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Notiziario quotidiano dal carcere

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Edizione di sabato 21 febbraio 2026

Padova, 21 febbraio 2026 Il Coordinamento Carcere Due Palazzi a confronto con Capo del DAP e Direttore della Direzione Generale Detenuti e Trattamento. Un dialogo importante, alcuni impegni presi, la volontà di affrontare apertamente le tante criticità. Il Coordinamento Carcere Due Palazzi della Casa di Reclusione di Padova ha incontrato il 18 febbraio a Roma Stefano Carmine De Michele, Capo del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, ed Ernesto Napolillo, Direttore della Direzione Generale Detenuti e Trattamento. L’appuntamento era stato chiesto a seguito del repentino trasferimento, dopo anni di attività rieducative, realizzate dal Terzo settore in stretta collaborazione con l’istituzione, delle 22 persone detenute di Alta Sicurezza e il conseguente drammatico suicidio di uno di loro, Pietro Marinaro.

 

di Anna Lisa Antonucci

L’Osservatore Romano, 21 febbraio 2026 In dieci anni il sistema penitenziario italiano sembra molto cambiato, e non in meglio. I numeri relativi al decennio 2015-2025 evidenziano un quadro complesso e in parte paradossale: sono diminuite le persone che entrano in carcere, sono meno i reati commessi nel paese, ma le celle in Italia sono sempre più piene. A spiegare come questo sia possibile è Stefano Anastasia, professore associato di filosofia del diritto presso Unitelma Sapienza, tra i fondatori dell’associazione Antigone, che si batte per i diritti in carcere, e Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale per la Regione Lazio.

 

di Chiara Cacciani

huffingtonpost.it, 21 febbraio 2026 Sono decine e decine gli spostamenti improvvisi, decisi dal Dap. Protestano i garanti regionali e comunali, il mondo del volontariato in carcere, alcune Camere penali territoriali. E ora anche dei referenti degli Atenei che hanno creato Poli penitenziari universitari. Il numero proporzionalmente più grande in Sardegna, poi è toccato a Padova e in questi ultimi giorni sta accadendo a Parma. Ma nessuno si aspetta che possa finire qui. Sono decine e decine le persone detenute trasferite all’improvviso, interrompendo quotidianità raggiunte con difficoltà, percorsi di studio e formazione professionale, relazioni, cure sanitarie, facendo saltare permessi e incontri, senza possibilità (salvo rari casi) di comunicare gli spostamenti ai familiari. E costringendo a ricominciare tutto, e lentissimamente, daccapo e a volte a perdere definitivamente un po’ di ciò che si era iniziato a costruire.

 

di Eleonora Martini

Il Manifesto, 21 febbraio 2026 “Procedimenti penali e processi sono possibili grazie a figure di garanzia e magistrati di sorveglianza”. “Se in Italia oggi per la prima volta si celebrano processi per tortura commessa da pubblici ufficiali, se si è riusciti a bucare il muro di omertà che per decenni ha nascosto alcune terribili verità al Paese, lo dobbiamo soprattutto a figure terze e ai magistrati di sorveglianza. Credo che in questo momento politico sia un fatto da sottolineare”. A dirlo è l’avvocata Simona Filippi che per Antigone segue quasi tutti i procedimenti penali per tortura in carcere da quando, nel luglio 2017, anche l’Italia si è munita di quella fattispecie di reato. Oggi sono molti i processi per tortura o lesioni in corso, con alcune condanne già emesse, perfino in Appello.

 

di Luca Calaiò

L’Unità, 21 febbraio 2026 Cella numero 10, primo reparto, secondo piano. Notte fonda. Ancora qui, vivo, con una penna in mano e mille pensieri che scorrono nella mia mente. Ripenso ai compagni stufi, delusi da ogni cosa, compreso questo laboratorio. Spesso mi dicono che non serve, che è tempo perso: “Lascia perdere, andiamo in palestra, va”. E una parte di me comprende questo malessere interiore. Parlando con una psicologa clinica, è venuto fuori che il senso di ingiustizia dell’uomo, o la richiesta di giustizia, è paragonabile ai bisogni primari: mangiare, bere, dormire. Mi fermo e osservo questo spazio angusto dove trascorro parte della mia esistenza. Muri umidi, piove nel bagno, sanitari piccoli come le case di plastica per i bambini, un freddo tale che l’olio nella bottiglia si è condensato.

