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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di mercoledì 7 gennaio 2026

Il Foglio, 7 gennaio 2026 Dalla drammaticità del sovraffollamento nasce una proposta di clemenza “preparata e accompagnata”. Un modo per recepire il grido di dolore che si alza dalle nostre carceri. La drammaticità della situazione carceraria impone soluzioni nuove, originali e realistiche, raccogliendo gli appelli accorati di Papa Francesco, di Papa Leone, del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il grido di dolore del mondo penitenziario. La proposta di un indulto “differito” maturata in seno al convegno “Il diritto alla speranza nel cinquantennale dell’Ordinamento penitenziario, nell’anno del Giubileo della Speranza e nel triduo del Giubileo dei Detenuti” intende coniugare responsabilità, sicurezza, speranza, clemenza e prevenzione.

 

di Michele Passione*

Il Manifesto, 7 gennaio 2026 Alla fine del 2025 la Corte costituzionale ha depositato quattro sentenze di grande importanza, tra cui la numero 201 relativa alla liberazione anticipata. Con questa pronuncia, la Corte ha ripristinato il potere/dovere del magistrato di sorveglianza di valutare le istanze di liberazione anticipata presentate dal detenuto, anche se in queste non è menzionato uno specifico interesse all’ottenimento del beneficio richiesto: requisito previsto, a pena inammissibilità, dalle recenti modifiche apportate all’articolo 69 bis, comma 3 ordinamento penitenziario, dal decreto legge 92/2024, convertito con legge 112/2024 e dal recentissimo Decreto del presidente della Repubblica 176/2025, pubblicato nelle more del deposito della sentenza.

 

di Gianni Alemanno e Fabio Falbo

Il Dubbio, 7 gennaio 2026 L’anno nuovo è arrivato, molti rappresentanti istituzionali sono venuti a trovarci, ma la vita qua dentro è quella vecchia di persone detenute senza diritti. E la causa di questo non è chissà quale disegno repressivo e securitario. No, è la banalità di una burocrazia che non regge il peso di carceri sovraffollate e senza personale, ma non vuole neppure ammetterlo. Questa banalità burocratica si chiama “mancanza di scorte”. Per mancanza di scorte non viene tutelato il diritto fondamentale alla salute garantito dall’art. 32 della Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

 

di Chiara Pelizzoni

Famiglia Cristiana, 7 gennaio 2026 Da questa convinzione nasce l’impegno del gruppo bancario che sostiene la Scuola di Edilizia promossa dalla Fondazione Don Gino Rigoldi nel carcere milanese di Opera oltre a numerosi altri progetti delle case circondariali italiane. Una finestra sul mondo, un ponte oltre le sbarre, una strada verso la libertà e il riscatto sociale: questo rappresenta il lavoro per chi è in carcere. I numeri parlano chiaro: la recidiva nei ventimila carcerati che hanno un contratto di lavoro è del 2%, contro il 70% stimato sull’attuale popolazione carceraria (dati Cnel).

 

di Lucia Olivieri

L'Edicola del Sud, 7 gennaio 2026 "Rispettiamo la Costituzione anche dietro le sbarre, dando cure vere ai tossicodipendenti e riducendo i suicidi". "Le carceri italiane sono diventate discariche umane dove buttare pazzi e tossicodipendenti". Non usa mezzi termini Federico Pilagatti, segretario nazionale del Sappe, sindacato autonomo di polizia penitenziaria, nel denunciare una situazione al collasso. Dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), migliaia di detenuti con problemi psichiatrici o dipendenze finiscono dietro le sbarre senza assistenza specialistica adeguata: "Al massimo gocce per dormire o metadone, a causa di un sistema sanitario in default, che non cura nemmeno i cittadini liberi".

 

di Natale Labia

L’Edicola del Sud, 7 gennaio 2026 Non c’è ancora una data ufficiale, ma il clima politico è già incandescente. Lo scontro sul referendum confermativo per la riforma della giustizia è iniziato. A incendiare le polveri è stato un video del comitato per il No nei luoghi di grande transito pedonale, come le stazioni e gli aeroporti cui si sostiene che con la riforma i “giudici dipenderanno dalla politica”. La replica dei sostenitori del Sì non si è fatta attendere. Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera (Fi), ha tuonato definendo il video “la madre di tutte le menzogne”. Sulla stessa linea Antonio Di Pietro, tra i fondatori del fronte del Sì, che ha liquidato l’iniziativa come “ingannevole”.

