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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di sabato 3 gennaio 2026
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 3 gennaio 2026 Nei 189 istituti di pena italiani per adulti, alla fine di novembre 2025 erano detenute 63.868 persone, quasi 2mila in più rispetto all’anno precedente. Il tasso di sovraffollamento nazionale ha raggiunto il 138,5%, con 72 istituti oltre il 150% e punte superiori al 200%. È quanto emerge dal bilancio di fine anno di Antigone, “forse il più cupo degli ultimi anni”, dice Alessio Scandurra, coordinatore dell’Osservatorio dell’associazione. “C’è una situazione di assoluta emergenza, al momento l’unica misura possibile è un provvedimento straordinario”.
di Alessandro Diddi*
Il Sole 24 Ore, 3 gennaio 2026 In questi giorni di inizio anno, risuonano ancora con forza le parole con cui il Presidente Sergio Mattarella ha più volte denunciato le criticità del sistema carcerario italiano. Anche nei suoi discorsi alla nazione, il Capo dello Stato ha acceso i riflettori sul sovraffollamento cronico e sulle condizioni strutturali ormai inadeguate. È d’altronde memoria viva la storica condanna inflitta all’Italia nel 2013 dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo: con la sentenza Torreggiani, Strasburgo sanzionò la violazione dell’art. 3 della CEDU, accertando che i ricorrenti erano stati ristretti in celle triple con meno di quattro metri quadrati a testa. I dati attuali delineano un quadro allarmante.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 3 gennaio 2026 Il documento del Cpt mette i sanitari in prima linea: referti precisi, indipendenza e stop all’isolamento per i malati mentali. Il diritto alla salute non finisce dove iniziano le mura di un penitenziario. Sembra un’ovvietà, ma la cronaca quotidiana delle nostre carceri racconta spesso una storia diversa. Ora c’è una nuova bussola che arriva da Strasburgo. Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura (Cpt) ha messo nero su bianco il nuovo standard per l’assistenza sanitaria dietro le sbarre, un testo che nasce da trentacinque anni di visite ispettive in tutta Europa. Se mancano le cure, dice il Cpt, siamo di fronte a un trattamento inumano o degradante.
La Repubblica, 3 gennaio 2026 Una rete solidale di cooperative, artigiani e volontari. Nel concetto di Economia Carceraria c’è anche quello di non vuole lasciare indietro nessuno, come le persone che per ragioni diverse sono rinchiuse in un carcere. Anche perché dar loro una seconda opportunità significa contribuire ad una società più sicura e a diminuire i reati: Le statistiche lo ribadiscono continuamente e in modo inequivocabile: solo il 2% di chi in carcere ha opportunità di lavoro e occasioni di reinserimento torna a delinquere. Al contrario, il 68% di chi quelle opportunità non le ha torna a commettere reati. Una rete solidale di cooperative, artigiani e volontari.
di Girolamo Monaco*
Avvenire, 3 gennaio 2026 A chi serve il Giubileo dei detenuti? Me lo sono chiesto dopo aver visto in televisione le celebrazioni del 14 dicembre scorso. Non ho potuto recarmi a Roma quel giorno; non ero quindi in Piazza San Pietro ad accompagnare qualche detenuto, insieme al cappellano, un responsabile degli agenti di Polizia penitenziaria e un educatore. Ho vissuto tuttavia l’esperienza del Giubileo da cattolico e da operatore sociale, e l’ho vissuta nel modo e nel luogo dove era giusto viverla: all’interno della struttura carceraria che dirigo, con i miei uomini e i miei utenti, nello spirito della Porta santa aperta da papa Francesco a Rebibbia, che ha reso ogni carcere una “Porta santa”.
L’Unità, 3 gennaio 2026 Tra il 18 e il 20 dicembre, nel carcere Beccaria di Milano, si è svolto l’undicesimo congresso di “Nessuno tocchi Caino”. Pubblichiamo ampi stralci della mozione approvata al termine del dibattito. L’XI Congresso di Nessuno tocchi Caino, riunito nel Teatro Puntozero del Carcere Beccaria di Milano dal 18 al 20 dicembre 2025, ha confermato Rita Bernardini Presidente, Sergio D’Elia Segretario ed Elisabetta Zamparutti Tesoriera e ha approvato una mozione generale di cui pubblichiamo ampli stralci.
