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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di domenica 11 gennaio 2026

di Luigi Manconi e Federica Delogu

La Repubblica, 11 gennaio 2026 La Polizia penitenziaria avvierà una sperimentazione di sei mesi. Antigone: “Miopia che trasforma i penitenziari in luoghi violenti”. L’anno è iniziato da poco più di una settimana e il numero dei suicidi in carcere conta già il primo caso. Gli istituti scoppiano, la tensione aumenta, le feste appena trascorse hanno reso le giornate ancora più vuote e il tempo ancora più senza fine. La Circolare è di prima di Natale, ma la notizia è arrivata solo nei giorni scorsi: la Polizia penitenziaria avvierà una sperimentazione per l’utilizzo nelle carceri dello spray urticante, comunemente chiamato spray al peperoncino, per fronteggiare situazioni di pericolo, come aggressioni al personale.

 

di Giovanni Verde

La Repubblica, 11 gennaio 2026 Scontiamo un’educazione scolastica che non educa al ragionamento, che non invita alla lettura e alla riflessione. Se il pubblico non è in grado di assorbire ragionamenti complessi, è inevitabile che il discorso dei politici si risolva in enunciati assertivi, nella ricerca dello slogan efficace. In un giornale, che in nome del liberalismo democratico, è impegnato in una campagna in favore del sì referendario, spesso compaiono contributi di magistrati o di ex magistrati che si esprimono a favore della riforma. Di recente su questo giornale un “già magistrato ordinario e presidente di una sezione di giustizia tributaria” giustamente critica la tendenza alla semplificazione dei messaggi, ma cade nella tentazione di dare per vero ciò che è altamente opinabile. Seguiamo i vari passaggi argomentativi.

 

di Luigi Nicolosi

Il Mattino, 11 gennaio 2026 Si moltiplicano i comitati pro e contro la nuova legge voluta dal governo: “Non solo giuristi entrano nel dibattito”. Due date cerchiate in rosso, 22 e 23 marzo 2026. Un doppio appuntamento con il referendum confermativo per determinare le sorti della riforma costituzionale della giustizia firmata dal guardasigilli Carlo Nordio. Dopo mesi di duelli a distanza, per operatori e tecnici del diritto scatta l’ora “x”: uscire dalle aule e dagli uffici giudiziari per riversarsi nelle piazze e nelle strade di Napoli. Con un solo obiettivo: stabilire un contatto con i cittadini e portare fuori dalla bolla degli addetti ai lavori le ragioni del Sì e quelle del No.

 

di Arturo Celletti

Avvenire, 11 gennaio 2026 Landini: non c’è quorum, per vincere serve mobilitazione capillare. Schlein: questa riforma serve a chi sta al potere per sfuggire ogni controllo. Nicola Fratoianni torna alla conferenza stampa di fine anno di Giorgia Meloni e va subito all’attacco. “C’è poco da girarci intorno... È stata un lungo attacco nei confronti della magistratura, un lungo lavoro di delegittimazione della magistratura... I giudici sono l’ossessione di questa destra da 30 anni e ora vogliono portarne a casa lo scalpo”. Un’analisi cruda. Un atto d’accusa. Il leader Avs arriva all’iniziativa del Comitato del No in scena a Roma e attacca ancora: “È una controriforma che non migliora in nessun modo i problemi della giustizia italiana, non interviene sulla legittimità del processo, sulla carenza degli organici, sulla digitalizzazione.

 

di Paolo Crucianelli

Il Riformista, 11 gennaio 2026 Il referendum sulla giustizia viene raccontato, da chi invita a votare no, come un azzardo: una riforma pericolosa, un salto nel buio, una forzatura che metterebbe a rischio l’indipendenza della magistratura. È una narrazione rassicurante per chi la propone, ma profondamente fuorviante. Perché rovescia il problema. La vera domanda non è se il referendum introduca un elemento di instabilità, ma se sia ancora accettabile lo stato attuale delle cose. Il punto centrale, troppo spesso eluso, è questo: la magistratura italiana è oggi l’unico grande potere pubblico che non risponde mai di sé stesso. Non risponde politicamente, non risponde disciplinarmente in modo efficace, non risponde sul piano organizzativo.