 

di Virginia Piccolillo

Corriere della Sera, 7 gennaio 2026 Il procuratore aggiunto Cascini sostiene il “No” alla riforma con la gip Maccora. L’ex procuratore della Cassazione Salvato passa al “Sì”. C’è chi dice No. Ma c’è anche chi dice Sì. E, via via che si avvicina il referendum sulla riforma Nordio - in data ancora da fissare dopo il 15 marzo - cresce la polarizzazione tra le toghe. Con critiche incrociate, amplificate dalla politica. Contro la riforma della separazione delle carriere, doppio Csm con membri togati sorteggiati e istituzione di un’Alta corte disciplinare con sanzioni inappellabili, l’Associazione nazionale magistrati ha fondato il comitato “Giusto dire NO” (qui: cosa cambia con la riforma della Giustizia). Moltissimi si sono già spesi contro la modifica costituzionale, a fianco di battitori liberi come il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri.

 

camerapenalevittoriochiusano.it, 7 gennaio 2026 In media, ogni anno, negli ultimi 30 anni, 960 persone hanno subito una detenzione ingiusta: persone indagate, a volte anche processate, hanno trascorso in carcere periodi più o meno lunghi (a volte lunghissimi) prima di vedere riconosciuta la propria innocenza. Vittime innocenti del potere punitivo dello Stato, in senso tecnico e giuridico, che infatti la Legge prevede vengano risarcite (rectius “riparate”) con un indennizzo a spese dell’Erario che ha un limite di poco più di 500 mila euro. Ma ciò avviene dopo un lungo ed estenuante (ulteriore) iter processuale, spesso anche 10 anni dopo il proscioglimento dalle accuse.

 

di Andrea Zedda

Vanity Fair, 7 gennaio 2026 Trentatré anni in galera da innocente: Beniamino Zuncheddu, vittima del più grave errore giudiziario italiano, ha imparato a non odiare da Rita da Cascia. Ora che è un uomo libero, si impegna affinché la verità vinca sempre. Può davvero bastare un sorriso per alleggerire trentatré anni di prigione? Probabilmente no, e forse una risposta non esiste. Eppure è la sensazione che si prova ascoltando Beniamino Zuncheddu mentre racconta la sua storia. Tutto comincia il 28 febbraio 1991. Beniamino sta guardando il Festival di Sanremo quando alcuni agenti bussano alla porta e lo invitano a seguirli in caserma per dei semplici “accertamenti”: secondo Luigi Pinna, unico sopravvissuto alla strage di Sinnai, dove persero la vita tre persone, Zuncheddu sarebbe l’autore della mattanza.

 

Il Sole 24 Ore, 7 gennaio 2026 La Consulta, sentenza n. 201/2025, afferma che il condannato ha diritto a sollecitare una decisione del giudice al termine di ogni semestre di pena scontata. È costituzionalmente illegittima, per violazione, tra gli altri, dei principi di ragionevolezza e di finalità rieducativa della pena, una norma del 2024 che ha modificato la disciplina della liberazione anticipata (articolo 69-bis della legge sull’Ordinamento penitenziario). Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n. 201, con cui ha giudicato fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dai magistrati di sorveglianza di Spoleto e di Napoli.

 

di Carmine Paul Alexander Tedesco

lexced.com, 7 gennaio 2026 Un ex detenuto aveva richiesto un risarcimento per le condizioni inumane subite in carcere. Il Magistrato di Sorveglianza aveva rigettato la richiesta in quanto l’interessato era stato scarcerato, presumendo una cessazione dell’interesse. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la competenza sul risarcimento detenuti spetta al Magistrato di Sorveglianza anche dopo la fine della pena e che il procedimento richiede un’udienza in contraddittorio, non potendo essere deciso “de plano”. La questione del risarcimento detenuti per condizioni di detenzione inumane e degradanti, in violazione dell’art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu), è un tema di cruciale importanza. Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 40485/2024, ha ribadito principi ...

 

Il Sole 24 Ore, 7 gennaio 2026 La Consulta, sentenza numero 202/2025, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 609-octies del Cp, per violazione degli articoli 3 e 27 della Costituzione. Qualora la condotta posta in essere dal reo abbia un disvalore significativamente inferiore a quello normalmente associato alla figura astratta del reato, tale da poter essere considerato di sicura minore gravità, è irragionevole che la pena comminata dall’articolo 609-octies del codice penale per il reato di violenza sessuale di gruppo - che il legislatore, nella giusta considerazione dell’elevato disvalore di tale tipologia di reati, ha fissato, nel minimo, in otto anni di reclusione - non possa essere diminuita, così come già previsto per reati altrettanto gravi, come la violenza sessuale e atti sessuali con minorenne.

