|
|
|
|
Telefax 049.654233. Mail: redazione@ristretti.it Sito internet: www.ristretti.org |
Notiziario quotidiano dal carcere
--> Rassegne Tematiche <--
Edizione di mercoledì 17 giugno 2026
di Patrizio Gonnella
Il Manifesto, 17 giugno 2026 L’urgenza delle ispezioni. La situazione indecente in cui versava il carcere fiorentino era da tanto tempo evidente a chiunque. Nessuno poteva negare di sapere, tanto meno al ministero della Giustizia o al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap). Sollicciano chiama Italia. La chiusura per via giudiziaria di ben sette reparti del carcere fiorentino di Sollicciano ha a che fare con il degrado del sistema penitenziario italiano nel suo complesso. Sollicciano è solo l’epifenomeno di un complesso carcerario che sempre più si propone come un apparato pseudo-militare decadente, nel quale le persone detenute sono disumanizzate fino al punto che esse stesse ritengono naturale vivere nell’acqua putrida e tra le cimici.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 17 giugno 2026 Inedita decisione del tribunale di Firenze che dispone il trasferimento di 250 detenuti. Su richiesta dei pm, la giudice ha ipotizzato reati contro le leggi sul lavoro. Un provvedimento senza precedenti nella storia recente d’Italia: la Gip di Firenze ha posto sotto sequestro più della metà delle sezioni del carcere di Sollicciano per le pessime “condizioni igienico sanitarie delle celle di detenzione e di alcuni spazi comuni”, ipotizzando violazioni delle norme sul lavoro e disponendo il trasferimento immediato dei quasi 250 detenuti che vivono in quelle condizioni disperate e che ora dovranno essere sparpagliati in fretta e furia in altri istituti. Non era mai accaduto prima, nel nostro Paese, e l’intervento apre la strada alla risoluzione giudiziaria dei problemi strutturali che affliggono tutto il sistema penitenziario italiano nell’inerzia del ministero di Giustizia.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 17 giugno 2026 Dap e governo sapevano ma non si sono mossi. Il governo non vuole regole, non gradisce controlli. Vuole mano libera e ha deciso che il detenuto deve accontentarsi di meno spazio di quello previsto dalle norme. Lo avevamo detto oltre un anno fa. Era tutto scritto. Sul sito di Antigone, la scheda relativa a Sollicciano si apre così: “Le condizioni strutturali dell’Istituto sono semplicemente disastrose”. Il seguito potete leggerlo da soli. Dopo la visita congiunta di Antigone e Magistratura Democratica del 21 marzo 2025, avevamo chiesto che il carcere di Sollicciano a Firenze venisse immediatamente chiuso. Là dentro si viveva una vita indecente, contraria a ogni senso di umanità, indegna di uno Stato che si vuole presentare come democratico.
di Luca Cereda
Famiglia Cristiana, 17 giugno 2026 Il dramma dell’uomo col machete a Milano svela il fallimento delle “celle ad alto rischio” negli istituti di pena italiani: il carcere non può sostituire la cura psichiatrica. C’è un paradosso buio, che rasenta l’assurdo kafkiano, nel cuore della giustizia italiana. Accade quando il perimetro del controllo si stringe al massimo, quando l’istituzione dichiara di aver compreso la fragilità estrema di un uomo e, per proteggerlo da se stesso, lo spoglia di tutto. Lo isola. Lo chiude in una “cella liscia”, priva di spigoli, priva di appigli, sotto lo sguardo teoricamente vigile delle telecamere e della ronda. È lì dentro, nella sezione ad “alto rischio suicidario” del carcere milanese di San Vittore, che un uomo affetto da una severa psicosi ha trovato comunque il modo di annullarsi, eludendo la sorveglianza e trasformando l’ultimo avamposto della prevenzione nel teatro del suo definitivo abbandono.