 

di Luca Monticelli

La Stampa, 21 febbraio 2026 “Con questi toni rischiamo le macerie, fermiamoci”. È l’appello del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano per svelenire il clima della campagna referendaria, sulla scia del monito di Sergio Mattarella lanciato quando il Guardasigilli Carlo Nordio definì “para mafiosi” i meccanismi del Csm. Il sottosegretario si augura, parafrasando il Papa, che a 30 giorni dal voto si “disarmino le parole” perché se si va avanti così “ci troveremo di fronte a macerie tra istituzioni e dentro le istituzioni”.

 

di Antonella Rampino

Il Dubbio, 21 febbraio 2026 Che cosa accadrà dopo il referendum? Lo sguardo che sul Paese si dispiega dal Colle è lungo, dal Quirinale si lavora tenendo d’occhio l’orizzonte, non solo le contingenze quotidiane. Perché la politica non è fare questa o quella mossa, questa o quella dichiarazione. La politica, come sembra si sia dimenticato in questi sciagurati anni Venti del terzo millennio, è sapere che conseguenze avranno azioni o dichiarazioni: è avere sempre presente il punto di caduta, nei casi migliori il risultato al quale si punta. E dunque le parole pronunciate da Sergio Mattarella al plenum del Csm mercoledì scorso non sono solo un grave monito, un allarme.

 

di Ettore Della Valle

avantionline.it, 21 febbraio 2026 Il problema non è quanti magistrati cambiano ruolo ma il fatto che abitino tutti sotto lo stesso tetto. Voglio dirvi perché questo è un pericolo usando la geometria. Immaginate un processo come un triangolo, in alto c’è il vertice, il giudice, quello che deve decidere, sotto alla base ci sono le due parti, l’accusa, Pubblico Ministero e la difesa, il tuo Avvocato. In un Paese civile questo triangolo deve essere equilatero. Significa che il giudice deve essere esattamente alla stessa distanza dall’accusa e dalla difesa. In Italia invece il triangolo è storto A scuola ci avrebbero detto è un triangolo scaleno, cioè accusa e giudice sono vicinissimi, stessa carriera, stessi concorsi, stesso organo che li governa, in pratica sono colleghi. La difesa invece è lontana, è l’estraneo. Ma quanto tu entri in un’aula di tribunale, vuoi che l’arbitro sia imparziale, non che sia il compagno di banco del tuo avversario, non è così?

 

di Luigi Ferrarella

Corriere della Sera, 21 febbraio 2026 Le indagini svolte senza pregiudizi ma anche senza sconti dalla Procura con i poliziotti della Squadra mobile, colleghi dell’indagato, stanno capovolgendo ciò che sembrava all’inizio. In partenza, sulla scorta delle concordanti dichiarazioni di cinque agenti e dei primi rilievi, nessuna tragedia più di quella di Rogoredo sembrava “evidente” legittima difesa di un poliziotto, davanti a uno spacciatore che in un controllo antidroga gli stesse per sparare con la pistola in mano poi rivelatasi sfortunatamente solo una arma a salve. Tanto che dal governo, nei giorni del decreto legge (ancora non in vigore) che introduce appunto la non iscrizione nel registro degli indagati quando appaia “evidente che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione” come la legittima difesa, Rogoredo era stato subito elevato a prova provata dell’ingiustizia di far passar al poliziotto una superflua via crucis giudiziaria. 

