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Notiziario quotidiano dal carcere
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Edizione di mercoledì 14 gennaio 2026
di Franco Corleone
L’Unità, 14 gennaio 2026 È finito l’anno che avrebbe dovuto festeggiare i 50 anni dell’Ordinamento penitenziario e i 25 anni del Regolamento di esecuzione con provvedimenti diversi dalla introduzione di nuovi reati, dall’aggravamento delle pene e dal nuovo reato di resistenza passiva e di criminalizzazione di atti di protesta nonviolenta. Si sono archiviati 80 suicidi e 161 morti per cause da accertare in carcere e si è chiuso il giubileo dei detenuti senza un segno di accoglimento dell’appello di Papa Francesco e di Papa Leone. In tempi di rabbia e di odio, di crisi dello stato di diritto e del nuovo ordine mondiale fondato sulla forza non stupisce che la clemenza sia bandita e cancellato il senso di umanità. Si è ormai consolidato un fatto crudele. È stata abolita di fatto l’amnistia e non si concedono più grazie.
di Sergio Segio
Il Manifesto, 14 gennaio 2026 Il 2025 si è chiuso con una vistosa crescita del malessere nei penitenziari, come certificato anche dal nuovo picco di 80 detenuti suicidi. Un malessere che ha due facce: la disperazione, con il suo portato di autolesionismo, e l’esasperazione, che si traduce in microconflittualità. Tra principali cause vi sono i numerosi provvedimenti legislativi in tema di sicurezza varati dall’attuale governo che hanno prodotto maggiori incarcerazioni e pene più lunghe. Con la conseguenza di ulteriore sovraffollamento delle celle e, dunque - checché ne dica il Guardasigilli - di drastico peggioramento delle condizioni di reclusione.
di Laura Defendi
La Prealpina, 14 gennaio 2026 Gianni Alemanno, ci spiega com’è cambiato il suo sguardo sulla politica e sulla giustizia, quando da primo cittadino di Roma è diventato cittadino” di Rebibbia? “La prima risposta più banale, ma necessaria perché ci sono molti maldicenti, è che il mio sguardo sulla Giustizia non è molto cambiato entrando in carcere. Ho sempre pensato che la Giustizia italiana abbia molti problemi e che quando il sovraffollamento carcerario supera certi livelli non bisogna “vergognarsi” - come oggi fa Giorgia Meloni - di emanare dei provvedimenti di clemenza che riducano il numero dei detenuti. Ci tengo a ribadire di essere stato uno dei tre parlamentari di destra che, in dissenso dal proprio gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale, votarono a favore dell’indulto del 2006, l’ultimo che è fatto in Italia.
GIUSTIZIA
di Michele Ainis
La Repubblica, 14 gennaio 2026 Se nel frattempo il mondo non sarà esploso del tutto, fra un paio di mesi ci attende un referendum. Quello sulla giustizia, che per i suoi oppositori introduce viceversa un’ingiustizia. Come voteremo? Dipende dal merito di questa riforma, però anche dal metodo con cui è stata generata. Dipende dai quesiti, ma in realtà dalla percezione dei quesiti, dalla loro “narrazione”, come si dice adesso. Dipende dal testo, ma in misura anche maggiore dal contesto, dalle condizioni esterne in cui cadrà la consultazione. Difatti ogni referendum esprime una valenza che supera lo specifico oggetto dei quesiti. Nel 1991 il referendum sulla preferenza unica promosso da Mario Segni aprì la stagione della Seconda repubblica.
di Massimo Franco
Corriere della Sera, 14 gennaio 2026 Inizia la corsa contro il tempo dei sostenitori del No, che vogliono raccogliere mezzo milione di firme entro fine gennaio per fare ricorso e cercare così di far slittare la consultazione. Il referendum sulla giustizia è confermato per il 22 e 23 marzo prossimi. La decisione del governo, scontata, è arrivata lunedì pomeriggio. Ma adesso comincia la corsa contro il tempo dei sostenitori del No, che vogliono raccogliere mezzo milione di firme entro fine gennaio per fare ricorso e cercare così di far slittare la consultazione: toccherebbe alla Corte costituzionale rivedere la data. Già la tempistica contrastata, tuttavia, lascia capire quali e quante tensioni si addensino sulle prossime settimane di campagna referendaria.