di Gesuela Commisso
L’Unità, 17 giugno 2026 “La dignità non è un favore. È un diritto”. Vi racconto come è morto mio padre. Mio padre aveva 79 anni. Da 16 anni era in carcere con regime di 41bis. A novembre 2025 gli viene diagnosticato un adenocarcinoma. L’intervento per asportare il tumore è fissato per il 19 novembre. Una data che per noi significa speranza, per quanto piccola. Poi arriva il blocco. La direzione del carcere di Sassari manifesta perplessità a ricoverare un paziente in regime di 41bis. L’intervento non si fa. Nessuno ci spiega davvero il perché. Noi restiamo fuori, con una data cancellata e la paura che cresce. A gennaio la situazione peggiora, viene portato d’urgenza per mettere una Stoma. Dai nuovi esami il tumore risulta essere non più operabile. Le metastasi si sono diffuse. Mio padre peggiora. In data 18 marzo 2026 da Sassari lo trasferiscono al carcere di Opera. Dopo una settimana lo spostano all’ospedale San Paolo di Milano.
di Vincenzo Scalia
L’Unità, 17 giugno 2026 17 giugno 1983, il noto giornalista e presentatore tv viene tirato giù dal letto e portato in carcere, senza sapere perché. Esposto al pubblico ludibrio, dato in pasto come mostro. La sua battaglia va portata avanti anche in nome di quel 25% di detenuti in attesa di giudizio che prima o poi viene assolto. La presunzione di innocenza, le garanzie del sistema penale, rappresentano i capisaldi di uno Stato democratico. La vita, la libertà, la reputazione rappresentano, per una persona, prerogative intangibili e inalienabili, che riguardano tutti. Quando nel 1979 scoppiò la montatura giudiziaria del caso 7 aprile, destinata in seguito a sgonfiarsi, se ne accorsero, o se ne vollero accorgere, in pochi. Si trattava, per l’opinione pubblica dominante, di fanatici sovversivi, che meritavano le vessazioni inflittegli. Era iniziata la caccia alle streghe che avrebbe legittimato detenzioni speciali, torture e legislazione premiale.
di Andrea Galli
Corriere della Sera, 17 giugno 2026 L’avvocato Raffaele della Valle: “La sua tragedia dovrebbe lasciare una lezione, per condannare qualcuno servono le prove...” Fabrizio Gifuni, che lo ha interpretato nella miniserie “Portobello”: “La parte più difficile? Lo stupore nei suoi occhi quella notte”. L’indomani, il 19 giugno, la cattura di quest’ultimo. Da lui iniziamo per narrare una delle storie più immonde d’Italia, la persecuzione ottusa e vile e di casta della magistratura ai danni per appunto di Tortora, registrato all’anagrafe di Genova, la città dove nacque nel 1928, come Enzo Claudio Marcello, autore e conduttore televisivo e radiofonico, giornalista, attore, e soprattutto guida della trasmissione “Portobello”, su Rai 2, che trainò addirittura fino al 46 per cento di share, ovvero ventisette milioni di telespettatori. Un uomo di successo, invidiato.
TERRITORIO
ansa.it, 17 giugno 2026 Al centro del confronto l’attuazione della Carta dei diritti. Avviare un percorso condiviso per dare piena attuazione alla Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti e rafforzare la collaborazione tra istituti penitenziari, servizi territoriali, scuola, terzo settore e mondo universitario: è questo l’obiettivo di un incontro promosso oggi dall’assessore al Welfare della Regione Umbria, Fabio Barcaioli, con Antonella Grella, direttrice della casa circondariale di Perugia e Valerio Pappalardo, direttore della casa circondariale di Terni. Al centro del confronto - spiega una nota della Regione - i contenuti della Carta sottoscritta dal ministero della Giustizia, dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e dall’associazione Bambinisenzasbarre, documento che richiama le istituzioni a tutelare il diritto dei minori a mantenere un rapporto stabile con il genitore durante il periodo di detenzione e a salvaguardarne il benessere personale, educativo e relazionale.