 

di Flavia Perina

La Stampa, 21 febbraio 2026 Una magistratura con la schiena dritta, una polizia con la schiena dritta, un sistema giudiziario che funziona anche se “non gli converrebbe” funzionare. Gli sviluppi dell’indagine sul delitto di Rogoredo dovrebbero rassicurare i disorientati dalle manganellate referendarie e persino chi ha paura della deriva trumpiana in Italia perché, nonostante tutto, Milano non è Minneapolis, l’Ice da noi finirebbe in galera e non c’è ancora nessuna Pam Bondi che possa bloccare un’indagine o intimidire chi la porta avanti. È una buona notizia in questi tempi cupi. E bisognerebbe fare un monumento a chi ha gestito il caso con rapidità e coscienza professionale, dimostrando tra l’altro che certe tragiche lezioni del passato non sono state dimenticate e “isolare le mele marce” non è rimasto solo uno slogan.

 

di Federico Capurso

La Stampa, 21 febbraio 2026 Senza se e senza ma. Anzi, forse. Il vicepremier ha cavalcato il caso più di chiunque altro nel centrodestra. Sul sito della Lega la raccolta firme “Io sto con il poliziotto”, 7 mila adesioni. Giorgia Meloni ha avuto “una bella fortuna”, dicono dentro la Lega. C’è chi ha guardato “per curiosità” il video della tappa della premier a Rogoredo, mentre si dirigeva a Milano per l’apertura delle Olimpiadi invernali. Era passata appena una settimana dal caso del poliziotto che aveva sparato e ucciso Abderrahim Mansouri. Strette di mano, saluti, ringraziamenti per il lavoro svolto, ma Meloni aveva incontrato solo Carabinieri e militari impegnati nell’operazione “Strade sicure” davanti alla stazione. “Se invece avesse trovato e stretto la mano a quel poliziotto, ora l’attenzione sarebbe tutta su di lei”, dice un leghista.

di Beatrice Branca

Corriere del Veneto, 21 febbraio 2026 Il Comitato: “Si vede che camminava lento e assorto e non inseguiva nessuno”. Pubblicato un altro video sugli ultimi attimi di vita del 26enne maliano, ucciso il 20 ottobre 2024 in stazione Porta Nuova a Verona da un agente della Polizia Ferroviaria che lo ha colpito con un proiettile dritto al cuore. Continua il dibattito pubblico sulla morte di Moussa Diarra e nelle ultime ora sbuca un altro video sugli ultimi attimi di vita del 26enne maliano, ucciso il 20 ottobre 2024 in stazione Porta Nuova da un agente della Polizia Ferroviaria che lo ha colpito con un proiettile dritto al cuore. 

 

Ristretti Orizzonti, 21 febbraio 2026 L’attività dell’Associazione Momart nel reparto di Alta Sicurezza al Carcere Due Palazzi è iniziata nel 2021 su richiesta del Settore Servizi Sociali del Comune nell’ambito del “Progetto Carcere”, nonostante la situazione sanitaria dovuta alla pandemia, con la realizzazione di corsi di pittura e di scultura. Nell’ambito carcerario, in cui la quotidianità si fa più opprimente e l’individuo è portato a perdere progettualità, l’attività laboratoriale si è dimostrata un valido aiuto a sviluppare relazioni costruttive, spingendo i partecipanti a fare gruppo attorno ad un interesse comune. I laboratori sono stati anche un momento di crescita culturale, stimolando l’interesse di alcuni allievi verso percorsi di studio e scolastici fino a quel momento abbandonati o addirittura sconosciuti. L’esperienza ha dimostrato che il fare artistico libera il pensiero creativo, rendendo le persone migliori ed educandole a trovare una propria forma espressiva. 

 

di Luca Preziusi

Il Gazzettino, 21 febbraio 2026 “Non chiediamo detenuti d’élite, ma bisogna costruire dei percorsi e Padova deve restare un modello. Se al posto dei reclusi dell’alta sicurezza arrivano altri che devono scontare pene di pochi mesi, rischiamo di diventare un carcere comune”. Parola di Rossella Favero di Ristretti Orizzonti. Dopo l’improvviso trasloco dei 22 detenuti dell’alta sicurezza, il suicidio di uno di loro e le tanti manifestazioni di dissenso da parte di terzo settore e guardie penitenziarie (con tanto di benedizione del Vescovo Cipolla), i volontari di Ristretti Orizzonti hanno incontrato mercoledì scorso a Roma i vertici del Dap, il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che quella decisione l’ha presa più di 11 anni fa declassando il Due Palazzi, ma l’ha messa in pratica il 28 gennaio scorso senza nessun preavviso. Neanche la direttrice del carcere Maria Grazia Lusi sapeva nulla di quella che è stata definita “deportazione”.

