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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di martedì 24 febbraio 2026

di Ornella Favero*

Corriere della Sera, 24 febbraio 2026 I 40 anni di storia della Cooperativa Giotto impongono a tutti noi, che da anni siamo impegnati per rendere le carceri luoghi meno disumani, una riflessione sul passato che ci dia stimoli nuovi e coraggio per affrontare un difficile futuro. “La vita in carcere deve essere il più vicino possibile agli aspetti positivi della vita nella società libera”: questa, che è la numero 5 delle regole penitenziarie europee, mi aveva sempre un po’ irritato perché sembrava far parte del libro dei sogni. Oggi invece a Padova abbiamo dimostrato che rovesciare i luoghi comuni è possibile.

 

di Adriano Sofri

Il Foglio, 24 febbraio 2026 Ristretti Orizzonti è da moltissimi anni l’associazione di volontari, operatori e detenuti del carcere, specialmente del padovano Due Palazzi e del femminile della Giudecca. Cura un frequentato sito online, pubblica un’indispensabile rassegna quotidiana di tutto ciò che esce su carcere e giustizia, una rivista bimestrale, e tiene il censimento dei suicidi, “Morire di carcere”. Ha perseguito da molti anni il proposito di mettere in rapporto chi sta in carcere con chi vive fuori, soprattutto facendo incontrare e discutere i detenuti con i giovani delle scuole, e collaborando con l’università. L’altro giorno la rassegna di Ristretti Orizzonti dava una notizia per sé ordinaria, come quella di un incontro romano con i responsabili del ministero, la cui premessa, discretamente e quasi incidentalmente accennata com’era, lasciava agghiacciati.

 

di Ludovica Villa*

casadellacarita.org, 24 febbraio 2026 Negli ultimi anni si è rafforzata l’attenzione al rapporto tra grave emarginazione adulta ed esperienza detentiva. Gli istituti penitenziari sono spesso descritti come “discariche sociali”, poiché accolgono in misura crescente persone con biografie segnate da precarietà economica, fragilità relazionale e bassi livelli di istruzione. Carcere e vita in strada non appaiono quindi come fenomeni separati, ma come possibili tappe di uno stesso percorso, caratterizzato dall’accumularsi di fratture biografiche nel tempo. La correlazione tra detenzione e homeless non è episodica. L’esperienza penitenziaria non interrompe necessariamente i processi di esclusione già in atto; al contrario, può accentuarli.

 

di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 24 febbraio 2026 Mercoledì scorso, nella sala Livatino del ministero della Giustizia, il viceministro Francesco Paolo Sisto ha aperto la conferenza stampa sulla giustizia riparativa con una frase che voleva essere una dichiarazione di orgoglio: “Una conferenza stampa si fa per annunciare quello che si ha intenzione di fare, noi la facciamo per dimostrare che abbiamo realizzato qualcosa”. Sul tavolo c’erano i 36 Centri per la giustizia riparativa attivati su tutto il territorio nazionale, i circa 15 milioni di euro impegnati, e un sistema che secondo il ministero sta finalmente prendendo forma dopo la riforma Cartabia del 2022. Bello. Anzi, sarebbe bello. Perché a poche settimane da quella conferenza, l’Ufficio del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della Regione Emilia-Romagna ha pubblicato un rapporto che racconta una storia molto diversa.

 

di Nicolò Delvecchio

Corriere del Mezzogiorno, 24 febbraio 2026 La battaglia di Imma Rizzo, mamma di Noemi Durini, la 16enne di Specchia uccisa dal suo fidanzato Lucio Marzo il 3 settembre 2017, continua. Ieri, la donna si è recata in Cassazione con l’avvocato Valentina Presicce per presentare la proposta di legge di iniziativa popolare volta a negare i permessi premio per chi commette femminicidi. E proprio ieri, poche ore prima della presentazione della proposta che porta il nome di Noemi, a San Severo è stato arrestato l’imprenditore Ciro Caliendo, accusato di aver ucciso la moglie Lucia Salcone nel settembre 2024.