GIUSTIZIA
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 3 gennaio 2026 Il dibattito tra esecutivo e giudiziario è destinato a restare al centro dell’attenzione. Il 2025 è stato l’anno in cui lo scontro tra politica e magistratura ha toccato il suo apice. Le riforme del ministro Carlo Nordio hanno acceso una miccia già pronta: astensioni dal lavoro dei giudici, proteste alle inaugurazioni dell’anno giudiziario, assemblee di corrente sempre più simili a congressi politici. L’Associazione Nazionale Magistrati non si limita più alla rappresentanza sindacale: agisce come una forza politica organizzata, la più compatta all’opposizione, come aveva detto Guido Crosetto definendola “l’unica opposizione che è da temere”. In questo clima è arrivato il referendum, e la sua piena ammissibilità ha spezzato definitivamente il già fragile equilibrio tra toghe e maggioranza.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 3 gennaio 2026 Dalla separazione delle carriere al Csm: governo pronto a fissare la data, campagna elettorale imminente. Sì, la data per il referendum sulla Giustizia sarà con ogni probabilità domenica 22 marzo, come scritto martedì su queste colonne. A confermarlo sono membri di governo che parlando con autorevoli fonti interne alla maggioranza ragionano sul fatto che, volendo assecondare certi “desiderata” istituzionali per cui le prime domeniche di marzo sarebbero troppo presto e avendo al tempo stesso la necessità di non finire dopo Pasqua, come espressamente annunciato dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ecco che l’ipotesi di domenica 22 marzo resta la più probabile.
di Matteo Marcelli
Avvenire, 3 gennaio 2026 Il guardasigilli torna a sfidare il “sindacato” dei magistrati al confronto pubblico sulla riforma: “Hanno paura”. Il Pd: grave che giustifichi il mancato dibattito parlamentare con l’esigenza di fare posto al premierato. Carlo Nordio suona la carica in vista del referendum sulla giustizia. Ne annuncia lui stesso la data (sebbene ancora “presunta”), la seconda metà di marzo, e sfida qualunque rappresentante dell’Anm disposto a un confronto “uno a uno” con lui. Un duello che il Guardasigilli dice di aver cercato con insistenza, ma è la magistratura associata ad aver detto di no: “Prima ha rifiutato il presidente Parodi, poi il segretario Maruotti e infine tutti gli altri - confida in una lunga intervista al Corriere della Sera.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 3 gennaio 2026 Il ministro al Corsera: “Sulla riforma ho risposto in un libro, in Aula tempi troppo lunghi”. La data del voto entro il 17 gennaio. Nessuna soluzione per i precari Pnrr nei tribunali: sarà assunta solo la metà di loro. Il consiglio dei ministri è atteso da qui alla prima metà di gennaio, ma la questione della data del referendum sulla riforma della giustizia continua ad agitare la politica. Archiviato il blitz sul primo marzo dopo la moral suasion del Colle, l’esecutivo intende a questo punto fissare la consultazione nella seconda metà di marzo: date cerchiate, il 22 e il 23 del mese. Da palazzo Chigi è partita anche una telefonata a Elly Schlein e Giuseppe Conte per informarli della scelta e ieri anche il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in un’intervista al Corriere della Sera, ha confermato che si scavallerà la metà di marzo.
di Roberto Gressi
Corriere della Sera, 3 gennaio 2026 L’ex ministra: sì a una giustizia seria e a magistrati liberi. L’ultima pasionaria. La prima e indiscussa fu Dolores Ibárruri, suo lo slogan “No pasarán”, con il quale combattè, insieme alle brigate internazionali, nel tentativo fallito di difesa della Repubblica contro Francisco Franco, nella guerra civile spagnola. Era piena di italiani, la Spagna degli anni Trenta. Luigi Longo, il comandante Gallo, che poi sarà segretario del Pci. Teresa Noce, altra pasionaria, moglie di Longo e da lui lasciata nel 1953, con una richiesta di annullamento del matrimonio nel quale ne contraffaceva la firma. Lo stalinista Vittorio Vidali, il comandante Carlos, che per amore ancora di una pasionaria, Tina Modotti, probabilmente non fu senza peccato nella morte prematura del suo precedente compagno.
