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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di lunedì 12 gennaio 2026

di Marcello Buttazzo

Il Fatto Quotidiano, 12 gennaio 2026 Le condizioni di vita nelle carceri italiane peggiorano continuamente. Le celle sono sempre più sovraffollate. Fino al 31 dicembre 2025, i detenuti presenti fra le sbarre di dura ferraglia erano 63.499. I posti regolarmente previsti sono 51.277. Il tasso di sovraffollamento complessivo è del 137,8%. In alcune prigioni (Lucca, Vigevano, Milano San Vittore, Foggia, Brescia Canton Mombello) il sovraffollamento supera ampiamente il 200%. Si ricomincia, purtroppo, a sgranare il triste rosario dei suicidi. Il 6 gennaio, nella Casa circondariale di Cremona, un recluso di 53 anni s’è impiccato nella sua cella.

 

9colonne.it, 12 gennaio 2026 Alla fine di novembre 2025 nelle carceri italiane erano detenute 63.868 persone, quasi 2.000 in più rispetto a un anno fa, a fronte di una capienza effettiva di soli 46.124 posti (700 in meno di quelli che vi erano all’inizio dell’anno). Il tasso di sovraffollamento nazionale ha raggiunto il 138,5%, con 72 istituti oltre il 150% e punte superiori al 200%. È quanto emerge dal bilancio di fine anno di Antigone. Nel 42,9% delle 120 carceri visitate - e delle 71 schede di cui sono già stati elaborati i dati - non sono garantiti i 3 metri quadrati di spazio vitale per persona (nel 2024 questa percentuale si fermava al 32,3%); oltre la metà delle carceri ha celle senza doccia e nel 45,1% mancano acqua calda o si registrano condizioni igieniche adeguate. Gravissime anche le carenze di spazi per lavoro, scuola e socialità. Sempre più critici i dati sulle morti: 238 persone sono decedute in carcere nel 2025, di cui 79 si sono suicidate, come riporta il dossier “Morire di carcere” di Ristretti Orizzonti.

 

di Stefano De Martis

Avvenire, 12 gennaio 2026 Su 94 norme approvate dal Parlamento nel 2025, 69 sono state prodotte dall’esecutivo. E una sola è frutto di iniziativa popolare. Un’esuberanza che trova manifestazione peculiare anche nel ricorso massiccio alla fiducia. E che fa riflettere. Su 94 leggi approvate dal Parlamento nel 2025, ben 69 sono di iniziativa del Governo. Una soltanto - ma è già rilevante che la casella non sia rimasta vuota, visti i precedenti - è frutto di iniziativa popolare: si tratta della legge sulla partecipazione dei lavoratori, promossa dalla Cisl. I dati sulla produzione legislativa sono gli ultimi disponibili per l’anno appena concluso.

 

di Virginia Piccolillo

Corriere della Sera, 12 gennaio 2026 Oggi il Governo decide sul 22-23 marzo. I malumori di FdI per i mancati versamenti di FI. Oggi il Consiglio dei ministri deciderà la data del referendum sulla riforma della giustizia. La premier Giorgia Meloni ha confermato che si terrà il 22-23 marzo. Ma il Comitato cittadini per il No chiede di attendere la fine della raccolta firme, ieri arrivate a oltre 340 mila: il 68% delle 500 mila da raggiungere. Il centrosinistra appoggia l’iniziativa. E il leader M5S Giuseppe Conte attacca il governo: “I cittadini attendono da mesi interventi sulle bollette. Su una cosa sola hanno fretta: difendere la casta”.

 

di Beatrice Calò

policymakermag.it, 12 gennaio 2026 La riforma della giustizia voluta dal ministro Nordio entra nella fase decisiva. Ecco cosa cambia e le ragioni del sì e del no. Il referendum sulla giustizia si avvicina. Sul sito del ministero della giustizia ha già totalizzato 300.000 firme su 500.000. Proprio per questo, alla conferenza di fine anno di venerdì scorso, la premier Giorgia meloni ha confermato che molto probabilmente si andrà alle urne il 22 e 23 marzo 2026 se si raggiunge il quorum entro il 30 gennaio. La riforma prevede la modifica degli articoli 87, 102, 104, 105, 106 e 107 della Costituzione.