di Salvo Andò
La Sicilia, 14 gennaio 2026 La rissa sulla riforma della giustizia sta assumendo le caratteristiche di un confronto sempre più duro tra toghe e governo che si disputa nel primato in materia di gestione delle riforme istituzionali. Di questo si tratta, più che di promuovere riforme destinate a mettere ordine nella giurisdizione rendendola più efficace e garantista. È, questo, un conflitto che sconcerta l’opinione pubblica, la quale rivendica la giustizia giusta anziché quella infeudata a questo o a quel potere. Non pare dubbio che l’equilibrio tra i poteri non possa essere unilateralmente modificato. Insomma, eventuali conflitti verrebbero in ogni caso a trovare un punto di mediazione anche attraverso il coinvolgimento del Capo dello Stato.
di Luca Sofri
ilpost.it, 14 gennaio 2026 Sia da parte dei sostenitori sia da parte degli oppositori: e mancano ancora quasi 70 giorni al voto. Il Consiglio dei ministri ha stabilito la data del referendum confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia: si voterà domenica 22 e lunedì 23 marzo. Mancano dunque 67 giorni alla consultazione, e sarà un tempo in cui i sostenitori e i detrattori della riforma potranno spiegare le loro ragioni. La campagna referendaria però è già iniziata da tempo, almeno dalla fine di ottobre, quando il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge. E finora, da un lato e dall’altro, il dibattito è stato caratterizzato da semplificazioni e mistificazioni notevoli, più che da un confronto ragionato sul merito della riforma.
di Antonio Polito
Corriere della Sera, 14 gennaio 2026 La democrazia è in pericolo? No, la Costituzione non vieta la separazione delle carriere. Lo dice anche la Consulta. Se si mobilitano anche Maurizio Landini e Sigfrido Ranucci, allora si può star sicuri che “la democrazia è in pericolo”: non può che trattarsi di un “attentato alla Costituzione”. E infatti, la campagna referendaria dei sostenitori del No alla separazione delle carriere dei magistrati è partita proprio così. Non è, a dire il vero, la prima volta che si grida “al lupo, al lupo” (l’ultima fu appena sei mesi fa, per abrogare il Jobs Act); e speriamo che non dovremo mai pentirci della facilità con cui in Italia si lancia l’”allarme democratico”, il giorno in cui ci dovesse servire davvero.
di Dario Conti
La Notizia, 14 gennaio 2026 Il Movimento 5 Stelle dice no al referendum sulla giustizia attraverso cinque punti con i quali critica la riforma del governo. Per il Movimento 5 Stelle, quello sulla giustizia è già diventato il referendum “salva casta”. Proprio da qui parte lo slogan della campagna promossa dal M5s in vista dell’appuntamento elettorale del 22 e 23 marzo, quando i cittadini saranno chiamati a votare per confermare o meno la riforma costituzionale della magistratura. “No al Referendum salva casta”, è lo slogan dei pentastellati. Ieri, in una riunione, il presidente Giuseppe Conte ha fatto il punto con il direttivo di Camera e Senato e con i parlamentari delle commissioni Giustizia e Affari costituzionali più coinvolti sul tema.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 14 gennaio 2026 I materiali di intelligence militare non possono fondare procedimenti penali: è quanto dichiarano in una nota i difensori (Nicola Canestrini, Fausto Gianelli, Elisa Marino, Gilberto Pagani, Pier Poli, Marina Prosperi, Nabil Ryah, Dario Rossi, Flavio Rossi Albertini, Giuseppe Sambataro, Fabio Sommovigo, Emanuele Tambuscio, Gianluca Vitale, Samuele Zucchini) dei 33 indagati (di cui sei agli arresti e due latitanti), tra cui il leader dell’associazione palestinesi d’Italia, Mohammad Hannoun, nel procedimento per asserito finanziamento dell’organizzazione terroristica di Hamas, condotta dalla Dda di Genova. Tale eccezione sarà sollevata durante l’udienza al Tribunale del riesame di Genova per la scarcerazione che si terrà venerdì.
