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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di venerdì 12 giugno 2026
di Franco Corleone
L’Espresso, 12 giugno 2026 L’inazione non è una possibilità. A meno che non si voglia cinicamente far esplodere la situazione. Sovraffollamento è un superlativo che però non rende l’idea, o meglio la realtà. Neppure il dato di 64.741 detenuti presenti, ben 18.118 in più della capienza regolamentare, rende plasticamente la situazione. Occorre passare dai freddi numeri allo sforzo di immaginare una cella bollente in cui sono previste due brande - il linguaggio paramilitare è consono - e trovarne quattro o addirittura sei accatastate. Vi è un tavolino quadrato con due o quattro sgabelli, che sono un elemento di ulteriore afflizione: le sedie non sono previste perché comode per la schiena. A saturare del tutto lo spazio vi sono poi degli armadietti per le poche povere cose consentite.
di Angela Stella
L’Unità, 12 giugno 2026 Il Pd chiedeva il ritiro della circolare che dispone la rimozione dei frigoriferi dalle celle e la collocazione in spazi comuni con accesso in orari prestabiliti. Nordio non torna indietro: i frigoriferi restano fuori dalle celle detentive. Lo ha messo nero su bianco rispondendo ad una interrogazione parlamentare del Partito democratico in merito alla recente circolare del Dap intervenuta sull’utilizzo dei refrigeranti nelle camere di pernottamento, che ne ha imposto la rimozione dalle celle e la collocazione in spazi comuni, con accesso regolato da orari prestabiliti. Secondo i dem “la misura appare non solo distante dalla realtà concreta degli istituti penitenziari, ma anche in evidente contraddizione con quanto dichiarato dallo stesso Ministero della giustizia pochi mesi fa, quando veniva annunciata la distribuzione di frigoriferi come risposta al caldo record e come segnale di attenzione alla dignità delle persone detenute.
ansa.it, 12 giugno 2026 “Le cifre parlano da sole. Nelle carceri italiane, a fronte di una capienza effettiva di circa 46.300 posti, sono detenute 64.741 persone: oltre 18.400 in più. Rispetto a sei mesi fa i detenuti sono aumentati di 1.342 unità. Altro che riduzione del sovraffollamento”. Lo dichiara il senatore Walter Verini, capogruppo Pd in Commissione Antimafia e segretario della Commissione Giustizia. “Questa situazione - sottolinea il parlamentare - produce conseguenze sempre più drammatiche. Nei primi cinque mesi dell’anno si sono già registrati 27 suicidi. In molti istituti le condizioni di vita e di lavoro sono diventate insostenibili, mentre continuano a mancare agenti di polizia penitenziaria, psicologi, educatori, mediatori culturali e personale sanitario”.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 12 giugno 2026 Il provvedimento prevede una particolare detenzione domiciliare e una procedura di definizione anticipata del processo fondata sull’adesione a programmi di cura. Via libera del Senato a un disegno di legge di iniziativa governativa contenente disposizioni in materia di detenzione domiciliare dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti che aderiscono a un programma di recupero. L’aula del Senato ha approvato, per alzata di mano, il disegno di legge di iniziativa governativa contenente disposizioni in materia di detenzione domiciliare dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti che aderiscono a un programma di recupero. Il provvedimento, che ha ottenuto l’ok mercoledì 10 giugno, prevede una particolare detenzione domiciliare e una procedura di definizione anticipata del processo fondata sull’adesione a programmi di cura.
di Ernesto Piro
verdisinistra.it, 12 giugno 2026 “Pochissimi beneficiari e risorse insufficienti”. Ogni volta che un detenuto, le cui condizioni sono incompatibili con il regime carcerario, esce dal carcere per noi è un successo. Mi rendo benissimo conto che il problema delle carceri non è colpa solo della destra, ma sicuramente l’eccessivo numero di nuovi reati che la destra ha introdotto ha contribuito ad aggravare il problema. Non sono ipocrita, si parla da anni del problema delle carceri, nel frattempo mio fratello è morto di carcere da tossicodipendente. So benissimo di cosa stiamo parlando, di quanto si tratti di una vera emergenza e per come tale va trattata. Ma questo provvedimento rischia di essere assolutamente inutile. Non è abbastanza far uscire dal carcere cinquecento detenuti tossicodipendenti.
