|
|
|
|
Telefax 049.654233. Mail: redazione@ristretti.it Sito internet: www.ristretti.org |
Notiziario quotidiano dal carcere
--> Rassegne Tematiche <--
Edizione di sabato 31 gennaio 2026
di Ornella Favero*
Ristretti Orizzonti, 31 gennaio 2026 Quando stavo scrivendo l’articolo sulla difficoltà (che a volte è proprio incapacità) di molte Istituzioni di chiedere scusa quando sbagliano, mi è arrivata la notizia tragica di un suicidio “annunciato”, quello di Pietro Marinaro, una persona detenuta nella sezione Alta Sicurezza di Padova che ha scelto di togliersi la vita perché non reggeva al dolore di perdere quel poco che aveva: una detenzione decente interrotta bruscamente per un trasferimento che io definisco “feroce”. Feroce perché nel giro di poche ore è stato detto a persone che da anni, da decenni anzi erano incarcerate a Padova di mettere insieme le proprie cose e prepararsi a partire. L’articolo che avevo scritto resta, ahimè, perfino troppo vero: l’umanità pare non far parte del bagaglio di qualità richieste per essere delle buone Istituzioni.
di Francesco Dal Mas
Avvenire, 31 gennaio 2026 Un uomo si è ucciso a Firenze, altri due casi in pochi giorni nel penitenziario di Padova, al centro delle polemiche per lo spostamento improvviso di un gruppo di detenuti in altre strutture. Tre suicidi, in carcere, in tre giorni. Due a Padova, uno a Sollicciano (Firenze). E un tentativo (sventato) a Potenza. La situazione più pesante è al “Due Palazzi” di Padova, dove è stata chiusa l’Alta Sicurezza e pertanto sono rimasti inattivi i laboratori d’integrazione. 23 ristretti sono stati trasferiti nottetempo in altri penitenziari italiani ed uno di loro, un ergastolano di 73 anni, impegnato in attività di cucito, si è tolto la vita. Poche ore dopo, un sinti con cittadinanza italiana di 32 anni si è impiccato nel bagno della propria cella.
di Federica Pennelli
Il Domani, 31 gennaio 2026 È successo a Padova e a Sollicciano: morti avvenute in istituti segnati da sovraffollamento, trasferimenti, fragilità psichiche e carenza di personale. Intanto Nordio non risponde alle interrogazioni che chiedono soluzioni tempestive. Il 3 febbraio la mobilitazione con l’associazione Antigone. Negli ultimi giorni, una serie di suicidi in carcere ha riportato al centro della cronaca la durissima condizione delle persone recluse. Nel carcere Due Palazzi di Padova, tra il 27 e il 28 gennaio, un detenuto di 74 anni si è tolto la vita nella sua cella mentre era in attesa di trasferimento. Trentasei ore dopo, nello stesso istituto padovano, una persona detenuta di 36 anni ha compiuto il medesimo gesto. A centinaia di chilometri di distanza, intanto, un’altra persona di 29 anni è morta suicida nel carcere di Sollicciano.
di Stefano Anastasia
L’Unità, 31 gennaio 2026 In questi anni, come Garante per le Regioni Lazio e Umbria (fino al 2021), ho toccato con mano cosa vuol dire la parola sovraffollamento, e non solo sulle condizioni di vita dei detenuti. Il sovraffollamento è la vera spada di Damocle che pende sull’intero sistema penitenziario del nostro Paese. Oggi abbiamo circa 64.000 detenuti, lo stesso numero che nel 2013 portò alla condanna dell’Italia nel caso Torreggiani. Ma la situazione attuale è molto più grave. Allora la popolazione detenuta stava diminuendo, grazie alle misure adottate dopo la condanna nel caso Sulejmanovic, alla dichiarazione di emergenza nel sistema penitenziario e al decreto Alfano, che istituiva una forma di detenzione speciale per i detenuti con condanne inferiori ai diciotto mesi. Oggi invece la tendenza è inversa: i detenuti aumentano.
