Direttore: Ornella Favero

Redazione: Padova, Via Citolo da Perugia 35

Telefax 049.654233. Mail: redazione@ristretti.it 

Sito internet: www.ristretti.org  

 

Notiziario quotidiano dal carcere

--> Rassegne Tematiche <--

Edizione di mercoledì 25 febbraio 2026

di Coordinamento carcere Due Palazzi

Ristretti Orizzonti, 25 febbraio 2026 Ci arriva la notizia di 74 trasferimenti di detenuti di Alta Sicurezza, dal carcere di Parma. Anche lì sta accadendo quanto è successo a noi. Da oggi ogni giorno pubblicheremo una o più schede che riguardano le persone detenute di Alta Sicurezza improvvisamente trasferiti da Padova dopo anni di attività rieducative. Pietro Marinaro non ce l’ha fatta, e ha scelto di morire. Il dolore e lo smarrimento non ci lasciano, e iniziamo con lui, con la sua breve scheda, che ci commuove. Lui frequentava il laboratorio di cucito OCV Operatori Carcerari Volontari: Emmanuela e Giorgio che da anni gestivano il laboratorio, fanno fatica a riprendersi da questa drammatica cesura.

 

di Alessia Candito

La Repubblica, 25 febbraio 2026 Il nuovo rapporto dell’associazione, il primo dopo l’approvazione della nuova norma, mostra come l’allarme, alla base di provvedimenti sempre più restrittivi, sia ingiustificato. Non un aumento della criminalità minorile, ma un aumento della percezione che se ne ha, anche grazie alla criminalizzazione di comportamenti in precedenza gestiti con un approccio diverso. Dalla presunta “emergenza baby gang” ai cosiddetti “maranza”, il nuovo rapporto Antigone sulla giustizia minorile, il primo dopo l’approvazione del decreto Caivano, smonta - numeri alla mano - molti dei luoghi comuni su cui si basa il discorso pubblico sui minori.

 

di Federica Olivo

huffingtonpost.it, 25 febbraio 2026 Il Rapporto Antigone sulla giustizia minorile: aumentano alcuni reati (+25% di violenze sessuali), ma i dati restano più bassi di 30 anni fa. Calano le denunce in dieci anni. L’effetto del decreto Caivano sul sovraffollamento: a fine 2025 c’erano 572 ragazzi reclusi, nel 2023 erano 200 in meno. L’impennata degli psicofarmaci. I minorenni italiani delinquono la metà rispetto ai coetanei europei. Eppure da quando si è insediato il governo Meloni la presenza di giovanissimi nelle carceri a loro dedicate è aumentata. E l’incremento non è trascurabile, perché parliamo del 35% in più tra il 2022 e il 2025. Sono alcuni dei dati presentati dall’associazione Antigone nell’ottavo rapporto sulla giustizia minorile.

 

di Vittorio Barosio e Gian Carlo Caselli

La Stampa, 25 febbraio 2026 All’inizio del suo governo Giorgia Meloni aveva detto di non volere attriti con la magistratura. Ma il governo ha sempre vissuto con particolare sofferenza le sentenze che contestavano certi suoi atti e quindi i rapporti con i giudici sono poi sempre stati, in realtà, molto difficili. Da qualche tempo però la situazione è nettamente peggiorata. Ormai è un riflesso automatico e violento. Ogni volta che un giudice emette una sentenza che non le fa piacere la Presidente del Consiglio alza i toni contro quella decisione: “rimango allibita”, “sono senza parole”, “è una sentenza abnorme” e addirittura “surreale”; “i giudici sono di ostacolo all’azione dell’esecutivo” e “impediscono la lotta contro i trafficanti di essere umani”.

