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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di venerdì 2 gennaio 2026
di Davide Madeddu
Il Sole 24 Ore, 2 gennaio 2026 Con il nuovo anno per il sistema dei penitenziari restano ancora in piedi i problemi dello scorso anno. Dal sovraffollamento ai servizi che scarseggiano, per finire con l’autolesionismo e le morti. Problemi che investono le carceri italiane e che si ripresentano tutti con l’inizio del nuovo anno. A tracciare questo bilancio di fine anno è Antigone, l’associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale. “Alla fine di novembre 2025 - emerge dal bilancio dell’associazione - nelle carceri italiane erano detenute 63.868 persone, quasi 2.000 in più rispetto a un anno fa, a fronte di una capienza effettiva di soli 46.124 posti (700 in meno di quelli che vi erano all’inizio dell’anno). Il tasso di sovraffollamento nazionale ha raggiunto il 138,5%, con 72 istituti oltre il 150% e punte superiori al 200%”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 2 gennaio 2026 Il 2025 si è chiuso come era iniziato, anzi peggio. I numeri che arrivano dalle nostre carceri non sono solo statistiche, ma i rintocchi di un’emergenza che non trova pace. Al 15 dicembre, l’Italia conta 63.689 detenuti stipati in posti che, nella realtà dei fatti, sono poco più di 45.000. È una matematica dell’orrore quella che ci consegna il Garante campano Samuele Ciambriello: oltre 17.000 persone in più rispetto alla capienza reale. Significa celle pensate per due dove si aggiunge la terza o quarta branda, significa ambienti che diventano momenti di tensione compressa, significa un sistema che ha smesso di essere rieducativo per diventare una “discarica sociale”.
di Francesco Lo Piccolo
vocididentro.it, 2 gennaio 2026 Nel corso dell’anno appena passato, tra il primo gennaio e il 31 dicembre, sono state 80 le persone trovate morte in carcere: gran parte si sono impiccate alle sbarre delle celle, altre invece hanno usato le bombolette del gas. Settantacinque uomini e cinque donne, 19 avevano meno di 30 anni. Uno di questi aveva appena 17 anni: il suo nome è Danilo Rihai, tunisino, una storia di immigrazione, di centri di accoglienza, di emarginazione: la sua vita è finita nel carcere minorile di Treviso a metà agosto, dopo una folle giornata fatta di tentate rapine e aggressioni. Anche lui è stato trovato impiccato. E impiccato è stato trovato alla fine del 2025, il 29 dicembre, Christian Guercio, 35 anni, elettricista, una passione sfrenata per la musica, tossicodipendente. Era stato arrestato tre giorni prima: quando il gip ha convalidato l’arresto disponendo che restasse in carcere, Christian si è appeso usando il lenzuolo come cappio.
di Mario Bertolissi
Corriere della Sera, 2 gennaio 2026 Non è una novità, anche perché l’articolo 27, 3° comma, della Costituzione è in vigore dal 1° gennaio 1948. Stabilisce che “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Non è una novità il fatto che “Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti”, perché sta scritto nell’articolo 5 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 10 dicembre 1948 e, con analoghe parole, nell’articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 1950.
di Ivana Barberini
trendsanita.it, 2 gennaio 2026 Claudio Santarelli: “Tra barriere culturali e burocrazia, il reinserimento resta un percorso a ostacoli. La relazione continuativa e il sostegno dopo la pena sono i bisogni più forti delle persone detenute”. Da oltre 30 anni l’associazione “Incontro e Presenza” entra negli istituti penitenziari con un’idea semplice: mettere al centro le persone, non il loro passato e promuovere una cultura di accoglienza e integrazione dei detenuti. Un lavoro quotidiano fatto di ascolto, piccoli aiuti materiali e percorsi di reinserimento, ma soprattutto di relazioni che resistono al tempo e alle distanze. In un sistema che fatica a offrire opportunità reali, le realtà di volontariato costruiscono legami, restituiscono dignità e accompagnano chi vive la detenzione verso un futuro possibile.
