|
|
|
|
Telefax 049.654233. Mail: redazione@ristretti.it Sito internet: www.ristretti.org |
Notiziario quotidiano dal carcere
--> Rassegne Tematiche <--
Edizione di sabato 10 gennaio 2026
CARCERI
di Maurizio Carucci
Avvenire, 10 gennaio 2026 “Noi abbiamo lavorato moltissimo sulla sicurezza, chiaramente gli anni di lassismo non sono facili da cancellare”. Detto ciò, “i risultati per me non sono sufficienti”, dunque “questo è l’anno in cui si cambia passo e si fa ancora di più”. “Se vogliamo garantire sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura, che è fondamentale in questo disegno”, ha detto la premier citando alcuni casi di cronaca degli ultimi giorni, sottolineando che “spesso le toghe rendono vano il lavoro delle forze dell’ordine e del Parlamento”.
di Marcello Pesarini
anconarivistaacolori.it, 10 gennaio 2026 Marco Bondavalli è uscito dal carcere di Montacuto, Ancona, il 30 dicembre 2025. Una piccola grande battaglia di resistenza che ha visto lui con la sorella e la madre, e tutti noi di “Morire di carcere” ottenere un risultato ormai insperato. È uscito con la pressione a livelli abnormi, dumping dello stomaco, stepsi, il catetere cambiato ogni 12 ore dai dottori dell’ospedale di Torrette, perché era troppo scomodo per il carcere, l’ospedale e le 4 residenze adatte alla sua patologia. Al suo fianco c’è stata la parte sana del mondo politico, deputati, garante regionale, avvocati, medici esterni che avevano lavorato gratuitamente per rappresentare la giustizia. È uscito in un 2025 nel quale sono decedute 238 persone in carcere, di cui 79 per suicidio.
di Nello Trocchia
Il Domani, 10 gennaio 2026 “Se vogliamo garantire la sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione, governo, polizia, magistratura, che è fondamentale in questo disegno”, ha detto la presidente Meloni attaccando i giudici. Poi ha elencato successi, arresti e sequestri, sui quali il governo non ha alcun ruolo. “Lo stato non indietreggia”, dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Palazzi sgomberati, mafiosi arrestati, patrimoni sequestrati alle organizzazioni criminali e, perfino, la difesa strenua dei decreti sicurezza. Nell’annuale conferenza stampa, Meloni elenca successi e individua i soliti responsabili di quello che nelle politiche securitarie non funziona: i magistrati.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 10 gennaio 2026 I casi di cronaca trasformati in propaganda. Meloni: “Spesso i magistrati sulla sicurezza rendono vano il lavoro del Parlamento, del governo e delle forze dell’ordine. Posso citare decine di casi”. La replica dell’Anm: “La costante delegittimazione dei magistrati è pericolosa per la tenuta dello stato di diritto”. Non è una questione solo di campagna referendaria. Certo, quella è alle porte ed è sempre bene alimentarla, e l’argomento lo hanno offerto i cartelloni esposti dal comitato per il No, già bersagliati negli scorsi giorni. “Se chi ha nel suo dna la ricerca della verità scrive una menzogna per difendere la sua campagna, questo delegittima. Così come le menzogne delegittimano la politica e i giornalisti” ha detto ieri la premier Meloni durante l’annuale conferenza stampa, in riferimento allo slogan “Vorresti giudici che dipendono dalla politica?”.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 10 gennaio 2026 “Le parole della presidente Meloni? Le leggo adesso e mi pare rivelino un fraintendimento davvero pericoloso sul ruolo del potere giudiziario. E questo lo dico al di là di vicende specifiche e delle varie polemiche. Dalle quali, peraltro, ho sempre cercato di prendere ogni possibile distanza”. Giuseppe Santalucia è appena uscito dalla camera di consiglio, quando si accorge che la premier ha citato in conferenza stampa, a proposito dei casi di presunta malagiustizia, proprio quello che era sul suo tavolo.