 

di Francesco Machina Grifeo

Il Sole 24 Ore, 25 febbraio 2026 È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2026, il decreto legge n. 23 del 2026 approvato dal Cdm lo scorso 5 febbraio. Dopo la bollinatura della Ragioneria, approda in Gazzetta Ufficiale (n. 45 del 24 febbraio 2026) il decreto legge 24 febbraio 2026, n. 23 (Dl Sicurezza) approvato dal Consiglio dei ministri il 5 febbraio. Il provvedimento è in vigore dal 25 febbraio 2026. L’articolato introduce una stretta sugli strumenti atti a offendere: diventa reato portare fuori casa, senza giustificato motivo, coltelli con lama superiore a 8 centimetri; vietati in modo assoluto i coltelli a scatto, a farfalla, a doppio taglio e quelli apribili con una sola mano o con lama pieghevole oltre i 5 centimetri. Il decreto rafforza anche i poteri di prevenzione nelle aree urbane, e introduce nuove disposizioni su manifestazioni pubbliche, sicurezza stradale e tutela delle forze dell’ordine.

 

di Domenico Cirillo

Il Manifesto, 25 febbraio 2026 Non è lo stesso Decreto Legge “Sicurezza” uscito dal Consiglio dei ministri quello che il presidente Mattarella ha firmato ieri sera, ben 19 giorni dopo la riunione del governo che lo aveva varato e annunciato. Almeno tre le modifiche sostanziali. La prima riguarda una delle misure più contestate, il fermo di polizia che originariamente era previsto, in occasioni di manifestazioni pubbliche e in aree aperte al pubblico, sulla base di semplici “circostanze di fatto” a giudizio delle forze dell’ordine. Adesso il fermo preventivo per evitare che presunti violenti partecipino alle manifestazioni, sempre di 12 ore al massimo, scatterà solo “in presenza di un attuale pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica”. L’attualità del pericolo dovrà essere valutata da un magistrato che, in assenza, ordinerà l’immediato rilascio.

 

di Irene Famà

La Stampa, 25 febbraio 2026 I sindacati degli agenti critici: “Non vogliamo lo scudo penale, violerebbe la Costituzione”. Su una cosa gli agenti di polizia sono certi: “Non vogliamo privilegi”. Lo “scudo penale”? Nemmeno a parlarne. “Non c’è, non potrebbe esserci perché violerebbe la Costituzione e non lo vorremmo perché ci separerebbe dalla società civile”. I sindacati degli agenti sanno bene cosa significa lavorare in strada, sanno i rischi che corrono. E, più o meno tutti, ribadiscono: “La nostra battaglia principale è per la tutela legale”. Questa la priorità: potersi permettere un valido avvocato e poter affrontare le varie tappe di un procedimento penale. Senza rimetterci in termini di denaro e avanzamento di carriera.

 

di Nello Trocchia

Il Domani, 25 febbraio 2026 Le destre propongono al paese una riforma che non cambia di una virgola la giustizia. Ma quali sono i problemi veri? Domani inizia un viaggio, in diverse puntate, per raccontarvi attraverso chi amministra giustizia mancanze infrastrutturali, ritardi tecnologici e le schizofrenie del codice penale. “Grazie al nuovo decreto sicurezza approvato dal governo, chi commette furti e borseggi nelle metropolitane verrà finalmente perseguito con fermezza. Un passo fondamentale per tutelare i cittadini e garantire legalità e rispetto nei nostri spazi pubblici. Avanti tutta!”. Scriveva così Alessandra Locatelli, ministra leghista del governo di Giorgia Meloni. Ovviamente l’entusiasmo, la propaganda ha lasciato presto spazio alla realtà.

 

di Luciana Cimino

Il Manifesto, 25 febbraio 2026 Non c’è solo il referendum sulla giustizia e la questione dei dazi. Giorgia Meloni si è infilata in un altro labirinto, quello del ddl stupri e non è detto che la prima presidente del consiglio donna trovi un’uscita decorosa. L’iter del provvedimento, ora all’esame della commissione Giustizia del Senato, si allungherà ancora. La leghista Giulia Bongiorno, che presiede la commissione ed è anche relatrice del testo, ha paventato ieri la possibilità di ospitare ulteriori audizioni. Sarà l’ufficio di presidenza di Palazzo Madama a verificarne oggi la possibilità. L’ipotesi farebbe comodo a tutti: al centrosinistra ma soprattutto al governo.

