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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di domenica 4 gennaio 2026
Avvenire, 4 gennaio 2026 Elaborata da magistrati e giuristi. La soluzione ai problemi carcerari in una prospettiva di accompagnamento. La drammaticità della situazione carceraria impone soluzioni nuove, originali e realistiche, raccogliendo gli appelli accorati di Papa Francesco, di Papa Leone, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed il grido di dolore del mondo penitenziario. La proposta di un indulto “differito” maturata in seno al convegno “Il diritto alla speranza nel cinquantennale dell’Ordinamento penitenziario, nell’anno del Giubileo della Speranza e nel triduo del Giubileo dei Detenuti” intende coniugare responsabilità, sicurezza, speranza, clemenza e prevenzione.
di Ferdinando Terlizzi
cronacheagenziagiornalistica.it, 4 gennaio 2026 Alessandria, Udine, Biella: fine anno di morte e fiamme, sovraffollamento medio al 138,5% e 79 suicidi nel 2025. Ma il dato “balla” tra fonti diverse, e racconta comunque la stessa emergenza. Suicidi in cella, la pena che diventa abbandono: perché nelle carceri italiane si muore così Il caso di Alessandria e i roghi di Udine e Biella sono la fotografia di un sistema penitenziario saturato: troppe persone, troppa fragilità psichica, servizi insufficienti e una prevenzione che arriva tardi. Il confronto europeo (Consiglio d’Europa - Space) mostra che l’Italia viaggia su livelli di suicidio in carcere superiori alla mediana continentale.
torinoggi.it, 4 gennaio 2026 “Il dato più allarmante sulle carceri italiane è che parliamo di 238 morti riconducibili alla malasanità penitenziaria in un solo anno, di cui 79 per suicidio. Una situazione che nulla ha a che vedere con le responsabilità della Polizia Penitenziaria”. Lo dichiara Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, commentando i dati relativi alla mortalità e al numero oscuro dei fantomatici ricoveri urgenti nelle carceri italiane. Secondo Beneduci, la narrazione pubblica continua a “ripetere lo stesso errore”, ovvero associare automaticamente ogni morte in carcere alle responsabilità del personale di Polizia. “È un’equazione sbagliata - afferma - perché la presa in carico clinica, psichiatrica e farmacologica dei detenuti è competenza esclusiva della sanità pubblica presso gli istituti di pena”.
di Italo Di Sabato*
ilgiornaledelmolise.it, 4 gennaio 2026 La fine del 2025 consegna al sistema penitenziario italiano un nuovo simbolo della sua crisi profonda: l’autorizzazione all’uso dello spray urticante da parte della polizia penitenziaria. Uno strumento che i sindacati definiscono di difesa, ma che molti osservatori considerano l’ennesimo tassello di una deriva repressiva nei confronti delle persone detenute. Il via libera è arrivato con un provvedimento firmato a fine anno da Stefano Di Michele, capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap). Una decisione che si inserisce in un quadro già segnato da sovraffollamento cronico, carenza di personale e compressione sistematica dei diritti fondamentali.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 4 gennaio 2026 Conte: bocciate le nostre proposte, basta spot. Serracchiani: finora sorpresi in negativo. “Aspettiamo. E speriamo”. Il leader M5S Giuseppe Conte sintetizza così la risposta delle opposizioni all’idea del governo di rilanciare sulla sicurezza chiedendo la collaborazione delle forze di minoranza, viste le critiche ricevute sul tema. Il piano, anticipato ieri dal Corriere, prevede la riedizione, in chiave amministrativa, di norme contro la criminalità, soprattutto giovanile, che erano state stoppate sul piano penale, con la novità che anche i genitori potrebbero essere chiamati in causa per i comportamenti illegali dei minori.