 

Avvenire, 24 febbraio 2026 Depositata in Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare “Neomi Durini”, la 16enne uccisa da un minorenne che gode di permessi premio a 3 anni dall’omicidio. La proposta di legge di iniziativa popolare Noemi Durini, finalizzata a non concedere permessi premio a chi si macchia di delitti efferati come il femminicidio, è stata depositata questa mattina a Roma presso la Cassazione da parte di dieci promotori, primi firmatari Imma Rizzo e il suo avvocato Valentina Presicce. Imma Rizzo è la madre di Noemi Durini, la sedicenne di Specchia (Lecce) uccisa e sepolta quando era ancora viva dal suo fidanzato anche lui minorenne, il 3 settembre 2017. La proposta di legge sarà pubblicata oggi, 23 febbraio, sulla Gazzetta Ufficiale, segnando l’inizio della raccolta delle 50.000 firme necessarie. 

 

di Luigi Ferrarella

Corriere della Sera, 24 febbraio 2026 È un uruguaiano rimasto 6 anni in custodia cautelare in carcere nelle alterne vicende del processo per l’assassinio nel 1990 in un bar di Milano di un connazionale gestore di una pensione dove si esercitava la prostituzione: delitto per il quale, in contumacia e con un difensore d’ufficio, era stato condannato in primo grado nel 1991 a 23 anni, ma poi assolto nel 2024 nell’Appello-bis nato dall’annullamento in Cassazione della prima sentenza, inficiata dallo stato di contumacia e negli anni rimasta appesa (sino all’estradizione) ai vari periodi di detenzione in Uruguay per una differente condanna in quel Paese. Perciò l’uruguaiano I.P.E.E., 66 anni, ora in base alla legge chiedeva che per questi 2.190 giorni di custodia cautelare lo Stato lo indennizzasse con 547.000 euro di equa riparazione per l’ingiusta detenzione.

 

di Marco Iasevoli

Avvenire, 24 febbraio 2026 La premier, Salvini e il Governo devono difendersi da chi gli chiede di “scusarsi”. Il tentativo di uscire dall’imbarazzo: implacabili quando sbaglia chi indossa una divisa. Sul caso-Rogoredo il Governo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il vicepremier Matteo Salvini, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e l’intero stato maggiore di FdI, Lega e Forza Italia sono costretti, in queste ore, alla capriola più vistosa dell’intera legislatura. Non solo erano stati solerti, poco dopo l’uccisione di Mansouri, nel prendere le difese del poliziotto che aveva sparato - il cui nome ora è noto, Carmelo Cinturrino.

 

di Davide Parozzi

Avvenire, 24 febbraio 2026 Il caso del pusher ucciso da un agente a Milano sembra dire che, prima di commentare un fatto, sarebbe bene attendere la fine delle indagini rispettando il lavoro di giudici. La polizia ha saputo gestire la vicenda, ma con lo scudo penale cosa sarebbe successo? La vicenda dell’agente di polizia arrestato con l’accusa di avere assassinato uno spacciatore nel “bosco della droga” di Milano si presta ad alcune considerazioni. Come è noto, ieri mattina, l’assistente capo della Polizia di Stato, Carmelo Cinturrino, è stato ammanettato dai suoi stessi colleghi, nel cortile del commissariato dove presta servizio, con l’accusa di avere ucciso uno spacciatore, Abderrahimm Mansouri.

 

di Giuliano Santoro

Il Manifesto, 24 febbraio 2026 C’è la campagna propagandistica battente, il fuoco di fila transmediale che quotidianamente tiene il punto sulla repressione e la sicurezza. E ci sono le misure concrete, quelle che la destra ha fatto passare per decreto, bypassando la discussione parlamentare, e forzando di fronte ai dubbi dei costituzionalisti e le preoccupazioni degli addetti ai lavori. Sono almeno due, tra le norme dei decreti sicurezza, quelle che riguardano da vicino l’omicidio di Rogoredo e che fanno cogliere il nesso tra le campagne politiche e la produzione normativa. Un paio di settimane fa, ad esempio, è stata diffusa la circolare del Viminale che rende immediatamente operativo quanto stabilito dal primo decreto: il porto d’armi per gli agenti di pubblica sicurezza è valido anche fuori servizio, senza bisogno di licenza prefettizia ...