 

di Davide Maniaci

Corriere della Sera, 25 febbraio 2026 La procura aveva chiesto una condanna a 11 anni e 4 mesi, i suoi legali l’assoluzione invocando la legittima difesa. Con il rito abbreviato, ha usufruito dello sconto di un terzo della pena. Dodici anni di carcere per omicidio volontario. Si è pronunciato così il giudice Luigi Riganti del tribunale di Pavia nella sentenza di primo grado per Massimo Adriatici. Martedì mattina l’ex assessore leghista di Voghera, 51 anni, è stato condannato e potrà contare sullo sconto di pena di un terzo per aver scelto il rito abbreviato. La Procura della Repubblica chiedeva per lui 11 anni e 4 mesi di carcere per l’omicidio di Youns El Boussettaoui, la difesa l’assoluzione per legittima difesa.

 

di Roberto Murgia

L’Unione Sarda, 25 febbraio 2026 Sì all’ordine del giorno del centrosinistra: sarà inviato alle Camere. Fdi e FI si astengono. Il Consiglio regionale non ha trovato l’auspicata unità per dire no all’arrivo di boss mafiosi nelle carceri sarde. L’ordine del giorno approvato è stato condiviso da parti dell’opposizione (Riformatori e Sardegna al Centro 20Venti) ma non da Forza Italia e Fratelli d’Italia. In particolare FdI ha criticato con forza l’impegno della presidente della Regione su questo fronte.

 

di Stefano Gabbiano

lapiazzaweb.it, 25 febbraio 2026 Oltre 2.000 persone fragili inserite al lavoro dal 1986. Quarant’anni di lavoro, inclusione e riscatto sociale. La Giotto Cooperativa Sociale festeggia nel 2026 un traguardo importante, celebrando una storia iniziata nel 1986 a Padova dall’intuizione di un gruppo di giovani laureati in Agraria all’Università di Padova. Oggi quella realtà conta oltre 600 collaboratori e ha offerto opportunità di lavoro e crescita personale a più di 2.000 persone in condizioni di svantaggio. Detenuti, giovani con disabilità fisiche e psichiche, persone segnate da fragilità sociali: la cooperativa ha costruito negli anni un modello che mette al centro la persona e la dignità del lavoro, trasformando situazioni di marginalità in percorsi di autonomia.

 

di Peppe Ercoli

Il Resto del Carlino, 25 febbraio 2026 Un giovane di 23 anni, originario di Campobasso, è stato trovato senza vita questa mattina all’interno della sua cella nel carcere di Ascoli Piceno, dove si trovava detenuto. L’allarme è scattato durante il consueto giro di controllo mattutino della polizia penitenziaria: il ragazzo non ha risposto ai richiami degli agenti. A quel punto è intervenuto il preposto di reparto che, entrato nella cella situata al primo piano della sezione detenuti comuni, lo ha rinvenuto privo di sensi. Sono stati immediatamente allertati i sanitari interni alla struttura e il personale del 118, che ha tentato a lungo le manovre di rianimazione. Nonostante gli sforzi, per il giovane non c’è stato nulla da fare e il decesso è stato constatato per arresto cardiocircolatorio. Per chiarire con precisione le cause della morte sarà con ogni probabilità disposta l’autopsia.

 

di Eleonora Martini

Il Manifesto, 25 febbraio 2026 Il Tribunale di Palermo riconosce un risarcimento di 700 mila euro per la famiglia di Samuele Bua, detenuto tossicodipendente e schizofrenico di 28 anni che, dopo vari tentativi, si è tolto la vita nel 2018 in una cella di isolamento. Dopo le due condanne della Corte europea dei diritti dell’uomo e gli high-level talks con il ministro Nordio pretesi dal Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa riguardo il problema mai risolto dell’alto numero di suicidi in carcere, della mancanza di accesso alle cure psichiatriche per i detenuti e della carenza strutturale di posti nelle Rems, le Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza destinate ai folli-rei, arriva un’altra sentenza contro lo Stato italiano.