di Enza Miriami
Il Messaggero, 10 gennaio 2026 Per cosa si vota e come funziona. Cerchiate in rosso le date del 22 e 23 marzo 2026. In quei giorni gli italiani saranno chiamati a esprimersi sulla riforma della Giustizia approvata dal Parlamento attraverso un referendum confermativo, cioè senza quorum. È iniziato ufficialmente il conto alla rovescia per il referendum confermativo sulla separazione delle carriere. Con l’annuncio di Meloni delle date di apertura dei seggi, fissate per il 22 e 23 marzo, la consultazione entra nella sua fase decisiva. Gli italiani saranno chiamati a confermare o meno la riforma della Giustizia approvata dal Parlamento. Si tratta di una consultazione che, a differenza del referendum abrogativo, non richiede il raggiungimento del quorum per essere valida, sarà sufficiente la maggioranza relativa dei voti espressi.
di Giorgio Merlo
huffingtonpost.it, 10 gennaio 2026 Non ci sono schieramenti politici precostituiti. Una prassi che ha quasi sempre caratterizzato l’istituto referendario nelle vicende politiche del nostro paese. Il referendum, di per sé, e anche quello costituzionale, è per sua natura politicamente trasversale. Ovvero, non ci sono schieramenti politici precostituiti. Una prassi che ha quasi sempre caratterizzato l’istituto referendario nelle vicende politiche del nostro paese. Basti pensare che anche per lo storico referendum del 1974 sul divorzio, nella stessa area cattolica italiana - ed eravamo nel ‘74 dove l’unità politica dei cattolici non era certamente un dogma ma, comunque sia, una prassi molto collaudata e praticata dai cittadini elettori di orientamento cattolico - c’era un pluralismo di opinioni e, di conseguenza, di scelte elettorali.
di Simona Bonfante
Il Riformista, 10 gennaio 2026 Adriano Sofri interviene nell’udienza del 18 gennaio 2000 del processo di revisione celebrato presso la Corte d’Appello di Venezia. È l’ultima udienza dell’ultimo grado di giudizio, prima che un’ultima sentenza lo condanni definitivamente. Un inciso, nelle dichiarazioni difensive di Sofri, riporta alla perenne attualità della questione giustizia. Riguarda la separazione delle carriere, di cui anche al tempo si discuteva. Sofri si dice agnostico nel merito della separazione ma aggiunge un “ma”, enorme. “Quando il Presidente del dibattimento di primo grado, Manlio Minale, conduce il procedimento nei nostri confronti essendo già stato assegnato come Procuratore aggiunto alla Procura di Milano - dice Sofri - siamo in un caso in cui il Presidente, mentre sta ora giudicando noi, sta giudicando l’operato dei suoi colleghi in un processo in cui la Procura si è esposta moltissimo”.
ilpost.it, 10 gennaio 2026 Per digitalizzare i processi ci stiamo mettendo più tempo del previsto, a causa di malfunzionamenti e qualche resistenza culturale. Le procure e i tribunali più grandi e importanti d’Italia - Roma, Milano, Napoli e Torino - hanno rimandato di altri sei mesi l’obbligo di depositare atti di inchiesta e processuali nel sistema informatico allestito dal ministero per digitalizzare la giustizia italiana. Non è la prima volta che succede. Già all’inizio dello scorso anno procuratori e presidenti di tribunali avevano prorogato le scadenze, via via rimandate nel corso dell’anno. La digitalizzazione di inchieste e processi è molto più lenta e complicata del previsto in parte per malfunzionamenti del sistema informatico, in parte per lo scarso adattamento e le resistenze culturali di molti magistrati, giudici e avvocati che non riescono a liberarsi dei faldoni di carta.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 10 gennaio 2026 Per la Cassazione, sentenza n. 543/2025, va preservato il principio di proporzionalità ma non vi è la necessità di indicare dal principio una data ultima per l’estrazione e l’analisi dei dati. È legittimo il decreto di sequestro probatorio di dispositivi informatici privo dell’indicazione del termine di durata, o dei tempi di estrazione dei contenuti, considerato che sovente il Pm non è in grado di conoscerli preventivamente. Va infatti preservata la possibilità di svolgere approfondite indagini anche considerato che l’eccessiva durata è contestabile con una istanza di restituzione.
di Luigi Alfonso
vita.it, 10 gennaio 2026 Dopo la rivolta nel carcere di Massama (Oristano), parla la garante regionale della Sardegna per le persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. “Siamo ormai al collasso in tutta l’Isola, spiega Irene Testa. “Abbiamo 2.583 detenuti ma i posti disponibili sono 2.374 e gli agenti della polizia penitenziaria sono troppo pochi. Problemi anche per la salute di molti ristretti con patologie gravi”. I disordini registrati nei giorni scorsi nella Casa di reclusione “Salvatore Soro” di Massama (Oristano, nella foto d’apertura) hanno brutalmente riportato alla ribalta della cronaca la precaria situazione penitenziaria isolana.