GIUSTIZIA
di Claudio Novaro
volerelaluna.it, 12 giugno 2026 Talvolta episodi apparentemente marginali o circoscritti mettono in luce dinamiche sociali consolidate e consentono di apprezzare come le rigidità culturali si radichino non solo nelle grandi questioni, ma anche nelle piccole pratiche quotidiane. In alcuni settori della magistratura sembra esservi, non da oggi, una scarsa consapevolezza di quel “potere terribile” di cui la stessa è titolare, un potere il cui esercizio discrezionale incide profondamente sui diritti fondamentali, sulla libertà e sulle condizioni personali dei soggetti che lo subiscono. La capacità di soppesare attentamente le conseguenze delle proprie azioni, cardine di quell’etica della responsabilità su cui ci si interroga da almeno un paio di secoli, richiede, per evitare di prendere decisioni incongrue, anche un minimo di empatia con la vita reale delle persone, con le loro relazioni, con le loro fragilità, anche.
di Alessandro Cannevale
La Verità, 12 giugno 2026 Dopo lo scandalo dei legali spiati in carcere insieme ai loro assistiti, la lunga marcia per il giusto processo riparte da Perugia a seguito della “batosta” del referendum. La lunga marcia degli avvocati per ora è solitaria: il governo è cauto, di fronte a una magistratura mai così unita e belligerante, i garantisti della sinistra si erano già defilati nella campagna referendaria, privi dei padri nobili ormai alle prese con la Giustizia divina - Leonardo Sciascia, Franco Cordero, Giuliano Vassalli, Marco Pannella. Ma ieri, a Perugia, qualcosa si è mosso e qui si è svolta la manifestazione nazionale indetta dall’Unione delle Camere penali per protestare contro quelle intercettazioni illegittime dentro al carcere.
di Umberto Fantigrossi
Il Sole 24 Ore, 12 giugno 2026 La Gazzetta Ufficiale del 24 aprile scorso probabilmente diventerà un pezzo da collezione. Infatti subito sono corso a comprarne la versione cartacea al modico prezzo di 1 euro. Il perché è presto detto. Non si ricordano precedenti di due diverse versioni della stessa norma che entrano in vigore lo stesso giorno, lasciando all’interprete (giudice, avvocato o cittadino che sia) l’arduo impegno di comprendere quale dei due enunciati debba trovare applicazione e vincoli al suo rispetto, con la forza che l’ordinamento attribuisce alla legge, la cui ignoranza non scusa secondo il noto principio posto dall’art.5 del codice penale.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 12 giugno 2026 È il giorno del ricorso di Alfredo Cospito contro il rinnovo del 41 bis al tribunale del riesame di Roma. Il regime di carcere duro nei confronti dell’anarchico, in vigore dal 2022, è stato rinnovato per altri due anni dal ministero della giustizia alla fine di aprile con un provvedimento di 75 pagine che dà conto dei pareri sul tema - tutti positivi - della Direzione nazionale antimafia, della Direzione distrettuale antimafia di Torino e della direzione centrale della polizia di prevenzione del Viminale. La tesi di fondo è che l’area anarchica che fa riferimento a Cospito sia ancora pericolosa e, dunque, una sua eventuale uscita dal 41 bis - fosse anche per l’appena meno afflittivo regime di alta sorveglianza - rappresenterebbe un rischio concreto per la sicurezza della Repubblica.
di Andrea Siravo
La Stampa, 12 giugno 2026 Dieci giorni dopo essere stato arrestato, Lamin Sonko, 30enne del Gambia, si è impiccato nella cella in cui era detenuto a San Vittore. Lo scorso 8 giugno i medici dell’ospedale Niguarda, dove era ricoverato, hanno dichiarato il decesso. L’uomo era stato bloccato dalla polizia ferroviaria il precedente 19 maggio. Era arrivato a Milano con un treno partito da Bologna. Dopo essere uscito dalla stazione, il trentenne era tornato all’interno. Ai varchi di accesso ai binari dopo aver visto la fila ha estratto dallo zaino un machete. Le immagini delle telecamere di sorveglianza dello scalo, che avevano ripreso Sonko brandire la lunga lama, erano state diffuse sui social del ministro dei Trasporti, Matteo Salvini.
milanotoday.it, 12 giugno 2026 Secondo la Fondazione Casa della Carità, l’uomo si trovava in una “cella liscia” ed era privo di indumenti per la sua sicurezza. Era entrato direttamente nel reparto ad alto rischio suicidario. Un altro suicidio. Un altro detenuto che si toglie la vita. È successo nel carcere milanese di San Vittore, come riferisce la Fondazione Casa della Carità presieduta da don Paolo Selmi. Sono quattro i morti, nelle stesse circostanze, in tre settimane all’interno degli istituti penitenziari italiani, 28 da inizio anno. Lo scorso 20 maggio, proprio la Fondazione aveva lanciato l’appello “Il silenzio sul carcere non fa bene alla democrazia”.