di Alberto Ballerino
laportadivetro.com, 3 gennaio 2026 Intervista a Daniele Robotti, dell’Associazione Radicale “Marco Pannella”. L’anno nuovo inizia nelle carceri nel peggiore dei modi, purtroppo in piena sintonia con quanto sta avvenendo da tempo. Nella Casa circondariale Don Soria di Alessandria si è suicidato mercoledì sera un detenuto italiano che ha inalato gas da un fornello. A dare l’allarme sono stati i suoi stessi compagni di sezione. A nulla è servito l’intervento della Polizia penitenziaria e dei soccorsi sanitari: è mancato poco dopo. Secondo il dossier di Ristretti Orizzonti nel 2025 sono morte nelle carceri in Italia ben 238 persone di cui 79 per suicidio.
certastampa.it, 3 gennaio 2026 Un detenuto di 40 anni, di origini somale, è morto ieri sera nel carcere di Castrogno, a Teramo, a seguito di un malore improvviso accusato mentre era al lavoro. L’uomo era stato trasferito nel penitenziario di Teramo lo scorso 23 aprile, proveniente da Rebibbia, e non aveva mai manifestato problemi comportamentali durante la sua detenzione. Al momento dell’incidente, il detenuto stava svolgendo le sue mansioni lavorative, quando ha accusato il malore che ne ha causato il decesso. Le autorità competenti, tra cui il Garante dei detenuti e la direzione del carcere, si stanno occupando della situazione e dei contatti con la famiglia della vittima. La dinamica dell’incidente è al vaglio, mentre la notizia ha scosso l’ambiente penitenziario locale.
certastampa.it, 3 gennaio 2026 Un detenuto di 40 anni, di origini somale, è morto ieri sera nel carcere di Castrogno, a Teramo, a seguito di un malore improvviso accusato mentre era al lavoro. L’uomo era stato trasferito nel penitenziario di Teramo lo scorso 23 aprile, proveniente da Rebibbia, e non aveva mai manifestato problemi comportamentali durante la sua detenzione. Al momento dell’incidente, il detenuto stava svolgendo le sue mansioni lavorative, quando ha accusato il malore che ne ha causato il decesso. Le autorità competenti, tra cui il Garante dei detenuti e la direzione del carcere, si stanno occupando della situazione e dei contatti con la famiglia della vittima. La dinamica dell’incidente è al vaglio, mentre la notizia ha scosso l’ambiente penitenziario locale.
di Daniele Piersanti
iltrafiletto.it, 3 gennaio 2026 Il carcere di Castrogno raccontato da un “civile” che lo ha visitato. Varcare il primo cancello di un carcere ha una sequenza ordinaria di passaggi: un documento, un controllo ed entri. Quando però la porta si chiude alle spalle, l’aria cambia densità. È come se il mondo fuori restasse appeso per un attimo all’ultima vibrazione del metallo. Da lì in poi, il tempo si ferma. Il 27 dicembre ho visitato la Casa Circondariale di Teramo, Castrogno, per l’annuale appuntamento del “Natale in carcere” promosso dal Partito Radicale, su loro invito. Essere lì da giornalista non è stato un privilegio ma impegno per riportare a chi è fuori, cosa i miei occhi hanno visto, senza trasformare quella realtà in una cartolina fredda e lontana di luoghi.
di Carla Chiappini*
Ristretti Orizzonti, 3 gennaio 2026 È una storia triste, senza colori e senza aggettivi, una storia di carcere difficile da comprendere, una storia sine pietas. Il carcere di Nuoro, proprio nel periodo più delicato e difficile dell’anno, il periodo delle feste e della solitudine, viene improvvisamente svuotato. Si interrompono tutte le attività e i progetti già in corso, i percorsi scolastici e gli studi universitari, si sradicano le relazioni costruite con impegno e costanza da operatori penitenziari, dal cappellano don Roberto, da suor Pierina direttrice della Caritas diocesana quotidianamente presente tra le persone recluse, da insegnanti e volontari. Uno spreco incredibile di risorse umane ed economiche.
di Luciano Piras
La Nuova Sardegna, 3 gennaio 2026 “È incostituzionale: così si condannano anche tutti i familiari”. “Basta colonialismo penale!”. Pier Franco Devias, responsabile territoriale per la provincia di Nuoro di Liberu (Lìberos rispetados uguales), lo dice e lo ripete a chiare lettere. Ospitare a Badu ‘e Carros esclusivamente detenuti in regime di 41 bis è un “progetto coloniale italiano” che calpesta il diritto dei sardi “di decidere liberamente della nostra terra, di fare rispettare gli accordi presi dalle autorità sarde sulla propria terra, di progettare un futuro di dignità senza nessuno spazio per i progetti coloniali italiani”.