di Massimo Merluzzi
La Nazione, 2 gennaio 2026 Dai prossimi giorni verrà fornito a tutti gli agenti della Polizia penitenziaria. La sperimentazione avrà la durata di sei mesi poi si valuteranno gli effetti. Le tante denunce presentate dal personale della polizia penitenziaria hanno portato all’avvio della sperimentazione che scatterà nei prossimi giorni che consente l’utilizzo dello strumento di dissuasione ed autodifesa a base di Oleoresin Capsicum. Meglio conosciuto come lo spray al peperoncino. A dare il via libera al supporto in dotazione al personale è stato il provvedimento firmato a fine anno da Stefano Di Michele capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap). L’autorizzazione è legata al significativo incremento di eventi critici e aggressioni al personale.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 2 gennaio 2026 Il ministro: “I magistrati hanno paura di confrontarsi con me. Assurda la raccolta firme per un nuovo quesito”. La prima riforma al traguardo nel 2026 sarà quella della Giustizia. Ministro Carlo Nordio, dunque, quando si voterà il referendum: il 22 o il 29 marzo? “La data non è stata ancora fissata. Presumibilmente nella seconda metà di marzo”. È vero che il governo vuole accelerare perché teme che i sondaggi ora favorevoli al Sì possano cambiare segno? “Semmai è il contrario. Siamo convinti che più informiamo gli elettori su contenuto e importanza di questa riforma, più li porteremo alle urne, e con risultati positivi”.
di Nicoletta Cottone
Il Sole 24 Ore, 2 gennaio 2026 Raccolte 50mila firme. Una proposta di iniziativa popolare sostenuta dal Partito Radicale e dalla famiglia del pastore sardo assolto dopo quasi 33 anni di carcere senza colpa. Garantirà una provvisionale economica. Alla Camera dei deputati l’anno si è chiuso con il deposito di una immensa pila di scatoloni dove troneggia il volto di Beniamino Zuncheddu, il pastore sardo richiuso per quasi 33 anni in carcere, accusato di un triplice omicidio che non aveva commesso, assolto nel gennaio 2024 dopo un processo di revisione.
Il Dubbio, 2 gennaio 2026 Illegittima l’esclusione automatica nei casi di minore gravità previsti dal codice penale. La messa alla prova dell’imputato minorenne non può essere esclusa in modo automatico nei casi di violenza sessuale di minore gravità. Con la sentenza n. 203, depositata il 29 dicembre 2205, la Corte costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittimo il comma 5-bis dell’articolo 28 del d.P.R. n. 448 del 1988, introdotto dal decreto Caivano, nella parte in cui precludeva l’accesso all’istituto anche quando il fatto rientra nelle ipotesi attenuate previste dal codice penale.
Il Dubbio, 2 gennaio 2026 Nessuna “pena fissa” per i capi delle associazioni: errore interpretativo della Corte d’appello. Non c’è alcuna pena fissa di 24 anni di reclusione per i promotori delle associazioni dedite al traffico di droga. È su questo presupposto, ritenuto erroneo, che la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale sollevate in relazione al trattamento sanzionatorio previsto dall’articolo 74 del d.P.R. n. 309 del 1990. Con la sentenza n. 214, depositata il 30 dicembre 2025, la Consulta ha respinto le censure proposte dalla Corte d’appello di Lecce, che aveva ipotizzato un contrasto con gli articoli 3 e 27 della Costituzione. Al centro della questione vi era la disciplina sanzionatoria per il capo-promotore di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dal numero di associati superiore a dieci e dalla disponibilità di armi.
Il Dubbio, 2 gennaio 2026 Nessuna decisione nel merito sull’automatismo delle misure cautelari: difetto di rilevanza. La Corte costituzionale non entra nel merito dell’automatismo previsto in materia di braccialetto elettronico, ma dichiara la questione inammissibile per difetto di rilevanza. Con la sentenza n. 217, depositata il 30 dicembre 2025, la Consulta ha respinto le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tribunale di Napoli, sezione del riesame, sull’articolo 282-bis, comma 6, ultimo periodo, del codice di procedura penale, come modificato dalla legge n. 168 del 2023 contro la violenza sulle donne e domestica.