GIURISPRUDENZA
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 14 gennaio 2026 L’identità del fatto per cui viene promossa una seconda azione penale fa scattare la causa di improcedibilità prevista dall’articolo 649 del Codice di procedura penale. Il condannato in via definitiva per maltrattamenti in famiglia asseritamente realizzati con violenza sulla persona non può essere nuovamente o separatamente processato per i medesimi comportamenti a titolo di lesioni. Così la Corte di cassazione - con la sentenza n. 1341/2026 - ha annullato senza rinvio la sentenza di appello e quella di primo grado che condannavano il ricorrente per lesioni aggravate contro la moglie.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 14 gennaio 2026 La Cassazione, sentenza n. 1049 depositata ieri, chiarisce che il rimedio è previsto solo per i “condannati” e non anche in caso di “misure amministrative”. In un procedimento contro la proroga del “trattenimento” nel Cpr, lo straniero, non rivestendo la qualifica di condannato, non è neppure legittimato a proporre il ricorso straordinario per errore materiale o di fatto (ex art. 625-bis Cpp) contro la sentenza della Cassazione che ha dichiarato inammissibile o rigettato il suo precedente ricorso. Lo ha stabilito la Quinta sezione penale, sentenza n. 1049 depositata oggi, dichiarando inammissibile il ricorso di un cittadino marocchino trattenuto in un Centro di permanenza per i rimpatri.
di Graziano Pintori
Il Manifesto Sardo, 14 gennaio 2026 In Italia è in atto un ulteriore aggravamento generale delle condizioni detentive, si tratta del programma di concentrare i 750 detenuti sottoposti al 41 bis in poche carceri, già selezionate dal ministero della giustizia. Il programma securitario, esposto dal sottosegretario Delmastro nella conferenza Stato Regioni, prevede che le regioni dove si trasferiranno i 41 bis saranno ridotte da dodici a cinque. In Sardegna tre saranno le carceri incluse nel programma: Badu e Carros, Bancali e Uta, destinate a ospitare 240 detenuti. Le prime due dovrebbero ospitare esclusivamente detenuti sottoposti al carcere duro, un’evenienza che potrebbe portare questa tipologia di carcerati a 500 presenze.
di Lisa Ferreli
italiachecambia.org, 14 gennaio 2026 “Se l’arrivo di detenuti al 41-bis fa paura, il problema non è il carcere ma l’istituzione”. Il dibattito sul trasferimento di detenuti al 41-bis in Sardegna mette in luce soprattutto le lacune istituzionali. Ne parliamo con l’assistente sociale Claudia Camarda, esponente del Partito sardo d’azione. Quello tracciato dall’associazione Socialismo Diritti e Riforme attraverso il resoconto annuale sull’andamento della situazione detentiva in Sardegna, è un quadro che non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche. “Il 2025 è un anno da dimenticare per le carceri dell’isola” ha dichiarato la presidente, Maria Grazia Caligaris. Sovraffollamento, carenza di personale, difficoltà a effettuare colloqui e una sanità penitenziaria “che fatica a dare risposte adeguate”.
di Edoardo Iacolucci
La Capitale, 14 gennaio 2026 “Dopo il 2023 e il 2024, anche il 2025 si conferma un anno nero per le carceri italiane”. Ispezione a Regina Coeli con l’europarlamentare Ilaria Salis e la senatrice Ilaria Cucchi: sovraffollamento, disagio psichico e diritti negati. Il 2025 è stato un anno nero per le carceri italiane. Così era stato il 2024 e prima ancora il 2023. I cosiddetti “decreti sicurezza” varati negli ultimi anni non hanno risolto le criticità strutturali del sistema penitenziario e, secondo chi visita gli istituti, continuano a lasciare sullo sfondo la dignità delle persone detenute. Anche il 2026, avvertono parlamentari e attivisti, rischia di aprirsi senza un cambio di rotta sui diritti fondamentali.