di Ettore Grenci*
Avvenire, 31 gennaio 2026 “Spes non confundit”, la speranza non delude. È questo il messaggio centrale del Giubileo che si è da poco concluso, voluto da papa Francesco proprio nel segno della speranza. La speranza - al di là della sua accezione filosofica e religiosa - assume una dimensione giuridica come diritto fondamentale e assoluto dell’essere umano, non comprimibile quale sia la sua condizione o la sua “colpa”. Basti ricordare le parole con cui la Corte europea dei diritti dell’Uomo, nella sentenza del 2019 Viola C/ Italia, ha dichiarato la illegittimità della disciplina italiana del c.d. ergastolo ostativo: “La dignità umana, situata al centro del sistema creato dalla Convenzione, impedisce di privare una persona della sua libertà, senza operare al tempo stesso per il suo reinserimento e senza fornirgli una possibilità di riguadagnare un giorno questa libertà”.
di Patrizia Pallara
collettiva.it, 31 gennaio 2026 Gli istituti penitenziari sono in un’emergenza sanitaria: condizioni di vita pessime, carenze, disfunzioni organizzative, abuso di farmaci. Se ne parla all’assemblea aperta del 6 febbraio a Roma. “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Belle parole, quelle dell’art. 27 della Costituzione, a cui si affianca il dettato dell’ordinamento penitenziario che riconosce il diritto alla salute delle persone detenute, come tra l’altro richiesto dall’art. 32 della Carta. La salute in carcere, quindi, è un diritto. Questo in teoria. Perché in pratica non è così, mai.
di Mattia Bufi
Il Mattino, 31 gennaio 2026 Nelle carceri italiane ci sono 63.500 detenuti dei quali sono chiamati ad occuparsi poco più di 200 magistrati di sorveglianza. Un rapporto di 1 a 300 che da solo dà la dimensione di quanto sia difficile, per quegli uffici giudiziari chiamati ad occuparsi della vita e del reinserimento dei reclusi, riuscire a portare avanti il proprio compito. Di queste criticità si è discusso ieri mattina nella sala Giancarlo Siani del Consiglio regionale della Campania, dove il garante campano dei detenuti Samuele Ciambriello ha riunito magistrati di sorveglianza, direttori di carceri, avvocati, garanti, associazioni che operano all’interno degli istituti penitenziari.
di Marica Fantauzzi
L’Espresso, 31 gennaio 2026 È un braccio di ferro tra magistratura e Dap quello intorno ai libri che l’anarchico Alfredo Cospito, detenuto al regime di 41 bis, può leggere o no. Lo scorso ottobre il magistrato di sorveglianza di Sassari aveva accolto il reclamo di Cospito, detenuto nel carcere di Bancali, contro il divieto impostogli dalla direzione della Casa circondariale di ricevere quattro libri. Secondo il magistrato, il detenuto aveva diritto ad acquistarli e leggerli, e la direzione avrebbe dovuto provvedere immediatamente. Ma il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, nel giro di poche settimane, ha presentato ricorso contro il provvedimento. La motivazione: i libri richiesti non figurano nell’elenco dei testi consentiti ai detenuti sottoposti a regime speciale, il cosiddetto Modello 72.
GIUSTIZIA
di Mattia Feltri
La Stampa, 31 gennaio 2026 Il Foglio ha pubblicato una lunga intervista a Andrea Padalino - chi nell’altro millennio si occupava di Mani pulite lo ricorderà giudice per le indagini preliminari a Milano, e lo ricorderanno anche a Torino dove è stato pubblico ministero. Oggi Padalino non può credere al sé stesso di allora, così cieco davanti alla devastazione dello stato di diritto per mano sua e dei suoi colleghi, al disprezzo per il bene supremo della libertà, alla boria e al delirio di onnipotenza, alla correità con la giustizia mediatica, agli abusi del sistema correntizio. In realtà l’elenco è molto più lungo e dettagliato e impietoso, e dopo esserne rimasto incastrato - non più carnefice ma vittima - Padalino se n’è reso conto e ora chiede scusa.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 31 gennaio 2026 A sette settimane dal referendum, politica e giustizia invocano la ricostruzione di un “patto di fiducia”. Seppur con toni pacati, quasi a voler sottoscrivere una sorta di tregua, il tema che più ha riecheggiato, nelle posizioni contrapposte, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario svoltasi nell’Aula Magna della Cassazione è stato quello della riforma costituzionale della separazione delle carriere. Mancano sette settimane all’appuntamento plebiscitario. Tutti - forse consapevoli che dopo il voto del 22 e 23 marzo occorrerà raccogliere le macerie di uno scontro ormai asprissimo tra politica, magistratura e avvocatura - hanno voluto auspicare coralmente l’abbassamento dei toni, il dialogo, la ricostruzione di un patto di fiducia tra istituzioni e cittadini. Grande (quasi) assente il tema del carcere.
