo. "Il divieto di tortura ex Art. 3 CEDU in ambito carcerario", di Andrea Baiguera Altieri
Ottorighe. "Sollicciano verso la chiusura. I numeri di 17 mesi dicono perché"
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 12 giugno 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
APPUNTAMENTI
Convegno. "Educare per prevenire. Le nuove sfide della giustizia minorile" (Sassari, 19 giugno 2026)
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 21 giugno 2026
Seminario. "Il regime detentivo del 41 bis O.P. tra diritti e sicurezza" (Cagliari, 25 giugno 2026)
Convegno. "Insieme per dare un futuro ai pazienti REMS" (Empoli, 4 luglio 2026)
CONCORSI E PREMI