 

Corriere del Veneto, 21 febbraio 2026 Evitare il rischio di snaturare il Due Palazzi e, quindi, di compromettere lo svolgimento delle numerose attività di rieducazione e risocializzazione dei detenuti che, dalla fine degli anni Ottanta, lo rendono un carcere modello a livello nazionale. È soprattutto questo l’obiettivo che le tante associazioni del terzo settore che da tempo operano all’interno dell’istituto di reclusione padovano hanno espresso, tre giorni fa, durante un incontro, a Roma, con il capo del Dap (il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria), Stefano Carmine De Michele, e con il direttore della Direzione generale detenuti e trattamento, Ernesto Napolillo. Un incontro, quello di cui hanno riferito ieri Rossella Favero e gli altri responsabili della rete di volontariato Coordinamento carcere Due Palazzi, giunto a distanza di meno di un mese da quanto avvenuto a fine gennaio scorso, quando due ristretti, Giovanni M., cosentino di 74 anni, e Matteo G., vicentino di 33, si sono tolti la vita dentro le loro celle, all’indomani dell’improvviso trasferimento in altre strutture detentive (a Parma, Sulmona, Secondigliano e Catanzaro) dei 22 reclusi del reparto Alta sicurezza.

 

di Giuseppe Baldessarro

La Repubblica, 21 febbraio 2026 Il carcere della Dozza “a un passo da quota 1.000 detenuti. È una bomba pronta a esplodere”. È “una bomba pronta ad esplodere”. Così l’assessora al Welfare del comune, Matilde Madrid, definisce le condizioni di sovraffollamento del carcere della Dozza arrivato a quasi mille presenze. Si tratta di una situazione “di una gravità inaudita” e in rapida e drammatica evoluzione. A fine gennaio infatti i detenuti erano 870, “ma in queste prime settimane di febbraio siamo già saliti a 890 e stiamo arrivando velocemente ai 900. Se nulla accade abbiamo la soglia di 1.000, col il raddoppio della capienza massima, ad un passo”.

 

daily.veronanetwork.it, 21 febbraio 2026 In Consiglio comunale il Garante Don Carlo Vinco ha denunciato le criticità della Casa Circondariale di Montorio, tra sovraffollamento e disagio psichico, ma ha riconosciuto i passi avanti con il rientro della direttrice Mariagrazia Bregoli. Don Vinco, Garante dei Detenuti, ha illustrato durante il Consiglio Comunale di Verona le problematiche e le migliorie del carcere di Montorio apportate grazie al rientro della direttrice Mariagrazia Bregoli. Una situazione difficile, quella del carcere di Montorio, ma la nuova dirigenza ha dato un impulso positivo alla vita del carcere in tutte le sue componenti. Questo in sintesi l’intervento del Garante per i diritti dei detenuti, Don Carlo Vinco nel consiglio comunale di stasera.

 

di Francesco Campi

La Voce di Rovigo, 21 febbraio 2026 Al dibattito interventi del magistrato Pavarin e del direttore Arba: “Il fine è rieducare”. “Da lunedì ci saranno nuove presenze al minorile”. A dirlo, ieri pomeriggio, nel corso del convegno in Gran Guardia “Carcere di Rovigo: realtà, priorità, necessità, possibilità”, organizzato dalle associazioni “Cultura e sport insieme” e “Nuovi germogli”, è stato il sindaco di Rovigo Valeria Cittadin. Questo significa che, come del resto già preannunciato in occasione dell’inaugurazione dello scorso 8 gennaio, l’istituto penale per minori del Triveneto, nato sulle ceneri della vecchia casa circondariale di via Verdi, inizierà a funzionare.