di Angela Stella
L’Unità, 31 gennaio 2026 Duro intervento del ministro, che assicura “se perdiamo il referendum niente dimissioni”. Il primo presidente della corte di Cassazione aveva detto: “Garantire che resti effettiva l’autonomia e l’indipendenza della magistratura”. Riforma della giustizia e indipendenza della magistratura sono stati i temi al centro dell’inaugurazione dell’anno giudiziario svoltasi ieri nell’Aula Magna della Cassazione alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e delle più alte cariche dello Stato. A meno di due mesi dal referendum costituzionale sulla separazione delle carriere le questioni sono state toccate nei vari interventi che si sono susseguiti.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 31 gennaio 2026 Caso Omerovic. Il giovane rom sordo precipitò dalla finestra. Il 2 novembre la prima udienza. Porta ancora addosso - e dentro - i segni della caduta dalla finestra della sua camera da letto, Hasib Omerovic, il giovane rom sordo che il 25 luglio 2022 precipitò sul selciato dopo un volo di otto metri mentre nel suo appartamento di via Gerolamo Aleandri, a Roma, si erano introdotti quattro poliziotti del distretto Primavalle per una perquisizione. Dopo quasi due mesi in coma, otto mesi di ospedale e una lunga riabilitazione, ora il quarantenne Omerovic potrebbe forse essere in grado di assistere al processo che si terrà contro il poliziotto accusato di averlo torturato.
di Silvia Quaranta
Il Gazzettino, 31 gennaio 2026 Stefani: “Sono episodi che devono far riflettere, ho parlato con Ostellari”. Il garante Bincoletto: “Situazione in peggioramento, lo segnalo da mesi” Un altro suicidio al carcere Due Palazzi di Padova, il secondo in meno di tre giorni. A togliersi la vita, nella serata di giovedì, è stato Matteo Ghirardello, 33enne vicentino di Romano d’Ezzelino e di origine Sinti. Ieri mattina, per ricordare i due reclusi, alcune delle numerose associazioni impegnate nel reinserimento dei detenuti si sono trovate davanti alla casa di reclusione per depositare due rose rosse. Un modo per dire “che qui si entra, ma si esce anche. Ogni giorno”.
di Silvia Quaranta
Il Gazzettino, 31 gennaio 2026 Antonio Bincoletto: “C’è un malessere diffuso a causa dell’aumento. Il fenomeno dei suicidi nelle carceri italiane continua a restare un punto critico nel sistema penitenziario. Secondo i dati dell’osservatorio di Ristretti Orizzonti (a partire da quelli del Ministero della Giustizia) lo scorso anno nelle carceri italiane sono morte 241 persone, di cui 80 tentati o consumati suicidi, con un’incidenza che resta superiore alla media tra i cittadini liberi e conferma come il disagio psicologico sia una delle emergenze strutturali tra i reclusi. L’anno prima, nel 2024, il bilancio era di 246 morti, dei quali 91 suicidi. In generale, nell’ultimo periodo, l’andamento appare stabile. E la situazione padovana, nel confronto, sembrava un raggio di sole: nessun caso di suicidio nel 2025, “solo” uno nel 2024, nessuno nel 2023.