 

di Francesco Zizi

L’Unione Sarda, 11 gennaio 2026 La richiesta da Nuoro, nel consiglio straordinario sui trasferimenti dei reclusi in massima sicurezza. Il sindaco Fenu: “Doveroso un dibattito serio”. Todde: “Una battaglia di tutti i sardi”. “La scelta di destinare il carcere di Badu e Carros in via esclusiva ai detenuti sottoposti al regime del 41-bis è una scelta che rientra nelle competenze del Ministero della Giustizia ed è finalizzata, così come dichiarato dallo stesso Governo, a riallineare la situazione reale a quanto previsto dalla normativa introdotta nel 2009”. Lo ha dichiarato il sindaco di Nuoro, Emiliano Fenu, intervenendo nella seduta del Consiglio comunale straordinario aperto dedicato al futuro del carcere nuorese, annunciando inoltre che il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, sarà a fine mese a Nuoro.

 

L’Unione Sarda, 11 gennaio 2026 Irene Testa: “Fare dibattere il Parlamento e dare risposte sul tema va nell’interesse di tutti e di un sistema in ginocchio che merita di essere affrontato nella sua interezza e complessità”. Una convocazione “straordinaria” della Camera dei Deputati “che la Costituzione indica all’articolo 62”, per discutere dell’arrivo dei detenuti di massima sicurezza, 41bis, nelle carceri della Sardegna. Lo chiede Irene Testa, garante regionale delle persone private della libertà personale. “Da qualche settimana stiamo assistendo a una serie di botta e risposta tra chi sostiene che tre istituti della Sardegna saranno convertiti in istituti esclusivi per il 41 bis e chi sostiene che non esiste nessun documento ufficiale che lo attesti - osserva. Da entrambi i lati si è comunque d’accordo che questa ipotesi non sia accettabile.

 

di Francesco Zizi

L’Unione Sarda, 11 gennaio 2026 Il piano del Governo di concentrare centinaia di detenuti al 41-bis nell’isola riapre una ferita mai chiusa. In Sardegna il carcere duro è una storia che affonda le radici nel Novecento e che oggi, con il piano del governo Meloni di concentrare centinaia di detenuti al 41-bis nell’Isola, torna a riaffacciarsi. Prima l’Asinara, poi Badu e Carros, oggi Bancali e Uta: la Sardegna è stata più volte chiamata a farsi carico dei nemici pubblici numero uno dello Stato. Mafiosi stragisti, terroristi internazionali, capi della criminalità organizzata. Figure che hanno segnato pagine nere della storia italiana e che ora riaprono una ferita mai chiusa.

 

firenzedintorni.it, 11 gennaio 2026 Decine di detenuti restano senza lezioni e senza accesso ai libri, temperature fino a due gradi. Il freddo intenso a Sollicciano ha costretto alla chiusura di tutte le aule e della biblioteca del carcere, lasciando decine di detenuti senza lezioni né accesso ai libri. Le aule ospitano corsi di istruzione di base, alfabetizzazione e lezioni di italiano, strumenti fondamentali per favorire l’integrazione dei reclusi stranieri e promuovere il percorso di rieducazione e reinserimento nella società.

 

di Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 11 gennaio 2026 L’ex cappellano critico. Le associazioni: situazione disumana, Gelato d’inverno, bollente d’estate: è la situazione del carcere di Sollicciano. Da anni viene denunciato lo stato disumano dell’istituto penitenziario fiorentino e senza alcun risultato. “Un carcere con celle a due gradi non è umano. Asl e Comune intervengano dichiarando inagibile Sollicciano”. Lo chiedono a gran voce vari attori del mondo carcere all’indomani delle notizie, pubblicate sul Corriere Fiorentino, delle condizioni drammatiche in cui versa il penitenziario fiorentino in questi giorni di gelo. “In alcune celle ci sono due gradi”, aveva denunciato nei giorni scorsi il sindacato Uil Pa degli agenti penitenziari. Eppure, dentro Sollicciano si continua a vivere.