chietitoday.it, 10 gennaio 2026 Si tratta del secondo decesso in meno di una settimana. Il sindacato Uil Pa segnala le proteste di un gruppo di internati e la presenza di contusi fra gli agenti di polizia penitenziaria. Gravi disordini segnalati nelle ultime ore all’interno della casa circondariale di Vasto dove un gruppo di detenuti starebbe protestando dopo il decesso, avvenuto la scorsa notte, di un detenuto - il secondo in meno di una settimana - e alcuni agenti di polizia penitenziaria, per mantenere l’ordine e la sicurezza, sarebbero rimasti feriti. A renderlo noto è il sindacato Uilpa.
Avvenire, 10 gennaio 2026 Anche alcune stanze della socialità sono ormai occupate da brande. La Casa circondariale di Rebibbia registra un sovraffollamento del 156% dopo gli arrivi di detenuti trasferiti da Regina Coeli, a seguito del crollo della volta della seconda rotonda e la chiusura degli accessi in quell’istituto. La situazione è così critica che alcune stanze destinate alla socialità sono state trasformate in celle di detenzione, per 11 persone, con un solo servizio igienico e senza mobilio. A denunciare il sovraffollamento del carcere questa volta è il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, che con la Garante dei diritti delle persone private della libertà di Roma Capitale, Valentina Calderone, hanno effettuato una visita di monitoraggio alla Casa circondariale di Roma Rebibbia Nuovo complesso.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 10 gennaio 2026 Ma almeno 300 reclusi non hanno documenti. I percorsi di reinserimento dei detenuti che escono dal carcere dopo aver scontato la pena. È questo uno degli obiettivi definiti come prioritari dal tavolo istituzionale su Sollicciano, riunitosi per la prima volta ieri tra Comune di Firenze (promotore del progetto), direzione del carcere, Asl, Società della salute, garante dei detenuti. Un tavolo che si riunirà costantemente per non abbassare l’attenzione sulle tante criticità quotidiane del penitenziario fiorentino.
di Sabina Radicale
sabiniatv.it, 10 gennaio 2026 Nel pomeriggio del 5 gennaio di due anni fa il 25enne reatino Matteo si toglieva la vita nel carcere di Ancona, quella stessa notte moriva il 65enne Stefano a Viterbo, dove era stato ricoverato d’urgenza a seguito di un lungo sciopero della fame condotto nel carcere di Rieti. Furono questi due vicini episodi che, così diversi ma a Rieti tragicamente connessi, immediatamente indussero l’amministrazione comunale ad accelerare nel proposito di recuperare, attualizzandola, la figura del Garante comunale per i diritti dei detenuti, già istituita dalla giunta Petrangeli undici anni prima ma mai concretizzatasi.
di Roberta Maiolini
infomedianews.com, 10 gennaio 2026 Ieri la Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Monia Scalera, ha fatto visita alla Casa circondariale di Teramo per la consegna di doni destinati ai figli delle persone detenute, in un’iniziativa dal forte valore simbolico e sociale, volta a richiamare l’attenzione sui diritti dell’infanzia e sulla tutela dei legami affettivi.
di Roberta Rampini
Il Giorno, 10 gennaio 2026 Il maestro dirige il concerto nel penitenziario: violini, viole e violoncelli sono realizzati dai detenuti “Tutto questo ci permetterà di ristrutturare gratuitamente il teatro. Spero possa avvenire anche altrove”. Dai barconi dei migranti al carcere di Opera a Milano, dove gli strumenti musicali sono stati realizzati dai detenuti. Dopo i concerti a Lampedusa e Ravenna nel 2024, il maestro Riccardo Muti e la sua Orchestra Giovanile Luigi Cherubini arrivano oggi nel carcere milanese grazie alla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti e al suo progetto “Metamorfosi”.