 

Il Dubbio, 25 febbraio 2026 Lettera a Mattarella a sostegno della domanda di clemenza: “Non è socialmente pericoloso, il Tribunale di Sorveglianza ha respinto le istanze, ora c’è il ricorso in Cassazione”. Un nome, un’età che pesa come un macigno e una richiesta rivolta direttamente al Quirinale. Gianni Alemanno e Fabio Falbo hanno scritto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per sostenere la domanda di grazia presentata da Antonio Russo, detenuto nel carcere di Rebibbia e prossimo, secondo quanto riportato nella lettera, a compiere 88 anni. Nella lettera, Alemanno e Falbo definiscono la vicenda “una grande vergogna” e descrivono Russo come un detenuto anziano, malato e non socialmente pericoloso, con una famiglia disponibile ad accoglierlo in detenzione domiciliare. La domanda centrale, nel testo, resta una sola: “Perché rimane in carcere?”.

 

di Tonio Pillonca

L’Unione Sarda, 25 febbraio 2026 Negli anni Ottanta in carcere morirono mafiosi e terroristi. Oggi torna la paura. Badu e Carros carcere duro. Duro non solo per i detenuti che in quelle celle erano rinchiusi ma anche per una città che mal lo sopportava. In tempi in cui i sequestri di persona erano una costante e la criminalità era usa ad alzare il tiro, la prigione di massima sicurezza incombeva su Nuoro e su una Barbagia, invece, di massima insicurezza. Ci volle tanto tempo e parecchia dedizione della politica perché quel penitenziario tornasse nel perimetro della normalità. E adesso che vi aleggia nuovamente lo spettro del 41 bis, riaffiorano dai sepolcri della memoria gli spettri di un passato che non è stato mai dimenticato semplicemente perché non si può dimenticare. Nuoro non vuole più vivere il buio della ragione e stagioni infauste. Damnatio memoriae? Sarebbe opportuno, ma non si può. Oggettivamente.

 

di Massimiliano Melley

milanotoday.it, 25 febbraio 2026 Più 110% dal 2020 al 2024, e se ne consuma di più che in altri penitenziari per minori. L’allarme dell’associazione Antigone. Allarme al carcere minorile Beccaria di Milano per l’impennata di consumo di psicofarmaci tra i detenuti. Lo segnala l’associazione Antigone, che si occupa di diritti nell’ambito del sistema penale e penitenziario, all’interno del rapporto sulla giustizia minorile in Italia. Secondo l’associazione, tra il 2020 e il 2024 l’utilizzo di antipsicotici e benzodiazepine tra i detenuti del Beccaria è aumentato del 110%. I dati sono allarmanti anche in confronto con quelli di altri penitenziari minorili. Nel 2023, per esempio, al Beccaria questi farmaci sono stati utilizzati in misura 8,3 volte superiore rispetto a Bologna e 3,3 in più di Firenze, e la forbice è diminuita nel 2024 (4,8 in più di Bologna e 2,4 in più di Firenze) soltanto perché l’utilizzo è nettamente aumentato nelle altre due carceri.

 

di Peppe Ercoli

Il Resto del Carlino, 25 febbraio 2026 Struttura sovraffollata, anche se meno critica rispetto ad altri istituti. La denuncia dei sindacati: “Si lavora in condizioni disagiate, tra stress e ansia”. Il carcere di Ascoli ospita attualmente circa 160 detenuti a fronte di una capienza che non dovrebbe superare i 110. Per cui è evidente che è sovraffollato, anche se, paradossalmente, la situazione è meno critica rispetto ad altri istituti di pena italiani. La sicurezza è garantita da circa 100 agenti di polizia penitenziaria. Anche in questo caso il numero non è sufficiente in rapporto alla popolazione detenuta. I sindacati più volte hanno denunciato questa situazione, ma soprattutto che alle promesse dei politici che hanno affrontato il problema, non sono seguiti i fatti.

 

agensir.it, 25 febbraio 2026 A marzo inaugurazione della mostra “I volti della povertà in carcere”. Comacchio ospita una nuova tappa di “ScegliAmo Bene”, il progetto nazionale promosso dal Settore Carcere e Devianza della Federazione nazionale italiana Società di San Vincenzo De Paoli Odv, nato per educare i giovani alla legalità e alla responsabilità sociale attraverso un percorso innovativo e partecipativo. L’iniziativa rientra nel progetto cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna “I linguaggi della legalità”, con il patrocinio del Comune di Comacchio. Il primo appuntamento nelle giornate del 24 e del 25 febbraio con i laboratori rivolti agli studenti dell’Istituto d’istruzione superiore ‘Remo Brindisi’ di Comacchio Lido degli Estensi che saranno guidati dagli educatori della Cooperativa Girogirotondo.