di Stefano Fabbri
Corriere Fiorentino, 14 gennaio 2026 Per Sollicciano, che in questo periodo è un Regno dei Ghiacci tanto da far concorrenza alla contesa Groenlandia, più che un tavolo servirebbe una stufa. Ma per il momento si è scelto di privilegiare un diverso elemento di arredo, completo di sedie ciascuna delle quali riservata a chi istituzionalmente ha competenze più prossime sull’istituto. Ma fuori da ogni ironia va detto che lo strumento di cui ha voluto dotarsi l’amministrazione comunale potrà avere - se lo si vorrà - un ruolo positivo nel medio periodo. I temi dell’alloggio per chi ha finito la pena, dei permessi di soggiorno per coloro che magari hanno costruito nel periodo di detenzione un nuovo presente di integrazione e di lavoro, un’attenzione più marcata per le persone con problemi sanitari e in particolare di tipo psichiatrico non a caso sono stati al centro del primo incontro.
di Bruno Carrà*
piacenzasera.it, 14 gennaio 2026 Sovraffollamento, strutture fatiscenti, indifferenza e silenzi politici. Così si fotografa il bilancio di un sistema penitenziario allo stremo, fuori controllo e lontano da diritti e reinserimento. Alla fine di novembre 2025 le carceri italiane contavano 63mila e 868 persone detenute, quasi duemila in più rispetto a dodici mesi prima, a fronte di una capienza effettiva di 46.124 posti (700 in meno di quelli che si conteggiavano all’inizio del 2025): il tasso di sovraffollamento medio ha così raggiunto il 138,5 per cento. Le pene non possono mai consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato, così sancisce il terzo comma dell’art. 27 della Costituzione italiana. Le condizioni del sistema penitenziario italiano inducono a richiamare una questione ineludibile di civiltà.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 14 gennaio 2026 Autorizzazione negata. Doccia fredda per l’amministrazione modenese. La seduta del Consiglio comunale di Modena di domani, inizialmente prevista presso la Casa circondariale di Sant’Anna, si terrà come sempre in Municipio. Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) ha infatti stoppato il Comune. “Con rammarico, prendo atto che la seduta alla Casa circondariale di Sant’Anna non potrà avere luogo perché l’ufficio competente Dap ha ritenuto di negare la relativa autorizzazione necessaria alla Direzione del penitenziario modenese - spiega il presidente del Consiglio comunale Antonio Carpentieri.
di Stefano Gabbiano
lapiazzaweb.it, 14 gennaio 2026 Il Garante dei detenuti denuncia la situazione critica nella Casa Circondariale del Due Palazzi. La Casa Circondariale di Padova, una delle strutture penitenziarie più rilevanti della città, sta vivendo un sovraffollamento senza precedenti. Secondo la segnalazione fatta ieri dal direttore della struttura, Luigi Morante, al Garante dei detenuti di Padova, Antonio Bincoletto, il numero di persone detenute nella sola ala di custodia cautelare ha raggiunto i 269 detenuti, ben al di sopra della capacità regolamentare di 188. Questo dato segna un livello di sovraffollamento “mai raggiunto prima”.
lecceprima.it, 14 gennaio 2026 Maria Mancarella si è recata in visita all’Istituto penitenziario minorile, inaugurato lo scorso 20 novembre dopo circa venti anni di inattività, evidenziando anomalie e disservizi. La Garante leccese dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale si è recata in visita all’Istituto penitenziario minorile, inaugurato lo scorso 20 novembre, dopo circa venti anni di inattività. La capienza massima è di 27 ragazzi, al momento ve ne sono soltanto quattro, tutti italiani, provenienti dall’istituto di Airola interessato da lavori di ristrutturazione.