di Fabio Martini
La Stampa, 4 gennaio 2026 L’ex presidente del Senato: “La Repubblica nata dal patto tra avversari. Oggi ci si insulta sui social e i cittadini reagiscono disertando le urne”. Nei suoi primi 80 anni, la Repubblica ha vissuto eventi memorabili, momenti spartiacque che hanno segnato un prima e un dopo, come il maxi-processo a Cosa nostra di 40 anni fa, che è stato evocato dal Capo dello Stato nel messaggio di fine anno e che Pietro Grasso, protagonista come giudice a latere, storicizza così: “Oggi nel governo del Paese c’è una certa retorica sovranista e autocelebrativa sull’Italia tornata sulla ribalta internazionale.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 4 gennaio 2026 L’avvocato palermitano non ha dubbi: “Il processo accusatorio impone questa riforma”. Avvocato Stefano Giordano, qual è l’argomento più forte per votare Sì? “Questa riforma completa la svolta accusatoria voluta da Giuliano Vassalli. L’articolo 111 della Costituzione impone logicamente la separazione delle carriere: in un processo accusatorio PM e giudice devono essere strutturalmente distinti. Oggi appartengono a un unico corpo, condividono formazione, correnti. C’è una violazione delle disposizioni di attuazione del CPP: il PM dovrebbe stare allo stesso livello del difensore per la parità delle armi, ma in molte Corti d’Appello, compresa Palermo, e in Cassazione, il Procuratore Generale sta in un banco sovraordinato.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 4 gennaio 2026 Il giudice di sorveglianza e dirigente Anm: “In pericolo l’indipendenza, non l’efficienza”. Paola Cervo, giudice di sorveglianza, componente della Giunta Esecutiva Centrale dell’Anm per AreaDg, il Governo ha scelto di non indire ancora la data del referendum. Come giudica questa mossa. “Come un atto costituzionalmente dovuto. C’è una raccolta di firme in corso. L’art. 138, co. 2, Cost. recita che le leggi sono sottoposte a referendum quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
di Roberto Rossi*
L’Edicola del Sud, 4 gennaio 2026 Con il referendum sulla riforma “Nordio”, i cittadini sono chiamati a decidere sulla legge costituzionale. Votando “No” consente ai cittadini di difendere la Costituzione che significa garantire a tutti una magistratura libera. L’espressione di voto sia a favore che contro non deve essere intesa come una presa di posizione politica, ma una libera scelta che riguarda la tutela dei diritti costituzionali di tutti i cittadini. In primavera andremo a votare per un referendum, senza quorum, sulla legge costituzionale riforma Nordio. I cittadini decideranno se questa legge Costituzionale entrerà in vigore oppure no. Sembra giusto dire No.
di Silvana Cortignani
tusciaweb.eu, 4 gennaio 2026 Vanno spiegate le esigenze di carattere organizzativo, sanitario, di sicurezza sottese alla regolamentazione. È stato accolto dalla cassazione il ricorso del ministero della giustizia, parte offesa nell’ambito di una querelle sollevata dal detenuto al 41 bis Giovanni Di Giacomo, palermitano di 71 anni, dietro le sbarre da 34. Al Nicandro Izzo di Viterbo sta scontando l’ergastolo per due omicidi commessi all’inizio degli anni Ottanta, diverse condanne per mafia e una per avere tentato di uccidere un altro detenuto a colpi di fornellino da campo nel 2011.
di Dario Ferrara
Italia Oggi, 4 gennaio 2026 La Cassazione dà disco verde sulla motivazione della sentenza. Ma a patto (tra l’altro) di citare la fonte. Il giudice può fare copia-incolla nella motivazione della sentenza per motivi di economia processuale. Per ridurre i tempi delle cause, infatti, il magistrato ha facoltà di recepire in modo letterale nella sua decisione le argomentazioni svolte in un’altra. Ma a patto di citare la fonte e di spiegare, anche con un cenno purché univoco, perché le situazioni di fatto o le questioni di diritto. La recente sentenza 33584, pubblicata dalla sezione Tributaria della Cassazione il 22 dicembre 2025, mette un punto fermo su una questione tecnica fondamentale per i tempi della giustizia.
di Luciano Piras
La Nuova Sardegna, 4 gennaio 2026 Il deputato Deidda (FdI) attacca il sindaco di Nuoro Fenu: “Davvero stupefacente, Pd e M5s votarono sì”. Scontro politico sul “caso Badu e Carros”. “È veramente stupefacente come il sindaco di Nuoro Emiliano Fenu, insieme alla “gran cassa” di Pd, Movimento 5 Stelle e sinistra, agiti oggi lo spettro della paura sul regime di 41 bis, quando le decisioni sono state prese anni fa con loro al Governo” attacca senza mezzi termini Salvatore Deidda, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della IX Commissione Trasporti della Camera. “Quando i provvedimenti furono votati in Parlamento, nessuno di loro osò alzare questo polverone” va avanti Deidda.