di Silvia Quaranta
Il Gazzettino, 31 gennaio 2026 Il secondo suicidio in tre giorni all’interno della Casa di reclusione Due Palazzi scuote anche il mondo sindacale. Con una nota congiunta, Cgil Padova e Fp Cgil Padova parlano di “tragico epilogo di una gestione che calpesta la Costituzione e il lavoro rieducativo”, chiedendo un intervento strutturale dello Stato sul sistema penitenziario. “Quel che vediamo dichiarano in una nota congiunta Cgil Padova e Fp Cgil Padova è una ferita aperta lasciata sanguinare da troppo tempo, con gravi rischi di infezione. Una situazione che interroga le istituzioni sulla reale tenuta del modello detentivo e sul rispetto dei diritti umani fondamentali”.
di Alex Corlazzoli
Il Fatto Quotidiano, 31 gennaio 2026 Aveva 74 anni, il terzo carcerato che si è tolto la vita in un mese. Rossella Favero (coordinamento associazioni): “Aveva trascorso 38 anni nel carcere ‘Due palazzi’, non ce l’ha fatta a sopportare questa ennesima condanna”. La lettera al Dap e al ministero della Giustizia. È il terzo suicidio in carcere in meno di un mese. G.M., 74 anni, ergastolano nella casa circondariale “Due Palazzi” (Padova) si è tolto la vita mercoledì mattina all’alba. Quel giorno era previsto il suo trasferimento in un’altra prigione, con altri compagni, dopo decenni nella stessa cella, per decisione del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap).
di Enrico Ferro
Il Gazzettino, 31 gennaio 2026 Salvatore Pirruccio, per 13 anni direttore del carcere Due Palazzi. Come sta? “Benissimo, sono in pensione dal 2018”. Ha visto cos’è successo nel carcere di Padova? “No, dal carcere di Padova manco dal 2015, poi ho fatto tre anni al Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria e sono andato in pensione. Quindi non conosco più la situazione di Padova”. Ma ciò che è successo affonda le radici proprio nel 2015. Hanno trasferito i 23 detenuti in massima sicurezza per la chiusura della sezione. E la notte precedente uno di questi si è suicidato. Aveva 74 anni, faceva laboratorio di cucito. Non ha retto lo stress. “Mi dispiace molto”.
di Andrea Ceredani
Avvenire, 31 gennaio 2026 Sono le persone che possono lavorare all’esterno. Nel carcere di Bollate, a Milano, hanno incontrato le imprese per un impiego: tra chi lo trova la recidiva crolla. Maila lavora senza mai perdere di vista le sue figlie Carolina, 32 anni, e Gaia, 19 anni. Le loro fotografie, stropicciate e colorate, sono appese su una bacheca che incornicia lo schermo del suo computer: “Le tengo qua per tirare avanti - racconta -. Quando mi viene un po’ di malinconia, le guardo e mi ripeto che prima o poi tornerò da loro”. A separare Maila dalle figlie, sono le sbarre e le spesse mura del carcere milanese di Bollate in cui è detenuta.
di Antonella Rea
torinocronaca.it, 31 gennaio 2026 È stato presentato ieri, presso la Fondazione CRT, “Percorso 27. Formazione e lavoro oltre la pena sulle orme di Giulia di Barolo”, un progetto biennale, scalabile e replicabile su scala nazionale, volto a contrastare il fenomeno della recidiva e a promuovere l’inclusione sociale e lavorativa delle persone con un trascorso detentivo. In Italia la recidiva tra le persone detenute si attesta mediamente tra il 60% e il 68%, mentre scende drasticamente fino al 2% per chi svolge attività lavorative (progetto CNEL “Recidiva Zero”).