napolitan.it, 11 gennaio 2026 La vicenda di Luca La Penna, morto il 7 gennaio 2025 nel carcere di Secondigliano, probabilmente per non aver ricevuto cure mediche tempestive e adeguate, rappresenta uno dei casi più emblematici delle criticità del sistema sanitario penitenziario. Il 42enne, detenuto dal 2022, è deceduto dopo un progressivo aggravamento delle sue condizioni di salute. L’autopsia disposta dalla Procura ha accertato che La Penna era affetto da una polmonite accelerata, una patologia curabile se affrontata con tempestività. Secondo gli inquirenti, però, le cure sarebbero arrivate tardi e in modo inadeguato: per questo due dottoresse sono state rinviate a giudizio con l’accusa di responsabilità medica.

 

di Silvana Cortignani 

tusciaweb.eu, 11 gennaio 2026 Morte di Hassan Sharaf. Stefano Anastasia sentito al processo per abuso dei mezzi di correzione a due penitenziari: ripreso giovedì davanti al giudice Giovanna Camillo il processo a due poliziotti penitenziari del carcere Nicandro Izzo di Viterbo imputati di abuso dei mezzi di correzione in concorso. La vittima sarebbe uscita il successivo 7 settembre, dopo poco più di un mese. Quando si è impiccato, nel primo pomeriggio del 23 luglio 2018, Hassan Sharaf si trovava da poche ore in cella d’isolamento, in seguito a una sanzione irrogata con provvedimento del consiglio di disciplina in data 9 aprile 2018 ed eseguita in epoca in cui il detenuto si trovava in espiazione di pena inflitta con sentenza di condanna, relativa a un reato commesso da minorenne.

 

di Giorgio Bernardini

Corriere Fiorentino, 11 gennaio 2026 Per quattro mesi avrebbe trasformato la cella del carcere di Prato in un luogo di sopraffazione e paura, sottoponendo l’uomo che condivideva lo spazio con lui a violenze, umiliazioni e minacce. Per quattro mesi avrebbe trasformato la cella in un luogo di sopraffazione e paura, sottoponendo l’uomo che condivideva lo spazio con lui a violenze, umiliazioni e minacce. Un detenuto marocchino di 39 anni è ora indagato dalla procura di Prato per violenza sessuale e tortura nei confronti di un italiano di 46 anni, dopo la denuncia che ha fatto emergere una vicenda definita dagli inquirenti di estrema gravità.

 

di Antonio Iannello*

Ristretti Orizzonti, 11 gennaio 2026 Nell’attuale contesto il carcere minorile di Bologna si trova a dover fronteggiare una transitoria quanto delicata carenza di organico in quanto sarebbero allo stato almeno venti gli operatori penitenziari addetti alla sicurezza assenti per motivi di malattia. Per questo sono stati anche di recente applicati a Bologna operatori di altre sedi penitenziarie minorili.

 

di Melania Tanteri

livesicilia.it, 11 gennaio 2026 Una seconda possibilità. Un’occasione per riscattarsi, nella sostanza oltre che nella forma, mettendosi al servizio della comunità. L’Arcidiocesi di Catania e l’Ufficio Distrettuale Esecuzione Penale Esterna (Udepe) del capoluogo etneo hanno firmato l’”Accordo di collaborazione per attività di volontariato a valenza riparativa e percorsi di reinserimento lavorativo”. Un’altra opportunità per gli autori di reato maggiorenni in attesa di giudizio o condannati. Che desiderano riconnettersi alla vita sociale e comunitaria attraverso percorsi di volontariato finalizzati ad attivare pratiche riparatorie rispetto ai danni causati alla collettività.