di Adelia Pantano
La Stampa, 4 gennaio 2026 Prosegue in fretta la trasformazione del carcere San Michele che diventerà di massima sicurezza e che ospiterà anche condannati per criminalità organizzata o terrorismo in regime di 41 bis. Potrebbero arrivare già a metà febbraio i primi detenuti in regime di 41-bis nel carcere di San Michele ad Alessandria. L’ipotesi del cambio di destinazione del penitenziario, che rimbalza da oltre due mesi senza però aver trovato conferme ufficiali, verrebbe ora avvalorata da sviluppi imminenti. Le indiscrezioni sono state tante dal 19 ottobre, mai “validate” dal ministero della Giustizia, eppure i movimenti nella struttura del sobborgo non lasciano adito a dubbi. Anzi, adesso si stimano anche i numeri: dovrebbero essere circa 150 i reclusi “pericolosi” destinati a fare ingresso nella struttura, nell’ambito del circuito del “carcere duro”, applicato in prevalenza a condannati per criminalità organizzata o terrorismo.
di Piero Bottino
La Stampa, 4 gennaio 2026 Il sindaco si dice preoccupato per l’arrivo di 150 detenuti in regime di 41-bis nel carcere di San Michele: “Verrà spazzato via quello che si era investito nelle attività sociali”. Tema cruciale quello della sicurezza e del rapporto con lo Stato, la città lo sa bene e segue con attenzione questa “partita” delicata e importante per la comunità. “Noi investiamo su luce, telecamere e agenti di polizia locale, poi arriva qualcuno da Roma e trasforma quello di San Michele in un carcere di massima sicurezza per il 41 bis, non pensando che tutto questo ha un potenziale negativo che va affrontato, aspettiamo che qualcuno ci spieghi come”, sottolinea il sindaco Giorgio Abonante, per nulla remissivo con decisioni calate dall’alto.
di Massimo Lensi* e Dimitrij Palagi**
palagixfirenze.it, 4 gennaio 2026 La recente pronuncia della Corte costituzionale ha ricondotto l’istituto della liberazione anticipata nel suo alveo naturale: l’articolo 27 della Costituzione. È, a buon diritto, una buona notizia. Non perché introduca una svolta di sistema, ma perché ristabilisce una coerenza elementare tra norma costituzionale ed esecuzione penale. In uno Stato di diritto, questo dovrebbe rappresentare la normalità, non un evento degno di celebrazione. All’inizio dell’anno, nel carcere di Sollicciano, un principio di incendio - causato da una stufetta dell’infermeria - ha reso necessaria l’evacuazione di alcune decine di detenuti. Un episodio grave, ma non eccezionale, se non per la consueta sequenza di dichiarazioni ufficiali che ne è seguita.
di Vinicio Marchetti
avellinotoday.it, 4 gennaio 2026 Si chiama “Oltre le mura: la persona dietro alla detenzione femminile”. Un titolo che non accarezza. Scava. E pretende attenzione. Perché parla di giustizia, sì. Ma soprattutto di corpi, di donne, di bambini. Di esseri umani che lo Stato rinchiude e poi dimentica. A introdurre l’incontro è Sara Spiniello, del Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Avellino. Poche parole, nette. Poi la cornice, affidata alla dottoressa Simona Romani, referente per le Pari Opportunità. Anche qui nessuna retorica: solo il tentativo di riportare la questione dove dovrebbe stare da sempre. Nella coscienza pubblica.
welfarenetwork.it, 4 gennaio 2026 Il progetto di sensibilizzazione e cura firmato Gruppo Editoriale San Paolo. Il progetto vuole mantenere alta l’attenzione sulle condizioni di vita di chi vive la realtà del carcere e il loro rapporto con le proprie famiglie. Tra le novità presentate la collaborazione con l’associazione Bambinisenzasbarre e un reading previsto per il 2026 a cura della giornalista Daria Bignardi e dedicato alle detenute del carcere San Vittore. Il garante dei detenuti di Milano: “Il carcere oggi anziché diminuire la criminalità la aumenta. È uno strumento da superare. Nel frattempo, bisogna guardare all’integrità della persona, risolvendo anzitutto il sovraffollamento degli istituti”.