ilgerme.it, 31 gennaio 2026 Arriva la richiesta di rinvio a giudizio per i tre medici in servizio nel carcere di massima sicurezza di Sulmona, accusati dell’omicidio colposo dei Pietro Guccione, detenuto morto a 62 anni, nel dicembre 2022. A chiedere il processo per i sanitari (due donne e un uomo, di età compresa tra i 51 e i 70 anni) è il sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona, Stefano Iafolla, a seguito della denuncia presentata dai familiari della vittima. Le accuse, secondo la Procura, sarebbe solide per essere sostenute in giudizio. I tre avrebbe cagionato la morte del detenuto, non rispettando le pratiche clinico assistenziali, omettendo accertamenti tempestivi, nonostante il quadro clinico del sessantaduenne.
di Elisa Barion
polesine24.it, 31 gennaio 2026 Un occhio di riguardo per gli ultimi tra gli ultimi, gli invisibili: persone che vivono sul territorio cittadino, seppure in una condizione “particolare”, ma delle quali in pochi si ricordano, ovvero i detenuti. Dominga Milan, assessore ai servizi sociali di palazzo Nodari dallo scorso 12 dicembre, sta riversando il proprio impegno verso la casa circondariale e le persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale che vivono nella struttura. “È un lavoro complesso e anche molto delicato - spiega Milan - ma che era necessario affrontare”.
bergamonews.it, 31 gennaio 2026 Carenza di educatori, personale sanitario insufficiente, condizioni di vita disumane e aggressioni al personale; Benzoni: “La casa circondariale di Bergamo non è un caso isolato”. Dopo i recenti appelli lanciati anche dalla sindaca Elena Carnevali, Azione Bergamo mantiene alta l’attenzione sulla situazione della struttura penitenziaria di Via Monte Gleno. Alla luce dei fatti di cronaca, delle parole della direttrice AntoninaD’Onofrio e di una presenza di detenuti cronicamente prossima al doppio dei posti regolamentari, Azione ha presentato una interrogazione indirizzata al Guardasigilli Nordio.
di Giorgia Rieto
reggiotv.it, 31 gennaio 2026 Il carcere come luogo di recupero, relazione e cambiamento possibile, soprattutto per i più giovani. È questo il filo conduttore dell’intervista a Stefano Fazzello, già educatore presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria ed ex direttore dell’U.S.S.M., figura di riferimento nel sistema della giustizia minorile e professionista con una lunga esperienza all’interno del Ministero della Giustizia. Un racconto che mette al centro il lavoro degli educatori e delle équipe multidisciplinari negli istituti penitenziari, il valore della collaborazione tra le diverse figure professionali e l’importanza di aprire il carcere al territorio, anche attraverso momenti di confronto pubblico come il convegno in programma il 21 marzo a Palazzo Campanella.
genovaquotidiana.com, 31 gennaio 2026 Studenti e Comune ragionano su giustizia, dignità e vuoti urbani. “Prisoners in Genoa” è il tema al centro della lezione del master degree in Architectural Composition: non solo architettura carceraria, ma rapporto tra istituzioni complesse e spazio urbano, con l’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola che invita a leggere il carcere anche come occasione per riflettere su connessioni tra dentro e fuori e su spazi della città da rigenerare. Un carcere non è soltanto un edificio. È un’idea di società che prende forma in muri, corridoi, cancelli e distanze, e che inevitabilmente finisce per parlare di giustizia, controllo, potere, dignità e reintegrazione.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 31 gennaio 2026 Inizia l’avventura di un diciassettenne che fa il suo ingresso nel chiostro delle suore di Santa Chiara a Biancavilla, sulle pendici dell’Etna. Il magistrato ha approvato un percorso di “messa alla prova”. Mezza giornata ogni sabato in un monastero di clausura. Per conoscere un mondo agli antipodi da quello che ha frequentato. Per lasciarsi interrogare da una scelta di vita radicale. Per respirare aria buona, con la quale forse potrà nutrire il suo cuore intossicato. Comincia oggi l’avventura di un diciassettenne che fa il suo ingresso nel monastero delle suore di Santa Chiara a Biancavilla, sulle pendici dell’Etna, pochi chilometri da Catania.