Il Dubbio, 2 gennaio 2026 La Corte costituzionale dichiara illegittimo l’articolo 34 cpp: violati gli articoli 3 e 24 della Costituzione. Anche il giudice dell’udienza preliminare rientra a pieno titolo tra le funzioni incompatibili per chi si sia già pronunciato, in fase cautelare, su profili sostanziali della vicenda processuale. Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n. 212, depositata il 30 dicembre 2025, che segna un passaggio di rilievo nel sistema delle garanzie processuali. La Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 34, comma 2, del codice di procedura penale, per contrasto con gli articoli 3 e 24, secondo comma, della Costituzione, “nella parte in cui non prevede l’incompatibilità con la funzione di giudice dell’udienza preliminare del giudice che, come componente del tribunale dell’appello, si sia pronunciato su aspetti non esclusivamente formali dell’ordinanza che dispone una misura cautelare personale”.
Il Dubbio, 2 gennaio 2026 La Corte costituzionale elimina l’automatismo: conta l’interesse del bambino e la sua identità personale. Nell’adozione in casi particolari, il minore potrà assumere anche il solo cognome dell’adottante, sostituendolo a quello originario, quando questa scelta rispecchia la sua effettiva identità personale e risponde al preminente interesse del bambino. A stabilirlo è la sentenza n. 210 del 2025 della Corte costituzionale, depositata il 30 dicembre 2025, che ha dichiarato parzialmente illegittima la normativa vigente. La Consulta ha colpito l’articolo 55 della legge n. 184 del 1983, in relazione all’articolo 299 del codice civile, nella parte in cui imponeva automaticamente l’anteposizione del cognome dell’adottante a quello dell’adottato. Un meccanismo rigido che, secondo i giudici delle leggi, finiva per comprimere un diritto inviolabile, quello all’identità personale, tutelato dall’articolo 2 della Costituzione.
Il Dubbio, 2 gennaio 2026 Una denuncia forte, diretta e accorata, che mette a nudo una delle emergenze più drammatiche del territorio: quella dei minori con gravi problemi psichiatrici, lasciati senza risposte adeguate da un sistema che non dispone delle strutture necessarie. A sollevarla è Roberto Di Palma, Procuratore della Repubblica per i Minori di Reggio Calabria, intervenuto all’annuale incontro con i giornalisti per fare il bilancio dell’attività svolta nel 2025. “I ragazzi psichiatrici non sono capaci di intendere e di volere e hanno bisogno di essere aiutati proprio in queste strutture”, ha spiegato Di Palma, denunciando una situazione che definisce paradossale e insostenibile. “Mi è stato detto: “Arrestatelo”. Ma come faccio ad arrestarlo? Vanno aiutati nelle strutture, che al momento sono inesistenti”.
di Federico Gottardo
La Repubblica, 2 gennaio 2026 L’uomo si era messo un sacchetto in testa per stordirsi con le esalazioni ma è rimasto asfissiato. Un detenuto di 40 anni è morto intorno alle 23 del 31 dicembre nella sua cella del carcere di Alessandria. Secondo le prime ricostruzioni, ha preso la bomboletta del fornelletto da campeggio in dotazione e l’ha usata per riempire di gas un sacchetto di nylon. Poi ha infilato la testa, forse per cercare un momento di sballo. Ma è morto asfissiato: inutili i soccorsi degli agenti di polizia penitenziaria, arrivati nella cella appena si sono accorti che il detenuto aveva perso i sensi.