di Angelica Malvatani
Il Resto del Carlino, 4 gennaio 2026 Il presidente del Centro sportivo italiano sezione di Ravenna, Alessandro Bondi, capofila dell’iniziativa in città. Il direttore della casa circondariale Stefano Di Lena: “Grande entusiasmo e forti motivazioni”. Pallamano, calcio e rapatennis sono entrati in carcere ed è stato un successo. È questo in sintesi il bilancio della prima fase del progetto ‘Il mio campo libero’, stilato durante un incontro che si è tenuto nella casa circondariale di Ravenna. Nato da una convenzione fra i Ministeri della Giustizia e dello Sport per i giovani, il progetto nazionale che si propone di favorire e promuovere l’attività sportiva per i detenuti a Ravenna ha coinvolto tre realtà, tra enti di promozione e associazioni: il comitato territoriale Csi è il soggetto capofila del progetto, redatto da Marco Tosi Brandi che con il Csi sta collaborando anche per l’attività di rilancio della pallamano.
di Luigi Manconi e Federica Delogu
La Repubblica, 4 gennaio 2026 Il carcere, il confine, la polizia. È rileggendo Basaglia che oggi vediamo l’istituzione come “spazio di potere e, al tempo stesso, possibile luogo di resistenza”. Ogni operatore, ogni cittadino, può scegliere se riprodurre quella violenza o contrastarla, se aderire al sistema o rovesciarlo. Valeria Verdolini lo chiarisce subito: “Questo libro è la storia di un’utopia”. Un’utopia che “serve soprattutto a organizzare la speranza in forme praticabili”. Così già dalle prime righe della premessa “Abolire l’impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà” (Add editore, 2025) definisce il suo obiettivo: immaginare altri mondi e altre possibilità di leggere l’esistente.
di Carmen Vogani
L’Osservatore Romano, 4 gennaio 2026 Avvocata penalista napoletana, Annalisa Senese ha dedicato la sua attività alla tutela dei diritti umani nelle carceri. Dal suo lavoro nasce “Figli cancellati” (Giannini Editore, 2025), che racconta le storie di bambini segnati dal carcere dei genitori. Non una rassegna di vicende dolorose, ma il tentativo di costruire speranza in una zona di estrema fragilità.
di Elisa Aura Serrani
inpressmagazine.com, 4 gennaio 2026 Un passato segnato dalla detenzione, un presente che rinasce attraverso il rap. Alex Spedicato, in arte Saraso, pubblica il suo nuovo singolo, “Sud Italia Freestyle”, prodotto da Techpro Records, label romana attiva nel panorama urban nazionale. “Per stare in strada ci vuole amore, per amare ci vuole rispetto; se c’è rispetto, c’è amicizia. L’amicizia è come il sangue: si onora”. Con queste parole, Spedicato riassume i principi che lo hanno guidato, dentro e fuori dalla strada. Cresciuto a Carmiano, nel cuore del Salento, ha conosciuto presto la durezza della vita, fino a scontare quasi 12 anni di detenzione.
di Martina Thi Phu Ghedini
Il Resto del Carlino, 4 gennaio 2026 Arci e Acli tra le tante associazioni protagoniste Iniziato l’anno come capitale italiana del volontariato. La Marcia per la Pace ha inaugurato ufficialmente Modena come Capitale italiana del Volontariato 2026. La partecipazione è stata ampia e trasversale, con associazioni, cittadini e volontari. Modena si conferma così protagonista nel valorizzare il ruolo del volontariato a livello nazionale, con la cittadinanza riunita da un obiettivo comune: un 2026 all’insegna della pace e della solidarietà. “Apriamo Modena Capitale del Volontariato con la Marcia per la Pace perché la pace significa giustizia sociale: pari dignità e pari opportunità per tutte e tutti, come afferma la Costituzione - spiega Gerardo Bisaccia, vicepresidente di Arci Modena - il nostro motto è ‘Fuori la guerra dalla storia’ ...