novaradio.info, 14 gennaio 2026 In dirittura d’arrivo, seppur fra mille difficoltà, i lavori di ristrutturazione al carcere livornese delle Sughere: dopo un iter ultradecennale, entro 3-4 mesi dovrebbe essere pronto uno dei due nuovi padiglioni, mentre per il secondo invece si parla di ancor mesi, se non di anni. Il nuovo padiglione conterà 120 posti, destinati ad accogliere i detenuti di media sicurezza che si trovano attualmente nella ex sezione transito. A riferirlo è il Garante dei detenuti livornesi, Marco Solimano che, pur esprimendo soddisfazione al tempo stesso lancia un allarme: “Abbiamo denunciato in maniera innumerevole negli anni le condizioni di degrado e di destrutturazione delle celle di media sicurezza, e sostenuto l’apertura dei nuovi padiglioni avrebbe dovuto coincidere con la chiusura definitiva di una zona detentiva ...
di Beatrice Branca
Corriere di Verona, 14 gennaio 2026 Nell’udienza di ieri i pubblici ministeri Carlo Boranga e Chiara Bisso hanno chiesto la condanna a 7 anni e 4 mesi e a 3 anni e 10 mesi per l’ex poliziotto A.M. e il suo ex collega L.C.. I due sono accusati di “aver torturato” alcune persone in stato di fermo o arresto, perlopiù tossicodipendenti o stranieri senza fissa dimora, e vi aver falsificato dei verbali. Lo schiaffo a Mattia Tacchi e l’aggressione a Nicolae Daju con lo spray al peperoncino dopo averlo trascinato a terra. Quelle azioni sono state cristallizzate tra il 2022 e il 2023 dalle telecamere dell’Acquario, la stanza fermati in via Lungadige Galtarossa.
Il Dubbio, 14 gennaio 2026 Nel corso della conferenza stampa di inizio anno, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato la realizzazione di 11mila nuovi posti nelle strutture carcerarie entro la fine del 2027, insieme al rafforzamento delle misure alternative al carcere per le persone con dipendenza patologica da sostanze. Proprio a partire da questo nodo, Fondazione Villa Maraini (Agenzia della Croce Rossa Italiana per le dipendenze patologiche) e Istituto Luca Coscioni hanno organizzato a Roma, per oggi alla Fondazione Villa Maraini dalle ore 15:45, il convegno “I luoghi della privazione della libertà personale: detenzione, suicidi e percorsi alternativi”.
chiesavaldese.org, 14 gennaio 2026 Giovedì 22 gennaio 2026, a Roma, la Diaconia Valdese promuove il VII Convegno Nazionale “Ero in carcere… e siete venuti - Oltre le mura: dignità nel contesto carcerario”, una giornata di confronto dedicata alle condizioni della detenzione in Italia, alle prospettive di riforma, alle misure alternative e ai percorsi di reinserimento che si svolgerà presso l’Aula Magna della Facoltà Valdese di Teologia dalle 9,30. Il convegno si inserisce in un contesto particolarmente significativo: il 2025 ha segnato il cinquantesimo anniversario della riforma dell’ordinamento penitenziario italiano, un traguardo che, tuttavia, non coincide con un miglioramento sostanziale delle condizioni carcerarie. In questi cinque decenni la popolazione detenuta ha continuato ad aumentare, fino a rendere strutturale il sovraffollamento ...
intoscana.it, 14 gennaio 2026 Il progetto, promosso da AIS Toscana, AIS Italia e Casa Circondariale Santo Spirito, si pone l’obiettivo di rendere il mondo del vino sempre più inclusivo e volto al sociale. È stato presentato a Palazzo Berlinghieri a Siena “Vite Libera”, il primo percorso di formazione enologica rivolto ai detenuti della Casa Circondariale Santo Spirito. Il progetto nasce grazie alla collaborazione tra AIS Toscana, AIS Italia e l’amministrazione penitenziaria, con l’obiettivo di promuovere la cultura del vino come strumento di crescita personale e di reinserimento sociale. All’incontro di presentazione hanno preso parte Nicoletta Fabio, sindaca di Siena; Maria Josè Massafra e Marco Innocenti, in rappresentanza di Graziano Pujia, direttore della Casa Circondariale; Sandro Camilli, presidente di AIS Italia; Cristiano Cini, presidente ...