 

Il Sole 24 Ore, 7 gennaio 2026 La Consulta, sentenza n. 203/2025, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale parziale del co. 5-bis dell’art. 28 del Dpr n. 448 del 1988 nella parte in cui non esclude i casi di minore gravità. La Corte costituzionale si è pronunciata sulle questioni di legittimità costituzionale del comma 5-bis dell’articolo 28 del d.P.R. numero 448 del 1988, introdotto in sede di conversione del decreto-legge numero 123 del 2023 (c.d. decreto Caivano), a tenore del quale non è consentita la sospensione del processo con messa alla prova dell’imputato minorenne quando si procede per violenza sessuale aggravata (ovvero per omicidio o rapina, sempre in forme aggravate); questioni sollevate dai Giudici dell’udienza preliminare dei Tribunali per i minorenni di Roma e Bari.

 

Il Sole 24 Ore, 7 gennaio 2026 La Consulta, sentenza n. 212/2025, ha dichiarato l’incostituzionalità dell’articolo 34, co. 2, del Cpp nella parte in cui non prevede l’incompatibilità. Con la sentenza numero 212 è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale, per contrasto con gli articoli 3 e 24, secondo comma, della Costituzione, dell’articolo 34, comma 2, del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede l’incompatibilità con la funzione di giudice dell’udienza preliminare del giudice che, come componente del tribunale dell’appello avverso l’ordinanza che provvede in ordine a una misura cautelare personale nei confronti dell’indagato o dell’imputato, si sia pronunciato su aspetti non esclusivamente formali dell’ordinanza anzidetta.

 

di Federica Pacella

Il Giorno, 7 gennaio 2026 A Pavia tre detenuti si sono tolti la vita, il triste record regionale (dove in totale sono stati 14). Solo Bollate e Voghera sono in regola dal punto di vista della capienza. Quattordici suicidi negli istituti penitenziari lombardi in un anno, più di uno al mese: drammi che hanno interessato quasi tutte le province. Una conta tragica, quella aggiornata dalle Camere Penali, che hanno pubblicato il triste elenco con 80 suicidi in tutta Italia, di cui, appunto, 14 in Lombardia. Sono stati coinvolti quasi tutti gli istituti lombardi: Vigevano, Cremona, Mantova, Bergamo, Milano San Vittore, Monza, Brescia, Busto Arsizio, Como con uno, Milano Bollate con due, Pavia con tre.

 

di Valentina Farina*

brindisireport.it, 7 gennaio 2026 La condizione dei detenuti in Puglia, come nel resto d’Italia, è caratterizzata da un forte sovraffollamento carcerario. Dati statistici dell’amministrazione penitenziaria rilevano al 30 novembre 2025 una presenza negli undici istituti pugliesi di 4.601 persone detenute (di cui 200 donne e 506 stranieri) a fronte di una capienza di 2.945 unità. Il problema del sovraffollamento investe anche le strutture penali minorili, conseguenza dell’applicazione del “Decreto Caivano”, a cui si aggiungono problemi legati a carenze strutturali e di sicurezza e mancanza di personale - a seguito anche dei continui tagli economici effettuati in questi anni dai vari governi che si sono nel tempo succeduti, con una ricaduta significativa sul processo di rieducazione e di reinserimento sociale dei ragazzi detenuti, costretti ...

 

ottopagine.it, 7 gennaio 2026 Il Garante Ciambriello denuncia la situazione nelle carceri. Atmosfera inusuale quella che si è respirata ieri nel reparto di articolazione psichiatrica del carcere di Secondigliano, dove si è svolto un pranzo delle festività natalizie promosso e offerto dal Garante Campano delle persone private della libertà personale Samuele Ciambriello. Il pranzo è stato organizzato per le 18 persone ristrette nell’articolazione psichiatrica dell’istituto. Le operatrici volontarie dell’associazione La Mansarda, che da anni si recano settimanalmente e gratuitamente nel reparto dedicando i loro lunedì alle attività con i detenuti, insieme al gruppo del Garante, hanno curato l’allestimento, portando cibo e decorazioni natalizie.