 

Ristretti Orizzonti, 11 gennaio 2026 Né piccole né poche le urgenze che assillano la società italiana e contribuiscono a inquietare la pubblica opinione. Tra queste, una delle più acute, è rappresentata dal “problema carcere”, non a caso autorevolmente richiamato più volte sia dal Presidente della Repubblica, sia dalle più alte autorità religiose del mondo cattolico in occasione del recente Anno Giubilare della Speranza. Le cronache quotidiane sono fitte di notizie relative alle manifestazioni di sofferenza che provengono dall’universo carcerario: sovraffollamento, il clima di violenza che si respira in questa istituzione, l’aumento del numero dei suicidi sia tra i reclusi, sia tra il personale di custodia, la mutazione antropologica della popolazione detenuta.

 

di Alessia de Antoniis

globalist.it, 11 gennaio 2026 La Compagnia Teatrale Petra porta danza e performance nella Casa Circondariale di Potenza. Un volume Bulzoni documenta un percorso decennale di lavoro oltre i limiti. “Per due ore non riuscivo a fare nulla. Rientrato all’alloggio, mi sedevo sul letto e contemplavo il vuoto”. Manfredi Perego, coreografo milanese, descrive così il dopo-laboratorio, quelle serate infinite successive ai tre giorni trascorsi nella Casa Circondariale di Potenza nell’ottobre 2022. “Mi sono sentito come da tempo non mi accadeva. Energia. Pura energia”. Cosa poteva aver generato un tale cortocircuito emotivo? Perego aveva condotto un workshop di danza contemporanea con un gruppo misto: detenuti della sezione maschile e studentesse del Liceo Coreutico “Pitagora” di Montalbano Jonico.

 

settesere.it, 11 gennaio 2026 In un incontro tenutosi all’interno della casa circondariale di Ravenna è stato stilato il bilancio della prima fase del progetto “Il mio campo libero”, iniziato a maggio 2025 nel carcere di via Port’Aurea promosso da “Sport e Salute”, società dello Stato che si occupa dello sviluppo dell’attività motoria in Italia e che contribuisce alla copertura economica di tutti i costi dopo aver stanziato una rilevante somma per tutte le case circondariali. Attraverso un apposito bando uscito nel 2024, il progetto era rivolto alle case circondariali italiane per mantenere il benessere fisico anche di chi vive recluso.

 

di Vittorio Pelligra

Il Sole 24 Ore, 11 gennaio 2026 L’etica della cura non propone una morale più gentile, ma una teoria della giustizia più realistica. La teoria della giustizia moderna nasce sotto il segno dell’autonomia. L’individuo giusto è colui che sceglie liberamente, che stipula contratti, che rivendica diritti in condizioni di eguaglianza formale. Si tratta di soggetti razionali, liberi, “membri pienamente cooperativi della società per la loro intera vita” come scrive Rawls in Una Teoria della Giustizia. La vulnerabilità e la dipendenza, quando compaiono, sono trattate come eccezioni: fasi transitorie della vita o una deviazione dalla norma. L’etica della cura rovescia questa prospettiva. Non perché neghi il valore dell’autonomia, ma perché mostra che l’autonomia stessa è un prodotto sociale fragile, costoso e politicamente determinato.

 

di Carlo Verdelli

Corriere della Sera, 11 gennaio 2026 Avevano ancora un piccolo sogno, piccolo fino a un certo punto. Ogni anno, i signori Regeni, Paola e Claudio, insieme al Comune di Fiumicello organizzano un evento per ricordare cosa ha subito loro figlio, fare il punto della situazione, incontrare e ringraziare tutte le persone che sostengono la ricerca di verità e giustizia. Speravano che questo 25 gennaio 2026, dieci anni esatti da quando Giulio sparì, avrebbe portato la conclusione del processo. Sogno rimandato. Sarà comunque l’occasione di radunare il “popolo giallo”, giallo come il braccialetto di gomma con il suo nome, giallo come i manifesti con il suo viso, giallo come un girasole che non appassisce: un popolo che dall’inizio di quel brutale 2016 è diventato la scorta affettiva, civile, solidale, di due genitori che non si sono mai arresi di fronte ...

