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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di sabato 17 gennaio 2026
di Andrea Ossino
La Repubblica, 17 gennaio 2026 Il fondatore, Massimo Barra: “Un terzo della popolazione carceraria è detenuta per reati legati alla droga. Se una persona è malata, non può stare in carcere”. La certezza della pena, ma anche della speranza. È il filo conduttore che ha attraversato il convegno “I luoghi della privazione della libertà personale: detenzione e suicidi”, organizzato nella sede di Villa Maraini - Croce Rossa Italiana, insieme all’Istituto Luca Coscioni. Una sala gremita, ieri sera, tra operatori sociali, rappresentanti delle istituzioni e forze dell’ordine, per discutere di carcere, sovraffollamento e salute mentale.
di Salvatore Saggiomo*
rivistatela.it, 17 gennaio 2026 Il 2025 si chiude con una fotografia del sistema carcerario italiano ancora profondamente critica. Sebbene negli ultimi anni siano stati posti all’attenzione pubblica i temi della rieducazione, della salute e della dignità delle persone private della libertà personale, la realtà che quotidianamente incontro nei penitenziari purtroppo conferma che siamo ancora ben lontani da condizioni accettabili. I dati più recenti mostrano che il fenomeno del sovraffollamento non è un problema episodico ma strutturale.
di Marco Sorbara
L’Unità, 17 gennaio 2026 Faccio parte della grande famiglia di Nessuno tocchi Caino da un po’ di anni. L’incontro, in un momento particolare della mia vita, è stato per me qualcosa di speciale. Ho trovato persone che mi hanno teso la mano, mi hanno accompagnato, mi hanno sostenuto quando ne avevo più bisogno. Penso che il dolore più grande per una persona sia trovarsi, a un certo punto della vita, abbandonato da tutti. Io ho avuto la fortuna che la mia famiglia, i miei ex compagni di squadra e il mio parroco - con cui sono cresciuto - non mi hanno mai lasciato solo.
di Cesare Burdese*
L’Unità, 17 gennaio 2026 Lo stigma che accomuna le carceri del nostro Paese, ancora una volta si è manifestato nelle sezioni di Alta Sicurezza della Casa di Reclusione Opera di Milano, a seguito della visita di Nessuno tocchi Caino, lo scorso 22 dicembre. Le condizioni materiali di detenzione riscontrate delineano un quadro di isolamento e disumanizzazione incostituzionale, in violazione dei diritti fondamentali degli ergastolani reclusi.
L’Opinione, 17 gennaio 2026 “Almeno 1.000 militari a presidio delle carceri italiane con servizi mirati di controllo, pattugliamento e sorveglianza”: è la proposta avanzata da Aldo Di Giacomo, segretario del Fsa-Cnpp-Spp (Sindacato polizia penitenziaria), con l’obiettivo dichiarato di “ristabilire legalità nei penitenziari e tutelare il personale”. Secondo il sindacato, le prime due settimane del nuovo anno hanno già confermato un quadro allarmante, in linea con il “copione” del 2025 e anzi ulteriormente aggravato. I tentativi, riusciti o sventati, di introdurre dall’esterno droga, telefoni cellulari e persino armi rudimentali si susseguono con preoccupante regolarità. L’ultimo episodio segnalato riguarda un lancio di pacco all’Itm di Roma, ma i casi più frequenti restano quelli legati all’uso dei droni, ormai impiegati per trasportare di tutto all’interno degli istituti.
di Simona Musco
Il Dubbio, 17 gennaio 2026 Poche idee, ma confuse. Il tema della sicurezza, nel governo, sembra spaccare le posizioni di Fratelli d’Italia e Lega. Col partito della premier per nulla propenso a parlare di un’emergenza sicurezza e il Carroccio pronto a rilasciare alle agenzie dichiarazioni allarmistiche, di fatto giustificando la bontà delle nuove proposte del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Proposte che riducono le garanzie dello Stato di diritto, puntando tutto sulla repressione, soprattutto dei soggetti più deboli della società: minori e migranti. Sul fronte Fratelli d’Italia è Alberto Balboni, responsabile sicurezza del partito, a smorzare i toni: “La sicurezza per noi, come ha detto Piantedosi, resta sempre una priorità assoluta e tuttavia la situazione negli ultimi tempi non è peggiorata, è, seppur faticosamente, migliorata: i reati sono diminuiti nel 2025, 3,5% in meno. Rispetto a 10 anni fa, anche gli omicidi, ma anche tutti gli altri reati, sono diminuiti.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 17 gennaio 2026 Se passerà il nuovo pacchetto Sicurezza, il poliziotto non sarà indagato quando un fatto potenzialmente criminoso è compiuto nell’adempimento di un dovere. Nonostante anche gli ultimi numeri ci dicano che la criminalità in Italia è in calo, il governo ha annunciato un altro pacchetto sicurezza. Anzi due: il primo avrà la forma del decreto legge, dunque immediatamente operativo, mentre il secondo quella del disegno di legge, la cui discussione si potrà trascinare a livello parlamentare. È quindi evidente come non sia per combattere la criminalità che l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni continua senza sosta a lavorare a norme repressive e illiberali. È piuttosto per stravolgere lo stato di diritto, nel quale non ha mai creduto, per reprimere le espressioni di dissenso, per affermare il proprio sovranismo razzista nella guerra all’immigrazione.