 

di Michela Cuccu

La Nuova Sardegna, 7 gennaio 2026 Le mura del carcere di Massama, a Oristano, tornano a tremare. Quella che doveva essere una tranquilla domenica pomeriggio, il 4 gennaio scorso, si è trasformata in poche ore in un teatro di guerriglia. La notizia, trapelata solo oggi, delinea un quadro di tensione altissima che va ben oltre la cronaca di un disordine passeggero. Tutto sarebbe iniziato intorno alle 15. Un gruppo di detenuti avrebbe preso il controllo di un’area dell’istituto dando vita a una protesta violenta: vengono distrutte le cassette degli idranti, trasformando i corridoi in fiumi d’acqua, e vengono mandate in frantumi le lampade, lasciando le sezioni nel buio o sotto luci spettrali. Per impedire l’intervento delle guardie, davanti ai cancelli viene appiccato un fuoco.

 

di Raimonda Lobina*

elbareport.it, 7 gennaio 2026 A Natale, si sa, si è tutti più buoni e quest’anno anche il Giubileo dei detenuti, proclamato da Papa Leone XIV, ha spinto moltissimi pellegrini a Roma, per denunciare le condizioni spesso degradanti di chi è ristretto e per sensibilizzare la società e la politica su queste tematiche. Appunto, la politica e le amministrazioni, le amministrazioni locali, che invitate a far visita al carcere dell’isola e ad essere presenti in modo concreto, non hanno risposto all’invito, salvo due solitarie e timide eccezioni. Appunto, del carcere non se ne vuole occupare nessuno, non se ne parla, fatta eccezione per quando si verificano eventi critici che permettono di dar fiato alle trombe del sensazionalismo e ad evocare rimedi securitari e repressivi.

 

catanzarochannel.it, 7 gennaio 2026 Un’iniziativa nata per offrire ai ragazzi, in particolare stranieri privi di una rete familiare sul territorio italiano o che hanno smarrito ogni riferimento affettivo, un’occasione concreta di relazione, ascolto e reinserimento sociale. Vedere il mare: un desiderio semplice che ha dato avvio alla prima giornata del progetto “Adozione in Città”, promosso dalla Camera Penale “Alfredo Cantàfora” di Catanzaro. Un’iniziativa nata per offrire ai giovani detenuti - in particolare stranieri privi di una rete familiare sul territorio italiano o ragazzi che hanno smarrito ogni riferimento affettivo - un’occasione concreta di relazione, ascolto e reinserimento sociale.

di Patrizia Caiffa

b-hop.it, 7 gennaio 2026 In Sicilia, sui Monti Iblei e nel carcere Cavadonna a Siracusa, la cooperativa L’Arcolaio crea opportunità di lavoro e inclusione sociale attraverso la coltivazione delle erbe officinali e un laboratorio di pasticceria. Il sole sta per tramontare dolcemente sui Monti Iblei in una giornata di cielo terso. Siamo nel terreno gestito dalla cooperativa sociale L’arcolaio che opera nel carcere maschile di Cavadonna a Siracusa. Da qui il vulcano Etna, la montagna che domina tutta la Sicilia orientale, non si vede. Ma la sua presenza di fuoco si avverte ovunque con una potente vibrazione energetica che entusiasma gli animi.

 

di Vittoria Melchioni

Corriere di Bologna, 7 gennaio 2026 Oggetti di design vengono prodotti nei laboratori di sartoria (uno interno e uno esterno) della Dozza da detenute ed ex detenute. Il progetto ha l’obiettivo di insegnare una competenza reale per il mondo del lavoro. Ci sono materiali che sembrano aver esaurito il loro compito: manifesti, banner, teli in pvc che hanno raccontato una mostra e poi, silenziosamente, vengono messi da parte. E ci sono persone che, agli occhi della società, rischiano di subire la stessa sorte. È dall’incontro tra questi due “margini” che nasce Ritagli di Futuro, il progetto che unisce sostenibilità ambientale, lavoro dignitoso e inclusione sociale, trasformando materiali dismessi della Fondazione Mast in accessori di design realizzati da donne detenute ed ex detenute.