La Stampa, 11 gennaio 2026 Ieri i primi liberi dalla prigione El Rodeo, in cui è rinchiuso il cooperante. La Farnesina ribadisce: “Stiamo lavorando, ogni giorno può essere quello buono”. Nella lista dei prigionieri che il governo venezuelano è pronto scarcerare c’è anche Alberto Trentini. Diplomazia e intelligence sono al lavoro senza sosta, su più tavoli, per riportare a casa il cooperante veneziano detenuto in Venezuela da oltre quattrocento giorni, e gli altri prigionieri italiani. Dopo la scarcerazione dei primi due - Biagio Pilieri e Luigi Gasperin - cresce la speranza che possa essere vicina la svolta anche per il 46enne arrestato il 15 novembre 2024 e rinchiuso nel carcere El Rodeo I alle porte di Caracas. Anche se i tempi non saranno brevissimi, come dimostrano le scarcerazioni al contagocce da parte delle autorità venezuelane.

 

di Greta Privitera

Corriere della Sera, 11 gennaio 2026 La strage e i morti nei video rubati. Il procuratore: pena capitale per i manifestanti. Chi filma la scena lo fa di nascosto, perché le guardie rivoluzionarie sorvegliano ogni mossa. Sono frame rubati, girati nel centro di medicina legale Kahrizak, a Teheran. E raccontano una strage. Si vedono decine di corpi sigillati in sacchi neri, allineati su barelle nude, senza materasso. Altre decine accatastate a terra. Intorno, madri e padri che vagano tra i cadaveri dei manifestanti e urlano disperati i nomi dei figli. Si tratta di uno dei rari video che sfondano il muro del blackout ordinato da Ali Khamenei, eretto da tre giorni. Si tratta della conferma che nel buio, le Guardie della rivoluzione operano indisturbate e uccidono chi dissente.

 

 

DOCUMENTI

Circolare DAP sull'utilizzo di bombolette spray urticanti (a base di Oleoresin Capsicum) da parte del personale di Polizia penitenziaria

I pareri del CSM sul ddl costituzionale recante "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e istituzione della Corte disciplinare"

Quaderni della ricerca CRRS&S Cpia Lombardia. "La cura educativa in carcere. L'istruzione carceraria tra pena e rieducazione"

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento all'8 gennaio 2026)

"Sentenze Web", servizio di ricerca libera nell'archivio della Corte di cassazione (aggiornamento a dicembre 2025)

Circolari Dipartimento Amministrazione Penitenziaria in materia trattamentale (aggiornamento al 18 dicembre 2025)

 

APPUNTAMENTI DI RISTRETTI

"La libertà limitata, i diritti no". Corso di formazione gratuito per operatori di segretariato sociale in ambito penitenziario

(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26 febbraio 2026). Per iscriversi: https://forms.gle/ o9qxAXGjni4uxcgo6

 

APPUNTAMENTI

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 12 al 18 gennaio 2026

Spettacolo teatrale. "Da Babele alla Città Celeste", di Teatrocarcere Due Palazzi & Collegio Universitario Gregorianum (Padova, 11 gennaio 2026)

Save the date. Assemblea Nazionale CNVG Ets: "Il ruolo politico del volontariato nella giustizia" (Online, 16 gennaio 2026, ore 17.00)

Convention 38° anno Centro Francescano di Ascolto "Speranza: dalle parole ai fatti" (Rovigo, 25 gennaio 2026)

Seminario: "Rieducazione nelle carceri a distanza di cinquant'anni dalla legge penitenziaria. Uno sguardo giuridico e sociologico" (Roma, 26 febbraio 2026)

 

CORSI DI FORMAZIONE

Corso formazione: "La scrittura che ripara. Le metafore per raccontare la vita" (Da remoto con un incontro conclusivo a Milano, dal 29 gennaio al 12 marzo 2026)

Corso di formazione iniziale "Mediatore familiare secondo Norma Tecnica Uni 11644 e D. Interministeriale 151/2023" (Bologna, fino all'8 novembre 2026)