di Barbara Morra
La Stampa, 2 gennaio 2026 La visita alla Casa circondariale del Cerialdo di Cuneo di una delegazione di Radicali, Possibile e Avs. “Un carcere che non è sovraffollato ma che, nei fatti, è saturo. Un luogo che dovrebbe rieducare e reinserire e che invece finisce per logorare chi lo vive e chi ci lavora”. È l’immagine che emerge dalla visita nel carcere di Cuneo da parte di una delegazione di Radicali Italiani, Possibile e Avs. Al termine dell’ispezione il giudizio è netto: “La situazione del carcere di Cuneo non è dignitosa”. A dirlo sono Filippo Blengino e Bianca Piscolla, rispettivamente segretario e membro della giunta nazionale di Radicali Italiani, insieme a Giulia Marro, consigliera regionale di Avs, e Francesca Druetti, segretaria di Possibile.
di Marcelo Pesarini
anconarivistaacolori.it, 2 gennaio 2026 Marco Bondavalli è uscito dal carcere di Montacuto il 30 dicembre 2025. Una piccola grande battaglia di resistenza che ha visto lui con la sorella e la madre, e tutti noi di “Morire di carcere” ottenere un risultato ormai insperato. È uscito con la pressione a livelli abnormi, dumping dello stomaco, sepsi, il catetere cambiato ogni 12 ore dai dottori dell’ospedale di Torrette, perché era troppo scomodo per il carcere, l’ospedale e le 4 residenze adatte alla sua patologia. Ieri il magistrato di sorveglianza ha deciso in suo favore. Al suo fianco c’è stata la parte sana del mondo politico, nominiamo Ilaria Cucchi anche per gli altri, la sua avvocata, medici esterni che avevano lavorato gratuitamente per rappresentare la giustizia.
Corriere del Veneto, 2 gennaio 2026 Dopo il caso del giovane detenuto di 24 anni che sarebbe stato pestato a Santa Maria Maggiore nel febbraio 2024 con rottura della milza il giorno prima del trasferimento al carcere di Montorio di Verona, dove morì suicida qualche tempo dopo, l’amministrazione penitenziaria ha cambiato i moduli con cui si attestano le condizioni di idoneità al trasferimento da una struttura all’altra. Prima, c’era una casella da spuntare (idoneo al trasferimento); dopo è stato creato un altro “form” che invita ad attestare “la capacità di affrontare il viaggio”.
Corriere di Bologna, 2 gennaio 2026 “Constatiamo, con sempre maggiore preoccupazione, che la situazione nel carcere di Bologna è sempre più critica ed allarmante”. Il direttivo e l’osservatorio carcere della camera penale di Bologna commenta così l’ultima rivolta scoppiata tra i detenuti della Dozza. Nel pomeriggio di martedì 30 dicembre, nel reparto 2B del penitenziario, era partita una violenta protesta che aveva coinvolto decine di detenuti, quasi tutti di origine straniera, generata dal rifiuto del medico di turno di ricoverare in ospedale un prigioniero che aveva ingoiato uno stuzzicadenti. I detenuti avevano dato fuoco a materassi e coperte e sfondato il cancello di di sbarramento della sezione, per poi scontrarsi con le guardie di sicurezza.
di Roberto Lodigiani
La Stampa, 2 gennaio 2026 Nei giorni scorsi la visita della delegazione di Radicali e Giovani democratici: la sezione ordinaria accoglie 93 detenuti, altri 68 in quella del regime duro 41 bis. Esclusi i 68 detenuti in regime di “41 bis”, il carcere duro, i 93 ospiti della sezione ordinaria della casa circondariale di via Sforzesca il 29 dicembre hanno avuto modo di incontrare la delegazione di Europa radicale, associazione radicale Adelaide Aglietta, Giovani Democratici.
cagliaripad.it, 2 gennaio 2026 La Camera Penale di Cagliari e Nessuno tocchi Caino denunciano gravi criticità durante l’incontro con i detenuti nel periodo delle festività. Una visita per portare un segno concreto di vicinanza alle persone detenute, ma anche per accendere i riflettori su una situazione sempre più critica. Una delegazione della Camera Penale di Cagliari, insieme all’associazione Nessuno tocchi Caino, ha fatto ingresso nella Casa circondariale di Uta nei giorni delle festività, incontrando detenuti e operatori in un momento definito “particolarmente difficile” per l’istituto.