 

di Enrico Parola

Corriere della Sera, 7 gennaio 2026 Il maestro sabato 10 dirige l’Orchestra Cherubini nel carcere milanese. “Devo fare di più per i detenuti. L’opera che metterei in scena? Simon Boccanegra, a cui Verdi fa dire: “E vo gridando: pace!”. Ne abbiamo bisogno tutti”. Qualunque teatro del mondo, in qualunque momento, gli aprirebbe le porte; questa volta è stato lui a sceglierlo, dove ad ascoltarlo ci sarà un pubblico che in larga parte neppure lo conosce. Sabato Riccardo Muti porta la sua Orchestra Cherubini nel teatro del carcere di Opera; con loro il coro La Nave di San Vittore, composto da detenuti e alcuni volontari che li seguono, cui si uniranno gli Ex Scaligeri di buona volontà e il soprano Rosa Feola, per spaziare da Vivaldi al Va’ pensiero e l’Ave Maria dall’Otello.

 

laquilablog.it, 7 gennaio 2026 Baschi blu e ristretti uniti in un gesto che va oltre la semplice solidarietà, assumendo un valore sociale e simbolico di grande rilievo, capace di raccontare un’altra idea di giustizia e di comunità. L’iniziativa è stata resa possibile grazie all’impegno del direttore della Casa di Reclusione di Sulmona, il dottor Stefano Liberatore, della coordinatrice dell’area trattamentale, dottoressa Elisabetta Santolamazza, del commissario Francesco Arena e di alcuni esponenti della Polizia Penitenziaria, coordinati dal sovrintendente Tiziana Sciarra. Un’azione condivisa che ha dimostrato come, anche all’interno di un istituto penitenziario, sia possibile accomunare cuori di persone che la vita ha collocato in ruoli contrapposti, trasformando una raccolta fondi in un messaggio potente di umanità e responsabilità.

 

di Angela Iantosca

articolo21.org, 7 gennaio 2026 Fino all’11 gennaio a Milano (Teatro Carcano) è in scena “Hair The Tribal Love - Rock Musical”, per la regia di Simone Nardini e la produzione Simone Nardini MTS Entertainment in collaborazione con Déjà Donné e il supporto di Teatro Carcano di Milano, Imbonati11 Art Hub e MTS - Musical! The School. Lo spettacolo, che riprende l’acclamata produzione di Mts Entertainment interrotta dalla pandemia, è in una versione completamente rinnovata, con un cast di giovani interpreti, selezionati attraverso quattro mesi di audizioni, tra più di 300 talenti con background artistici diversi, provenienti da tutta Italia. Una edizione che ha una particolarità: in occasione di questa nuova edizione, la produzione ha deciso di affidare il restyling dei costumi e della scenografia alla sartoria delle detenute di San Vittore.

 

di Andrea Zanello

La Stampa, 7 gennaio 2026 È il progetto portato avanti dal Garante Pietro Oddo. Cercansi allenatori per la casa circondariale di Billiemme. È in fase embrionale ma già affascina il progetto in cui attraverso il calcio si potrà regalare qualche ora di svago ai detenuti del carcere di Vercelli. Si parte dall’idea di voler valorizzare il campo da calcio presente all’interno del penitenziario. “Abbiamo un bello spazio per giocare e sarebbe bello utilizzarlo il più possibile”, spiega Pietro Oddo, Garante dei detenuti per il comune di Vercelli. Da qui l’idea: organizzare degli allenamenti in cui i detenuti possano essere agli ordini di una guida che li prepari dal punto di vista fisico e da quello tecnico.

 

di Annalisa Cuzzocrea

La Repubblica, 7 gennaio 2026 Il decreto sicurezza approvato ad aprile 2025 è servito a criminalizzare il dissenso, ha inventato 14 nuovi reati, ma non ha fatto nulla per rassicurare gli italiani. Il decreto Caivano ha riempito le carceri di minorenni, portando a una capienza mai raggiunta gli istituti minorili, aumentando la possibilità per i più giovani di scontare la pena in prigioni per adulti e peggiorando così ulteriormente la situazione: sono dati del ministero della Giustizia, non ipotesi, quelli secondo cui la recidiva dei minori aumenta se si sconta la pena in carcere, diminuisce con le misure alternative e la messa in prova. Tra l’altro, molti dei reati per cui i ragazzini vanno in prigione sono legati all’uso di droga. E no, non è in prigione che si guarisce dalla tossicodipendenza.