di Maurizio Ambrosini
Avvenire, 17 gennaio 2026 Pressoché inevitabilmente, buona parte del nuovo pacchetto-sicurezza in gestazione riguarda l’immigrazione. La visione dell’immigrazione come minaccia per la sicurezza è un mantra ripetuto insistentemente dai megafoni del sovranismo. Si declina in vario modo, a seconda delle vere o presunte emergenze: pericolo per la sicurezza nazionale, in tempi di attacchi terroristici, criminalità urbana, quando sono le cronache a dettare l’agenda, attacco all’identità culturale, quando il dibattito si sposta sui simboli religiosi e i luoghi di culto. Già il fatto di rappresentare l’immigrazione come un problema di sicurezza, oggetto ripetutamente di norme specifiche di contrasto, si traduce in un messaggio: invita l’opinione pubblica a diffidare degli stranieri (poveri), chi li incontra in vari contesti a stare in guardia, le forze dell’ordine ad alzare la soglia di allerta.
di Giulia Merlo
Il Domani, 17 gennaio 2026 Il dl prevede il divieto assoluto di portare armi da taglio di dimensioni superiori ai 5 centimetri, trasformandolo da contravvenzione a reato. Orlando (Pd): “Oltre al tema della sicurezza, c’è quello di come si evita di perdere una o più generazioni spaesate”. Il nuovo Decreto Sicurezza che il Viminale porterà a fine mese in Consiglio dei ministri contiene una serie di norme che riguardano il porto di armi da taglio ed è stato subito rivendicato dal vicepremier Matteo Salvini come necessario: “Al lavoro per misure ancora più restrittive e tolleranza zero”. Il dl prevede misure molto severe contro i minorenni: se vengono fermati e trovati con un coltello le forze dell’ordine potranno decidere per “l’arresto facoltativo in flagranza”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 17 gennaio 2026 La condanna dell’Italia per la morte di Riccardo Magherini potrebbe non restare un caso isolato. La Corte europea dei diritti dell’uomo sta esaminando un altro ricorso molto simile: quello della famiglia di Vincenzo Sapia, morto a 29 anni il 24 maggio 2014 a Mirto Crosia, in provincia di Cosenza, dopo essere stato immobilizzato a terra dai carabinieri. La storia di Vincenzo ricorda da vicino quella di Riccardo. Anche lui soffriva di disturbi schizo-affettivi ed era seguito dal Centro di Igiene mentale di Rossano Calabro. Anche la sua morte avvenne nello stesso 2014.
GIURISPRUDENZA
Il Dubbio, 17 gennaio 2026 La Corte costituzionale chiarisce che il giudice penale può decidere sugli effetti civili anche quando il reato è estinto per prescrizione, senza rinvio al giudice civile. Non viola la presunzione di innocenza il comma 1 dell’articolo 578 del codice di procedura penale, nella parte in cui stabilisce che, quando nei confronti dell’imputato è stata pronunciata condanna alle restituzioni o al risarcimento dei danni cagionati dal reato, il giudice penale di appello, nel dichiarare estinto il reato per prescrizione, decide sull’impugnazione ai soli effetti civili, e non prevede, invece, che esso, analogamente a quanto previsto dal comma 1-bis dello stesso articolo 578, rinvii per le questioni civili al giudice civile di pari grado.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 17 gennaio 2026 Il progetto del governo “Carceri esclusivamente dedicate alla reclusione dei detenuti in 41 bis e gestite unicamente dai reparti specializzati del Gom (Gruppo operativo mobile)”. “Carceri esclusivamente dedicate alla reclusione dei detenuti in 41 bis e gestite unicamente dai reparti specializzati del Gom (Gruppo operativo mobile)”. È il progetto del governo - già in via di realizzazione - ideato e voluto in particolare dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove con l’obiettivo di rivoluzionare il sistema penitenziario di massima sicurezza “per rispondere a nuove esigenze di ordine pubblico e obblighi costituzionali”. Questa, almeno, è la motivazione con la quale il numero due di Via Arenula ha illustrato alla Conferenza Stato-Regioni, il 18 dicembre scorso, il suo programma di trasferire e concentrare in sole 7 carceri, tre delle quali si trovano in Sardegna, le oltre 750 persone attualmente detenute in 41-bis nei padiglioni a loro dedicati di 12 penitenziari dislocati in tutto il Paese.
