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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di domenica 14 giugno 2026
di Fabio Pelini
abruzzosera.it, 14 giugno 2026 Via Arenula sostiene candidamente che i frigoriferi “risultano incompatibili con le caratteristiche strutturali delle camere di pernottamento, soprattutto in contesti già segnati da situazioni di sovraffollamento”. Il cortocircuito logico è a dir poco imbarazzante. Lo Stato ammette apertamente di avere un problema gravissimo e strutturale - il sovraffollamento delle celle, che in Italia ha raggiunto livelli cronici e incompatibili con i diritti umani fondamentali - ma, invece di risolvere la piaga alla radice, decide di punire i detenuti confiscando loro l’unico strumento che rendeva quella reclusione di massa appena più tollerabile. È la quintessenza del paradosso burocratico: siccome vi abbiamo stipato in spazi troppo piccoli, vi togliamo anche il frigorifero per fare “razionale gestione degli spazi”. Come curare la febbre rompendo il termometro.
di Martina Ciai
La Repubblica, 14 giugno 2026 Il messaggio emerso dalla XVIII Conferenza Internazionale di COPE (Children of Prisoners Europe), promossa da Bambini Senza Sbarre ETSe ospitata nella Sala Alessi di Palazzo Marino. Costruire una rete capace di accompagnare i figli delle persone detenute dentro e fuori dal carcere, superando la frammentazione degli interventi e mettendo al centro il diritto alla relazione familiare. È stato questo il messaggio emerso dalla XVIII Conferenza Internazionale di COPE (Children of Prisoners Europe), promossa da Bambini Senza Sbarre ETS e ospitata il 12 giugno nella Sala Alessi di Palazzo Marino.
di Paolo Comentale
Gazzetta del Mezzogiorno, 14 giugno 2026 C’era un tempo in cui ci si impegnava su parole importanti: accoglienza, integrazione, condivisione. Nella scuola primaria l’accoglienza e l’integrazione rivestivano un ruolo fondamentale: gli alunni che venivano da lontano erano considerate delle risorse, momento finale di un processo lungo e complesso che, quando andava a buon fine, formava cittadini esemplari. Esempio evidente di questo circolo virtuoso la partecipazione di Ghali alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina dove ha cantato la lirica di Gianni Rodari “Promemoria”. Un autore e un testo imparato nei banchi di scuola, conservato in una radura della mente e poi espresso in modo semplice e poetico. Integrazione perfettamente riuscita!
di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 14 giugno 2026 Lo dice pure un report del ministero: processi civili ancora troppo lunghi, celle strapiene e il digitale è al palo. Obiettivo mancato sulla riduzione dei tempi della giustizia civile. Sovraffollamento carcerario “intorno al 130%”. Digitalizzazione ancora non raggiunta e bassa protezione dagli attacchi cyber. Ma anche spese per le intercettazioni che, al netto della volontà del ministro della Giustizia Carlo Nordio, stanno crescendo esponenzialmente. A certificare il bilancio dell’operato del ministero della Giustizia non è l’opposizione di centrosinistra ma lo stesso dicastero nella relazione sullo stato della spesa e sull’azione amministrativa riferita al 2025 inviata nei giorni scorsi in Parlamento.
TERRITORIO
di Samuele Ciambriello*
La Repubblica, 14 giugno 2026 Le carceri italiane continuano a rappresentare una delle principali emergenze del sistema della giustizia. Al problema endemico del sovraffollamento si sommano carenze strutturali, insufficienza di personale, difficoltà nell’accesso alle cure sanitarie e una crescente presenza di persone con dipendenze patologiche e fragilità psichiche. Un quadro che ci allontana sempre di più dal rispetto della funzione costituzionale della pena ex art. 27, fondata sul reinserimento sociale e sul divieto di trattamenti inumani e degradanti. I numeri aggiornati al 31 maggio 2026 confermano una situazione di forte pressione.
di Daniele Rescaglio
Il Giorno, 14 giugno 2026 Carenza di personale, sovraffollamento e fragilità sanitaria. Sono i problemi atavici che affliggono la casa circondariale di Cremona. Ieri il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni ha visitato la struttura e incontrato la direttrice Giulia Antonicelli con la comandante della Polizia penitenziaria Letizia Tognali per un confronto sulle principali criticità. “Ritengo importante continuare a mantenere alta l’attenzione sulla situazione del carcere di Cremona attraverso visite periodiche e momenti di confronto con chi vi opera quotidianamente - ha sottolineato Piloni - Il carcere non è un mondo a parte, lavoratori e detenuti hanno diritto a condizioni dignitose e sicure”.