 

di Ludovica Lopetti

Corriere di Torino, 21 febbraio 2026 “Al Ferrante Aporti sovraffollamento e caldo torrido estivo”. Lo scrive il Tribunale nelle motivazioni della sentenza con cui è stato condannato a 4 anni e 2 mesi di carcere il minore già protagonista, ai Murazzi, del lancio della bici che ferì Mauro Glorioso. La devastazione dell’1 agosto 2024 al carcere minorile Ferrante Aporti non può essere imputata a motivi “futili”. Lo scrive il Tribunale per i minori nei motivi della sentenza con cui lo scorso 11 novembre ha inflitto 4 anni e 2 mesi di carcere a uno dei minorenni già condannati per il lancio della bici dai Murazzi, che prese parte alla sommossa.

 

di Alessandro Salemi

Il Giorno, 21 febbraio 2026 Terzo settore e istituzioni uniti con municipio, Cgil, Inps, Caritas e San Vincenzo. La direttrice Cosima Buccoliero: “Facilitiamo un percorso verso il futuro”. Un patto che guarda al futuro, alla dignità delle persone e alla costruzione di nuove opportunità. È stato firmato ieri mattina, nel Municipio di Monza, in occasione della Giornata internazionale della Giustizia sociale, l’accordo “Inclusione Carceri”, un protocollo che rafforza la collaborazione tra istituzioni e Terzo settore per accompagnare le persone detenute e le loro famiglie nel percorso di reinserimento sociale e lavorativo.

 

comune.firenze.it, 21 febbraio 2026 Palagi e Marmo (Spc): “Appuntamento al Circolo Arci 25 Aprile di via del Bronzino, alle 17 del 20 febbraio 2026”. “La nostra coalizione e i nostri gruppi consiliari hanno contribuito a far nascere il Gruppo Foucault sul carcere che questo pomeriggio, alle 17, presenterà un manifesto su cui si confronterà con tutte le realtà interessate a discutere come ripensare il rapporto tra Città e istituti penitenziari. Ci muoveremo dando il massimo sostegno al percorso e mettendolo a disposizione delle istituzioni di cui siamo parte, ringraziando da ora chiunque sarà presente e vorrà discutere con noi il testo che sarà presentato. E ovviamente ringraziando l’Associazione Progetto Firenze, con cui lavoriamo da anni su questi temi e che è l’altra realtà che ha contribuito a far nascere il gruppo”.

di Martina Radicchio

laprovinciadicomo.it, 21 febbraio 2026 A Rebbio Dopo le polemiche, l’accoglienza del quartiere. Nel pomeriggio l’ispezione parlamentare al Bassone: “Passare dalla giustizia punitiva a quella trasformativa”. Alla fine Ilaria Salis è arrivata a Como. E la presenza è stata proporzionale alle dimensioni del ping pong di polemiche degli ultimi giorni: sala parrocchiale piena, gente in piedi nel corridoio, altre aule allestite in collegamento. “Ringrazio don Giusto per il lavoro che fa e per l’accoglienza calorosa in barba alle intimidazioni dei giorni passati” ha detto venerdì sera Salis. Il suo nome però va contestualizzato all’interno di un evento dedicato alla dimensione carceraria. Salis è stata infatti solo una delle sei persone che, alternandosi al microfono, hanno condotto la conversazione.

 

L’Eco del Sud, 21 febbraio 2026 Una carriera al servizio dei diritti umani e della tutela dei più vulnerabili: Mauro Palma, ex presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, ha ricevuto dall’Università di Palermo il dottorato di ricerca honoris causa in “Diritti umani: evoluzione, tutela e limiti”. Alla cerimonia, tenutasi nell’Aula Magna di Palazzo Steri, hanno partecipato circa 60 studenti di tre scuole secondarie: i licei classici Umberto e Garibaldi e lo scientifico Cannizzaro.