L’Unione Sarda, 17 gennaio 2026 Fuori il verbale della conferenza Stato-Regioni, le perplessità dell’assessora Laconi: “L’Isola, finora mai coinvolta, non può sopportare un carico simile”. Le perplessità dell’assessora alla Protezione civile Rosanna Laconi, in rappresentanza della Regione, e la replica del sottosegretario Andrea Delmastro. Fuori il verbale della seduta del 18 dicembre della conferenza Stato-Regioni sull’ipotesi dei detenuti al 41 bis in Sardegna: “Capisco la necessità di garantire ai 41 bis quelle che sono le condizioni, naturalmente, necessarie per un’accoglienza adeguata, come tutti gli altri carcerati all’interno delle varie carceri italiane - è l’intervento di Laconi.
di Elisa Barresi
ilreggino.it, 17 gennaio 2026 Con Giovanna Francesca Russo, Garante regionale della Calabria e neo Coordinatrice nazionale dei Garanti regionali passando dalla tutela dei diritti alla sicurezza collettiva, passando per sanità penitenziaria, standard minimi e buone pratiche. La nomina di Giovanna Francesca Russo a Coordinatrice nazionale del forum dei Garanti regionali segna un passaggio significativo nel sistema delle garanzie per le persone private della libertà. Avvocato, Garante regionale della Calabria, Russo porta al livello nazionale un metodo basato su ascolto, misurazione e responsabilità istituzionale. In questa intervista affronta i nodi centrali del sistema penitenziario: il rapporto tra diritti e sicurezza, la sanità, la riorganizzazione e il valore delle buone pratiche come leva di cambiamento.
di Paola Ferrari*
Il Piccolo, 17 gennaio 2026 Le recenti decisioni che riguardano il sistema carcerario alessandrino sollevano interrogativi profondi che non possono essere ridotti a una questione tecnica o di mera sicurezza. In particolare, la trasformazione del carcere di San Michele in istituto destinato ad accogliere detenuti sottoposti al regime di 41 bis. Sono scelte che toccano il rapporto tra Stato e territorio, tra legalità e coesione sociale, tra il dovere di reprimere il crimine e quello, altrettanto costituzionale, di tutelare la dignità della persona. Un equilibrio delicato, che richiede visione e responsabilità condivisa. La sicurezza viene riconosciuta come un bene comune indispensabile. Ma non può essere costruita attraverso decisioni calate dall’alto, prive di un confronto reale con le istituzioni locali.
di Edoardo Iacolucci
lacapitale.it, 17 gennaio 2026 Il Garante delle persone private della libertà del Lazio, Stefano Anastasia, in visita alla Casa circondariale di Civitavecchia. Sovraffollamento al 175% Criticità su sovraffollamento e carenze di personale. Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasia, ha svolto il 15 gennaio una visita di monitoraggio alla Casa circondariale di Civitavecchia. Con lui anche Corrado Lancia, Garante comunale di Civitavecchia, primo nominato dall’amministrazione cittadina dopo l’istituzione recente di questa figura di garanzia a livello locale. La delegazione è stata accompagnata dalla direttrice dell’istituto Anna Angeletti, responsabile della gestione del carcere, insieme ai funzionari dell’area sicurezza e di quella educativa.
di Luca Barbari*
Il Dubbio, 17 gennaio 2026 Il Consiglio comunale di Modena aveva deciso: la seduta del 15 gennaio si sarebbe tenuta nella Casa Circondariale S. Anna, per ascoltare la Relazione annuale della Garante dei detenuti, professoressa Giovanna Laura De Fazio. Da mesi era arrivata l’autorizzazione della Direzione dell’istituto di pena. Ma nella giornata del 13 gennaio, appena 36 ore prima, il Dap ha comunicato il suo diniego, senza spiegarne i motivi. È una decisione grave e un segnale chiarissimo: si vuole che il carcere rimanga un luogo chiuso, impermeabile. La città non deve avervi accesso.