di Gian Carlo Bulla
La Nuova Sardegna, 14 giugno 2026 Il sopralluogo del garante Gianni Loy e del sindaco Luca Pilia fa emergere carenze sanitarie, psicologiche e psichiatriche: appello urgente al ministero e al Dap. Nei giorni scorsi, Gianni Loy, il garante dei diritti dei detenuti della Città Metropolitana di Cagliari, e Luca Pilia, il sindaco di Isili, hanno effettuato una visita nella colonia penale del paese del Sarcidano. L’incontro, volto a verificare le condizioni della struttura e del personale, ha fatto emergere una serie di gravi criticità che rischiano di compromettere un modello detentivo storicamente virtuoso. La problematica principale riguarda l’altissima concentrazione di internati (soggetti sottoposti a misure di sicurezza). Attualmente la struttura ne ospita circa una quarantina, un numero superiore a quello massimo consentito.
di Marco Bettazzi
La Repubblica, 14 giugno 2026 Detenuti occupati come operai e casari. Fabbrino: “I prodotti scelti anche per quello che sta dietro”. Fare impresa in Dozza “è una vera e propria officina, con prodotti che poi vanno in giro per il mondo. I ragazzi sono assunti con il contratto metalmeccanico e a tempo indeterminato”. Maurizio Marchesini è conosciuto per essere a capo di un colosso del packaging farmaceutico, Marchesini Group, e anche come vicepresidente di Confindustria. Ma è anche presidente di “Fid - Fare impresa in Dozza”, un’impresa sociale che a Bologna, nella Casa circondariale Rocco D’Amato, detta “Dozza”, appunto, insegna un lavoro ai detenuti e li assume una volta terminata la pena, dopo essere stati affiancati da volontari ed ex lavoratori delle aziende coinvolte.
di Marco Bettazzi
La Repubblica, 14 giugno 2026 Raphael Oloyede ha raccontato sul palco di Repubblica delle Idee la sua esperienza all’interno di “Fare impresa in Dozza”, che vede coinvolte tante imprese del territorio. Bergonzoni: “Il detenuto non fa tenerezza: dopo Pannella pochi politici se ne sono occupati”. “Io all’inizio della mia carcerazione, che è durata 12 anni e mezzo, pensavo che la mia vita fosse finita. Oggi mi sto rialzando, e ringrazio tutti per la vita che mi hanno ridato oggi”. Raphael Oloyede è un ex detenuto coinvolto nel progetto FID - Fare impresa in Dozza, e oggi lavora come operaio per Marchesini Group, il colosso meccanico del packaging.
di Enrica Pighin
Il Gazzettino, 14 giugno 2026 Panaté e Cooperativa solidarietà hanno unito le forze trovando nella coop Ro.Sa. la concretizzazione tecnica. Una rinascita che viene dal pane, l’imparare eventualmente anche un mestiere per il “dopo”, seguendo un percorso di recupero personale dei detenuti che porta a Rovigo esperienze vissute altrove e che anche vicino sono già famose, come al carcere Due palazzi di Padova. Alla Casa circondariale di Rovigo, dunque, è stato inaugurato il laboratorio dedicato alla produzione di pane e di lievitati artigianali, un progetto che coinvolge Panaté Società benefit e Cooperativa solidarietà, in un percorso condiviso che mira alla collaborazione fra istituzioni, associazioni e territorio.
di Elisa Campisi
Avvenire, 14 giugno 2026 Gabbiani e salsedine. Vette ripide a strapiombo sul mare, suggestive cale che si alternano a terreni sabbiosi ricchi di vegetazione selvaggia, pini, uliveti e vigne. Vialetti in pietra, una manciata di casette colorate e in cima a una roccia una torre di avvistamento in pietra del XIII secolo. Intorno solo un mare limpido. Siamo a Gorgona, l’isola più piccola e settentrionale dell’Arcipelago Toscano, a circa un’ora e mezza di navigazione da Livorno. Ma non è questo a renderla speciale. “Chiusura, chiusura!”, intima una voce metallica e improvvisa al megafono, a ricordarci che quella che al primo sguardo potrebbe sembrare una tipica perla turistica in cui fuggire dalla routine, in realtà è un posto di reclusione. Siamo in una colonia penale agricola, l’ultima di questo genere attiva in Europa.
di Paolo Lambruschi
Avvenire, 14 giugno 2026 Il senso del pane è ridare speranza e dignità alle persone fragili. A chi è finito in carcere anche per reati molto gravi, a detenuti, migranti vittime di tratta, disabili e donne vittime di violenza attraverso l’insegnamento del lavoro di produzione delle ostie per la Santa Messa. Il senso del pane è un progetto visionario della Fondazione Casa dello spirito e delle arti nato nel 2016, anno del Giubileo e della Misericordia, da un’idea di Arnoldo Mosca Mondadori che creò, nel carcere milanese di Opera, il primo laboratorio per la produzione di ostie che coinvolse alcuni detenuti condannati per omicidio.