 

di Dario Crippa

Il Giorno, 21 febbraio 2026 Il progetto dell’osteopata e preparatore atletico Massimo Messina. L’impegno: abbiamo già inaugurato le strutture con gli attrezzi che mancavano. Un personal trainer dietro le sbarre. Ma non per colpa, bensì per scelta e spirito di sacrificio. Per portare un progetto utile e salutare alla popolazione rinchiusa alla casa circondariale di Monza. “Perché i detenuti non sono diversi da noi. E hanno diritto a stare bene”. Parola di Massimo Messina, “iron man” nel corpo (ne ha già corsi diversi) e nella mente, un curriculum sterminato come personal trainer, appunto, ma anche una laurea in Scienze motorie, preparatore atletico, osteopata, massofisioterapista, biologo nutrizionista.

 

napolivillage.com, 21 febbraio 2026 La terza ed ultima giornata della VII Edizione del Premio Nazionale dedicato ad Annalisa Durante si è conclusa con la cerimonia di premiazione delle candidature pervenute dagli istituti penitenziari e dalle biblioteche carcerarie italiane. Come premio i detenuti hanno ricevuto una copia del volume “Mare dentro. La memoria di Annalisa Durante, dentro e fuori dal carcere”, scritto per l’occasione da don Tonino Palmese, Giuseppe Perna e Giannino Durante, con prefazione del presidente della Regione Campania Roberto Fico, l’introduzione della direttrice del carcere di Poggioreale Giulia Russo e la postfazione del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, pubblicato dalla Marotta & Cafiero Edizioni su iniziativa della Fondazione Polis della Regione Campania.

 

di Elena Carnevali

Il Domani, 21 febbraio 2026 Quando comuni, associazioni, famiglie, scuole lavorano insieme nascono esperienze preziose: scuole aperte oltre l’orario curricolare, patti educativi territoriali, spazi che diventano poli civici e culturali, veri presìdi di comunità. Ci sono almeno tre elementi che oggi dovrebbero spingerci a fermarci e riflettere, seriamente, su come prenderci cura della crisi educativa, della povertà educativa e della fatica crescente che attraversa la scuola. Di fronte a fatti gravi e dolorosi che hanno colpito quella che per tutti noi è sempre stata la “sacralità” della scuola - pensata come spazio protetto, inviolabile, lontano dalla violenza - forse è arrivato il momento di smettere di parlare solo di emergenza e tornare a riconoscere l’urgenza educativa come questione centrale del nostro tempo.

 

di Ilaria Dioguardi

vita.it, 21 febbraio 2026 Il convegno nazionale della Federazione italiana delle comunità terapeutiche-Fict è stata l’occasione per fare il punto della situazione nel settore, a tre mesi dalla VII Conferenza nazionale. Concordi le principali reti del Terzo settore: il sistema attuale necessita di una revisione organica. Luciano Squillaci, presidente Fict: “Le priorità sono i punti di accesso e l’offerta per i giovani”. Aprire il sistema dei servizi, raggiungere chi oggi resta fuori, costruire risposte adeguate alle nuove generazioni: sono queste le priorità indicate da Luciano Squillaci, presidente Fict, nelle conclusioni del convegno dedicato al contributo del Terzo settore nel sistema delle dipendenze, che si è svolto a Roma. “Abbiamo finalmente tutte le reti del Terzo settore accreditato allo stesso tavolo: è il frutto di anni di lavoro comune. Ora però le buone pratiche devono diventare sistema”.

 

di Emilio Minervini

Il Dubbio, 21 febbraio 2026 Una sagoma scura emerge dai flutti biancheggianti di schiuma che la depositano, inerme, sulla battigia della spiaggia di Tropea. È il cadavere di una persona migrante. Altri corpi vengono riconsegnati dal mare sul litorale calabrese nel cosentino e nel vibonese. Sono alcune delle immagini già raccontate su queste colonne da Simona Musco che mostrano la realtà, squarciando il velo della propaganda che rivendica di aver fermato sbarchi e partenze dei migranti provenienti dal Nord Africa e diretti in Italia.