 

di Nello Rossi

questionegiustizia.it, 7 gennaio 2026 Diciamolo subito: è stato laborioso e complicato ricostruire la fisionomia del diritto penale che la maggioranza di destra ha prodotto negli anni dell’Esecutivo guidato da Giorgia Meloni. La difficoltà del lavoro collettivo svolto sta nel fatto che si è di fronte a un diritto penale proteiforme, dalle molte e mutevoli sembianze. È un diritto penale del nemico, che sceglie come bersagli della repressione penale quanti vivono nel disagio sociale, gli irregolari, i dissenzienti, i protestatari, gli alternativi e, naturalmente, i migranti. Assumendo una posizione di rigore estremo nei confronti della marginalità sociale, dei reati di strada e di tutte le forme di azione politica e sociale che fuoriescono dai binari della più stretta legalità formale.

 

di Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

osservatoriorepressione.info, 7 gennaio 2026 Apprendiamo che una donna di quarantuno anni, di cui non conosciamo l’identità, si sarebbe suicidata nel bagno del reparto di Psichiatria dell’ospedale di Livorno il 27 dicembre scorso. È successo ancora. Un’altra volta, sempre nello stesso posto. Sempre nell’Spdc (Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura) padiglione 10° degli Ospedali Riuniti di Livorno. L’Asl Toscana Centro, intervenuta a posteriori con una nota diramata ai giornali, parla di un “caso sentinella”: un evento cioè grave, imprevedibile, inaspettato. Imprevedibile? Per quello che ci è dato sapere in pochi anni si sono verificati almeno altri due casi di persone decedute dopo essere state ricoverate all’interno di quello stesso reparto.

 

di Vincenzo R. Spagnolo

Avvenire, 7 gennaio 2026 I dati raccolti da Avvenire rivelano un numero alto di persone trattenute nelle carceri perché oppositori di Maduro o con accuse pretestuose. Eccone le storie, mentre Il Governo tratta per la loro liberazione, con la mediazione della Chiesa. Dal 1980, la lugubre silohuette del carcere di massima sicurezza “El Rodeo I” si staglia sul panorama di Guatire, località a 30 chilometri da Caracas. In una cella di quel tetro palazzone con le sbarre, sinistro simbolo dei mali del sistema penitenziario venezuelano e del trattamento inumano riservato a molti detenuti, il cooperante Alberto Trentini attende da 418 giorni la propria liberazione.

 

DOCUMENTI

"Proposta di un indulto giubilare", di AA.VV

Articolo. "I timori infondati per la separazione delle carriere, di Leonardo Filippi

Articolo. "Tecnica delle garanzie e umanità nel processo penale: un convegno romano in ricordo di Giuseppe De Luca", di Marta Santamaria

Articolo. "La fiducia parola dell’anno Treccani per il 2025. Quale senso per il diritto e la giustizia?", di Roberto Giovanni Conti

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 3 gennaio 2026)

"Sentenze Web", servizio di ricerca libera nell'archivio della Corte di cassazione (aggiornamento a dicembre 2025)

Circolari Dipartimento Amministrazione Penitenziaria in materia trattamentale (aggiornamento al 18 dicembre 2025)

APPUNTAMENTI DI RISTRETTI

"La libertà limitata, i diritti no". Corso di formazione gratuito per operatori di segretariato sociale in ambito penitenziario

(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26 febbraio 2026). Per iscriversi: https://forms.gle/ o9qxAXGjni4uxcgo6

APPUNTAMENTI

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino all'11 gennaio 2026

Spettacolo teatrale. "Da Babele alla Città Celeste", di Teatrocarcere Due Palazzi & Collegio Universitario Gregorianum (Padova, 11 gennaio 2026)

Save the date. Assemblea Nazionale CNVG Ets: "Il ruolo politico del volontariato nella giustizia" (Online, 16 gennaio 2026, ore 17.00)

Convention 38° anno Centro Francescano di Ascolto "Speranza: dalle parole ai fatti" (Rovigo, 25 gennaio 2026)

CORSI DI FORMAZIONE

Corso di perfezionamento. "Il carcere come elemento del territorio: l'assistenza sanitaria durante e dopo la detenzione" (Milano, iscrizioni fino all'8 gennaio 2026)

Corso formazione: "La scrittura che ripara. Le metafore per raccontare la vita" (Da remoto con un incontro conclusivo a Milano, dal 29 gennaio al 12 marzo 2026)

Corso di formazione iniziale "Mediatore familiare secondo Norma Tecnica Uni 11644 e D. Interministeriale 151/2023" (Bologna, fino all'8 novembre 2026)