 

di Andrea Fabozzi

Il Manifesto, 24 febbraio 2026 La sua barriera fatta di tante parole e di qualche modifica legislativa (già messa a segno o in programma) non perché sia davvero convinta dell’innocenza della polizia ma proprio per il suo contrario. Perché crede in una giustizia sommaria e violenta, amministrata con le maniere spicce innanzitutto contro le persone marginali, migranti i primi della lista. Lo scudo è quindi concepito come una forma di immunità preventiva piena, dovuta alla carica e necessaria. Le indagini non sono solo una seccatura da evitare ai servitori dello Stato, come si dice, ma sono per la destra la rottura dell’ordine naturale delle cose, che prevedrebbe omertà e copertura per chi indossa la divisa.

 

di Nello Trocchia

Il Domani, 24 febbraio 2026 Il sindacato dei militari ha presentato un esposto in procura perché i pm di Milano valutino le posizioni dei militari che, nelle ore successive alla morte di Ramy Elgaml, si erano lasciati andare a frasi gravi e inquietanti come questa: “Bravo, uno è troppo poco. Bisognerebbe farne fuori di più. Ormai hanno preso il controllo di Milano sti bastardi”. “Alla luce della gravità dei fatti emersi, che denotano una spiccata capacità criminale e una rete di connivenze volta all’inquinamento probatorio, si chiede a codesta procura di valutare la richiesta al giudice di applicazione della misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio nei confronti degli indagati”.

 

La Sicilia, 24 febbraio 2026 Un sostegno ai familiari di detenuti in difficoltà economiche per l’acquisto di biglietti ferroviari per raggiungere le carceri siciliane. Verrà erogato in forma di voucher nominativi del valore di 50 euro per ogni singolo familiare che ha diritto di partecipare ai colloqui con il detenuto. È il frutto dell’accordo siglato tra il Garante siciliano per la tutela dei diritti dei detenuti e Trenitalia, ufficializzato stamattina a Palazzo D’Orléans. Erano presenti il presidente della Regione Renato Schifani, il garante Antonino De Lisi e il direttore regionale Trasporto Sicilia di Trenitalia, Pasquale Cammisa.

 

di Donatella Galante*

Ristretti Orizzonti, 24 febbraio 2026 E se dicessi che non aspetto più? / Se sfondassi il cancello di carne / O lo scavalcassi, verso la libertà?(Emily Dickinson). Non conoscevo Pietro M., il detenuto della sezione di Alta Sicurezza che si è suicidato alla vigilia del suo trasferimento; mi hanno riferito che era un uomo schivo e molto riservato, ma di lui non posso dire nulla. Qualcosa posso dire di altri detenuti dell’Alta Sicurezza, ergastolani che ho avuto modo di incontrare nella mia attività di volontaria alla redazione di Ristretti Orizzonti.

 

Corriere Adriatico, 24 febbraio 2026 Si tratterebbe di una persona originaria della Campania. È stato trovato privo di vita questa mattina nella casa circondariale di Marino del Tronto. I sanitari ne hanno constatato il decesso. Un uomo di 23 anni, detenuto nella sezione di media sicurezza della casa circondariale di Marino del Tronto, ad Ascoli Piceno, è stato trovato privo di vita questa mattina intorno alle 7. Il detenuto, di origini campane, era recluso nella struttura quando è stato rinvenuto senza segni di vita. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, giunti con un’ambulanza, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Secondo le prime informazioni disponibili, la causa della morte sarebbe riconducibile a un arresto cardiocircolatorio, anche se gli accertamenti sono ancora in corso.