 

di Daniela Fassini

Avvenire, 21 febbraio 2026 Il medico e attivista Ibrahim Fofanah, da Sfax, in Tunisia, ha perso le tracce di cinque familiari: suo figlio, la moglie e altri parenti, durante il ciclone Harry. Hanno visto quelle immagini terribili che arrivano dall’Italia, corpi senza vita che la mareggiate restituiscono alle spiagge di Calabria e Sicilia. Corpi che potrebbero essere quelli dei loro parenti, dei loro amici, dei loro figli, partiti da Sfax proprio nei giorni della grande burrasca. E spariti nel nulla. Ora chiedono all’Italia e all’Europa di identificare quei corpi. Vogliono sapere. Si parla di circa mille dispersi. Tanti sarebbero infatti i migranti partiti da Sfax tra il 19 e il 22 gennaio, durante il ciclone Harry.

 

di Andrea Carugati

Il Manifesto, 21 febbraio 2026 Governo contro toghe Salvini contro i giudici di Palermo. Mantovano attacca Gratteri: “Vuole indagare chi vota sì?”. Oggi l’evento di Fdi a Bologna con Nordio e il ministro degli Interni. Dopo le grida meloniane in diretta social contro le sentenze del tribunale di Palermo Sea Watch, il ministro dell’Interno Piantedosi prova a riportare l’attacco del governo contro i giudici nell’alveo della legge. “Noi fino a adesso abbiamo praticato il confronto con questo tipo di sentenze impugnandole, quindi valorizzando il sistema giudiziario che prevede tre gradi di giudizio: anche in questo caso faremo così”.

 

di Alessandro Zenti

Il Manifesto, 21 febbraio 2026 Nei vicoli di fango del ghetto nel foggiano, dove non c’è traccia di futuro. Due chilometri e mezzo di terra battuta attraversano i campi come una ferita aperta. Da un lato Borgo Mezzanone: poche case sbiadite dal tempo, un bar, una chiesa, una scuola elementare che resiste per inerzia. Tracce di un’Italia coloniale, dove i parafulmini appuntiti sui tetti sembrano ancora vigilare su un passato che non ha mai smesso di respirare. Una statua della Madonna, in una nicchia di cemento, guarda verso la pista. Il suo sguardo di pietra consumata sembra attraversare lo spazio senza vedere, come tutti gli altri. Dall’altro lato, “la pista”: l’ex aeroporto militare diventato rifugio di lamiera e disperazione, il ghetto più grande d’Europa dopo la fine della Giungla di Calais.

 

di Ferruccio de Bortoli

Corriere della Sera, 21 febbraio 2026 Il ruolo dei social media e il processo a Los Angeles contro alcune piattaforme accusate di aver creato pericolose dipendenze nei minori. Luca De Biase su Il Sole 24 Ore commenta la deposizione di Mark Zuckerberg nel processo in svolgimento a Los Angeles contro alcune piattaforme accusate di aver creato pericolose dipendenze nei minori. Il patron di Meta si è semplicemente scusato per non aver potuto impedire l’iscrizione addirittura di bambini (il caso più clamoroso, quello dietro l’acronimo Kgm era su Instagram dall’età di 9 anni) e ha promesso che in futuro le sue società saranno più attente. Ma dobbiamo dubitare del suo impegno se, nel respingere le accuse, ha sostenuto che la cosa più importante è tutelare la libertà d’espressione anche a costo di qualche errore.

 

di Lorenzo d’Avack

Il Dubbio, 21 febbraio 2026 Stando a quanto riportato dal Times, il dicastero della giustizia britannico propone scenari di controllo sociale, grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale (IA). Attraverso questo sistema si pretende un controllo sul futuro comportamento criminale delle persone, fin da bambini, con l’obiettivo di mettere in campo il prima possibile adeguate misure di sicurezza. Siamo a delle tecniche in grado di fornire strumenti nuovi e potenti per pratiche improprie di manipolazione, sfruttamento e controllo sociale. Tali pratiche di IA sono particolarmente dannose, abusive e dovrebbero essere vietate, poiché contrarie ai valori dell’Unione relativi al rispetto della dignità umana, della libertà, dell’uguaglianza, della democrazia e dello Stato di diritto.