newsrimini.it, 2 gennaio 2026 Nella Casa Circondariale di Rimini il sovraffollamento resta un problema grave e in rapido peggioramento. L’istituto è idoneo a ospitare 118 persone, ma il Ministero si riserva di applicare la sentenza pilota Torregiani della Corte di Giustizia Europea che indica 3 i metri quadri a detenuto per non considerare la detenzione “trattamento inumano e degradante”, e questo porta per Rimini una capienza massima tollerabile di 165 persone. Il 31 dicembre erano 169. Come da tradizione, l’ultimo giorno dell’anno una delegazione dei Radicali ha fatto una visita in carcere. Erano presenti Ivan Innocenti, Fausto Battistel e Giovanni Benini. “Già nell’Istituto il Magistrato riconosce da anni ai detenuti ristretti nella prima sezione i Trattamenti Inumani e Degradanti per lo stato dei luoghi di detenzione.
Corriere di Verona, 2 gennaio 2026 Ha il plauso anche della Camera Penale Veronese l’iniziativa del tribunale civile che ha avviato un protocollo per l’inserimento lavorativo di detenuti al palazzo di giustizia. Iniziativa che, dicono i penalisti è “un forte segnale di apertura alla popolazione carceraria e rispetto della dignità umana. Allo stesso tempo dimostra che le misure alternative alla detenzione ed i benefici previsti dall’ordinamento penitenziario sono finalizzati a garantire l’effettivo recupero del reo”, ricordando i dati che dimostrano come il rischio che un detenuto con un’occupazione torni a delinquere sia pari al 2%.
veronasera.it, 2 gennaio 2026 Avrà sede in piazza Madonna di Campagna il polo che riunisce servizi e realtà impegnate nel reinserimento sociale e nella tutela dei diritti. A Verona prende forma la Cittadella della giustizia, un nuovo polo dedicato alla giustizia riparativa che si inserisce nel quadro delle riforme introdotte dalla cosiddetta legge Cartabia. La giunta comunale ha deliberato l’istituzione del Centro per la giustizia riparativa nella seduta di martedì 30 dicembre, su proposta dell’assessora alla sicurezza Stefania Zivelonghi, segnando un passaggio considerato di rilevante valore civile e sociale.
di Elena Mancini
salto.bz, 2 gennaio 2026 Passa in Parlamento la riformulazione della legge di bilancio che consente di avviare il progetto della nuova casa circondariale di Bolzano. Ora sarà il Commissario straordinario del Governo per l’edilizia penitenziaria a decidere i prossimi passaggi. La legge sul nuovo carcere di Bolzano passa in Parlamento. Con l’approvazione da parte delle Camere della legge di bilancio del 2026 è passata anche la riformulazione che prevede come “il commissario straordinario compie, altresì, d’intesa con la Provincia autonoma di Bolzano e nel limite delle risorse previste dal Programma anche attraverso la modifica degli interventi dello stesso, gli atti necessari per la realizzazione della nuova casa circondariale di Bolzano, in ragione delle rinnovate esigenze del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria”.
Il Resto del Carlino, 2 gennaio 2026 Tre interventi per accompagnare i padri reclusi nel loro ruolo educativo in ottica reinserimento. L’assessore Coletti: “Favorire le relazioni familiari offrendo spazi di incontro adeguati”. Tre azioni progettuali per sostenere la genitorialità in carcere, nell’ottica di promuovere azioni sempre più attente di reinserimento sociale delle persone detenute. Questo è il fulcro della convenzione che unisce l’amministrazione comunale e la casa circondariale, sottoscritta con l’intendimento di sostenere concretamente, attraverso tre percorsi, i genitori sottoposti a misure detentive.