 

di Mariarosaria Abruzzese

parmareport.it, 24 febbraio 2026 Il Garante regionale dei detenuti dell’Emilia Romagna, Roberto Cavalieri, congiuntamente alla Garante del Comune di Parma, Veronica Valenti, rendono noto un primo bilancio delle conseguenze del massiccio trasferimento di detenuti alta sicurezza dal carcere di Parma verso altri penitenziari del paese. Al momento è stato possibile quantificare in 6 gli studenti che hanno forzatamente dovuto abbandonare il percorso di studi con l’Università di Parma, 3 coloro che stati mandati altrove nonostante frequentassero attività dell’ateneo parmense, 4 coloro che lavoravano per una azienda del territorio che gestisce un laboratorio di ricondizionamento di apparecchiature per ufficio e 5 i detenuti che erano impegnati in lavorazioni della legatoria interna al carcere che realizzava lavori anche per il Comune di Parma, questo laboratorio risulta ora svuotato e senza operatori.

 

di Seby Spicuglia

La Sicilia, 24 febbraio 2026 “Purtroppo a fare sindacato vero si pagano prezzi cari”. È la posizione durissima di Nello Bongiovanni, delegato provinciale Uspp, il sindacato della polizia penitenziaria, dopo aver ricevuto il benservito dalla segreteria nazionale che gli ha revocato l’incarico. Il motivo - come si legge nelle motivazioni - sta tutto nell’aver diramato un comunicato stampa nel quale si denunciavano le (presunte) morti per overdose di alcuni detenuti nel carcere di Augusta. Morti che si sarebbero manifestate in soli quindici giorni “presumibilmente per overdose”, e per le quali Bongiovanni specificava che “nessuno vuole addossare responsabilità però ritengo giusto e doveroso fare una giusta riflessione”.

 

di Siham Ouzif

Corriere della Sera, 24 febbraio 2026 Diritti dei minori, disagio giovanile e nuove fragilità: è una fotografia articolata quella restituita dalla relazione annuale del Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del Comune di Brescia, presentata il 23 febbraio2026 in Commissione Consiliare da Mauro Ricca. La relazione riferita all’anno 2025 entra nel merito delle trasformazioni sociali mettendo in evidenza fragilità, nodi critici, prospettive future ma anche reti e progettualità già attive. Ricca ha richiamato il fondamento normativo dell’attività del Garante, legata alla Convenzione Onu, soffermandosi sui quattro principi cardine: non discriminazione, ascolto del minore, interesse superiore del bambino e diritto alla vita, sopravvivenza e allo sviluppo: “Ripercorrere questi principi e portarli nell’attualità - ha spiegato - significa mettere il bambino al centro, anche quando si parla di sanità, giustizia, carcere o comunicazione mediatica”.

 

di Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 24 febbraio 2026 La direttrice ha detto che i 7,5 milioni annunciati l’anno scorso dal sottosegretario Delmastro, saranno spesi per alcuni lavori di ristrutturazione che però ancora non sono partiti. Due mini appartamenti per l’affettività dei detenuti saranno inaugurati nei prossimi mesi nel carcere di Sollicciano. Ad annunciarlo sono state la direttrice del penitenziario Valeria Vitrani e la vicedirettrice Valentina Angioletti a margine dell’evento al Giardino degli Incontri nel corso del quale si è parlato dei corsi di formazione seguiti da quaranta detenuti che hanno acquisito le competenze per svolgere lavori in ambito cucina e informatica, competenze che possono mettere a frutto sia dentro il carcere che una volta tornati in libertà. 

 

di Antonio Andreotti

Corriere del Veneto, 24 febbraio 2026 Debutta la struttura nata sull’area del vecchio istituto per adulti. Arrivati ieri i primi cinque detenuti del nuovo carcere minorile in via Verdi. Il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari, in visita alla struttura inaugurata lo scorso 8 gennaio alla presenza, tra le altre istituzioni, di Alberto Stefani e Luca Zaia, nuovo ed ex governatore del Veneto. Il nuovo Istituto penitenziario minorile (Ipm), che sorge sull’ex Casa circondariale a fianco del Palazzo di Giustizia, ha superficie complessiva di 7.000 metri quadrati, di cui 4.000 destinati agli immobili e 3.000 agli esterni che comprendono aree verdi, una palestra e campetti per le attività sportive, per coniugare sicurezza, funzionalità e percorsi educativi.