Gazzetta d’Asti, 14 gennaio 2026 Sabato 24 gennaio alle 10.30 alla Biblioteca Astense si terrà la presentazione del libro “Un giorno, tre autunni. Il tempo dentro il carcere” a cura di Brunella Lottero e Cinzia Morone (Paolo Sorba ed., 2025). L’incontro, promosso dalle Acli Regionali del Piemonte APS e dal Coordinamento donne Acli Piemonte in collaborazione con la rete Welcoming Asti, ha lo scopo di far conoscere il libro, nato da una serie di laboratori all’interno della sezione femminile della Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino e con l’intento di portare i risultati di questi laboratori, il sentire e l’umanità delle detenute che vi hanno partecipato, al “mondo di fuori”.
regione.basilicata.it, 14 gennaio 2026 Compagnia Teatrale Petra lancia Formazione per operatori sociali nell’ambito di “In_Out. Libertà Aumentata”, progetto dedicato alla promozione del teatro in carcere. L’iniziativa propone un percorso formativo che integra linguaggi artistici e pratiche performative con l’utilizzo di strumenti digitali e momenti di confronto con la società civile. Il progetto intende contribuire a una nuova visione del carcere, promuovendone il riconoscimento come luogo di cultura, innovazione sociale e partecipazione civile, superando una narrazione fondata esclusivamente sulla marginalità e sulla stigmatizzazione.
di Manuela Valentini
Il Resto del Carlino, 14 gennaio 2026 Dal 6 febbraio le opere di Anila Rubiku saranno esposte per raccontare l’esclusione e la libertà. Per la prima volta a Bologna il carcere apre le proprie porte all’arte contemporanea, trasformando un luogo normalmente inaccessibile in uno spazio di incontro con il pubblico. Dal 6 all’8 febbraio, in concomitanza con Arte Fiera e Art City, la Casa Circondariale Rocco D’Amato (via del Gomito 2) ospita ‘L’arte messa alla prova: Anila Rubiku. I’m still standing’, a cura di Elisa Fulco e promosso da Associazione Acrobazie. La mostra dell’artista italo-albanese riunisce quattro nuclei di opere allestiti negli spazi dei colloqui.
AFFARI SOCIALI
di Enrico Pascarella
eunews.it, 14 gennaio 2026 Il commissario per i diritti umani in visita a Roma striglia l’esecutivo. “L’Italia nell’indice dello Stato di diritto del World Justice Project del 2025 ha un punteggio di 6,6 su dieci” ed è in prima linea nella riduzione dei diritti dei migranti. Il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty, in visita in Italia, ha tenuto un discorso all’Università Roma Tre, dove denuncia la diminuzione dello stato di diritto in Italia. O’Flaherty non ha dimenticato, infatti, di sottolineare come l’arretramento dei diritti dei migranti in Europa sia frutto dell’impegno italiano (e danese). Per poi rincarare la dose dicendo che “l’Italia nell’indice dello Stato di diritto del World Justice Project del 2025 ha un punteggio di 6,6 su dieci”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 14 gennaio 2026 A inizio del nuovo anno, i Comuni hanno ricevuto i rimborsi per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Non tutti, non in modo uniforme, e non senza danni collaterali ai bilanci locali. È una notizia rilevante: evita il tracollo immediato di molte amministrazioni. Ma la sostanza resta. Il sistema è rotto in più punti e la politica non ha ancora messo mano alle cause profonde. La vicenda è esplosa la scorsa estate, quando una circolare del ministero dell’Interno ha cambiato retroattivamente le regole del Fondo nazionale Msna, lasciando aperta la prospettiva che lo Stato coprisse solo il 35 per cento delle spese già sostenute.
di Silvio Messinetti
Il Manifesto, 14 gennaio 2026 È tutto pronto nell’aula 1 delle udienze penali del tribunale di Crotone per il processo per i presunti mancati soccorsi alla Summer Love, il caicco che la notte del 26 febbraio 2023 si schiantò contro una secca al largo di Steccato di Cutro, provocando 94 morti, 35 dei quali minorenni. Ma sarà un’udienza tecnica. Niente istruttoria e subito un rinvio per problemi sulla composizione del collegio giudicante. Dunque nuova data da fissare per il dibattimento. Sul banco degli imputati quattro ufficiali della Guardia di finanza e due della Guardia costiera.