di Valentina Marotta
Corriere Fiorentino, 17 giugno 2026 Sotto accusa le condizioni degradanti del carcere fiorentino. Il Dap: 9 milioni per riqualificarlo. Infiltrazioni di acqua nelle celle, muffa sulle pareti, intonaco scrostato e animali infestanti nelle celle e nei bagni. Dopo i reclami dei detenuti, le decisioni del tribunale di sorveglianza di Firenze e le ispezioni della Asl, metà del carcere di Sollicciano finisce sotto sequestro. A firmare la decisione, senza precedenti in Italia, è il gip Alessandro Moneti che ha accolto la richiesta del procuratore capo Rosa Volpe e della pm antimafia Christine von Borries, ponendo i sigilli a tre sezioni del reparto penale (riservata ai reclusi con pena definitiva) ad altrettante della sezione giudiziaria (destinata a detenuti sottoposti a misura cautelare) e quella dell’Accoglienza.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 17 giugno 2026 Da Altrodiritto a Pantagruel, la soddisfazione (e i dubbi) di chi da anni denuncia. Se metà del carcere di Sollicciano verrà chiuso, il merito è di chi, in tutti questi anni, non ha mai smesso di denunciarne le condizioni inaccettabili. Lo rivendicano a gran voce le persone e le associazioni che vivono il carcere ogni giorno e hanno portato sotto i riflettori il degrado delle celle fra topi, cimici e allagamenti. E poi il sovraffollamento, la carenza di agenti, quella di educatori. E la mancanza di lavoro tra i reclusi, la massiccia presenza di detenuti con disagio psichico, le cui condizioni risultano spesso incompatibili col regime carcerario.
La Nazione, 17 giugno 2026 L’amministrazione penitenziaria prepara l’intervento “Aggiudicato il progetto per la riqualificazione”. Lo scorso gennaio la corte d’Appello di Firenze parlò della necessità di eseguire “lavori radicali al carcere o chiuderlo”. “Preso atto delle complesse e urgenti condizioni strutturali dell’istituto penitenziario, il Dap ha risolto alcune problematiche, effettuando ristrutturazioni di singoli reparti detentivi - scrive in una nota il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria -. Essendo però necessario un intervento di maggiore portata, è stata già finanziata per la complessiva riqualificazione dell’istituto la somma di 9 milioni di euro, a valere sul fondo previsto dalla legge di bilancio 2025”. Ribatte così il ministero della Giustizia, nelle vesti del Dap, alla notizia del sequestro preventivo delle sette sezioni dell’autorità giudiziaria fiorentina.
di Valentina Reggiani
Il Dubbio, 17 giugno 2026 A distanza di sei anni ancora non si è concluso il procedimento che vede indagati 98 agenti della polizia penitenziaria per il reato di tortura e lesioni nei confronti di diversi detenuti del carcere Sant’Anna. Reati che sarebbero stati commessi nell’ambito della maxi rivolta in carcere dell’otto marzo 2020: in quella data morirono nove carcerati e, successivamente, alcuni ristretti denunciarono di aver subito pestaggi e soprusi. La procura di Modena, come noto, ha chiesto per la seconda volta l’archiviazione del fascicolo, ritenendo contraddittorie le dichiarazioni rese dalle presunte vittime. Il gip, dottoressa Pianezzi ieri, all’esito dell’ultima udienza, dopo la discussione delle parti si è riservata sulla decisione ed è plausibile che la sentenza arrivi dopo l’estate.
di Serena Termini
ilmediterraneo24.it, 17 giugno 2026 Nel corso dell’incontro “Liberi di scegliere”, organizzato dal garante comunale Pino Apprendi, due persone detenute hanno chiesto interventi su sanità e attività sportive. Il presidente della Commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, annuncia un confronto con Asp e garanti per rafforzare l’assistenza sanitaria e il sostegno sociale negli istituti di pena. “Vogliamo cure sanitarie non tardive e spazi dove giocare insieme come il campo di calcio che è ancora inagibile. Aiutateci a vivere meglio anche dentro il carcere”. Sono le parole con le quali, due persone detenute, recluse al carcere Pagliarelli, si sono rivolte al presidente della commissione antimafia Antonello Cracolici, durante l’incontro “Liberi di scegliere”, organizzato dal garante comunale per i detenuti Pino Apprendi e moderato dal presidente del tribunale di sorveglianza, Nicola Mazzamuto.