 

di Marianna Vazzana

Il Giorno, 24 febbraio 2026 Dieci donne e 9 bimbi a San Vittore e a Bollate. Giungi: “Mancano comunità”. Accertamenti dei pompieri sull’eventuale presenza di sostanze acceleranti. A due giorni dall’incendio scoppiato all’Icam, l’Istituto di custodia attenuata per detenute madri in via Macedonio Melloni 53, la struttura è chiusa e tutte le donne sono state trasferite altrove con i loro bambini. “Quattro mamme e tre figli sono stati condotti alla Casa circondariale di San Vittore mentre altre sei con altrettanti figli sono alla sezione Nido della Casa di reclusione di Bollate” fanno sapere Alessandro Giungi e Daniele Nahum, vicepresidente e presidente della sottocommissione Carceri di Palazzo Marino.

 

di Ilaria Dioguardi

vita.it, 24 febbraio 2026 Con il progetto Piedelibero, promosso dalla cooperativa sociale Arca, si dà una nuova vita alle biciclette rubate o abbandonate nel capoluogo toscano. Con Second Chance, l’azienda Selle Royal lo sostiene fornendo centinaia di selle con piccoli difetti di produzione, che non possono essere commercializzate. “E diamo una seconda possibilità alle persone detenute nel carcere di Sollicciano, che cercano di ritrovare un posto in società una volta libere”, dice Lara Cunico, brand manager di Selle Royal. Ogni anno, solo nella città di Firenze, circa 1.800 biciclette rubate o abbandonate finiscono nel deposito comunale. Grazie all’iniziativa Piedelibero, promossa da Arca cooperativa sociale e sviluppata nel carcere fiorentino di Sollicciano con il coinvolgimento diretto delle persone detenute, molte di queste biciclette trovano una nuova vita.

 

di Pietro Giordano

lafune.eu, 24 febbraio 2026 Sovraffollamento, carenza di personale e fragilità psicologiche: il carcere viterbese come specchio di una giustizia che fatica a coniugare sicurezza e rieducazione. La sfida per Viterbo è questa: non voltarsi dall’altra parte. Perché dietro quelle mura non ci sono solo detenuti e agenti, ma una domanda profonda sul significato della giustizia e sulla qualità della nostra convivenza civile. La realtà carceraria di Viterbo ha un nome che in città evoca da sempre rispetto, timore e interrogativi: la casa circondariale “Mammagialla” (recentemente intitolato alla memoria di Nicandro Izzo), istituto storico che ospita detenuti comuni e di alta sicurezza.

 

pordenonetoday.it, 24 febbraio 2026 “Ero carcerato e siete venuti a trovarmi” (Mt. 25,36). La Pastorale Carceria, insieme alla Associazione Carcere e Comunità propone una serata di conoscenza e informazione rivolta a tutti coloro che desiderano avvicinarsi al mondo del carcere e scoprire come offrire un aiuto concreto ai detenuti e alle loro famiglie. Una occasione per conoscere più da vicino una realtà spesso nascosta, ma che ci interpella profondamente, come cristiani e come membri della società civile. L’incontro si terrà mercoledì 25 febbraio 2026 alle ore 20.30 presso l’Oratorio di Azzano Decimo. Un invito aperto a chi desidera mettersi in gioco e diventare membro della associazione, condividendo un servizio di ascolto, presenza e sostegno.

 

di Eleonora Martini

Il Manifesto, 24 febbraio 2026 Una rivista di fumetti intelligenti può essere una carezza, un piccolo trattamento “rieducativo”, un refolo di vento nelle stanze stantie. Basta un fumetto per alleviare il senso di abbandono che, anche nel sovraffollamento di una galera, attanaglia sostanzialmente ogni detenuto? Certo che no: per ridare fiato all’immaginazione mortificata dall’isolamento di chi è privato della libertà personale, per riprendere contatto con il proprio tempo e il proprio spazio ci vorrebbero le stanze dell’amore, i professionisti dell’ascolto e i medici della mente. Ci vorrebbero gli spazi verdi e le biblioteche, gli educatori, le aule scolastiche e i campi di calcio, per i ragazzi finiti nelle carceri minorili - non sia mai inizino ad assomigliare ai “ragazzi della Nickel”.