 

di Renata Pepicelli

napolimonitor.it, 25 febbraio 2026 In “Il pericolo di un’unica storia” (Einaudi, 2020) la scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie scrive: “Le storie possono spezzare la dignità di un popolo. Ma le storie possono anche riparare quella dignità spezzata”. Il libro di Alaa Faraj, “Perché ero ragazzo” (Sellerio, 2025) fa esattamente questo: restituisce dignità a una storia che era stata deformata, ridotta, incasellata dentro una narrazione, giudiziaria e mediatica, falsa e ingiusta. All’inizio della storia raccontata nel libro, Alaa Faraj è un giovane studente universitario di Ingegneria, un promettente calciatore che decide di fuggire dalla Libia devastata dalla guerra dopo la caduta di Muammar Gheddafi. Alaa parte da Bengasi con due amici, spinto dal desiderio di vivere, di studiare, di realizzarsi.

di Serena Sileoni

La Stampa, 25 febbraio 2026 Il saggio di Marta Cartabia propone una collaborazione tra i poteri contro la polarizzazione. In questi giorni di “pessima e avvelenata campagna referendaria” - come l’ha definita l’ex presidente della Corte costituzionale Augusto Barbera - un invito al superamento della conflittualità tra giustizia e politica può sembrare un controcanto fuori scala o una voce nel deserto. E invece è la proposta di “costituzionalismo collaborativo” che rilancia nel suo libro Custodi della democrazia (Egea) la professoressa Marta Cartabia, prima donna a ricoprire la carica di presidente della Corte costituzionale, oltre che ministro della Giustizia nel governo Draghi.

 

di Giuseppe Passalacqua

Il Domani, 25 febbraio 2026 Cosa racconta il caso di Foggia, dove un genitore ha aggredito un insegnante colpevole di aver sgridato la figlia. La riduzione della scuola a servizio tra gli altri, il fallimento dell’accordo implicito tra istituzione e famiglia, l’emergere di un’età adulta incapace di sostenere le responsabilità del proprio ruolo. A Foggia un professore di 61 anni chiede a una ragazza di togliere i piedi dalla sedia durante la lezione. È un richiamo normale, scolastico, ordinario. Lei non abbassa lo sguardo, prende il telefono e chiama il padre. Quindici minuti dopo il padre arriva, entra in classe e schiaffeggia il professore davanti a tutti. Con disprezzo, sdegno e violenza. Solo quando il prof è sul pavimento, il padre prende la figlia e lascia la scuola.

 

di Gian Antonio Stella

Corriere della Sera, 25 febbraio 2026 Gli insulti social contro Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo. La colpa? Avere scritto una lettera aperta sulle decine di migranti annegati tentando di raggiungere l’Italia e sorpresi dalla tempesta Harry che da allora scarica quotidianamente dei corpi sulle spiagge siciliane e calabresi. “Fai il vescovo e non rompere i coglioni”, scrive uno sciacallo da tastiera all’arcivescovo di Palermo. Ma è solo uno dei tanti anonimi che nelle ultime ore hanno vomitato sui social il loro odio contro Corrado Lorefice, reo d’avere scritto domenica una lettera aperta sulle decine di migranti annegati tentando di raggiungere l’Italia e sorpresi dalla tempesta Harry che da allora scarica quotidianamente dei corpi sulle spiagge siciliane e calabresi.

 

di Silvio Messinetti

Il Manifesto, 25 febbraio 2026 La quarta udienza del processo per il tragico naufragio di Steccato di Cutro si è tenuta nei giorni del terzo anniversario della strage. Fuori dal tribunale di Crotone ieri presidio dei movimenti. “Rompere il silenzio” è lo slogan del partecipato sit-in. Tra i presenti anche l’europarlamentare Mimmo Lucano (The Left). Hanno aderito Amnesty International, Emergency, il Prc, l’Arci e la Carovana migranti per una Calabria aperta e solidale che sta attraversando la regione insieme ai testimoni di quella tragica notte. Tra loro le sorelle Maliki che hanno letto un testo in tedesco (vivono in Germania), tradotto in italiano. Un atto di accusa contro i sei militari imputati e contro il governo Meloni, reo anche di non aver mantenuto le promesse di concedere i visti e di favorire i ricongiungimenti.