di Luigi Alfonso
vita.it, 17 giugno 2026 Ispirato alla “Biblioteca vivente”, il progetto “Liberi dentro per crescere fuori” ha coinvolto un gruppo di detenuti della Casa circondariale di Uta-Cagliari. In buona parte sono genitori di minori. Si sono raccontati al pubblico, con l’obiettivo di contrastare lo stigma sociale che spesso colpisce loro e le loro famiglie. Ecco alcuni racconti. Si sono messi a nudo trasformandosi in “libri umani”, raccontandosi senza filtri per scardinare stereotipi e stigmi sociali. Una decina di persone, tra operatori carcerari e detenuti della Casa circondariale di Uta-Cagliari, sabato scorso hanno animato i Giardini pubblici di Cagliari con l’evento conclusivo di “TuttoMondo”, un’iniziativa che si poneva all’interno del più ampio progetto “Liberi dentro per crescere fuori”, selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.
di Dario Del Porto
La Repubblica, 17 giugno 2026 Le aziende potranno selezionare personale negli elenchi degli istituti penitenziari. Un progetto fortemente voluto dalla presidente della Corte d’Appello napoletana Maria Rosaria Covelli e dall’ex presidente degli industriali Costanzo Jannotti Pecci. Detenuti in carcere, ma selezionati per lavorare in una grande azienda. È il percorso tracciato dal progetto, fortemente voluto dalla presidente della Corte d’Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli e dall’ex presidente degli industriali Costanzo Jannotti Pecci, che entra oggi nel vivo con il primo incontro operativo del tavolo tecnico tra il tribunale di sorveglianza presieduto da Patrizia Mirra, il provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria guidato da Carlo Berdini e Palazzo Partanna.
La Sicilia, 17 giugno 2026 Oggi alle 9 in via Beato Bernardo 5, ex Palazzo Esa, seminario tecnico dal titolo “Il sistema imprenditoriale per l’inserimento dei detenuti: il protocollo di rete territoriale”. L’iniziativa del Centro per l’impiego, col supporto di Sviluppo Lavoro Italia, intende promuovere l’inclusione lavorativa e sociale delle persone detenute e in esecuzione penale esterna, così come previsto dal progetto “Reti specialistiche e misure per l’inserimento lavorativo delle persone detenute” promosso dal Ministero di Giustizia e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, a cui il Dipartimento Lavoro della Regione ha aderito già lo scorso anno, portando avanti le attività del Protocollo d’intesa istituzionale sottoscritto lo scorso febbraio con l’amministrazione penitenziaria regionale.
Ristretti Orizzonti, 17 giugno 2026 “Giovedì 18 giugno alle ore 9,30 al Teatro della Casa di Reclusione di Rebibbia si terrà la presentazione del volume “Oltre il reato la persona”, curato da suor Emma Zordan che da oltre dieci anni, volontaria in quell’istituto penitenziario, gestisce un laboratorio di scrittura creativa con le persone detenute. Dopo qualche anno di interruzione si torna a presentare all’interno della Reclusione di Rebibbia il volume che raccoglie le loro testimonianze. Oltre alla direttrice dell’istituto penitenziario, dott.ssa Maria Donata Iannantuono e alla curatrice, interverranno alla presentazione alcuni dei partecipanti al laboratorio di scrittura, la presidente del Tribunale di Sorveglianza di Roma, dott.ssa Marina Finiti, e il vicario della diocesi di Roma, cardinale Ubaldo Reina.
di Andrea Pugiotto
L’Unità, 17 giugno 2026 La passione della politica, è una bussola imperfetta ma necessaria per comprendere la parabola del leader radicale. Non cede a tentazioni agiografi che, ma restituisce la complessità di una figura che sfugge alle semplificazioni 1. C’è un modo di attraversare la politica come si attraversa un terreno inesplorato: senza sentieri tracciati, calpestando nuove aiuole. Marco Pannella lo ha fatto per sessant’anni, lasciando impronte originali, scomode perché irregolari, spesso incomprese, sempre visibili. A dieci anni dalla sua scomparsa (19 maggio 2016), il volume Marco Pannella. La passione della politica, curato da Piero Ignazi (Viella, 2026), offre una bussola imperfetta ma necessaria per comprenderne la parabola.
di Pino Ciociola
Avvenire, 17 giugno 2026 La struttura sull’isolotto accanto a Ventotene, che ha segnato due secoli di storia italiana, è stata chiusa nel 1965 e oggi è al centro di un grande progetto di recupero. Vi fu recluso anche Sandro Pertini. Porte pesanti e arrugginite, celle quasi senza luce e finestrella troppo in alto per vedere più di un briciolo di cielo. Tutto intorno silenzio, storia, pena, dolore, disperazione e speranza. Adesso il carcere sull’isolotto di Santo Stefano (ventisette ettari in tutto su un miglio da Ventotene) è stato messo in sicurezza e neanche manca più troppo al suo definitivo restauro. Una storia di recupero iniziata prima nel maggio 1987, quando l’ex carcere fu dichiarato dal ministero dei Beni culturali “Bene di particolare interesse storico artistico” dal ministero dei Beni culturali, poi nel marzo 2008 “Monumento nazionale” ...