 

di Mario Ajello

Il Messaggero, 12 gennaio 2026 Oggi a Firenze l’iniziativa dei favorevoli alla separazione delle carriere vicini al mondo dem: da Barbera (ex presidente della Consulta) a Petruccioli e Salvi. Serviva il referendum sulla legge Nordio per portare clamorosamente in scena una questione - chiamiamolo pure un derby non concluso - che anima e dilania la sinistra italiana soprattutto dai primi anni 90 del secolo scorso con la vicenda di Mani Pulite: avere un’identità giustizialista, o almeno di fiancheggiamento o addirittura di compenetrazione con il potere togato, oppure dispiegare sull’onda di padri nobili del socialismo come Giuliano Vassalli, per non dire di Gerardo Chiaromonte e di altri riformisti, una cultura delle regole e delle garanzie che nasce dall’idea che lo Stato vada limitato quando punisce?

 

di Claudio Cerasa

Il Foglio, 12 gennaio 2026 Guido Salvini è un vecchio e rispettato magistrato italiano. Ha lavorato una vita al tribunale di Milano e qualche giorno fa ha dato alle stampe un libro clamoroso in cui, con uno stile pacato, severo e duro, ha messo insieme un poderoso atto d’accusa contro la stessa magistratura di cui ha fatto parte per una vita. Guido Salvini (“Il tiro al piccione”, casa editrice Pendragon) definisce il correntismo una patologia strutturale del mondo della magistratura. Accusa alcune procure e anche il Csm di aver costruito un sistema di potere difensivo a uso politico. Attacca a testa bassa il giornalismo giudiziario al servizio dei magistrati. Definisce il giustizialismo una degenerazione democratica di uno stato di diritto e difende senza timore il sorteggio dei magistrati, al Csm, e la separazione delle carriere, definendoli unici rimedi realistici in grado di dare al mondo della magistratura la possibilità di scrollarsi di dosso uno status quo tossico, pericoloso e a volte persino eversivo. 

 

di Silvia Madiotto

Corriere del Veneto, 12 gennaio 2026 Nonostante le risorse straordinarie, restano lontani gli obiettivi fissati sulla riduzione dei tempi per i processi. Non bastano nemmeno gli addetti di supporto arrivati grazie al Pnrr per smaltire gli arretrati e accelerare i tempi della giustizia nei tribunali. Nonostante gli ingressi di quasi diecimila operatori, decine di persone nelle diverse sedi territoriali fra amministrativi all’ufficio del processo e magistrati aggiuntivi (anche da remoto), i procedimenti civili stanno iniziando ad arrancare e, nel settore penale, le criticità sono già emerse. La giustizia non riesce a colmare carenze datate di cancellieri e magistrati e così i paletti messi dal Pnrr per portare l’Italia al livello degli altri Paesi europei rischiano di non essere rispettati: è previsto che il tempo dei procedimenti venga ridotto del 40%, al momento è solo di circa il 20% (è il parametro del disposition time).

 

di Gabriella Cerami

La Repubblica, 12 gennaio 2026 Nei giorni in cui la maggioranza studia un nuovo provvedimento sulla sicurezza e litiga su chi deve intestarselo, la doppia aggressione avvenuta alla stazione Termini mette in allarme le opposizioni che chiedono, ancora una volta, più fondi da destinare alle forze dell’ordine. Sotto accusa finiscono gli ultimi provvedimenti del governo, tra cui quello sui centri migranti in Albania. La segretaria del Pd Elly Schlein attacca: “Il governo cerca di scaricare le sue responsabilità su giudici e sindaci, ma la responsabilità sulla sicurezza è del governo, e quando chiediamo dove sono le risorse per assumere più forze di polizia rispondono che ci sono molti agenti impegnati a badare a delle prigioni vuote in Albania”.

 

di Lorenzo De Cicco

La Repubblica, 12 gennaio 2026 Il sottosegretario leghista al Viminale: “Tutela processuale per le forze dell’ordine e guardie giurate per gli sfratti. Allargare le maglie della legittima difesa, anche per i privati cittadini. Dare il cosiddetto scudo penale agli agenti. Aumentare i soldati di “Strade sicure”, nonostante la contrarietà di Guido Crosetto. E una proposta di legge sulla remigrazione. Il sottosegretario Nicola Molteni, braccio operativo di Matteo Salvini al Viminale, illustra il pacchetto sicurezza su cui il Carroccio venderà cara la pelle. “Si può fare di più”, dice a Repubblica.