askanews.it, 10 gennaio 2026 Progetto promosso dalla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Promuovere la pratica artistica in contesti segnati da fragilità o limitazioni della libertà personale con l’obiettivo di creare momenti di condivisione e inclusione attraverso la relazione e il dialogo. A portare l’arte e i laboratori all’interno di contesti protetti, incluso anche le carceri, sono stati le studentesse e gli studenti romani di Naba, Nuova Accademia di Belle Arti, che hanno partecipato a un progetto dell’artista Joana Vasconcelos, promosso dalla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Il progetto culminerà con l’inaugurazione della mostra dal titolo Venus che inaugurerà il 18 gennaio presso lo spazio PM23 di Piazza Mignanelli, a Roma.
di Roberto Ciccarelli
Il Manifesto, 10 gennaio 2026 “Tecnofascismo” di Donatella Di Cesare, pubblicato da Einaudi. Il modello sono gli Usa che si avviano a essere gestiti da un clan familiare di miliardari razzisti. La nuova destra al potere è l’esito di una contraddizione tra l’etnocrazia e la tecnocrazia che si articolano nello stesso processo e finiscono per proiettare la democrazia in una logica di guerra. Questa è la tesi di “Tecnofascismo” di Donatella Di Cesare (Einaudi, pp. 146, euro 16). Il modello è Trump che intende istituire negli Stati Uniti una “democrazia immunitaria” gestita da un clan familiare di miliardari razzisti, più che da una tecnocrazia vera e propria.
AFFARI SOCIALI
di Francesco Vignarca
Avvenire, 10 gennaio 2026 Dovremmo finirla con questa storia della “guerra necessaria”. La corsa agli armamenti ha raggiunto livelli record, l’obiettivo dovrebbe essere quello di una pace positiva per la sicurezza umana. Proprio mentre rischiano di accendersi nuovi conflitti e la forza sembra schiacciare il diritto, è fondamentale ricordare che la Pace non è un’astrazione morale né un esercizio retorico di facciata, utile solo a scaricare le coscienze. Le omelie natalizie di papa Leone, il suo messaggio per la Giornata mondiale del 1° gennaio sulla “Pace disarmata e disarmante” (cifra del suo pontificato sin dalla prima apparizione sulla Loggia di San Pietro) e il documento della Conferenza Episcopale Italiana su Educare alla Pace tracciano con chiarezza una linea di lavoro che rifiuta un diffuso equivoco strumentale e manipolatorio.
di Mai più Lager - No ai Cpr
L’Unita, 10 gennaio 2026 È stata qualcosa di increscioso la scena, al question time di giovedì, della replica del Ministro Piantedosi alle precise domande dell’on Cucchi riferite al caso di Assan, persona con problemi psichiatrici che, dopo aver trascorso nel totale abbandono sette mesi nel Cpr di Milano, è stata deportata in Albania appena se ne è parlato sui nostri social e su l’Unità, e quindi, risultata lì finalmente inidonea al trattenimento per problemi di vulnerabilità psichica, è stata riportata in Italia abbandonata sé stessa, senza che ad oggi, ormai da due mesi, ve ne siano più tracce.
di Lorenzo Nicolao
Corriere dell’Alto Adige, 10 gennaio 2026 La replica: “Cbd legale”. Sono state respinte tre ricorsi per il dissequestro di altrettanti cosiddetti “Cannabis Shop” a Bolzano. Lo scorso 12 dicembre i rispettivi titolari erano stati costretti a sospendere l’attività, a seguito di un’operazione della questura, con relativa denuncia, per la vendita di infiorescenze e prodotti derivati a base di Cbd (una sostanza chimica presente nella pianta della Cannabis). Stessa decisione, nei giorni scorsi, per un altro punto vendita a Merano. Il sequestro rientra in una serie di controlli cheb ha interessato numerosi esercizi commerciali nel settore della cannabis light. Dai punti vendita era stato ritirato materiale che sarà ora sottoposto alle analisi di laboratorio.
di Gianni Oliva
La Stampa, 10 gennaio 2026 Il “diritto” è una elaborazione teorica che non può prescindere dal suo strumento di applicazione, la “forza” con la quale lo si impone. La storia del mondo è attraversata da “diritti” fondati su sistemi valoriali diversi succedutesi gli uni agli altri con il cambiare dei rapporti di forza interni o internazionali: dallo “jus latino” affermatosi con lo strapotere delle legioni (e trasformato dalla storiografia in “pax romana”), al “diritto” medievale affidato alla discrezione dei “signori”, allo “stato moderno” inteso weberianamente come l’istituzione che afferma “il monopolio della forza” sul particolarismo feudale, le vicende umane hanno il denominatore comune nell’affermazione coatta di princìpi e regole volute dai vincitori. Alla fine della seconda guerra mondiale era tuttavia nata un’attitudine nuova, sollecitata da cinque anni di massacri e di vergogne: regolare la vita della comunità internazionale secondo norme accettate da tutti.