kalaritanamedia.it, 3 gennaio 2026 Nuoro si prepara a discutere il futuro del carcere di Badu ‘e Carros in un consiglio comunale straordinario aperto a istituzioni, parlamentari e sindaci del territorio. L’iniziativa nasce in risposta alla decisione del Governo di destinare l’istituto penitenziario esclusivamente al regime del 41 bis, una scelta non condivisa dall’amministrazione cittadina che teme ripercussioni sul tessuto sociale ed economico della città. L’assemblea si terrà venerdì 9 gennaio nella sala congressi della Camera di commercio a partire dalle 15.30, un appuntamento straordinario per confrontarsi su un tema di forte valenza simbolica e concreta.
di Andrea Vivaldi
La Repubblica, 3 gennaio 2026 Dopo l’incendio di Capodanno con 26 intossicati torna l’attenzione sulle carenze croniche della struttura. “In una sezione manca la luce da marzo”. Caldo asfissiante d’estate, gelo d’inverno, alcune parti sempre allagate. L’assessore Paulesu: “Situazione insostenibile”. Sollicciano inizia il 2026 da dove aveva lasciato: cronici problemi strutturali, infiltrazioni, impianti guasti, sovraffollamento e allarmi pronti a scattare da un momento all’altro. Due giorni fa è divampato un incendio in infermeria per una stufetta elettrica accesa contro il freddo. Per un malfunzionamento ha preso fuoco e l’area si è riempita di fumo: molto spavento, 26 evacuati, alcuni intossicati lievi.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 3 gennaio 2026 “Quanto accaduto a Sollicciano è un fatto gravissimo che non può essere liquidato come un episodio isolato: situazioni di emergenza e condizioni di degrado sono ormai all’ordine del giorno all’interno di questo carcere. È una normalità inaccettabile, che denunciamo da tempo, quello che si è verificato è solo l’ennesimo di una sequela allarmante di eventi che dimostra in modo tangibile quanto nel penitenziario si viva in una condizione strutturalmente insostenibile, un tema su cui sono necessarie risposte non più rinviabili a livello nazionale”. Così l’assessore al Welfare Nicola Paulesu sull’incendio avvenuto mercoledì in un padiglione del carcere di Sollicciano.
noitv.it, 3 gennaio 2026 L’avvocato Enrico Vincenzini, presidente toscano dell’Associazione Antigone, che lotta per garantire diritti e garanzie nel sistema penale e penitenziario, spiega cosa si potrebbe fare per migliorare la situazione di San Giorgio e di tante altre Case di reclusione. Nonostante una delle tre sezioni del carcere di Lucca sia chiusa ormai da tantissimi anni, il numero di detenuti non diminuisce, il che ha portato San Giorgio al suo triste primato, come spiega Enrico Vincenzini, avvocato e presidente a livello toscano di “Antigone”, l’associazione che dal 1991 si occupa di garantire diritti e garanzie nel sistema penale e penitenziario, promuovendo una pena che sia in linea con il dettato della Costituzione: “Il carcere di Lucca si conferma tra i più sovraffollati.