La Sicilia, 14 giugno 2026 Per valorizzare il lavoro svolto è stato allestito un vernissage con tutte le creazioni pittoriche e scultoree ai quali è stata conferita un’apposita menzione per la partecipazione al concorso bandito dalla Fondazione Angelo D’Arrigo. La giornata conclusiva ha visto, tra gli ospiti, la presenza di Laura Mancuso, presidente della Fondazione Angelo D’Arrigo, che ha consegnato i riconoscimenti ufficiali ai partecipanti, e della scrittrice Barbara Bellomo. Con quest’ultima i detenuti, che avevano già letto il volume “La biblioteca dei fisici scomparsi”, hanno dialogato e portato in scena uno dei capitoli affrontati in classe.
di Marco Turco
unionemonregalese.it, 14 giugno 2026 Al Teatro “Marenco” di Ceva lo spettacolo portato in scena dai detenuti di Alta Sicurezza di Saluzzo. “Carcere”. Una parola dal peso enorme. Chi finisce in prigione, lo impara a sue spese: la vita subisce una battuta di arresto e si ferma davanti a un muro contro cui è difficile non schiantarsi. Ma se la pena detentiva ha un termine, lo stigma sociale spesso è a tempo infinito. Così nasce “Ma l’Amore no”: uno spettacolo teatrale fatto dai detenuti di Alta Sicurezza della Casa di Reclusione di Saluzzo e prodotto dall’Associazione “Voci Erranti” nell’ambito del progetto teatrale “Per Aspera ad Astra” finanziato dall’Acri. Andrà in scena lunedì 15 giugno alle ore 20, presso il Teatro Marenco di Ceva (Piazzetta Cardinale Francesco Adriano, 1), grazie alla Fondazione Azzoaglio.
elbapress.it, 14 giugno 2026 Concluso il corso del Cpia: ricerca, arte e memoria nel volume donato al direttore. Un progetto che ha saputo coniugare studio, ricerca storica, creatività e crescita personale. Al termine del corso di alfabetizzazione scolastica, i detenuti della Casa di Reclusione di Porto Azzurro hanno voluto consegnare al Direttore un prezioso volume realizzato durante il percorso formativo, dedicato alla storia del Forte San Giacomo. L’opera rappresenta il risultato di un intenso lavoro di ricerca che ha portato i partecipanti ad approfondire la storia dell’Isola d’Elba, gli eventi che ne hanno segnato il passato e le vicende che hanno contribuito a costruirne l’identità culturale.
di Paolo Fallai
Corriere della Sera, 14 giugno 2026 Il 14 giugno di 60 anni fa, la Chiesa cattolica ha ufficialmente abolito l’Indice dei Libri Proibiti (Index librorum prohibitorum). Ma c’è ancora qualcosa di molto attuale. Se qualcuno vi dice che i giorni sono tutti uguali, non conosce il 14 giugno: e non perché sono nati in quella data Donald Trump, Francesco Guccini e Gianna Nannini (auguri agli ultimi due). Nemmeno perché si celebra la Giornata mondiale del donatore di sangue. La ricorrenza più importante è più vicina. Il 14 giugno 1966 la Chiesa cattolica ha ufficialmente abolito l’Indice dei Libri Proibiti (Index librorum prohibitorum). Istituito nel 1558 da Papa Paolo IV e pubblicato nel 1559, l’elenco conteneva i testi che i fedeli non potevano leggere, stampare o diffondere perché ritenuti eretici o moralmente pericolosi, pena la scomunica.
di Anna Bandettini
La Repubblica, 14 giugno 2026 “Strabordante”. Stavolta se lo dice da solo, Alessandro Bergonzoni che ieri mattina, a Bologna, a Repubblica delle idee in dialogo con Luigi Manconi, nell’incontro Sbellichiamoci. Guerra, paci e arti vari, ha parlato, fatto ridere e toccato la platea parlando di pace, di guerra e dei “campioni di sangue che non sono quelli che facciamo negli ambulatori ma Trump, Netanyahu, Putin”. Temi che affronta, in forma di spettacolo, anche in Arrivano i dunque, il successo di questa stagione che non solo riprenderà a grande richiesta, ma il 22 ripropone per all’Almo Collegio Borromeo di Pavia, per la Milanesiana. Sempre il festival diretto da Elisabetta Sgarbi, il 22, lo ha anche coinvolto in una iniziativa speciale: un incontro in mattinata coi pazienti onco-ematologici dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.