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 17 giugno 2026 “Questo non è un plotone di esecuzione”. A metà lavori il meloniano Francesco Zaffini, presidente della decima commissione di Palazzo Madama, è tentato di interrompere l’audizione in corso al Senato sul fine vita. E di accompagnare alla porta Ivan Scalfarotto di IV, che per primo dà il via al “processo”. Alla sbarra c’è Andrea Lenzi, presidente del Consiglio nazionale delle ricerche. Il quale, dopo aver dato buca al primo appuntamento per altri “impegni istituzionali”, ieri si è presentato fisicamente in commissione per rispondere alla domanda dei senatori: esiste o potrà esistere un dispositivo che consenta l’autosomministrazione del farmaco letale anche a chi è completamente immobile?
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 17 giugno 2026 Il divieto dei social network per i minori di 16 anni annunciato dal premier britannico Keir Starmer fa parte di un pacchetto più ampio di misure portato avanti dal governo: controlli più severi sull’età degli utenti, limitazioni alle interazioni con sconosciuti, restrizioni per alcuni chatbot, smartphone zero nelle scuole e persino l’idea, radicale, di instaurare un coprifuoco dalle 20.30 all’alba per i minori di 18 anni. Mischiando tutela della salute mentale dei giovani e questioni di ordine pubblico Starmer sovrappone fenomeni molto diversi tra loro, una baby gang e l’uso di TikTok, una rissa di strada e uno scroll su Instagram muovendosi nel solco del proibizionismo paternalista: “Anche se sarà difficile far rispettare tutti i divieti si tratta dei nostri principi morali, bisogna prevenire i comportamenti”.
di Bianca Caramelli
Il Manifesto, 17 giugno 2026 Quattrocento persone dalla fine del 2022 “accompagnate in tutta la fase per il riconoscimento della protezione internazionale”. Una rete sparsa su tutto il territorio: sono i 20 circoli rifugio dell’Arci, che dalla fine del 2022 hanno accolto più di 400 persone. Ieri nella sede Arci di Pietralata a Roma alcune di loro hanno raccontato storie ed esperienze personali, in vista della Giornata mondiale delle persone rifugiate del 20 giugno. Tra loro un ragazzo appena maggiorenne, arrivato dall’Afghanistan in Italia l’anno scorso, insieme alla madre. “La vita qui è stata piena di sorprese, l’accidevo ringraziare il corridoio umanitario per questo”, ha spiegato.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 17 giugno 2026 “Però è gratis, grazie al padrone”. Marsala, viaggio nei dormitori dei braccianti. I raid contro gli stranieri e il muro di omertà. Le botte, quelle, sono repertorio: con quattordici braccianti stranieri aggrediti a fine maggio e brutti casi di squadrismo di piazza negli anni passati. E lo sono le bastonate all’alba, su queste strade sperdute, da Strasatti a Santo Padre delle Perriere a Terrenove, che tagliano campi e filari lungo la statale 115, la “via Marsala”. E gli insulti contro i “turchi”, come da queste parti chiamano, per perversa eco storica, tutti i lavoratori di colore a prescindere dalla provenienza. Tuttavia, botte, bastonate e insulti sono sovrastruttura, folclore razzista per infame che sia: facile da condannare a costo zero dalla città perbene, “siamo tutti marsalesi!”, raccolta infine, un paio di settimane ...