di don Marcelo Lopresti*
risveglioduemila.it, 2 gennaio 2026 Una lettera per ringraziare il direttore, l’amministrazione, i volontari e la polizia penitenziaria del lavoro che mette al centro il “bene del prossimo”. La speranza è possibile, anche in carcere. Lo ha “detto”, implicitamente ed esplicitamente, Papa Francesco quest’anno aprendo una Porta santa a Rebibbia. Ma è anche l’esperienza concreta di don Marcelo Lopresti, da qualche mese cappellano a Port’Aurea Con questa lettere a Risveglio ha voluto fare un bilancio di quanto vissuto e ringraziare il direttore, l’amministrazione, la Polizia penitenziaria, volontari per il loro lavoro che mette al centro “il bene del prossimo”. La pubblichiamo integralmente.
di Stefano Maria Capilupi
Il Riformista, 2 gennaio 2026 Da Beccaria a Dostoevskij, la letteratura ha sempre affrontato i sistemi punitivi ricordando il compito della giustizia: rieducare i detenuti, non vendicarsi su di loro. “Una delle guardie che gli stava vicino dette uno schiaffo a Gesù ... lui gli rispose: “...perché mi percuoti?” (Gv 18, 22-23). Il Cristianesimo, - uno dei fondamenti dell’umanesimo europeo, - è l’unica grande religione in cui il fondatore è un laico che finisce arrestato, attraversa l’umiliazione della custodia, conosce tortura e violenza legale, e muore come condannato. La Croce è anche il riscatto di un’ingiustizia storica.
di Federica Parbuoni
secoloditalia.it , 2 gennaio 2026 Si intitola “L’emergenza negata. Il collasso delle carceri italiane” il libro che Gianni Alemanno ha scritto con Fabio Falbo, lo “scrivano di Rebibbia”, con il quale sta dando voce al disagio e in molti casi alla sofferenza dei detenuti italiani, a partire dall’esperienza diretta di quelli dell’istituto di pena romano. È passato un anno esatto da quando l’ex sindaco di Roma è stato arrestato per non aver rispettato le condizioni dell’affidamento in prova cui era stato posto dopo una condanna a un anno e dieci mesi per il reato di traffico di influenze illecite, unico capo di imputazione rimasto nei suoi confronti nell’ambito di quell’inchiesta monstre e fortemente mediatica che è stata “Mafia Capitale”.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 2 gennaio 2026 Il film “Norimberga”, in questi giorni nelle sale cinematografiche, riporta all’attenzione le pagine più buie della Storia europea e dell’umanità. Quasi ottanta anni fa, il 1° ottobre 1946, si concluse il processo celebrato nella città tedesca, che condusse alla sbarra i 22 esponenti più importanti del nazismo, 12 dei quali furono condannati a morte per impiccagione. Ancora una volta Hollywood ha presentato episodi e personaggi - non senza abbandonarsi alla tentazione di classificare i “buoni” e i “cattivi” - che hanno portato alla distruzione e poi alla costruzione di un nuovo mondo, basato su nuovi principi giuridici.
AFFARI SOCIALI
di Davide Varì
Il Dubbio, 2 gennaio 2026 Il presidente della Repubblica ha spronato i giovani a prendere in mano il loro futuro. Che fine ha fatto la forza della meglio gioventù che tirò su questo Paese dalle macerie del dopoguerra e della sciagura fascista? E che fine ha fatto la trascinante stagione riformatrice? Quella della sanità universale, dello statuto dei lavoratori, del piano casa e di tante altre conquiste sociali? E dov’è finita la lucida passione dei costituenti che “di mattina discutevano - e si contrapponevano - sulle misure concrete di governo, nel pomeriggio, insieme, componevano i tasselli della nostra Carta costituzionale. La Costituzione italiana, che ha ispirato e guidato il Paese per tutti questi decenni”? Dov’è finita, insomma, quella forza visionaria, quella responsabilità comune verso noi stessi e verso chi vive accanto a noi?