di Gabriele Segre
La Stampa, 10 gennaio 2026 A maggio di quest’anno, a Las Vegas, un atleta attraverserà il traguardo dei cento metri in un tempo che nessun essere umano ha mai segnato. Nei suoi muscoli scorreranno sostanze dopanti che per decenni ogni federazione sportiva del mondo ha considerato come il male assoluto. Qui, però, non saranno più una colpa da nascondere. Quando solleverà le braccia al cielo, non ci saranno né controlli né alcuna vergogna. Incasserà un assegno da un milione di dollari e il pubblico lo accoglierà come un eroe. Quello che a molti sembrerà un episodio di Black Mirror sarà probabilmente una delle immagini molto reali e altrettanto iconiche di questo nuovo anno: gli Enhanced Games, i giochi che celebrano il potenziale umano sotto “supervisione medica”.
di Matthias Monroy*
Il Manifesto, 10 gennaio 2026 Seguendo l’esempio di Tripoli, anche la città separatista di Bengasi riceverà un centro di comando e attrezzature per la sua guardia costiera al fine di contrastare lo spostamento della rotta migratoria verso la Libia orientale. A seguito di una storica sentenza del 2012 della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu), agli Stati Ue è vietato riportare in Libia chiunque venga soccorso a bordo di imbarcazioni nel Mediterraneo centrale mentre tenta di raggiungere l’Europa.
di Alessandro Fioroni
Il Dubbio, 10 gennaio 2026 Nei Paesi Bassi a politica penale sembra percorrere una strada quasi opposta a quella di gran parte dell’Europa. Nonostante il governo sia oggi guidato da un esecutivo di centrodestra, con il primo ministro Dick Schoof in carica dal 2 luglio 2024, la tendenza a ridurre la popolazione carceraria non si è arrestata. Anzi, continua a rendere i Paesi Bassi un caso di studio internazionale: negli ultimi quindici anni circa 19 istituti di pena sono stati chiusi definitivamente, e le celle vuote sono diventate il simbolo di un esperimento sociale straordinario.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 10 gennaio 2026 I familiari degli oppositori politici venezuelani e dei detenuti usati come pedine di scambio da Caracas hanno vissuto l’intera giornata di ieri in una condizione di trepidazione e prudenza. Il giusto approccio per smorzare ogni facile entusiasmo ed evitare di trovarsi di fronte a cattive sorprese. Alcuni apparati del regime guidato dal deposto presidente Nicolás Maduro, che per anni ha calpestato la libertà e la democrazia, sono ancora in attività. Pertanto, è meglio non fidarsi troppo nonostante le dichiarazioni del presidente dell’Assemblea nazionale, Jorge Rodriguez, che ha annunciato la liberazione degli ostaggi - senza indicare il numero preciso -, definendola un “gesto di pace” per promuovere la convivenza nazionale.
di Fabiana Magrì
La Stampa, 10 gennaio 2026 Studentessa di giurisprudenza a Teheran, Noor, 30 anni, parla sfidando censure e intercettazioni: “Arresti, fame e repressione. Vogliamo la fine della dittatura. Anche se il prezzo è la vita”. Il regime in Iran reagisce alle nuove ondate di proteste contro la Repubblica Islamica. Iniziate il 28 dicembre 2025, si sono finora allargate a oltre cento città e comunità rurali in tutte le province iraniane. La Human Rights Activist News Agency (Hrana), dalla sua sede negli Stati Uniti, riferisce di oltre 40 persone uccise negli scontri tra manifestanti e forze di polizia e di 2.200 arresti. La rabbia dei commercianti dei bazar per la disastrosa crisi economica ha contagiato gli studenti universitari.
DOCUMENTI
Articolo. "L’art. 416 bis c.p. nell’esperienza del processo", di Maurizio Romanelli
CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento all'8 gennaio 2026)
APPUNTAMENTI DI RISTRETTI
(Online su ZOOM, dal 22 gennaio al 26
febbraio 2026). Per iscriversi: https://forms.gle/
APPUNTAMENTI
La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 12 al 18 gennaio 2026
CORSI DI FORMAZIONE