pagellapolitica.it, 17 giugno 2026 Lo sostiene Fratelli d’Italia citando le conclusioni dell’avvocata generale Laila Medina, ma le cose sono un po’ più complesse di così. L’11 giugno la deputata e responsabile immigrazione di Fratelli d’Italia Sara Kelany ha detto che le conclusioni dell’avvocata generale della Corte di giustizia dell’Unione europea, Laila Medina, confermano la “legittimità dei centri in Albania”. Secondo Kelany, il parere dell’avvocata dimostrerebbe che “abbiamo perso due anni a causa di sentenze ideologiche di una parte della magistratura che si è interposta ad un progetto innovativo, pienamente conforme al diritto europeo e che oggi è guardato con favore da tutta Europa”. La questione, però, è più articolata di come la presenta Kelany.
di Marco Perduca
Il Manifesto, 17 giugno 2026 L’11 giugno scorso, in vista del Consiglio europeo del 18, la Presidente del Consiglio si è lamentata alla Camera dell’eccessivo numero di vertici europei, li ha chiamati “ridondanti”, a cui capi di governo devono partecipare. L’intenzione era vanificare gli attacchi subiti per la sua assenza alla riunione del Consiglio europeo sui Balcani, poco dopo però si è contraddetta annunciando un imminente incontro della “Coalizione europea contro le droghe”. Da ottobre del 2025, “grazie” a Meloni e Macron, esiste questa nuova iniziativa intergovernativa che “si propone di rafforzare concretamente la cooperazione nell’ambito della Comunità Politica Europea (un’altra organizzazione che si sovrappone quasi interamente al Consiglio d’Europa!) nel contrasto al traffico di droga, incluse le droghe sintetiche, nella prevenzione e nel recupero dalle dipendenze”.
di Vittorio Pelligra
Avvenire, 17 giugno 2026 Le crisi globali trasformano la paura e il rischio in rendimenti per le aziende della tecno-difesa, spingendo investimenti, innovazione militare e interessi economici a sostenere l’instabilità e favorendo le tensioni. C’è un’equazione che di questi tempi conviene tenere sempre a mente. Quando l’insicurezza cresce, cresce anche il valore delle imprese della tecno-difesa. Non è una coincidenza, è più una legge di mercato. E capire come funziona questa legge è indispensabile per capire perché la monarchia della paura non è solo un fenomeno politico. È anche, e forse prima di tutto, un fenomeno finanziario. Nel settembre del 2020, Palantir Technologies viene quotata a Wall Street. Prezzo di apertura pari a dieci dollari per azione per una capitalizzazione di circa venti miliardi.
di Alessandro Mantovani
Il Fatto Quotidiano, 17 giugno 2026
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha rassicurato, per quanto possibile, i parenti dei due italiani detenuti in Libia con gli altri otto “negoziatori” della carovana di terra che voleva raggiungere Gaza, nelle settimane in cui la Global Sumud Flotilla cercava di arrivarci via mare. Ha confermato l’impegno del nostro governo per la loro liberazione ed è in corso un complesso negoziato. Ma intanto le autorità della Libia Orientale, non riconosciute a livello internazionale a differenza del governo di Tripoli, sembrano alzare il prezzo. L’Agenzia Nova ha reso noto martedì 16 giugno che i capi d’accusa nei confronti dei dieci, secondo fonti libiche, sarebbero quattro e non due come risultava fino a oggi: non solo l’ingresso illegale nel territorio e il raduno non autorizzato, ma anche l’utilizzo di un visto politico per svolgere attività politiche e il tentativo di arrivare in Egitto, attraversando un confine che secondo gli accordi con Il Cairo non può essere attraversato da cittadini di Paesi terzi.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 12 giugno 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
Corso di formazione. "Non è solo lavoro. Percorsi di reinserimento lavorativo in carcere, in misura alternativa e dopo il fine-pena" (Online, fino al 2 luglio 2026) - ISCRIZIONI CHIUSE
APPUNTAMENTI
"Sprigioniamo umanità". Incontro della Rete sulle Scritture d'Evasione (Firenze, 17 giugno 2026)
Convegno. "Educare per prevenire. Le nuove sfide della giustizia minorile" (Sassari, 19 giugno 2026)
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 21 giugno 2026
Seminario. "Il regime detentivo del 41 bis O.P. tra diritti e sicurezza" (Cagliari, 25 giugno 2026)
Convegno. "Insieme per dare un futuro ai pazienti REMS" (Empoli, 4 luglio 2026)
CONCORSI E PREMI