 

di Davide Pompei

Corriere dell’Umbria, 12 gennaio 2026 “Abbiamo riscontrato una situazione purtroppo diffusa anche in Umbria: sovraffollamento con celle che non hanno i requisiti minimi per garantire spazio e vivibilità e mancanza di personale di polizia penitenziaria. Il sovraffollamento è al 130%, gli agenti che mancano sono quasi la metà. Occorre intervenire subito”. Così il senatore Walter Verini, in visita, ieri pomeriggio, alla casa di reclusione di via Roma, dopo i disordini dei giorni scorsi che hanno richiesto al personale di polizia penitenziaria ore di mediazione, contenimento e gestione dell’emergenza, con richiamo di unità libere dal servizio, prolungamento dei turni, ricorso allo straordinario e ripristino dell’ordine - ammonterebbero a non meno di 50 mila euro, secondo le stime, i danneggiamenti in infermeria - fino alle prime ore del giorno successivo.

 

di Maurizio Troccoli

umbria24.it, 12 gennaio 2026 Esiste invece in molte altre Regioni. Lo chiede il Terzo Settore. I controlli di sicurezza all’ingresso dei penitenziari sono identici per tutti, ma per i bambini che accompagnano un genitore detenuto rappresentano spesso il primo impatto con un ambiente percepito come rigido e poco accogliente. A livello nazionale, l’associazione Bambini senza sbarre ha evidenziato quanto questo momento possa essere delicato e come sia importante offrire spazi di supporto che accompagnino i minori prima e dopo l’incontro con il genitore ristretto. In varie regioni italiane sono stati allestiti luoghi come lo “Spazio Giallo”, pensati per accogliere i bambini e offrire un sostegno psicologico adeguato prima e dopo i colloqui. Ma qual è la situazione in Umbria?

 

di Valentina Paiano

Il Resto del Carlino, 12 gennaio 2026 Gli osservatori di Antigone hanno rilevato problemi strutturali in carcere (alcuni dovuti all’alluvione) e monitorato le condizioni dei 149 reclusi. Dietro le mura della Rocca di Ravaldino, il carcere cittadino continua a essere un osservatorio sensibile sulle condizioni della detenzione. È da qui che parte l’ultima fotografia tracciata dall’associazione Antigone, organizzazione non profit che esamina il sistema penitenziario italiano e garantisce la tutela dei diritti dei detenuti, al termine di una recente visita di monitoraggio, confluita nei consueti report annuali. “Al momento dell’ispezione - scrivono gli osservatori - erano presenti 149 persone detenute, di cui 20 donne.

 

di Carlotta Braghin

targatocn.it, 12 gennaio 2026 Ad aver scelto il rito alternativo sono stati un ispettore e due agenti penitenziari, oltre al medico del carcere. La Procura ha chiesto la condanna per tutti. È attesa per questa mattina (lunedì 12 gennaio) la sentenza relativa alla prima tranche della maxi inchiesta che ha coinvolto il carcere di Cuneo, dove la Procura sostiene sarebbero avvenute violenze sui detenuti. Il pubblico ministero Mario Pesucci, titolare del fascicolo, nell’udienza del 15 dicembre scorso ha chiesto la condanna di tutti e quattro gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato: l’ispettore, il medico e due assistenti capo. Per chi ha invece deciso l’iter “classico”, il processo prenderà avvio nel gennaio prossimo. 

 

met.provincia.fi.it, 12 gennaio 2026 Una rete tra istituzioni e realtà che operano all’interno del penitenziario. Un tavolo istituzionale permanente sul carcere di Sollicciano. Era stato annunciato dalla sindaca Funaro durante la presentazione del bilancio di previsione in Consiglio comunale, era una proposta contenuta nella relazione finale elaborata dalla commissione Politiche sociali del Consiglio comunale su questo tema e oggi con un primo incontro svoltosi alla casa circondariale ha di fatto preso il via. Un lavoro congiunto che parte dall’amministrazione, con l’assessorato al Welfare in prima linea, la commissione, il garante comunale dei detenuti che vuole poi allargarsi ad associazioni e soggetti attivi nel penitenziario, mettendo in rete tutte le realtà che operano nell’istituto penitenziario.