di Davide Tamiello
Il Gazzettino, 4 gennaio 2026 Sono poco più di una decina. Un gruppo misto, con pochi punti in comune salvo la condivisione del medesimo spazio: storie diverse, generazioni diverse, stesso sottopasso. C’è chi ha attraversato il mare alla ricerca di una vita migliore, chi ha perso tutto e si ritrova a ricominciare da sottozero, chi è stato piegato dalle dipendenze e chi, semplicemente, un’alternativa non l’ha mai trovata. Sono i ragazzi di via Giustizia: undici uomini tra i 20 e i 50 anni che trascorrono le loro notti nel sottopasso ferroviario che collega l’area della stazione con via Miranese.
di Alessandro Agostinelli
Il Rifomista, 4 gennaio 2026 L’arrivo dei migranti non deve essere strumento della politica per creare un problema percepito più grande del reale, così come l’acquisizione dei diritti di cittadino non può essere trattato come un rituale burocratico ottocentesco. È elementare, fin dall’antichità: meglio cittadino che suddito, migrante, apolide. La cittadinanza è però un concetto mobile, soprattutto in relazione all’immigrazione. In passato gli Stati Uniti aprivano le frontiere a chiunque arrivasse, mentre oggi non accettano migranti. Ma chiunque nasca sul territorio USA è di diritto cittadino americano. Cosa che non accade in Italia.
di Andrea Malaguti
La Stampa, 4 gennaio 2026 Ha ragione Haruki Murakami. “Stando a lungo al buio, il buio diventa la condizione normale. È la luce che finisce per sembrarci innaturale”. Le pupille della civiltà sono ridotte a spilli. Nicolas Maduro, accusato di terrorismo e di traffico internazionale di stupefacenti, negli Stati Uniti rischia la pena di morte. O, se gli va bene, trent’anni di galera. Euforico, in pieno delirio di onnipotenza, con la stessa felicità di un bambino di nove anni (però con la bomba atomica e l’esercito più forte della Terra), The Donald commenta orgoglioso il blitz contro il presidente venezuelano: “L’ho visto letteralmente come se stessi guardando una serie tv. Se aveste visto la velocità, la violenza. Una cosa incredibile”.
di Anna Maselli
Corriere della Sera, 4 gennaio 2026 Il veneziano è in carcere dal novembre del 2024. Il silenzio della famiglia e gli appelli degli amici: “Vanno tutelati i suoi diritti e l’incolumità”. Il governatore del Veneto Stefani telefona al ministro Tajani. Sono ore di apprensione a Venezia per quanto sta accadendo a Caracas, dopo il blitz americano che ha portato all’arresto del presidente Nicolás Maduro. A pochi chilometri dalla capitale del Venezuela, dietro le sbarre del penitenziario El Rodeo I (tristemente famoso per le violazioni dei diritti umani), si trova da oltre tredici mesi Alberto Trentini, l’operatore umanitario arrestato arbitrariamente nel novembre 2024 mentre lavorava con l’organizzazione non governativa Humanity & Inclusion, impegnata nell’assistenza a persone con disabilità.
di Gianni Giacomino
La Stampa, 4 gennaio 2026 Da novembre 2024 è nel carcere di El Rodeo I a Caracas insieme ad Alberto Trentini. Stanno vivendo ore di apprensione Gianna e Corrado Burlò, i figli dell’imprenditore Mario Burlò, per quanto sta accadendo in Venezuela, dopo il blitz americano che ha portato all’arresto del presidente Nicolás Maduro. Perché, dal novembre 2024, Burlò è detenuto nel carcere di El Rodeo I, a una trentina di chilometri da Caracas. Per raccontare la storia dello spavaldo imprenditore torinese, a capo di diverse aziende e con una serie di vicende giudiziarie a cui far fronte, bisogna tornare al 7 novembre 2024. La Cassazione lo assolve in formula piena per una faccenda di criminalità organizzata, ma Burlò è irreperibile.
DOCUMENTI
Ministro della Giustizia. Atto di indirizzo politico-istituzionale per l'anno 2026
"Il referendum sulla riforma costituzionale della magistratura ordinaria. Intervista a Francesca Biondi", di Vincenzo Antonio Poso
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 3 gennaio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26
febbraio 2026) Per iscrizioni: https://forms.gle/
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