 

di Vincenzo Scalia

Il Manifesto, 25 febbraio 2026 Man mano che l’inchiesta sulla morte di Abderrahim Mansouri, il giovane ucciso a Rogoredo, nella periferia di Milano, lo scorso 20 gennaio da un poliziotto, si sviluppa, la realtà sembra duplicare la fantasia, più che superarla. La sensazione è quella di trovarsi all’interno di un romanzo di James Ellroy. È chiaro che un giudizio definito si potrà formulare soltanto dopo che la verità processuale sarà stata stabilita, ma la sensazione di leggere un noir ambientato nella Los Angeles degli anni Cinquanta è forte: poliziotti che manipolano le prove, rapporti di conoscenza che sussisterebbero tra la vittima e il reo, tracce di corruzione e addirittura ipotesi di estorsione. Ci troviamo invece nell’Italia del terzo anno del governo Meloni, che ha varato un decreto contenente lo “scudo penale” per le forze dell’ordine.

 

di Luca Bonzanni

Avvenire, 25 febbraio 2026 Viaggio nel “boschetto della droga” alla periferia di Milano, con Simone Feder, psicologo e da anni è impegnato per “salvare” i ragazzi dalla rete dello spaccio. “Il clima si è fatto ancora più complesso. Il problema grosso è che si parla di un fatto purtroppo accaduto a Rogoredo, ma non si parla di Rogoredo”. Simone Feder, psicologo ed educatore, coordinatore del Team Rogoredo che da anni opera in questi luoghi, rilegge i fatti recenti e tratteggia una differenza sottile ma fondamentale. “Oltre le vicende della cronaca, c’è la realtà di chi vive la sofferenza del bosco e della stazione, ma ancora non si guarda in faccia a livello umano a quel che succede lì - rileva Feder -. Ed è qualcosa che ci interroga tutti”. Perché c’è una riflessione che viene spesso ripetuta: “Non è vero che questi ragazzi sono “invisibili”, la loro situazione è sotto gli occhi di chiunque passi da qua: questi ragazzi sono dimenticati, è diverso”.

 

di Annalena Benini *

La Stampa, 25 febbraio 2026 La direttrice del Salone del libro nelle classi dove si studia la nostra lingua. Gli studenti quasi maggiorenni sono mille. Addis Abeba si trova a 2.300 metri di altezza, a volte 2.600, dipende da dove ti trovi, e se vuoi guardare la città dall’alto (certo che vogliamo), e qui sono tutti molto preoccupati che noi nuove arrivate possiamo sentirci male per l’altitudine. Stiamo benissimo, e anche se non fosse così non lo ammetteremmo mai. Siamo atterrate all’alba, Maria Giulia Brizio e io, per un progetto del Salone del libro di Torino a cui teniamo molto, si intitola Adotta uno scrittore, una scrittrice. Le scuole italiane, le carceri e anche gli ospedali adottano un libro e insieme al libro arriva l’autore, passa del tempo in classe, risponde a tutte le domande, costruisce in tre giorni una relazione con gli studenti, con i detenuti, con i pazienti ricoverati.

 

di Riccardo Noury*

Il Domani, 25 febbraio 2026 In nome della lotta al crimine, in El Salvador dal 2022 vige uno stato di emergenza rinnovato 42 volte. Lo stato di diritto è completamente demolito e chi prova a denunciare la sospensione dei diritti finisce a sua volta in carcere. Eppure per Ecr questo è un modello da presentare in Europarlamento. Oltre a Trump, il gruppo europarlamentare di cui fa parte Fratelli d’Italia, Ecr, ha un ulteriore modello di leadership autoritaria da esaltare: quella del presidente di El Salvador, Nayib Bukele. Questo martedì pomeriggio Ecr ha accolto in Europarlamento il vice Félix Ulloa. L’incontro, aperto da Carlo Fidanza e chiuso da Nicola Procaccini, rispettivamente capodelegazione di FdI e capogruppo di Ecr, entrambi esponenti meloniani, era intitolato “Il caso di El Salvador: dalla lotta alla criminalità alla crescita economica” ...