 

Il Mattino di Padova, 24 febbraio 2026 Con la regia di Paola Randi, girata interamente in Veneto e tratta dal libro scritto da papà Gino, la pellicola uscirà al cinema a novembre 2026, a tre anni dalla tragedia. Nel caso Sabrina Martina dà il volto alla ragazza uccisa dall’ex fidanzato. Il produttore: “Film come messaggio civile, oltre la cronaca”. Al via le riprese del film su Giulia Cecchettin. Si intitola “Se domani non torno”, come i versi della poesia di Cristina Torres Cáceres diventata simbolo della lotta contro la violenza sulle donne ed è liberamente ispirato al libro “Cara Giulia” scritto dal padre Gino con Marco Franzoso, edito da Rizzoli. Con la regia di Paola Randi, si gira interamente in Veneto, prodotto da Notorious Pictures in collaborazione con Mediaset e Sky ed uscirà nelle sale italiane il 5 novembre 2026 ...

 

di Gianfranco Schiavone

L’Unità, 24 febbraio 2026 Le posizioni espresse dal governatore della regione Emilia-Romagna De Pascale hanno creato molto sconcerto nel centro-sinistra regionale e nazionale; il Governatore ha fatto sapere di considerare i CPR strutture “da migliorare per renderle più umani ed efficaci” (La Repubblica, 19.02.26) che si potrebbero utilizzare magari non per tutti coloro che non hanno un permesso di soggiorno, ma almeno in casi particolari nei quali è concretamente in gioco la sicurezza pubblica come l’allontanamento delle persone socialmente pericolose. Si tratta invero di una posizione affatto nuova e che si presenta a prima vista come pragmatica e ragionevole. Cercherò di spiegare le ragioni per cui ritengo invece che essa non sia affatto ragionevole, bensì sia fondata su presupposti del tutto errati.

 

di Giansandro Merli

Il Manifesto, 24 febbraio 2026 All’interno sono una novantina. Quasi tutti portati nell’ultima settimana. Due persone al secondo round nel centro di Gjader. “Sono scioccata. C’è anche un ragazzo algerino che ha visto morire il suo compagno di cella a Bari. È un testimone nell’inchiesta in corso”, Rachele Scarpa, Pd. Il Centro di permanenza per i rimpatri di Gjader è più affollato che mai. Al suo interno ci sono una novantina di persone. Sessantacinque sono state trasferite nell’ultima settimana. I numeri vengono dal registro degli eventi critici consultato ieri dalla deputata Pd Rachele Scarpa, durante un’ispezione a sorpresa realizzata con il Tavolo asilo e immigrazione (Tai).

 

di Nicola Cocco*

L’Unità, 24 febbraio 2026 Perquisiti, indagati, minacciati di licenziamento e radiazione: alla gogna i sanitari di Ravenna che hanno negato il nulla osta al trattenimento. Esiste una distorsione profonda nel modo in cui le istituzioni osservano l’operato dei medici oggi. Il clamore mediatico si è abbattuto sui colleghi di Ravenna, indagati per aver esercitato l’autonomia clinica nel dichiarare l’inidoneità al trattenimento di alcuni migranti. Per loro, colpevoli di aver applicato a corpi marginalizzati i parametri della Direttiva del Ministero dell’Interno del 19 maggio 2022 e soprattutto i principi del Codice Deontologico, il sistema ha attivato il repertorio repressivo: perquisizioni notturne, avvisi di garanzia, richieste di licenziamento e radiazione.

 

di Elisa Campisi

Avvenire, 24 febbraio 2026 Riparte la mobilitazione della società civile contro lo svuotamento della legge 185 che vigila sulla trasparenza dell’export di armamenti. Vignarca: “Il ddl governativo rischia di rendere opachi i controlli sui fondi”. Rispoli (Libera): “No a modifiche che calpestano la storia”. “Basta favori ai mercanti di armi”, è l’appello che risuona nel comunicato diramato ieri dalla Rete Italiana Pace e Disarmo che riapre ufficialmente l’omonima campagna per bloccare lo “smantellamento” della 185/90. Si tratta della legge che disciplina l’esportazione, l’importazione e il transito di armamenti in Italia, imponendo controlli rigorosi ispirati alla trasparenza e al rispetto dei diritti umani. Secondo le organizzazioni promotrici o aderenti alla campagna - rispettivamente oltre 80 e 150, molte del mondo cattolico - sarebbe proprio questa limpidezza a essere messa a rischio.