parmatoday.it, 12 giugno 2026 Samih Mohamed viveva a Lugo, in provincia di Ravenna. Una vita costellata da dipendenze e dalla commissione di reati. Indagini in corso per stabilire le cause del decesso. Una vita difficile, costellata da dipendenze e dalla commissione di alcuni reati, finita a soli 21 anni in una cella del carcere di via Burla. Si chiamava Samih Mohamed e prima della detenzione viveva a Lugo, in provincia di Ravenna, il giovane detenuto di soli 21 anni trovato morto all’interno della sua cella nel carcere di via Burla a Parma nella mattinata di giovedì 11 giugno.
di Associazione Yairaiha Ets
L’Unità, 12 giugno 2026 Tommaso Costa, 66 anni e da 19 al 41bis. Convive con una patologia autoimmune cronica gli provoca grave secchezza agli occhi e alla bocca. Dal 2015 segue una terapia, ma quando arriva a Milano Opera non viene autorizzata. Tommaso Costa ha sessantasei anni. Da oltre diciannove anni e mezzo è detenuto e gran parte di questo tempo lo ha trascorso in regime di 41-bis. Convive con una Sindrome di Sjögren, una patologia autoimmune cronica che provoca xeroftalmia e xerostomia, ovvero una grave secchezza degli occhi e della bocca. Nella documentazione sanitaria in possesso dell’Associazione Yairaiha compaiono, almeno dal 2015, terapie e presidi utilizzati per il trattamento della patologia: Plaquenil, saliva artificiale e lacrime artificiali.
di Luca Fiorucci
La Nazione, 12 giugno 2026 Di nuovo sollecitati gli accertamenti del ministro. “Oggi siamo tutti perugini” dice Francesco Petrelli, presiedente dell’Unione delle Camere penali italiane. “Oggi siamo tutti perugini e tutti detenuti”, aggiunge Alessandro Cannevale, ex magistrato ora avvocato, legale dell’avvocato Daniela Paccoi, indagata in un’inchiesta sul traffico di droga e, in precedenza, difensore dell’indagato da cui tutta la vicenda ha preso il via. Nell’indagine a carico dell’avvocato anche le intercettazioni effettuate nella sala colloqui del carcere di Capanne, durante gli incontri tra legale e assistito. Tra gli “ascolti” risulterebbero anche molte conversazioni, e da qui la denuncia, non autorizzate e non collegate alla vicenda. Una aperta violazione dei diritti previsti dalla Costituzione sostengono gli avvocati penalisti, che si sono ritrovati a Perugia per la manifestazione nazionale di protesta e che invocano gli ispettori del ministero della Giustizia.
di Erica Manna
La Repubblica, 12 giugno 2026 Il progetto del Garante comunale Marco Cafiero per impiegare le persone in misure alternative in progetti di recupero della città. Il tema al centro della presentazione del libro di Beppe Battaglia a Palazzo Tursi. Coinvolgere i detenuti sottoposti a misure alternative in lavori di riqualificazione di aree trascurate della città: “Grazie alla collaborazione con l’Ufficio esecuzione penale esterno stiamo creando sinergie e ci confronteremo su questo progetto con l’assessore alla Casa Davide Patrone - spiega Marco Cafiero, Garante dei Diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Genova - in questo modo i detenuti in articolo 21 o misure alternative potranno vivere un momento di inclusione sociale forte, con la cittadinanza protagonista”.
di Claudio Pedron*
novaradio.info, 12 giugno 2026 Mentre centinaia di migliaia di ragazzi in questi giorni di apprestano ad affrontare gli scrutini o gli esami di fine ciclo, lo stesso fanno, anche se con numeri assai minori, anche gli alunni che seguono i corsi di istruzione nelle carceri, tra cui gli studenti nelle tre carceri fiorentine - Sollicciano, il “Gozzini” e il minorile “Meucci” - dove sono attivi numerosi corsi: dai quelli alfabetizzazione a quelli “regolari” della scuola dell’obbligo, oltre a corsi superiori per geometri, professioni alberghiere e agrarie. Anche per loro, questi sono i giorni dei “test” e delle altre “verifiche” di fine anno. A Sollicciano, dove ormai si ammassano oltre 600 detenuti (tasso di sovraffollamento 170%), ci sono sette corsi di alfabetizzazione (dal livello pre-A1 al livello A2), sia maschili e femminili; un corso di alfabetizzazione è attivo anche al “Gozzini”, il cosiddetto “Solliccianino”.