di Claudio Bottan
L’Osservatore Romano, 17 gennaio 2026 La sartoria della Cooperativa sociale Al Revés di Palermo, un progetto di inclusione “trasversale”. “Il bene comune siamo noi”. È il mantra di Rosalba Romano, che di mestiere farebbe l’assistente Sociale Specialista presso il Dipartimento Giustizia Minorile di Palermo, ma per passione dedica ogni minuto del suo tempo libero ad un progetto di inclusione “trasversale”. Le sue esternazioni le ritroviamo spesso stampate su t-shirt e borse che fanno l’occhiolino dalle vetrine di Sartoria Sociale. “Siamo tutti ex di qualcosa” e “No War” sono il biglietto da visita del laboratorio sorto in un bene confiscato alla mafia, non a caso a pochi passi dal carcere minorile Malaspina.
cataniatoday.it, 17 gennaio 2026 È tempo di tracciare bilanci, valutare le ricadute concrete sul territorio e fornire prospettive per il progetto “Senza Catene”, un’opera segno del Giubileo 2025 dell’Arcidiocesi di Catania interamente dedicata al recupero e al reinserimento lavorativo e sociale dei detenuti. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la Caritas e il Servizio di Pastorale Carceraria dell’Arcidiocesi, si è concentrata sull’attivazione di una rete capillare di sostegno e sull’avvio di percorsi lavorativi concreti per le persone detenute ed ex detenute, offrendo loro una reale opportunità di riscatto e di ritorno dignitoso nella società.
di Annalisa Picardi
unitedworldproject.org, 17 gennaio 2026 Nel carcere di Casal del Marmo (Roma), Pastificio Futuro è un progetto di produzione di pasta che offre formazione tecnica e impiego reale ai giovani detenuti. Un’iniziativa di economia sociale che vede nella gastronomia artigianale un percorso di reinserimento. Un muro può dividere, proteggere, nascondere. Ma può anche diventare una soglia. Casal del Marmo, carcere minorile. Dal novembre 2025 il muro di cinta dell’istituto penitenziario minorile racconta una storia diversa. Lì dove per anni il grigio del cemento segnava un confine netto, ora si apre un lungo murale fatto di colore, simboli e futuro. È il murale del Pastificio Futuro, un progetto che intreccia lavoro, arte e accompagnamento umano per offrire una seconda possibilità a giovani che hanno conosciuto il carcere.
csvbrindisilecce.it, 17 gennaio 2026 A San Michele Salentino due giorni di confronto con garanti, istituzioni e associazioni del Terzo Settore per rafforzare il sistema di tutela dei detenuti e valorizzare percorsi di reinserimento sociale e professionale. Nel cuore di San Michele Salentino, negli spazi del Salone Lerna - la100lab, si terrà, il 19 e 20 gennaio, una significativa tavola rotonda dedicata ai diritti dei detenuti. Un incontro che vedrà la presenza congiunta di garanti territoriali, rappresentanti del sistema penitenziario, cooperative, associazioni e realtà del terzo settore impegnate nel reinserimento dei detenuti nella società.
AFFARI SOCIALI
di Matteo Lancini*
La Stampa, 17 gennaio 2026 Questo non è un conflitto generazionale: l’aggressività è contro se stessi o contro i propri coetanei. La violenza giovanile odierna non è quasi mai l’espressione di un conflitto generazionale. Nonostante l’evidente disinteresse adulto nei riguardi del presente e del futuro dei più giovani, il gesto violento è sempre più spesso rivolto contro se stessi o contro i coetanei. Anche la consapevolezza delle ineguaglianze sociali di chi cresce ai margini e nelle periferie non si traduce frequentemente in impegno politico, in richiesta di maggiore eguaglianza, in movimento collettivo che lotta per il riconoscimento dei propri diritti. Il conflitto generazionale è ai minimi termini. Se la trasgressione e l’opposizione non sono più la cifra distintiva dell’adolescenza odierna, allora sarà un problema educativo.
di Marica Fantauzzi
Il Dubbio, 17 gennaio 2026 La stretta repressiva in atto sta cancellando un modello che aveva messo al centro i ragazzi. Parla Francesca Mosiello, psicologa e mediatrice penale. Francesca Mosiello ha 23 anni quando per la prima volta varca la soglia dell’Istituto penale per minorenni di Casal Marmo. Era il 2003 e lei era una tirocinante in psicologia. È una delle prime cose che racconta, anche oggi, quando entra in Istituto. Tra i fatti che incuriosiscono di più i giovani detenuti che la ascoltano ce n’è uno, che oggi appare inverosimile: all’epoca, le ragazze e i ragazzi condividevano gli spazi detentivi comuni e la divisione tra i sessi nelle attività, ora considerata un paradigma della detenzione (anche) minorile, non era prevista.