 

DOCUMENTI

Articolo. "Ladri di case e mendicanti. La povertà minaccia la sicurezza pubblica", di Pina Porchi

Articolo. "L’incarcerazione di un genitore come perdita ambigua", di Federico Fiocco

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 16 febbraio 2026)

Statistiche: affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi (aggiornamento al 23 febbraio 2026)

Circolari Dipartimento Amministrazione Penitenziaria in materia trattamentale (aggiornamento al 13 gennaio 2026)

 

APPUNTAMENTI DI RISTRETTI

Save the date. Giornata nazionale di studi: "Punire i giovani" (Casa di Reclusione di Padova, 22 maggio 2026)

"La libertà limitata, i diritti no". Corso di formazione gratuito per operatori di segretariato sociale in ambito penitenziario (Online, fino al 5 marzo 2026)

 

APPUNTAMENTI

San Vincenzo De Paoli ODV. "Scegliamo bene. Giornate per la Legalità e per una Comunità Responsabile" (Comacchio, dal 24 febbraio al 19 marzo 2026)

Associazione Antigone. "Io non ti credo più", presentazione del nuovo rapporto sulla giustizia minorile (Roma, 25 febbraio 2026)

Presentazione libro. "Questioni di genere, lingue e culture in carcere", di Antonella Benucci e Viola Monaci (Venezia, 26 febbraio 2026)

Presentazione libro. "Abolire l'impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà", di Valeria Verdolini (Torino, 26 febbraio 2026)

Presentazione libro. "Pazzi da morire. Le storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria", di Sara Manzoli (Modena, 26 febbraio 2026)

Seminario: "Rieducazione nelle carceri a distanza di cinquant'anni dalla legge penitenziaria. Uno sguardo giuridico e sociologico" (Roma, 26 febbraio 2026)

Presentazione del libro: "I confini del bene", di Rolando Pizzini (Trento, 27 febbraio 2026)

"Cosa vuol dire fare giustizia. Corso di In-Formazione al volontariato penitenziario" (Busto Arsizio, fino al 28 febbraio 2026)

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione fino all'1 marzo 2026

"Un altro cielo. Tre conferenze criminologiche con letture sui temi del delitto, del castigo e delle rispettive, drammatiche e, talvolta, irreversibili conseguenze" (Brescia, dal 5 al 19 marzo 2026)

Incontro-dibattito. "Il compito delle leggi: come fondare una comunità" (Lodi, 11 marzo 2026)

Incontro-dibattito: "Separare sì, separare no. Idee a confronto sulla riforma costituzionale della magistratura" (Pisa, 12 marzo 2026)

Seminario CRIVOP Italia ODV: "Volontariato penitenziario: umanizzazione o risocializzazione?" (Palermo, 20 marzo 2026)

Seminario. "Lo psicologo nelle carceri". Lectio Magistralis con la dott.ssa Tiziana Valentini (Milano, 24 marzo 2026)

Convegno. "Il fenomeno dei suicidi in carcere: analisi e prospettive. Profili giuridici, psicologici, psichiatrici e medico-legali" (Messina e online, 27 marzo 2026)

 

CORSI DI FORMAZIONE

Corso formazione: "La scrittura che ripara. Le metafore per raccontare la vita" (Da remoto con un incontro conclusivo a Milano, fino al 12 marzo 2026)

 

CONCORSI E PREMI

Concorso "DIMMI 2026 - Diari Multimediali Migranti" (Il termine per l’invio delle storie è il 31 marzo 2026)

Premio Teatro Carcere "Sandro Baldacci", istituito dall’Associazione Teatro Necessario Aps (Candidature entro il 30 aprile 2026)