 

DOCUMENTI

Articolo. "L’incarcerazione di un genitore come perdita ambigua", di Federico Fiocco

Articolo. "La Consulta richiama il carcere alla sua coscienza rieducativa", di Maria Teresa Caputo

Articolo. "Sessualità, potere e stigma negli istituti penitenziari: profili criminologici e giuridici", di Claudia Trani

Radio Carcere, di Riccardo Arena. "Abbiamo fatto entrare in carcere un Consulente tecnico per misurare le celle. L’iniziativa della Camera Penale di Prato che ha fatto misurare le celle da un consulente e ha dimostrato che i detenuti non hanno 3 mq a testa"

 

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Statistiche: suicidi, morti per malattia, cause da accertare (aggiornamento al 16 febbraio 2026)

Statistiche: affollamento, carenza di personale, mancanza di servizi (aggiornamento al 20 febbraio 2026)

Circolari Dipartimento Amministrazione Penitenziaria in materia trattamentale (aggiornamento al 13 gennaio 2026)

 

APPUNTAMENTI DI RISTRETTI

Save the date. Giornata nazionale di studi: "Punire i giovani" (Casa di Reclusione di Padova, 22 maggio 2026)

"La libertà limitata, i diritti no". Corso di formazione gratuito per operatori di segretariato sociale in ambito penitenziario (Online, fino al 5 marzo 2026)

 

APPUNTAMENTI

Mostra fotografica: "Discrepanze. Luci ed ombre dal carcere di Prato" (Prato, fino al 21 febbraio 2026)

Incontro-dibattito di Nessuno Tocchi Caino. "Carcere ex art. 41 bis, qui ed ora" (Alessandria, 21 febbraio 2026)

La Newsletter di Liberi dentro – Eduradio & Tv. Programmazione dal 23 febbraio all'1 marzo 2026

Teatro-carcere. Compagnia Puntozero Beccaria: "Alice Augmented" (Milano, presso l'IPM Cesare Beccaria, fino al 22 febbraio 2026)

Associazione Antigone. "Io non ti credo più", presentazione del nuovo rapporto sulla giustizia minorile (Roma, 25 febbraio 2026)

Presentazione libro. "Abolire l'impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà", di Valeria Verdolini (Torino, 26 febbraio 2026)

Presentazione libro. "Pazzi da morire. Le storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria", di Sara Manzoli (Modena, 26 febbraio 2026)

Seminario: "Rieducazione nelle carceri a distanza di cinquant'anni dalla legge penitenziaria. Uno sguardo giuridico e sociologico" (Roma, 26 febbraio 2026)

Presentazione del libro: "I confini del bene", di Rolando Pizzini (Trento, 27 febbraio 2026)

"Cosa vuol dire fare giustizia. Corso di In-Formazione al volontariato penitenziario" (Busto Arsizio, fino al 28 febbraio 2026)

"Un altro cielo. Tre conferenze criminologiche con letture sui temi del delitto, del castigo e delle rispettive, drammatiche e, talvolta, irreversibili conseguenze" (Brescia, dal 5 al 19 marzo 2026)

Incontro-dibattito. "Il compito delle leggi: come fondare una comunità" (Lodi, 11 marzo 2026)

Seminario CRIVOP Italia ODV: "Volontariato penitenziario: umanizzazione o risocializzazione?" (Palermo, 20 marzo 2026)

Seminario. "Lo psicologo nelle carceri". Lectio Magistralis con la dott.ssa Tiziana Valentini (Milano, 24 marzo 2026)

Convegno. "Il fenomeno dei suicidi in carcere: analisi e prospettive. Profili giuridici, psicologici, psichiatrici e medico-legali" (Messina e online, 27 marzo 2026)

 

CORSI DI FORMAZIONE

Corso formazione: "La scrittura che ripara. Le metafore per raccontare la vita" (Da remoto con un incontro conclusivo a Milano, fino al 12 marzo 2026)

 

CONCORSI E PREMI

Concorso "DIMMI 2026 - Diari Multimediali Migranti" (Il termine per l’invio delle storie è il 31 marzo 2026)

Premio Teatro Carcere "Sandro Baldacci", istituito dall’Associazione Teatro Necessario Aps (Candidature entro il 30 aprile 2026)