L’Unione Sarda, 3 gennaio 2026 Il detenuto spiega in una lettera la scelta che lo ha portato a percorrere ben 18 chilometri a piedi sotto la pioggia per tornare a casa. Meglio il carcere di Massama della colonia penale di Is Arenas. Ne è convinto Manuel Medda, il 48enne di Arcidano che nei giorni scorsi si è allontanato dalla struttura nel territorio di Arbus e ha percorso 18 chilometri a piedi per tornare a casa e poi finire di nuovo in cella. E ne spiega i motivi in una lettera indirizzata ai lettori de L’Unione Sarda. “Vorrei che tutti sapessero come si sta in quella struttura abbandonata”.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 3 gennaio 2026 Nel nuovo anno, cosa portiamo e riscopriamo? Luciana Delle Donne non ha dubbi: gli scarti. Partendo dai tessuti dismessi e donati da aziende dell’indotto tessile, con Made in Carcere donne e uomini che stanno scontando una pena vengono formati e inseriti in un processo produttivo e creativo. L’imprenditrice leccese: “Con l’utilizzo degli scarti la creatività, l’ingegno di un prodotto hanno il gusto della vittoria”. Made in Carcere, ideato da Luciana Delle Donne, prova ogni giorno a contaminare la società economica e civile, attraverso la promozione e la diffusione del modello di “economia rigenerativa”. Un modello di impresa etica basato su principi di rigenerazione e consapevolezza delle persone emarginate, che tutela l’inclusione sociale e riduce l’impatto ambientale, determinando così nel tempo un cambiamento sistemico su tutto il territorio.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 3 gennaio 2026 Nel nuovo anno, cosa portiamo e riscopriamo? Luciana Delle Donne non ha dubbi: gli scarti. Partendo dai tessuti dismessi e donati da aziende dell’indotto tessile, con Made in Carcere donne e uomini che stanno scontando una pena vengono formati e inseriti in un processo produttivo e creativo. L’imprenditrice leccese: “Con l’utilizzo degli scarti la creatività, l’ingegno di un prodotto hanno il gusto della vittoria”. Made in Carcere, ideato da Luciana Delle Donne, prova ogni giorno a contaminare la società economica e civile, attraverso la promozione e la diffusione del modello di “economia rigenerativa”. Un modello di impresa etica basato su principi di rigenerazione e consapevolezza delle persone emarginate, che tutela l’inclusione sociale e riduce l’impatto ambientale, determinando così nel tempo un cambiamento sistemico su tutto il territorio.
Il Resto del Carlino, 3 gennaio 2026 Giovedì 15 gennaio alle 15 il Consiglio comunale di Modena al gran completo si trasferirà… in carcere. Per la prima volta infatti la seduta, alla quale parteciperà anche il sindaco Massimo Mezzetti, sarà al Sant’Anna e non in piazza Grande. La decisione è maturata nei mesi scorsi dopo che nel 2024 tutti i rappresentati politici aveva partecipato ad una visita nella casa circondariale per verificare direttamente spazi, celle, sovraffollamento e problemi vari già in parte segnalati nella relazione della garante comunale per i diritti dei detenuti, Laura De Fazio.
di Francesco Nania
La Sicilia, 3 gennaio 2026 Stato di emergenza dopo la rivolta dei detenuti, ispezione del deputato Spada. La recente protesta silenziosa dei detenuti, sfociata in una sommossa, sedata dall’impiego di un consistente numero di agenti di polizia penitenziaria, ha messo ancora una volta in evidenza le problematiche irrisolte nella casa circondariale di Cavadonna. Una situazione complessa che ha spinto il deputato regionale del Partito democratico, Tiziano Spada, ad eseguire un’ispezione nella struttura detentiva siracusana. “Il carcere di Cavadonna ha bisogno di interventi strutturali - ha detto Spada a conclusione del sopralluogo - che garantiscano l’aumento degli organici e dei servizi erogati, permettendo agli agenti di Polizia Penitenziaria di migliorare la qualità del proprio lavoro e ai detenuti di affrontare in maniera dignitosa il periodo di detenzione”.
laprovinciacr.it, 3 gennaio 2026 Una delegazione di amministratori cremaschi ha visitato Ca’ del Ferro. A destare apprensione sono il sovraffollamento, le carenze di personale e la tipologia dei reati. Una delegazione di amministratori locali cremaschi è stata in visita nei giorni scorsi alla casa circondariale di Cremona: Edoardo Vola, vicesindaco di Casaletto Vaprio e consigliere provinciale, Damiano Cattaneo, sindaco di Capralba e membro nel Comitato Ristretto dell’assemblea dei sindaci, Alessio Maganuco, presidente di Arci Porto sicuro, Elena Crotti della segreteria provinciale del Pd e Matteo Cigognini, segretario provinciale dei Giovani democratici.
di Luigia Aristodemo
dire.it, 3 gennaio 2026 Andrà in onda oggi alle ore 12.00, sul canale 122, la nuova e intensa puntata del documentario “Dietro le sbarre - Oltre la coscienza”, girata all’interno della realtà carceraria di Bologna. Un racconto profondo che va oltre le mura e le sbarre, per restituire allo spettatore uno sguardo autentico sull’universo penitenziario, fatto di responsabilità, percorsi di recupero e riflessione interiore. La puntata si distingue per il suo taglio umano e consapevole, capace di mettere al centro la persona, prima ancora del detenuto, interrogandosi sul significato della pena, sulla funzione rieducativa del carcere e sul valore della coscienza come primo passo verso il cambiamento.