 

DOCUMENTI

Articolo. "L’Alta Corte disciplinare", di Francesca Biondi

Articolo. "Gli USA, l'Italia e l'indipendenza dei giudici", di Mitja Gialuz

Articolo. "La riforma costituzionale del CSM: obiettivi condivisibili, strumenti sbagliati", di Filippo Donati

Cartella stampa: "Io non ti credo più". Ottavo Rapporto dell'Associazione Antigone sulla giustizia minorile italiana

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 24 febbraio 2026)

Statistiche: affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi (aggiornamento al 24 febbraio 2026)

Circolari Dipartimento Amministrazione Penitenziaria in materia trattamentale (aggiornamento al 13 gennaio 2026)

 

APPUNTAMENTI DI RISTRETTI

Save the date. Giornata nazionale di studi: "Punire i giovani" (Casa di Reclusione di Padova, 22 maggio 2026)

"La libertà limitata, i diritti no". Corso di formazione gratuito per operatori di segretariato sociale in ambito penitenziario (Online, fino al 5 marzo 2026)

 

APPUNTAMENTI

Associazione Antigone. "Io non ti credo più", presentazione del nuovo rapporto sulla giustizia minorile (Roma, 25 febbraio 2026)

Presentazione libro. "Questioni di genere, lingue e culture in carcere", di Antonella Benucci e Viola Monaci (Venezia, 26 febbraio 2026)

Presentazione libro. "Abolire l'impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà", di Valeria Verdolini (Torino, 26 febbraio 2026)

Presentazione libro. "Pazzi da morire. Le storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria", di Sara Manzoli (Modena, 26 febbraio 2026)

Seminario: "Rieducazione nelle carceri a distanza di cinquant'anni dalla legge penitenziaria. Uno sguardo giuridico e sociologico" (Roma, 26 febbraio 2026)

Presentazione del libro: "I confini del bene", di Rolando Pizzini (Trento, 27 febbraio 2026)

"Cosa vuol dire fare giustizia. Corso di In-Formazione al volontariato penitenziario" (Busto Arsizio, fino al 28 febbraio 2026)

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino all'1 marzo 2026

"Un altro cielo. Tre conferenze criminologiche con letture sui temi del delitto, del castigo e delle rispettive, drammatiche e, talvolta, irreversibili conseguenze" (Brescia, dal 5 al 19 marzo 2026)

San Vincenzo De Paoli ODV. "Scegliamo bene. Giornate per la Legalità e per una Comunità Responsabile" (Comacchio, fino al 19 marzo 2026)

Incontro-dibattito. "Il compito delle leggi: come fondare una comunità" (Lodi, 11 marzo 2026)

Incontro-dibattito: "Separare sì, separare no. Idee a confronto sulla riforma costituzionale della magistratura" (Pisa, 12 marzo 2026)

Seminario CRIVOP Italia ODV: "Volontariato penitenziario: umanizzazione o risocializzazione?" (Palermo, 20 marzo 2026)

Seminario. "Lo psicologo nelle carceri". Lectio Magistralis con la dott.ssa Tiziana Valentini (Milano, 24 marzo 2026)

Convegno. "Il fenomeno dei suicidi in carcere: analisi e prospettive. Profili giuridici, psicologici, psichiatrici e medico-legali" (Messina e online, 27 marzo 2026)

 

CORSI DI FORMAZIONE

Corso formazione: "La scrittura che ripara. Le metafore per raccontare la vita" (Da remoto con un incontro conclusivo a Milano, fino al 12 marzo 2026)

 

CONCORSI E PREMI

Concorso "DIMMI 2026 - Diari Multimediali Migranti" (Il termine per l’invio delle storie è il 31 marzo 2026)

Premio Teatro Carcere "Sandro Baldacci", istituito dall’Associazione Teatro Necessario Aps (Candidature entro il 30 aprile 2026)