di Alfio Sciacca e Andrea Barsanti
Corriere della Sera, 17 gennaio 2026 L’inseguimento in classe e anche fuori, poi la coltellata che ha trafitto la milza. Un professore: “Ma non siamo il Bronx”. La vittima studiava e lavorava in pizzeria per aiutare la famiglia. Il killer aveva già portato armi a scuola. La speranza di familiari e amici che per tutto il pomeriggio hanno imprecato e pregato davanti al Pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea di La Spezia si è dissolta alle 8 di sera. Abanoub Youssef, che tutti chiamavano “Abu”, egiziano, non ce l’ha fatta a superare le conseguenze della devastante coltellata al torace. Al suo arrivo in ospedale è andato in arresto cardiaco ed è stato rianimato per 90 minuti. I medici sono riusciti comunque a far ripartire il battito. Poi in sala operatoria per tre ore. Ma poco dopo il trasferimento in Rianimazione è deceduto.
di Giuliana Ubbiali
Corriere della Sera, 17 gennaio 2026 Sempre più diffuso l’uso di coltelli: “Dicono di averli come tutti, minimizzano fatti gravi”. “Il termine maranza? È sicuramente gergale, noi giudici non lo usiamo, salvo per volerci riferire al nuovo fenomeno di gruppi di ragazzini, spesso minorenni o neomaggiorenni, che stazionano nelle nostre città e commettono reati, a volte senza rendersene conto. L’etichetta però è una semplificazione, perché quando si esaminano i singoli comportamenti ci si accorge che ogni caso è a sé e il fenomeno è estremamente complesso”. Droga, psicofarmaci, problemi psichiatrici, coltelli, social, adulti smarriti di fronte a cambiamenti veloci: ecco la complessità.
di Fabrizio Caccia
Corriere della Sera, 17 gennaio 2026 “Un decreto anti lame”, la maggioranza vuole accelerare dopo l’assassinio di La Spezia. Il Pd: “Solo slogan”. Il ministro dell’Interno Piantedosi spinge sul pacchetto sicurezza. Valditara: “Una tragedia per l’intero Paese”. La Lega ha fretta. La morte a La Spezia del giovane Youssef Abanoub, accoltellato a scuola da un suo compagno di classe, potrebbe accelerare ulteriormente la stretta decisa solo tre giorni fa dal governo Meloni per punire i reati legati alle lame, secondo l’Istat in crescita allarmante. “Sconvolgente, doloroso, assurdo - scrive su X il vicepremier Matteo Salvini. Troppa violenza, troppi coltelli anche tra i giovanissimi”.
di Sabino Cassese
Corriere della Sera, 17 gennaio 2026 Il mondo è stretto tra le difficoltà della democrazia e la fine dell’ordine internazionale. Da quando, 80 anni fa, la Carta delle Nazioni Unite ha proibito il ricorso alle guerre, vi sono stati nel mondo circa 200 conflitti bellici. Da quando, 20 anni fa, è stato avviato il programma delle Nazioni Unite per promuovere la democrazia, in circa 50 Paesi la democrazia è arretrata. Ma mai era accaduto quello che ora succede, e cioè che le due crisi, quella del diritto internazionale e quella della democrazia, si intrecciassero. Questa è la peculiarità della situazione odierna nel mondo.
agensir.it, 17 gennaio 2026 La Commissione internazionale dei giuristi (Icj l’acronimo in inglese dell’ong, con sede a Ginevra), nel suo rapporto, presentato ieri, intitolato “Scarcerati ma non liberi”, analizza l’abuso delle detenzioni arbitrarie e delle misure cautelari per perseguitare il dissenso in Venezuela attraverso un documento organizzato in sette sezioni. Nel caso delle recenti scarcerazioni, si sottolinea che, perlopiù, “i processi penali seguono regolarmente il loro corso. Le organizzazioni della società civile che hanno accompagnato i detenuti hanno riferito che le persone sono state rilasciate, con l’imposizione di misure alternative che non implicano il carcere, ma che includono l’obbligo di presentarsi davanti ai tribunali, la proibizione di lasciare il Paese e il divieto di rilasciare dichiarazioni ai mezzi di comunicazione.
DOCUMENTI
Articolo. "Ladri di case e mendicanti. La povertà minaccia la sicurezza pubblica?", di Pina Porchi
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 16 gennaio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26
febbraio 2026). Per iscriversi: https://forms.gle/
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 19 al 25 gennaio 2026
Convegno. "Il ventunante: la cella si pare, lo stigma resta" (Milano, 30 gennaio 2026)
CORSI DI FORMAZIONE