tempostretto.it, 3 gennaio 2026 Iniziativa dei volontari di Crivop Italia Odv: “Un’ora di arcobaleno” per i figli dei detenuti. “Un momento di gioia e vicinanza dedicato ai più piccoli”. Sabato 3 gennaio, a partire dalle ore 9.00, presso la sede operativa della Crivop in via Consolare Valeria n. 19 a Messina (di fronte alla Casa circondariale), si terrà l’evento promosso dall’organizzazione di volontariato penitenziario. E che nasce con l’obiettivo di offrire ai bambini e ai ragazzi “un momento di serenità, gioco e spensieratezza, attraverso attività ludiche e di animazione, in un contesto accogliente e inclusivo”.
di Erika Fossati
diocesisulmona-valva.it, 3 gennaio 2026 Il 14 dicembre 2025, la Casa di Reclusione di Sulmona ha vissuto un evento straordinario per il Giubileo dei detenuti: un’esperienza di arte, musica e preghiera che ha toccato il cuore di chi era presente, portando lacrime, commozione e una rinnovata speranza. L’iniziativa “Segni di speranza per i detenuti” ha visto collaborare il gruppo degli Artisti per Dio #concreandopergeù, l’Associazione Holy Dance di Suor Anna Nobili, il gruppo del Rinnovamento nello Spirito Santo di Sulmona, insieme alla diocesi di Sulmona-Valva, il cappellano e la direzione del carcere, in un’atmosfera dove la presenza dello Spirito Santo sembrava tangibile.
di Stefano Crippa
Il Manifesto, 3 gennaio 2026 Dal 9 gennaio su Sky e Now il prequel della serie ispirata all’opera di Roberto Saviano. Sei episodi, quattro diretti da Marco D’Amore. Le regole del marketing: un brand di successo non si abbandona mai, anche se il finale - per una volta - sembra inappellabile. Non sfugge alla regola aurea anche la fiction ispirata all’opera di Roberto Saviano che torna - sotto forma di prequel - dal 9 gennaio in esclusiva su Sky e in streaming su Now, per raccontare - giustappunto - la (mala) educazione dei protagonisti della serie madre durante la loro adolescenza. Così i sei episodi previsti dalla produzione (ma in cantiere l’idea è quella di farne tre stagioni, la seconda già in fase di scrittura), per Gomorra - le origini fotografano in un lungo flashback quella che è la storia dei protagonisti.
di Valerio Cappelli
Corriere della Sera, 3 gennaio 2026 “Ci ispiriamo a Sorrentino e Leone”. Dal 9 gennaio, diretto da Marco D’Amore, il prequel della saga italiana più venduta al mondo: 190 paesi. Parlano le ragazze della nuova serie, Tullia Venezia e Fabiola Balestrieri. Fine Anni 70. A Napoli comanda il contrabbando, la droga verrà poi. Siamo all’alba della saga. Le nuove ragazze di Gomorra si chiamano Tullia Venezia e Fabiola Balestriere. La prima ha 19 anni e interpreta Donna Imma, la futura moglie del boss Savastano. L’altra sarà la camorrista Scianel, unica donna di un mondo dominato da maschi, e qui di anni ne ha 22. Da adulte diventeranno spietate. Ma le vediamo giovanissime, anche se Scianel è già madre, vittima della gelosia del marito, molto più grande di lei.
di Pier Giorgio Gawronski
Il Fatto Quotidiano, 3 gennaio 2026 Di fronte a “Norimberga” si prova una sensazione rara nel cinema contemporaneo: non tanto l’emozione, quanto il pensiero. È un film che fa un servizio pubblico - soprattutto alle nuove generazioni - ricordando come nasce il diritto internazionale moderno: non come esercizio di retorica, ma come tentativo disperato di impedire che la forza si travesta da ragione. Il processo ai gerarchi nazisti non fu un rituale di vendetta; fu, piuttosto, un esperimento morale. E come tutti gli esperimenti morali seri, mise in luce una crepa profonda che oggi ritroviamo intatta. La crepa emerge in una delle scene più disturbanti del film, quando Hermann Göring discute con un interlocutore americano. Göring non nega i crimini. Non li giustifica. Fa qualcosa di più sottile: accusa gli Alleati di ipocrisia. Voi giudicate noi - dice in sostanza - ma avete schiacciato un bottone a Hiroshima; avete bombardato città; avete ucciso civili. Con quale diritto vi ponete su un piano morale superiore?