di Davide Rondoni
Avvenire, 2 gennaio 2026 Siamo sicuri che i giovani che vogliono tentare di fare impresa, metter su famiglia, spendere energie, non sentano questa Italia come uno Stato che sovrasta i cittadini? Giustamente il Presidente Mattarella ha rivolto il finale del suo discorso come invito ai giovani. E ha premesso che qualcuno che pensa di conoscerli li “descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati”. Effettivamente, i dati a riguardo della partecipazione elettorale da parte dei più giovani e ancor più i dati della emigrazione all’estero di troppi giovani, fanno capire che qualcosa non va. Ma, ha ragione il Presidente, questi dati non descrivono la qualità dei nostri giovani, che per esempio negli sport e in attività di ricerca danno prova di essere al top nel mondo. Allora cosa c’è che non va?
di Renato Balduzzi
Avvenire, 2 gennaio 2026 Qualche domanda a circa due mesi dall’inizio formale della campagna referendaria. I termini delle questioni sul tappeto andrebbero illimpiditi, resi chiari per quello che sono, e non mascherati per intenti propagandistici. C’è connessione tra verità e pace: non si dà pace senza verità di cose e fatti, non si dà verità di cose e fatti senza una situazione e un contesto di pace, che richiede - come ci ha ricordato Leone XIV nel messaggio per la Giornata mondiale della pace, richiamando la Pacem in terris di san Giovanni XXIII - “mutua fiducia, sincerità nelle trattative, fedeltà agli impegni assunti”, e cioè un contesto di verità. Risuonano altresì, sul punto, le parole, lucide e accorate, del presidente Sergio Mattarella nel messaggio di fine anno, per cui “la pace, in realtà, è un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli, senza pretendere di imporre loro la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio”.
di Filomena Gallo*
Il Dubbio, 2 gennaio 2026 La sentenza della Corte costituzionale sulla legge regionale toscana sul suicidio medicalmente assistito rappresenta un passaggio di grande rilievo. Quella legge era stata approvata al termine di un ampio confronto consiliare e a seguito dell’esame - con alcune modifiche - della proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi Subito”, depositata dall’Associazione Luca Coscioni. La sentenza 204 del 2025 chiarisce finalmente ciò che per troppo tempo è stato oscurato da letture strumentali: le Regioni possono legiferare, nell’ambito della tutela della salute, per organizzare e rendere effettivo l’intervento del servizio sanitario pubblico nel percorso di suicidio medicalmente assistito, senza dover attendere una legge statale, purché non si sostituiscano allo Stato nella definizione dei diritti e dei loro limiti.
di Stefano Galieni
L’Unità, 2 gennaio 2026 Erano 6 ragazzi tunisini rinchiusi nel dicembre 1999 nell’allora Cpta “Serraino Vulpitta” a Trapani, ricavato da un vecchio ospizio. Stavano per essere rimpatriati, tentarono la fuga la notte del 28 dicembre, vennero presi e rinchiusi insieme ad altri due connazionali. Uno di loro diede fuoco ad un materasso, non si rassegnavano alla sconfitta. Il risultato fu una morte orribile, resa possibile dal fatto che non si trovarono le chiavi per aprire la cella in cui erano rinchiusi. Fu una notte da incubo, raccontata dagli abitanti di Trapani che abitavano nelle vicinanze del Vulpitta, dagli stessi agenti di polizia che assistettero impotenti alla strage. Per riprendere i fuggitivi si alzarono gli elicotteri in una assurda caccia all’uomo. Dopo la cattura il rogo. In tre morirono immediatamente, gli altri ustionati e intossicati dal fumo subirono anche ulteriori sofferenze.
DOCUMENTI
Ministro della Giustizia. Atto di indirizzo politico-istituzionale per l'anno 2026
Liberazione anticipata: la Consulta ha dichiarato incostituzionali le modalità di accertamento dei requisiti per la concessione del beneficio introdotte nel 2024
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 31 dicembre 2025)
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