 

di Anna Foti

Il Reggino, 12 gennaio 2026 Ora un Protocollo prova ad ovviare alla carenza di lavoro e formazione. Per rieducare concretamente e abbattere la recidiva occorre creare ponti con il mondo produttivo e imprenditoriale. In questa direzione sta operando la prefettura, avvicinando le carceri al territorio Sono sempre più concrete le prospettive di lavoro esterno e di tirocini formativi per le persone detenute nelle carceri di Reggio Calabria. Report di autorevoli osservatori e associazioni da anni impegnate in questo ambito hanno messo in luce quanto il lavoro esterno per le persone detenute sul nostro territorio sia un’emergenza.

 

di Enrico Parola

Corriere della Sera, 12 gennaio 2026 Grandi emozioni nel carcere di Opera, dove il maestro Riccardo Muti ha diretto l’orchestra giovanile Cherubini davanti ai detenuti, condividendo anche momenti conviviali. Alla fine della serata le parole di Muti: “Esco da questo luogo migliore di prima”. Riccardo Muti si siede al pianoforte e accompagna Mirto nell’Ave Maria di Gounod. È passata un’ora e mezza da quando il maestro ha dato il primo attacco alla sua Orchestra Cherubini, sabato sera nel teatro del carcere di Opera. La sala già vibra di un silenzio e una commozione che accomunano tutti i 400 presenti, da Giovanni Bazoli a don Antonio Mazzi, da Achille Lauro ai detenuti che occupano quasi interamente il lato sinistro della sala. Però la voce da sopranista - un uomo che canta nella tessitura del soprano - che si libra sulle note di Gounod scatena una standing ovation debordante, quasi catartica.

 

di Andrea Conti

Il Fatto Quotidiano, 12 gennaio 2026 Così Luisa Ranieri su “La Preside”. L’attrice con Francesco Zenga e Ludovica Nasti presenta la nuova serie, in onda da lunedì 12 gennaio in prima serata su Rai Uno per quattro appuntamenti. “Il carcere è quello che c’è nella testa”. È una delle frasi pronunciate la Luisa Ranieri nella nuova serie “La Preside”, prodotta da Bibi Film TV e Zocotoco, in collaborazione con Rai Fiction. In onda da lunedì 12 gennaio in prima serata su Rai Uno per quattro appuntamenti. È una storia liberamente ispirata alla figura di Eugenia Carfora, preside di Caivano divenuta simbolo di coraggio, determinazione e impegno civile, raccontando il percorso umano e professionale di una donna che sceglie di restare, di lottare e di credere nella scuola come presidio fondamentale di legalità e futuro.

 

La Sicilia, 12 gennaio 2026 L’Intelligenza Artificiale supera anche le barriere del carcere. Gianni Alemanno, anzi l’avatar, si materializza sullo schermo della sala meeting dell’Airone Hotel City dove si è svolta la presentazione del libro “L’emergenza negata. Il collasso delle carceri italiane” che l’ex sindaco di Roma ha scritto con Fabio Falbo e altri detenuti del braccio G8 di Rebibbia. Quello stesso video è stato trasmesso in Parlamento quando non gli fu concesso dal Tribunale di poter partecipare all’incontro proprio sulla pubblicazione. Il male dei mali è il sovraffollamento che non permette di far diventare il luogo di “rinascita” e di “rieducazione” che dovrebbe essere secondo la Carta Costituzionale.

 

di Pinella Leocata

La Sicilia, 12 gennaio 2026 Nel libro “Sorellanza. La vita in un cento antiviolenza” (Villaggio Maori Editore) sette attiviste di Thamaia raccontano in prima persona il percorso che le ha portate ad assumere questo tipo di impegno e che cosa è cambiato quando sono entrate a far parte di questo centro antiviolenza che ha più di vent’anni di vita. C’è chi si presenta con il proprio nome e chi preferisce usare uno pseudonimo rivendicando per sé la stessa libertà che garantiscono alle donne vittime di violenza che si rivolgono a loro. Donne che, in quanto tali, sono costantemente esposte, sotto pressione, minacciate e che contano sul rispetto della privacy, sull’anonimato e sulla gratuità come presupposto perché scatti la fiducia e la possibilità di affidarsi.