di Chiara Marchetti
Corriere di Bologna, 12 giugno 2026 All’istituto una sala con 500 libri. Avallone: “Per trovare le parole giuste”. Le pareti colorate, due tavoli con le sedie e scaffali pieni di libri. È la nuova biblioteca dell’Istituto penale per minorenni “Pietro Siciliani” in via del Pratello, frutto del progetto “Letti in flagranza” realizzato da Coop Alleanza 3.0 e Librerie.coop in collaborazione con il Centro per la giustizia minorile (Cgm) “Un grande investimento per la sicurezza - commenta l’arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, presente ieri al taglio del nastro - perché sicurezza non significa rafforzare le serrature, ma dare speranze”. Per i giovani detenuti, leggere può significare “ricostruire quello che è stato rovinato e che ha portato a farsi e fare del male” aggiunge il cardinale, sottolineando che se un ragazzo scopre la conoscenza “forse può capire che può fare altre cose” rispetto a quelle che ha sempre fatto.
di Claudio Cumani
Il Resto del Carlino, 12 giugno 2026 Sotto le Due Torri i detenuti realizzano un docu-film a puntate. Il direttore dell’istituto: la fiction Rai non è realistica. Niente ragazze dal maquillage perfetto, niente ornamenti di design, niente abiti alla moda. “Non esiste in un carcere quella roba lì, è una mistificazione orrenda”, sbotta senza mezze misure Lorenzo Roccaro, da un anno direttore dell’istituto penale per minorenni Pietro Siciliani di Bologna. Nel mirino c’è la fortunata serie televisiva ‘Mare fuori’ giunta alla sesta serie, premiata da due Nastri d’Argento e trasformata un paio di stagioni fa anche in un musical ospitato nei principali teatri italiani.
csvbrindisilecce.it, 12 giugno 2026 Concluso a Lecce il progetto “Io Salvo”: i partecipanti ottengono il brevetto e si preparano a scendere in spiaggia con contratti di lavoro reali. Un ponte concreto tra il tempo della pena e il mercato del lavoro, giusto in tempo per l’inizio della stagione balneare. Si è chiuso ufficialmente ieri, nella cornice istituzionale della Prefettura di Lecce, il percorso sperimentale “Io Salvo”. L’iniziativa ha permesso a un gruppo di reclusi della Casa circondariale di Borgo San Nicola di completare con successo un ciclo di lezioni teorico-pratiche, ottenendo i brevetti professionali per l’assistenza ai bagnanti e l’abilitazione alle manovre di primo soccorso Blsd.
di Cristiana Lenoci
foggiareporter.it, 12 giugno 2026 Una partita di calcio per salutare l’anno scolastico, ma soprattutto per allenare rispetto, collaborazione e senso delle regole. È successo l’8 giugno scorso alla Casa Circondariale di Foggia, dove squadre miste di docenti e studenti detenuti dell’ITET “Notarangelo-Rosati - Giannone-Masi”, indirizzo Agraria, Agroalimentare e Agroindustria, hanno giocato l’amichevole di fine anno su un campo di calcio. L’iniziativa ha chiuso un percorso educativo sviluppato in carcere durante tutto l’anno. Per un pomeriggio l’aula si è spostata sul campo.
primonumero.it, 12 giugno 2026 Si è conclusa con una straordinaria partecipazione emotiva e civile la nona edizione di Scrittodicuore, il concorso letterario nazionale che offre ai detenuti degli istituti penitenziari italiani un prezioso spazio di espressione e di racconto autobiografico. Promossa dal Comune di Campobasso e dall’Unione Lettori Italiani, sotto la direzione artistica di Brunella Santoli, l’iniziativa si avvale della storica collaborazione della Casa Circondariale del capoluogo molisano, del suo attivo Laboratorio di lettura e del patrocinio della Provincia, inserendosi nella cornice del progetto permanente “Ti racconto un libro”.