di Giulia Rocchetti
Il Manifesto, 14 gennaio 2026 Si applicherà ai palestinesi ritenuti responsabili di omicidi di israeliani il 7 ottobre 2023, ma potranno seguire altri casi. Il condannato non potrà incontrare la famiglia e resterà in isolamento. Per legali e ong viola ogni legge. La Knesset israeliana ha approvato in prima lettura (con 19 voti a favore e nessun contrario) un disegno di legge che introduce la pena di morte per i palestinesi accusati di aver ucciso cittadini israeliani il 7 ottobre 2023, ma che potrebbe allargarsi anche ad altri casi futuri. Secondo la proposta, l’esecuzione avverrà per impiccagione di fronte al direttore del carcere, un rappresentante giudiziario e un membro della famiglia del detenuto, ma lo Stato si riserva di agire anche in loro assenza per evitare eventuali ritardi.
di Estefano Tamburrini
Avvenire, 14 gennaio 2026 Per sopravvivere alla nascente egemonia americana, il Paese sudamericano e quel che resta del chavismo hanno bisogno di riforme. Così la presidente ad interim Delcy Rodriguez e il fratello Jorge, a capo dell’Assemblea nazionale, promettono di partire dai nuovi codici civile e penale per riorganizzare l’ordinamento giuridico dello Stato. L’apertura delle celle per Alberto Trentini e Mario Burlò, rilasciati dal governo Rodríguez insieme ad oltre 110 detenuti, segna uno spartiacque nei rapporti tra Caracas e i Paesi occidentali, Roma inclusa.
di Lucia Capuzzi
Avvenire, 14 gennaio 2026 Le chiamano le “donne della frontiera”: madri, sorelle, fidanzate delle decine di colombiani in cella dall’altra parte del confine con l’accusa di essere spie. Con le foto dei familiari si riuniscono all’imboccatura del ponte di Cúcuta: “Mio figlio Brandon Josué ha scontato la pena a giugno. Ma non lo lasciano andare”. “Credo che la presidente Delcy Rodríguez possa capirmi. Come lei domanda agli Usa la restituzione di Nicolás Maduro, anche io sono qui per chiedere di riavere mio figlio. Ha in mano un ordine di scarcerazione del 29 giugno scorso ma non lo lasciano andare. Per favore, scriva il nome, il mondo deve sapere, non mi sembra vero che qualcuno ci ascolti finalmente… Si chiama Brandon Josué Castaño Ocampo, guardi…”.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 14 gennaio 2026 Strage di manifestanti, secondo le stime dall’emittente Iran International con sede a Londra sono 12mila le vittime della repressione. Dopo aver introdotto lunedì un dazio del 25% per chiunque commerci con l’Iran, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, va all in nel supporto alle proteste che stanno scuotendo la Repubblica islamica. “Patrioti iraniani, continuate a protestare” ha scritto Trump su Truth, esortando i manifestanti iraniani a non mollare. “Prendetevi le vostre istituzioni - prosegue il post - Annotatevi i nomi degli assassini e di chi si macchia di abusi. Pagheranno un prezzo elevato”. “Ho annullato tutti gli incontri con i funzionari iraniani fino a quando l’insensata uccisione dei manifestanti non si fermerà”, prosegue.
di Emanuele Azzità
Corriere di Torino, 14 gennaio 2026 Nel bagno di sangue della repressione della rivolta iraniana, non possiamo dimenticarci del dottor Ahmadreza Djalali, lo scienziato esperto di medicina delle catastrofi. Djalali (di doppia cittadinanza iraniana e svedese) dal 2012 al 2015, ha lavorato all’università del Piemonte Orientale, nel Centro di ricerca Crimedim di Novara. Nel 2016 fu arrestato all’arrivo dell’aeroporto di Teheran dove era giunto su invito (trappola) della locale università. Accusato di spionaggio per Israele, cosa da lui sempre decisamente negata, era stato condannato all’impiccagione dopo un processo farsa.
DOCUMENTI
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento all'8 gennaio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26
febbraio 2026). Per iscriversi: https://forms.gle/
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