di Diana Ligorio
Il Domani, 3 gennaio 2026 Quando Wissal Houbabi arriva in Italia dal Marocco, ha tre anni e un nome che in un piccolo paese umbro nessuno sa pronunciare. Selci, 1997: un luogo dove la vita si ripete immobile. “Eravamo tra i pochi immigrati del paese”, ricorda. La sua infanzia si sposta lungo confini, più o meno sottili, più o meno evidenti, tra un “noi” e un “loro”. Lei, senza ancora saperlo, sta imparando a vivere negli interstizi. Figlia di un ambulante e di una casalinga, cresce in una casa in cui lo sfratto è una minaccia ricorrente, il riscaldamento resta spento e la spesa del sabato è un traguardo. “I miei genitori mi hanno insegnato l’umiltà e la determinazione”. L’epifania avviene a undici anni. Un pomeriggio, davanti al televisore, succede una cosa piccola che cambia tutto. Ghetto Gospel del rapper Tupac Shakur irrompe sullo schermo, nella stanza, nella testa di Wissal. Quelle parole le risuonano: differenze, fratellanza, odio, comunità, vivere tra i bianchi.
di Francesco Verderami
Corriere della Sera, 3 gennaio 2026 Un disegno di legge anti criminalità giovanile con sanzioni anche per i genitori. Il Governo sta per varare un piano sulla sicurezza nelle città. E visto che le forze di opposizione attaccano da mesi su un tema molto avvertito dall’opinione pubblica, la premier ha deciso di rilanciare: brucerà i tempi e chiederà agli avversari di confrontarsi in Parlamento. Fin dall’inizio l’offensiva del campo largo è stata valutata da Palazzo Chigi come un’anticipazione della campagna elettorale 2027. Il primo a muoversi era stato Conte e a ruota si era esposto il Pd con i suoi sindaci. Perciò Meloni ha rotto gli indugi su un progetto che al Viminale è in incubazione da settembre: “Visto che la sinistra ha scoperto la sicurezza, vediamo se sono solo slogan”.
di Frank Cimini
L’Unità, 3 gennaio 2026 Si erano scontrati davanti al liceo Einstein di Torino con i giovani di Fratelli d’Italia impegnati in un volantinaggio. Nella città del violento sgombero ai danni dell’Askatasuna la macchina repressiva riesce a prendersela addirittura con i ragazzini mandandone agli arresti domiciliari sei tra i 16 e i 17 anni per resistenza aggravata a lesioni a pubblico ufficiale. Si erano scontrati davanti al liceo Einstein di Torino con i giovani di Fratelli d’Italia impegnati in un volantinaggio. Scrive il Gip che ha firmato il provvedimento con una motivazione emergenziale più da anni 70 che da terzo millennio: “Gli indagati pur dichiarando di condannare forme di oppressione, autoritarismo e prevaricazione finiscono per adottare esattamente gli stessi metodi coercitivi giustificandoli attraverso una presunta superiorità morale degli obiettivi perseguiti.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 3 gennaio 2026 Era stato il tema più caldo per il Pd nell’ultimo scampolo di 2025, e lo sarà anche in questo inizio di 2026. Parliamo del ddl antisemitismo a prima firma del senatore dem Graziano Delrio, che tanto clamore aveva suscitato nel momento in cui era stato annunciato, con tanto di firme di una decina di parlamentari dem. Una parte dei quali poi l’aveva ritirata su input dei “piani alti” del Nazareno, i quali però avevano ricevuto un due di picche dalla maggioranza dei firmatari. Ora che quel testo sta per arrivare in commissione Giustizia, mercoledì prossimo alla ripresa dei lavori, c’è da scommettere che ne vedremo delle belle, dalle parti del Nazareno e non solo.
DOCUMENTI
Ministro della Giustizia. Atto di indirizzo politico-istituzionale per l'anno 2026
Liberazione anticipata: la Consulta ha dichiarato incostituzionali le modalità di accertamento dei requisiti per la concessione del beneficio introdotte nel 2024
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 31 dicembre 2025)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
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