 

di Francesca Gamberini

Il Domani, 12 gennaio 2026 Da nord a sud, all’interno delle carceri sono nati orti, laboratori artigianali e pastifici nati dalla volontà di riscatto e sostenuto dal mondo della cooperazione con spirito mutualistico e inclusivo. Il cibo è una lente attraverso cui è possibile guardare il mondo. Un carrello della spesa può raccontarci molto delle condizioni sociali di chi acquista, delle condizioni di lavoro di chi ha raccolto o trasformato la materia prima o, ancora, del rispetto della stagionalità dei prodotti. Il cibo racconta chi siamo e chi vorremmo essere. Ecco perché è al centro di tanti progetti sociali che intervengono sulle disuguaglianze e sulle marginalità sociali.

 

panoramadellasanita.it, 12 gennaio 2026 Nel Pansm, programmazione unitaria, centralità dei Dipartimenti, integrazione ospedale-territorio, percorsi dedicati per i pazienti autori di reato e risorse economiche dedicate segnano una svolta per risolvere le emergenze di questi anni. Un disegno nazionale unitario, il rilancio del ruolo pubblico dei Dipartimenti di Salute Mentale, l’integrazione reale tra ospedale e territorio, percorsi strutturati per i pazienti autori di reato e, finalmente, risorse economiche dedicate: sono queste le cinque novità principali introdotte dal Piano d’Azione Nazionale per la Salute Mentale (Pansm), approvato dalla Conferenza Unificata Stato-Regioni a fine 2025. Un passaggio che segna un cambio di passo dopo oltre vent’anni di progressivo impoverimento dei servizi.

 

di Goffredo Buccini

Corriere della Sera, 12 gennaio 2026 La storia mostra quanto spesso le norme internazionali cedano (purtroppo) davanti agli interessi degli Stati più potenti. Il lupo disse all’agnello “mi sporchi l’acqua”, preparandosi a sbranarlo. E qui, nella nostra favola ideale, entrerebbe in scena il diritto internazionale. Di fronte a pandette e codicilli la belva si ritrae intimidita e tutti vivono felici e contenti. Ma è mai andata così? Stephen Miller, il vicecapo dello staff di Donald Trump, sostiene che “viviamo in un mondo governato dal potere e dalla forza, è una ferrea legge fin dall’alba dei tempi”. Per lui, come ha spiegato Massimo Gaggi su queste colonne, i trattati che garantiscono la sovranità e l’indipendenza degli Stati diventano “sottigliezze buoniste”.

 

di Andrea Malaguti

La Stampa, 12 gennaio 2026 Il giurista: “C’è un sistema di interessi che si è fatto ideologia e che lo sostiene. Il colonialismo in nome della nostra civiltà ricorda i discorsi di Mussolini”. Johann Sebastian Bach, Partita numero 1. Le mani del professor Gustavo Zagrebelsky scivolano rapide sui tasti. Nessuna esitazione. Preludio, Allemanda, Sarabanda. Una suite di movimenti. La stanza si riempie di musica. Torino è un quadro elegante e gelido oltre la finestra. Le note scorrono fluide, precise, secche. Fa venire voglia di ballare, ad esserne capaci.

 

di Giulio Isola

Avvenire, 12 gennaio 2026 L’annuncio alle 5 del mattino da parte del ministro degli Esteri, Tajani. La gioia della famiglia del cooperante: è la notizia che aspettavamo da 423 giorni. Grazie a tutti. La premier Meloni: sentito ringraziamento alla presidente Rodriguez, un aereo è già partito da Roma per riportarli a casa. Alberto Trentini è libero. Con lui è stato scarcerato anche Mario Burlò. La notizia è stata data dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, quando in Italia erano da poco passate le 5. “Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e sono nella sede dell’ambasciata d’Italia a Caracas” ha annunciato Tajani. Una fotografia all’ambasciata italiana di Caracas ritrae il cooperante italiano e l’imprenditore insieme, con il cooperante al telefono.