di Cristina Bertolini
Il Giorno, 31 gennaio 2026 Ogni sabato di marzo gli incontri nella casa circondariale di via Sanquirico. A pranzo “in galera”. È l’idea nata dal sodalizio tra l’associazione culturale e teatrale GeniAttori e la cooperativa sociale Le Crisalidi: quattro appuntamenti gastronomici solidali per avvicinare la cittadinanza al carcere di Monza, creando momenti di scambio e condivisione. Il ricavato sosterrà la realizzazione della prima edizione del festival Secondo Atto di Teatro, Carcere e Comunità ideato e organizzato da Geniattori e Le Crisalidi, in collaborazione con il Comune di Monza.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 31 gennaio 2026 Il libro di Valerio Callieri è un reportage dai laboratori nel reparto alta sicurezza di Rebibbia. L’odore è la prima cosa che se ne va. All’inizio c’è l’ammoniaca, poi resta una stanza senza tracce. Da lì il carcere comincia a lavorare per sottrazione. Non contiene soltanto, cancella. Riduce i corpi all’essenziale, consuma le abitudini, spegne i riflessi, rende opache le reazioni. AS3 di Valerio Callieri entra così, senza effetti, affidandosi alla materia prima della detenzione e a ciò che lascia quando passa: una vita che lentamente si restringe. Rebibbia Alta Sicurezza 3, sezione femminile. Una sigla che trasforma il tempo in categoria, perché in quel reparto la durata non scorre ma diventa un’architettura interiore, un’abitudine del corpo, finché gli anni smettono di misurare una pena e cominciano a definirne il paesaggio.
di Marta Cartabia
La Stampa, 31 gennaio 2026 Della Costituzione non si parla mai abbastanza. La nostra Carta continua a sorprenderci: anche chi la studia o la utilizza per mestiere - giudici costituzionali compresi, che la consultano continuamente anche se la conoscono quasi a memoria - la rilegge come un tesoro dove può trovare “cose vecchie e cose nuove”. Questa sorpresa nasce dalla capacità delle sue norme di restare vive nel tempo, di illuminare le svolte della storia e di orientare scelte quotidiane. La Costituzione non è un reperto archeologico: è un patto di cittadinanza per l’oggi che domanda cura, intelligenza, coraggio.
di Claudio Malfitano
Il Mattino di Padova, 31 gennaio 2026 “Mi auguro che le istituzioni si muovano. Altro che metal detector”. “La parola chiave è ascoltare, ad ogni livello. Spero che l’appello dei ragazzi di Padova non cada nel vuoto”. Walter Veltroni oggi - dopo la sua lunga esperienza politica - è un intellettuale che pone domande e sollecita riflessioni. Alla fast society degli influencer e del populismo contrappone la fatica dell’ascolto. E da tempo ha messo il focus sulla solitudine dei ragazzi, che fa da sfondo al suo ultimo romanzo: un noir che si sviluppa nelle tante facce di Roma e che prende il via da una giovanissima ragazza trovata impiccata.
di Luca Sofri
ilpost.it, 31 gennaio 2026 Sta promuovendo riforme, molto criticate, con l’obiettivo di indebolire le bande criminali. Questa settimana il governo svedese, di centrodestra, ha presentato una proposta di riforma della giustizia che fra le altre cose riduce l’età minima per essere perseguibili penalmente da 15 a 13 anni in via sperimentale, per cinque anni. Inoltre a partire dal prossimo 1° luglio potranno essere incarcerate anche le persone tra i 15 e i 17 anni condannate per reati particolarmente gravi, che ora scontano le pene in istituti minorili. Otto carceri si stanno attrezzando per alloggiarli, dopo che la misura è stata approvata dal parlamento svedese lo scorso autunno.
DOCUMENTI
Articolo. "Lasciate ogni speranza, voi ch’intrate", di Michele Andreano
Recensione al libro: "Se fioriscono le spine", di Glauco Giostra (a cura di Rita Sanlorenzo)
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 30 gennaio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26
febbraio 2026). Per iscriversi: https://forms.gle/
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 2 all'8 febbraio 2026
CORSI DI FORMAZIONE
CONCORSI E PREMI