di Venanzio Postiglione
Corriere della Sera, 12 giugno 2026 Il diritto di espressione non è diritto di aggressione, come ha spiegato John Stuart Mill. Succede. Anche spesso. E viene da piangere. Una persona perde la vita, la notizia finisce sui social, i commenti sono pieni di dolore, poi qualcuno comincia a insultare chi è appena morto, immagina chissà quale complotto, getta fango senza una ragione. La chiamano libertà di espressione. Ma così diventa un inganno, una trappola universale, un dirupo in cui cadono milioni di persone. Il diritto all’odio non esiste: nella vita comune, nella Costituzione, nei tre millenni (e più) di civiltà sui cui è costruito il mondo. Da sempre, e per sempre, la libertà è associata alla parola gemella. Rispetto. Sono termini che si specchiano e si danno forza, vivono in perenne equilibrio.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 12 giugno 2026 Non è che sia impossibile. Anzi. Forse a far rabbia è proprio che le esperienze non solo positivamente etiche ma soprattutto efficaci contro caporalato e sfruttamento non solo esistano ma funzionino eccome: vedi il progetto Dambe So (in lingua bambara “Casa della dignità” a San Ferdinando, con un ex albergo ristrutturato da Mediterranean Hope - Fcei) che accoglie cinquanta persone per 90 euro al mese di affitto, con corsi di italiano, autogestione della struttura, eventi culturali. “Il punto è - sintetizza Francesco Piobbichi, operatore del progetto stesso - che queste esperienze non diventano sistema. Storie bellissime, ma eccezioni: come se il sistema lo volesse di proposito, il mantenimento dell’emergenza”.
La Nazione, 12 giugno 2026 Il report dal Tavolo Asilo e Immigrazione: strutture inefficienti e disumane. Le associazioni lanciano un appello contro l’apertura sul territorio regionale. No al Cpr in Toscana. La posizione presa da Arci, Asgi, Cgil, Cospe, Florence Must Act, Iparticipate, Medu, Migrantes Toscana e Oxfam Italia, contro la realizzazione di un centro a Pallerone (Aulla) è netta. Ed è quella che le medesime associazioni chiedono alla Regione di (ri)prendere. Un appello accompagnato da dati e numeri che, a loro avviso, confermano un’immagine dei Centri di permanenza per il rimpatrio tutt’altro che positiva e utile alla causa: “spazi di sospensione dei diritti fondamentali”, tra l’altro “inefficienti nell’esecuzione degli ordini di rimpatrio”.
di Gabriele Rosana
Avvenire, 12 giugno 2026 Identificazioni più severe, procedure accelerate, un ampio ricorso alla detenzione e misure di solidarietà con gli Stati di primo arrivo. Trascorsi due anni dal via libera definitivo, prende effetto da oggi il Patto Ue sulla migrazione, la maxi-riforma europea del diritto d’asilo composta da dieci provvedimenti che puntellano i confini della “Fortezza Europa”. “Il nuovo approccio sta già dando buoni risultati, con un calo del 55% degli attraversamenti irregolari delle frontiere” rispetto al 2024, sostengono dalla Commissione.
Il Manifesto, 12 giugno 2026 La serie di nuove norme che entra in vigore oggi suscita profonda preoccupazione, poiché mette a repentaglio l’accesso alle procedure di asilo e alle garanzie procedurali. Il Patto UE su migrazione e asilo, adottato formalmente il 14 maggio 2024, entra in vigore oggi, 12 giugno 2026. Con il pretesto di riformare ulteriormente la gestione della migrazione nell’UE e di istituire un sistema comune di asilo, questa serie di nuove norme suscita profonda preoccupazione, poiché mette a repentaglio l’accesso alle procedure di asilo e alle garanzie procedurali.
Il Dubbio, 12 giugno 2026 Mancano i numeri in Parlamento: nuova proposta a 14 anni dopo le critiche di autorità, polizia e sistema penitenziario. Il governo svedese di destra fa un passo indietro sulla detenzione dei minori. La proposta di legge che avrebbe abbassato da 15 a 13 anni l’età minima per il carcere è stata ritirata per mancanza di sostegno in Parlamento. Una scelta arrivata dopo settimane di critiche in un Paese tradizionalmente attento alla tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti. Il ministro della Giustizia Gunnar Strommer ha annunciato che l’esecutivo presenterà entro poche settimane un testo rivisto, fissando la soglia a 14 anni. L’obiettivo del governo è arrivare all’approvazione parlamentare entro agosto.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 12 giugno 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
Corso di formazione. "Non è solo lavoro. Percorsi di reinserimento lavorativo in carcere, in misura alternativa e dopo il fine-pena" (Online, fino al 2 luglio 2026) - ISCRIZIONI CHIUSE
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino al 14 giugno 2026
Convegno. "Educare per prevenire. Le nuove sfide della giustizia minorile" (Sassari, 19 giugno 2026)
Seminario. "Il regime detentivo del 41 bis O.P. tra diritti e sicurezza" (Cagliari, 25 giugno 2026)
CONCORSI E PREMI