AFFARI SOCIALI
di Antonella Soldo
Il Domani, 14 giugno 2026 Nei giorni scorsi in centinaia sono stati convocati dopo aver acquistato il farmaco dalla stessa farmacia dell’Emilia-Romagna per sé o per il proprio animale domestico, ricevendolo a domicilio, con regolare prescrizione del medico o del veterinario. Anche se l’inchiesta coinvolgerebbe circa 600 persone, non indagate, si può produrre un effetto raggelante sui diritti e spingere professionisti e pazienti a rinunciare per timore delle conseguenze. C’è qualcosa che non funziona quando un malato oncologico riceve la visita delle forze dell’ordine per una terapia prescritta dal proprio medico. C’è qualcosa che non funziona quando una persona si sente dire “deve portare il suo gatto in caserma” per rendere conto dell’olio prescritto dal veterinario.
di Raphael Zanotti
La Stampa, 14 giugno 2026 Annalisa, 58 anni, è docente in un liceo di Torino. Durante l’ultima perquisizione a Malpensa ha ripreso la scena: “All’andata ho dovuto mostrare le foto di mio marito in ospedale per evitare di perdere l’aereo”. Quanti di voi hanno subito un controllo doganale casuale prima di prendere un aereo? E quanti hanno subito lo stesso controllo tre volte nel giro di sei mesi? È la domanda che si pone Annalisa, insegnante di Scienze in un liceo torinese e attivista di Extinction Rebellion. Il 5 giugno scorso, all’aeroporto di Malpensa, di ritorno dal Canada, è stata fermata per l’ennesima volta per un controllo del bagaglio.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 14 giugno 2026 Il delegato agli Affari interni e alla Migrazione elenca le priorità di Bruxelles: combattere i trafficanti, proteggere chi ne ha diritto e promuovere arrivi legali per motivi di lavoro. “Abbiamo bisogno di una politica migratoria efficace, umana e basata sui fatti”. Dal 2024, Magnus Brunner ricopre l’incarico di commissario europeo agli Affari interni e alla Migrazione nella Commissione guidata da Ursula von der Leyen. Classe 1972, con una solida formazione giuridica, è stato ministro delle Finanze nella sua Austria ed esponente di spicco dell’Ovp, uno dei più antichi partiti del Paese, di orientamento democristiano e conservatore. Perciò, quando all’aggettivo “efficace”, rispetto alla gestione dei flussi migratori, abbina il concetto di “umanità”, viene spontaneo domandargli se davvero ritiene che le misure introdotte dal nuovo Patto per l’asilo europeo si muovano su quelle direttrici.
di Guido Rampoldi
Il Domani, 14 giugno 2026 Il campo di battaglia ha dimostrato che la formidabile alleanza israelo-americana non è quale si pretendeva all’inizio del conflitto: né onnipotente né solidissima. E le monarchie del Golfo sono furenti con Trump e con Netanyahu per averli coinvolti nel conflitto, ora quei sovrani dovranno trovare il modo di convivere con il nemico di sempre, l’Iran. L’occasione la offrirà la necessità di inventare un patto regionale per la navigazione di Hormuz. La pace non è stata ancora firmata ma il dopoguerra sembra già cominciato e si può scommettere che non mancherà di sorprenderci. Innanzitutto perché il campo di battaglia ha dimostrato che la formidabile alleanza israelo-americana non è quale si pretendeva all’inizio del conflitto: né onnipotente né solidissima.
di Elio Vito
huffingtonpost.it, 14 giugno 2026 Arrestati in Libia venti giorni fa, mentre cercavano di andare a Gaza, e chissà quando verranno liberati. Ma in piazza non scende nessuno. Forse perché il carcere non israeliano? Cosa sarebbe successo in Italia, in Europa, nel mondo se Israele avesse trattenuto arbitrariamente per oltre venti giorni in squallide carceri, facendo sapere che dovranno restarvi almeno altri trenta giorni, e probabilmente altri mesi, senza motivo, senza un capo d’accusa, senza la possibilità di vedere legali, una decina di attivisti della Flotilla di terra che volevano solo portare aiuti umanitari a Gaza? Avremmo avuto, come abbiamo avuto per la Flotilla di mare, le piazze piene, cortei, scioperi, interventi parlamentari e governativi, appelli, intere trasmissioni televisive e pagine di giornali dedicate ai vergognosi accadimenti.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 12 giugno 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
Corso di formazione. "Non è solo lavoro. Percorsi di reinserimento lavorativo in carcere, in misura alternativa e dopo il fine-pena" (Online, fino al 2 luglio 2026) - ISCRIZIONI CHIUSE
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 15 al 21 giugno 2026
Convegno. "Educare per prevenire. Le nuove sfide della giustizia minorile" (Sassari, 19 giugno 2026)
Seminario. "Il regime detentivo del 41 bis O.P. tra diritti e sicurezza" (Cagliari, 25 giugno 2026)
CONCORSI E PREMI