 

di Pierfrancesco Carcassi

Corriere della Sera, 12 gennaio 2026 È un uomo libero Alberto Trentini, scarcerato e trasferito all’ambasciata italiana di Caracas: l’annuncio alle 5 del mattino del 12 gennaio da parte del ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il cooperante originario del Lido di Venezia era stato fermato il 15 novembre del 2024 vicino a Guasdalito, in Venezuela, e ha sempre trascorso la detenzione nel penitenziario di massima sicurezza El Rodeo I, poco distante dalla capitale, Caracas. Era arrivato nel Paese un mese prima con una ong. Non sono mai state formalizzate le accuse a suo carico; trapelavano, non ufficialmente, quelle di terrorismo e cospirazione contro lo Stato. Durante la prigionia Trentini non ha mai potuto vedere un avvocato né, a quanto risulta, un medico che ne valutasse le condizioni di salute.

 

di George Monbiot*

Internazionale, 12 gennaio 2026 Rischiano concretamente di morire. Tre persone detenute in carcere nel Regno Unito con accuse legate alle attività del gruppo di protesta Palestine action sono in sciopero della fame da 49, 63 e 70 giorni. Una quarta prigioniera, Teuta Hoxha, ha interrotto il suo sciopero questa settimana, dopo 58 giorni. Potrebbe aver subito danni permanenti alla salute. Gli altri partecipanti allo sciopero della fame, Heba Muraisi, Kamran Ahmed e Lewie Chiaramello, potrebbero morire da un momento all’altro. Nel 1981 dieci persone dei movimenti indipendentisti irlandesi Ira e Inla morirono per a uno sciopero della fame durato tra i 46 e i 73 giorni. Muraisi, quella che per prima ha smesso di mangiare, secondo i suoi sostenitori fa ormai fatica a respirare e soffre di spasmi muscolari incontrollabili, possibili sintomi di un danno neurologico. Eppure, il governo britannico si rifiuta di trattare.

 

di Antonio Polito

Corriere della Sera, 12 gennaio 2026 In Iran si muore per avere le nostre conquiste: libertà, benessere, tolleranza. Proprio mentre lamentavamo la morte dell’Occidente, la crisi dei suoi valori, la fine della sua storia, ecco milioni di iraniani che darebbero la vita, anzi, stanno dando la vita per condividere le nostre conquiste: libertà, benessere, tolleranza. Il diritto delle donne di sciogliersi i capelli e accendersi una sigaretta in pubblico; dei giovani di baciarsi per strada e ascoltare la musica che gli pare; dei padri di famiglia di non morire di fame perché il governo spende le sue risorse in missili per alimentare una rivoluzione globale, e poi non riesce a difendere più nemmeno i propri cieli.

 

DOCUMENTI

Articolo. "Gli ultimi giorni di Bryan, condannato a morte", di Antonio Salvati e Federica Massoli

Recensione a V. Manes, L’imparzialità del giudice nel turbine della "giustizia mediatica", Editoriale scientifica, 2025, di Ernesto Lupo

Circolare DAP sull'utilizzo di bombolette spray urticanti (a base di Oleoresin Capsicum) da parte del personale di Polizia penitenziaria

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento all'8 gennaio 2026)

"Sentenze Web", servizio di ricerca libera nell'archivio della Corte di cassazione (aggiornamento a dicembre 2025)

Circolari Dipartimento Amministrazione Penitenziaria in materia trattamentale (aggiornamento a dicembre 2025)

 

APPUNTAMENTI DI RISTRETTI

"La libertà limitata, i diritti no". Corso di formazione gratuito per operatori di segretariato sociale in ambito penitenziario

(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26 febbraio 2026). Per iscriversi: https://forms.gle/ o9qxAXGjni4uxcgo6

 

APPUNTAMENTI

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 12 al 18 gennaio 2026

Convention 38° anno Centro Francescano di Ascolto "Speranza: dalle parole ai fatti" (Rovigo, 25 gennaio 2026)

Assemblea Nazionale CNVG Ets: "Il ruolo politico del volontariato nella giustizia" (Online su ZOOM, 20 febbraio 2026, ore 17.00)

Seminario: "Rieducazione nelle carceri a distanza di cinquant'anni dalla legge penitenziaria. Uno sguardo giuridico e sociologico" (Roma, 26 febbraio 2026)

 

CORSI DI FORMAZIONE

Corso formazione: "La scrittura che ripara. Le metafore per raccontare la vita" (Da remoto con un incontro conclusivo a Milano, dal 29 gennaio al 12 marzo 2026)

Corso di formazione iniziale "Mediatore familiare secondo Norma Tecnica Uni 11644 e D. Interministeriale 151/2023" (Bologna, fino all'8 novembre 2026)